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- ADHD: DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO
- DOP o DC: DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI E DELLA CONDOTTA
- DISTURBI DA DISREGOLAZIONE DELL’UMORE
ADHD
■ IPERATTIVITA’ (verbale o motoria)
■ DISATTENZIONE
■ IMPULSIVITA’
IPERATTIVITA’O OPPOSITIVITA’?
BAMBINO IPERATTIVO BAMBINO OPPOSITIVO
- (^) Presenta una forte PERVASIVITA’ dei - presenta una maggiore SITUAZIONALITA’
comportamenti disturbanti (si comporta così dei comportamenti disturbanti (decide
in tutte le occasioni) lui quando non rispettare le regole)
- Lamenta un IRRIGIDIMENTO della condotta con il - evidenza un INDEBOLIMENTO delle
passare del tempo opposizioni con il passare del tempo
- MIGLIORA in contesti STRUTTURATI (con spazi - PEGGIORA in contesti STRUTTURATI
e tempi ben definiti)
- NON è in grado di GIUSTIFICARE la sua condotta - è maggiormente in grado di GIUSTIFICARE
(più è stanco e più non si controlla, parte bene ma la sua condotta (parte oppositivo ma poi
poi peggiora) migliora)
CRITERI DIAGNOSTICI
- I sintomi devono essere inadeguati rispetto al livello di sviluppo del oggetto (rispetto ai coetanei)
- I sintomi devono sorgere entro i 7 anni
- (^) I sintomi devono durare almeno 6 mesi
- I sintomi devono essere PERVASIVI in almeno due contesti di vita del soggetto
- I sintomi devono determinare una compromissione significativa del funzionamento sociale, scolastico e lavorativo
MODELLO A DUE VIE:
si basa su modelli scientifici e sulle evidenze, descrive lo sviluppo del bambino su due vie: quella energetica e quella organizzativa. Per ogni via ci sono 5 dimensioni. È utile per gli ADHD ma anche per tutti gli altri e aiuta a creare il PDP senza essere troppo scientifici.
VIA ENERGETICA
LE 5 DIMENSIONI
ALLERTA
Capacità del soggetto di attivarsi, mettersi in moto e ne distinguiamo due livelli:
- ALLERTA TONICA : livello di attivazione media che ha il bambino in assenza di stimoli (si parla di pochi minuti) specifici (insegnante). - Quando questa allerta è troppo alta, il bambino è uno che con poco esplode (un dispetto o altro): quindi hanno bisogno che le pause e le attese siano regolate e organizzate (spesso sono ADHD che hanno disturbi del sonno e arrivano a scuola alterati). - Se lo hanno troppo basso questo livello, hanno sempre ADHD che hanno costantemente la testa tra le nuvole, GROSSA COMPROMISSIONE ATTENTIVA (hanno bisogno di un innalzamento del livello attentivo per mezzo di altri percorsi). Dobbiamo attivarli noi, coinvolgerli e stimolarli.
- ALLERTA FISICA : livello di attivazione alla presenza di uno stimolo specifico (richiesta), ovvero il tempo che metto ad attivarmi. - È attivazione precoce quando anticipo la richiesta o do una risposta troppo rapida allo stimolo ( IMPULSIVITA’ ). Gli ADHD in genere sono impulsivi e spesso non è ben accettato dai compagni, hanno incidenti, sbagliano, ma non lo fanno apposta. Non dobbiamo stimolare l’impulsività ma stimolare alla PAUSA tra stimolo e risposta. - Possiamo avere anche un’attivazione faticosa quando i bambini sono lenti a dare una risposta, ci mettono troppo tempo. Vanno allora accelerati, attivandoli prima della richiesta specifica, soprattutto se li facciamo muovere per attivare il cervello.
