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Analisi scritta A012, Prove d'esame di Critica Letteraria

Questa è la prova scritta del corso di abilitazione per la classe di concorso A012. Ho avuto come votazione il massimo!

Tipologia: Prove d'esame

2024/2025

In vendita dal 19/11/2025

serena_s93
serena_s93 🇮🇹

4.2

(19)

14 documenti

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Nome Serena
Cognome Simone
Matricola AF10670016
Classe di Concorso A012
PROVA SCRITTA FINALE art. 7, comma 2, del D.P.C.M. del 4 agosto 2023
La lezione si è svolta in una scuola secondaria di I grado, nel Municipio I di Roma, in
un contesto urbano vivace e culturalmente eterogeneo. La classe II A, composta da
22 alunni (13 maschi e 9 femmine), presenta un buon livello di coesione. Tra loro c’è
L., un ragazzo con diagnosi di dislessia evolutiva ai sensi della Legge n. 170/2010. È
un alunno intelligente e creativo, ma le difficoltà nella decodifica dei testi scritti
spesso lo porta a scoraggiarsi e a rinunciare prima di completare un compito.
Nonostante la buona partecipazione, L. tende a nascondere le sue difficoltà per
timore del giudizio dei compagni, mostrando ansia e insicurezza. La lezione oggetto
di analisi è dedicata alla geografia dell’Europa, con l’obiettivo di comprendere la
varietà fisica, politica e culturale del continente. L’attività prevedeva una fase di
lavoro cooperativo e una di rielaborazione individuale, finalizzate al termine
dell’attività, alla costruzione di una mappa concettuale condivisa. Durante la lettura
di un testo sui confini naturali e politici europei, L. ha faticato a seguire il ritmo della
classe e ha chiesto più volte di essere aiutato a comprendere i termini. In quel
momento ho colto il suo disagio: la lentezza nella lettura non derivava da scarso
impegno, ma dal bisogno di strumenti compensativi e di un metodo più inclusivo. Ho
quindi interrotto la spiegazione frontale per introdurre una modalità più
partecipativa. Ho proposto di suddividere il testo in brevi paragrafi assegnati ai
gruppi, da leggere con il supporto di una sintesi audio e di immagini proiettate alla
LIM. Ogni gruppo aveva il compito di individuare le parole-chiave e inserirle in una
mappa concettuale digitale costruita insieme. L’attività si è ispirata alla metodologia
del Jigsaw, che prevede la suddivisone del testo in parti da approfondire in piccoli
gruppi e la successiva condivisione per ricostruire collettivamente il contenuto. L.
nel suo gruppo, si è occupato di scegliere le immagini e di scrivere le etichette
principali utilizzando un programma con correttore ortografico e sintesi vocale. In
questo modo ha potuto contribuire in modo attivo, trovando un suo ruolo nel gruppo.
La partecipazione è migliorata e l’alunno ha concluso la lezione con soddisfazione,
affermando di aver finalmente capito la struttura dell’Europa. L’episodio mi ha
portata a riflettere sul valore della didattica inclusiva e sulla necessità di un
approccio personalizzato. La difficoltà di L. non è un ostacolo alla conoscenza, ma
una diversa modalità di accesso ai contenuti, che richiede tempi e canali alternativi.
In base al DM n. 5669/2011 e alle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni
con DSA, il PDP di L. prevede l’uso di strumenti compensativi come mappe
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Scarica Analisi scritta A012 e più Prove d'esame in PDF di Critica Letteraria solo su Docsity!

