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Appunti presi dalle lezioni frontali
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Marsiglia, il soggiorno lì non dura molto (3 mesi),Anna con la sua famiglia riesce a imbarcarsi per il Messco; sarà un viaggio lungo, dovranno fare anche una tappa su un’isola francese, dove Anna elaborerà delle idee per altri racconti; ci sono molte lettere a testimonianza del fatto che questo viaggio fu molto lungo e travagliato; ci fu anche una seconda tappa, dove la nave approda prima di arrivare a destinazione, dove i passeggeri vengono internati in una sorta di container, allontanati dal resto in attesa di essere imbarcati nuovamente per il Messico. Una sorta di prigionia nella prigionia; un viaggio particolarmente lungo e faticoso ed estenuante, non c’era igiene, mancava l’acqua. Sulla nave erano presenti tanti altri personaggi importanti. Quando finalmente arriva in Messico, riesce ad avere i un primo periodo una vita più tranquilla, incontra intellettuali e artisti che sono lì, ma anche originari del luogo come Frida Khalo, con la quale la Seghers stringe amicizia. Sicuramente la meta ambita da tutti gli esuli erano gli Stati Uniti – Brecht lo otterrà, Anna non riesce
materno, elemento femminile per eccellenza; dall’altra parte abbiamo invece il rosso e il giallo, come colori che indicano aridità, tutto bruciato dal sole; l’assenza di vita. Contrapposizione netta tra colori e paesaggi, che sono però dei paesaggi interiori, dell’anima, che corrispondo al mutamento della prospettiva interiore che vive l’autrice da fanciulla fino ad arrivare all’età matura; maturità che rappresenta la morte dell’adolescenza, esperienza primordiale di felicità e serenità. Pubblicato prima in Messico, poi negli Stati Uniti e nel ’ pubblicato poi nella Germania dell’est e non avrà successo, nonostante lei fosse ormai una scrittrice affermata; non ha successo perché viene accusato di essere rivolo troppo all’intimità, quindi di mancare dei canoni tipici del realismo socialista, che era un diktat per gli scrittori comunisti. I paesaggi da lei dipinti vengono accusati di descrivere una topografia non terrena, perché gioca con fantasia e immaginazione. Possiamo dire che è quasi un racconto espressionista (colori sono carichi si significato simbolico, esprimono o denunciano qualcosa), presenza di colori primari, forti, predominanti; in realtà sappiamo cosa ne pensa lei, stesso concetto espresso nelle lettere con Luckas. Viaggio a casa: ‘’ il sogno di un bosco è reale quanto il bosco stesso’’ cit di un altro libro, in cui immagina un incontro tra Kafka e …? frase che però racchiude il senso del racconto delle ragazze morte, in cui il paesaggio non è più quello reale, perché è della memoria, ma topografia di un sogno, di un ricordo fragile che va recuperato. Quando fece ritorno in patria, nella repubblica democratica tedesca, scrisse un altro racconto, intitolato ‘’ Nero azzurro ’’, colore dominante che torna come tratto dominante della sua scrittura. Inizia con ‘’ Da molto più lontano ’’ = Europa; un lontano non solo spaziale, topografico, ma anche un lontano temporale, della memoria; ultimo lembo di terra lasciato, ma lascia anche cultura europea ormai disgregata; inizia così il ricordo dei tempi e dei luoghi lontani. Europa è diventato continente talmente remoto, come la Luna. Anche paesaggio del Messico ha qualcosa di lunare. ‘’ancora una volta senso di prigionia’’ – è in Messico libera, ma si sente come in una fortezza che la protegge ma allo stesso tempo prigioniera. ‘’pendii bruno-grigiastri’’ ‘’allontanavano qualunque sospetto di avere mai avuto a che fare con la vita’’ ‘’come una montagna lunare’’ – paesaggi del Messico sono morti apparentemente, pensiero della morte ‘’questi alberi sembravano più in fiamme che in fiore’’ – unico modo per farsi ombra usare i sombreros perché non ci sono alberi ‘’nulla assoluto’’ – descrizione simile a quella fatta dell’immensità del mare in Transito, enigma, qualcosa di incomprensibile, che però può essere vuota, può essere nulla ‘’sottile linea d’ombra’’ – ci fa pensare a quel poco che riesce a vedere a causa della cecità ‘’troppo precario’’- Messico rifugio momentaneo, non le dà sicurezza, tant’è che subisce l’incidente ‘’ avevo alle spalle mesi di malattia che mi avevano raggiunto anche qui, anche se i pericoli della guerra non avevano potuto niente contro di me’’ – ancora una volta ribadisce di essere viva, sebbene abbia alle spalle la guerra e la malattia; queste esperienze negative non l’hanno sopraffatta completamente; speranza che c’è sempre nei suoi racconti di morte. ‘’ riesco a vedere il tratto ‘’ – tratto= esistenza sottile, precaria ‘’ strada bianca ‘’ – percezion falsata della realtà dovuta al troppo sole, che acceca; lei vede solo luci e ombre ‘’sembrava incisa all’interno delle palpebre’’ – switch, passaggio dalla realtà esterna a quella interna. Corrispondenza dialettica chiara tra ciò che è fuori e ciò che è dentro. In Transito è già molto presente, qui diventa proprio palpabile. ‘’la voglia di avventure e imprese fuori dal comune che una volta mi rendeva inquieta, si era da tempo placata fino alla nausea’’ – ‘’ c’era solo un’unica impresa che ancora potesse spronarmi, che era tornare a casa ’’ – arriva in Messico, lontana dal pericolo, desiderio però è quello di riappropriarsi di uno spazio familiare; ci
familiare, con le gioie e i dolori consueti di ogni giorno, non a una fine atroce e crudele, in un villaggio remoto dov’era stata deportata da Hitler. Ora mi riconobbe, mi salutò con la mano, come se fossi tornata da un lungo viaggio, così rideva e salutava sempre dopo le gite; così su per le scale più veloce che potevo’’ – appena vede la madre riesce anche a superare quelle scale – ‘’ improvvisamente mi sentii troppo spossata per salire di corsa, la nebbia grigio-azzurra della stanchezza avvolgeva ogni cosa, eppure introno a me tutto era luminoso e caldo ‘’ – buio delle scale, ma anche grande luce, colori che si contrastano; descrive l’immagine di un fantasma, visone interiore quasi sacra, come una madonna – ‘’mi sforzai di salire verso mia madre, i gradini confusi nella foschia, mi sembravano di altezza inaccessibile e inaccessibilmente ripidi, come se scalassi una parete montuosa. Forse mia madre era già andata nell’ingresso e mi aspettava davanti alla porta’’ – rimando al Transito, parabola dell’attesa infinita davanti alla porta e parabola di Khafka nel processo. Attesa - ‘’ ma le gambe mi cedettero. Solo da bambina molto piccola avevo provato una simile angoscia, che un sortilegio potesse impedirmi di rivederla, immaginai mi aspettasse invano, appena un paio di gradini di distanza poi mi consolai al pensiero che se fossi crollata lì sfinita, mio padre avrebbe potuto trovarmi subito ‘’ – continua e accresce il senso di angoscia nel non riuscire a raggiungere la madre, che rappresenta il senso di colpa nel non essere riuscita a salvarla dal campo di concentramento. ‘’ i gradini erano sfumati dalla foschia’’ – senso di difficoltà nel vedere – ‘’ la tromba delle scale si allargava da tutte le parti in una profondità insuperabile come un abisso ‘’ – foschia, abisso, immagini presenti anche in Transito – ‘’pensai ancora debolmente che peccato, mi sarebbe tanto piaciuto farmi abbracciare da mia madre. Se sono troppo stanca per salire, dove troverò la forza di raggiungere il villaggio situato più in alto da cui sono venuta e dove mi aspettano per la notte. Il sole continuava a bruciare forte’’ – ‘’ continuava a sembrarmi strano il fatto che qui non ci fosse il crepuscolo, ma sempre solo il passaggio repentino dal sole