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La composizione e l'organizzazione interna del muscolo scheletrico striato, inclusa l'irrorazione e l'innervazione. Vengono inoltre presentate le diverse tipologie di muscoli e le loro caratteristiche morfologiche e topografiche.
Tipologia: Sbobinature
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MIOLOGIA – Palumbo 15/ 11/ 2021 L' organo muscolo è composto da un'associazione di tessuti. APPARATO LOCOMOTORE → tessuto muscolare striato scheletrico → volontà → sist. Nervoso Il muscolo striato scheletrico è formato da: 1 ventre contrattile (formato da t. muscolare striato) e 2 o più estremità tendinee anelastiche (non variano di dimensioni). Generalmente in ogni muscolo ci sono uno o più ili neurovascolari , ovvero punti in cui entrano ed escono nervi e vasi (al singolare “ilo neurovascolare”). I muscoli si inseriscono con 2 o più inserzioni su segmenti scheletrici adiacenti. L'organizzazione interna del muscolo ne spiega la sua funzione: l' epimisio è tessuto connettivo consistente che riveste tutto il ventre muscolare. Dall'epimisio si dipartono dei tralci connettivali più sottili chiamati perimisio che vanno a rivestire più fibre muscolari raggruppate fra loro. Sia nell'epimisio che nel perimisio c'è la presenza abbondante di vasi capillari e nervi. Attorno ad ogni fibra muscolare c'è un esile rivestimento di connettivo chiamato endomisio ⇒ gerarchia di guaine connettivali associate al ventre muscolare che assicura a tutte le sotto-strutture del muscolo irrorazione (che assicura l'apporto di nutrimenti e ossigeno) e innervazione (che garantisce la contrazione in caso di stimolo nervoso). Quindi: l'epimisio riveste il ventre muscolare; il perimisio riveste gruppi di fibre muscolari; l'endomisio riveste la singola fibra muscolare. Nella giunzione mio-tendinea la guaina che riveste esternamente il muscolo si continua con la guaina che riveste esternamente il tendine. L'epimisio diventa cioè epitenonio. Anche il perimisio si continua nel tendine, raggruppando più colonnine tendinee, e prende in nome di peritenonio. L'endomisio, quando finisce la fibra muscolare, si ispessisce e forma l'unità del tendine, chiamata “ colonnina tendinea ” → l'endotenonio non esiste!!! Quindi: l'epimisio diventa epitenonio;
il perimisio diventa peritenonio; l'endomisio diventa la colonnina tendinea. Il tendine è quindi formato da tante colonnine raggruppate fra loro e rivestite dal peritenonio e poi tutto il tendine è rivestito da epitenonio. MODALITÀ DI INSERZIONE DEL MUSCOLO SUI SEGMENTI SCHELETRICI: inserzione diretta o ossea: si inserisce direttamente sull'osso, dove manca il periostio inserzione indiretta o periostea o carnea: rispettando il periostio e inserendosi su di lui INSERZIONE DIRETTA: inserzione digitiforme, il tendine si inserisce sull'osso dove manca il periostio. Così facendo si forma una bozza ossea, una irregolarità dell'osso. Il periostio si continua con l'epitenonio. Manca l'interposizione del periostio fra il tendine e l'osso e dove si inserisce il tendine si forma una porzione calcificata del tendine, è molto tenace. Il periostio si continua con l'epitenonio. INSERZIONE INDIRETTA: è molto più sviluppata in superficie rispetto a quella diretta. Le colonnine del tendine, anziché andare con un unico fittone a perforare l'osso privo di periostio, si sfioccano in microtendini che vanno sullo strato esterno fibroso del periostio. Tra lo strato esterno del periostio e l'osso ci sono le fibre di Sharpey (che tengono tenacemente il periostio attaccato all'osso, fibre che dal periostio penetrano nell'osso e calcificano). Lo strato esterno del periostio (la parte fibrosa) ha 2 funzioni: concorre alla formazione della capsula articolare (la parte fibrosa della capsula articolare si continua con lo strato esterno del periostio che riveste le ossa che si articolano); concorre all'inserzione indiretta (o periostea o carnea) dei muscoli. I muscoli si possono classificare secondo vari criteri, ad es. quello morfologico, oppure quello dell'orientamento delle fibre rispetto all'asse di contrazione: ad es. il muscolo sartorio ha aspetto nastriforme. Le sue fibre muscolari decorrono parallelamente rispetto all'asse di contrazione. Il trapezio, invece, ha forma triangolare. Le sue fibre sono disposte obliquamente rispetto all'asse di contrazione. La classificazione che segue il criterio morfologico è quella più facile: nastrifomi, fusiformi, pennati, ecc. Numero di ventri: due, tre, ecc.. da cui sono nati i nomi bicipiti, tricipiti, quadricipiti, ecc.
