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Appunti e informazioni di base sul diritto processuale penale italiano. Vengono affrontati argomenti come la struttura del processo penale, le fasi principali (indagini preliminari, udienza preliminare, dibattimento), i soggetti coinvolti (pubblico ministero, imputato, difensore), i mezzi di prova (testimonianze, perizie, confronti, ecc.), le impugnazioni e i rimedi contro gli atti processuali. Una panoramica generale sui principi e gli istituti fondamentali del diritto processuale penale, utile per studenti universitari o professionisti che necessitano di una rapida consultazione su questi temi.
Tipologia: Panieri
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Il tribunale ordinario (monocratico o collegiale) è il giudice di primo grado. Il conflitto di giurisdizione può verificarsi tra uno o più giudici ordinari e il giudice speciale. È incompatibile il giudice che non appare credibile nell'esercizio della sua funzione. Il giudice ammette solo i mezzi di prova espressamente disciplinati dalla legge. Competente ad applicare la misura cautelare è il giudice che procede, mentre il giudice che procede è competente ad applicare la misura cautelare reale.
L'atto perfetto è l'atto che corrisponde al modello di conformità predisposto, in via generale ed astratta, dalla legge. L'aula di udienza è il luogo dove si tiene l'udienza. Il contraddittorio, inteso come rappresentazione al giudice delle ragioni delle parti, si esprime nella fase del dibattimento. All'udienza preliminare, la partecipazione del pubblico ministero e del difensore è necessaria. Contro la sentenza di non luogo a procedere è ammesso ricorso per cassazione nei soli casi previsti dall'art. 428 c.p.p.
Le persone informate sui fatti hanno l'obbligo di rispondere secondo verità solo se le dichiarazioni sono assunte dal pubblico ministero personalmente. Le condizioni di procedibilità sono l'atto cui la legge subordina sia l'esercizio che la prosecuzione dell'azione penale. La p.g. può procedere a perquisizione d'iniziativa nei casi d'urgenza tassativamente previsti. Nel caso di giudizio immediato a richiesta dell'imputato, il giudice è tenuto a disporre il giudizio immediato. Il consenso del pubblico ministero rispetto alla richiesta di giudizio abbreviato dell'imputato non è necessario. Il giudizio abbreviato si svolge in sede di udienza preliminare. La richiesta di giudizio abbreviato è proposta dall'imputato personalmente o a mezzo di procuratore speciale.
Se ricorre una causa di estinzione del reato, ma dagli atti risulta "evidente" che il fatto non sussiste o l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto come reato, il giudice deve privilegiare il proscioglimento nel merito, assolvendo l'imputato con la formula prescritta. In presenza di prove che dimostrano la responsabilità penale dell'imputato e la sua estraneità ai fatti contestatigli, il giudice emette sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto. La motivazione della sentenza è
sempre prevista. In caso di illogicità della motivazione della sentenza, il ricorso per cassazione è ammesso, sempre che il vizio emerga dal testo del provvedimento impugnato.
In sede esecutiva, il pubblico ministero è organo dell'esecuzione. L'interesse ad impugnare deriva dalla situazione di svantaggio derivante dal provvedimento che si impugna. Il consulente tecnico, per poter assumere l'incarico, non può essere minore, interdetto, inabilitato, infermo di mente o sottoposto a misura di sicurezza personale o a misura preventiva. La capacità a testimoniare è intesa sia come capacità giuridica che come capacità fisica e mentale. I collaboranti di giustizia sono coloro che, per pregresse esperienze di vita, sono in grado di riferire al magistrato del pubblico ministero, entro centottanta giorni da quando manifestano la volontà di collaborare, tutte le informazioni in loro possesso, utili a ricostruire i fatti e le circostanze per le quali sono interrogati.
Il coimputato del medesimo reato può deporre come testimone solo se nei suoi confronti è intervenuta una sentenza irrevocabile. In tema di confronto, se un soggetto si è legittimamente rifiutato di sottoporsi all'esame, non può essere disposto il confronto del medesimo con altro soggetto. La parte privata che non assume l'uffio di testimone può essere esaminata se lo richiede o se acconsente alla richiesta proveniente da altra parte. Sono restituiti nel termine il magistrato del pubblico ministero, le parti private e i difensori che non abbiano potuto osservarlo per caso fortuito o forza maggiore. Per prove dirette si intendono quelle che si riferiscono direttamente all'oggetto da provare e consentono, in via immediata, per rappresentazione, di accertare la sussistenza o meno del fatto da provare. È manifesto ciò che, ictu oculi, non richiede alcun approfondimento e che si coglie con assoluta immediatezza. In caso di ricognizione di persone, il giudice invita la persona da riconoscere a scegliere un posto tra altre persone a lui somiglianti, curando che si presenti, nei limiti del possibile, nelle stesse condizioni nelle quali sarebbe stata vista dalla persona chiamata alla ricognizione. L'esperimento giudiziale è il mezzo di prova che tende a riprodurre, nei limiti del possibile, o la situazione nella quale il fatto si afferma o si ritiene essere avvenuto oppure a ripeterne le modalità di svolgimento. La perizia è il mezzo di prova disposto anche d'ufficio dal giudice cui si ricorre quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedano specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche. Oggetto della testimonianza, così come di ogni altro mezzo di prova, sono i fatti che, a norma dell'art. 187 c.p.p. costituiscono oggetto di prova.
