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Diritto Internazionale Pubblico: Introduzione ai Concetti Fondamentali - Prof. Pietrobon, Appunti di Diritto Internazionale

appunti presi durante le lezioni della professoressa Pietrobon, completi e presi durante l'anno accademico 2020

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 16/11/2021

ilariab1999
ilariab1999 🇮🇹

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Diritto internazionale
Pietrobon
30/09/2020
Diritto internazionale prof ronzi, meglio ultima edizione
Non ho capito le modalità d’esame vai a rivedere
Linguaggio tecnico, come nelle materie scientifiche
Testi normativi contenuti nel codice
Concetto di base di ordinamento giuridico, il diritto internazionale è un ordinamento giuridico, studiamo
quali sono i soggetti, quali le fonti, quali gli strumenti di garanzia in caso di violazione delle norme
L’ordinamento giuridico internazionale è molto diverso da tutti gli altri ordinamenti
Esistono tanti ordinamenti giuridici, anche per esperienza lo sappiamo, ogni Paese ce l’ha, tanti ordinamenti
interni. Ogni stato fa le norme che la politica interna di quello stato ritiene giusto, quindi possono essere
molto diversi, ogni stato è sovrano e prende le decisioni che ritiene opportune.
Chiamiamo giuridico l’insieme delle norme per i soggetti che appartengono a quel dato ordinamento.
Accanto all’ordinamento internazionale abbiamo quello dell’UE, che è diverso, abbiamo l’ordinamento della
chiesa cattolica che si applica ai fedeli, concordato tra stato e Santa Sede per il matrimonio, in modo che sia
valido sia a livello civile sia a livello religioso. Vi sono anche gli ordinamenti religiosi, diversi gli uni dagli altri.
Gli ordinamenti giuridici sono tanti e diversi, il diritto internazionale ha come soggetti principali gli stati. Il
diritto internazionale infatti sono le norme giuridiche che si vengono a formare perché gli stati si danno delle
regole per regolare la propria convivenza. La produzione di regole è sempre necessaria nella convivenza a
evitare il litigio, che fra gli stati vuol dire guerra, uso di armi ecc. la considerazione di base che vale per
qualsiasi convivenza sociale è che i membri tendono a darsi delle regole per garantire una convivenza pacifica.
Protagonisti gli stati sovrani che sono entità che non riconoscono nessuna autorità superiore a sé e quindi si
considerano pari tra loro. La parità in senso giuridico è un concetto di base per il diritto internazionale.
Norme tra stati che si considerano pari e quindi non esiste un’autorità superiore deputata a far rispettare le
regole, questa è la differenza tra il diritto internazionale e gli ordinamenti interni.
Autorità sovranazionale con alla base il consenso degli stati.
1/10/2020
Il diritto internazionale non ragiona come quelli ragionali, cambio totale di mentalità, perché non c’è
un’autorità sovraordinata come negli ordinamenti statuali, parità tra gli stati, non ammettono un’autorità
superiore.
Pace di Westfalia, momento in cui scompare il riferimento anche solo formale all’autorità dell’Imperatore,
mentre fino a prima questi potentati nazionali avevano un’autorità di riferimento superiore. Da quel
momento gli Stati sono autorità che non riconosce autorità superiori.
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Diritto internazionale

Pietrobon

Diritto internazionale prof ronzi, meglio ultima edizione Non ho capito le modalità d’esame vai a rivedere Linguaggio tecnico, come nelle materie scientifiche Testi normativi contenuti nel codice Concetto di base di ordinamento giuridico, il diritto internazionale è un ordinamento giuridico, studiamo quali sono i soggetti, quali le fonti, quali gli strumenti di garanzia in caso di violazione delle norme L’ordinamento giuridico internazionale è molto diverso da tutti gli altri ordinamenti Esistono tanti ordinamenti giuridici, anche per esperienza lo sappiamo, ogni Paese ce l’ha, tanti ordinamenti interni. Ogni stato fa le norme che la politica interna di quello stato ritiene giusto, quindi possono essere molto diversi, ogni stato è sovrano e prende le decisioni che ritiene opportune. Chiamiamo giuridico l’insieme delle norme per i soggetti che appartengono a quel dato ordinamento. Accanto all’ordinamento internazionale abbiamo quello dell’UE, che è diverso, abbiamo l’ordinamento della chiesa cattolica che si applica ai fedeli, concordato tra stato e Santa Sede per il matrimonio, in modo che sia valido sia a livello civile sia a livello religioso. Vi sono anche gli ordinamenti religiosi, diversi gli uni dagli altri. Gli ordinamenti giuridici sono tanti e diversi, il diritto internazionale ha come soggetti principali gli stati. Il diritto internazionale infatti sono le norme giuridiche che si vengono a formare perché gli stati si danno delle regole per regolare la propria convivenza. La produzione di regole è sempre necessaria nella convivenza a evitare il litigio, che fra gli stati vuol dire guerra, uso di armi ecc. la considerazione di base che vale per qualsiasi convivenza sociale è che i membri tendono a darsi delle regole per garantire una convivenza pacifica. Protagonisti gli stati sovrani che sono entità che non riconoscono nessuna autorità superiore a sé e quindi si

considerano pari tra loro. La parità in senso giuridico è un concetto di base per il diritto internazionale.

Norme tra stati che si considerano pari e quindi non esiste un’autorità superiore deputata a far rispettare le regole, questa è la differenza tra il diritto internazionale e gli ordinamenti interni. Autorità sovranazionale con alla base il consenso degli stati. 1/10/ Il diritto internazionale non ragiona come quelli ragionali, cambio totale di mentalità, perché non c’è un’autorità sovraordinata come negli ordinamenti statuali, parità tra gli stati, non ammettono un’autorità superiore. Pace di Westfalia, momento in cui scompare il riferimento anche solo formale all’autorità dell’Imperatore, mentre fino a prima questi potentati nazionali avevano un’autorità di riferimento superiore. Da quel momento gli Stati sono autorità che non riconosce autorità superiori.

