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Apparato Circolatorio: Anatomia e Funzionamento - Appunti di Palumbo - Prof. Palumbo, Sbobinature di Anatomia

Appunti di una lezione sull'apparato circolatorio, inclusi dettagli sulla struttura e le funzioni del cuore, circolazione coronarica, vasi sanguigni e il sistema di conduzione cardiaco. Il documento illustra anche la variabilità anatomica e la relazione tra l'innervazione simpatetica e parasimpatica.

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 10/01/2024

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edith98_ 🇮🇹

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APPARATO CIRCOLATORIO Anatomia, appunti lezione Palumbo, corso 2021+ appunti
L'apparato circolatorio è un sistema composto dal cuore (pompa premente e aspirante) e dai vasi (arterie
e vene) che sono organi cavi con lume a circuito chiuso.
La sua funzione è quella di trasportare lungo tutti i distretti del corpo ossigeno e sostanze nutritive e
riportare indietro le sostanze di scarto per espellerle.
All'interno di questo sistema abbiamo 2 circolazioni:
la grande circolazione parte dal ventricolo sinistro e tramite l'aorta porta il sangue nel distretto
sovracardiaco (aorta ascendente) e sottocardiaco (aorta discendente). Man mano che i vasi proseguono
nel loro tragitto il loro calibro diminuisce e si risolvono in capillari, a livello dei quali avvengono gli scambi
gassosi fra il sangue e le cellule. Una volta conclusi questi scambi, il sangue torna in direzione del cuore
tramite le vene per poi giungere all'atrio destro.
la piccola circolazione inizia dall'atrio destro, prosegue nel ventricolo destro dove il sangue si immette
nell'arteria polmonare che lo trasporta fino ai capillari polmonari a livello dei quali il sangue viene
ossigenato e ritorna al cuore (nel suo atrio di sinistra) tramite le vene polmonari.
Come abbiamo appena visto, il CUORE possiede 4 camere, ovvero 2 atri e 2 ventricoli, che comunicano
fra loro solamente durante la vita fetale e successivamente vengono divisi da pareti interatriali e pareti
interventricolari. Gli atri sono le camere superiori e ricevono il sangue dalla parte finale del circuito ≠ i
ventricoli sono le camere inferiori e ricevono il sangue dagli atri e lo espellono nel circuito per un nuovo
giro.
La parete del ventricolo di sinistra è più spessa di quella del ventricolo di destra perché a sinistra parte
l'aorta che deve vincere una notevole resistenza man mano che il sangue avanza fino alle periferie del
corpo.
≠ dal ventricolo di destra parte l'arteria polmonare, che è appunto diretta ai polmoni, e che quindi deve
trasportare il sangue per un breve viaggio, e affrontare poca resistenza.
I 2 setti interatriali ricevono il sangue e hanno massa simile, si contraggono solo a fine diastole,
spremendo un po' di residuo sanguigno ai ventricoli.
Fasi di lavoro del cuore:
Nella SISTOLE (fase di contrazione) i ventricoli si contraggono e spingono il sangue: il ventricolo sx
nell'aorta e il ventricolo dx nell'arteria polmonare.
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APPARATO CIRCOLATORIO – Anatomia, appunti lezione Palumbo, corso 2021+ appunti L'apparato circolatorio è un sistema composto dal cuore (pompa premente e aspirante) e dai vasi (arterie e vene) che sono organi cavi con lume a circuito chiuso. La sua funzione è quella di trasportare lungo tutti i distretti del corpo ossigeno e sostanze nutritive e riportare indietro le sostanze di scarto per espellerle. All'interno di questo sistema abbiamo 2 circolazioni: la grande circolazione parte dal ventricolo sinistro e tramite l' aorta porta il sangue nel distretto sovracardiaco (aorta ascendente) e sottocardiaco (aorta discendente). Man mano che i vasi proseguono nel loro tragitto il loro calibro diminuisce e si risolvono in capillari, a livello dei quali avvengono gli scambi gassosi fra il sangue e le cellule. Una volta conclusi questi scambi, il sangue torna in direzione del cuore tramite le vene per poi giungere all'atrio destro. la piccola circolazione inizia dall'atrio destro, prosegue nel ventricolo destro dove il sangue si immette nell'arteria polmonare che lo trasporta fino ai capillari polmonari a livello dei quali il sangue viene ossigenato e ritorna al cuore (nel suo atrio di sinistra) tramite le vene polmonari. Come abbiamo appena visto, il CUORE possiede 4 camere, ovvero 2 atri e 2 ventricoli, che comunicano fra loro solamente durante la vita fetale e successivamente vengono divisi da pareti interatriali e pareti interventricolari. Gli atri sono le camere superiori e ricevono il sangue dalla parte finale del circuito ≠ i ventricoli sono le camere inferiori e ricevono il sangue dagli atri e lo espellono nel circuito per un nuovo giro. La parete del ventricolo di sinistra è più spessa di quella del ventricolo di destra perché a sinistra parte l'aorta che deve vincere una notevole resistenza man mano che il sangue avanza fino alle periferie del corpo. ≠ dal ventricolo di destra parte l'arteria polmonare, che è appunto diretta ai polmoni, e che quindi deve trasportare il sangue per un breve viaggio, e affrontare poca resistenza. I 2 setti interatriali ricevono il sangue e hanno massa simile, si contraggono solo a fine diastole, spremendo un po' di residuo sanguigno ai ventricoli. Fasi di lavoro del cuore: Nella SISTOLE (fase di contrazione) i ventricoli si contraggono e spingono il sangue: il ventricolo sx nell'aorta e il ventricolo dx nell'arteria polmonare.

