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Igiene - Fondamenti -, Appunti di Scienze Motorie

Questo documento contiene i miei appunti per l'esame di igiene per il 1° anno magistrale di Scienze e tecniche dello Sport

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 26/12/2020

leotimo96
leotimo96 🇮🇹

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IGIENE
1° anno
Magistrale
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IGIENE

1° anno

Magistrale

Malattie infettive

Le malattie infettive sono agenti microbici (batteri – funghi) che entrano in contatto con l’individuo. Periodo di incubazione: Tempo che intercorre tra il contatto con l’agente patogeno e la comparsa dei sintomi Infezione: agenti microbici che si riproducono nell’organismo. L’infezione può essere asintomatica (latente) o una malattia. Modalità di trasmissione:

  • Contagio diretto (dalla sorgente): aerea – sessuale – contatto interumano
  • Contagio indiretto (mediato da vettori ): animati – inanimati Principali vie di contagio:
  1. Aerea à gocce
  2. Oro-fecale à infezioni gastroenteriche
  3. Parentale à scambio di liquidi corporei
  4. Transplacentare à microorganismi che passano la placenta e passano dalla mamma al figlio Prevenzione: Che attività vengono fatte?
  • Sorveglianza epidemiologica
  • Programmare e valutare l’efficacia dei servizi addetti alla prestazione (comunicazione tra scuola – ATS – ASL – ecc..)
  • Prevenzione comportamentale (Precauzioni universali) sono la prevenzione migliore. La catena epidemiologica infatti può essere interrotta da attività di prevenzione generali.

Vaccini più nuovi:

  • Pneumococco (la malattia influenzale che causa + morti a livello globale)
  • Meningococco
  • Antinfluenzale
  • Papilloma umano (HPV)
  • Rotavirus
  • Epatite A
  • Herpes zoster Vaccinazioni del 1° anno di vita:
  • DTP alfa
  • IPV
  • Epatite B
  • Hib
  • Pneumococco Tetano: Causato dal Clostridium Tetani (asfalto, terriccio, intestino animale). In italia causa 100 morti ogni anno. Il contagio avviene per morsi di animali e ustioni/abrasioni. Se il batterio penetra (ferita profonda) può proliferare e produrre la tossina tetanica causando paralisi muscolare, 1 caso su 10 è letale per paralisi muscolare respiratoria ed arresto cardiaco. Periodo di incubazione: 10 giorni Protezione à^ Vaccino (iniettando la tossina disattivata), ci protegge per 10 anni. Il ciclo di base comprende 3 dosi da bambino + 1 dose ogni 10 anni. La vaccinazione è obbligatoria per i lavoratori + esposti (es: allevatori) e per gli sportivi. Congiuntiviti: infiammazione della membrana esterna dell’occhio (soprattutto nuotatori) Otiti esterne: infiammazione dell’orecchio esterno (soprattutto nuotatori). Il prolungato contatto con l’acqua può diventare terreno fertile per batteri sull’orecchio.

Piede d’atleta (Dermatofitosi): Micosi legata alla crescita di funghi (sudorazione per umidità plantare). Si trasmette da persona a persona nelle docce e negli ambienti umidi. 4 tipi:

  • Ipercheratosica
  • Intertriginosa
  • Ulcerativa
  • Vescico bollosa Per prevenire à igiene, cambio di calze/scarpe, ecc.. Tinea cruris: infezione micotica della zona inguinale. Onimicosi: micosi di unghie/piedi/mani Candidosi cutanea: infezione cutanea causata da candida (malattia causata da funghi) Le micosi, in generale, sono infezioni causate da funghi.

Soggetti del sistema di prevenzione aziendale: + l’azienda è grossa e + ci saranno soggetti.

1. Datore di lavoro: è il titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ed esercita i poteri decisionali e di spesa. Nomina RSPP ed il MC, informa i lavoratori sui rischi, fornisce i DPI, designa i lavoratori incaricati alla prevenzione e lotta antincendio ed evacuazione, organizza l’attività d’impresa con l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori. 2. Dirigente: Attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa. 3. Preposto: Vigila sull’attività lavorativa (rispetto delle leggi, utilizzo dei DPI, segnalazione di malfunzionamento di attrezzature, ecc..) controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. 4. Lavoratore: Svolge l’attività lavorativa alle dipendenze di un lavoratore pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere/arte/professione. Deve prendersi cura della propria salute (usare i DPI, fare la visita medica) e lavorare in sicurezza (segnalare malfunzionamenti e qualsiasi situazione di pericolo) 5. RSPP: Designato dal datore di lavoro, ha una funzione consultiva e propositiva in merito a rilevare i fattori di rischio e addestrare il personale alle misure preventive. 6. RLS: Eletti per rappresentare i lavoratori sugli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Ha svariati compiti e partecipa alla riunione periodica annua. 7. Medico competente: Svolge un’attività di sorveglianza sanitaria dei lavoratori à Visita medica. Svolge una visita individuale ai lavoratori in base alla loro mansione e quindi ai loro diversi rischi. Valuta poi i rischi aziendali (specie quelli sanitari). Mappatura casi emergenza à Procedure sulle principali emergenze che possono presentarsi:

