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Esercizi di Matematica: Funzioni, Limiti e Grafici, Appunti di Analisi Matematica I

Appunti che si riferiscono alla prima parte del corso, sull'analisi di una funzione.

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 04/03/2016

Roberto.Zemignani
Roberto.Zemignani 🇮🇹

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ANALISI MATEMATICA 1
primo semestre
______________________________________________________________________________
[lezione 6/10/14]
*Lanalisi matematica consiste nellanalizzare il calcolo infinitesimale. Il suo intento è quello di
sostituire al concetto di punto il concetto di intervallo infinitesimale e, considerandolo come base
potremo riscrivere una matematica adatta ad affrontare il mondo fisico.
-Introduzione agli insiemi dei numeri :
insieme dei numeri naturali N:
1,2,3,.L'insieme é: infinito,ordinato,discreto
questo insieme non è adatto alle sottrazione perché “2-4non avrebbe senso perciò si ricorre ad
unaltro insieme, più grande.
insieme dei numeri relativi Z:
-4,-3,-2,,4,5.. E' uninsieme: infinito,ordinato,discreto
però questo insieme non è adatto alla divisione perché “2/5non da come risultato un numero
intero in modo da trovarlo nellinsieme Z, perciò si ha bisogno di unaltro insieme.
insieme dei numeri razionali Q:
n/m : n,m appartengono a Z, con m diverso da 0 L'insieme è:infinito,ordinato,non discreto
perché tra una coppia di numeri vi sono infiniti numeri (si dice che è denso).
- in questo insieme però numeri come
2 3 B 72 non si possono individuare per questo vi è bisogno di un altro insieme, quello dei numeri
reali.
insieme dei numeri reali R:
in sostanza questo insieme è linsieme Q più i suoi buchi.
def. R è linsieme costituito da tutti gli allineamenti decimali illimitati con segno.
R >_ Q >_ Z >_ N ( >_ = contiene )
Assioma di completezza
R è completo, cioè se consideriamo 2 insiemi A e B di numeri N tali che ogni elemento a b per
ogni aappartenente a A e per ogni bappartenente a B la completezza ci dice che esiste
almeno un elemento appartenente a R tale che a c b.
Intervalli (rappresentazione)
Dati a,b appartenenti a R , a < b, indico :
entrambi esclusi, si dice intervallo aperto: (a,b)
]a,b[
- uno compreso e laltro escluso, può essere o semiaperto a destrao semiaperto a sinistra:
[a,b) o (a,b]
entrambi compresi, intervallo chiuso: [a,b]
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Scarica Esercizi di Matematica: Funzioni, Limiti e Grafici e più Appunti in PDF di Analisi Matematica I solo su Docsity!

ANALISI MATEMATICA 1

primo semestre


[lezione 6/10/14]

*L’analisi matematica consiste nell’analizzare il calcolo infinitesimale. Il suo intento è quello di sostituire al concetto di punto il concetto di intervallo infinitesimale e, considerandolo come base potremo riscrivere una matematica adatta ad affrontare il mondo fisico.

-Introduzione agli insiemi dei numeri :

  • insieme dei numeri naturali N: ⌇1,2,3,….⌇L'insieme é: infinito,ordinato,discreto questo insieme non è adatto alle sottrazione perché “2-4” non avrebbe senso perciò si ricorre ad un’altro insieme, più grande.
  • insieme dei numeri relativi Z: ⌇-4,-3,-2,…,4,5..⌇ E' un’insieme: infinito,ordinato,discreto
  • però questo insieme non è adatto alla divisione perché “2/5” non da come risultato un numero intero in modo da trovarlo nell’insieme Z, perciò si ha bisogno di un’altro insieme.
  • insieme dei numeri razionali Q: ⌇n/m : n,m appartengono a Z, con m diverso da 0⌇ L'insieme è:infinito,ordinato,non discreto perché tra una coppia di numeri vi sono infiniti numeri (si dice che è denso).
  • in questo insieme però numeri come ⌇ 2 3 B 7 2 ⌇non si possono individuare per questo vi è bisogno di un’altro insieme, quello dei numeri reali.
  • insieme dei numeri reali R:

in sostanza questo insieme è l’insieme Q più i suoi “buchi”. def. R è l’insieme costituito da tutti gli allineamenti decimali illimitati con segno.

