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Apprendimento: Seconda Definizione e Teorie - Lezioni di Psicologia Generale - Prof. Oppo, Appunti di Psicologia Generale

Questa lezione introdurrà il concetto di apprendimento secondo la seconda definizione di Treccani, discutendo i modelli di comportamento, l'apprendimento operazionale e operante, l'adattamento e la teoria dell'evoluzione di Darwin. Sarà inoltre esplorato il concetto di apprendimento associativo, l'apprendimento non associativo e verbale, l'abituazione e la sensibilizzazione.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 12/12/2021

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benedetta-lavino 🇮🇹

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Ps gen
17 nov
Apprendimento
Apprendimento per descrizione->seconda definizione di Treccani.!
Abbiamo diversi modelli di comportamento, si pensa a qualsiasi comportamento emesso da
qualsiasi essere umano, in base alle contingenze dirette.!
In questa lezione impareremo l’apprendimento conseguito per operamento classico oppure
operante.!
Quando si parla di cambiamento di comportamento, posso pensarlo in termini additivi
(aggiungere o estinguere comportamenti).!
C’è sempre un soggetto, specialmente in apprendimenti semplici, si parla di tipi di comportamenti
in diverse specie. !
Anché ci sia apprendimento è necessario che ci sia una situazione sperimentata ripetutamente,
per far sì che un comportamento venga ripetuto (ex sentiero).!
Quello che noi notiamo è l’esito di un apprendimento.!
La prospettiva è comportamentale.!
Bisogna fare riferimento a Charles Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione.!
“Non è l’individuo più forte o il più intelligente quello che sopravvive, ma quello che
maggiormente si adatta all’ambiente”.
Quando parliamo di apprendimento, parliamo di adattamento e di un contesto (Kantor, storia
dell’apprendimento).
Un altro autore è Burrus Skinner, pose attenzione alle conseguenze rinforzanti o penalizzanti.
“MEN ACT upon the world, and change it, and are changed in turn by the consequences of their
action.”
Concetti chiave dell’apprendimento:
Avviene in modo semplice e continuo
Interazioni con l’ambiente
Processo: successione di fenomeni
Aumenta di complessità salendo la scala filogenetica (ratto più semplice di un uomo ecc)
Funzione adattiva
Nei comportamenti semplici non si parla ancora di volontà.
Hockam, a parità di potere esplicativo, la soluzione più semplice da preferirsi (lama).
L’apprendimento avviene in modo semplice e continuo, non è necessaria la volontà per fa sì che
avvenga un apprendimento.
Nature vs culture.
Tra innatismo e internalismo la realtà sta nel mezzo, la variabilità nell’ambiente è più vasta della
variabilità nella genetica. Parliamo dal punto di vista fisiologico, non problematiche genetiche e
patologia.
Genetica vs. Apprendimento
• Per tanto tempo l’apprendimento è stato considerato come il contrario della genetica. • Antinomia
filosofica: Innatismo/Empirismo.
La conditio sine qua non è la presenza di un ORGANISMO.
Variabilità genetica e variabilità ambientale
L’apprendimento associativo p comparso circa 500 milioni di anni fa. Ciò fu dimostrato su tutte le
specie evolute dopo il Cambriano.
Parliamo di apprendimento modellato dalle contingenti dirette, o apprendimento associativo.
Non hanno solo forme di apprendimento le meduse le spugne, e organismi semplici, invece
organismo con sistema neurale hanno proto-apprendimento, poi abbiamo apprendimento
rispondente e operante.
Noi vediamo un apprendimento che c’era e poi c’è, oppure c’era e si è estinto.
Implica cambiamento e varianza.
Non è direttamente osservabile, osservo l’esito, osservo un evento.
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Apprendimento

