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appunti di informatica lingue e culture per il turismo
Tipologia: Appunti
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I computer sono stati creati per aiutare l’uomo, effettuare calcoli visto che l’uomo può sbagliare. L’uomo ci mette molto può tempo. Per o secoli l’uomo ha cercato di creare una macchina per automatizzare certi processi di calcolo.
V millennio a.C. Invenzione dell’abaco. È la prima macchina di calcolo. Non è diverso dal foglio di carta, la logica e la correttezza dell’operazione dipendono dall’utente. In automatico non fa nulla.
XVII secolo a.C. Invenzione della pascalina (innovazione). È considerato avanti perché la logica è controllata dalla macchina. È la macchina che lavora. La pascalina poteva fare solo addizione e sottrazione. Le moltiplicazioni e le divisioni potevano essere calcolate mediante ripetizioni di adozioni e sottrazioni ma era di nuovo l’utente a dover controllare il processo. Risolve un numero finito di azioni. Si pensa di affrontare il problema modificando la macchina, ma si rimanda.
1840 Il computer è riprogrammabile. Prende la logica del problema e lo manda come dato al pc che risolve il problema. La soluzione è quella di trattare tale logica come parte dell’input della macchina. Charles Babbage ha introdotto un esempio di macchina di calcolo ‘programmabile’. La tecnologia non era molto sviluppata a sufficienza e l’esigenza di automatizzare il calcolo non era così forte, per questo le sue idee non ebbero successo.
Primi anni del 900 Alan Turing è uno dei padri dell’informatica. Con lui vi fu la nascita di seori dell’informatica. Test di Turing. Secondo il quale una macchina era intelligente quanto l’uomo. Macchina vs uomo. Se l’uomo non si accorge che di fronte a se non c’è una macchina allora la macchina è intelligente. La macchina di Turing è un modello astratto della macchina secondo cui ai problemi possono essere risolti con una macchina o meno. Non tutti i problemi sono decidibili. John Von Neumann descrive un calcolatore costruibile sulla base di Turing, ancora oggi il modello base dei nuovi computer.
Informatica. L’informatica è vista come: -tecnologia: risvolti fisico-matematici e ingegneristici del calcolo -scienza: basata su modellizzazione, formalizzazione e verifica. L’informatica è un’informazione automatica, un insieme di processi e delle tecnologie. Le tecnologie informatiche hanno tre funzioni: -elaborare dati -mantenere le informazioni elaborate per utilizzarle in combinazione con altre come input.
Ciclo di elaborazione. -input -elaborazione -output -memorizzazione -distribuzione
I dati vengono trasformati in informazioni, alcune diventano dati per le prossime informazioni.
Computer: dispositivo in grado di elaborare dei dati per dare informazioni. Può essere:
Rappresentazioni delle informazioni.
I computer non elaborano solo numeri, ma anche test ed immagini. Le informazioni di base sono date dal sistema digitale (0-1).
Segnale analogico Segnale continuo di valori, trasmettono molte informazioni (un’onda) sono sensibili alle interferenze (insieme di più onde).
Segnale digitale Insieme discreto di valori semplice da distinguere. Ha due interruttori (0-1). I vantaggi sono:
Il bit (binary digit) Singola cifra binaria, segnale discreto su due valori (0-1). Il bit è l’elemento di base per rappresentare le informazioni in un computer. Nella macchina è tutto una sequenza di bit. Perché usiamo il bit?
21 ->1 bit 22 -> 2 bit 23 -> 3 bit
Con N bit si rappresentano 2N^ informazioni. Se abbiamo K info, di quanti bit abbiamo bisogno per rappresentarlo? Dobbiamo scegliere N in modo che 2 N>= k Es. 2 N>= 61 26 =64>=61 3 bit in più
Il Byte Il byte viene utilizzato come unità di misura per esprimere la capacità della memoria, potenza di un calcolatore, la velocità di trasmissione di una linea. 8 bit formano un byte. 2^8 =
Rappresentazione dei numeri Numero: concetto che rappresenta una quantità (cinque) Numerale: simbolo che rappresenta una quantità (5)
Sistema decimale. Decimale: “alfabeto” do 10 cifre di base Numerale: 245 -> 2 centinaia, 4 decine, 5 unità Notazione posizionale: la posizione di una cifra in un numerale indica il suo peso in potenze di 10. Il numerale 304 in notazione decimale rappresenta la quantità: 3x10 3 +7x10 2 +0x10^1 +4x10^0
Sistema binario. Binario: “alfabeto” di 2 cifre di base (0,1) Il numero di cifre coincide con il numero di bit Numerale 101= 1x2^2 +0x2 1 +1x2 0
Le tecniche di compressione lossy, invece, causano perdita di informazione:
Codifica di sequenze di immagini (dette fotogrammi o frame)
Codifica dei suoni. Il suono è uno dei mezzi principali di comunicazione
Come passare da rappresentazione analogica a rappresentazione digitale? Si effettuano dei campionamenti sull’onda (cioè si misura il valore dell’onda a intervalli costanti di tempo) e si codificano in forma digitale le informazioni (numeriche) estratte da tali campionamenti. Analogamente alle immagini, maggiore è la frequenza dei campionamenti, migliore sarà la precisione con cui il segnale viene memorizzato e la fedeltà all’originale.