  • La sovranità è data dall’indipendenza verso l’esterno, possibilità di usare la forza armata e un esercito per difendersi.
  • Sul piano interno lo Stato è l’ente che governa senza interferenze esterno, in modo indipendente sul piano giuridico. Gli stati sono tali sul piano del diritto internazionale solo a queste condizioni, quando vengono a mancare lo Stato non esiste più, può succedere (es. Repubblica Democratica tedesca che viene incorporata nell’attuale Germania). Stato indipendente e sovrano. Ogni società di individui tende a produrre delle norme giuridiche per una convivenza facile, anche gli enti che dopo Westfalia si sono ritrovati senza autorità superiore hanno iniziato a darsi delle regole. Chi arriva adesso nella condizione di non riconoscere l’autorità superiore e emerge sulla scena di diritto internazionale diventa possibile destinatario delle norme di diritto internazionale. Soggettività, personalità giuridica, appartenenza in senso giuridico a un ordinamento, attitudine a essere titolare di istituzioni giuridiche soggettive poste da quell’ordinamento. Sono soggetti di diritto internazionale gli enti titolari ad avere i diritti e i doveri… Com’è che un ente di accredita come soggetto paritario? Arrivando ad essere indipendente sul piano esterno e capace di governare, parola effettività. Sulla base del fatto che esso eserciti di fatto il controllo sul territorio e sia di fatto indipendente dall’esterno. Lo Stato è un ente di fatto, giudizio fattuale. Questa attitudine se la guadagna con l’effettività del governo. Per vedere se esiste uno Stato si fa un’indagine di fatto, gli Stati sono entità ben visibili, confini, governo, leggi, puniscono chi le trasgredisce… Non c’è un giudizio di valore, sono soggetti alle norme di diritto internazionale democrazie o stati molto diversi, possono essere criticati, ma sono Stati. Riconoscimento degli stati, non incide sull’esistenza dello stato in quanto ente come ce l’ha descritto (perché quello è di fatto), il riconoscimento non gli toglie nulla. Il riconoscimento è la disponibilità degli altri stati ad avere rapporti con lo stato che è emerso. Stati emersi dalla decolonizzazione, sono indipendenti, si danno una costituzione, governo ecc, anche ex URSS e ex Jugoslavia. Hanno acquisito l’indipendenza sulla base dell’effettività. Lo Stato è un ente di fatto che si accredita da solo come tale, sulla base dell’effettività Se poi gli altri stati non vogliono averci niente a che fare, magari perché è dittatoriale ecc, non ci faranno trattati. Superiorem non reconoscentes Repubbliche baltiche si considerano stati risorti (in realtà avevano perduto l’effettività a causa dell’URSS) Considerazioni politiche che per qualche tempo possono tamponare l’effettività (es. l’ISIS aveva il controllo di fatto ma nessuno l’ha mai chiamato stato, al contrario il Ruanda non ha davvero il controllo ma viene considerato uno stato) L’ente giuridico è un ente che diventa soggetto di diritto ma viene creato sulla base di applicazione delle norme giuridiche e non dell’effettività, la loro nascita è regolata, anche nel diritto interno. Come si crea la persona giuridica lo dice la legge La persona giuridica nell’ordinamento interno nasce sulla base della legge

Enti che non sono stati che hanno una soggettività Parità fra gli stati, un ente si accredita per la sua effettività, assenza di autorità superiore. La scomparsa dell’effettività dovrebbe segnare la scomparsa dello stato, poi a volte ci sono figure che stanno in una zona grigia, che sono in uno stato ti passaggio. Stati soggetti principali di un ordinamento la cui caratteristica è che tutti i soggetti sono sullo stesso piano. Art.2 delle nazioni unite, sovrana eguaglianza Art.3 Cost tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge Nella Cost è una garanzia fondamentale, una delle caratteristiche principali del nostro ordinamento, è una norma superiore alle altre norme, se una norma vi è in contrasto non è valida. Art.2 si prende atto dell’uguaglianza sovrana degli stati, la carta delle nazioni unite è stata scritta tra stati che erano già sovrani, rendono esplicita la loro condizione, non viene concessa la carta l’uguaglianza (così come per la Costituzione). Lo stato nel senso del diritto internazionale, ente sovrano, pari, media obbedienza ai comandi dello stato, ci sono violazioni (mai totale obbedienza) ma lo stato può reagire. Un gruppo di insorti che si liberi dall’autorità centrale potrebbe raggiungere l’effettività. Lo Stato è un centro di potere effettivo, che si manifesta all’interno e all’esterno. Lo stato nel senso del dir internazionale non vede come suo elemento costitutivo il territorio, rimane lo stesso anche se ne perde un pezzo, ma l’apparato di governo , la popolazione aumenta o diminuisce, neanche quella è l’elemento costitutivo. L’apparato di governo inteso come entità garante dell’effettività, entità di governo indipendente rispetto all’esterno. Quello che succede all’interno, il cambio di governo, da monarchia a Rep, ecc, non incide a livello di diritto internazionale. È l’apparato di governo che detiene il potere che fa lo stato effettivo, pari agli altri ecc, è l’app di governo che partecipa alle relazioni internazionali. Cos’è l’apparato di governo? Esistono gli organi dello stato, costituzionali (parlamento, gov ecc), ma anche tutti gli altri, magistratura, organi locali; fanno parte dell’apparato dello Stato. Lo stato si esprime attraverso i propri organi, il cui comportamento ha rilevanza a livello internazionale ed è sotto la responsabilità dello stato. L’apparato dell’autorità pubblica è sempre rilevante, il comportamento di tutti i suoi membri mette in causa la responsabilità dello stato se c’è un illecito. Quello che fanno i privati cittadini invece non rileva in questo modo, anche se a volte succede che lo stato debba rispondere del comportamento dei privati cittadini. L’apparato statale, insieme dell’autorità pubblica e degli organi di governo, è quello che rileva nel diritto internazionale; è quello che si identifica con lo stato a livello internazionale Poiché il diritto internazionale è strutturalmente l’ordinamento a cui rispondono i soggetti pari, pensando alle fonti di questo ordinamento dobbiamo pensare che il modo in cui si formano le norme sia compatibile con la parità dei soggetti.

