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G1. INTRODUZIONE ALL’INFORMATICA MEMEX Quello di Bush era un progetto davvero molto ambizioso, teso a rivoluzionare completamente i concetti di elaborazione, creazione e rappresentazione dell'informazione. L'idea che stava alla base del Memex era quella di un enorme sistema di archiviazione di dati utilizzato a scopi personali. Il macchinario era descritto come una scrivania dotata di schermi traslucidi, una tastiera, un set di bottoni e delle leve. LA MACCHINA DI TURING La macchina di Turing ha rappresentato il modello formale dal quale è nato, negli anni ‘40, il calcolatore così come lo conosciamo oggi. È una macchina astratta (cioè mai costruita realmente) in grado di svolgere in teoria qualunque elaborazione la cui esecuzione possa essere automatizzata. Fu ideata nel 1936 da Alan Turing, un matematico, logico e crittanalista. Turing era partito dal tentativo di risolvere un problema di teoria della calcolabilità: il problema della decisione. Quest'ultimo era uno dei 23 problemi presentati da David Hilbert a Parigi nel 1900, durante il Congresso Internazionale dei matematici. La questione che poneva Hilbert era se potesse esistere un algoritmo in grado di rispondere (i.e. decidere) circa la veridicità o la falsità di qualsiasi enunciato matematico. Dunque Turing nel tentativo di risolvere il 1 1 problema della decisione inventò il dispositivo astratto più "potente" che fosse mai stato immaginato. La macchina si basa su componenti fisiche (hardware) e programmi (software) ed esiste solo come integrazione di questi elementi. Prima di essa, macchine, programmi e dati erano pensati come entità fisiche separate. Dopo Turing il concetto di macchina sarà caratterizzato solo dall'insieme delle componenti sterà più una differenziazione tra materiali (hardware) e istruzioni (software), non e dati e programmi. IBM è l'acronimo di: - International Business Machines Il Memex, secondo l’idea del suo inventore Vannevar Bush sarebbe dovuto essere: - Un enorme sistema di archiviazione di dati utilizzato a scopi personali. Alan Turing è stato: - Un matematico, logico e crittanalista. La macchina di Turing è caratterizzata: - Dalla interazione delle componenti materiali e dei programmi. G2. CODIFICA DELL’INFORMAZIONE Con riferimento allo specifico ambito dell'informatica, De Mauro definisce l'informazione come “un dato o un insieme di dlati immessi in un sistema informatico” laddove il dato è “un elemento di un'informazione costituito da simboli”. In altri termini, l'informazione può essere definita come un insieme di dati espressi mediante una rappresentazione simbolica ed inseriti in un contesto interpretativo. Un codice è un insieme di simboli e di regole. Queste ultime sono necessarie a definire l'uso e il significato dei simboli. Codificare un'informazione significa determinare una corrispondenza fra i segni di un codice e i dati che costituiscono l'informazione e il suo significato. Di una stessa informazione sono possibili diverse codifiche che usano regole e segni diversi. Ad esempio, come mostrato nella Figura 2.2, in un ristorante posso trovare un cartello con la scritta “vietato fumare” o più semplicemente il simbolo «ella sigaretta con il divieto. Nonostante l'informazione che si vuol comunicare sia sempre la stessa, ovvero che in quel ristorante non si può fumare, per trasmetterla si possono utilizzare codici cioè simboli anche molto diversi tra loro. Ridurre il numero di simboli di un codice: Nell'esempio della Vigura 2.3, abbiamo mostrato un codice che richiedeva 15 simboli per rappresentare altrettante informazioni diverse. Un codice costruito in questo modo è molto semplice e di rapida realizzazione, ma comporta che il numero di simboli che compongono il codice e la tabella di codifica crescano di pari passo con il numero di informazioni da rappresentare. È facile intuire che la gestione di un codice con un elevato numero di simboli può essere molto complessa. È possibile costruire un codice che consenta di rappresentare lo stesso numero di informazioni diverse utilizzando un numero inferiore di simboli? Ciò significa ridurre il numero di simboli a disposizione senza tuttavia ridurre il numero di informazioni che possono essere codificate. La risposta è positiva, ma è evidente che, avendo meno simboli a disposizione, la rappresentazione di un'informazione richiederà una combinazione di più simboli e quindi una maggiore lunghezza dei messaggi codificati. Con riferimento all'esempio del codice per rappresentare i voti di un esame universitario, supponiamo di poter utilizzare soltanto i simboli ! £ $ %. Nella Figura 2.4, mostriamo un esempio di tabella di codifica basata sui quattro simboli considerati. Questa considerazione è generalizzabile: dato un codice di N bit possiamo dire che ogni carattere di quel codice occupa N bit e che complessivamente il codice può rappresentare fino a 2° caratteri diversi. RAPPRESENTAZIONE DIGITALE DELLE IMMAGINI La codifica di un'immagine presenta aspetti molto diversi rispetto a quella di un testo, Mentre per i dati testuali l’unità minima è il carattere, per le immagini l'unità è rappresentata dal pixel (picture element — elemento dell'immagine). In sostanza si ivide l'immagine in una griglia in cui ogni cella è un pixel e a ogni pixel è associa n_colore. In altri termini, la codifica delle immagini si basa sul presupposto che ogni pixel sia un punto di colore a cui viene attribuita una posizione all’interno della griglia dell'immagine. Più la griglia è fitta, maggiore sarà il numero di pixel e di conseguenza