alla notte’’. Conclusione del racconto – ‘’adesso ero troppo stanca per fare anche un solo passo. Mi sedetti allo stesso tavolo di prima, volevo tornare subito su, non appena avrei ripreso un po’ di fiato. Mi chiesi come avrei passato il tempo oggi e domani, qui e là, perché adesso ne sentivo lo scorrere incommensurabile’’ – ‘’una volta ci abituavano fin da piccoli a dominare il tempo in qualche modo, invece di arrenderci umilmente ad esso. Di colpo mi ritornò in mente l’incarico affidatomi dalla mia insegnante: descrivere accuratamente la gita scolastica. Domani stesso o anche già sta sera, se mi fosse passata la stanchezza avrei eseguito il compito assegnatomi’’ – questo è il compito dato dall’insegnante, che è il compito dello scrittore, quello su cui Anna ha riflettuto tutta la vita. Il romanzo ha una vastissima diffusione in DDR, tanto da essere adottato nelle scuole, per garantire un processo di trasformazione dei luoghi dell’orrore in musei di memoria per le future generazioni. Proprio in questo l’autrice rivendica la sua appartenenza alla comunità umana, che è unica, mentre sottolinea la separazione forzata dei nazisti in religioni in una comunità che fino ad allora si considerava tutta tedesca. Quando AS descrive la schiuma bianca del fiume possiamo ricollegarci all'ultima immagine che appare nella "Città degli angeli", ultimo romanzo di Christa Wolf (lei parla della schiuma dell'oceano perché si trova negli USA). Queste due autrici sono correlate anche perché si sono conosciute e hanno collaborato in varie interviste ed opere, soprattutto quando AS diventa presidentessa dell'associazione degli intellettuali, e Christa ammira moltissimo Anna, pubblica addirittura alcune sue opere. Qui c'è un grande rapporto con i classici, in quanto nel presente ci sono molte riprese del passato ma anche viceversa, poiché al passato viene imposto un contatto col presente (dialogo bilaterale tra passato e presente). Un esempio di connessione tra le opere di CW e AS lo possiamo vedere nel racconto di Cassandra: scritto nelle raccolte di poetica, durante il periodo a Francoforte delle quali abbiamo 5 lezioni, e l'Ultima è proprio quella di Cassandra, che quindi deve essere letta insieme alle altre per comprenderla al massimo. L'incipit "Con questo racconto vado nella morte" è molto significativo e può essere un ricordo delle gita delle ragazze morte, perché come AS dopo la malattia cerca di recuperare la memoria attraverso la scrittura, memoria fatta di fantasmi, ragazze e madre morte, quindi attua un racconto attraverso ciò che non c'è più nel regno dei morti, così CW invece attraverso la prospettiva di cassandra, che inizia il suo racconto mentre è condannata a morte. La scrittura è attoo di recupero della memoria, e come nella gita delle ragazze morte viene ricordato un viaggio, anche in CW abbiamo un viaggio che è anche interiore, alla scoperta di se stessa in quanto scrittrice, e viaggio nel mito, del quale si vuole riappropriarsi come testo che ha ancora tanto da raccontarci, testo non più vivo ma neanche morto (punto intermedio). Altro elemento in comune con AS: la vista. Cassandra è la poetessa che
vede e non viene creduta, e questo aspetto della vista è molto presente in AS soprattutto dopo il suo incidente in messico. Abbiamo poi l'elemento della malattia, che torna sempre in AS e CW, che ricorda anche la malattia di Goethe (malattia psicosomatica che poi riesce a guarire attraverso la lettura di molti libri e la scrittura dei dolori del giovane Werther). Abbiamo poi l'elemento acquatico, elemento femminile originario nel quale CW si inabissa per poi risalire a galla tramite immagini che rievocano la sepoltura e la dissepoltura di AS e di Brecht (Seppellire ancora in vita e disseppellire per riportare a galla). C'è poi il tema del labirinto, tipico di CW.