Nella DIASTOLE (fase di rilassamento) il sangue arrivato negli atri passa nei ventricoli attraverso le valvole ATRIO-VENTRICOLARI (una dx e una sx) che si comportano come le porte di un saloon, ovvero si spalancano verso il ventricolo quando l'atrio si svuota. Nella fase di SISTOLE ATRIALE gli atri si contraggono per spremere tutto il sangue che è rimasto e che deve raggiungere il ventricolo. I due atri hanno la stessa consistenza. Le valvole atrio-ventricolari hanno diverse cuspidi (lembi). Nella valvola di sx ce ne sono 2 (bicuspide o mitrale) ≠ nella valvola di dx ce ne sono 3 (tricuspide). Si aprono durante la diastole e la sistole atriale. Si chiudono quando i ventricoli vanno in sistole. La successione precisa è quindi: DIASTOLE ⇨ SISTOLE ATRIALE ⇨ SISTOLE VENTRICOLARE (parte finale della diastole) (sangue in uscita dal cuore) soffio cardiaco: può succedere che una minima quantità di sangue rientri nell'atrio e vada a sbattere sulle pareti, dando questo suono “a soffio”. Indica una scarsa tenuta delle valvole atrio ventricolari. È quasi sempre una causa genetica e non è una patologia. Normalmente il sistema muscolare del miocardio le tiene in sede. MIOCARDIO: muscolo striato involontario che in alcune sedi si modifica → le cellule miocardiche forniscono il sistema di conduzione del cuore. È dotato di contrazione miogena , ovvero l'input alla contrazione è intrinseco del tessuto stesso ≠ a differenza della contrazione neurogena nella quale l'input è dato dal SNC. Il SNC nel cuore modula la frequenza della contrazione. Può verificarsi una tachicardia (accelerazione del battito) o una bradicardia (battito lento). Ciò avviene perché al cuore (così come ad ogni viscere) arrivano 2 tipi di innervazione: ⇒ ortosimpatica (governa lo stato di stress) ⇒ parasimpatica (governa lo stato di riposo)

