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appunti presi a lezione utili per esame di pedagogia speciale
Tipologia: Appunti
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Inquadramento iniziale ADHD (Disturbi del neurosviluppo) DOP e DC (Disturbi del controllo degli impulsi e della condotta) Disturbo da disregolazione dell’umore (Disturbi dell’umore) Disturbi dell’autoregolazione, ovvero della capacità di guidare, in modo consapevole e flessibile, pensieri, emozioni e comportamenti verso obiettivi personalmente significativi e adattivi. Ambiti dell’autoregolazione: Processi d’apprendimento ( Regolazione dei processi attentivi e mnestici, della pianificazione, del timing delle attività, ecc.); Nei processi emozionali (Regolazione della consapevolezza e dell’espressività emozionale, propria ed altrui, ecc.); Nei processi comportamentali ( Regolazione dei livelli d’attivazione, dei processi di inibizione e programmazione, ecc.). Nei processi relazionali ( Regolazione dei livelli di interazione sociale, della conflittualità, della cooperazione, ecc.) Indicatori precoci di disregolazione: Disregolazione neurobiologica dei ritmi (difficoltà d’adattamento); Disregolazione emotiva (inconsolabilità); Disregolazione comportamentale (irrequietezza); Disregolazione cognitiva (disattenzione, carente pianificazione). Per iniziare: oppositività, provocazione, labilità emotiva DOP Prevalenza (DSM5 e ICD10): 6-8% Periodo con maggiore prevalenza: Infanzia e inizio primaria Tasso di stabilità: > 60% Comorbilità principali: ADHD, DC Iperattività o oppositività Il bambino iperattivo: presenta una forte pervasività dei comportamenti disturbanti; lamenta un irrigidimento della condotta col passare del tempo; migliora in contesti strutturati; non è in grado di giustificare la propria condotta. Il bambino oppositivo: presenta una maggiore situazionalità dei comportamenti disturbanti; evidenzia un indebolimento delle opposizioni col passare del tempo; peggiora in contesti strutturati; è maggiormente in grado di giustificare la propria condotta. Per iniziare: Iperattività; Impulsività; Disattenzione ADHD Prevalenza (DSM5 e ICD10): 4-5% Rapporto M-F: da 4:1 a 9: Periodo con maggiore prevalenza: 6-12 anni Tasso di stabilità: >60% Comorbilità principali: DSA, DOP, DC Epidemiologia Prevalenza (DSM-IV e ICD10): 5-10% Incidenza: 20% Rapporto M-F: da 4:1 a 9: Periodo con maggiore prevalenza: 6-12 anni Tasso di stabilità: >60% La triade sintomatologica Disattenzione: DSM-IV (9) ICD10 (9) Iperattività: DSM-IV (6) ICD10 (5) Impulsività: DSM-IV (3) ICD10 (4) Criteri diagnostici I sintomi devono essere inadeguati rispetto al livello di sviluppo del soggetto; I sintomi devono insorgere entro il 7° anno d’età; I sintomi devono durare da almeno 6 mesi; I sintomi devono essere pervasivi in almeno due contesti di vita del soggetto (scuola, famiglia, ecc.); I sintomi devono determinare una compromissione significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo. Tipologie di disturbo
DSM-IV: ADHD, tipo combinato; ADHD, tipo con disattenzione predominante; ADHD, tipo con iperattività impulsività predominante. ICD10: Disturbo ipercinetico; Disturbo ipercinetico della condotta. Prevalenza DSM-IV (5%) > ICD10 (1,5%). Tasso di cronicità del disturbo 50% Persistenza dei sintomi in età adolescenziale ed adulta; 30% Remissione progressiva dei sintomi; 20% Evoluzione verso altri disturbi psicopatologici (dipendenza da sostanze, disturbo antisociale di personalità, ecc.). Difficoltà o disturbo?
2. Motivazione: 1. Persistenza nello sforzo; 2. Rappresentazione mentale anticipata di rinforzi futuri intrinseci ed estrinseci; 3. Rappresentazione mentale anticipata dello sforzo richiesto e senso di autoefficacia: Arrendevolezza; Inconcludenza. 3. Ritmo: 1. Difficoltà di stima e percezione temporale; 2. Difficoltà di timing motorio; 3. Difficoltà di organizzazione e gestione temporale. 4. Sforzo
Linee guida del trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi da deficit dell'attenzione con iperattività (ADHD) AAP - American Academy of Pediatrics Clinical Practice Guideline: Treatment of the School Aged Child With Attention Deficit/Hyperactivity Disorder Le ipotesi scientifiche: l’ipoattivazione Ridotti livelli di arousal Il ruolo del temperamento Dimensione - Temperamento difficile
Modello a 2 vie e intervento educativo (Scuola Primaria – Scuola Secondaria) Via organizzativa - Via energetica Adattamento degli ambienti; Adattamenti delle procedure; Adattamenti didattico curriculari Via organizzativa Organizzazione degli spazi; Organizzazione dei materiali; Insegnamento di procedure; Via energetica Gestione dei tempi; Selezione dei materiali; Gestione della relazione. Antecedenti: Esempio 1: l'insegnante assegna un compito alla classe. Esempio 2: gli allievi entrano in classe. Adattamento degli ambienti, delle procedure didattiche e della didattica. Comportamento: Esempio 1: l'allievo rimane disattento e non inizia il compito. Esempio 2: l'allievo passeggia per l'aula e non si siede al suo posto. Personalizzazione della didattica e potenziamento delle abilità. Conseguenze: Esempio 1: l'insegnante richiamo l’allievo mentre i compagni ridono. esempio 2 l'inizio della lezione viene ritardato. Adattamento degli ambienti, delle procedure didattiche e della didattica.
