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appunti di lezione di diritto costituzionale 2
Tipologia: Sbobinature
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“Le regole sono fatte per i più deboli”: sono poste a garanzia dei soggetti più deboli e alla convivenza civile.
Al di la delle convenzioni costituzionali le consuetudini non sono molto applicate; in Italia si trovano moltissime leggi; questo significa tante leggi = poca consuetudine. Ex: ambito dove la consuetudine ha grande valore: disciplina del nome di famiglia. Consuetudine: avere il cognome del padre Non esiste legge che disciplina quest’aspetto. La Costituzione prevede (nell’art. 3 e nel “Diritto di famiglia”) la parità dei sessi e della potestà genitoriale. Nel 1975 fu promossa la riforma sul diritto di famiglia e si stabilì che il “potere genitoriale”spettava a entrambi i genitori (stessi poteri e doveri sui figli) ma non ammette alcuna legge sul cognome da dare. Non esiste alcuna legge che regola la trasmissione del cognome (una regola generale della trasmissione del cognome paterno risulterebbe incostituzionale). Ma alcune regole sulla trasmissione del cognome esiste, nei casi di adottati o di successivo riconoscimento di figlio (manca la regola generale). La Corte Costituzionale afferma che si presupponga la norma generale sulla trasmissione del cognome paterno. Paesi dell’UE: la coppia stabilisce quale cognome dare. Italia: vige la regola sulla possibilità di dare entrambi i cognomi dei coniugi ai figli.
Art. 13 preleggi: Le norme corporative non possono essere applicate a casi simili o a materie analoghe a quelli da esse contemplati. Non più valido (manca il tipo di legge). Art. 14 preleggi: Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati. L’interpretazione analogica non si applica per le leggi penali e per le leggi eccezionali (leggi che fanno a eccezione di regole generali). Altri criteri d’interpretazione:
Dal 1945 la Corte Suprema americana abolì quest’idea; rimasero però le separazioni di fatto (come ad esempio i quartieri). Negli USA negli anni ’60 vennero introdotte allora le “azioni positive”: i neri, che erano stati discriminati, avevano un trattamento privilegiato per riparare alle discriminazioni del passato. (ex: iscrizione obbligatoria di una % di neri alle università). Questa politica andò incontro a molte difficoltà come le discriminazioni alla rovescia (favorendo i neri si assisteva a una discriminazione della maggioranza bianca? Non impegno dei neri per ottenere determinati privilegi). Le azioni positive si trasferirono in Europa, non per la razza quanto per il sesso: soprattutto nel nord Europa, nei Paesi scandinavi. (significa che nei casi di uomo e donna con gli stessi titoli, si preferisce la donna se, in quel settore, è poco rappresentata). Caso della Svezia (in UE negli anni ‘90). Negli anni ’90 caso “ kalanke ” riferito alle azioni positive (leggi di un land della Germania con stesso meccanismo scandinavo). Era stata scelta la candidata donna, l’uomo, escluso, fa ricorso appellandosi alla Corte di Giustizia che afferma l’invalidità della legge perché contro la normativa europea. Le ripercussioni della sentenza si fecero sentire in Svezia. Questo portò a una modifica dei trattati dell’UE: venne aggiunto l’inciso sull’applicazione delle azioni positive. L’atteggiamento dell’UE venne cambiato per non creare ribellione da parte di un Paese appena entrato nell’UE; se ci si trova dinanzi a un’innovazione, si procede in avanti, verso una nuova linea senza rischiare di retrocedere. Il criterio interpretativo europeo spinge a un’interpretazione evolutiva al pari del confronto con altri ordinamenti.
In Europa, a differenza degli USA, era subentrata la supremazia del Parlamento: non era consentito ad alcun giudice di disapplicare la legge. Così, la formula escogitata da Kelsen (1 secolo dopo circa) riuscì a prendere piede all’interno dell’Europa. Il potere di giudizio era attribuito a un’apposita Corte Costituzionale; questa Corte è speciale poiché è un giudice scelto, almeno in parte, dal Parlamento stesso (il Parlamento che fa le leggi sceglie anche il giudice). La supremazia del parlamento comportava, dunque, che solo un giudice speciale poteva opporsi. Compromesso tra due soluzioni:
Art. 11 delle preleggi: La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo Vorrebbe avere efficacia generale La legge non può mai avere effetto retroattivo, vale sempre per il futuro. Si applica la legge che era in vigore quando il fatto è avvenuto (anche se successivamente la disciplina viene modificata). Art.25 Costituzione Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge. Comma 2 Essa ha efficacia in ambito penale ed è determinante. Ma la Costituzione impone l’irretroattività delle leggi solo per le leggi penali. Art. 2 codice penale Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato. “ Favor rei ”: norme favorevole al reo: quando entra in vigore una nuova legge penale, la nuova disciplina penale non ha effetto retroattivo se la norma introduce nuove pene o aggrava le pene già esistenti. Se invece la legge penale diminuisce le pene o i casi di reato, la normativa ha anche efficacia irretroattiva. Questa norma intervenne prima dell’art. 25 della costituzione ma è compatibile.
