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Questa lezione introdurrà il concetto di apprendimento secondo la seconda definizione di Treccani, discutendo i modelli di comportamento, l'apprendimento operazionale e operante, l'adattamento e la teoria dell'evoluzione di Darwin. Sarà inoltre esplorato il concetto di apprendimento associativo, l'apprendimento non associativo e verbale, l'abituazione e la sensibilizzazione.
Tipologia: Appunti
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Apprendimento per descrizione->seconda definizione di Treccani. Abbiamo diversi modelli di comportamento, si pensa a qualsiasi comportamento emesso da qualsiasi essere umano, in base alle contingenze dirette. In questa lezione impareremo l’apprendimento conseguito per operamento classico oppure operante. Quando si parla di cambiamento di comportamento, posso pensarlo in termini additivi (aggiungere o estinguere comportamenti). C’è sempre un soggetto, specialmente in apprendimenti semplici, si parla di tipi di comportamenti in diverse specie. Affinché ci sia apprendimento è necessario che ci sia una situazione sperimentata ripetutamente, per far sì che un comportamento venga ripetuto (ex sentiero). Quello che noi notiamo è l’esito di un apprendimento. La prospettiva è comportamentale. Bisogna fare riferimento a Charles Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione. “Non è l’individuo più forte o il più intelligente quello che sopravvive, ma quello che maggiormente si adatta all’ambiente”. Quando parliamo di apprendimento, parliamo di adattamento e di un contesto (Kantor, storia dell’apprendimento). Un altro autore è Burrus Skinner, pose attenzione alle conseguenze rinforzanti o penalizzanti. “MEN ACT upon the world, and change it, and are changed in turn by the consequences of their action.” Concetti chiave dell’apprendimento: ➢Avviene in modo semplice e continuo ➢ Interazioni con l’ambiente ➢ Processo: successione di fenomeni ➢ Aumenta di complessità salendo la scala filogenetica (ratto più semplice di un uomo ecc) ➢ Funzione adattiva Nei comportamenti semplici non si parla ancora di volontà. Hockam, a parità di potere esplicativo, la soluzione più semplice da preferirsi (lama). L’apprendimento avviene in modo semplice e continuo, non è necessaria la volontà per fa sì che avvenga un apprendimento. Nature vs culture. Tra innatismo e internalismo la realtà sta nel mezzo, la variabilità nell’ambiente è più vasta della variabilità nella genetica. Parliamo dal punto di vista fisiologico, non problematiche genetiche e patologia. Genetica vs. Apprendimento
La condizione temporale è necessaria ma non sufficiente. Prima deve essersi un comportamento che non c’è e poi c’è, il tempo (what, il contrario). Dobbiamo misurare un variabilità entro i soggetti oppure possiamo vedere una variabilità tra soggetti.
Generalizzazione Il cane tendeva a rispondere a stimoli simili, risposta più ampia se stimoli vicina a quello originale, e l’ampiezza si allotanava se si differenziava. Discriminazione Se con nuove procedure di appaiamento, osservo un processo di discriminazione, osservo che mi si abbatte la risposta a particolari stimoli lontani. Tramite estinzione e rinforzo, faccio in modo che risponda solo allo stimolo specifico.