I prossimi congiunti dell'imputato (art. 307, comma 4, c.p.p.) hanno la facoltà di astenersi dall'ufficio di testimone, a meno che non abbiano presentato denuncia, querela o istanza o siano persone offese dal reato,
Il conflitto di competenza insorge quando due o più giudici prendono cognizione del medesimo reato attribuito alla stessa persona o si astengono dall'esaminarlo. Per inamovibilità si intende che il magistrato non può essere dispensato o sospeso dal servizio, se non in seguito a decisione del consiglio superiore della magistratura. L'incompatibilità ambientale è la condizione che si determina quando l'esercizio della funzione giurisdizionale appare poco credibile. I magistrati sono civilmente responsabili per l'ingiusto danno che abbiano potuto cagionare nell'esercizio delle loro funzioni nelle ipotesi di dolo, colpa grave o diniego di giustizia. Quando una sentenza o un altro atto del procedimento risulti, per qualsiasi causa, distrutto, smarrito o sottratto e non sia possibile recuperarlo, il decreto è motivato a pena di nullità solo nei casi in cui la motivazione è espressamente prescritta dalla legge.
Il diritto alla prova e i mezzi di prova
Il diritto alla prova si esercita in funzione del contraddittorio innanzi al giudice. Il "mezzo di prova" è lo strumento, normativamente disciplinato, mediante il quale la fonte può esprimere i dati valutabili in chiave probatoria dal giudice. Il confronto è mezzo di prova cui si ricorre quando da più dichiarazioni emergono discordanze su fatti o circostanze importanti per l'accertamento dei fatti. In flagranza di reato, chi è colto nell'atto di commetterlo. La privazione temporanea della libertà di chi viene sorpreso in flagranza di reato per iniziativa della polizia giudiziaria. La convalida del sequestro preventivo di urgenza deve avvenire entro dieci giorni dalla richiesta del pubblico ministero. Ai fini della scelta della misura cautelare personale da applicare, il giudice deve tener conto del criterio della proporzionalità all'entità del fatto e alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata. La revoca della misura cautelare può avvenire quando, anche per fatti sopravvenuti, non siano più riscontrabili i presupposti o non si apprezzino più esigenze cautelari da soddisfare. Per cautela reale si intende il vincolo d'indisponibilità che sottrae un bene alla libera gestione di chi ne è il proprietario o il possessore. Il giudice che procede è competente ad applicare la misura cautelare reale. Se la notificazione nel domicilio dichiarato o eletto dall'indagato/ imputato diviene impossibile, la stessa è eseguita mediante consegna di copia dell'atto al difensore. Con il decreto che dichiara l'irreperibilità si designa un difensore all'imputato o all'indagato che ne sia privo e si ordina che la notificazione sia eseguita mediante consegna di copia dell'atto al difensore, che rappresenta a tutti gli effetti l'irreperibile. La notificazione alla persona offesa dal reato deve essere eseguita nei luoghi individuati per la prima notificazione all'imputato o all'indagato non detenuto.
