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Anna Seghers - La settima croce, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Tedesca

Appunti del corso, tratti dalle lezioni

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 24/06/2026

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matilde-ginevra-sitran 🇮🇹

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La settima croce Seghers
Il governo di Vichy
La Francia diventa in quel periodo il maggior centro di rifugio per gli evasi dalla Germania. Parigi viene
considerata la capitale dell'antifascismo tedesco internazionale. Nell'agosto 39 avviene invasione tedesca
della Polonia e la firma del Patto di non aggressione con l'unione sovietica con la quale la Germania si spartisce
la Polonia, ma il 1 settembre la Francia dichiara guerra alla Germania. Questa guerra durerà molto poco, infatti
già il 22 giugno 1940 viene firmato l'armistizio, le truppe tedesche invadono Parigi e questa si arrende subito
per evitare ulteriori danni, comprendendo la superiorità dell'esercito tedesco. La Francia voleva continuare
ad affermare la propria grandezza in Europa rimanendo al di fuori della guerra. Inizia inoltre a collaborare con
il governo nazista. Quando la Germania viene divisa in 4 zone, una parte viene data anche alla Francia,
nonostante questo comportamento controverso di cui abbiamo appena parlato. Inizia una nuova epoca per
gli esuli tedeschi, prima considerati stranieri e non ben visti (stereotipo del tedesco= nazista, chiamati
"stranieri indesiderabili") ma comunque tollerati, vengono a questo punto perseguitati ed internati, ordine
che valeva per tutti coloro che erano considerati nemici della Germania nazista. Viene istituito il governo di
Vichy, scelta come sede del nuovo governo in quanto cittadina neutrale e piena di strutture per ospitare
convegni politici. Francia divisa in 2, zona occupata (Parigi e nord Francia) e zona libera (Sud Francia, dove
tutti gli esuli cominciano ad emigrare). Articolo 19 della Convenzione di Armistizio del 1940: "Tutti i prigionieri
di guerra e civili presenti in Francia, compresi quelli che hanno commesso reati a favore della Germania
nazista, devono essere riconsegnati al governo tedesco. Il governo francese è tenuto a riconsegnare tutti gli
esuli tedeschi presenti in Francia, comprese le colonie e i protettorati. Il governo francese si impegna a
impedire la fuga degli esuli. L'alto comando tedesco si occuperà di quei prigionieri malati o feriti". Tra gli
antifascisti erano presenti anche delle spie naziste, comunque considerati nemici. Dalla speranza di una vita
più serena in Francia, moltissimi esuli si ritrovano di nuovo in pericolo di vita. Feuchtwanger racconta di come
abbia sentito questa notizia alla radio, mentre si trova nel sud della Francia, da dove verrà preso e portato nei
campi di internamento, dove venivano portati senza un preciso motivo, poiché molti di loro, compreso
Feuchtwanger, vivevano isolati senza dar fastidio a nessuno.Un maresciallo del governo di Vichy, già ormai
abbastanza vecchio, il quale aveva un culto della personalità come Hitler, volle istituire un nuovo ordine
politico e sociale. Proclamò una rottura con precedente Repubblica e istituì una comunità nazionale in cui si
rifiutano tutti gli elementi considerati inassimilabili. Qui si annidano tutte le correnti antidemocratiche.
Concezione organicistica dello Stato, costruito sui fondamenti del lavoro, della famiglia e della patria,
appoggiato dall'estrema destra e la destra cattolica. Tendenza antimoderna e conservatrice con una grande
burocratizzazione dell'amministrazione, che viene descritta anche in Transito. In questo clima nascono i
romanzi di AS. La stessa AS è costretta a spostarsi con i figli. Inizialmente venivano esclusi bambini, donne con
bambini (AS) e anziani, ma poco dopo questi ultimi vennero inclusi. Il marito di AS viene subito internato nel
marzo 1940, dapprima a Le Vernet e successivamente a Les Milles, infatti AS si sposterà da Parigi verso la
Provenza per stargli vicino, poiché una volta a settimana le mogli degli internati potevano fargli visita. Quando
riusciranno ad ottenere il permesso di espatrio partiranno invece da Marsiglia. Percorso di Walter Benjamin:
da Parigi a Nevers (confine tra zona occupata e libera), poi Les Milles, fino a Port Bou, da dove riesce ad
attraversare i Pirenei e arrivare in Spagna, dove fino al 39 c'era stata la guerra civile, e quindi la guerra era
ancora molto sentita. Per paura di essere ricatturato, in attesa del permesso di espatrio, si toglie la vita a Port
Bou, non sapendo che il giorno dopo avrebbe ricevuto il visto. Racconta in un suo manoscritto che per farsi
amici le guardie al confine della Spagna bastava portare delle Camel, sigarette che non arrivavano in Spagna,
grazie alle quali si assicurava un trattamento privilegiato durante il passaggio. L'esodo di massa viene
considerato un vero e proprio caos, che in Francia è sia politico (governo molto contraddittorio) sia sociale,
circa 8 milioni di persone devono migrare al sud nella sola estate 1940 e molti si suicideranno. Un esempio è
lo scrittore Ernest Weiss che si toglie la vita in una stanza d'albergo una settimana prima della firma
dell'armistizio per sfuggire alle persecuzioni. In questa stanza viene trovato un manoscritto pubblicato
postumo. Citazione da Transito: "Durante la notte, nell'albergo di Port Bou, oltre la frontiera spagnola, un
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La settima croce Seghers

