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ecofemminismi, disastri ambientali, ecologia politica ecc.
Tipologia: Appunti
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volti a confermare il legame fra eccesso di mortalità e inquinamento, in passato l'inchiesta è stata archiviata, poiché sono mancati ulteriori approfondimenti possibili solo con il contributo dei competenti organismi regionali/nazionali ”, di competenza della USL Toscana
Marianna Giorgi, ha presentato istanza alla Procura della Repubblica del tribunale di Livorno sollecitando la riapertura dell'inchiesta per l'inquinamento di Solvay di Rosignano. Il paradosso della sentenza di archiviazione sta proprio nel riconoscimento da parte del GIP, che l’ipotesi di un collegamento tra morti per patologie tumorali e l’esposizione ad agenti chimici, non fosse per niente peregrina. Gli studi scientifici hanno tuttavia evidenziato effetti tra emissioni di sostanze pericolose e mortalità per specifiche patologie. Per questo l’istanza di opposizione alla archiviazione richiede di completare le indagini concludendo gli accertamenti, che l’USL competente si era impegnata a svolgere già nel 2018, coinvolgendo gli Enti e istituzioni di riferimento quali l’INAIL e il comune di Rosignano Marittimo. Il tema è sotto i riflettori ormai da decenni. Rosignano Solvay si è attrezzata da decenni con scuole e case per i dipendenti. Ora, per la prima volta, è un gruppo finanziario ad attaccare Solvay. Bluebell, società londinese guidata dagli italiani Marco Taricco, Giuseppe Bivona e Francesco Trapani, ha avviato un’azione chiamata «One Share Esg Campaign», nella quale i fondi mettono a disposizione la propria esperienza per causa ambientaliste, chiedendo alla società nel mirino determinati e immediati interventi. Le richieste di Bluebell Bluebell ha iniziato uno scambio di lettere con il cda di Solvay, ma anche con il ministero dell’Ambiente, con l’Unione europea e con la Procura di Livorno. Il fondo attivista chiede di implementare i necessari interventi tecnologici per non scaricare a mare i residui. Tra gli interventi richiesti da Bluebell c’è la bonifica di 5 chilometri di spiaggia, dove negli anni si sono depositate tonnellate di materiale. Infine, viene chiesto di modificare la struttura dei compensi dei manager di Solvay, in maggior misura rispetto a quanto già fatto oggi, in base a obiettivi ambientali. Da parte sua Solvay risponde affermando che «lo stabilimento di Rosignano produce carbonato di sodio da oltre un secolo e si attiene a rigorosi standard ambientali. L’effluente scaricato è costituito da una miscela di polvere molto fine di calcare, gesso, sabbia, che viene convogliata a mare. Secondo Solvay i solidi sospesi non sono rifiuti: si tratta di materiali naturali non pericolosi, non tossici e inerti. Queste attività sono regolarmente monitorate e controllate dall’autorità regionale per l’ambiente, l’Arpat, nel pieno rispetto di tutte le leggi e i regolamenti esistenti, e che attuino gli standard dell’Ue».