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appunti di igiene anno 2021, Appunti di Farmacia

appunti di igiene anno 2021 Galeno

Tipologia: Appunti

2020/2021

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CORSO DI IGIENE anno 2021
L’igiene è la disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie che, attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute
e l'allontanamento o la correzione dei fattori responsabili delle malattie tende a conseguire il miglior stato di
benessere possibile dei singoli e della collettività.
Le azioni che ci permettono di raggiungere questo obiettivo sono:
1. Indurre condizioni di benessere promuovendo la salute mediante l'introduzione di fattori protettivi e
potenziando i poteri di difesa e/o di resistenza all' organismo.
2. Prevenire o correggere il rischio proveniente da diversi fattori di danno, così da evitare l'insorgenza di disturbi,
malattie e handicap.
Sebbene appartenente alla medicina preventiva, la disciplina dell'igiene ha delle grandissime differenze rispetto alle
classiche discipline cliniche.
L’oggetto di studio in igiene e il soggetto sano (o presunto tale), mentre per le discipline cliniche è un soggetto malato.
L'ambito di intervento dell’igiene è legato ai soggetti singoli e alla comunità, mentre per le discipline cliniche è legato
solo ai singoli soggetti.
La tipologia degli interventi non solo riguarda l'uomo ma anche l'ambiente dove l'individuo vive e con cui risulta essere
costantemente a contatto (ambiente fisico, chimico e biologico).
I campi dell' igiene sono sia attività di studio, sia attività operative, sia attività strutturali che passano attraverso la
scienza dellepidemiologia, che ci permette di ricercare; la ricerca porterà alla conoscenza di quelli che potremo
stabilire come fattori positivi o fattori negativi che intervengono sulla nostra salute per aggiungere alla possibilità di
applicare quelli che possono essere degli schemi di promozione e prevenzione che permettano di allontanare da una
parte quelli che sono i fattori ritenuti negativi per la nostra salute e di promuovere invece quelli positivi.
L’applicazione deve riuscire a trovare possibilità di un'organizzazione che vada dalla parte maggiore come quella
nazionale fino ai piccoli territori e alle piccole comunità e quindi un'attività strutturale che identifichiamo come
programmazione sanitaria e management.
PICCOLO RIASSUNTO
Parti principali dell’igiene
FASI PRINCIPALI
TIPOLOGIA STTIVITA’
Epidemiologia
Attività di studio
Ricerca
Promozione e prevenzione
Attività operativa
Applicazione
programmazione sanitaria e
management
Attività strutturale
organizzazione
EPIDEMIOLOGIA
L' epidemiologia e la scienza che ci permette, grazie alla ricerca, di conoscere i fattori positivi e negativi sulla salute.
L'epidemiologia ci permette di giungere anche a informazioni relative a come questi fattori agiscano (quindi meccanismi
d'azione) e anche sulla possibilità di conoscere quali sono le condizioni che riescono facilitare la potenzialità di
danneggiamento dell’organismo a vari livelli oppure contrariamente quelle che sono le condizioni che ostacolano tale
potenzialità di danneggiamento.
PROMOZIONE E PREVENZIONE
La promozione prevenzione e una parte delligiene applicativa perché ci permette di attuare gli interventi che potranno
portare a un potenziamento di tutte quelle condizioni che abbiamo identificato essere condizioni di benessere e
contestualmente la possibilità di allontanare il rischio di pervenire a uno stato patologico o laddove non sia possibile
l'allontanamento con la correzione del rischio di malattia.
PROMOZIONE SANITARIA E MANAGMENT
Fornisce le basi teoriche e indica le modalità pratiche per programmare, organizzare e dirigere le attività, i servizi e i
presidi sanitari in funzione dei bisogni della popolazione.
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CORSO DI IGIENE anno 2021

L’igiene è la disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie che, attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l'allontanamento o la correzione dei fattori responsabili delle malattie tende a conseguire il miglior stato di benessere possibile dei singoli e della collettività. Le azioni che ci permettono di raggiungere questo obiettivo sono:

  1. Indurre condizioni di benessere promuovendo la salute mediante l'introduzione di fattori protettivi e potenziando i poteri di difesa e/o di resistenza all' organismo.
  2. Prevenire o correggere il rischio proveniente da diversi fattori di danno, così da evitare l'insorgenza di disturbi, malattie e handicap. Sebbene appartenente alla medicina preventiva, la disciplina dell'igiene ha delle grandissime differenze rispetto alle classiche discipline cliniche. L’oggetto di studio in igiene e il soggetto sano (o presunto tale), mentre per le discipline cliniche è un soggetto malato. L'ambito di intervento dell’igiene è legato ai soggetti singoli e alla comunità, mentre per le discipline cliniche è legato solo ai singoli soggetti. La tipologia degli interventi non solo riguarda l'uomo ma anche l'ambiente dove l'individuo vive e con cui risulta essere costantemente a contatto (ambiente fisico, chimico e biologico). I campi dell' igiene sono sia attività di studio , sia attività operative , sia attività strutturali che passano attraverso la scienza dell’ epidemiologia , che ci permette di ricercare ; la ricerca porterà alla conoscenza di quelli che potremo stabilire come fattori positivi o fattori negativi che intervengono sulla nostra salute per aggiungere alla possibilità di applicare quelli che possono essere degli schemi di promozione e prevenzione che permettano di allontanare da una parte quelli che sono i fattori ritenuti negativi per la nostra salute e di promuovere invece quelli positivi. L’applicazione deve riuscire a trovare possibilità di un'organizzazione che vada dalla parte maggiore come quella nazionale fino ai piccoli territori e alle piccole comunità e quindi un'attività strutturale che identifichiamo come programmazione sanitaria e management. PICCOLO RIASSUNTO Parti principali dell’igiene FASI PRINCIPALI TIPOLOGIA STTIVITA’ Epidemiologia Attività di studio Ricerca Promozione e prevenzione Attività operativa Applicazione programmazione sanitaria e management Attività strutturale organizzazione EPIDEMIOLOGIA L' epidemiologia e la scienza che ci permette, grazie alla ricerca, di conoscere i fattori positivi e negativi sulla salute. L'epidemiologia ci permette di giungere anche a informazioni relative a come questi fattori agiscano (quindi meccanismi d'azione) e anche sulla possibilità di conoscere quali sono le condizioni che riescono facilitare la potenzialità di danneggiamento dell’organismo a vari livelli oppure contrariamente quelle che sono le condizioni che ostacolano tale potenzialità di danneggiamento. PROMOZIONE E PREVENZIONE La promozione prevenzione e una parte dell’igiene applicativa perché ci permette di attuare gli interventi che potranno portare a un potenziamento di tutte quelle condizioni che abbiamo identificato essere condizioni di benessere e contestualmente la possibilità di allontanare il rischio di pervenire a uno stato patologico o laddove non sia possibile l'allontanamento con la correzione del rischio di malattia. PROMOZIONE SANITARIA E MANAGMENT Fornisce le basi teoriche e indica le modalità pratiche per programmare, organizzare e dirigere le attività, i servizi e i presidi sanitari in funzione dei bisogni della popolazione.