In che modo dei soggetti pari possono darsi regole obbligatorie? Tramite degli accordi , che sono la principale fonte del diritto internazionale, non è come una legge che viene dall’alto, ma gli stati fanno gli accordi che ritengono opportuni. Nessuno stato può essere obbligato a partecipare a un accordo internazionale, perché ci vorrebbe un’autorità superiore, nemmeno se sono estremamente importante. Si possono invitare gli stati a partecipare. Il trattato vincola solo gli stati che vi hanno aderito, non proliferazione nucleare, messa al bando delle armi nucleari, non hanno effetti all’esterno. Principio di parità Accordi principale fonte (come i contratti tra i privati cittadini). L’altra forma di norme giuridiche compatibile con il diritto di parità è la consuetudine, modo di formazione delle regole mediante l’uso ripetuto. L’uso poi diventa una norma giuridica. Le fonti del diritto internazionale sono procedimenti compatibili con la parità: trattati, consuetudini Lo stato ha anche la libertà di violare un trattato, di andarsene, però può essere considerato un illecito perché il trattato prevede diritti e obblighi, gli altri stati potranno rispondere con dei provvedimenti, ma non c’è un’autorità superiore (come quando 2 privati cittadini stipulano un contratto e uno lo viola). Secondo i sovranisti gli stati aderendo all’UE avrebbero perso sovranità, in realtà no, hanno deciso di svolgere insieme alcune funzioni, ma nel trattato dell’UE c’è il diritto di recesso, nel trattato di Lisbona. Invece il Veneto se uscisse dall’Italia sarebbe incriminato, perché l’Italia è uno stato sovrano, sarebbe contro la Costituzione. L’intensità delle competenze esercitate dall’Unione, poi può essere più o meno profondo, in certi ambiti è necessaria l’unanimità (la regola di maggioranza esiste solo dove c’è un’autorità superiore), si decide a maggioranza solo se c’è stata una grande coesione degli stati. Nell’ordinamento interno è evidente che ci sia un’autorità superiore che punisce a livello penale, ma anche che garantisce i contratti (che sono regolati dalla legge). Lo stato offeso giudica se c’è stato un illecito, chi ritiene di aver subito un illecito chiede all’altro stato l’adempimento. Se poi il presunto violatore riconosce che ci sia stato un problema può rimediare, se invece ritiene di non aver compiuto una violazione nasce una controversia La controversia è una pretesa contestata Richiesta, pretesa, e contestazione (2 atti espliciti). A questo punto se gli stati riescono a mettersi d’accordo possono chiedere un giudizio esterno, corte nazionale di giustizia, tribunali internazionali, si attivano solo con il consenso degli stati. Se la protesta di uno stato non porta a nulla può esserci una reazione da parte sua, come la violazione di un diritto dello stato trasgressore. Lo stato leso è titolare del diritto di accertare l’illecito e di decidere cosa fare, se gli conviene può decidere di non fare niente, oppure può violare un diritto del responsabile, si chiama contromisura. È necessario che sia proporzionata all’illecito subito. Tribunali penali internazionali giudicano gli individui, non gli stati (es: criminali di guerra) Compiere una contromisura vuol dire violare il diritto internazionale, ma giustificati da un illecito subito.

Quando uno stato ci arriva gli altri possono decidere di riconoscerlo o no. Lo stato esiste perché esiste di fatto, il riconoscimento non gli aggiunge nulla, esiste lo stesso, il riconoscimento è un atto politico che prende atto dell’esistenza dello stato e gli altri decidono come entrare in relazione con il nuovo stato. Taiwan è uno stato effettivo, ma nessun altro stato lo riconosce per non compromettere i rapporti con la Cina. 8/10/ Il riconoscimento è un atto politico, manifesta la volontà dello stato che opera il riconoscimento di intrattenere con il nuovo stato delle relazioni di diritto internazionale. Volontà di trattare il nuovo stato come un pari, stipulare trattati. Il riconoscimento manifesta la volontà di intrattenere relazioni diplomatiche, ambasciate di uno nell’altro. Taiwan non riconosciuto, non c’è nei trattati internazionali, però non è detto che non ci siano contratti commerciali (tante cose arrivano da Taiwan. Ci sono lo stesso accordi di diritto civile, relazioni giuridiche basati su altri tipi di diritto, non quello internazionale. Il riconoscimento non ha effetto costitutivo della Il riconoscimento non produce l’entrata dello stato nella comunità internazionale (non dirlo, è un’espressione sbagliata per dire un insieme di stati) Le Nazioni unite invece sono un’organizzazione internazionale, aperta all’adesione di tutti gli stati. Quali sono i requisiti? Dichiararsi in nome della pace e poter sostenere gli oneri che derivano dall’essere nelle Nazioni unite. I nuovi stati di solito fanno questo passo, entrano, i requisiti non sono pesanti. L’ammissione arriva attraverso un procedimento, ci vuole il voto del consiglio, membri permanenti con diritto di veto. Kosovo e Palestina non riescono ad entrare, rispettivamente Russia e SU si oppongono, finché la situazione non cambia non entrano. 3 questioni diverse: esistenza dello stato, è di fatto, entità fisica quando lo stato si è posto in parità con gli altri deve (personalità giuridica di diritto internazionale) riconoscimento , atto politico che non ha effetto giuridico della ammissione alle Nazioni Unite , procedimento preciso stabilito dalla Carta delle Nazioni Unite nessuna di queste è “l’ingresso dello stato nella comunità internazionale”, non dirlo, è stupido la Palestina ha raggiunto di recente lo status di non membro osservatore. Non ha i diritti di un membro, non vota, non partecipa alle riunioni, ma presenzia come osservatore. Anche la Santa sede ha lo stesso status importanza politica del riconoscimento per le relazioni internazionale il riconoscimento può essere tacito, in assenza di una dichiarazione riconoscimento de jure (esplicito, come gli SU verso il Kosovo) e de facto (assenza di dichiarazioni formali), c’è sul libro.