Discretizzando esclusivamente sul tempo, abbiamo ancora campioni analogici (l’ampiezza è un valore analogico)
La sequenza dei valori numerici ottenuta dai campioni è quindi digitalizzata. Si ha una discretizzazione in tempo e una sul valore
Tipi di calcolatori. Computer multiutente (multiuser)
Personal computer
Funzioni di base di un elaboratore.
Funzionamento ad alto livello.
La memoria principale.
Es.: una RAM di 65536 (2^16 ) celle di un byte ciascuna. Quanti bit per esprimere un indirizzo compreso tra 0 e 65535? 16!
Dimensioni della memoria. Lo spazio di indirizzamento è l’insieme o il numero delle celle indirizzabili direttamente
La RAM. Random Access Memory (RAM): memoria ad accesso casuale
L’esecuzione (passo execute) comporta l’invio di comandi opportuni all’unità relativa:
CPU: la arithmetic logic unit (ALU)
CPU: i registri
CPU: L’instruction register (IR) È un registro speciale, contiene l’istruzione attualmente in esecuzione. La CU legge l’istruzione contenuta in IR e la esegue.
La memoria secondaria. La CPU può eseguire (ed elaborare) esclusivamente programmi (e dati) che risiedono in memoria principale, questi risiedono in memoria secondaria, perciò devono essere copiati in memoria principale. Quando si esegue un programma, il sistema operativo lo copia da memoria secondaria (es. hard disk) in RAM; l’operazione si chiama loading o caricamento. Caratteristiche della memoria secondaria:
La memoria secondaria è composta da tecnologie diverse:
La memoria magnetica. Sfrutta il fenomeno fisico della polarità. Sul supporto sono presenti particelle magnetiche, la testina di lettura/scrittura cambia/rileva la polarità delle particelle. Usata per alcuni hard disk, floppy disk e nastri. Prese due particelle magnetiche adiacenti:
La memoria ottica. Sfrutta la riflessione della luce di un laser. Sul supporto sono presenti delle minuscole scanalature (pit) che formano zone chiare (luce riflessa) e zone scure (luce non riflessa):
Memoria flash o allo stato solido. Costituita da chip simili a quelli della RAM ma in grado di registrare in modo permanente. Ha un tempo di accesso ridotto. È leggera e facilmente trasportabile. Usata per:
Caratteristiche della memoria secondaria. Due modalità possibili di lettura o scrittura
Velocità. Quanto tempo occorre per leggere informazioni da un supporto? Dipende da:
Capacità di memorizzazione. Capacità di memorizzazione: quantità di dati memorizzabile sul supporto Dipende da:
Supporti di memorizzazione. L’hard disk. Ha una tecnologia magnetica. È la memoria secondaria più diffusa, è di dimensioni piccole ma ha elevate capacità.
I bit sull’hard disk.
Slot di espansione e schede di espansione. Le capacità di un computer possono essere estese inserendo apposite schede di espansione su connettori presenti sulla scheda madre chiamati slot di espansione.
Comunicazione con dispositivi I/O. I dispositivi di I/O sono le periferiche dell’elaboratore, sono collegate all’elaboratore attraverso le porte, cioè delle prese. Le porte, all’interno del computer, sono presenti sulla scheda madre o sulle schede di espansione. Ci sono vari tipi di porte, che differiscono per l’aspetto fisico, per le caratteristiche elettriche/ottiche, velocità, e più in generale per il protocollo:
Dispositivi di Input/Output. Servono a comunicare e interagire con l’elaboratore; non necessariamente con un essere umano. Dispositivi Input:
Elementi di Output.