R >_ Q >_ Z >_ N ( >_ = contiene )

- Assioma di completezza

R è completo, cioè se consideriamo 2 insiemi A e B di numeri N tali che ogni elemento a ≤ b per ogni “a” appartenente a A e per ogni “b” appartenente a B la completezza ci dice che esiste almeno un elemento appartenente a R tale che a ≤ c ≤ b.

Intervalli (rappresentazione)

Dati a,b appartenenti a R , a < b, indico :

  • entrambi esclusi, si dice “intervallo aperto” : (a,b) ]a,b[
  • uno compreso e l’altro escluso, può essere o “semiaperto a destra” o “semiaperto a sinistra” : [a,b) o (a,b]
  • entrambi compresi, “intervallo chiuso” : [a,b]

✳ per indicare un numero escluso è possibile usare anche la seguente rappresentazione: ⌇ 5 ⌇^c = R -⌇ 5 ⌇ (la c significa complementare )

Valore Assoluto

*mi indica la distanza da un punto

Il valore assoluto di un numero relativo a (indicato con a ) è il numero stesso, se questo è positivo

o nullo, il suo opposto, se questo è negativo. Pertanto è sempre “non negativo” il risultato di un valore assoluto,non il suo argomento.

  • “a” appartiene a R | a |= a se a> -a se a< | a | = | -a | | ab | = | a | * | b | | a/b | = | a | / | b | valore assoluto di un prodotto: |x| * |x+1| = |x2 + x| valore assoluto di un quoziente |x+1| / |x+2| = |x+1/x+2|

✳ disuguaglianza triangolare = | a+b | ≤ | a | + | b |

  • Tipi di es.

**Risoluzione dell'equazione |f(x)|= k (es. |x| = 2)

  • se k<0 , l'equazione non ha soluzioni
  • se k = 0, l'equazione è verificata se e solo se f(x) = 0
  • se k>0, l'equazione é verificata se e solo se f(x) = -k V f(x) = k

**Risoluzione dell'equazione |f(x)|= g(x) l'equazione equivale a:

  • £ f(x) >_ 0 V £ f(x) < 0 £ f(x) = g(x) £ -f(x) = g(x)

**Risoluzione dell'equazione |f(x)| = |g(x)| l'equazione equivale a:

  • f(x) = g(x) V f(x) = - g(x)

**Risoluzione di un equazione con due o più valori assoluti ( vedi es. sul quaderno )

  1. si studia il segno degli argomenti dei valori assoluti che compaiono nell'equazione.
  2. si risolve l'equazione in ciascun degli intervalli che si vengono a determinare.
  3. si conclude, assumendo come soluzioni dell'equazione originaria tutte le soluzioni accettabili che si sono trovate nel passo precedente.

**Risoluzione della disequazione | x | < 5 soluzione = -5 < x < 5

** Risoluzione della disequazione |x-a| < D

  • togliamo il valore assoluto, e diventa :
  • -D < x-a < D , spostiamo la a

m.

Se prendiamo un insieme A, definiamo il minimo di A, se esiste, il numero “m” appartenente ad A

t.c. per ogni “a” appartenete ad A, “a” ≥ m

es. A [0,1) m = 0

es. A (0,1) m = non esiste

Per “rilassare” questa definizione troppo restrittiva definiamo l appartenente a R il minorante di A

se per ogni “a” appartenente ad A, “a” ≥ l

es. A insieme dei numeri appartenenti a R

C ( minoranti di A)

A = (0,1) C = [0, - infinito)

A = [0,1) C = [0, - infinito)

  • In A limitato inferiormente si dice che m appartenente a R è l’estremo inferiore di A se “m” è il

massimo dei minoranti.

  • Per esserci m si deve avere = 1. “m” ≤ “a” con “a” appartenente ad A

2. per ogni epsilon > 0 esiste un “a” appartenente ad A tale che a <

m + epsilon. Questo significa che se prendiamo un valore di epsilon

positivo e lo sommiamo al nostro estremo inferiore troviamo un valore

appartenete all’insieme A.