Se ci sono dubbi sul fatto che il processo di indipendenza dello Stato sia concluso di fa quella de facto, se si è sicuri quella de jure. In realtà spesso è più che altro una questione politica, il Kosovo nel 2008 non è che fosse proprio indipendente e sovrano Spiegazione Kosovo Intervento Nato illegale, contrario al diritto internazionale, fortemente voluto dagli Stati Uniti. L’intervento viene fatto passare come umanitario, ma comunque non si può procedere senza l’autorizzazione del consiglio di sicurezza, ne era un intervento di legittima difesa, così come in Iraq. Sanatoria: concetto giuridico che viene dal diritto interno. Nel diritto internazionale non è come in quello interno, si parla di sanatoria perché dopo l’intervento illegittimo non viene più contestato, ma non rende lecito l’intervento. Risoluzione 1244, prevede l’instaurazione di un governo provvisorio nel Kosovo… Ingerenze del Consiglio di Sicurezza nella magistratura del Kosovo Situazione che non è di uno stato indipendente e sovrano, ordinamento giuridico derivato dalla risoluzione 1244 , deve rendere conto di quello che fa, la 1244 non è ancora stata ritirata, la situazione è rimasta quella Secessione rimediale, cioè secessione come rimedio ai danni subiti. Non si sa ancora se sia conforme al diritto internazionale oppure no, tendenzialmente dobbiamo dire di no Unione Europea non ha una politica estera propria, il riconoscimento va deciso all’unanimità Conflitto di interessi può essere latente, rimanere lì per decenni, ce ne sono molti, non è strano, anche l’Italia ne ha, per esempio con la Francia per i confini. Però è cosa diversa dalla controversia, l’Italia e la Francia non hanno mai preteso il riconoscimento di un confine, non andiamo a creare una controversia per questo. La controversia è una pretesa contestata. Il conflitto di interesse può non portare mai ad una controversia. Cosa vuol dire per uno stato non essere riconosciuto? Esiste il disconoscimento? Anche lo stato non riconosciuto è soggetto di diritto internazionale, ha l’attitudine al rispetto dei diritti e degli obblighi. Se nessuno fa trattati con lo Stato questo ha lo stesso l’attitudine, ma non la mette in pratica, finché gli stati non vogliono avere relazioni con lui Ha l’attitudine perché se l’è guadagnata con l’effettività Ha diritto che gli altri stati non interferiscano nelle sue questioni interne Divieto di uso della forza, diritto alla salvaguardia dei propri confini Disconoscimento Quando nascono le Nazioni unite, entra la Cina Nazionalista, seggio permanente nel consiglio di sicurezza. Poi si conclude la rivoluzione e prende il potere la Cina di Mao, mentre la Cina nazionalista va a Taiwan, la Cina pretende da tutti gli stati che ritirino il riconoscimento di Taiwan, se no non avrebbe intrapreso le relazioni con loro. Gli stati ritirano il riconoscimento per avere relazioni con la Cina, va a finire che l’assemblea generale delle nazioni unite adotta una risoluzione, è necessario ripristinare la posizione della Cina nelle Nazioni unite, la Repubblica popolare cinese deve essere uno dei 5 membri permanenti, unici rappresentanti cinesi legittimi, si espellono quelli che occupavano il posto prima, espulsione della Cina nazionalista che da quel momento sta nella situazione in cui è ora di stato non riconosciuto (Taiwan).

Chi risponde dei danni che causano gli insorti durante l’insurrezione? Se ci sono dei cittadini stranieri nel paese, lo stato di appartenenza di questi può chiedere i danni se i propri cittadini hanno perso tutto per cola dell’insurrezione. La cosa si è verificata in Sud America, c’è una rivoluzione, molti cittadini europei avevano affari lì, i rivoltosi distruggono o saccheggiano, a questo punto i paesi di nazionalità chiedono al paese (es. Venezuela). Se gli insorti vincono e instaurano un governo dovranno rispondere, se invece l’insurrezione viene repressa il governo ristabilito non risponde dei danni dei rivoltosi perché non sono suoi organi, anzi lo stato ha fatto di tutto per contrastarli. Regole del diritto umanitario (es. chi si arrende durante un conflitto diventa persona protetta, non può più essere attaccato) 14/10/ Soggetti di diritto internazionale, sono gli stati, le organizzazioni, ma tra stato e ente diverso dallo stato c’è una varietà di interesse per il diritto internazionale, a volte non si sa bene se sia uno stato o no, come gli insorti. Attitudine di essere titolari delle norme dell’ordinamento internazionale. Quali enti possono, pur non essendo stati, essere titolari? A volte gli insorti, anche l’ISIS, controllo su un territorio (adesso è stato ridimensionato, prima avevano raggiunto il controllo di un territorio). Figura del governo in esilio , uno degli enti che aspirano a un governo territoriale, di solito c’è una vicenda storica di uno stato occupato da un governo straniero, governo messo in fuga dall’atto violento che trova rifugio presso uno stato straniero che prende la sua parte. Il significato di questa ospitalità è che il governo straniero viene ospitato in quanto tale, in veste ufficiale e dentro lo stato ospitante può continuare a esercitare le proprie prerogative di stato sovrano (anche se non è più uno stato sovrano e indipendente, perché c’è l’occupazione). Siccome la soggettività dello stato si concentra nell’apparato di governo, se esso continua a funzionare come tale se il territorio viene liberato il governo torna al suo posto e si procede normalmente. Se l’occupazione si trasformasse in un’annessione il governo in esilio perderebbe ogni prerogativa e ogni possibilità di essere considerato il governo rappresentante di una popolazione. Dall’autorità del governo in esilio possono comunque partire ordini, potrà fare atti rilevanti per il diritto internazionale. Esempi, Kuwait durante l’occupazione irachena, il governo trova rifugio, il territorio è stato liberato e il governo è tornato, la vita del paese è continuata. L’occupazione è vicenda che non fa cessare la sovranità dello stato occupato, lo stato occupante ha dei poteri, ma con precisi limiti imposti dal diritto internazionale, non può fruttare le risorse, esigere dai cittadini dello stato militare fedeltà, o a cambiare religione ecc. lo stato occupante non è sovrano del territorio occupato. La vicenda può avere l’esito della liberazione del territorio, oppure se lo stato occupato viene sconfitto può esserci l’annessione. L’acquisizione di un territorio con la forza armata è violata dal diritto internazionale. Il governo in esilio se ne deve andare, ma viene ritenuto un governo a livello internazionale. Se invece un capo di governo viene ospitato da un altro stato come privato cittadino e non in veste ufficiale non è un governo in esilio. Il governo esilio agisce in una bolla di giurisdizione che gli viene concessa dallo stato ospitante. Anche il Dalai Lama si afferma rappresentante di un governo in esilio, sostenendo che ci sia stata l’occupazione del Tibet da parte della Cina. Nessuno stato però lo ospita considerandolo un governo in esilio. Quando c’è stata l’ipotesi che gli S.U. lo ospitassero in veste ufficiale la Cina ha protestato. Vicenda del Kosovo