CONCETTO DI SALUTE

Se è vero che la disciplina dell'igiene tende ed ha come obiettivo quello di miglioramento di perseguire il miglior stato di benessere e di salute nei confronti degli individui, della comunità e della collettività, allora bisogna introdurre il concetto di salute. Con il termine salute noi intendiamo non solo l'assenza di malattia ma anche il completo benessere fisico, mentale e sociale. Dal 1948, l’organizzazione mondiale della sanità ha permesso di identificare con il termine “salute” uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (e non solo l'assenza di malattia o di infermità). La salute è un fondamentale diritto umano. PRINCIPALI DETERMINANTI LA SALUTE Ci sono dei fattori definiti individuali che non sono modificabili come:

  • geni
  • genere
  • età Ci sono fattori socio-economici che influenzano la salute dell'uomo e che sono:
  • reddito, occupazione
  • esclusione o inclusione sociale
  • ambiente sociale
  • famiglia e educazione Ci sono i fattori ambientali come:
  • aria, acqua, alimenti
  • rumore e rifiuti Ci sono poi fattori comportamentali (riferiti allo stile di vita) che sono:
  • alimentazione, attività fisica
  • fumo, alcol e farmaci
  • attività sessuale Ci sono infine fattori noti come accesso ai servizi che sono:
  • sistema educativo, sanitario, servizi sociali
  • sistemi di trasporto
  • attività ricreativa I FATTORI POSITIVI che concorrono a determinare il livello di salute sono di tipo:
  1. Personale
  2. Comportamentale
  3. Ambientale tra quelli personali ritroviamo gli aspetti fisici , ovvero un buon stato nutrizionale legato agli alimenti che introduciamo; una sufficiente protezione immunitaria e il benessere fisico del soggetto. Agli aspetti fisici, affianchiamo gli aspetti psichici di cui fanno parte di identità affermata, una stabilità emotiva e una situazione affettiva soddisfacente. A questi due aspetti aggiungiamo gli aspetti culturali che sono legati a un'adeguata educazione sanitaria Tra quelli comportamentali ritroviamo le abitudini di vita , ovvero le abitudini personali corrette, sonno e svago. Inoltre, ritroviamo il lavoro che deve essere appagante, stimolante non stressante. Tra quelli ambientali ritroviamo gli aspetti legati all' ambiente fisico , come una buona qualità di aria, acqua, suolo e un buon smaltimento dei rifiuti, all' ambiente biologico come la qualità e disponibilità degli alimenti, e all' ambiente sociale riferito a buone condizioni igieniche, disponibilità di lavoro, integrazione sociali, servizi sanitari, scolastici e sociali adeguati.

RUOLO DEI FATTORI

Stabilita la relazione causale necessario precisare il ruolo che i diversi fattori svolgono nel processo eziologico della malattia. Tali fattori possono essere di pario genere e avere un ruolo e un meccanismo d'azione molto diverso fra di loro per quanto riguarda il processo eziologico della patologia. FATTORI CAUSALI DIRETTI

  • Necessari e sufficienti: fattori come l'esposizione alla silice per la silicosi.
  • Necessari ma non sufficienti: esempio il bacillo di Koch che per la tubercolosi, necessario ma non sufficiente per l'insorgenza della malattia senza altri fattori.
  • Sufficienti ma non necessari: il fumo del tabacco espone un individuo al cancro polmonare, senz'altro il fumo è un fattore causale diretto riconosciuto e dimostrato, tuttavia, tale tipo di patologia insorge anche in soggetti non fumatori. DAL RISCHIO→ ALLA MALATTIA Se mi trovo ad essere un organismo sano e sul mio organismo impattano fattori negativi che possono portare danni, significa che a questo punto mi ritrovo in quella che definiamo una condizione di rischio , ovvero una condizione sfavorevole in cui è presente la possibilità di per giungere ad un danno legato al nostro organismo. Tale condizione di rischio può esitare nella remissione del rischio stesso , oppure può permanere per un tempo indeterminato , oppure può portare direttamente alla condizione patologica (la malattia). Se il fattore nocivo viene a contatto con il nostro organismo, questo ha la possibilità di difendersi. La difesa avviene attraverso molteplici meccanismi che si attivano che allontanano il fattore di danneggiamento e non solo l'apparato immunitario. Ad esempio, a livello dell’apparato respiratorio, l'epitelio viene definito epitelio ciliato proprio perché costituito da delle cellule che presentano delle ciglia verso l'esterno, ovvero la parte con cui è a contatto con l'aria; in questo caso queste ciglia hanno la possibilità di permettere quella che viene definita la “clerance broncopolmonare” ovvero, cercare di mantenere l'ambiente pulito da fattori nocivi che possono essere giunti fino a lì attraverso l'inspirazione dell'aria. L’allontanamento del fattore del danno anche se rappresenta quindi un meccanismo attraverso il quale il nostro organismo ha la possibilità di difendersi. Altri meccanismi di difesa sono l’inertizzazione metabolica del fattore, ovvero la possibilità di non permettere al fattore di svolgere la propria attività siccome viene “inattivato” da diverse vie metaboliche. Infine, come ultimo meccanismo di difesa vi sono i processi intrinseci dell’organismo di riparazione del danno molecolare o cellulare. Se la reazione difensiva sarà una reazione adeguata, quindi permetterà di riportare al "punto zero” o alla condizione iniziale l'organismo, ecco che ci ritroviamo in quella che abbiamo definito remissione del rischio. Nel caso invece in cui la reazione difensiva fosse inadeguata, si assiste alla persistenza indeterminata del rischio. Essere nella condizione di persistenza indeterminata del rischio significa che il nostro organismo riuscirà a adattarsi a tale condizione poiché riuscirà sottoporre la presenza di questo fattore (e quindi il rischio di danneggiamento) per un tempo che può variare. In questa situazione però, poiché vi è l'adattamento del nostro organismo, ovviamente non si parlerà di patologia conclamata e quindi non si avrà l'insorgenza della malattia e la presenza della stessa attraverso segni e sintomi. Se l'azione del fattore negativo risulta essere nociva per l'organismo umano e svolge un'azione di tipo dannosa e inoltre perdura nel tempo al quale si aggiungono altri fattori di origine e di tipologia diversa, succede che ci ritroviamo in una situazione di un possibile disadattamento (non c'è più la fase di adattamento indeterminato) che porterà l'insorgenza della malattia (ho stato patologico).