MOTIVAZIONE
La motivazione non ha quasi nulla a che fare con l’INTERESSE, ma è la PERSISTENZA NELLO SFORZO (di un gioco o un compito): se resiste, se prova e riprova. Se punisco l’errore che continua nonostante le prove, punisco la sua persistenza e così lo scoraggio a provare. Nel momento in cui rinforzo la persistenza, faccio sì che il bambino si RAPPRESENTI MENTALEMTE IN MODO ANTICIPATO I RINFORZI futuri intrinseci ed estrinseci. Da tener conto la rappresentazione mentale anticipata dello sforzo richiesto e senso di AUTOEFFICACIA : far sì che il bambino sappia che quel compito richiede un certo tipo di sforzo e per quanto tempo dovrà mantenerlo, così sa che potrà ben far da solo il compito. Prima li guidiamo la poi chiediamo loro “quanto tempo pensi ti serva per fare questo compito?”. Questo aiuta il bambino ad ORGANIZZARSI. Il bambino persiste quando ha autoefficacia (quando mi sento efficace nel raggiungere un obbiettivo richiesto, concetto di BANDURA). L’autoefficacia si forma nei primi anni di vita ed è SPECIFICA per argomenti, funzionando per COMPENSAZIONE (è bassa da una parte, allora cerco di alzarla da altre). L’autoefficacia si costruisce con L’ESPERIENZA DI SUCCESSO : bisogna tarare il compito sulle capacità del bambino e non correggere in ogni istante. L’autoefficacia si costruisce anche grazie ai feedback verbali. ALTA AUTOEFFICACIA= PERSISTENZA NELLO SFORZO BASSA MOTIVAZIONE= ARRENDEVOLEZZA E INCONCLUDENZA (es. i bambini impulsivi che, se non riescono, cambiano esercizio o attività). Con questi bambini è importante arrivare in fondo al compito anche se non è perfetto, piuttosto che uno che ne fa metà perfetto, così aumento la persistenza. Il “non portare a termine qualcosa” pesa sull’autoefficacia.
RITMO
Gli ADHD hanno difficoltà di STIMA E PERCEZIONE TEMPORALE (un intervallo breve a loro sembra lungo e viceversa) questo provoca INSTABLITA’ , non riesce ad organizzarsi. A questi dobbiamo rendere il tempo BEN
VIA ORGANIZZATIVA :
è come il volante dell’auto. È più importante nella metà della primaria e quindi va osservata più tardi nel bambino
VIA ENERGETICA : è come il motore di un’auto. Ho bisogno di mettere in moto il bambino e far sì che rimanga acceso. È la più importante nei primi anni di scuola
entrare nel suo campo visivo e usare il s.a.posteriore a mio vantaggio. Per questi bambini, il banco a metà aula è il migliore perché se c’è uno stimolo che proviene da davanti, io maestra rimango nel suo campo visivo. Se sta per arrivare uno stimolo, io maestra lo posso anticipare così che quello stimolo diventi da s.a. posteriore a s.a. anteriore.
Entrare nel campo percettivo è fondamentale per l’insegnamento.
Reggo lo sforzo quando il sistema attentivo è efficace.
EMOZIONI
Le emozioni positive ci danno energia, sono più creativo, reggo l’attenzione. Se ho paura non apprendo.
Esistono 4 dimensioni:
- Abilità emotiva: il bambino ha OSCILLAZIONI EMOTIVE intense o irregolari? quando tempo di recupero usa per tornare tranquillo?
- Scarsa tolleranza alla frustrazione: attenzione a non esporre i bambini a compiti frustranti come abbandoni, vedere l’errore troppo presto e quindi cercare di sviluppar e una certa SICUREZZA NELL’APPRENDERE. L’errore va gestito dall’insegnante
- Ricerca immediata della gratificazione: si inizia con molto e si riducono mano a mano
- Ridotta consapevolezza e narrazione emotiva: non sanno raccontare le loro emozioni, quello che accade. Va bene se i bambini INVENTNO COSE. Dobbiamo allenarli a raccontare, senza voto, anche cose non vere.
VIA ORGANIZZATIVA
LE 5 DIMENSIONI
INIBIZIONE
Indicata anche come controllo inibitorio, è importante perché le nostre risorse cognitive sono limitate (pongo attenzione solo su alcune cose più importanti) e quindi dobbiamo inibire, togliere ciò che non serve per non porvici attenzione. Il controllo inibitorio è per qualcuno alla base di ogni altro processo mentale: ciò vuol dire che dobbiamo insegnare ai bambini ad inibire. L’inibizione va fatta prima del compito , in una fase preparatoria dello studio, perché eliminare è più importante che acquisire. L’inibizione si esercita su:
- Inibizione di stimoli interferenti (ciò che non centra con il compito): gli stimoli interferenti spesso sono inseriti nel materiale di studio, nell’ambiente. Ne abbiamo già parlato con la selettività (io richiamo il bambino dicendogli gli stimoli dà eliminare) ma questa volta è inibizione rispetto ad un obbiettivo che mi sono prefissato e quindi è incentrato sul mio intento (aspetto organizzativo). Consuma molte energie.