Fino al 2008 paese non in grado di esercitare a pieno il controllo sul territorio, personale internazionale negli uffici pubblici. Risoluzione che non faceva diventare indipendente, ma neanche che sarebbe stato una provincia della Serbia, la risoluzione prevedeva una negoziazione. Tutte le possibilità sono fallite, a quel punto nel 2008 il Kosovo si dichiara indipendente 15/10/202 0 Date esami 25 gennaio 15 febbraio Il riconoscimento di un nuovo governo arriva quando c’è stato uno sconvolgimento, gli stati che manifestano gradimento per quanto accaduto lo riconoscono. Se invece non lo si approva non si riconosce il nuovo governo, oppure si abbassa il livello delle relazioni. Se dei governi appoggiano dei golpisti, ma poi il vecchio governo riprende il controllo, può considerare quel riconoscimento come un’ingerenza nei propri affari interni. Palestina, ente che esercita il diritto di autodeterminazione dei popoli, in quanto soggetto all’occupazione straniera; come si realizzerà è il problema. L’altra entità è il popolo Saharawi, dopo la decolonizzazione (cap. “il territorio”, Ronzitti) c’era da definire i confini dei nuovi stati sorti dopo la decolonizzazione, questo è stato fatto in base al principio “Uti possidetis”. Si inizia ad applicarlo nel Sud America, consiste nel tracciare i confini tra i nuovi stati esattamente dove stavano i confini delle amministrazioni coloniali, continuerete a possedere la terra nello stesso modo in cui facevate prima. Anche in Africa è stato seguito, i confini degli stati africani si rifanno ai confini delle circoscrizioni degli imperi coloniali. Questo ha lasciato fuori delle situazioni che poi si sono aggravate, come quella dei Curdi, che non hanno ancora avuto un loro territorio. Saharawi rimasti a metà fra vari stati, ma loro avevano tradizioni comuni, vorrebbero avere un loro territorio. Con la Mauritania è stato fatto un accordo, mentre il Marocco ingloba la zona in cui vivono. L’ente che è rappresentante di questo popolo è il “Fronte polisario”. È diventata una norma consuetudinaria di diritto internazionale? Si sarebbe allora dovuto fare anche dopo la dissoluzione dell’URSS, ma anche lì avrebbe creato molti problemi. Non è diventata una regola da applicare ovunque Caso dell’Arcasia I movimenti di liberazione nazionale , sulla base del principio di autodeterminazione, perseguono l’indipendenza di un popolo (es. Saharawi, Palestinesi). Fronte polisario protagonista di una causa di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione Europea, che doveva verificare se fosse legittimo un accordo fatto dall’UE con il Marocco che riguardava anche la zona in cui vive la popolazione del Saharawi, che ha il diritto all’autodeterminazione. In primo grado hanno dato ragione a questo popolo, mentre in 2 appello ha detto che l’accordo fosse valido (ma solo perché non creava danni al fronte polisario).