Il Bus. Bus: linea di comunicazione per la trasmissione di informazioni tra i vari componenti del sistema, fisicamente, è un insieme di collegamenti in rame. Tutti i componenti del sistema sono collegati al bus d sistema. Il bus locale è un’evoluzione del bus di sistema, per il collegamento veloce tra CPU, memoria e periferiche veloci (es. riprese video, schede video che mandano il segnale al monitor). È un metodo molto flessibile perché è facile aggiungere componenti.
Il Software. L’hardware da solo è soltanto un insieme di ferro, plastica e silicio e non è sufficiente per il funzionamento dell’elaboratore, occorre utilizzare il software: un insieme di programmi che permettono di trasformare un insieme di circuiti elettronici in un oggetto in grado di svolgere funzioni di varia natura. L’utilizzo dell’hardware è complicato, quindi, occorre fornire all’utente un meccanismo per usare nello stesso modo macchine diverse e avere un insieme di programmi applicativi per svolgere diversi compiti. I computer moderni raggiungono questi obiettivi mediante la definizione di macchine virtuali realizzate al di sopra della macchina hardware reale.
Macchine virtuali. La macchina virtuale consiste in un livello software creato sull’hardware ed è virtuale in quanto non esiste fisicamente, ma viene realizzata mediante il software (sistema operativo o software di base). L'utente interagisce con la macchina virtuale con un linguaggio ad alto livello, questa, traduce ogni comando ad alto livello nell'opportuna serie di comandi per l’hardware.
Il sistema operativo. Sistema Operativo: insieme di programmi che interagiscono e cooperano tra di loro per gestire efficientemente il computer e le sue periferiche e creare un ambiente virtuale per facilitare l'interazione uomo-macchina. Il s.o. ha una struttura a cipolla, ogni livello, “astrae” il livello inferiore, nascondendone la complessità e fornisce servizi al livello superiore. Ogni dispositivo di I/O collegato al computer è gestito da un modulo del s.o. chiamato driver. Ogni volta che si aggiunge un nuovo dispositivo, si deve installare il driver corrispondente all’interno del s.o..
Funzioni del sistema operativo.
Avvio dell’elaboratore. La prima parte del s.o. che viene caricata comprende (in generale):
Parte dei programmi del s.o. devono essere mantenuti sempre in RAM per essere sempre pronti per l’esecuzione. All’avvio, vengono identificati tutti i dispositivi di memoria secondaria e tutte le periferiche e vengono avviati i relativi programmi di gestione (driver).
Multitasking. I moderni s.o. sono multitasking, cioè è possibile eseguire più programmi allo stesso tempo. Il s.o. alterna i programmi assegnando la CPU a turno:
Processi. Un processo può trovarsi in uno dei tre stati:
Memoria virtuale. Tecnica di gestione della memoria utilizzata da tutti i sistemi operativi moderni. Permette di “fare credere” ai singoli programmi di avere a disposizione una quantità di memoria più grande di quella effettivamente installata e contigua.
Linguaggi di programmazione. I programmi vengono scritti da team di programmatori. I programmatori scrivono del codice sorgente in un linguaggio di programmazione ad alto livello, cioè a un livello intermedio tra il linguaggio naturale e il linguaggio macchina. Perché il programma possa essere eseguito dalla CPU, il codice sorgente viene trasformato in linguaggio macchina (traduzione). I linguaggi di programmazione sono linguaggi artificiali, formali, non ambigui. Esempi di linguaggi di programmazione: C++, Java, Javascript, PHP, COBOL, Basic. Ci sono due modi di tradurre il codice sorgente in linguaggio macchina:
Utilizzo e problemi del software. I programmi devono essere installati sull’hard disk (e nel S.O.) ed essere configurati per utilizzare l’hardware e per integrarsi nel S.O.: programma di installazione. I problemi possono essere per la compatibilità:
Elaborazione document centered. Dopo gli ultimi aggiornamenti, prima si apre il documento, nel quale vengono aperte le applicazioni (attenzione centrata sul documento). I documenti sono composti, contengono altri documenti. Questo è chiamto Tecnologia OLE ( Object Linking and Embedding). Sono possibili due tecniche di inclusione OLE:
Incorporamento dei dati. I dati del documento sorgente sono copiati nel documento composto. Le modifiche apportate in seguito al documento sorgente non sono inserite nel documento composto e le modifiche all’oggetto incorporato non compariranno nel documento sorgente. Nel documento composto viene visualizzata un’immagine dell’oggetto collegato senza copiarlo. Le modifiche apportate in seguito al documento sorgente sono automaticamente riportate nel documento composto, e viceversa...