Il governo di Vichy

La Francia diventa in quel periodo il maggior centro di rifugio per gli evasi dalla Germania. Parigi viene

considerata la capitale dell'antifascismo tedesco internazionale. Nell'agosto 39 avviene invasione tedesca

della Polonia e la firma del Patto di non aggressione con l'unione sovietica con la quale la Germania si spartisce

la Polonia, ma il 1 settembre la Francia dichiara guerra alla Germania. Questa guerra durerà molto poco, infatti

già il 22 giugno 1940 viene firmato l'armistizio, le truppe tedesche invadono Parigi e questa si arrende subito

per evitare ulteriori danni, comprendendo la superiorità dell'esercito tedesco. La Francia voleva continuare

ad affermare la propria grandezza in Europa rimanendo al di fuori della guerra. Inizia inoltre a collaborare con

il governo nazista. Quando la Germania viene divisa in 4 zone, una parte viene data anche alla Francia,

nonostante questo comportamento controverso di cui abbiamo appena parlato. Inizia una nuova epoca per

gli esuli tedeschi, prima considerati stranieri e non ben visti (stereotipo del tedesco= nazista, chiamati

"stranieri indesiderabili") ma comunque tollerati, vengono a questo punto perseguitati ed internati, ordine

che valeva per tutti coloro che erano considerati nemici della Germania nazista. Viene istituito il governo di

Vichy, scelta come sede del nuovo governo in quanto cittadina neutrale e piena di strutture per ospitare

convegni politici. Francia divisa in 2, zona occupata (Parigi e nord Francia) e zona libera (Sud Francia, dove

tutti gli esuli cominciano ad emigrare). Articolo 19 della Convenzione di Armistizio del 1940: "Tutti i prigionieri

di guerra e civili presenti in Francia, compresi quelli che hanno commesso reati a favore della Germania

nazista, devono essere riconsegnati al governo tedesco. Il governo francese è tenuto a riconsegnare tutti gli

esuli tedeschi presenti in Francia, comprese le colonie e i protettorati. Il governo francese si impegna a

impedire la fuga degli esuli. L'alto comando tedesco si occuperà di quei prigionieri malati o feriti". Tra gli

antifascisti erano presenti anche delle spie naziste, comunque considerati nemici. Dalla speranza di una vita

più serena in Francia, moltissimi esuli si ritrovano di nuovo in pericolo di vita. Feuchtwanger racconta di come

abbia sentito questa notizia alla radio, mentre si trova nel sud della Francia, da dove verrà preso e portato nei

campi di internamento, dove venivano portati senza un preciso motivo, poiché molti di loro, compreso

Feuchtwanger, vivevano isolati senza dar fastidio a nessuno.Un maresciallo del governo di Vichy, già ormai

abbastanza vecchio, il quale aveva un culto della personalità come Hitler, volle istituire un nuovo ordine

politico e sociale. Proclamò una rottura con precedente Repubblica e istituì una comunità nazionale in cui si

rifiutano tutti gli elementi considerati inassimilabili. Qui si annidano tutte le correnti antidemocratiche.

Concezione organicistica dello Stato, costruito sui fondamenti del lavoro, della famiglia e della patria,

appoggiato dall'estrema destra e la destra cattolica. Tendenza antimoderna e conservatrice con una grande

burocratizzazione dell'amministrazione, che viene descritta anche in Transito. In questo clima nascono i

romanzi di AS. La stessa AS è costretta a spostarsi con i figli. Inizialmente venivano esclusi bambini, donne con

bambini (AS) e anziani, ma poco dopo questi ultimi vennero inclusi. Il marito di AS viene subito internato nel

marzo 1940, dapprima a Le Vernet e successivamente a Les Milles, infatti AS si sposterà da Parigi verso la