- Inibizione di risposte prepotent i o risposte sovrapprese o anche dette automatizzate (es. una parola straniera interiorizzata). Non richiede sforzo attentivo perché è fuori dal mio focus. Se devo bloccare questo tipo di risposte, devo riportarla sotto il mio focus attentivo impiegando un grande sforzo perché la mia mente non prevede che io ci ponga attenzione (essendo, le risposte interiorizzate, in qualche modo “automatiche”. L’ ADHD non riesce a bloccare la risposta prepotente (fa sempre lo stesso errore) e per questo noi insegnanti dobbiamo evitare di dargli compiti che lo portano a fare lo stesso errore perché lo automatizza e quindi è meglio guidarlo alla risposta corretta.
FLESSIBILITÀ
L’inibizione mi permette di essere flessibile. La flessibilità è la capacità di fare le cose in modi differenti. Per essere flessibile devo avere una buona autoefficacia (fare sempre le sesse cose mi dà sicurezza emotiva e tranquillità, ma ciò è sbagliato). Per aumentare l’autoefficacia del bambino lo convinco, fin da piccolo, che è in grado di poter fare in modi diversi. Anche gli insegnanti devono essere flessibili prima di tutti. La flessibilità si specifica in:
- 1° capacità di emettere atti motori diversi ( risposta motoria ) ( l’ADHD non riesce a cambiare il movimento e quindi ha rigidità motoria)
- 2° capacità di raccontare qualcosa in maniera diversa ( flessibilità a livello di rappresentazione ): non c’è un modo giusto di raccontare ma lasciamo i bambini esprimersi e agire in modi diversi
- 3° flessibilità a livello di gerarchie di regole. Spesso diamo regole con il “se” (“se io parlo tu ascolti”): queste regole sono difficili da acquisire perché sono difficili da generalizzare. Cerchiamo di dare regole generali di comportamenti da poter adattare a tutti gli ambienti
- 4° flessibilità relazionale è molto importante: se un gruppo lavora bene allora lo cambiamo per frequentare più amici, spostarsi di banco. Purtroppo questa flessibilità è poco presente nei bambini (non c’è sulle slide ma lui l’ha aggiunta).
PIANIFICAZIONE
È la capacità di procedere secondo un piano (piano di studio, per fare i compiti e qualsiasi altra cosa) e non in
maniera improvvisata. Prima cosa (1°) devo rappresentarmi mentalmente e anticipatamente i passi da compiere (la
rappresentazione mentale deve essere insegnata e guidata, prima di tutto, dall’insegnate che mostra per primo cosa e
come fare). (2°) In secondo luogo devo mantenere i passi in memoria di lavoro e soprattutto inibire le interferenze.
La pianificazione va esercitata e quando lo facciamo, non dobbiamo concentrarci su altri errori ma focalizzarci sul suo processo. Quando diamo un compito di pianificazione (anche agli ADHD) dobbiamo anticipatamente chiedergli come pensa di agire. La pianificazione conclude (3°) con l’esecuzione e controllo.
MEMORIA DI LAVORO
È una memoria a breve termine , una parte attiva in cui pongo momentaneamente i dati su cui vado a lavorare (il bambino non li ripete passivamente) su questi. Ci serve per raccontare, spiegare, fare calcoli o per compiti che implicano il taccuino visuo-spaziale (taccuino che uso se devo andare in un certo posto? fare una battuta di tennis?). La ML è compromessa negli ADHD sia nelle componenti verbali ( loop fonologico ) che quelle visuo-spaziale.
- Se ha difficoltà visuo-spaziali allora ha difficoltà nella riproduzione e organizzazione di disegni complessi, ma anche nell’imitazione di sequenze motorie.
