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Questo documento contiene i miei appunti per l'esame di igiene per il 1° anno magistrale di Scienze e tecniche dello Sport
Tipologia: Appunti
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Le malattie infettive sono agenti microbici (batteri – funghi) che entrano in contatto con l’individuo. Periodo di incubazione: Tempo che intercorre tra il contatto con l’agente patogeno e la comparsa dei sintomi Infezione: agenti microbici che si riproducono nell’organismo. L’infezione può essere asintomatica (latente) o una malattia. Modalità di trasmissione:
Vaccini più nuovi:
Piede d’atleta (Dermatofitosi): Micosi legata alla crescita di funghi (sudorazione per umidità plantare). Si trasmette da persona a persona nelle docce e negli ambienti umidi. 4 tipi:
Soggetti del sistema di prevenzione aziendale: + l’azienda è grossa e + ci saranno soggetti.
1. Datore di lavoro: è il titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore ed esercita i poteri decisionali e di spesa. Nomina RSPP ed il MC, informa i lavoratori sui rischi, fornisce i DPI, designa i lavoratori incaricati alla prevenzione e lotta antincendio ed evacuazione, organizza l’attività d’impresa con l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori. 2. Dirigente: Attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa. 3. Preposto: Vigila sull’attività lavorativa (rispetto delle leggi, utilizzo dei DPI, segnalazione di malfunzionamento di attrezzature, ecc..) controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori. 4. Lavoratore: Svolge l’attività lavorativa alle dipendenze di un lavoratore pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere/arte/professione. Deve prendersi cura della propria salute (usare i DPI, fare la visita medica) e lavorare in sicurezza (segnalare malfunzionamenti e qualsiasi situazione di pericolo) 5. RSPP: Designato dal datore di lavoro, ha una funzione consultiva e propositiva in merito a rilevare i fattori di rischio e addestrare il personale alle misure preventive. 6. RLS: Eletti per rappresentare i lavoratori sugli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Ha svariati compiti e partecipa alla riunione periodica annua. 7. Medico competente: Svolge un’attività di sorveglianza sanitaria dei lavoratori à Visita medica. Svolge una visita individuale ai lavoratori in base alla loro mansione e quindi ai loro diversi rischi. Valuta poi i rischi aziendali (specie quelli sanitari). Mappatura casi emergenza à Procedure sulle principali emergenze che possono presentarsi:
Società ed associazioni sportive sono soggette al D.Lgs 81 La specificità di chi opera e/o pratica attività sportive in questi luoghi è di 3 diversi ruoli:
Atto d’intesa, accordo stato-regioni (2003) che ha disciplinato gli aspetti igienico-sanitari delle piscine. Normativa nazionale che ha delegato alle singole regioni il recepimento di questa norma. Lombardia: Nel 2006 si è regolata nuovamente la normativa per la costruzione delle piscine, che indica quali caratteristiche deve avere un impianto natatorio, la manutenzione, organizzazione e gestione.
Organizzazione funzionale della piscina:
Obblighi del gestore:
Infezioni in piscina Batteri, virus e parassiti nell’acqua: Piscine, fontane, ecc.. possono ospitare patogeni. I metodi comuni di prevenzione e disinfezione (es: cloro) non eliminano del tutto il problema. Ci sono infatti patogeni particolarmente resistenti. Nelle piscine la fonte di contaminazione più frequente sono gli utenti stessi. La causa principale di infezione in piscina è il contatto cutaneo e l’ingestione di acqua infetta. Le infezioni + comuni in piscina sono enteriche e per contatto. Le infezioni enteriche (ingestione di acqua) provocano più spesso diarrea, il patogeno che + frequentemente la causa è il Criptosporidosi che colpisce i rivestimenti epiteliali del tratto gastro-intestinale (porta a diarrea acquosa). Un altro patogeno è la Giardiasi , + tipica nei bambini. Le infezioni per contatto possono avvenire per secrezioni nasali, orofaringee oppure squame di peli e capelli presenti in acqua. I virus più frequenti sono Adenovirus e il Papilloma virus. I batteri più frequenti sono lo Pseudomonas e lo Stafilococco. Anche l’uso di disinfettanti può essere causa di problemi. Quelli a base di cloro possono formare composti che, se inalati, possono causare allergie. Prevenzione per gli utenti: Igiene personale prima di entrare in acqua. Utilizzare la cuffia, e passare nei percorsi obbligati per ridurre la diffusione di patogeni. Operatori: Trattamento con cloro, i tempi di inattivazione dei vari virus cambiano, è quindi importante continuamente monitorare l’acqua – temperatura – ph – cloro. 5 messaggi preventivi dell’Associazione Medici Americana per proteggersi quando si fa nuoto:
La realizzazione di impianti sportivi è soggetta alle norme che regolano le costruzioni edilizie in generale (norme urbanistiche tecniche per le costruzioni e di sicurezza) ed a norme specifiche stabilite dagli enti sportivi (coni e federazione sportive) per quanto riguarda campi di gara, attrezzature e servizi. Il progettista deve garantire rispetto di tutte le norme per ottenere le autorizzazioni e le omologazioni. Per la costruzione le norme nello specifico sono il DM del 96 (norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi) e le Norme CONI per l’impiantistica, regolamenti delle federazioni sportive. Spazio di attività sportiva Spazio conformato in modo da consentire la pratica di una o più attività sportive. Gli spazi possono essere monovalenti (1 attività), polivalenti (+ attività), più spazi di attività sportiva contigui invece costituiscono uno spazio sportivo polifunzionale. Impianto sportivo Insieme di uno o più spazi di attività sportiva che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposti allo svolgimento di manifestazioni sportive. Norme del CONI Individuazione dei livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione dei nuovi impianti. Devono essere conformi alle norme di legge generali e ai regolamenti delle federazioni. Sono soggetti a queste norme tutti gli impianti destinate alla pratica di discipline regolamentate dalle federazioni sportive nazionali. Caratteristiche degli impianti Gli impianti dovranno essere conformi:
Impianti di esercizio Si definiscono impianti di esercizio gli impianti non destinati ad attività agonistiche. Le norme generali rimangono uguali ma potranno subire degli adattamenti. L’impianto dovrà essere integrato nell’ambiente. Le modalità di accesso devono essere valutate con attenzione, così come le vie di esodo da parte delle diverse categorie. Spazi e attività sportive Condizioni di sicurezza rispettate, garantire l’utilizzo ai disabili consentendo un accesso agevole evitando collegamenti lunghi e con dislivelli. Pavimentazione Indica la scelta della pavimentazione in base al tipo di attività sportiva. Per gli impianti polivalenti si cercherà la compatibilità in relazione alla prevalenza dell’utilizzazione. Altezza L’altezza media dei locali di servizio non dovrà essere inferiore ai 2,70m ed in nessun punto inferiore a 2,20m. Infortuni e sport Per tutti gli sportivi c’è l’obbligo di sottoporsi a specifici accertamenti medici, riducendo drasticamente l’incidenza di eventi fatali durante la pratica sportiva. Permette di conoscere meglio i rischi in particolare di tipo cardiovascolare, potenzialmente causa di morti improvvise. La lotta al doping è inoltre un altro passo nella prevenzione dei danni allo sport. La prevenzione in generale non è legata solo all’attività medica ma anche dalle persone che ruotano attorno allo sportivo che hanno un ruolo determinante nel ridurre al minimo i fattori di rischio infortunistico. L’attività fisica regolare è uno dei principali fattori protettivi per le malattie cardiovascolari. Sono sempre più le persone che dopo i 40 anni proseguono con l’attività sportiva, anche a livello agonistico, oppure addirittura la iniziano dopo quell’età. Su 100.000 tesserati si parla di 290 infortuni, di questi il 10% è causa di invalidità permanente. L’incidenza maggiore è per soggetti di età inferiore ai 25 anni, ma in sport come jogging o ciclismo l’incidenza è su fasce d’età più elevate. I traumi cranici sono al primo posto con 57,8 casi su 10.000 tesserati. Le morti da sport dovute a cause organiche di sono sensibilmente ridotte grazie ai controlli con la visita medico-sportiva.
Nel nostro SS il 70% delle spese viene utilizzato per le malattie croniche (specie anziani). Questo perché circa l’80% (40 milioni nel mondo) dei decessi sono dati da à malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche e diabete Questo trend è destinato a salire a 52 milioni entro il 2030. Queste 4 malattie croniche (MCNT) sono sia cause di morte che di ricovero ospedaliero. Livelli di prevenzione:
1. Agisco sulla popolazione sana, per prevenire le malattie (alimentazione, attività fisica, vaccini) 2. Intervento precoce in cui si sono già sviluppate certe condizioni di rischio (campagne di screening es: in donne in una certa fascia d’età à mammografia, PAP test) 3. Su patologia già instaurata cerco di limitare i danni della patologia e garantire il più alto tenore di vita possibile alla persona. Conseguenze:
Action plan OMS globale: Piano di azione globale sull’attività fisica, con target 2030, viene chiamato “more active people for a helthier world”. L’obiettivo è dare priorità agli investimenti politici per l’attività fisica come aspetto normale della vita quotidiana. L’obiettivo è creare società, ambienti attivi, persone attive e sistemi attivi. Strategia Europea OMS per attività fisica: Obiettivo al 2025 à ridurre del 10% l’inattività fisica. Questo obiettivo primario contribuirà alla realizzazione di altri obiettivi quali la riduzione della mortalità precoce, dell’ipertensione e fermare l’aumento del diabete e dell’obesità. La situazione mondiale: In certi paesi l’inattività fisica raggiunge il 70% (cambiamento sociale, con l’innovazione tecnologica). 1 adulto su 4 e 3 adolescenti su 4 non svolgono attività fisica secondo le raccomandazioni dell’OMS. In Italia: Gli operatori sanitari prestano poca attenzione all’attività fisica, consigliano poco l’attività fisica ma più altre cose nel combattere le malattie croniche. Strategia à Piano nazionale della prevenzione (condiviso con regioni e servizi sanitari locali) per promuovere uno stile di vita sano.