  • Blackout elettrico
  • Blocco di impianti elevatori (ascensori)
  • Interruzione di ossigeno terapeutico
  • Interruzione di alimentazione idrica
  • Interruzione di comunicazioni (telefono/internet/ecc..) Per ogni emergenza sono state definite le norme comportamentali alle quali il personale si deve attenere. Procedure antincendio: Deve esserci un piano di emergenza ed evacuazione in ogni struttura che definisce le azioni prioritarie da eseguire. Il rischio incendio è una delle emergenze più rare ma più significative. Piano di emergenza:
  • Squadra antincendio: Coordinatore, Vicecoordinatore ed addetti alle emergenze
  • Squadra 1° soccorso

Sicurezza in impianti sportivi

Società ed associazioni sportive sono soggette al D.Lgs 81 La specificità di chi opera e/o pratica attività sportive in questi luoghi è di 3 diversi ruoli:

  1. Proprietario della struttura: Deve garantire al gestore i documenti di conformità legislativa della struttura e dovrà renderla disponibile.
  2. Gestore: Deve garantire il rispetto della sicurezza sia in termini di esercizio dell’impianto sportivo che di tutela e salute nei luoghi di lavoro.
  3. Utilizzatore: deve individuare e valutare i rischi Valutazione del rischio à Consente al datore di lavoro di adottare i provvedimenti contro i rischi dei lavoratori.
  • Individuazione dell’attività
  • Identificazione dei rischi Obblighi che devono essere assolti da società ed associazioni sportive Bisogna individuare il “Datore di lavoro” à Presedente o responsabile Designare il RSPP Individuare i lavoratori delle attività sportive Eleggere il RLS Individuare i soggetti con il compito di primo soccorso e gestione emergenze Aggiornamento, formazione ed addestramento degli operatori addetti alle attività sportive Rischi specifici: Palestre
  • Microclima
  • Biologico à^ Diffusione di microorganismi patogeni
  • Movimentazione manuale dei carichi (allestimento, ecc..)
  • Gestionale (regolamento flusso di fruitori della palestra, scarsa vigilanza su sanificazione ed igienizzazione) Piscine
  • Microclima
  • Chimico à clorazione, ecc..
  • Biologico à microorganismi trasmessi in acqua

Piscine

Atto d’intesa, accordo stato-regioni (2003) che ha disciplinato gli aspetti igienico-sanitari delle piscine. Normativa nazionale che ha delegato alle singole regioni il recepimento di questa norma. Lombardia: Nel 2006 si è regolata nuovamente la normativa per la costruzione delle piscine, che indica quali caratteristiche deve avere un impianto natatorio, la manutenzione, organizzazione e gestione.

  • Classificazione delle piscine: Vasca per nuoto adulti, per bambini, per parchi acquatici.
  • Fruizione del centro natatorio: aperti al pubblico, privati, acqua termale Piscina: è un complesso attrezzato per la balneazione che comporti la presenza di 1 o + bacini artificiali utilizzati per attività ricreative, formative, sportive e terapeutiche svolte nell’acqua contenuta in quei bacini. Classificazione delle piscine:
  1. Piscine pubbliche
  2. Piscine turistico-ricettive (alberghi, camping, ecc..)
  3. Piscine condominiali Caratteristiche strutturali ed ambientali:
  4. Piscine scoperte
  5. Piscine coperte
  6. Piscine miste
  7. Piscine convertibili In base alla loro utilizzazione:
  8. Vasche per nuotatori
  9. Per tuffi ed attività subacquee
  10. Ricreative (idonee per il gioco e la balneazione)
  11. Per bambini
  12. Polifunzionali (caratteristiche adattabili ai diversi utilizzi per attività che possono svolgersi contemporaneamente o adattate da un’attività all’altra)
  13. Ricreative attrezzate (parchi acquatici con scivoli, onde artificiali, ecc..)
  14. Per usi riabilitativi
  15. Per usi curativi e termali