Nome Serena Cognome Simone Matricola AF Classe di Concorso A PROVA SCRITTA FINALE art. 7, comma 2, del D.P.C.M. del 4 agosto 2023 La lezione si è svolta in una scuola secondaria di I grado, nel Municipio I di Roma, in un contesto urbano vivace e culturalmente eterogeneo. La classe II A, composta da 22 alunni (13 maschi e 9 femmine), presenta un buon livello di coesione. Tra loro c’è L., un ragazzo con diagnosi di dislessia evolutiva ai sensi della Legge n. 170/2010. È un alunno intelligente e creativo, ma le difficoltà nella decodifica dei testi scritti spesso lo porta a scoraggiarsi e a rinunciare prima di completare un compito. Nonostante la buona partecipazione, L. tende a nascondere le sue difficoltà per timore del giudizio dei compagni, mostrando ansia e insicurezza. La lezione oggetto di analisi è dedicata alla geografia dell’Europa, con l’obiettivo di comprendere la varietà fisica, politica e culturale del continente. L’attività prevedeva una fase di lavoro cooperativo e una di rielaborazione individuale, finalizzate al termine dell’attività, alla costruzione di una mappa concettuale condivisa. Durante la lettura di un testo sui confini naturali e politici europei, L. ha faticato a seguire il ritmo della classe e ha chiesto più volte di essere aiutato a comprendere i termini. In quel momento ho colto il suo disagio: la lentezza nella lettura non derivava da scarso impegno, ma dal bisogno di strumenti compensativi e di un metodo più inclusivo. Ho quindi interrotto la spiegazione frontale per introdurre una modalità più partecipativa. Ho proposto di suddividere il testo in brevi paragrafi assegnati ai gruppi, da leggere con il supporto di una sintesi audio e di immagini proiettate alla LIM. Ogni gruppo aveva il compito di individuare le parole-chiave e inserirle in una mappa concettuale digitale costruita insieme. L’attività si è ispirata alla metodologia del Jigsaw, che prevede la suddivisone del testo in parti da approfondire in piccoli gruppi e la successiva condivisione per ricostruire collettivamente il contenuto. L. nel suo gruppo, si è occupato di scegliere le immagini e di scrivere le etichette principali utilizzando un programma con correttore ortografico e sintesi vocale. In questo modo ha potuto contribuire in modo attivo, trovando un suo ruolo nel gruppo. La partecipazione è migliorata e l’alunno ha concluso la lezione con soddisfazione, affermando di aver finalmente capito la struttura dell’Europa. L’episodio mi ha portata a riflettere sul valore della didattica inclusiva e sulla necessità di un approccio personalizzato. La difficoltà di L. non è un ostacolo alla conoscenza, ma una diversa modalità di accesso ai contenuti, che richiede tempi e canali alternativi. In base al DM n. 5669/2011 e alle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni con DSA, il PDP di L. prevede l’uso di strumenti compensativi come mappe

concettuali, software di sintesi vocale e testi semplificati, oltre a misure dispensative relative alla lettura ad alta voce. Durante questa lezione ho potuto constatare quanto tali strumenti non debbano essere considerati facilitazioni, ma chiavi di accesso all’apprendimento. L’esperienza ha confermato l’efficacia del cooperative learning, che permette a ciascuno di contribuire secondo le proprie potenzialità, e dell’approccio dell’Universal Design for Learning (UDL), che suggerisce di offrire diverse modalità di rappresentazione, azione e coinvolgimento. La lezione sull’Europa è diventata così un laboratorio di inclusione, in cui la diversità cognitiva si è trasformata in una risorsa collettiva. Dal punto di vista professionale, ho compreso che adattare la metodologia non significa abbassare gli obiettivi, ma rendere il percorso accessibile a tutti. In futuro, intendo pianificare attività che integrino il canale visivo e quello uditivo, utilizzando materiali multimediali, mappe e giochi geografici interattivi. Prevederò tempi più distesi per la lettura, momenti di confronto tra pari e strategie metacognitive che aiutino alunni come L. e tutti gli altri a riflettere sul proprio modo di imparare. Dal punto di vista normativo, l’esperienza si colloca nel quadro della Legge 170/2010, il DM 5669/2011 e delle Indicazioni Nazionali (DM 254/2012), che pongono l’accento sulla personalizzazione dei percorsi e sul diritto all’apprendimento di tutti gli studenti. Il confronto con il referente DSA e con il Consiglio di classe ha permesso di redigere un PDP per L. e di condividere strategie e buone pratiche, come la creazione di una banca di mappe digitali accessibili e la programmazione di verifiche personalizzate. Il dialogo con la famiglia di L. ha rafforzato la collaborazione, puntando sulle capacità dell’alunno invece che sulle sue difficoltà. Le basi teoriche delle pratiche adottate si fondano sul concetto di zona di sviluppo prossimale di Vygotskij, secondo cui l’apprendimento avviene grazie all’interazione e al supporto educativo che consentono allo studente di affrontare compiti complessi con l’aiuto dell’insegnante e dei pari. Nel caso di L., la collaborazione con il docente di sostegno ha permesso di ridurre la distanza tra ciò che l’alunno era in grado di fare da solo e ciò che poteva realizzare con i compagni. Il modello dell’Universal Design for Learning (UDL) è stato applicato per rendere I contenuti più accessibili e per valorizzare i diversi stili di apprendimento. Sono stati proposti testi semplificati, immagini e mappe digitali. Questo approccio ha consentito di creare un ambiente di apprendimento inclusivo, in cui ogni studente potesse sentirsi protagonista del proprio percorso. Dopo l’attività, il confronto con i colleghi ha rafforzato l’idea che l’inclusione richiede una pianificazione condivisa e strutturata, in grado di rispondere ai BES con strategie sostenibili e replicabili. L’esperienza con L. ha dimostrato come la didattica personalizzata, se inserita in un contesto cooperativo, non solo supporti lo studente con DSA, ma promuova un clima di classe favorevole all’apprendimento di tutti.

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