L’Ue ha un ordinamento giuridico sovranazionale, diverso dalle altre org che si muovono nel diritto internazionale. Nell’accordo istitutivo si stabiliscono: le attribuzioni di ciascun organo, regole per l’adozione delle decisioni (2/3, maggioranza…) e dirà se le decisioni adottate da questi organi saranno vincolanti oppure no, in quali ambiti siano vincolanti. Fa tutto parte del principio di attribuzione. L’org internazionale che è un ente derivato non può andare oltre le regole fissate dall’accordo istitutivo. Questo in linea di principio, le org sono soggetti di diritto internazionale, quindi hanno l’attitudine ad essere soggetti di diritto internazionale. Accordo fra stati che saranno poi gli stati membri, in una situazione di parità, come fanno alcuni stati membri a dire che la loro creatura diventa soggetto di diritto internazionale? Vorrebbe dire che vale anche per gli altri stati, ma non è detto che lo accettino. Es: comunità europea ampi poteri nei settori dell’agricoltura ecc, quindi secondo gli stati membri l’Europa doveva partecipare agli accordi internazionale, ma l’URSS non riconosceva la soggettività internazionale della Comunità. Sul piano dei rapporti con gli stati terzi (non stati membri) questi non hanno nessun dovere di riconoscere l’org. Le org che hanno personalità internazionale sono soggetto di diritto internazionale nei confronti di tutti gli stati. Parere della corte inter di giustizia che riguarda le Nazioni Unite. Ad un certo punto (48/49) un inviato delle Nazioni unite viene ucciso da terroristi ebrei, l’inviato era svedese, nasce un problema di risarcimento danni, perché la richiesta di risarcimento viene fatta da parte delle Svezia, perché era un suo cittadino, nei confronti di Israele, ma anche le Nazioni unite dicono di aver diritto al risarcimento, Israele non era membro delle nazioni unite. La Corte internazionale di giustizia risponde che si dovesse riconoscere la personalità giuridica di una organizzazione a cui partecipavano così tanti stati. Le Nazioni unite sono titolari a chiedere il risarcimento del danno per la perdita di un loro funzionario. Avere l’attitudine ad essere titolari di diritti e obblighi del diritto internazionale Personalità giuridica internazionale anche nei confronti degli stati non membri (nei confronti degli stati membri era ovvio). Anche se il trattato dice che l’organizzazione ha valenza internazionale questo non la rende vincolante anche per gli altri, ci vuole un'altra regola di diritto internazionale, come un riconoscimento da parte della Corte internazionale. Le org più grandi sono soggetto di diritto internazionale. Prima differenza tra le Nazioni unite e l’UE, le nazioni pongono pochi requisiti per l’ingresso (gli stati devono essere amanti della pace e pagare la propria quota annuale ed adempiere eventualmente agli obblighi derivamenti dalle risoluzioni del principio di sicurezza, poi ci vuole una proposta del consiglio di sicurezza e una delibera dell’assemblea, i membri permanenti hanno il diritto di veto, il Kosovo non entra per il veto della Russia). Nell’Unesco si entra a maggioranza dei membri dell’assemblea. Nell’UE possono fare domanda di adesione solo i paesi dell’Europa, non c’è una procedura di ammissione già fissata, ma si mette tutto in discussione e si fa un nuovo trattato. Prima che gli stati entrino nell’UE c’è tutta una fase di avvicinamento, quando uno entra si deve inserire in un mercato unico con delle regole che possono essere rivoluzionarie per il nuovo stato, deve essere in grado “di salire su un treno in corsa”, gli stati già parte dell’unione gli fanno un esame, lungo periodo di anni in cui gli stati stanno sotto osservazione, si guarda se sono pronti da un punto di vista economico, no dazi da un paese all’altro, nell’ambito degli stati che fanno parte dell’UE c’è il mercato unico, no controlli doganali, deve essere in grado di marciare con questa concorrenza (i dazi doganali servono per proteggere l’economia interna). Lo stato deve essere pronto economicamente per il mercato unico. Nell’UE sono vietate anche tutte le misure di effetto equivalente che proteggano la produzione interna

rispetto a quella esterna, libera circolazione delle merci, anche l’Italia ha dovuto rinunciare a delle prerogative (requisiti della pasta per l’Italia, birra per la Germania). Il nuovo stato non potrà compensare con aiuti le imprese che perdono. Il mercato unico in realtà è fatto per guadagnare ovviamente, per avere più possibili consumatori, però bisogna saperci stare. Per entrare nell’UE c’è anche una questione di ordinamento giuridico, deve avere un certo sistema di stato di diritto, cioè che anche le autorità statali siano sottoposte alla legge, magistratura indipendente, quindi alcuni stati derivanti dall’URSS non rispettavano questi requisiti, commissione che sorvegli il cambiamento, rapporti della commissione anno per anno sui progressi del paese candidato ad entrare, vedere se rendono più trasparenti le elezioni. Alla fine di questo percorso si fa un negoziato e un nuovo trattato che stabilirà tutte le condizioni di ingresso, in cui si possono stabilire tappe per il raggiungimento degli obiettivi, poi il trattato indica le particolarità che faranno funzionare la partecipazione dello stato, per esempio quanti voti avrà (dipende dalla dimensione), va tutto negoziato e scritto nel trattato di adesione. 21/10/ Il principio di attribuzione è quello che informa la fisionomia giuridica di tutte le organizzazioni internazionali, queste hanno certe competenze e non altre, sono i trattati a stabilirne i confini, quali sono gli organi, gli atti attraverso cui le organizzazioni possono operare e gli effetti che gli atti possono produrre. L’organizzazione delle Nazioni Unite, volgono attività in molti ambiti, spesso non possono agire perché non hanno il voto del Consiglio, ora che abbiamo le Nazioni Unite per gli stati la forza non è più un’opzione, o comunque devono giustificare quando la usano, mentre prima era sempre un’opzione da usare senza problemi.

Carta delle Nazioni Unite

Inizia con un preambolo, che dice spesso anche di più di quello che si trova nel trattato, ad esempio nel preambolo il soggetto sono i popoli, mentre poi negli articoli i soggetti sono gli stati. Stesso discorso per il preambolo del trattato dell’Unione Europea, dove si dice che è un unione di stati, però in realtà non è uno stato federale, infatti nel testo c’è scritto che il trattato è un passo in più verso un unione più stretta. Dal capitolo 1 iniziano le disposizioni operative, mentre il preambolo rimane come ausilio per l’interpretazione delle norme. L’articolo 1 enuncia i fini delle Nazioni Unite: mantenere la pace, rispetto dell’uguaglianza, dei diritti, autodeterminazione dei popoli, cooperazione internazionale come soluzione dei problemi. Art.2 dati i fini precedenti dice i principi sulla base dei quali gli stati devono agire: principio dell’uguaglianza sovrana tra i membri, adempire agli obblighi della carta, dovere di risolvere le controversie internazionali in modo pacifico, astenersi nelle relazioni internazionali dalla minaccia dell’uso della forza. Art.3 Membri dell’organizzazione, gli alleati della Seconda Guerra Mondiale sono i membri originari Art 4. Indica quali stati possono essere ammessi le Nazioni unite, tutti quelli che amano la pace e che siano in grado di rispondere agli obblighi secondo l’Assemblea generale