Es. x appartenente ad R; x>0 uguale a (0; + infinito)

max = non esiste

min = non esiste

magg. = non esiste

mino. = 0, -1,..,-

  • A si dice limitato superiormente se A ammette maggioranti
  • A si dice limitato inferiormente se A ammette minoranti
  • A si dice limitato se A ammette sia maggioranti che minoranti

* l’estremo relativo è un punto o di massimo o di minimo.

[Lezione 7/10/14]

Concetto di funzione

Se consideriamo due esempi, A (classe) e B (età), si può avere una funzione se si associa un

elemento del primo insieme a uno e uno solo del secondo. Infatti se facciamo il contrario non

otteniamo una funzione in quanto all’età 19 possono corrispondere più componenti della classe e

non più uno e uno solo.

  • definizione

Si definisce funzione y della variabile x un legame fra due variabili, una detta variabile

indipendente x e l'altra detta variabile dipendente y tali che abbiano senso le operazioni da

effettuare sulla x per ottenere i valori della y e per ogni valore della x corrisponda un solo valore

della y

y=f(x)

oppure

Si dice che è definita una funzione f su un insieme A a valori in un insieme B se a ogni elemento di

x appartenente ad A è assegnato uno e uno solo elemento f(x) appartenente a B.

f : A —> B

x —> f(x)

Più semplicemente possiamo dire la funzione è una legge che associa ad un elemento di partenza

(imput) uno e un solo elemento di arrivo (output).

L’insieme A è detto dominio della funzione, l’insieme B è detto codominio. Supponendo che in un

insieme B non tutti i valori vadano bene per rispettare la legge che ci impone la funzione, ne

consideriamo solo un sottoinsieme, ovvero quelli che ci vadano bene. Questo sottoinsieme di B è

formato da tutti i valori f (x) quando x varia in A è detta immagine di f e si indica con f (A).

x : variabile indipendente y : f (x) variabile dipendente

✳ Il campo di esistenza di una funzione coincide sempre con tutto l’asse x tranne nei seguenti casi:

  • equazioni fratte
  • equazioni irrazionali
  • equazioni logaritmiche

es.

f (x) = 1 / ( 2 3B 7x +1)

D = [0; + 00)

f (x) = f : [0 ; +00 ) appartenente a R —> R

f [0 ; +00 ) contenuto in R

  • ( 2 3B 7x +1) > 0
  • Se si ha una funzione e si prendono due punti x1 < x2 e si vede che le loro immagini

f (x1) ≤ f (x2) la funzione si dice monotona crescente.

  • Se si ha una funzione e si prendono due punti x1 < x2 e si vede che le loro immagini

f (x1) ≥ f (x2) la funzione si dice monotona decrescente.

  • Se si ha una funzione e si prendono due punti x1 < x2 e si vede che le loro immagini

f (x1) > f (x2) la funzione si dice monotona strettamente decrescente.

  • Se conosco una funzione in un intervallo e la posso riprodurre, si dice funzione periodica.

f : D contenuto in R —> R

f è periodica di periodo T

f (x+T) = f (x) : per ogni x appartente a D

✳ se una funzione è periodica di periodo T lo è anche per 2 T.

Limiti

Introduciamo il concetto considerando la funzione f (x) = senx / x

  • con x = 0,2 —> f(x) = 0,
  • con x = 0.001 —> f(x) = 0,

Quindi se dimostriamo che ci avviciniamo a 1 più la x si avvicina a 0 allora si dice che il limite di f

(x) per x che tende a 0 è 1.

lim (x—>1) f(x) = 1

definizione

Se f(x) è definita per tutti gli x vicini ad “a” tranne eventualmente “a” stesso si dice che il limite f

(x) per x che tende ad “a” é uguale ad un valore L e si scrive lim (x—>a) f(x) = L se è possibile

rendere il valore f(x) arbitrariamente vicino ad L pur di prendere un qualunque x sufficientemente

vicino, ma non uguale ad “a”.