Arteria coronaria sinistra L’arteria coronaria sinistra, circa un centimetro dopo il seno coronarico sinistro, raggiunge il solco coronarico e si divide in arteria interventricolare anteriore, detta anche arteria discendente anteriore, e arteria circonflessa. La coronarica sinistra va ad irrorare: atrio sinistro ventricolo sinistro (la maggior parte e il margine ottuso) parte del ventricolo destro parte anteriore del setto; dopo la sua origine dal seno aortico sinistro, decorre in basso coperta dal tronco polmonare, dopo l’interventricolare Arteria coronaria destra L’arteria coronaria destra origina dal seno aortico destro e va in basso davanti al solco atrioventricolare, circonda il margine acuto e termina alla crux cordis. I suoi rami collaterali sono: arteria infundibolare rami atriali rami ventricolari rami atrioventricolari arteria del nodo atrioventricolare arteria interventricolare posteriore La coronarica destra va ad irrorare: atrio destro ventricolo destro (maggior parte e margine acuto) parte più posteriore del ventricolo sinistro parte posteriore del setto interventricolare Variabilità Il 4% della popolazione ha una terza arteria coronaria: l’ arteria coronaria posteriore. In rari casi c’è un’arteria coronaria che scorre attorno alla radice dell’aorta. In certe persone un’arteria coronaria esiste come struttura doppia (cioè: dove normalmente c’è una sola arteria, ce ne sono due parallele). Anatomia delle vene del cuore: Le vene del cuore hanno il compito di drenare il sangue refluo portato al miocardio dalle arterie coronarie. Tutte sfociano nel seno coronarico, situato sulla faccia inferiore del

cuore, decorrendo nel solco coronario, origina a sinistra della croce del cuore per poi oltrepassarla e sfociare direttamente nell’atrio destro, tramite la valvola del Tebesio. Il seno coronarico Il “seno coronarico” è un grosso e breve vaso situato sulla faccia posteriore del cuore o faccia diaframmatica e decorre nel solco coronarico (o atrioventricolare) assieme all’arteria circonflessa. La sua lunghezza è mediamente di 3 cm e si apre nell’atrio destro in uno spazio compreso tra il setto interatriale e la vena cava inferiore. È dotato di una piega valvolare detta valvola di Tebesio. Vene cardiache Le vene cardiache sotto elencate, si portano tutte al seno coronarico. Vena cardiaca magna Decorre lungo il solco longitudinale anteriore e lo percorre interamente; giunta a livello del solco coronario piega a sinistra e lo segue nella sua parte sinistra fino al seno coronarico. Raccoglie il sangue della parte antero-superiore del setto interventricolare, del margine ottuso del cuore e dell’atrio sinistro. Si inserisce nel seno nel suo tratto iniziale. Vena cardiaca media Ha decorso rettilineo: corre sulla faccia inferiore del cuore, lungo il solco longitudinale posteriore (o solco interventricolare posteriore), che percorre interamente fino al seno coronarico. Drena il sangue della parte infero-posteriore del setto interventricolare e delle parti più mediali della faccia inferiore del cuore, più a destra che a sinistra. Vena cardiaca parva È piccola e incostante, origina dal margine acuto e corre nel solco coronario di destra e lo percorre fino al seno coronarico. Drena il sangue dell’atrio e di parte del ventricolo destro. Vena del margine ottuso Percorre il tragitto dell’arteria omonima lungo il margine ottuso del cuore fino al seno coronarico. Drena parte del sangue dell’atrio e del ventricolo sinistro. Vena obliqua dell’atrio sinistro (o vena di Marshall) Origina Dallo sbocco delle vene polmonari e da qui scende per giungere al seno. Vena posteriore del ventricolo sinistro Origina dalla faccia diaframmatica del cuore solitamente divisa in più rami per poi confluire nel seno. Eccezioni Come già detto la maggior parte delle vene cardiache confluiscono al seno coronarico per entrare nell’atrio di destra. Questo non vale per le vene sotto elencate. Vena piccola coronaria di Galeno Spesso tributaria della vena parva, sbocca direttamente nell’atrio destro e fa parte di un gruppo di vene anteriori (3 o 4) che mantengono la caratteristica di non sfociare direttamente nel seno coronarico. Vene Minime di Tebesio