Organizzazione funzionale della piscina:

  1. Sezione attività natatorie e di balneazione
  2. Servizi di supporto
  3. Impianti tecnici
  4. Pubblico
  5. Impianti ausiliari Le parti principali sono relative alle attività natatorie. Le vasche devono avere spazi perimetrali attorno a loro. 1) Zona di balneazione: è l’elemento fondamentale del complesso natatorio, oltre a prevedere requisiti igienici e di sicurezza, deve prevedere:
  • Specchio d’acqua minimo 2,50 m3 a persona e volume di 3 m3 a persona.
  • Caratteristiche costruttive con materiali impermeabili per il fondo e le pareti della vasca.
  • Le pareti e il fondo devono poi essere ricoperti con materiali antisdrucciolevoli chiari
  • Le pareti delle testate devono essere profonde almeno 80 cm
  • La banchina che circonda il perimetro della piscina deve essere di materiale antisdrucciolevole e larga almeno 1,50 m
  • Devono esserci parchi sosta à Servizi di supporto citati dopo. Tuffi: Le piattaforme per il tuffo (5 e 10 m) devono essere rigide, lunghe almeno 5 m, larghe almeno 2 e recintate su 3 lati! Devono avere una scaletta d’accesso. Le profondità minime per le zone di lancio sono 3,50 m per i trampolini e 5 m per le piattaforme. 2) Servizi di supporto:
  • Reception
  • Deposito abiti
  • Spogliatoi
  • Servizi igienici, 1 doccia ogni 30 m2 di vasche servite, il requisito minimo è 2 docce M e 2 docce F
  • Primo soccorso I servizi igienici e di supporto devono essere proporzionati alla dimensione della struttura ed al numero di fruitori di essa. Nell’impianto ci dev’essere la separazione tra la zona di pre-balneazione (zona dei piedi sporchi) e la zona di balneazione. Ci

Obblighi del gestore:

  • Valutazione dei rischi
  • Verifica dell’acqua
  • Organizzazione del personale di assistenza bagnanti
  • Obbligatorio esporre il regolamento, obbligo delle ciabatte, ecc..
  • Redigere il PIANO SORVEGLIANZA BAGNANTI Requisiti igienico-ambientali delle acque: si riferiscono alle caratteristiche delle acque. Distinzioni tra i vari tipi di acqua:
  • Acqua di approvvigionamento: Arriva dall’acquedotto. Utilizzata per l’alimentazione delle vasche (riempimento e reintegro) e quella destinata agli spogliatoi. Deve possedere i requisiti di potabilità.
  • Acqua di immissione: Passa per dei filtri. Acqua di ricircolo che viene trattata e reintegrata. Deve possedere requisiti specifici (contenuti del decreto).
  • Acqua contenuta in vasca: Presente in vasca. I requisiti di qualità dell’acqua in vasca devono essere garantiti in qualsiasi punto. L’acqua delle vasche deve essere rinnovata almeno 1 volta all’anno e comunque ad ogni riapertura. Sostanze utilizzate per il trattamento dell’acqua di immissione:
  1. Disinfettanti (a base di cloro, sodio e calcio)
  2. Flocculanti
  3. Correttori di ph Requisiti termoigrometrici e di ventilazione: La temperatura dell’aria non dovrà essere inferiore a quella dell’acqua in vasca. L’umidità relativa dell’aria non deve superare il 70%. La velocità dell’aria non deve superare gli 0,10m/s e ci dovrà essere un ricambio d’aria di 20 m3/h per metro quadro di vasca. Requisiti illuminotecnici: Il livello illuminante sulla superficie dell’acqua non deve essere inferiore a 150 lux. Requisiti acustici: Nelle piscine coperte il tempo di riverberazione non deve essere superiore a 1,6 secondi.