Il Consiglio di sicurezza si che emana decisioni con effetti obbligatori per gli stati, ma le decisioni sono adottate solo con il voto favorevole di tutti e 5 i permanenti. Art.27, le decisioni del Consiglio sono prese con un voto favorevole di 9 membri, compresi i voti dei permanenti; diverse sono le questioni di procedura che sono prese a maggioranza (questioni che riguardano il funzionamento interno). Una prassi ha stabilito cosa vuol dire l’astensione (cosa che qui non è scritta) Il Consiglio di sicurezza cosa fa? È competente a prendere provvedimenti per mantenere la pace Art. Art.25 i membri delle Nazioni Unite accettano di aderire alle decisioni del Consiglio. Il Consiglio di sicurezza non è democratico come composizione, tutti quelli che entrano lo accettano, mandato particolare al Consiglio, c’è una limitazione della sovranità e della parità, ma è accettata liberamente dagli stati per uno scopo più importante, cioè la pace. È così che si legittima questa composizione. Art.11 della Costituzione italiana è pensato per l’entrata dell’Italia nelle Nazioni Unite, acconsentiamo alle limitazioni di sovranità. Limitazione non vuol dire perdita di sovranità, ma esercitare la sovranità in un certo modo, assieme ad altri stati, per adempiere ad uno scopo comune, non sto perdendo sovranità, siamo sempre stati indipendenti e sovrani. Art. 27 par.2 gli stati su cui non c’è accordo tra i membri permanenti non diventano membri dell’ONU (no proposta) 22/10/ Il trattato istitutivo va letto tenendo in considerazione il principio di attribuzione. Gli stati aderiscono e limitano la propria sovranità per uno scopo comune. La carta delle Nazioni unite prevede che la si possa cambiare, si parla di riforma del consiglio di sicurezza, dare anche ad altri lo status di membri permanenti. Le modifiche alla carta però devono avere il voto di tutti i membri permanenti. Situazione differente tra assemblea generale, che può discutere di qualsiasi cosa, ma non è vincolante, e Consiglio di sicurezza , che ha 3 scenari in cui dovrebbe agire:

  • Aggressione
  • violazione della pace (anche non in seguito ad un’aggressione)
  • minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale quest’ultimo concetto può essere interpretato in modi diversi, viene usato per esempio per intervenire anche nelle guerre civili, discrezionalità nel riconoscere le situazioni che costituiscono minaccia alla pace. Vengono considerate tali solo se tutte le considerano tali. È un’apertura per il consiglio per possibili interventi. Il consiglio di sicurezza però non può prendere decisioni per risolvere le controversie, il Consiglio può intervenire quando c’è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.

Prassi di interventi a scopo umanitario, come in Somalia. Peace keeping, con il consenso dello stato coinvolto, per pacificare unna situazione. A volte interviene anche senza il consenso (Somalia, non c’era più un governo che potesse dare il consenso), sono i caschi blu, vanno ad aiutare la popolazione, spesso hanno il divieto di usare le armi se non per legittima difesa. Forza per far passare il convoglio. Ne parleremo. Corte internazionale di giustizia , è un organo delle Nazioni Unite, lo statuto della corte è allegato alla carta delle Nazioni Unite, quindi tutti gli stati che entrano a far parte delle nazioni unite entrano anche nello statuto. Incarico di essere l’interprete del diritto internazionale, organo a cui rivolgersi nel caso abbiano bisogno di conoscere la risposta ad un quesito, un chiarimento. Situazioni in cui la risposta ha un ruolo importante. Competenza consultiva, la corte viene richiesta di dare un chiarimento dagli altri organi delle Nazioni Unite. Giudicare le controversie tra stati, quando gli stati sono d’accordo nel sottoporsi al suo giudizio, se no non ci sarebbe il principio di parità. Principio di attribuzione, anche la Corte di giustizia ha le competenze che le sono attribuite, emana pareri non vincolanti nella competenza consultiva, mentre nel giudicare le controversie tra stati la sentenza è vincolante. È il più importante organo giurisdizionale del mondo, le sentenze vengono considerate così importanti che anche gli altri stati ne prendono conto e si adeguano (anche se non sono obbligati, sono obbligati solo quelli che hanno dato il consenso). In realtà la corte esiste dal 1920, poi è entrata a far parte delle Nazioni Unite. La Corte non ha competenza di valutare atti adottasti dagli altri organi delle Nazioni unite, non è un organo di controllo, non può richiamare gli altri organi. Il Consiglio di sicurezza ha un controllo politico, se va un po’ oltre i propri vincoli ci possono essere delle lamentele da parte degli stati (è difficile che succeda perché serve l’approvazione di tutti, che di solito hanno visioni molto diverse, fanno parte di poli diversi). Non c’è un controllo giuridico ma politico. Nell’UE è diverso. Organi sussidiari che possono essere istituiti dall’assemblea generale, commissioni o vari che la supportino nei suoi compiti Commissione per il diritto internazionale, istituita sulla base dell’art.13. è composta da esperti di diritto internazionale, giuristi non politici, proposti dagli stati. Questi giuristi non rappresentano degli stati, ma lavorano a titolo personale. Differenza tra organi di stati e organo di individui. Gli organi di stati sono rappresentati gli stati e i governi, che partecipa all’organo porta l’interesse politico del proprio governo, se non sanno bene come agire chiedono istruzioni al proprio governo. Gli organi di individui invece non possono chiedere istruzioni al proprio governo, sono lì in quanto esperti, devono fare al meglio il proprio lavoro di codificazione in modo indipendente, organo di individui indipendenti da ogni sollecitazione ed istruzione di governi e altri centri di potere. Organizzazioni delle Nazioni Unite con un proprio statuto (UNESCO, FAO)

Altre sono organizzazioni regionali, come il Consiglio d’Europa , CHE NON è L’UNIONE EUROPEA

Il Consiglio d’Europa nasce dopo la fine della Seconda guerra mondiale, è l’idea di un’organizzazione Europea che crei un clima di cooperazione per non tornare a creare Guerre mondiali, idea di Churchill.