Incorporamento vs collegamento. Sono equivalenti dal punto di vista del risultato: il documento composto appare allo stesso modo. Il collegamento è utile:
Tecnica taglia/copia e incolla. È usata per trasferire informazioni in una o più applicazioni (usa la clipboard)
Buffer. È una piccola area di memoria RAM con la funzione di memoria temporanea (buffer tradotto come tampone). Serve per la comunicazione tra un programma e un dispositivo periferico (es. hard disk, tastiera) o tra un programma e la rete (es. video in streaming) e per scambiare dati tra programmi (es. clipboard).
Fogli elettronici. Consentono di effettuare proiezioni semplici e complesse (la modifica di un singolo valore può far cambiare i valori da esso dipendenti, a catena). Visualizzano dati in forma tabellare o grafica. I fogli elettronici sono composti da:
Optical Character Recognition (OCR). Sono programmi che convertono un’immagine contenente un testo in un documento di testo modificabile con programmi di videoscrittura. Il documento di origine di solito consiste in pagine stampate su carta e digitalizzate con uno scanner.
Reti di calcolatori. Una rete di calcolatori è costituita da due o più elaboratori collegati tra di loro mediante un mezzo che permette di farli colloquiare. È costituita da:
Larghezza di banda. La larghezza di banda è la capacità di trasmissione (misura potenziale), mentre la Velocità di trasmissione è la misura effettiva. Entrambe misurate in bit/s (o bps), cioè con il numero di bit trasmessi in un secondo.
Accesso residenziale a internet. Sono necessari dei dispositivi per poter usare la rete telefonica come mezzo di comunicazione tra computer: i modem. È utilizzato principalmente per le comunicazioni di tipo privato. In una comunicazione il modem più lento detta la velocita di trasmissine.
Collegamento fisico delle reti locali. Il collegamento fisico alle reti locali avviene tramite i cavi di rame, cavi in fibra ottica o con la trasmissione in radiofrequenza.
Ethernet. È la tecnologia più diffusa per LAN. Deriva da ether (ètere), cioè il cavo in cui passano i segnali, è utilizzabile con varie topologie (a bus, a stella). Se più segnali transitano sullo stesso cavo, creano interferenze e il segnale risulta “incomprensibile”. Quando un computer vuole comunicare, controlla che nessun altro computer stia comunicando e poi invia il segnale sul cavo di collegamento; altrimenti, aspetta. Se si verifica un conflitto (due computer hanno tentato di comunicare contemporaneamente), entrambi i computer si fermano e aspettano per un tempo casuale, poi riprovano.
Wi-Fi. È una rete locale senza fili con la trasmissione in radiofrequenza. L’elaboratore si collega a un access point disponibile, che ha un raggio di circa 30 m. Spesso la connessione viene cifrata (WEP, WPA, WPA2). È utile per collegarsi a Internet da posti pubblici (biblioteche, aeroporti, …). Una rete Wi-Fi è una rete “stabile”.
Collegamento fisico delle reti geografiche. Può avvenire grazie a: Cavi telefonici (sia fibra ottica che rame): sfruttano la rete telefonica per trasmettere i segnali
Internet. Internet è la rete delle reti. Cioè, collega fra loro reti locali, metropolitane, geografiche e singoli computer di tutto il mondo.
Internet (con la i minuscola). Per connettere due sottoreti occorre un calcolatore che si possa collegare ad entrambe le sottoreti. Il calcolatore che si attacca alle due sottoreti deve essere in grado di fare passare i pacchetti da una sottorete all'altra, quando richiesto. Questi calcolatori che interconnettono due o più sottoreti e che sono capaci di passare i pacchetti da una sottorete all'altra si chiamano internet gateway o internet router. Quando un router inoltra un pacchetto proveniente da una sottorete ad un’altra sottorete svolge IP forwarding. Le reti locali si collegano a Internet tramite un dispositivo chiamato router. I router instradano i pacchetti tra le varie sottoreti. Al confine tra rete locale e Internet viene sovente posto anche un firewall, che limita le comunicazioni da/verso l’esterno per motivi di sicurezza. Il firewall può anche essere un programma in esecuzione sul PC.
Dare un nome agli elaboratori. Ogni elaboratore in rete deve possedere un nome, altrimenti sarebbe impossibile comunicare con esso. Il nome si chiama indirizzo e viene usato per identificare l’elaboratore e localizzare l’elaboratore nella rete. Un elaboratore possiede due (tipi di) indirizzi:
■ generici, ed evocano il tipo di ente. .com, .org, .edu.
Domain name system (DNS)