✳ se esiste il limite è unico perché anche per assurdo che esistano due limiti eseguendo i calcoli si

ottiene che L = k ciò significa che coincidono quindi il teorema è verificato.

limite dx.

Si dice che il limite destro di f(x) in c é uguale a L e si scrive :

lim (x—> c+) f(x) = L

se è possibile rendere il valore di f arbitrariamente vicino a L pur di prendere x > c sufficientemente

vicino a c.

limite sx.

Si dice che il limite sinistro di f(x) in c é uguale a L e si scrive :

lim (x—> c-) f(x) = L

se è possibile rendere il valore di f arbitrariamente vicino a L pur di prendere x < c sufficientemente

vicino a c.

Se abbiamo una funzione f : R - ⌇a⌇—> R e sappiamo che questa funzione a lim

(x—>a) f(x) = L possiamo affermare con certezza che sia il “lim (x—> a+) f(x) = L “che il “lim(x

—>a-)f(x) = L”. Viceversa non possiamo affermarlo in quanto può esistere una funzione che non

abbia un limite ma bensì abbia solo un limite destro e un limite sinistro.

es. f(x) = x/x^2+|x|

-essendoci il modulo dobbiamo suddividere i casi.

1. f(x) = x/x^2+x con x>

lim (x—>0+) f(x) = lim (x—>0+) 1/x+1 = 1

(2) f(x) = x/x^2-x con x<

lim (x—>0-) f(x) = lim (x—>0+) 1/x-1 = -

Infatti possiamo dire che non esiste un limite di f(x) quando la x tende a 0

✳ Si può dimostrare in generale che, se P(x) è polinomio di grado n e Q(x) è polinomio di grado m,

allora: lim x—> +00 di P(x) / Q(x) è :

  • -00 se n>m
  • (^) 0 se n<m
  • valore finito se n=m

✳ Le funzioni periodiche non costanti non hanno limite per x-> +00 o x-> -00.

Continuit à

Si dice che f è continua in un punto c del dominio se :

lim (x—> c) f(x) = f(c)

Una funzione non continua ha questo comportamento

lim (x—> c) f(x) = L diverso da f(c)

Teorema di weirstrass

Se prendo f [a,b] in R allora f assume max min in [a,b] cioè esistono x1 e x2 che appartengono [a,b]

tali che f(x1) ≤ f(x) ≤ f(x2) per ogni x appartenente a [a,b].

Teorema degli zeri

Se ho f(a) negativa e f(b) positiva deve esserci almeno una volta l’intersezione con l’asse x.

[lezione 8/10/14]

  • g(x) diverso da 0 e se lim g(x) diverso da 0

es.

2 3

lim (x—>1) x- B 7x =

2 3

lim (x—>1) x- lim (x—>1) B 7x

✳ lim (x—>2) x^x = lim (x—>2) e^ xlnx = lim (x—>2) e^ 2ln2 = 4

Corollario

Se g(x) ≥ 0 vicino ad a e lim (x—>a) g(x) = L questo implica che L ≥ 0

Teorema di permanenza

Se lim (x—>a) g(x) = L > 0 questo implica che g(x) ≥ 0 per ogni x sufficientemente vicina ad a.

Analogamente se L < 0 g(x) < 0 pur di stare sufficientemente vicino ad a.

Teorema del confronto

Se f(x) ≤ g(x) ≤ h(x) per ogni x vicino ad a e se lim (x—>a) f(x) = lim(x—>a) h(x) = L allora anche il limite g(x) che tende ad a è uguale a L.

✳ Una funzione h(x) è un infinitesimo per x che tende ad a se il suo limite è 0. A sua volta anche il suo modulo sarà un infinitesimo.

  • Sia h(x) un infinitesimo per x—> a e sia g(x) limitata vicino ad a se calcolo il limite del loro prodotto ottengo 0.
  • Per ogni funzione che oscilla il limite non esiste.