MALATTIA (lezione 2) La malattia è uno stato in cui l’organismo si trova; tale condizione porta al danneggiamento a vari livelli dell’organismo umano. La malattia esita da pluricasualità : ci saranno vari fattori che concorrono insieme per portare allo stato patologico. Ci sono quindi vari fattori di tipologie e di origine differente che impattano sull’organismo e che la loro azione sincrona porta insorgenza di malattia. L' insorgenza della malattia si riferisce alle patologie cronico degenerative e alle patologie infettive (in questo caso). MODALITA’ CON CUI SI PERVIENE AD UNA MALATTIA Non ci ritroveremmo ad avere fattori causali diretti, siano esse di tipo necessario non necessari, sufficienti o no, la cui azione avrà una potenzialità di danno maggiore o minore e che permetteranno di pervenire ad uno stato di tipo patologico. Tutto ciò può essere legato a microrganismi che abbiano una relazione di tipo patologico con l’organismo umano (ci sono microrganismi in grado di stabilire relazioni simbiotiche positive). Oltre all' azione dei fattori causali diretti, sufficienti o non, necessario non, dobbiamo considerare sempre l'azione di difesa del nostro organismo, le condizioni ambientali, le condizioni comportamentali e le abitudini di vita. L’azione di fattori che possono impattare negativamente sulla salute di un organismo può essere di natura fisica o chimica. In questo caso oltre alle caratteristiche costitutive del fattore chimico o fisico bisogna anche considerare la dose attiva e i tempi di esposizione. Insieme all’azione di questi fattori sono di estrema importanza i meccanismi (di difesa) che si attivano all’interno dell’organismo ospite per difendere l’organismo stesso dal danno che gli può essere arrecato dal fattore nocivo. Di estrema importanza sono anche le condizioni ambientali che influenzano le difese del singolo individuo (ricordiamo che il clima può favorire per esempio alcune patologie di carattere infettivo). Bisogna inoltre considerare le condizioni comportamentali e le abitudini di vita che concorrono anch’esse alla possibilità di per giungere ad un rischio (il rischio può permanere o esitare in un danno provocando l’insorgenza della patologia). INTERAZIONI DI FATTORI E/O CONDIZIONI DI DIVERSA ORIGINE E TIPOLOGIA Possibile iter evolutivo:

  1. STATO DI SALUTE→ MALATTIA INFETTIVA
  2. STATO DI SALUTE→ MALATTIA NON INFETTIVA
  3. possibile iter evolutivo dallo stato di salute alla malattia infettiva: Se consideriamo una patologia infettiva, l’iter che porta dallo stato di salute del singolo individuo fino alla presenza della patologia stessa, è un iter che vede in primo luogo l’esposizione dell’individuo alla presenza del microrganismo considerato patogeno e l’ingresso nell’organismo di questo (sia esso considerato un batterio, virus, fungo ecc). Tale inizio di iter si declina con uno stato di rischio definito stato di infezione. Se all’ingresso di tale microrganismo patogeno corrisponde un efficace ed efficiente reazione immunitaria, sia essa di tipo specifico o aspecifico e se il microrganismo che stiamo considerando ha caratteristiche di scarsa virulenza e si ha l’assenza di altri fattori concausali o favorenti ecco che si perviene alla regressione dello stato di infezione. Situazione ben diversa è l’laddove la reazione immunitaria non risulta essere efficacie ed efficiente e contestualmente il microrganismo ha una discreta carica e una discreta virulenza e una scarsa azione di altri fattori di tipo concausali o favorenti ecco che ci ritroviamo nello stato di persistenza di un’infezione che viene definito sul singolo individuo come stato di portatore. Se all’ingresso dei microrganismi patogeni si ha una reazione immunitaria del tutto assente o comunque particolarmente inefficacie e il microrganismo patogeno risulta avere una carica e una virulenza particolarmente importante, insieme all’azione concomitante di altri fattori concausali o favorenti ecco che si perviene ad uno stato di tipo patologico.

ORGANIZZAZIONE DELLA SANITA’ (A LIVELLO MONDIALE E NAZIONALE)

La OMS organizzazione mondiale della sanità (WHO) è stata costituita nel 1946 dall'ONU (organizzazione delle Nazioni unite) per unificare tutti gli organismi operanti nell'ambito della sanità a livello nazionale. L'obiettivo è quello di riuscire a raggiungere da parte di tutte le popolazioni il più alto livello possibile ti salute. Tale obiettivo è collegato al fatto che la salute rappresenta un diritto fondamentale di ogni essere umano (è anche uno degli articoli della costituzione). L’organizzazione mondiale della sanità si occupa di:

  1. Profilassi (prevenzione) internazionale delle malattie epidemiche (peste, colera, febbre gialla) e aiuti ai paesi sotto tutela.
  2. Elaborazione statistiche di morbosità e mortalità
  3. Classificazione internazionale malattie e cause di morte
  4. Standardizzazioni prodotti biologici, farmaceutici, alimentari e dei metodi di accertamento diagnostico
  5. igiene mentale
  6. organizzazione della ricerca scientifica su temi specifici
  7. Coordinamento delle ricerche degli interventi in campo sanitario
  8. miglioramento della nutrizione, delle abitazioni, delle condizioni economiche e di lavoro e dell'igiene dell'ambiente ATTIVITA’ DELL’OMS
  9. Profilassi delle malattie infettive (acute):
  • Eradicazione del vaiolo (primo “goal” dell’organizzazione mondiale della sanità)
  • Profilassi internazionale delle malattie contumaciali (colera, febbre gialla)
  • Profilassi delle malattie tropicali
  • Lotta alle malattie diarroiche
  • Prevenzione AIDS
  • Expanded Program on Immunization (EPI): vaccinazione contro morbillo, pertosse, difterite, poliomielite, tetano neonatale. Attraverso l’EPI, l’organizzazione mondiale della sanità si occupa anche di immunoprofilassi per evitare ad un individuo di contrarre una malattia a carattere infettivo.
  1. Sicurezza degli alimenti e dell’alimentazione
  2. Sicurezza chimica e atomica
  3. Profilassi delle malattie a carattere cronico: Come l’OMS si occupa di prevenzione delle malattie di carattere infettivo, essa si occupa anche di prevenire le malattie a carattere cronico. Lo fa attraverso metodi come:
  • Programma CINDI (si occupa delle patologie di tipo cronico)
  • Registri per le malattie cardiovascolari
  • Studio e prevenzione delle malattie tumorali SERVIZIO SANITARIO NAZIONEALE Per quanto riguarda il nostro territorio nazionale, gli obiettivi che vengono perseguiti dall’OMS, vengono declinati sul nostro territorio attraverso il servizio sanitario nazionale che, non solo si occupa di mantenere la salute fisica, psichica e sociale della popolazione, ma si occupa anche della promozione della salute e laddove parte di essa possa essere stata perduta, il recupero di essa. Il servizio sanitario nazionale in Italia nasce nel 1978 con la legge 833 con l’obiettivo di tutelare la salute di tutti gli individui come diritto fondamentale non solo nei confronti del singolo individuo ma nei confronti dell’intera collettività. Il D-Lgs. 229/99 ha introdotto per i professionisti un nuovo obbligo: l'attività di formazione continua sinteticamente denominata con l'acronimo ECM , (educazione continua in medicina). Tutti i professionisti che lavorano all’interno della sanità sono obbligati ad un aggiornamento a livello di sanità pubblica e/o specifica. Un provider accreditato fornisce la formazione, ed è previsto per ogni professionista un dossier formativo individuale. il numero di crediti da acquisire è di 150 nel triennio in ragione di 50 crediti annui (20% argomenti di carattere generale, 35% attività di docenza).

STRUTTURA SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

Il sistema sanitario nazionale viene organizzato su tre livelli:

  1. CENTRALE: ministro della salute e organi tecnici (ISS, ISPESL, IRCCS, IZS)
  2. REGIONALE: assessorati e Direzioni generali Sanità
  3. LOCALE: aziende ASL, Distretti sanitari DS, aziende ospedaliere (AO) Il servizio sanitario nazionale è composto da enti ed organi di diverso livello istituzionale, che concorrono al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute dei cittadini:
  • ISS-istituto superiore di sanità: è un ente pubblico che esercita, nelle materie di competenza del ministero della salute, funzioni e compiti tecnico scientifici e di coordinamento tecnico. È un organo tecnico scientifico del servizio sanitario nazionale e svolge funzioni di ricerca, di sperimentazione, di controllo e di formazione per quanto concerne la salute pubblica.
  • INAIL-istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro: organo tecnico scientifico del servizio sanitario nazionale e centro di riferimento nazionale di informazione, documentazione, ricerca, sperimentazione, controllo e formazione in materia di tutela della salute della sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro.
  • IRCCS-istituto di ricovero e cura a carattere scientifico: ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari.
  • IIZZSS-istituti zooprofilattici sperimentali: strumento tecnico ed operativo per quanto riguarda la sanità animale, il controllo di salubrità e qualità degli alimenti di origine animale, l'igiene degli allevamenti ed il corretto rapporto tra insediamenti umani, animale ed ambiente. REGIONI Le regioni si occupano delle funzioni legislative di amministrative in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera Nello specifico si occupano di organizzare tutte le attività destinate alla salute dei cittadini e di promuovere ed erogare tutti i servizi che permettano di raggiungere tale obiettivo. Quindi tutte le regioni si impegnano ed assicurano l’effettiva erogazione di tutte quelle prestazioni che vengono in inclusi in quelli che si chiamano LEA (i livelli essenziali di assistenza). All’interno del sistema sanitario regionale le aziende sanitarie locali (ASL) vengono nominate tali in alcune regioni, mentre in altre hanno una denominazione differente (per esempio in Lombardia le asl sono state trasformate in 8 ATS che si occupano di gestire la sanità). Le aziende ospedaliere assumono al nuovo profilo di ASST (aziende socio sanitarie territoriali). LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) I livelli essenziali di assistenza sono le prestazioni EI servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). I livelli essenziali di assistenza prevedono tre grandi aree:
  1. assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro : comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alla collettività ed ai singoli. 2. Assistenza distrettuale
  2. assistenza ospedaliera che comprende i servizi in pronto soccorso, in ricovero ordinario, in day hospital e day surgery e in strutture per lungodegenza e la riabilitazione. Le prestazioni e i servizi inclusi nei LEA rappresentano il livello essenziale garantito tutti i cittadini. Appartengono all’interno della struttura dell’SSN organismi che si occupano di vigilare sui farmaci: AIFA (agenzia italiana del farmaco). L’AIFA garantisce l'accesso al farmaco e il suo impiego sicuro ed appropriato come strumento di difesa della salute. Assicura la unitarietà nazionale del sistema farmaceutico di intesa con le Regioni. Provvede al governo della spesa farmaceutica in un contesto di compatibilità economico finanziaria. Assicura innovazione, efficienza e semplificazione delle procedure registrati e in particolare per determinare un accesso rapido ai farmaci innovativi ed ai farmaci per le malattie rare.

la scheda di morte permette di inserirvi all'interno quella che è la causa iniziale del decesso (malattia iniziale che può aver avuto ulteriori complicazioni) fino a portare ad una patologia intermedia ed infine alla causa terminale ovvero la malattia o lo stato morboso che ha determinato la morte. Questa scheda contiene tutti i dati anagrafici dell’individuo deceduto. Il medico certificatore della morte trasmette poi questa scheda al comune la sua volta viene trasmessa all'asl, dove tutte le schede verranno poi raccolte dall’ISTAT. I dati di mortalità vengono utilizzati in modo specifico solo per le patologie ad elevata letalità (tumori maligni, malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, malattie respiratorie non tumorali, incidenti e infortuni sul lavoro). I dati di mortalità non vengono utilizzati laddove una patologia risulti essere rara anche perché non avrebbe possibilità di essere un dato confrontabile. Questi dati forniscono un indicatore di effetto globale delle condizioni di vita, dell’esposizione a fattori di rischio e infine dell'efficacia dell'assistenza socio-sanitaria. I vantaggi dell'utilizzo di questi dati è che possono essere utili per studi epidemiologici descrittivi e analitici, inoltre consentono di effettuare valutazioni epidemiologiche in tempi brevi e con scarse risorse. Utilizzati insieme ai dati di incidenza consentono di stimare la prevalenza e la sopravvivenza. Hanno un buon livello di confrontabilità intra e sovranazionale. Una fonte di dati come quella di mortalità permette di valutare la sopravvivenza per patologia e/o per intervento e quindi di effettuare valutazioni della qualità dell'assistenza (prevenzione primaria e secondaria, trattamento della patologia e degli esiti/recidive) Per patologie curabili o prevenibili consentono di stimare le morti evitabili , imputabili ad una mancata azione del servizio sanitario.