Differenza tra miocardio comune (di lavoro) e specifico (di conduzione) (medicinaonline.co) Il miocardio è lo strato più spesso della parete cardiaca ed è composto dal cosiddetto “ miocardio di lavoro o comune o proprio ”, cioè la parte pulsante che contraendosi spinge il cuore, e dal “ miocardio di conduzione o specifico ”, ovvero la parte che trasmette l’impulso di contrazione lungo il cuore e permette ad atri e ventricoli di contrarsi in modo fisiologicamente asincrono. Miocardio di lavoro o comune o proprio Il miocardio di lavoro è costituito da cellule di misura intermedia tra quelle che compongono nel corpo umano il muscolo striato e quelle proprie dei muscoli lisci; ognuna di queste cellule è avvolta in una fitta rete di capillari che le garantisce un corretto (ed abbondante) apporto di ossigeno. I miocardiociti (cioè le cellule muscolari che compongono il miocardio) sono connessi tra loro da due tipi di giunzioni che permettono da una parte un forte legame e dall’altra un buon livello di comunicazione tra le cellule; si dice così che le cellule del miocardio agiscano come un “ sincizio funzionale ” (un sincizio è la fusione di più cellule, mentre con il termine funzionale si va a sottolineare che in questo caso le cellule non sono fuse tra loro ma “funzionalmente” si comportano come se lo fossero). A livello delle auricole cardiache , i miocardiociti presentano, oltre all’attività contrattile, anche un’attività di tipo endocrino , cioè secretivo: quando il cuore viene stirato da un eccessivo volume di sangue, le cellule delle auricole lo percepiscono e secernono una sostanza chiamata peptide natriuretico atriale (ANP), che favorisce l’espulsione di sodio ed acqua nelle urine e ha lo scopo di ripristinare la corretta volemia, cioè il corretto volume di sangue circolante nell’organismo. Miocardio di conduzione o specifico Il miocardio di conduzione (o miocardio specifico) è costituito da una serie di cellule capaci di creare e condurre l’impulso : le cellule P che compongono i nodi, le cellule di transizione (poste alla periferia dei nodi) e le cellule di Purkinje , cioè le cellule diramate e filamentose che rappresentano la parte terminale del sistema di conduzione cardiaco. Il sistema di conduzione comprende: nodo seno-atriale; nodo atrioventricolare; diramazione intraventricolari del nodo atrioventricolare. Oltre alla conduzione e alla distribuzione dello stimolo contrattile il sistema di conduzione del cuore è responsabile dell’ insorgenza dello stimolo contrattile: l’automatismo cardiaco. Sistema dei tubi ⇒ arterie ⇒ capillari ⇒ vene Le ARTERIE sono vasi di distribuzione, seguono il senso centrifugo, verso la periferia. ≠ Le VENE sono vasi di raccolta, seguono il senso centripeto, verso il cuore. Man mano che si allontanano dal cuore, il calibro dei vasi diminuisce.

!!La modifica strutturale è sempre dovuta alla funzione!! Le ARTERIOLE immettono il sangue nei capillari. I CAPILLARI sono vasi di scambio di gas e nutrienti. Le VENE sono vasi di raccolta, seguono il senso centripeto, verso il cuore. !!!attenzione!!! le vene cave superiori e inferiori trasportano sangue NON ossigenato; le vene polmonari trasportano sangue ossigenato!!! I vasi sono strutturati in 3 tonache sovrapposte: ⇒ tonaca intima (composta da endotelio e piccolo strato connettivale sottoendoteliale); ⇒ tonaca media (è la tonaca che caratterizza maggiormente i grossi vasi. A seconda della funzione che svolge il vaso, può avere una predominanza di fibre elastiche o muscolari); ⇒ tonaca avventizia (strato connettivale che circonda la parte più periferica del vaso). In ordine decrescente abbiamo: arterie di grosso, medio e piccolo calibro e le arteriole. calibro diametro struttura grosso