Grafici funzioni elementari

Il grafico di f per definizione è il luogo dei punti del piano di coordinate tipo (x,y) con y= f(x)

  • f(x) = x
  • la funzione precedente la possiamo vedere come una funzione potenza perché f(x) = x = x^ - Funzione potenza

f (x) = x^q con q appartenente a Q e q = m/n con m e n primi fra loro, quindi x ^m/n.

q > 0

• m pari e n dispari (non può essere pari perché m e n sono primi fra loro )

D = R

  • le funzioni in questo caso sono pari.
  • il grafico di queste funzioni passa dai punti (-1;1),(1,1),(0,0).
  • se q cresce prima dei punti (-1,1) e (1,1) si schiaccia mentre dopo cresce più velocemente.

con q >

es. y=x ^4/

  • ora se q cresce, es 8/

con 0 < q < 1

es. y=x^2/ se q decresce es. y= x^2/

• m dispari n pari

D= (0,+00)

  • passa dal punto (1,1)
  • con q > 1il grafico va verso l’alto mentre con 0<q<1 va a destra

es.

y= x^17/ y= x^3/

• m e n dispari

D=R

  • α > 1 y= x ^ (2^1/2)
  • 0 < α > 1 y= x ^ 0,5655..
  • α < 0 y= x ^ - 0,4543.. - Funzioni esponenziali
  • sono della forma: f(x) = a^x (a >0)
  • sono sempre funzioni positive per ogni x
  • per ogni x la funzione è definita in R
  • se nelle funzioni potenza la x configurava alla base ora configura all’esponente
  • la funzione passa per il punto (0,1)
  • a > 1 es. y= 2^x y= 8^x ( si schiaccia di più prima di 1 rispetto all’altra)
  • 0 < a < 1 es. y= 1/2 ^x y= 1/8 ^x ( si schiaccia maggiormente dopo 1 rispetto all’altra )
  • a = y=1^x - Funzioni logaritmiche
  • funzione inversa degli esponenziali
  • a = log b (c) -> b^a = c
  • questa funzione è definita per b > 0 ; c > 0 ; b diverso da 1
  • la funzione passa per il punto (1,0)

b > 1 y= log x 0 < b < 1

  • Iperbole eq. x^2 / a^2 + y^2/b^2 = 1

eq. x^2 / a^2 + y^2/b^2 = -

- traslazione

Dato un L descritto dall’eq. h (x,y) = 0 l'equazione h (x-xo , yo-yo)= 0 descrive un altro luogo geometrico L’ che è ottenuto da L traslandolo orizzontalmente di xo e verticalmente di yo.

es. (x-1)^2 + (y+2)^2 = 1

h(x,y) = 0 h’ = (x-1)^2 + (y+2)^2 -

  • tenendo presente che h (x-xo,y-yo)
  • posso pensare che h’ sia uguale h’ = (x+1),(y-2) h è la circonferenza trigonometrica di raggio 1, ovvero x^2 + y^2 -1 = 0
  • questo significa che io devo traslare la circonferenza di xo = 1 in orizzontale e yo= -2 in verticale.

✳ tenendo presente che h (x-xo,y-yo)

- OMOTETIE

(dilatazioni/compressioni)

  • supponiamo α > 1

Dilatazioni

  • L’eq. h(x/α,y)=0 rappresenta l’insieme che si ottiene da L ( h(x,y)=0) “dilatandolo” orizzontalmente di un fattore α.
  • Analogamente h(x,y/α) rappresenta l’insieme che si ottiene da L ( h(x,y)=0) “dilatandolo” verticalmente di un fattore α.

es. x^2 + y^2 /9 = 1

  • se ci riferiamo ad un luogo geometrico h(x,y) notiamo che l’equazione data può essere riferita ad una circonferenza x^2+y^2 = 1 dilatata verticalmente di un fatto α pari a 9. Questo significa che non si tratta più di una circonferenza ma bensì di un’ellisse e quindi il numero 9 rappresenta una dilatazione verticale di coeff. α=3. Ora per dilatare la circonferenza basterà moltiplicare ogni coordinata y di un punto della circonferenza per 3.

es. y= x/

  • mi riferisco alla bisetrice del terzo e primo quadrante ovvero y=x e noto che la nostra retta sarà la stessa, ma dilatata di un fattore α pari a 2.
  • quindi basterà moltiplicare i punti della retta y=x per 2 e ottenere il grafico che ci interessa.