Apprendimento per descrizione->seconda definizione di Treccani. Abbiamo diversi modelli di comportamento, si pensa a qualsiasi comportamento emesso da qualsiasi essere umano, in base alle contingenze dirette. In questa lezione impareremo l’apprendimento conseguito per operamento classico oppure operante. Quando si parla di cambiamento di comportamento, posso pensarlo in termini additivi (aggiungere o estinguere comportamenti). C’è sempre un soggetto, specialmente in apprendimenti semplici, si parla di tipi di comportamenti in diverse specie. Affinché ci sia apprendimento è necessario che ci sia una situazione sperimentata ripetutamente, per far sì che un comportamento venga ripetuto (ex sentiero). Quello che noi notiamo è l’esito di un apprendimento. La prospettiva è comportamentale. Bisogna fare riferimento a Charles Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione. “Non è l’individuo più forte o il più intelligente quello che sopravvive, ma quello che maggiormente si adatta all’ambiente”. Quando parliamo di apprendimento, parliamo di adattamento e di un contesto (Kantor, storia dell’apprendimento). Un altro autore è Burrus Skinner, pose attenzione alle conseguenze rinforzanti o penalizzanti. “MEN ACT upon the world, and change it, and are changed in turn by the consequences of their action.” Concetti chiave dell’apprendimento: ➢Avviene in modo semplice e continuo ➢ Interazioni con l’ambiente ➢ Processo: successione di fenomeni ➢ Aumenta di complessità salendo la scala filogenetica (ratto più semplice di un uomo ecc) ➢ Funzione adattiva Nei comportamenti semplici non si parla ancora di volontà. Hockam, a parità di potere esplicativo, la soluzione più semplice da preferirsi (lama). L’apprendimento avviene in modo semplice e continuo, non è necessaria la volontà per fa sì che avvenga un apprendimento. Nature vs culture. Tra innatismo e internalismo la realtà sta nel mezzo, la variabilità nell’ambiente è più vasta della variabilità nella genetica. Parliamo dal punto di vista fisiologico, non problematiche genetiche e patologia. Genetica vs. Apprendimento

  • Per tanto tempo l’apprendimento è stato considerato come il contrario della genetica. • Antinomia filosofica: Innatismo/Empirismo.
  • La conditio sine qua non è la presenza di un ORGANISMO.
  • Variabilità genetica e variabilità ambientale L’apprendimento associativo p comparso circa 500 milioni di anni fa. Ciò fu dimostrato su tutte le specie evolute dopo il Cambriano. Parliamo di apprendimento modellato dalle contingenti dirette, o apprendimento associativo. Non hanno solo forme di apprendimento le meduse le spugne, e organismi semplici, invece organismo con sistema neurale hanno proto-apprendimento, poi abbiamo apprendimento rispondente e operante. Noi vediamo un apprendimento che c’era e poi c’è, oppure c’era e si è estinto. Implica cambiamento e varianza. Non è direttamente osservabile, osservo l’esito, osservo un evento.

La condizione temporale è necessaria ma non sufficiente. Prima deve essersi un comportamento che non c’è e poi c’è, il tempo (what, il contrario). Dobbiamo misurare un variabilità entro i soggetti oppure possiamo vedere una variabilità tra soggetti.