Provenza per stargli vicino, poiché una volta a settimana le mogli degli internati potevano fargli visita. Quando

riusciranno ad ottenere il permesso di espatrio partiranno invece da Marsiglia. Percorso di Walter Benjamin:

da Parigi a Nevers (confine tra zona occupata e libera), poi Les Milles, fino a Port Bou, da dove riesce ad

attraversare i Pirenei e arrivare in Spagna, dove fino al 39 c'era stata la guerra civile, e quindi la guerra era

ancora molto sentita. Per paura di essere ricatturato, in attesa del permesso di espatrio, si toglie la vita a Port

Bou, non sapendo che il giorno dopo avrebbe ricevuto il visto. Racconta in un suo manoscritto che per farsi

amici le guardie al confine della Spagna bastava portare delle Camel, sigarette che non arrivavano in Spagna,

grazie alle quali si assicurava un trattamento privilegiato durante il passaggio. L'esodo di massa viene

considerato un vero e proprio caos, che in Francia è sia politico (governo molto contraddittorio) sia sociale,

circa 8 milioni di persone devono migrare al sud nella sola estate 1940 e molti si suicideranno. Un esempio è

lo scrittore Ernest Weiss che si toglie la vita in una stanza d'albergo una settimana prima della firma

dell'armistizio per sfuggire alle persecuzioni. In questa stanza viene trovato un manoscritto pubblicato

postumo. Citazione da Transito: "Durante la notte, nell'albergo di Port Bou, oltre la frontiera spagnola, un

uomo si è ucciso perché l'indomani mattina le autorità lo avrebbero ricondotto in Francia. Quante speranze

doveva aver riposto quell'uomo in quel viaggio, perché il pensiero del ritorno in Francia gli fosse così

insopportabile. Si sente parlare spesso di persone che preferiscono morire piuttosto che essere private della

libertà, ma quell'uomo è forse libero adesso?" AS, madre di 2 figli, vive nella preoccupazione di far vivere ai

propri figli una vita più normale possibile, facendoli vivere in periferia e mandandoli a scuola. Per lei la Francia

non è solo un luogo geografico ben preciso descritto molto dettagliatamente nelle sue opere, ma rappresenta

anche uno spazio ideologico dove creare una Germania alternativa e uno spazio di rivoluzione. Ora diventava

terra da cui fuggire, terra di transito. Gli esiliati dal 40 vengono percepiti con grandissimo disprezzo dai

francesi, che vogliono liberarsi di questo "peso". Il regime nazista viene definito in maniera molto neutrale "i

nostri vicini d'oltre Reno", mentre gli esuli "stranieri inassimilabili, soggetti nefasti, un pericolo serio,

un'invasione indesiderata". Scrive un comunista: "la compagna AS si trova esule a Parigi, si sa che vive in

condizioni terribili e si trova in pericolo di morte". Rapporto di polizia: "AS figura in una rivista dei nemici di

Hitler usciti dalla Germania, estremamente minacciati. Figura col cognome del marito (Radvanyi-Schmitz)." Il

suo pseudonimo le permette di fuggire col nome Netty Reiling, nome che non figura. Dal 1940 anche gli ebrei

che si trovano in Francia vengono perseguitati più degli altri attraverso un timbro nel documenti. In questa

situazione AS decide di scappare. Nell'estate del 40 inizieranno i due tentativi di fuga. Il primo (andato male):

AS scappa di notte a piedi con i figli, nascondendosi per non farsi riconoscere. Racconta tutto il pericolo di

questa fuga, cercando di camuffarsi. Questo tentativo fallisce perché salgono su un treno merci che però viene

bombardato e sono costretti a tornare a piedi, impiegando circa 15 giorni. Secondo tentativo: inizia in una

fattoria al confine dove trovano una donna francese che li aiuta. La famiglia si divide, i figli sono affidati ad

altre due famiglie che li aiuteranno a passare il confine. Questo perché AS era ricercata come donna con due

figli, e quindi la separazione avrebbe sviato e ostacolato il loro riconoscimento. Abbiamo anche una

testimonianza di Pierre, suo figlio, che racconta tutto in un libro. Egli racconta di un momento in cui la madre

iniziò a lavorare a maglia durante il viaggio, per non dare nell'occhio, per giustificare il suo silenzio e

nascondere l'accento tedesco. La donna che li stava aiutando avrebbe prima portato i figli e poi la donna, in

modo che la famiglia fosse separata e al sicuro e in modo che la stessa aiutante imparasse la strada da fare.