Infezioni in piscina Batteri, virus e parassiti nell’acqua: Piscine, fontane, ecc.. possono ospitare patogeni. I metodi comuni di prevenzione e disinfezione (es: cloro) non eliminano del tutto il problema. Ci sono infatti patogeni particolarmente resistenti. Nelle piscine la fonte di contaminazione più frequente sono gli utenti stessi. La causa principale di infezione in piscina è il contatto cutaneo e l’ingestione di acqua infetta. Le infezioni + comuni in piscina sono enteriche e per contatto. Le infezioni enteriche (ingestione di acqua) provocano più spesso diarrea, il patogeno che + frequentemente la causa è il Criptosporidosi che colpisce i rivestimenti epiteliali del tratto gastro-intestinale (porta a diarrea acquosa). Un altro patogeno è la Giardiasi , + tipica nei bambini. Le infezioni per contatto possono avvenire per secrezioni nasali, orofaringee oppure squame di peli e capelli presenti in acqua. I virus più frequenti sono Adenovirus e il Papilloma virus. I batteri più frequenti sono lo Pseudomonas e lo Stafilococco. Anche l’uso di disinfettanti può essere causa di problemi. Quelli a base di cloro possono formare composti che, se inalati, possono causare allergie. Prevenzione per gli utenti: Igiene personale prima di entrare in acqua. Utilizzare la cuffia, e passare nei percorsi obbligati per ridurre la diffusione di patogeni. Operatori: Trattamento con cloro, i tempi di inattivazione dei vari virus cambiano, è quindi importante continuamente monitorare l’acqua – temperatura – ph – cloro. 5 messaggi preventivi dell’Associazione Medici Americana per proteggersi quando si fa nuoto:

  • Non nuotare se si ha la diarrea (anche le 2 settimane dopo esser guariti)
  • Non bere l’acqua della piscina
  • Tenere le orecchie il più asciutto possibile
  • Non nuotare con ferite aperte

Impianti Sportivi

La realizzazione di impianti sportivi è soggetta alle norme che regolano le costruzioni edilizie in generale (norme urbanistiche tecniche per le costruzioni e di sicurezza) ed a norme specifiche stabilite dagli enti sportivi (coni e federazione sportive) per quanto riguarda campi di gara, attrezzature e servizi. Il progettista deve garantire rispetto di tutte le norme per ottenere le autorizzazioni e le omologazioni. Per la costruzione le norme nello specifico sono il DM del 96 (norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi) e le Norme CONI per l’impiantistica, regolamenti delle federazioni sportive. Spazio di attività sportiva Spazio conformato in modo da consentire la pratica di una o più attività sportive. Gli spazi possono essere monovalenti (1 attività), polivalenti (+ attività), più spazi di attività sportiva contigui invece costituiscono uno spazio sportivo polifunzionale. Impianto sportivo Insieme di uno o più spazi di attività sportiva che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposti allo svolgimento di manifestazioni sportive. Norme del CONI Individuazione dei livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione dei nuovi impianti. Devono essere conformi alle norme di legge generali e ai regolamenti delle federazioni. Sono soggetti a queste norme tutti gli impianti destinate alla pratica di discipline regolamentate dalle federazioni sportive nazionali. Caratteristiche degli impianti Gli impianti dovranno essere conformi:

  • Alle leggi della progettazione
  • Ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali
  • Alle condizioni di igiene e sicurezza
  • Devono avere le seguenti parti funzionali: § Spazi per l’attività sportiva § Servizi di supporto (spogliatoi, deposito attrezzi, pronto soccorso, ecc..) § Impianti tecnici (idrosanitario, riscaldamento, ventilazione, illuminazione, emergenza, ecc..) § Spazi per il pubblico (posto spettatori, servizi igienici, parcheggi, ecc..) Gli impianti di nuova realizzazione e già esistenti devono essere realizzati in modo da consentirne l’uso da parte dei disabili.