muscoli con fibre ad orientamento parallelo all'asse di contrazione: a seconda della morfologia possono essere: m. quadrilateri, m. nastriformi, m. fusiformi, m. con iscrizioni tendinee intermedie (ad es. la “tartaruga” è lo sviluppo della parte carnosa d un muscolo con iscrizioni tendinee intermedie che invece non modificano il loro volume); muscolo bicipite: m. con 2 ventri che distalmente convergono su un tendine ≠ muscolo digastrico ha 2 ventri separati da un tendine muscoli con fibre ad orientamento obliquo all'asse di contrazione: ad es. un muscolo triangolare oppure i m. pennati (unipennati, bipennati, multipennati come i m. bicipite, tricipite, quadricipite, il m. deltoide); muscoli con fibre ad orientamento spiraliforme rispetto all'asse di contrazione del muscolo. Il m. tiroioideo è un m. sovraioideo e quadrilatero (lungo e largo allo stesso modo); Il m. sterno-tiroideo ( dallo sterno va alla cartilagine tiroidea della laringe) è un m. sottoioideo nastriforme; Il m. retto dell'addome è un muscolo con iscrizioni tendinee; Muscolo fusiforme → m. brachiale Muscolo digastrico → omo-ioideo muscolo triangolare → muscolo temporale ( va dalla regione temporale del cranio alla mandibola e contraendosi solleva la mandibola). Muscolo sternocleido mastoideo ha 2 ventri musclari la cui direzione è incrociata. In parte si inserisce al processo mastoideo del cranio, in parte si inserisce sullo sterno e in parte sulla clavicola; Muscoli unipennati sono i muscoli flessori del primo dito tra i muscoli bipennati c'è il m. retto del femore il muscolo deltoide è multipennato e forma la convessità della spalla
i muscoli pennati sono i più efficienti in assoluto (13'50'') muscoli con andamento spiraliforme: ad es. muscolo grande pettorale che ha le inserzioni prossimale e distale che sono ortogonali una rispetto all'altra. Quindi le fibre formano un quarto di giro. Grande dorsale: le fibre sono sullo stesso piano, ma formano un mezzo giro completo (180°) muscolo supinatore Principali gruppi muscolari: Muscoli della testa sono composti da 1 gruppo muscolare mimico e 1 gruppo muscolare scheletrico. ∙ Muscolatura mimica: tutti quei muscoli che hanno almeno un'inserzione nel sottocutaneo e contraendosi cambiano la mimica facciale. Ad es. il muscolo risorio si inserisce a circa 1 cm all'esterno degli angoli della bocca e contraendosi accennano al sorriso. Muscolo grande e piccolo zigomatico: dal versante profondo delle labbra vanno verso l'arcata zigomatica. Muscolo elevatore del labbro superiore, il muscolo orbicolare delle labbra e quello orbicolare dell'occhio. Muscoli auricolari anteriori, superiori e posteriori. M. epicranio: muscolo che parte dalla regione frontale e va su tutta la volta del cranio fino alla parte occipitale. Ha una parte occipito-frontale, ovvero una parte occipitale, una parte frontale e in mezzo c'è la galea aponeurotica (strato fibroso tra cute e periostio), alcuni soggetti riescono a corrugare il cuoio capelluto. Muscolo procero: quando corrughiamo la fronte, sta fra i due angoli dell'occhio e al di sopra della radice del naso. Sono tutti muscoli pellicciai e tutti innervati dal 7° paio di nervi cranici: il nervo facciale. Il n. facciale innerva tutta la m. mimica della faccia e anche altra muscolatura che condivide l'origine embrionale con loro. In particolare un m. pellicciaio del collo, ovvero il platisma e il m. stapedio che è un muscoletto situato nell'orecchio interno che si contrae per proteggere le strutture l'orecchio interno in caso di inquinamento acustico, diminuendo le oscillazione degli ossicini interni dell'orecchio in funzione delle grosse vibrazioni che riceve l'orecchio. Il nervo facciale emerge sulla porzione laterale della faccia, si divide in due grossi tronchi il ramo temporo-facciale che va verso l'alto e il ramo cervico-facciale che va verso il basso e con le sue ramificazioni va ad innervare tutta la muscolatura mimica. Il nervo facciale mantiene il tono della muscolatura mimica anche quando siamo inespressivi. Ad es. in caso di emiparesi facciale si vede chiaramente che una parte della muscolatura mimica mantiene il tono e l'altra no. La parte paralizzata è dove la muscolatura non è tonica.