Compressioni

sempre supponendo α > 1

  • h(αx,y) rappresenta compressione orizzontale di h(x,y)=
  • h(x, αy) rappresenta compressione verticale di h(x,y)=
  • in poche parole moltiplicare per un valore α > 1 equivale a dividere per un fattore 1/α.

es. y=2x

  • ottengo il grafico partendo dalla retta y=x dividendo ogni ascissa della retta y=x per 2.

Infiniti e infinitesimi

Def. Si dice infinitesimo per x->xo ogni funzione che tende a 0 per x->xo. es. f(x) = sin(x) è un infinitesimo per x-> 0 e per x-> п.

Def. Si dice infinito per x-> xo ogni funzione che tende ad infinito (+oo ; -oo) per x->xo. es. log x è un infinito per x-> +oo e per x-> 0 mentre è un infinitesimo per x-> 1.

I nfinitesimi

Siano f e g due funzioni infinitesime per x->xo, ovvero:

lim (x->xo) f(x) = 0 lim(x->xo) g(x) = 0

se consideriamo il loro rapporto: lim (x->xo) f(x)/g(x) otteniamo come risultato :

  • 0 se f è un infinitesimo di ordine superiore a g es. f(x) = x^3 g(x) = x^
  • l con l finito diverso da 0 se f è un infinitesimo dello stesso ordine di g. es. f(x) = sin x g(x) = x
  • oo se f è un infinitesimo di ordine inferiore a g. es. f(x) = sinx g(x) = 1-cosx
  • non esiste se f e g sono infinitesimi non confrontabili

✳ se f è un infinitesimo di ordine superiore a f1, diventa: lim(x->xo) f+f1 / g = lim (x-> xo) f/g

Infiniti

Siano f e g due funzioni infinite per x->xo, ovvero:

lim (x->xo) f(x) = oo lim(x->xo) g(x) = oo

se consideriamo il loro rapporto: lim (x->xo) f(x)/g(x) otteniamo come risultato :

  • 0 se f è di ordine inferiore a g
  • l se f e g hanno lo stesso ordine
  • oo se f(x) è di ordine superiore a g(x)
  • (^) non esiste se f e g sono infiniti non confrontabili

Simbolo di Landau

Si dice che una funzione f(x) è un o-piccolo di g(x) per x-> xo e si scrive; f (x) = o g(x) se :

  • il lim(x->xo) f(x)/g(x) = 0 Cioè f è un infinitesimo di ordine superiore rispetto a g(x).

es. sinx = o (tanx) per x-> п/ es. sinx = o (x) per x-> +oo

Asintotici

f(x) ~ g(x) per x-> xo e si legge che f è asintotico a g per x->xo se; lim(x->xo) f(x) / g(x) = 1 cioè vanno alla stessa velocità, sono dello stesso ordine.

es. sinx ~ x es. 1-cosx ~ x^2/

✳ (^) f ~ g = f= g+ o(g)

Successioni

f : N—> R

Dati A e B due insiemi, si dice che hanno la stessa cardinalità cioè sono equipollenti se esiste una funzione f: A—> B che sia suriettiva e iniettiva.

  • Card(N) = cardinalit à del numerabile = 𝑥 o ( aleph zero)

✳ Card(N) = Card(Z) = Card (Q)

  • Card(R) = cardinalit à del continuo

Def di Successioni

La successione è prendere un numero n in N e associargli un numero “an” in R. Una successione è una legge che ad ogni numero naturale associa un numero reale.

es. an = n^ es. an= n-1/n

✳ Un numero reale “a” si dice limite della successione an per n-> +oo e si indica : a= lim (x-> +oo) an se per ogni epsilon maggiore di 0 esiste una N maggiore di zero tale che |an- n| < di epsilon per ogni n appartenente a N.

Diremmo che “an” è convergente se an ammette limite finito. Avendo limite finito una successione può essere o convergente o non convergente.

Diremmo che una successione è divergente quando ha limite infinito. O è divergente o è irregolare. *Ogni successione convergente è limitata, non vale lo stesso per il contrario (una successione limitata non implica la convergenza).