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Appunti su Eschilo e trama delle tragedie
Tipologia: Appunti
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Anno: 472 a.C, a Susa in Persia, davanti al palazzo reale degli Achemenidi, replicata a Siracusa nel 470 a.C. Tetralogia: Fineo, Persiani, Glauco di Potniai, Prometeo incendiario Classifica: vittoria di Eschilo Sono l’unica tragedia di argomento storico giunta integra fino a noi. Ad Atene era infatti vietato mettere in scena episodi storici, poiché quando lo aveva fatto Frinico, aveva provocato turbamento al pubblico; tuttavia le guerre persiane vennero rappresentate in quanto considerate mitiche. Il corego fu Pericle. Adottando il punto di vista di Serse e dei Persiani sconfitti, celebrano la vittoria ateniese a Salamina (480 a.C.). La regina Atossa e i dignitari attendono notizie sulla spedizione di Serse contro la Grecia. La regina aveva avuto un sogno profetico che racconta al coro: Serse tenta di aggiogare ad carro due donne bellissime, la Grecia e la Persia, ma la donna Grecia disarciona il re. In seguito la sovrana racconta un’inquietante visione durante un sacrificio: la Persia, raffigurata da un’aquila, simbolo del potere regale, è aggredita da un falco, che identifica la Grecia. Atossa accetta il consiglio degli anziani di compiere un rito apotropaico per allontanare la sventura. In seguito arriva da un messaggero, che riferisce la disfatta di Salamina. Evocato dal coro e dai dignitari, il fantasma del re Dario, attribuisce la fine tragica della spedizione alla tracotanza del figlio Serse e profetizza la nuova sconfitta a Platea. Serse, appena giunto in patria, con le vesti lacere, intona con il coro canti di lutto, il threnos.
Anno: 467 a.C Tetralogia: Laio, Edipo, Sette contro Tebe, la Sfinge Classifica: vittoria di Eschilo, secondo Aristia, terzo Politrasfomone Il coro è intonato dalle vergini Tebane. La scena riguarda Tebe assediata dall’esercito dei guerrieri argivi guidati da Adrasto. Eteocle, re di Tebe, attende dentro le mura della città l’arrivo di un esercito argivo guidato dal fratello Polinice, che rivendica il trono di Tebe. Il coro delle fanciulle tebane prefigura gli orrori della guerra: Eteocle affida ognuna delle sette porte a un eroe tebano, lasciando l’ultima per sé. Il coro medita sulla triste vicenda di Edipo, padre dei giovani e origine dei mali dei Tebani. Un messaggero annuncia la sconfitta degli assalitori e l’uccisione reciproca dei fratelli. Nella scena finale, probabilmente frutto di un'interpolazione successiva, si apprende che a Tebe è stato emanato un decreto che nega la sepoltura di Polinice, suscitando l’indignazione di Antigone, sorella dei due defunti, che dichiara di volersi opporre a tale legge.
Anno: 463 a.C Tetralogia: Supplici, Figli di Egitto, Danaidi, Amimone Classifica: vittoria di Eschilo, secondo Sofocle e terzo Mesato La scena si svolge ad Argo, in un luogo consacrato, su un’altura in vista del mare. Le figlie di Danao, fuggite dall’Egitto con il padre, sono giunte esuli ad Argo per sottrarsi alla violenza dei loro cugini, i figli di Egitto, che vogliono sposarle contro la loro volontà. Danao impartisce consigli alle figlie affinché il re della città, Pelasgo, conceda asilo alle donne, che minacciano di suicidarsi; tuttavia teme che accogliendo le supplici, susciti una guerra tra la sua città e i figli di Egitto. Decide dunque di demandare la decisione all’assemblea cittadina. Quando Danao gli comunica l’esito positivo, un araldo dei figli di Egitto tenta di rapire le fanciulle. Pelasgo lo respinge e le Danaidi vengono accolte in città.
Anno: 470-468 a.C o dopo il 458 a.C Tetralogia: Prometeo incatenato, prometeo liberato, prometeo portatore di fuoco Essa è la tragedia più problematica tra quelle attribuite a Eschilo; gli studiosi ne hanno messo in dubbio la paternità, per ragioni metriche, stilistiche e lessicali. La scena avviene in un luogo deserto della Scizia, con una rupe in cui è incatenato Prometeo. Efesto, spronato per ordine di Zeus da Potere (Kratos) e da Violenza (Bia) incatena ad una rupe Prometeo, accusato di aver donato il fuoco agli uomini, privilegio e proprietà divina. Il coro delle Oceanine mostra compassione per il titano e Oceano stesso tenta di convincere Prometeo a mostrarsi più rispettoso verso Zeus. Ma la comparsa in scena di lo, che amata da Zeus è stata trasformata in vacca dalla gelosa Era, induce Prometeo a revocare il peregrinare della donna alla quale predice la fine delle sue pene. Nel finale Ermes si reca dal Titano per estogliergli la chiave di una profezia sulla fine del regno di Zeus. Prometeo si rifiuta di liberarla e viene così la sprofondato nell'abisso del tartaro.
Anno: 458 a.C Tetralogia: Agamennone, Coefore; Eumenidi, Proteo Classifica: vittoria di Eschilo Agamennone: Agamennone ritorna ad Argo, conducendo con sé da Troia come concubina la profetessa Cassandra; la moglie Clitennestra, apparentemente lieta e devota, in realtà medita vendetta contro il marito per l’uccisione della figlia Ifigenia; con la complicità dell’amante Egisto uccide sia Agamennone che Cassandra. Coefore: Oreste, figlio di Agamennone, rientrato ad Argo dal suo esilio, depone una ciocca di capelli sulla tomba del padre; Elettra, che guida le Coefore, la riconosce e i due fratelli si incontrano e si abbracciano; dopo un kommòs Oreste, accompagnato da Pilade, si reca alla reggia per uccidere la madre ed Egisto, secondo l’ordine di Apollo.