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Analisi L'infinto di Leopardi, Esercizi di Letteratura Italiana

Parafrasi e figure retoriche dell'Infinto di Leopardi

Tipologia: Esercizi

2021/2022

Caricato il 13/12/2024

M.ausilia23
M.ausilia23 🇮🇹

4.8

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9 documenti

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“LEOPARDI”
PARAFRASI “Sempre caro mi fu questo solitario colle e questa siepe, che impedisce la vista di gran
parte dell’estremo orizzonte. Ma sedendo e guardando, nella mente immagino interminati spazi oltre
la siepe e sovrumani silenzi e profondissima quiete, e per poco il cuore non prova un momento di
sgomento. E quando il vento sento stormire tra queste piante, io vado comparando quell’infinto
silenzio a questa voce (al frusciare del vento fra le piante): e mi viene in mente l’idea di eternità, e le
epoche passate, l’età presente e viva e il suon di lei. In questo modo il mio pensiero s’annega in questa
immensità: e il naufragar è dolce in questo mare d’immensità”.
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-ENJAMEMENT= 10 su 15 endecasillabi. "interminati/spazi" (v. 4-5); "sovrumani/silenzi" (vv. 5-6);
"quello infinito" (vv. 9-10); "questa immensità" (vv. 13-14).
-Sempre caro mi fu quest’ermo colle= ANASTROFE. La frase avrebbe potuto avere questo ordine
“Quest’ermo colle mi fu sempre caro”
-Questa siepe…da quella= ANTITESI (v2, v.5). Nel secondo verso usa l'aggettivo dimostrativo "questa",
per indicare la vicinanza della siepe, nel verso 5, invece, usa l'aggettivo dimostrativo "quella" per
indicare lontananza.
-Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude= ANASTROFE (v.3). La frase ordinata avrebbe dovuto essere
“esclude il guardo dell’ultimo orizzonte.
-Interminati =IPERBOLE (v. 4). Consiste nell'intensificare un'espressione esagerando la misura.
-Sovrumani = IPERBOLE (v. 5). Anche qui esagera nel senso della misura.
-Profondissima = IPERBOLE (v. 6). Altra esagerazione nella misura
-Sovrumani silenzi, e profondissima quiete = POLISINDETO (vv. 5-6). Uso ripetuto della congiunzione
"e".
-Stormir = ONOMATOPEA (v. 9). È una parola che con il suo suono riproduce o imita un rumore della
realtà, in questo caso il fruscio delle foglie delle piante.
-Silenzio a questa voce vo comparando = ANTITESI (vv. 9-11). Questi versi sono in contrasto tra loro,
perché il poeta paragona il silenzio a questa "voce", ma in presenza di una voce non esisterebbe il
silenzio.
-E mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei = POLISINDETO (v. 11-
13). Ripetizione della congiunzione "e".
Morte stagioni......viva = ANTITESI (vv. 12-13). A breve distanza le stagioni sono morte e poi una è viva,
due aggettivi in contrasto tra loro. La spiegazione è che le stagioni morte sono quelle passate e la
stagione viva è quella in corso.
-Il naufragar m'è dolce in questo mare = METAFORA (v. 15). Perché non si sta riferendo a un mare
reale.
-Naufragar ... dolce = ANTITESI (v. 15). Il naufragio non può essere dolce, è comunque una cosa brutta
anche se Leopardi si riferisce ad altro.
L’INFINTO
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“LEOPARDI”

PARAFRASI →“Sempre caro mi fu questo solitario colle e questa siepe, che impedisce la vista di gran parte dell’estremo orizzonte. Ma sedendo e guardando, nella mente immagino interminati spazi oltre la siepe e sovrumani silenzi e profondissima quiete, e per poco il cuore non prova un momento di sgomento. E quando il vento sento stormire tra queste piante, io vado comparando quell’infinto silenzio a questa voce (al frusciare del vento fra le piante): e mi viene in mente l’idea di eternità, e le epoche passate, l’età presente e viva e il suon di lei. In questo modo il mio pensiero s’annega in questa immensità: e il naufragar è dolce in questo mare d’immensità”.


  • ENJAMEMENT = 10 su 15 endecasillabi. "interminati/spazi" (v. 4-5); "sovrumani/silenzi" (vv. 5-6); "quello infinito" (vv. 9-10); "questa immensità" (vv. 13-14).
  • Sempre caro mi fu quest’ermo colle= ANASTROFE. La frase avrebbe potuto avere questo ordine “Quest’ermo colle mi fu sempre caro”
  • Questa siepe…da quella= ANTITESI (v2, v.5). Nel secondo verso usa l'aggettivo dimostrativo "questa", per indicare la vicinanza della siepe, nel verso 5, invece, usa l'aggettivo dimostrativo "quella" per indicare lontananza.
  • Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude= ANASTROFE (v.3). La frase ordinata avrebbe dovuto essere “esclude il guardo dell’ultimo orizzonte”.
  • Interminati = IPERBOLE (v. 4). Consiste nell'intensificare un'espressione esagerando la misura.
  • Sovrumani = IPERBOLE (v. 5). Anche qui esagera nel senso della misura.
  • Profondissima = IPERBOLE (v. 6). Altra esagerazione nella misura
  • Sovrumani silenzi, e profondissima quiete = POLISINDETO (vv. 5-6). Uso ripetuto della congiunzione "e".
  • Stormir = ONOMATOPEA (v. 9). È una parola che con il suo suono riproduce o imita un rumore della realtà, in questo caso il fruscio delle foglie delle piante.
  • Silenzio a questa voce vo comparando = ANTITESI (vv. 9-11). Questi versi sono in contrasto tra loro, perché il poeta paragona il silenzio a questa "voce", ma in presenza di una voce non esisterebbe il silenzio.
  • E mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei = POLISINDETO (v. 11- 13). Ripetizione della congiunzione "e". Morte stagioni......viva = ANTITESI (vv. 12-13). A breve distanza le stagioni sono morte e poi una è viva, due aggettivi in contrasto tra loro. La spiegazione è che le stagioni morte sono quelle passate e la stagione viva è quella in corso.
  • Il naufragar m'è dolce in questo mare = METAFORA (v. 15). Perché non si sta riferendo a un mare reale.
  • Naufragar ... dolce = ANTITESI (v. 15). Il naufragio non può essere dolce, è comunque una cosa brutta anche se Leopardi si riferisce ad altro.

L’INFINTO

  • ALLITTERAZIONE S (sedendo, sovraumani silenzi, profondissima quieta), V, O.