Impianti di esercizio Si definiscono impianti di esercizio gli impianti non destinati ad attività agonistiche. Le norme generali rimangono uguali ma potranno subire degli adattamenti. L’impianto dovrà essere integrato nell’ambiente. Le modalità di accesso devono essere valutate con attenzione, così come le vie di esodo da parte delle diverse categorie. Spazi e attività sportive Condizioni di sicurezza rispettate, garantire l’utilizzo ai disabili consentendo un accesso agevole evitando collegamenti lunghi e con dislivelli. Pavimentazione Indica la scelta della pavimentazione in base al tipo di attività sportiva. Per gli impianti polivalenti si cercherà la compatibilità in relazione alla prevalenza dell’utilizzazione. Altezza L’altezza media dei locali di servizio non dovrà essere inferiore ai 2,70m ed in nessun punto inferiore a 2,20m. Infortuni e sport Per tutti gli sportivi c’è l’obbligo di sottoporsi a specifici accertamenti medici, riducendo drasticamente l’incidenza di eventi fatali durante la pratica sportiva. Permette di conoscere meglio i rischi in particolare di tipo cardiovascolare, potenzialmente causa di morti improvvise. La lotta al doping è inoltre un altro passo nella prevenzione dei danni allo sport. La prevenzione in generale non è legata solo all’attività medica ma anche dalle persone che ruotano attorno allo sportivo che hanno un ruolo determinante nel ridurre al minimo i fattori di rischio infortunistico. L’attività fisica regolare è uno dei principali fattori protettivi per le malattie cardiovascolari. Sono sempre più le persone che dopo i 40 anni proseguono con l’attività sportiva, anche a livello agonistico, oppure addirittura la iniziano dopo quell’età. Su 100.000 tesserati si parla di 290 infortuni, di questi il 10% è causa di invalidità permanente. L’incidenza maggiore è per soggetti di età inferiore ai 25 anni, ma in sport come jogging o ciclismo l’incidenza è su fasce d’età più elevate. I traumi cranici sono al primo posto con 57,8 casi su 10.000 tesserati. Le morti da sport dovute a cause organiche di sono sensibilmente ridotte grazie ai controlli con la visita medico-sportiva.

Malattie croniche: un allarme mondiale

Nel nostro SS il 70% delle spese viene utilizzato per le malattie croniche (specie anziani). Questo perché circa l’80% (40 milioni nel mondo) dei decessi sono dati da à malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche e diabete Questo trend è destinato a salire a 52 milioni entro il 2030. Queste 4 malattie croniche (MCNT) sono sia cause di morte che di ricovero ospedaliero. Livelli di prevenzione:

1. Agisco sulla popolazione sana, per prevenire le malattie (alimentazione, attività fisica, vaccini) 2. Intervento precoce in cui si sono già sviluppate certe condizioni di rischio (campagne di screening es: in donne in una certa fascia d’età à mammografia, PAP test) 3. Su patologia già instaurata cerco di limitare i danni della patologia e garantire il più alto tenore di vita possibile alla persona. Conseguenze:

  • Comorbosità (+ malattie insieme) + frequente con il progredire dell’età
  • Aumento della disabilità legata a MCNT Avendo pluripatologie servono + figure professionali nella cura della persona. Cause dell’MCNT:
  • Fattori sociali ed economico-culturali
  • Fattori di rischio (importanti perché modificabili) à alimentazione, attività fisica, fumo
  • Fattori non modificabili à età, fattori ereditari
  • Fattori di rischio intermedi (iperlipidemia, sovrappeso, ecc..) Inattività fisica: è uno dei principali fattori di rischio modificabili. Si è stimato che circa 3, milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’attività fisica. L’OMS raccomanda almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana per ridurre i MCNT.

Action plan OMS globale: Piano di azione globale sull’attività fisica, con target 2030, viene chiamato “more active people for a helthier world”. L’obiettivo è dare priorità agli investimenti politici per l’attività fisica come aspetto normale della vita quotidiana. L’obiettivo è creare società, ambienti attivi, persone attive e sistemi attivi. Strategia Europea OMS per attività fisica: Obiettivo al 2025 à ridurre del 10% l’inattività fisica. Questo obiettivo primario contribuirà alla realizzazione di altri obiettivi quali la riduzione della mortalità precoce, dell’ipertensione e fermare l’aumento del diabete e dell’obesità. La situazione mondiale: In certi paesi l’inattività fisica raggiunge il 70% (cambiamento sociale, con l’innovazione tecnologica). 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’OMS. In Italia: Gli operatori sanitari prestano poca attenzione all’attività fisica, consigliano poco l’attività fisica ma più altre cose nel combattere le malattie croniche. Strategia à Piano nazionale della prevenzione (condiviso con regioni e servizi sanitari locali) per promuovere uno stile di vita sano.

  • Alimentazione
  • Attività fisica
  • Alcol
  • Tabacco Obiettivi del piano della prevenzione: aumentare la prevalenza di soggetti adulti ed ultra64enni attivi. Sviluppare programmi per promuovere e diffondere la pratica dell’esercizio fisico, anche attraverso la prescrizione. Azioni: mirate agli ambienti di scuola, lavoro, comunità. Indicatori centrali: prevalenza di soggetti fisicamente attivi Il cittadino deve guadagnare consapevolezza e bisogna creare i contesti favorevoli à modificare in modo salutare l’ambiente in cui si vive. Dal punto di vista normativo è un LEA.