La notificazione è nulla quando un vizio della procedura non consente di ritenere pervenuta nella sfera di conoscibilità dell'interessato un'adeguata informazione circa il contenuto dell'atto. La nullità è la sanzione che colpisce l'atto non corrispondente allo schema legale, e l'insanabilità è la caratteristica delle nullità assolute. L'inutilizzabilità è una forma d'invalidità specifica degli atti aventi rilevanza probatoria. La camera di consiglio è il luogo dove il giudice elabora riservatamente la propria decisione. Il contraddittorio, inteso come rappresentazione al giudice delle ragioni delle parti, si esprime nella fase del dibattimento. Nel corso del procedimento per le indagini preliminari, il magistrato del pubblico ministero è inquirente. La qualifica d'imputato si mantiene nel corso dell'intero processo di primo grado. L'opposizione a richiesta di archiviazione deve contenere l'indicazione dell'oggetto dell'investigazione supplementare e dei relativi elementi di prova. Se non accoglie la richiesta di archiviazione, il GIP fissa un'udienza in camera di consiglio all'esito della quale può indicare al PM ulteriori indagini ovvero imporgli la formulazione dell'imputazione. Se nel corso dell'udienza preliminare l'imputazione risulta essere totalmente diversa da quella contestata, il PM può contestare in udienza il fatto nuovo all'imputato se vi consente ed il GUP autorizzi la contestazione. Se al termine della discussione il GUP non ritiene di poter decidere allo stato degli atti, rimette gli atti al PM per un'integrazione delle indagini preliminari ritenute carenti. L'informazione di garanzia viene inviata quando deve compiersi un atto al quale il difensore ha diritto di assistere. Il tribunale monocratico ha competenza per tutti i reati che mancano dell'udienza preliminare (ossia quelli previsti dall'art. 550 c.p.p.). Il giudice può indicare al PM ulteriori indagini, fissando il termine per il loro compimento e la data della nuova udienza preliminare, nel caso in cui ritenga di non poter decidere allo stato degli atti. Può inoltre disporre l'assunzione d'ufficio delle prove cui appaia evidente la decisività. Le caratteristiche dell'azione penale sono: il monopolio in capo al PM, la procedibilità d'ufficio e l'irretrattabilità. Il legislatore prevede l'amministratore giudiziario dei beni sequestrati per garantire la redditività ai beni che entreranno nel patrimonio dello Stato o/e di restituirli, se è possibile, nello stesso modo in cui siano stati sequestrati, in caso di confisca. Nei casi d'urgenza tassativamente previsti, il pubblico ministero può delegare atti di indagine alla polizia giudiziaria.
Il consenso del pubblico ministero rispetto alla richiesta di giudizio abbreviato dell'imputato è necessario nel pagamento volontario di una somma pecuniaria, suscettibile di estinguere il reato.
sequestro e/o in confisca sulla base di quanto specificato dall'art. 14 della L. N. 537 DEL 1993. Secondo i primi orientamenti della dottrina e della prassi, negli anni ' l'amministratore giudiziario non aveva soggettività passiva e non era obbligato agli adempimenti fiscali. La circolare 156/E del 2000 specifica che, ai fini IVA, l'amministratore proseguirà regolarmente l'attività dell'indiziato, senza necessità di aprire una nuova partita Iva, curando tuttavia di comunicare all'Ufficio delle entrate l'avvenuta variazione ai sensi dell'art 35 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. Le azioni esecutive sono vietate. Secondo l'art. 72 bis L.F., il contratto prosegue. Secondo l'art. 75 L.F., il contratto dipende da spedizione. Secondo l'art. 82 L.F., il contratto dipende. La vendita dei beni è concessa se non vi sono risorse. Se il sequestro o la confisca sono revocati dopo la chiusura del fallimento, il tribunale provvede alla riapertura del fallimento. La sede ove il terzo potrà far valere i suoi diritti è innanzi al giudice penale.
Riserva di legge in materia cautelare
Il fermo è una privazione temporanea della libertà, disposta anche fuori dal caso di flagranza, in presenza di gravi indizi di commissione di un delitto per scongiurare il fondato pericolo che il soggetto si dia alla fuga.
Il pericolo di fuga costituisce una condizione per l'applicazione di una misura cautelare personale.
Il giudice che procede è competente ad applicare la misura cautelare.
L'articolo 13 della Costituzione sancisce il principio secondo cui la carcerazione preventiva non può essere sofferta sine die.
Il giudice che procede è competente ad applicare la misura cautelare reale.
La prima notificazione all'indagato e all'imputato è eseguita mediante consegna di copia dell'atto all'interessato. Se la notificazione nel domicilio
dichiarato o eletto dall'indagato/imputato diviene impossibile, la stessa è eseguita mediante consegna di copia dell'atto al difensore.
Le nullità relative sono dichiarate su eccezione di parte.
La celebrazione non pubblica dell'udienza dibattimentale è motivo di nullità.
La figura centrale dell'accertamento penale è l'imputato.
La partecipazione del pubblico ministero e del difensore all'udienza preliminare è necessaria.
Se al termine della discussione il GUP non ritiene di poter decidere allo stato degli atti, rimette gli atti al PM per un'integrazione delle indagini preliminari ritenute carenti.
L'interrogatorio dell'indagato sottoposto a fermo, arresto o custodia cautelare viene condotto dal pubblico ministero.
Le condizioni di procedibilità sono atti cui la legge subordina sia l'esercizio che la prosecuzione dell'azione penale.
Ai fini delle contestazioni nel corso dell'esame, possono utilizzarsi le dichiarazioni precedentemente rese dallo stesso soggetto, purché sui fatti e sulle circostanze da contestare il teste abbia già deposto.