  1. notifica delle malattie infettive : la notifica di una malattia infettiva non nasce con lo scopo di far parte di una fonte dei dati di tipo epidemiologico, ma è stata inventata, applicata e in utilizzo in qualità di strumento di prevenzione. È uno strumento determinante per la sorveglianza sulle malattie infettive insorgenti sul territorio con applicazione delle misure di profilassi e controllo al fine di impedire la loro diffusione in una popolazione suscettibile. È proprio grazie alla notifica della malattia infettiva che è possibile interrompere la catena di contagio e quindi impedire la diffusione della patologia all’interno di una popolazione. La notifica delle malattie infettive è stata però poi utilizzata anche come fonte dei dati epidemiologici. Studiando tutte le notifiche che vengono raccolte è possibile ottenere dei dati e delle informazioni efficaci. Infatti, la scheda di notifica viene compilata da un medico, il quale poi passa tale notifica all’asl; l’asl la passa alla regione, e dalla regione la notifica passa al ministero della salute che successivamente la passa all’ISS. I tempi utili per la segnalazione delle malattie infettive dipendono dalla classe di malattia infettiva riscontrata. Il sistema informatizzato delle malattie infettive (SIMI) elabora tutti i dati raccolti attraverso le schede di notifica costituendo infine un quadro epidemiologico della malattia infettiva con circa 2-3 mesi di ritardi dall’evento. Le patologie a carattere infettivo sono state classificate in 5 classi. COVID-19 è una malattia a carattere infettivo obbligatoriamente soggetta a notifica.
  2. scheda di dimissione ospedaliera (SDO): rappresentare una sintesi della cartella clinica del paziente che è stato dimesso. Queste schede oltre ai dati anagrafici del paziente, contengono i dati relativi al ricovero (la data del ricovero) e la diagnosi principale. Le schede di dimissione ospedaliera permettono di raccogliere dati che ci permetteranno a loro volta di delineare il quadro epidemiologico di patologie che necessariamente portano al ricovero. Tra queste patologie vi sono condizioni morbose acute (traumi e patologie a carattere infettivo), e le patologie a carattere cronico.
  3. registri di patologia (RP): sono sistemi informativi per la rilevazione di singole patologie. Permettono di ottenere una definizione precisa del quadro epidemiologico di una malattia sul territorio. Il registro di patologia assume un ruolo fondamentale per la sorveglianza sanitaria e il controllo delle malattie in una comunità. Il registro delle patologie inoltre fornisce una base per la ricerca sulle cause delle malattie sulle loro prevenzioni.

Il registro di patologia mi permette anche di fornire una base di conoscenze per la programmazione e valutazione di interventi di prevenzione primaria e secondaria, diagnosi e cura delle malattie. Numerosi sono i registri di patologia: il registro tumori, il registro nazionale AIDS, il registro nazionale della malattia di Creutzfeld-Jackob, il registro nazionale delle malattie rare, infine, il sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta.

  1. banche dati sanitarie : rappresentano degli archivi elettronici in cui vi sono informazioni in merito alle prescrizioni farmaceutiche e alle esenzioni ticket sanitario. Se io ho informazioni in merito alle prescrizioni farmaceutiche indirettamente ho un’identificazione degli individui affetti da specifiche patologie per assunzioni di queste determinate categorie di farmaci. Questi dati vengono utilizzati per gli studi di farmaco-epidemiologia e studi di farmaco-economia. Dato che le banche dati sanitarie possono anche raccogliere le informazioni riguardanti le esenzioni ticket sanitario si avrà una rilevazione di portatori di patologie croniche, tumori, HIV, malattie cardiovascolari e malattie cerebrovascolari.
  2. banca dati assistito : è una banca dati particolarmente complessa perché raccoglie al suo interno tutte le informazioni relative all’assistito. Tra queste informazioni vi sono la scheda ospedaliera, le prescrizioni farmaceutiche, l'esenzioni ticket e l'anagrafe regionale assistiti. La banca dati ha assistito ci permette di identificare soggetti affetti da patologia cronica.
  3. archivi dell'igiene del lavoro: in questi archivi ritroviamo dati raccolti dall’ INAIL e dall’ASL di competenza che permettono di fare una valutazione sulle invalidità civili, gli infortuni sul lavoro, malattie professionali e permettono un monitoraggio biologico di agenti tossici in luoghi di lavoro.
  4. archivi dell’igiene dell'ambiente: i servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione , così come la medicina del lavoro , veterinaria e le ARPA (agenzie regionali per la protezione ambientale) raccolgono i dati che confluiscono in questi archivi. I dati che verranno raccolti in questi archivi sono dati relativi alle matrici ambientali come acqua, aria, rifiuti, alimenti, produzione vendita alimenti, prodotti fitosanitari, anagrafe allevamenti ecc.. La possibilità di attingere a dei dati per poi costruire degli studi che possano descrivere lo stato di salute o di malattia, sono veramente molteplici.

LE MISURE IN EPIDEMIOLOGIA (lezione 4)

L'applicazione degli studi necessita l’utilizzo di alcune misure perché questa disciplina è quantitativa (l’epidemiologia necessariamente dispone di misure che permettano di quantificare i fenomeni oggetto di studio). I principali tipi di misure che si usano in epidemiologia sono:

1. FREQUENZA che si dividono in: - misure assolute che permettono di ottenere numeri assoluti di eventi - misure relative che sono costituite da proporzione e tassi e rapporti. 2. ASSOCIAZIONE. All'interno delle misure di associazione troviamo: - le misure del rischio relativo - le misure dell’ Odds ratio. le misure di associazione sono delle misure fondamentali per gli studi analitici. 3. IMPATTO. Le misure di impatto sono fondamentalmente delle differenze. All'interno delle misure di impatto troviamo:

  • il rischio attribuibile negli esposti
  • proporzione attribuibile o frazione eziologica

La PREVALENZA rappresenta il numero totale dei casi presenti nella popolazione. Essa può essere di tipo puntuale o periodica. La prevalenza puntuale (T 0 ) esprime il rapporto tra il numero di casi di malattia esistenti in una popolazione in un determinato momento e la popolazione totale. 𝑃 = 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 (𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖) 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑥 𝐾 Il valore è compreso tra 0 (nessun caso nella popolazione) e 1 (tutti ammalati in quel momento) ovvero tra 0% e 100% La prevalenza periodica (T 0 - T 1 ) esprime il rapporto tra il numero di casi di malattia esistenti in una popolazione in un determinato periodo di tempo e la popolazione totale.

𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑠𝑖 𝑠𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 (𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖) 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 𝑡𝑜−𝑡 1

Il valore è compreso tra 0 (nessun caso nella popolazione) e 1 (tutti ammalati in quel momento) ovvero tra 0% e 100% La prevalenza di una malattia influenzata da: ❖ Gravità della malattia: se molte persone che sviluppano la malattia muoiono si abbassa ❖ durata della malattia: se una malattia dura per breve tempo, il suo valore è più basso rispetto a quello che si avrebbe se la malattia durasse più a lungo. ❖ numero dei nuovi casi (incidenza): se molte persone sviluppano una malattia, è più alta rispetto a quando poche persone si ammalano. L’INCIDENZA di una malattia rappresenta il numero di nuovi casi di malattia in una popolazione in un determinato periodo di tempo. Quando l'incidenza diminuisce è possibile che: ❖ È aumentata la resistenza alla malattia ❖ È avvenuta una modificazione nell’eziologia della malattia ❖ Un efficace programma di prevenzione ha ridotto l'esposizione ad un fattore di rischio conosciuto L’incidenza contempla due tipologie di misure, una è l’incidenza cumulativa (definita che di rischio) e l’altra è il tasso di incidenza. L’ incidenza cumulativa rappresenta il numero complessivo dei nuovi casi di malattia che si verificano in un determinato intervallo di tempo nella popolazione a rischio.

𝑖𝑛𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑢𝑚𝑢𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 (𝑡 0 − 𝑡 1 )^ =

𝑁° 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑖𝑛 𝑇𝑜 x K Nel considerare le persone a rischio si includono solo quelle suscettibili di ammalarsi, quindi a rischio, escludendo quelli già ammalati all'inizio del periodo di tempo preso in esame (to). L'incidenza cumulativa è una misura del rischio di contrarre la malattia (per le malattie croniche aumenta con l'aumentare del tempo di osservazione). L'incidenza cumulativa NON considera l'effettivo periodo di tempo di osservazione di ciascuna persona della popolazione. L'incidenza cumulativa è una proporzione, esprimibile in percentuale in cui si rapporta il numero di nuovi casi alla popolazione a rischio all'inizio del periodo di osservazione. Il tasso di incidenza indica il numero di nuovi casi di malattia che si verificano in soggetti a rischio nell’unità di tempo. Il tasso di incidenza considerando gli individui compresi nello studio è pari a:

𝑁(𝑡) Σ𝑇𝑖

N(t)= numero di casi osservate in un intervallo di tempo ∑Ti= somma dei tempi di osservazione (periodi a rischio di sviluppare la condizione in studio) per ciascun individuo K= costante (di solito multiplo di 10). Il tasso di incidenza è una misura della frequenza della malattia nel periodo preso in esame. Se il fenomeno è costante, il tasso di incidenza nel tempo non aumenta all'aumentare della durata dell'osservazione. Il tasso di incidenza CONSIDERA l'effettivo periodo di tempo di osservazione di ciascuna persona della popolazione. il tasso di incidenza è il rapporto del numero dei nuovi casi al tempo complessivo di osservazione per tutti gli individui che sono stati osservati.

ES. Incidenza cumulativa Popolazione: 200000 abitanti Tempo: 3 anni N° casi: 300 casi di malattia R= 300:200000=0.0015=0.15% La probabilità di ammalarsi della malattia in esame in tre anni e 0,15%. ES. Tasso di incidenza Popolazione: 200000 abitanti Tempo: 3 anni N° casi: 300 casi di malattia I=300: (200000 X 3) = 50/100000 anni-persona Nell'esempio si sono osservati in media 50 casi ogni 100.000 persone per anno nel periodo di osservazione. ES. complessivo Popolazione: 200000 abitanti Tempo: 3 anni + Tempo: 3 anni N° casi: 300 casi di malattia N° casi: 300 casi di malattia R= 600:200000=0.0030=0.30% (l’incidenza cumulativa è cambiata) I= 600: (200000 x 6) = 50/100000 anni-persona (dato che il fenomeno non è cambiato, il tasso di incidenza è rimasto costante). Il tasso di attacco rappresenta una misura utilizzata per lo studio della diffusione delle malattie infettive epidemiche.

𝑁° 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑖 𝑁° 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑎𝑑 𝑢𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜

Rappresenta una incidenza cumulativa: numero malati tra i soggetti esposti. ES. Tasso di attacco Mensa scolastica 80 bambini - > intossicazione alimentare: 20 casi salmonellosi in pochi giorni T. di attacco= 20:80=0.25=25% ➢ MORTALITA’: numero di morti in una popolazione. E una misura di incidenza in quanto rappresenta i “nuovi eventi” nel periodo ➢ LETALITA’: è una misura epidemiologica che permette di esprimere il rapporto tra il numero di morti per una determinata patologia rispetto al numero dei malati della patologia. ➢ ALTRE MISURE: numero dei soggetti ricoverati in un ospedale, numero di soggetti con esenzione ticket per una data patologia, ecc.

  1. MISURE DI ASSOCIAZIONE: la misura di associazione in qualità misura di rapporto può essere o la misura del rischio relativo (RR) oppure la misura dell’ odds ratio (OR). Calcolo del rischio relativo = 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 Il rischio relativo è un numero che indica di quanto aumenta la probabilità di contrarre la malattia per chi si espone al fattore indagato. L’odds ratio non è altro che un calcolo indiretto del rischio relativo. RISCHIO INCIDENZA CUMULATIVA: calcolo diretto perché tutti i soggetti sono a rischio all'inizio dell'osservazione. TASSO DI INCIDENZA: prima si calcola il tempo-persona, assumendo generalmente che tutti i 200.000 soggetti siano rimasti in osservazione per tre anni

CLASSIFICAZIONE DEGLI STUDI DI TIPO EPIDEMIOLOGICO

Gli studi epidemiologici si suddividono in:

  1. STUDI OSSERVAZIONALI
    • Descrittivi
    • Trasversali
    • Caso controllo studi analitici
    • Di coorte
  2. STUDI SPERIMENTALI
  • Sperimentazioni cliniche
  • Sperimentazioni sul campo
  • Sperimentazioni su comunità
  1. Studi osservazionali – studi descrittivi Gli studi osservazionali di tipo descrittivo permettono una rilevazione di dati esistenti ma possono anche essere condotti con delle interviste utilizzando dei questionari. L' epidemiologia descrittiva descrive la frequenza e la distribuzione degli eventi morbosi nelle popolazioni, considerando le variazioni nello spazio, nel tempo ed in base ad altre caratteristiche (età, sesso, attività lavorativa, classe sociale, residenza, ecc..). Inoltre, l'epidemiologia descrittiva permette di fare confronti e di porre delle ipotesi su possibili fattori di rischio. Può stabilire delle correlazioni: all'aumentare del fattore di rischio aumenta la frequenza della patologia. Le correlazioni permettono di fare delle ipotesi che devono essere verificate con studi analitici L' epidemiologia descrittiva può aggiungere quindi solo alla formulazione dell’ipotesi. In sintesi, l'epidemiologia di tipo descrittiva ci permette di raccogliere informazioni sulla frequenza della patologia e sulla presenza del fattore di rischio. Queste informazioni vengono raccolte a livello di popolazione e non di individui. Studi osservazionali – studi analitici → studi trasversali, di coorte, caso controllo Gli studi di tipo osservazionale analitico hanno come obiettivo quello di investigare se vi è un’associazione tra un fattore e una malattia. Il fattore viene definito di rischio se questo in studio più aumentare il rischio di malattia. Il fattore viene definito protettivo se può diminuire il rischio. L’ epidemiologia analitica studia le associazioni (formulate dall’epidemiologia descrittiva) tra malattie e fattori di rischio e quantifica la forza di tali associazioni. Esistono tre tipologie di studi analitici: trasversali, di coorte (prospettici o retroprospettivi), caso controllo (o retrospettivi). Le informazioni sulla malattia e sull’esposizione a fattori di rischio sono raccolte a livello individuale.
  2. Studi sperimentali – sperimentazioni cliniche, sperimentazioni sul campo, sperimentazioni su comunità Come gli studi osservazionale anche gli studi sperimentali vengono classificati in base ai dati utilizzati:
  • studi su dati aggregati: trial di intervento su comunità
  • studi su dati individuali: studi randomizzati controllati e trial sul campo Gli studi di tipo sperimentale sono degli studi prospettici. Gli studi epidemiologici possono essere classificati anche in base alla cronologia dell'osservazione: studi prospettici e studi retrospettivi. Studi prospettici : valutano gli effetti di un intervento seguendo le persone coinvolte a partire dall'inizio dello studio e fino alla sua conclusione, per osservare gli esiti dell'intervento stesso. Studi retrospettivi : misurano eventi accaduti in un periodo precedente rispetto al disegno dello studio.

STUDIO DESCRITTIVO

Uno studio descrittivo si propone di descrivere un fenomeno morboso nella popolazione, quindi le caratteristiche delle persone colpite da una certa malattia, in rapporto al luogo ed al tempo in cui si è verificata. I tre aspetti fondamentali degli studi descrittivi sono:

  1. Luogo : dove si manifesta una determinata malattia
  2. Tempo : quando si manifesta
  3. Persone : residenza, età, sesso, scolarità, razza o etnia, livello socioeconomico (chi si è ammalato). Lo studio descrittivo e generalmente semplice, rapido e poco costoso: il ricercatore raccoglie, elabora e interpreta dati già disponibili, riguardanti la frequenza e la distribuzione di un determinato fenomeno (malattie) in popolazioni tra loro differenti. In genere lo studio si basa sulla raccolta e l'analisi di dati provenienti da statistiche correnti (in particolare dati di morbosità e mortalità) e da altri fonti ufficiali (censimento e anagrafe comunale). Le fonti principali degli studi descrittivi sono: dati demografici, dati di mortalità, notifica delle malattie infettive, scheda di dimissione ospedaliera, registri di patologia, banche dati sanitari, banche dati assistita, archivi dell’igiene del lavoro, archivi dell’igiene dell'ambiente. Grazie a questi dati l’epidemiologia descrittiva può applicarli per ottenere vari tipi di studi. Tra questi l'epidemiologia descrittiva ha come studi gli studi geografici , gli studi temporali e gli studi di correlazione (geografica o temporale) Gli studi geografici studiano la distribuzione geografica dei fenomeni morbosi o dei fattori di rischio, consentendo di confrontare tra loro popolazioni diverse, a livello mondiale, nazionale, regionale o di picco l'area. Si possono effettuare confronti internazionali, nazionali, regionali e locali. Gli studi temporali studiano l'andamento temporale, variazioni che si verificano nel tempo dei fenomeni morbosi o dei fattori di rischio, consentendo di confrontare tra loro eventi che si sono svolti in tempi diversi. in relazione alle diverse malattie (soprattutto malattie infettive), può essere di interesse studiare una curva epidemica, un andamento giornaliero, mensile, stagionale o annuale. le malattie croniche richiedono tempi anche molto lunghi per verificarsi, perciò l'andamento temporale si esamina in anni o decadi. L'andamento temporale di un fenomeno morboso in periodo più o meno lungo può essere dovuto 3 diversi effetti:
  4. effetto periodo di calendario : per la variazione nel tempo di fattori che aumentano diminuiscono il rischio di malattia (eventi come guerre, catastrofi naturali)
  5. effetto coorte di nascita : per il cambiamento nelle abitudini di vita di soggetti che sono nati nello stesso periodo e hanno acquisito simili abitudini di vita (fumo di tabacco, alimentazione)
  6. effetto età : per il cambiamento della struttura per età della popolazione, ad esempio un aumento di incidenza di una malattia cronica per l’invecchiamento della popolazione Gli studi di correlazione (geografica o temporale) studiano, nello stesso tempo, la distribuzione geografica all’andamento temporale di un fenomeno morboso in relazione ad un fattore in esame, consentendo di verificare ipotesi di associazione a livello di popolazione (e non individuale) utilizzando dati aggregati. In genere valutiamo l'associazione tra un solo fattore e una malattia su dati aggregati, e sono soggetti a due tipi di errore: ecologico (le associazioni a livello di gruppo non corrispondono a quelle riscontrabili a livello individuale) e confondimento (fattore contemporaneamente causa della malattia e associato allo studio). Gli studi epidemiologici descrittivi hanno quindi come obiettivo:
  • studiare la distribuzione delle malattie in rapporto a tempo, spazio e particolari caratteristiche
  • formulare ipotesi su associazioni tra malattie e fattori di rischio
  • valutare l'efficacia di interventi sanitari, valutazioni di economia sanitaria

