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La concezione antropologica di cultura, descrivendo l'esperienza personale dell'autore in zimbabwe e il suo incompreso incontro con una tradizione alimentare locale. Anche sulla importanza di franz boas e clifford geertz nella teoria culturologica e sulla relazione tra cultura e lingua. Il testo conclude presentando tre critiche importanti sulla comprensione della cultura.
Tipologia: Appunti
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La cultura è il concetto più rilevante dell’antropologia,ed è al tempo stesso il più difficile da riassumere. Il mio primo progetto di lavoro sul campo fu in Zimbabwe. Anche se la maggior parte della mia ricerca avveniva nelle aree urbane,trascorsi piacevolmente parecchio tempo a Chiweshe,dapprima nell’ambito di uno scambio di studenti universitari. Durante questo scambio di studenti,soggiornai per una settimana presso una famiglia e feci amicizia con il mio fratello ospitante,di nome Philip. Da allora siamo rimasti regolarmente in contatto. Ad un certo punto Philip mi chiese se mi piaceva il cricket. Disse proprio così: Do you like cricket? Vidi affiorare nella mia mente l’immagine di un gruppo di uomini in maglioncino bianco,uno dei quali impugna qualcosa di simile a una mazza da baseball,mentre un altro lancia la palla. Riuscii a mormorare a Philip un tiepido ma educato si. Perché no?Mi chiese di seguirlo giù per il pendio e fare ritorno alla fattoria. Arrivato alla fattoria,Philip scomparve nella capanna che fungeva da cucina,quando uscii non portava con se una mazza o una palla,bensì una piccola ciotola di metallo che conteneva un grillo cioè un insetto. Appena fritto nell’olio. Mi ero messo davvero in un bel pasticcio! Avevo fatto un errore di categoria semantica. Non appena misi in bocca il grillo,cominciai a masticarlo e lo inghiottii,il mio corpo ebbe una scossa,il petto si piegò all’interno e nel volgere di tre secondi il grillo con la mia colazione risalì dallo stomaco e si ritrovò di nuovo fuori. Questa non voleva essere una definizione di cultura,ma un suo esempio. La cultura è un modo di vedere le cose,un modo di pensare .La cultura è inoltre ciò che riempie la nostra testa mentre elaboriamo il pensiero in un particolare modo. Quel grillo l’avevo vomitato,ma non ha a causa di qualche virus gastrointestinale. In questo senso,non si era trattato di una reazione naturale o biologica. Lo avevo vomitato perché il mio corpo in sé è culturale o acculturato .E nella mia cultura non si mangiano grilli. Occhiali culturali Avere un punto di vista non significa avere una certa opinione. In questo contesto un punto di vista ha un valore ben più globale che si riflette in ciò che accettiamo come buon senso. Per esempio non pensare ai grilli come alimento. La figura più importante nello sviluppo di questo ambito della teoria culturologica fu Franz Boas.In origine egli aveva studiato fisica ma a quel tempo non era così facile mantenere salda la distinzione tra le scienze naturali e quelle umane. Nel pensiero tedesco la cultura era divenuta un concetto di particolare rilevanza all’inizio del 19
secolo. Per Humboldt la cultura era divenuta un concetto organizzatore con cui esprimere tale impegno verso la particolarità. Non è un caso che Humboldt fosse anche un grande linguista che aveva studiato la lingua basica,diversi idiomi dei nativi americani,sanscrito e kawi. Con il tempo finì per considerare il linguaggio e la cultura come fenomeni intimamente legati. Boas prese coscienza della sua missione che racchiudeva due elementi fondamentali: il primo riguardava l’importanza di lavorare sul campo,uscire dal chiuso del laboratorio. Il secondo strettamente legato al primo era il valore primario della percezione,della visione. Se parliamo di cultura la personalità più influente dopo Boas fu quella di Geertz. Lui si riferiva alla cultura come a un testo. Nella metafora della cultura come testo è la perfezione a rivestire importanza poiché ciò che facciamo con tali testi è interpretarli. Per Geertz come per Boas, se si voleva capire cosa significa una cultura,che cosa le conferiva rilievo ci si doveva concretare sopratutto sul particolare,non sul generale. In Cina non esiste quel linguaggio della depressione che troviamo per esempio negli Stati Uniti. I caratteri Cinesi per indicare la depressione sono limitati al contesto medico. Non sorprende quindi che tutto questo possa creare problemi agli emigrati. Nel progetto di studio antropologico la cultura è da sempre legata alle cose. L’espressione cultura materiale è un termine comune quasi quanto la parola cultura. Poiché gli antropologi sono innanzitutto degli osservatori,sarebbe impossibile non considerare l’aspetto materiale di una cultura. La lingua è una parte importante del nostro patrimonio,sappiamo rendere cose anche le parole. Inoltre esistono altri modi fondamentali in cui la concretezza della cultura assume importanza e uno di essi è applicato al meglio in archeologia. Le cose rivestono un’importanza da non sottovalutare e rappresentano una risorsa preziosa per scoprire il nostro passato. L’attenzione degli archeologi verso la cultura materiale ci aiuta a tracciare lo sviluppo della società umane. Sono le cose che contribuiscono a creare le condizioni in cui si rende possibile il significato. Quelle cose sono parte del complesso di creazione semantica. L’evoluzionismo sociale ha rappresentato in primo importante approccio metodologico dell’antropologia,ispirato dalla teoria di Darwin sull’evoluzione per selezione naturale. Sull’origine delle specie di Darwin ebbe un profondo impatto sulla disciplina dell’antropologia. L’americano Morgan e Spencer e Burnett Tylor furono sostenitori dell’evoluzionismo sociale. Boas criticò l’evoluzionismo sociale,che dagli anni venti era stato relegato ai margini dell’antropologia accademica. Esso conobbe una rinascita negli anni cinquanta e sessanta nell’opera di White e Steward. Si rivelano delle tensioni tra le diverse teorie della cultura. La biologia e la natura hanno quasi sempre avuto un ruolo di secondo