La seconda parte della Convenzione riguarda il funzionamento della Corte, è stata modificata con protocolli aggiuntivi, che hanno aggiunto alcuni diritti (rispetto al 1950). Protocolli nuovi che hanno riguardato anche la procedura e il modo di procedere della corte, come la possibilità di appellarsi direttamente alla corte per l’individuo, mentre prima c’era un’altra modalità. Anche per i diritti stabiliti da questi protocolli vale la competenza della Corte, invece non vale per gli atti del Consiglio d’Europa, l’adattamento e le misure che rendono operativi questi diritti sono a carico degli stati. Nel diritto internazionale la regola è che i trattati, le consuetudini, normalmente non producono effetti diretti verso gli individui Convenzione europea dei diritti dell’uomo è importante perché i singoli ricevono subito questi diritti e possono farli valere, mentre normalmente i trattati non sono direttamente efficace, occorre che lo stato faccia qualcosa. Estrema ritrosia degli stati ad assumere impegni che li scavalchino rispetto ai propri cittadini, dominio riservato degli Stati, quando fanno trattati li fanno che regolino i rapporti tra stati, non con gli individui. Il dominio riservato è l’ambito in cui lo Stato non lascia entrare automaticamente il diritto internazionale. Gli stati si comportano in modo da escludere che i trattati possano produrre effetti sugli individui. Convenzione europea dei diritti dell’uomo per questo è un’eccezione. Unione Europea Rispetto a quello appena detto c’è un’innovazione epocale, attribuiscono subito la possibilità all’UE di produrre atti con effetto immediato sui cittadini, cioè i regolamenti dell’Unione Ordinamento sopranazionale, considera come propri soggetti sia gli stati sia i cittadini Questo non si trova in nessuna altra organizzazione, perché dovrebbe essere il primo passo verso lo stato federale. Forte protezione per l’agricoltura all’inizio, politica agricola comune. L’UE incoraggia o scoraggia certe produzioni, regola la quantità prodotta; tutti questi regolamenti producono diretta applicabilità nella sfera dei singoli, non servono gli stati. Ordinamento dell’UE non paragonabile agli altri, effetti immediati dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale nei confronti dei singoli. Il principio di attribuzione dice in che materia l’unione ha la competenza a fare regolamenti. Via via gli stati dell’UE ha fatto nuovi trattati e allargato le competenze. Comunità economica europea perde l’aggettivo “economica” perché la si intende come comunità dei cittadini. Importanza della protezione del consumatore, etichette. Politica di libera concorrenza, vietate le intese e gli aiuti dello stato alle imprese, ma così il produttore più avvantaggiato è quello che produce a costi più bassi, magari perché nello stato in cui sono non ci sono molte leggi a tutela dell’ambiente, allora interviene una normativa comune in termini di ambiente. Rendere omogeneo l’ambiente giuridico europeo (protezione consumatori e ambiente) Quindi nuovo trattato per attribuire anche queste competenze.

Storia dell’ampliamento delle competenze dell’UE Ci sono competenze (politica commerciale verso l’esterno, agricoltura…) attribuite all’Unione In altre materie può fare solo direttive, alle quali lo stato si deve adeguare entro un certo termine, se non ci si adegua si va di fronte alla corte Altre materie in cui l’UE può intervenire solo a sostegno degli stati. Il principio di attribuzione, nel trattato più recente nei primi articoli è addirittura ripetuto più volte, gli stati ci hanno tenuto a ribadire che le competenze dell’UE sono derivate, gli stati sono padroni dei trattati. Chi fa cosa? Principio di sussidiarietà Competenze esclusive dell’UE, in cui decide tutto l’UE, sono molto poche come la protezione delle risorse marine Le altre materie sono di competenza concorrente, possono intervenire sia l’UE sia gli stati, dipendentemente dalle materie si regola il come Principio di sussidiarietà fa si che l’UE intervenga solo dove una certa azione possa essere svolta più efficacemente a livello europeo che a livello nazionale. Principio di proporzionalità : quando l’Unione interviene deve farlo il minimo necessario per gli scopi da raggiungere; se basta un intervento meno invasivo meglio, non fare di più. Le competenze si ampliano via via con i successivi trattati Consiglio dell’UE con i rappresentanti dei governi Commissione, organo composto da persone che siedono a titolo individuale, organo indipendente dai governi che fa l’interesse dell’UE, è il motore dell’integrazione europea. Parlamento europeo, istituzione con una storia molto importante, ampliamento dei poteri del parlamento Democratizzazione del parlamento, non sono più rappresentanti dei governi, ma elezioni in tutta l’UE. I governi nel consiglio votano a maggioranza in moltissime materie, questo è simbolo di un’integrazione particolare, per gli stati sovrani accettare di obbedire alla maggioranza non è facile; contribuisce a far funzionare l’Unione, se ci volesse sempre il consenso di tutti e 27 non si andrebbe avanti. In alcune materie c’è l’unanimità, in altre una maggioranza particolare, per ogni materia la modalità è diversa. Ci sono ancora casi in cui il Parlamento è solo consultato. Fino all’87 si decideva solo all’unanimità, poi pian piano sempre più materie decise a maggioranza. Come mai gli stati accettano e questo e accettano che ci sia un consiglio che decide a maggioranza in certi casi? Perché esiste la corte di giustizia, che ha il potere di controllare la legittimità degli atti dell’Unione, gli impedisce di andare oltre le proprie competenze. Limitazione di sovranità importante, ma c’è la corte di giustizia a cui rivolgersi 28/10/