Durante il cammino incontrano una bandiera francese con dietro due soldati, e i bambini riescono a passare

distaccandosi dalla donna e parlando in francese. Quando l'aiutante torna all'albergo dove alloggiavano per

rifare il tragitto con Anna, non la trova, era andata via con "una persona di fiducia", un'amica austriaca che

l'aveva aiutata a ricongiungersi con i figli. Questa testimonianza ci fa capire la difficoltà vera di queste fughe,

poiché in quel momento anche nel sud della Francia non si era liberi, ma una parte di esuli viene internata e

gli altri devono comunque trovare un modo per scappare altrove (=zona di transito). "Marsiglia non è un luogo

dove si va, ma è un luogo dove si passa", non si era liberi di restare e neanche di andarsene, servivano molti

documenti, permessi e soldi. Questa è una situazione kafkiana, di ricerca di un qualcosa che in realtà non

esiste ed è incomprensibile all'uomo-> condizione fisica ma anche interiore, descritta in transito con la parola

francese "cafar" (sensazione di noia e indifferenza alla vita, intraducibile in altre lingue). Tutti coloro che

parlano di AS raccontano di come la sua vita in quel momento fosse in estremo pericolo. In una lettera lei

scrive 9 anni dopo: "Già 9 anni prima avevamo percorso quella strada, ma era una giornata soleggiata di

primavera e non c'era la persecuzione. La sera di tutti i giorni c'era la paura dell'armata tedesca a Parigi. Nelle

imprese della popolazione a piedi, in camion, di tutti i tipi di persone, tutto scorreva mischiato al caso e al

caos." Viene descritto anche il fatto che non si capissero gli ordini contraddittori che arrivavano dalla

Germania, non c'era una legge se non quella del caos. Ad esempio nel campo di Feuchtwanger, tutti i giorni i

prigionieri dovevano impilare i mattoni e la sera smantellare tutto, così per tutti i giorni, e neanche la polizia

sapeva cosa fare. Secondo AS ciò che ha maggiormente distrutto le persone non è stato il freddo, la fame o

le condizioni disagianti, quanto soprattutto la mancanza di speranza, derivata dalla firma dell'armistizio della

Francia. Lei stessa però cerca di superare questa condizione attraverso il tentativo di ricongiungere la famiglia

(che qui diventa Patria) e scappare. La ricerca della normalità fa nascere la sua opera letteraria: "Ciò che voglio

più fare è descrivere la vita comune, provare a fare qualcosa che nessuno ha mai fatto, ossia rappresentare

semplicemente le nostre sensazioni più vitali nella loro relazione con la vita pericolosa". Ciò che del romanzo

etichettare come indesiderabili. Siamo diventati un po' isterici da quando i giornalisti hanno cominciato a scovarci dicendoci pubblicamente che dovremmo smettere di risultare sgradevoli quando compriamo il latte e il pane. Ci chiediamo come riuscirci; siamo già maledettamente prudenti in ogni istante della nostra vita quo-tidiana, onde evitare che qualcuno indovini chi siamo, che razza di passaporto abbiamo, dove sono stati rilasciati i nostri certificati di nascita - e che Hitler non poteva soffrirci. […] Per sette anni abbiamo interpretato il ridicolo ruolo di quelli che tentano di essere francesi - o, per lo meno, potenziali cittadini francesi. (Questo è quello che fa AS con i propri figli, e uno di loro è diventato proprio cittadino francese. Questo però non li ha salvati dall’internamento. Sono apolidi, senza patria, ed etichettati culturalmente con denominazioni dispregiative). Una persona che vuole liberarsi del proprio sé scopre in effetti le possibilità dell'esistenza umana che sono infinite, come infinita è la creazione. Ma il recupero di una nuova personalità è arduo - e illusorio - quanto una nuova creazione del mondo. Qualsiasi cosa facciamo, qualsiasi cosa pretendiamo di essere, non riveliamo altro che il nostro assurdo desiderio di trasformarci, ossia di non essere ebrei. (Altra faccia del “dover dimenticare”, che elimina anche l’identità di tutte quelle persone, che iniziano a credere di dover abbandonare le loro origini per poter assimilarsi all’occidenti ed essere considerati semplici cittadini, anche se non è possibile.) La storia ebraica moderna, che ha avuto inizio con gli ebrei di corte, ed è proseguita con gli ebrei milionari e filantropi, è incline a dimenticare quell'altra tendenza della tradizione ebraica. (I filantropi sono stati i più colpiti da Hitler, che si è impadronito delle loro ricchezze, ma la tradizione ebraica è stata dimenticata. Anche qui, come AS vuole ricordare la Germania antinazista marginale, HA ricorda che gli ebrei non sono solo banchieri, ma anche grandi intellettuali che hanno contribuito alla cultura tedesca). I rifugiati, scacciati di terra in terra, rappresentano l'avanguardia dei loro popoli - purché mantengano la propria identità. Per la prima volta la storia ebraica non è separata da quella di tutte le altre nazioni; al contra-rio, è strettamente connessa. (È ai rifugiati che può nascere una nuova identità culturale, purché mantengano la loro identità, che non deve essere dimenticata per assimilarsi al nuovo Paese, dal quale anzi bisogna prendere elementi per migliorare. Forte messaggio di Speranza.