6-7 mm (fino a 3 cm → aorta) elastica medio 6,7 – 2,5 mm muscolare piccolo < 2,5 mm muscolare arteriole < 100 μm muscolare Il sangue arriva nelle arterie con flusso discontinuo, a pressione e velocità alte. Ma il sangue, perché si possano svolgere gli scambi gassosi al meglio, deve giungere nei capillari con flusso continuo, a pressione e velocità basse. Per questo motivo le arterie elastiche presentano nella tonaca media una maggiore presenza di fibre elastiche , perché, trovandosi in prossimità del cuore, devono riuscire ad accogliere il sangue. Anche le curve e le anse in prossimità del cuore (arco dell'aorta) hanno la funzione di rallentare il getto snaguigno, facendogli perdere energia cinetica. ≠ le arterie muscolari presentano nella tonaca media una maggior componente muscolare, perché, trovandosi lontano dal cuore, devono far progredire il sangue fino alla periferia del corpo, dove ormai la forza dell'onda sfigmica del cuore è minima. L' AORTA è l'arteria più grande che abbiamo ed è l'arteria elastica per eccellenza. Presenta sempre queste 3 tonache e nella sua tonaca avventizia c'è un connettivo lasso in cui passano alcuni capillari molto importanti: si chiamano vasa vasorum e la loro funzione è quella di nutrire le pareti dei vasi perché se

Ci sono poi situazioni in cui il sangue si trova a dover passare lungo il suo tragitto nonostante la presenza di reti capillari occluse. Per risolvere questo problema ci sono le le anastomosi artero venose , ovvero collegamenti alternativi che permettono al sangue di giungere dove deve nonostante non possa scorrere lungo una rete capillare. Negli organi che presentano un funzionamento variabile nel corso delle 24h (ad esempio lo stomaco o l'intestino che hanno un ritmo di attività molto diverso a seconda che siano pieni o vuoti di sostanze) ci sono delle unità microcircolatorie , ovvero delle reti capillari particolari formate da cuscinetti muscolari che possono: → restare chiusi quando la rete deve semplicemente nutrire le cellule dell'organo; → aprirsi quando il viscere sta funzionando attivamente (ad esempio durante o subito dopo la digestione) in modo da consentire la perfusione di tutti i capillari secondari. Gli organi possono avere una VASCOLARIZZAZIONE di tipo: ANASTOMOTICA ovvero collegata secondo la gerarchia arteria → arteriole → r. capillare L'arrivo del sangue è sempre garantito, ma l'emodinamica è lenta (ad es. intestino); TERMINALE nella quale, oltre un certo livello gerarchico, i collegamenti vengono a mancare e il sangue arriva all'organo trasportato solamente da un vaso. Nel caso di un'interruzione di questo vaso, l'organo resta senza irrorazione e va in necrosi (ad es. infarto del miocardio con l'ostruzione di uno dei rami delle coronarie). Emodinamica più vivace. Le vene possono essere di tipo: recettore → conducono il sangue secondo gravità → vene del distretto sovracardiaco (testa e collo). Sono vene fibrose. propulsore → conducono il sangue contro gravità → vene del distretto sottocardiaco e arti. Sono vene fibro-muscolari perché la componente muscolare, contraendosi, spinge il sangue lungo il suo percorso. MODALITÀ DI PROGRESSIONE DEL SANGUE NELLE VENE: le vene più vicine al cuore → aspirazione cardiaca e pressione endotoracica negativa; VIS A TERGO → spinta che arriva da dietro, man mano che il sangue progredisce nel lume.

Pompa muscolare e polso arterioso → la vicinanza delle vene con le arterie (e quindi l'indiretta ma efficace ricezione della loro pulsazione), la presenza delle valvole, che impediscono il ritorno sanguigno, e la contrazione muscolare sono fattori che garantiscono la progressione del sangue nelle vene. Le valvole venose sono presenti soprattutto negli arti e, in caso di stasi venosa, sepimentano il sangue, ovvero lo suddividono in cavità denominate “sepimenti”. In questo modo il sangue viene ripartito in colonne e non torna indietro. Le vene varicose o varici sono la conseguenza del fatto che a monte di quella varice si sono rotte le valvole venose e la colonna di sangue grava su quella successiva.