  • Apprendimento implica cambiamento
  • Apprendimento non è direttamente osservabile
  • Il cambiamento è osservabile (EVENTO)
  • La “causa” del cambiamento può non essere il tempo: il concetto di VARIABILE Le tre forme di apprendimento che studieremo sono:
  • APPRENDIMENTO NON ASSOCIATIVO (più semplice), tipo risposta di sensibilizzazione (ex penicillina, aumento contrattura del muscolo), presente nella lumaca di mare.
  • APPRENDIMENTO ASSOCIATIVO (Contingency shaped behavior), comportamenti modellato dalle contingente, condizionamento classico, operante, imitativo da vicario (?)
  • APPRENDIMENTO VERBALE (Rule Governed Behavior), solo nell’essere umano Ci occuperemo di apprendimento per contatto diretto e quindi condizionamento rispondente o operante, modellato dalle contingente. Abbiamo poi apprendimento per contatto indiretto, diviso in comportamento imitativo (negli animali sociali, serve per la sopravvivenza, deve esserci sempre un modello) e governato da regole verbali (posso imparare per descrizione). Gli eventi nel mondo accadono. Protoapprendimento. È necessario che lo stimolo abbia certe caratteristiche: ABITUAZIONE
  • Diminuzione della risposta al ripetersi di uno stimolo.
  • Riflesso di orientamento (Sokolov, 1963)
  • Il fenomeno dell’abituazione ha una funzione adattiva
  • Il fenomeno dell’abituazione è presente in organismi semplici. E quindi:
  • Stimolo debole intensità
  • Possibilità fuga
  • Contatti con lo stimolo ripetuti regolari SENSIBILIZAZIONE
  • Aumento della risposta al ripetersi di uno stimolo.
  • Il fenomeno della sensibilizzazione ha una funzione adattiva
  • Il fenomeno della sensibilizzazione è presente in organismi semplici. (Aplysia Californica)
  • Stimolo doloroso E poi:
  • Stimolo forte intensità
  • Nessuna possibilità fuga
  • Contatti irregolari Apprendimento: un meccanismo adattivo
  • Teoria dell’evoluzione (Darwin)
  • Primo teorico moderno dell’apprendimento
  • La selezione naturale agisce in prima istanza sul comportamento e poi sulle strutture biologiche.
  • L’importanza della selezione. Quando si parla di apprendimento è importante parlare di Selection by consequences. È un comportamento associativo in base alle conseguenze (ex camminare, si impara sbagliando). La selezione del comportamento (1) ➢Nell’apprendimento entra direttamente in gioco un principio selezionista (ha a che fare con la variabilità): tra tutte le interazioni che casualmente un organismo può instaurare con l’ambiente, quelle che sono seguite da conseguenze positive, cioè adattive, per l’organismo hanno maggiori probabilità di essere selezionate.
  • (^) Poi solo polvere di carne, con salivazione. Carne diventa stimolo incondizionate (incondizionato), uno stimolo che ha in sé le caratteristiche per evocare la risposta di salivazione.
  • (^) Appaia il suono alla carne, l’associazione avviene sulla antecedente. Durante il condizionamento per la carne, per l’antecedente. Perché ha osservato che il suono non provocava nulla
  • (^) Dopo un numero sufficiente di appaiamenti, dopo il condizionamento, il suon elicitava la risposta di salivazione. Terminologia: STIMOLO INCONDIZIONALE (SI, US) È sempre in grado di provocare una risposta specifica da parte dell’organismo. L’aggettivo incondizionale indica che la sua efficacia è naturale, spesso innata, non soggetta a condizioni individuali di esperienza ma neanche completamente sganciata dalle condizioni contestuali (ad esempio l’animale deve essere affamato, altrimenti il condizionamento non si verifica). RISPOSTA INCONDIZIONALE (RI, UR) È la risposta specifica prodotta da uno stimolo incondizionale (nell’esperimento classico di Pavlov la salivazione prodotta dalla polvere di carne); STIMOLO CONDIZIONALE (SC, CS) In partenza stimolo neutro (SN) - se viene associato a quello incondizionale dopo un certo numero di presentazioni riesce a svolgere la stessa funzione dello stimolo incondizionale producendone la risposta specifica; RISPOSTA CONDIZIONALE (RC, CR) Rappresenta la risposta allo stimolo condizionale. Da un punto di vista sostanziale non si differenzia da quella incondizionale se non per esserne di poco inferiore in termini di ampiezza Lo stimolo neutro è il suono prima del condizionamento. Estinzione rispondente: Il condizionamento avviene se stimolo incondizionato e stimolo neutro sono appaiati ansime immediatamente, non avviene se lo stimolo neutro viene presentata dopo lo stimolo condizionale. Deve anche essere di tempo breve, perché se no si possono inserire diversi stimolo aggiuntivi. Qual è il principio responsabile perquisito apprendimento? Appaiamento di stimoli, che si regge sul transfer di funzione. Fase di estinzione: se io presento lo stimolo condizionale allo stimolo associato, il cane non sarà più in grado di associare i due, abbiamo la fase di estinzione. La risposta si estingue. Prima osserveremo il recupero spontaneo. Se in quel momento stimolo condizionale con stimolo incondizionate, l’apprendimento sarà più efficace e veloce. ESTINZIONE Paradigma o procedura? Entrambi Abbiamo il paradigma di pavlov e la procedura di estinzione. Guardo slide 56. IL RECUPERO SPONTANEO S i possono condizionare tutti i riflessi? Qual è la funzione del condizionamento?
  1. RIFLESSO DIFENSIVO – Controllo avversivo
  2. RIFLESSO CONSUMATORIO – Controllo appetitivo Principio di generalizzazione e discriminazione, sono speculari.

Generalizzazione Il cane tendeva a rispondere a stimoli simili, risposta più ampia se stimoli vicina a quello originale, e l’ampiezza si allotanava se si differenziava. Discriminazione Se con nuove procedure di appaiamento, osservo un processo di discriminazione, osservo che mi si abbatte la risposta a particolari stimoli lontani. Tramite estinzione e rinforzo, faccio in modo che risponda solo allo stimolo specifico.