Setting: Ambiente rumoroso e affollato - stimolo discriminante: l'insegnante di italiano Antecedente : richiesta di svolgimento di un compito relativo alla narrativa Comportamento : Luigi emette dei comportamenti di autolesionismo Conseguenze : l'insegnante ritira il compito e propone un’attività alternativa Definizione degli obiettivi : Obiettivi riguardanti la via energetica: intervento diretto (es. potenziamento delle capacità di persistere nello sforzo tramite auto-istruzioni); intervento indiretto (es. potenziamento della capacità di persistere nello sforzo tramite adattamenti dei tempi di lezione). Obiettivi riguardanti la via organizzativa : intervento diretto (es. potenziamento della capacità di prendere appunti tramite la creazione autonoma di mappe); intervento indiretto (es. potenziamento della capacità di prendere appunti tramite adattamenti dei libri e dei quaderni di scuola). Esempio: Immaginiamo un bambino iperattivo e sregolato già alla scuola dell'infanzia, incapace di gestire adeguatamente i propri spazi ai propri materiali. Potremmo pensare a un lavoro pluriennale così organizzato: Obiettivi a lungo termine : il bambino organizzerà in autonomia i propri spazi di lavoro. Scuola dell'infanzia - sezione grandi obiettivo a medio termine 1a : il bambino organizzare il proprio tavolo per fare un disegno; obiettivo a medio termine 2b : il bambino organizzare il proprio foglio per fare un disegno. Scuola primaria classe I obiettivo a medio termine 1b : il bambino organizzerà il proprio banco per fare i compiti; obiettivo a medio termine 2b : il bambino organizzerà il foglio per l'esercizio di matematica.
1. Obiettivo a medio termine : l'allievo manterrà un comportamento regolato durante gli spostamenti all’interno della scuola obiettivi a breve termine : l'allievo rimane all’interno della fila; l'allievo rispetta il proprio posto in fila; l'allievo cammina senza spingere i compagni o correre. 2. Obiettivo a medio termine : l'allievo manterrà un comportamento regolato durante i giochi di squadra con i compagni obiettivi a breve termine : l'allievo attendere il proprio turno di gioco; l'allievo rispetto le regole del gioco; l'allievo utilizza in modo appropriato i materiali di gioco. 3. Obiettivo a medio termine : l’allievo manterrà un comportamento regolato durante i lavori di gruppo a scuola obiettivi a breve termine : l’allievo attende il proprio turno di parola; l’allievo fa interventi pertinenti al lavoro del gruppo; l'allievo rispetta le consegne di lavoro. Due parole-chiave per l'intervento educativo: Costanza : entrata e uscita dalla classe regolate da rutine; struttura della lezione costante nel tempo e nelle discipline; regole di comportamento e di eventuali sanzioni condivise da tutti gli adulti e costante nel tempo e nei luoghi. Prevedibilità : gli allievi sanno cosa fare quando arrivano in classe; conoscono in anticipo gli argomenti che saranno trattati a lezione; sanno com'è organizzata la mattina a scuola; conoscono le regole di condotta, i comportamenti previsti e quelli vietati e soprattutto le sanzioni. Organizzazione del contesto
Attenzione sostenuta : assicurare che il tempo necessario alle attività e i materiali (mappe, tabelle) siano a disposizione e in quantità sufficienti; predisporre una lista di argomenti, in ordine sequenziale, ma non tutti importanti: l'attenzione dell'allievo verrà richiamata sull'attività quando il contenuto è importante per la comprensione della lezione. Shift attentivo : variare il ritmo dei compiti e delle attività utilizzate nelle lezioni; inserire, quando possibile, delle attività dinamiche meno frontali; passare dall'ascolto di una conversazione a un'altra; spostare l'attenzione su un nuovo evento che richiede di sospendere l'azione in corso: es. l'allievo deve interrompere la lettura per ascoltare una richiesta che gli viene rivolta, per poi riprendere dal punto esatto in cui è stato interrotto. Attenzione divisa : chiedere all'allievo quali materiali in serviranno nella lezione successiva, mentre completa il compito in corso; utilizzare due testi nei quali si devono ricercare informazioni complementari; chiedere di cambiare colore di penna per scrivere diverse informazioni; completare il lavoro in corso, mentre si introducono informazioni che riguardano un compito da svolgere in un altro momento, se non addirittura il giorno dopo. In classe perde il controllo quando : mi danno un compito troppo difficile; mi accorgo di avere fatto un errore; la maestra mi rimprovera; i miei compagni fanno confusione; qualcuno mi prendi in giro. Racconto un episodio in cui ho perso il controllo: Dov’ero? Con chi ero? Che cosa stavo facendo? Che cosa è accaduto? Che cosa ho fatto? Come mi sono comportato? Che cosa ho detto? Quanli emozioni ho provato? Che cosa mi hanno detto gli altri? L'insegnante mi ha rimproverato? I miei amici mi hanno escluso dal gioco? I miei genitori mi hanno punito? Prova a riflettere: che cos'altro avrei potuto fare? Provo a scrivere 3 modi diversi il modo in cui mi sarei potuto comportare. Se mi serve, mi faccio aiutare da un adulto. Gestione delle contingenze