Il legislatore ha competenza illimitata (senza invadere la competenza di un altro organo) ma vi sono dei campi in cui la Costituzione impone al legislatore di intervenire. Vi sono delle materie regolate solo dalla legge: per certe materie deve intervenire la legge. Esse sono di 3 tipi:
Art. 97 I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Dev’esserci una disciplina, dettata caso per caso, nella Pubblica Amministrazione per amministrare tutte le varie materie di competenza. È importante che vi sia la riserva di legge in ambito di Pubblica Amministrazione. Durante il fascismo solo il Governo poteva regolare la Pubblica Amministrazione (si autoregolava). In risposta a questo, si mise obbligatoria la riserva di legge (la legge deve dettare almeno i principi fondamentali alla Pubblica Amministrazione). Ex: caso di riserva assoluta in materia penale (un reato dev’essere previsto dalla legge). Art. 13 Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. Libertà personale: la materia dev’essere regolata dalla legge perché non si può lasciare una materia così importante a un regolamento che potrebbe cambiare. Si possono ammettere sì dei regolamenti ma devono essere di “stretta esecuzione” (dal contenuto già prefissato dalla legge.)
La Corte Costituzionale scrive una nuova parte di norma che si aggiunge alla precedente. Questo avviene quando la Corte dichiara una legge incostituzionale nella parte in cui non prevede qualcosa: la legge da quel momento in poi dovrà essere interpretata come si è detto. ˉ Sentenze sostitutive: tolgono una parte. La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale una legge nella parte in cui la legge prevede qualcosa; questo viene tolto. La legge verrà applicata in modo più ridotto (senza una parte). Le più importanti:
La Corte Costituzionale è un giudice come gli altri: l’interpretazione suggerita non vincola i giudici ma può avere un effetto persuasivo per altri giudici (se l’interpretazione ha logicamente basi solide). In Europa continentale, fino alla rivoluzione francese vi era un’idea di pluralismo delle fonti (leggi, ordinanze, dottrina, giudici…). Con la rivoluzione francese nell’800 si affermano il liberismo economico e l’assolutismo giuridico (l’unica fonte diventa la legge). Ex: Codice Civile, volontà di mettere insieme tutte le disposizioni che regolano aspetti dello stesso ambito. Rapporto tra dottrina e giurisprudenza. In epoca romana la dottrina aveva ruolo creativo: fonti dei giuristi erano i senatoconsulti (utilizzati per dirimere le controversie). Nel 426 viene adottata la “legge delle citazioni”, specifica i soli autori che possono essere richiamati dal giudice. Questa legge restò in vigore per circa 100 anni fino a che Giustiniano non raccolse nel Digesto i testi ai quali dovevano attingere i giudici. In epoca moderna si afferma l’assolutismo della legge: divieto di citare gli autori. Durante l’assolutismo in Francia, i giudici decidevano e spesso non motivavano la loro sentenza. Con la rivoluzione francese il ruolo dei giudici viene limitato: si afferma la supremazia della legge (giudici soggetti alla legge). La rivoluzione francese aveva prodotto una nuova classe politica: i rivoluzionari (avevano rovesciato il sistema). I giudici erano coloro che si erano formati nell’ancien regime. La classe politica era nuova mentre i giudici erano espressione antica. Questo condusse la rivoluzione francese a sottomettere i giudici alla legge: legge frutto del parlamento che a sua volta era frutto dei rivoluzionari. I giudici furono dunque obbligati a motivare le sentenze in modo povero, riferendosi alla legge. In Italia vige il divieto espresso di citazione degli autori (1865). Motivi per cui in Italia e in altri ordinamenti vige il divieto di citare la dottrina:
Riconoscimento dell’autonomia speciale sempre perché isola. Altre 3 (Friuli Venezia Giulia – Valle d’Aosta – Trentino Alto Adige): regioni di confine in cui si era in presenza di gruppi di persone che parlavano una lingua diversa dall’italiano. Confine con ex Iugoslavia – Austria – Francia. In queste zone vi erano state delle modifiche dei confini territoriali che produssero questi problemi di cultura e lingua diversa.
Sistema costituzionale che si è modificato con l’andare del tempo (flessibile ma in modo graduale). Procedimento di revisione della Costituzione Previsione di una procedura più aggravata: la legge di revisione della Costituzione dev’essere una legge approvata con un procedimento più complicato di quello di una legge qualsiasi. Come si fa ad aggravare? Due tipologie di aggravi:
Per molti anni le leggi di revisione senza referendum (no legge del referendum – già presenza della maggioranza dei 2/3 – nessuna richiesta di referendum).