É come sospeso fra inserzioni muscolari superiori e inferiori, poiché è fissato da questi muscoli. Questi muscoli si inseriscono sull'osso ioide dall'alto e altri dal basso. 2 categorie di muscoli: muscoli sovraioidei e m. sottoioidei. Sempre m. striata scheletrica. Muscoli sovraioidei: muscolo digastrico, il m. stiloioideo, il m. miloioideo, muscolo genioioideo. Tutti loro convergono dall'alto verso l'ossio ioide. 4 muscoli sottoioidei: m. sternoioideo (anteriore ai due seguenti), m. sternotiroideo, m. tiroioideo (posteriori al primo), m. omoioideo (m. laterale parte dalla scapola e arriva all'osso ioide). (!!!Sinonimo di scapola → omoplata!!!) Muscolatura del tronco: sul versante posteriore del tronco: 2 muscoli larghi: in alto il m. trapezio e in basso il m. grandorsale, molto importanti perché molto vasti. Il m. trapezio parte dall'inserzione sulla protuberanza occipitale esterna del cranio, fino alla 12^ vertebra toracica. Si inserisce anche sul cingolo scapolare e sulla clavicola. Possiede fibre discendenti, trasverse e ascendenti che danno grandissima possibilità di movimento. A seconda di quali fibre si contraggono si possono avere risultati diversi. È innervato dall'11° paio di nervi cranici. Questo nervo innerva sia il trapezio che lo sternocleidomastoideo con un contributo anche del plesso cervicale. Anche il muscolo grandorsale ha un'estensione molto vasta. Sul versante anteriore del tronco: il muscolo gran pettorale è in superficie e il m. piccolo pettorale è in profondità. Anche il m. granpettorale ha diverse inserzioni ed è toraco-appendicolare. Quando si analizza l'azione di un muscolo si deve considerare quale inserzione del muscolo si considera come punto fisso. Ad es. se considero l'inserzione clavicolare e sternale del m. grande pettorale, quando il m si contrae agisce sull'arto superiore → abduzione se invece considero come punto di riferimento l'inserzione sul braccio, avrò il movimento della sollevamento del tronco e avrò l'atto dell'arrampicamento. (46'20'')
In ogni azione muscolare bisogna considerare la parte fissa e la parte mobile, questo è utile anche nel caso della riabilitazione. Muscolatura addominale: muscolo diaframma (o “cupola diaframmatica”) ha una morfologia cupoliforme. Il diaframma ha la porzione carnosa più sviluppata in periferia, mentre il centro è tendineo e si chiama “centro frenico”. Questo centro è formato da 3 fogliole: anteriore, posteriore dx e posteriore sx. Al confine tra la fogliola anteriore e quella posteriore dx nel centro frenico c'è un foro attraverso cui passa la vena cava inferiore (che proviene dall'addome, attraversa il diaframma e si getta nel cuore). Di fianco, nella parte muscolare c'è l'orifizio esofageo del diaframma, dove passa l'esofago per andare dal torace all'addome dove si continua con lo stomaco. Un altro orifizio, nella parte tendinea, è lo “iato aortico” dova l'aorta scende nell'addome. Ricapitolando, nel diaframma ci sono 3 orifizi: 2 tendinei, - quindi anelastici- (per non contrarre i vasi e quindi ridurre il diametro del loro lume ad ogni atto respiratorio) e 1 muscolare (per l'esofago). Viene costretto un attimo, perché si oppone al reflusso gastroesofageo. Quando invece lo iato dell'esofago è troppo lento e non c'è contenimento, ci possono essere dei reflussi di materiale gastrico verso l'esofago. Il diaframma è il muscolo ispiratore per eccellenza, si contrae ad ogni atto respiratorio. Solleva le coste e si abbassa. Muscoli addominali anteriori: m. retto dell'addome, un m. che presenta delle iscrizioni tendinee (2 al di sopra dell'ombelico e 1 a livello dell'ombelico o sotto, ce ne può essere 1 addizionale). Quindi l'addome è chiuso superiormente dal diaframma, anteriormente dal m. retto addominale. Cosa c'è di lato? Muscoli laterali dell'addome: 3 sovrapposti, dall'esterno alla profondità: m. obliquo esterno, interno e trasverso dell'addome. Hanno fibre intrecciate, se tonici si oppongono alla pressione viscerale. Muscoli posteriori dell'addome: riempiono lo spazio tra il trasverso dell'addome e la c. vertebrale: sono 2: 1 è il grande psoas, a fianco della c. vertebrale. È il muscolo più magro che abbiamo (è il filetto che mangiamo negli animali). Sotto di lui c'è il piccolo psoas. Ancora più lateralmente c'è il m. quadrato dei lombi. Dentro il ventre dello psoas si forma il plesso lombare.
Muscolo tricipite della sura → forma la massa del polpaccio. È un tricipite: superficialmente ci sono 2 muscoli gemelli, uno mediale e uno laterale (gastrocnemi), al di sotto c'è il m. soleo. Questi 3 ventri convergono in basso nel più potente e tenace tendine che abbiamo: il tendine di Achille o tendine della Sura, che si inserisce sulla tuberosità calcaneale. Il tendine di Achille si può ledere e la massa del polpaccio risale, si risolve chirurgicamente e con una lunga riabilitazione. Un muscolo si analizza nella sua funzione in base a dove scavalca l'articolazione. Definizione di unità motoria di Sherrington: l'unità motoria è formata dal complesso di motoneurone più tutte le fibre che un motoneurone innerva. Se un motoneurone innerva molte fibre, l'unità motoria è più grossolana (ad es. m. grandorsale). Se ne innerva meno è più sofisticato (ad es. bulbo oculare e polpastrelli). Tutta la muscolatura può essere governata in maniera raffinata o grossolana a seconda del numero di unità motorie che il muscolo ha. Unità motoria piccola → raffinata ≠ unità motoria grande → grossolana