Dagli studi cross sectional è quindi possibile stimare la prevalenza della malattia nei soggetti ma non l’incidenza. Questi studi rappresentano lo strumento più adatto allo studio della frequenza e distribuzione spaziale di condizioni frequenti a bassa letalità come: bronchite cronica, ipertensione arteriosa, tossicodipendenze, disabilità ecc… A causa della brevità del tempo di osservazione è possibile esaminare solo malattie croniche e di lunga durata. Le malattie rare o di breve durata possono no possone essere studiate con questo tipo di studio. I VANTAGGi degli studi cross sectional sono: o Durata breve o relativamente poco costosi o possono rilevare diverse variabili contemporaneamente o se il campionamento è corretto, rappresentativo, i risultati possono essere generalizzati a tutta la popolazione o Consentono di misurare la prevalenza di un fenomeno morboso o di uno o più fattori di rischio o consentono di studiare associazioni tra fattori di rischio, tra malattie e tra fattori di rischio e malattie o se ripetuti nel tempo con le stesse modalità forniscono informazioni sull’andamento temporale dei fenomeni in studio Gli SVANTAGGI legati agli studi cross sectional sono: o Non utilizzabili per fenomeni molto rari o di breve durata o i dati relativi a disposizione pregresse possono essere poco precisi o Non consentono di misurare l'incidenza delle malattie ❖ studio di coorte : negli studi di coorte noi avremo a disposizione due gruppi: ➢ gruppi di individui esposti al fattore (di rischio) oggetto del nostro studio ➢ gruppi di individui non esposti al fattore di rischio oggetto del nostro studio Entrambi i gruppi vengono valutati all’interno dello studio di coorte ed osservati per valutare l'incidenza di malattie all'interno dei gruppi stessi. Se l'incidenza risulterà significativamente maggiore nel gruppo degli esposti ne consegue che tale aumento è dovuto all'esposizione al fattore di rischio. Tale affermazione non può esistere se non supportata , da una dimostrazione di tipo numerico, e quindi ecco che necessariamente dovremo applicare una misura di tipo epidemiologico (una scienza quantitativa). Dovremo fare riferimento alle misure di associazione. La misura di associazione che permetterà di stabilire se effettivamente l’esposizione al fattore di rischio ha permesso un numero maggiore di insorgenze di malattie è il rischio relativo. Solo attraverso la misura del rischio relativo, ovvero il rischio di sviluppare una malattia in presenza di un determinato fattore di rischio, possiamo determinare se esiste un’associazione tra il fattore di rischio e la patologia in esame. Calcolo del rischio relativo = 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑝𝑜𝑠𝑡𝑖 ▪ Se l’RR=1 allora l'incidenza della malattia è uguale negli esposti e non esposti (il fattore studiato non influenza il rischio di contrarre la malattia) ▪ Se l’RR>1 il fattore aumenta il rischio di insorgenza della malattia→ fattore di rischio ▪ Se l’RR<1 il fattore protegge dal rischio di insorgenza della malattia → fattore protettivo. Gli studi di coorte risultano avere la stessa direzionalità del tempo Gli studi di coorte possono essere: + prospettici : valutano gli effetti di un intervento seguendo le persone coinvolte a partire dall'inizio dello studio fino alla sua conclusione, per osservare gli esiti dell'intervento stesso. + retroprospettivi: misurano eventi accaduti in un periodo precedente rispetto al disegno dello studio. Gli studi di coorte permettono di calcolare anche misure di impatto.

I VANTAGGI dello studio di coorte sono: o Conservazione della corretta relazione temporale tra esposizione e malattia o in genere una buona qualità della rilevazione dell’esposizione della malattia o Possibilità di esaminare più fattori di rischio e più malattie nello stesso studio o possibilità di effettuare studi caso-controllo interni allo studio di coorte o studi caso-coorte Gli SVANTAGGI dello studio di coorte sono: o Necessità di arruolare un numero elevato di soggetti o lunga durata, disegno complesso e costoso o non indicato per malattie rare nella coorte in esame ❖ studio caso-controllo : questo tipo di studio è uno studio retrospettivo perché all’inizio ho a disposizione le informazioni relative alla patologia e contestualmente cercherò tutte le informazioni relative all’esposizione (abbiamo informazioni già disponibili all’inizio dello studio). Gli studi caso-controllo risultano avere direzionalità opposta rispetto al tempo. (siccome lo studio è retroprospettivo). Si parte dalla presenza ( casi: soggetti con malattia) o assenza ( controlli: soggetti con le stesse caratteristiche dei casi ma senza malattia) della malattia e si valuta retrospettivamente la precedente esposizione al fattore di rischio, sia nei casi che nei controlli. In questo tipo di studio, l'epidemiologo seleziona i casi e i controlli ed esamina i dati esistenti e le informazioni raccolte attraverso questionari; successivamente determina se nel passato, prima dell’insorgenza della malattia i soggetti appartenenti a questa tipologia di studio erano stati esposti o meno al fattore di rischio. Gli studi caso-controllo valutano l'associazione tra uno più fattori di rischio e una determinata malattia rilevando l'esposizione al fattore studio in soggetti malati e non malati. In questa tipologia di studio non si calcola né l’incidenza né la prevalenza. Essendo lo studio caso-controllo uno studio appartenente agli studi osservazionali di tipo analitico, dobbiamo applicare delle misure di associazione per determinarne la validità. La misura di associazione degli studi caso-controllo e l'Odds ratio (OR). Tipico disegno retroprospettivo:

1. Si formulano ipotesi associazioni tra esposizione pregressi e la malattia in studio 2. Si definisce la base dello studio ovvero la popolazione da cui vengono selezionati i soggetti inclusi nella ricerca 3. Si selezionano dalla base dello studio due gruppi di soggetti: un gruppo con la malattia in studio (casi) e un gruppo senza (controlli). 4. Si valuta quindi la presenza del sospetto fattore di rischio (esposizione) nei due gruppi. 5. si calcola l’Odds ratio quale misura di associazione tra esposizione e malattia, considerando le altre variabili associate alla malattia (confondenti). SCELTA DEI CASI – CRITERI DI INCLUSIONE→Definizione precisa della malattia e relativi criteri diagnostici. Solitamente inclusione di soggetti con diagnosi clinica di certezza della malattia in base agli esami effettuati. ❖ Residenza ❖ Età ❖ Genere ❖ Etnia I casi li posso reclutare in due ambiti definiti: casi di popolazione (soggetti della popolazione comune) e casi ospedalieri (soggetti ricoverati per una determinata patologia)