- Se ha difficoltà nel loop fonologico allora ha difficoltà di comprensione di storie lette e ascoltate e nelle produzioni scritte e orali (povertà o caoticità) Si risolve il problema dando una ML esterna come i post-it, cartoncini con le indicazioni o le regole che possono essere anche eliminati quando impara a selezionare le informazioni utili. Il carico di memoria di lavoro va alleggerito attraverso mappe e schemi.
MONITORAGGIO
O meglio automonitoraggio , è una delle dimensioni faticose del nostro cervello perché è impegnato in altro e spesso non è consapevole di quello che fa ( aree prefrontali del cervello ). L’ autoconsapevolezza comportamentale è la più difficile da raggiungere e spesso si raggiunge prima l’autoconsapevolezza emotiva. Quando parliamo di monitoraggio vediamo tre dimensioni:
- Linguaggio interno : è guida del nostro comportamento perché ci ripetiamo le cose da fare, e guida il nostro comportamento. Nei bambini con ADHD lo sviluppo del linguaggio interno non è normale. Quelli a sviluppo tipico, da piccoli durante un gioco produce affermazioni non rilevanti al compito. Crescendo ripete ad alta voce le istruzioni date dall’adulto per il compito e si guida con affermazioni rilevanti. Alla fine si ripete in modo sub vocale le istruzioni che prima ripeteva ad alta voce e qui il linguaggio interiore diventa pensiero. Si è visto che però il bambino muove lo stesso la lingua come se stesse parlando. Gli ADHD questo percorso lo fanno in modo incomple to perché si fermano al primo livello, compromettendo la loro prestazione, parlano di altro oppure si ripetono le istruzioni ad alta voce. Spesso al secondo stadio parlano e disturbano i compagni e anche se gli diciamo di parlare a bassa voce, lui retrocederà al primo stadio e parlerà di alto. Come insegnanti, lasciamolo ripetere i compiti per casa, chiedergli come pensa di procedere per un problema di matematica, chiedergli cosa sta facendo, per imparare ad osservarsi mentre lavora e rimanere attento al compito.
- Consapevolezza comportamentale : gli ADHD non ha consapevolezza dei suoi movimenti e quindi noi dobbiamo fermare il compito e chiedergli dove sono posizionate le sue parti del corpo, far sì che si osservi , chiedergli dove stava guardando. Oppure li si può filmare e fasi vedere per osservare le sue movenze e le sue azioni
- Strategie di revisione : gli ADHD consegnano il test così come lo hanno fatto, non lo riguardano. Possiamo ricontrollare assieme a loro , far controllare vicendevolmente ai compagni, separare il momento della composizione da quello della revisione (in due giorni diversi), prendersi del tempo per rivedere.
contenuti Indicati nel D.P.R 24/02/1994 Individuati degli insegnanti del team/ consiglio di classe tenendo conto dei livelli minimi attesi per la classe valutazione Obbiettivi e contenuti previsti per la classe o personalizzati
Obbiettivi e contenuti previsti per la classe
LOBO FRONTALE ESTERNO
Progettare un lobo frontale esterno. Il contesto in cui lavoro gli deve dare le capacità organizzative che gli mancano. Lavoriamo su sei dimensioni:
- Relazioni: gestione delle contingenze, forme di tutoring e cooperative learning
- Didattica: tener conto del ritmo del parlare dell’insegnate che deve essere accelerato, stili d’insegnamento, metodi didattici, abilità personali (lavorare con gli ADHD è molto stressante)
- Valutazione: procedure, adattamenti, significato dell’errore, cos’è importante valutare, che dimensioni stiamo valutando e come farle emergere
- Tempi: collocazione temporale delle attività, scansione della giornata
- Materiali: supporti visivi, adattamento dei testi, mappe concettuali
- Spazi: disposizione dei banchi, creazione di angoli laboratoriali e d’interesse.
MODELLO A DUE VIE (COMPROMISSIONE) E INTERVENTO EDUCATIVO
ANALISI FUNZIONALE : metodologia che implica l’osservazione del bambino e tutto ciò che lo ha preceduto e susseguito. L’analisi funzionale inizia dal comportamento , poi segno gli antecedenti i quali sono immediatamente avvenuti prima del comportamento (dove eravamo, chi era vicino al bambino, cosa gli ho detto di fare).
ANTECEDENTI COMPORTAMENTO CONSEGUENZE
Es. 1 l’insegnante assegna un compito alla classe
Es. 2 gli allievi entrano in classe
Es.1 l’allievo rimane distratto e non inizia il compito
Es.2 l’allievo passeggia per l’aula e non si siede al suo posto
Es.1 l’insegnante richiama l’allievo mentre i compagni ridono
Es.2 l’inizio della lezione viene ritardato
Definizione degli obbiettivi
(all’esame sono da mettere) (ricordare di mettere “l’allievo + vb + complemento)
VIA
ORGANIZZATIVA
VIA ENERGETICA•^ Gestione dei tempi
- Selezione dei materiali
- Gestione della relazione
- organizzazione degli spazi
- Organizzazione dei materiali
- Insegnamento di procedure
Adattamento degli ambienti, delle procedure e della didattica
Personalizzazione della didattica e potenziamento delle abilità
Obbiettivi riguardo la via energetica :
- Intervento diretto : per esempio, potenziamento della capacità di persistere nello sforzo tramite autoistruzioni
- Intervento indiretto (non è una cosa che fa il bambino ma dell’insegnante): per esempio capacità di persistere nello sforzo tramite adattamento dei tempi di lezione
Obbiettivi riguardo la via organizzativa:
- Intervento diretto : per esempio potenziamento della capacità di prendere appunti tramite la creazione autonoma di mappe
- Intervento indiretto : per esempio, potenziamento della capacità di prendere appunti tramite adattamenti dei libi e dei quaderni di scuola
Esempio: immaginiamo un bambino iperattivo e sregolato già alla scuola dell’infanzia, incapace di gestire adeguatamente i propri spazi e i propri materiali. Potremmo pensare ad un lavoro pluriennale così organizzato:
- Obbiettivo a lungo termine : il bambino organizzerà in autonomia i propri spazi di lavoro
- Scuola dell’infanzia :
- obb. A medio termine 1a (organizzerà il proprio tavolo per far e un disegno)
- obb. A medio termine 2a (il bambino organizzerà il proprio foglio per fare un disegno)
- Scuola primaria :
- obb. A medio termine 1b (organizzerà il proprio banco per fare i compiti,
- obb. A medio temine 2 b (il bambino organizzerà il foglio per l’esercizi di matematica)
DUE PARLE CHIAVE per l’intervento educativo
entrata e uscita dalla classe regolate da routine
- Struttura della lezione costante nel tempo e nelle discipline STRUTTURA DELLA LEZIONE:
- PRIMA PARTE: (20min) spiegazione dei concetti centrali della lezione, chiedendo agli allievi un certo livello di sforzo
- SECONDA PARTE: (3min) pausa di movimento, possibilmente strutturato e legato ai concetti illustrati
- TERZA PARTE: (10min) riepilogo dei concetti e indicazioni su come organizzarli e collegarli ad altri già appresi
- Struttura della giornata stabile nel tempo
- Regole di comportamento ed eventuali sanzioni condivise da tutti gli adulti e costanti del tempo e nei luoghi
- Prevedibilità:
- Gli allievi sanno cosa devono fare quando arrivano in classe
- Conoscono in anticipo gli argomenti che saranno trattati a lezione
- Sanno com’è organizzata la mattinata a scuola
- Conoscono le regole di condotta, i comportamenti previsi e quelli vietati e soprattutto le sanzioni
1.ORGANIZZAZIONE DEL CONTESTO
- Creare delle routine in ogni momento di transizione e nei momenti destrutturati (perché sono i momenti in cui i bambini si perdono)
- Prevedere l’ organizzazione precisa di tempi e luoghi da dedicare a varie attività quotidiane
- Preannunciare i momenti di transizione e prevedere dei tempi massimi per il loro completamento (per esempio, se dobbiamo andare in palestra metto una clessidra per far vedere loro che hanno tre minuti di tempo per preparare lo zaino per spostarci in palestra)
- Utilizzare ausili e supporti visivi di vario tipo
2.ADATTAMENTO DI ATTIVITA’ E MATERIALI
- frazionare le attività da svolgere in parti brevi e maneggevoli
- fissare degli intervalli di tempo per lo svolgimento delle attività
- adottare approcci didattici attivi, esperienziali e basati su molteplici modalità senso- motorie
- fornire continui feedback all’allievo
- incrementare il livello di stimolazione intra- compito