migliore sarà la risoluzione dell'immagine, La risoluzione di un'immagine altro non è che il numero di pixel da cui essa è composta, Questa viene indicata di solito attraverso la moltiplicazione delle celle verticali per quelle orizzontali della griglia, come se fosse un mosaico composto di tessere, Quindi un'immagine con risoluzione 800 x 600 sarà divisa in 480000 pixel, Ogni pixel rappresenta un punto di colore, la cui tonalità è descritta mediante una sequenza di bit, Se l'immagine è in bianco e nero sarà sufficiente un unico bit per descrivere il colore associato a ciascun pixel: 0 per il colore bianco e 1 per il colore nero o viceversa. Se l’immagine è a colori, per descrivere il punto di colore associato a ciascun pixel sarà necessario un numero maggiore di bit per rappresentare tutte le possibili tonalità di colore. Il numero di bit necessari per descrivere un punto di colore te quindi un pixel) dipende dal formato dell'immagine e da come vengono codificati i colori. In definitiva, la rappresentazione binaria di un'immagine è costituita da una sequenza di gruppi di bit in cui ogni gruppo descrive la tonalità associata a ciascun punto di colore (pixel). Una delle seguenti affermazioni è falsa: - Più la griglia è stretta minore sarà il numero di pixel in cui l'immagine è divisa migliore sarà la qualità dell'immagine. Immaginiamo di dover costruire un codice per comunicare ad una persona il voto di un esame: - Dopo aver individuato un insieme di simboli, bisognerà determinare le informazioni da trasmettere e infine dovremo associate ad ogni simbolo un'informazione. ??? L'ASCII esteso è un codice: -A8bit. In informatica il termine "informazione" è definito come: - Un insieme di dati espressi mediante una rappresentazione simbolica e inseriti in un contesto interpretativo. Una delle seguenti affermazioni è falsa: - A parità di valore da scrivere, rispetto alla numerazione decimale, la numerazione binaria utilizzerà molte meno cifre. Per manipolare ed elaborare informazioni (testo, immagini, audio, video) il calcolatore ha bisogno che queste siano codificate attraverso un codice composto: Una delle seguenti affermazioni è FALSA: - Di una stessa informazione sono possibili codifiche diverse. La numerazione binaria è basata sulle cifre: -0el. La risoluzione di un' immagine è: - Il numero di pixel in cui è divisa. G3. STRUTTURA DEL CALCOLATORE IN SINTESI Elaboratore = sistema composto da un numero elevato di componenti, in cui ogni componente svolge una sua funzione: elaborazione dati, memorizzazione dati, trasferimento dati Elaborazione dati -> CPU (Central Processing Unit) Memorizzazione dati -> memoria principale (o RAM) e memoria secondaria (o di massa). Trasferimento di dati -> dispositivi di input/output spositivi di memoria secondaria + dispositivi input/output | programmi e i dati risiedono nella memoria secondaria. Per essere eseguiti (i programmi) e usati (i dati), vengono copiati nella memoria principale. Il processore è in grado di eseguire le istruzioni di cui sono composti i programmi. Il funzionamento di un calcolatore si basa sull’interazione tra componenti fisiche hardware e programmi software. Il termine Hardware, letteralmente “ferraglia”, designa la parte fisica della macchina, composta da tutte le componenti materiali che trasmissione. Inoltre per ogni tipo di periferica, esiste una scheda chiamata controller che viene connessa alla scheda madre e che ha il compito di gestire il comportamento della periferica. I registri di memoria sono delle unità di memoria estremamente veloci con capacità ridotta ma con tempo di accesso molto breve, Le dimensioni variano da 16, 32, 64 bit e vengono utilizzati per immagazzinare le istruzioni e i dati che stanno per essere rocessati Dn na stati processati, I bus sono dei canali di comunicazione tra le varie componenti dell’elaboratore e si differenziano a seconda della funzione svolta. Le componenti principali dell'hardware sono: - La CPU, la memoria primaria, la memoria secondaria e le periferiche. Le funzioni base dell'hardware sono: - Elaborazione dati, memorizzazione dati, trasferimento dati. Le periferiche sono: - Dispostivi che servono al calcolatore per comunicare con l'esterno. Il microprocessore comprende: - L'unità di controllo, l’unità logica aritmetica, i registri di memoria e i bus. La frequenza del clock è: - Uno dei parametri con i quali si valuta la velocità di calcolo di un microprocessore. | registri di memoria sono: - Delle unità di memoria utilizzate per immagazzinare le istruzioni e i dati che stanno per essere processati. Nella memoria primaria l'informazione è organizzata: - In una successione di celle ognuna delle quali è dotata di un indirizzo formato da un numero progressivo a partire da 0. Quale funzione svolge la memoria principale: - Conserva i programmi in esecuzione e i dati usati dalla CPU. Processori di famiglie diverse (Intel, Motorola, Sun ecc.) : - Non possono mai eseguire gli stessi programmi. La CPU si occupa di: - Eseguire i programmi che sono scritti in un linguaggio comprensibile alla macchina Una sola delle seguenti affermazioni è esatta: - | bus sono dei canali di comunicazione tra le varie componenti dell’elaboratore. G4. PROGRAMMI E SOFTWARE Il termine software (letteralmente "materia morbida") è l'insieme dei programmi che possono essere eseguiti da un calcolatore. In particolare, un singolo programma software è un insieme di istruzioni che un calcolatore, e più precisamente la CPU, deve eseguire per portare a compimento un certo compito (task). Microsoft Word è un esempio di programma software che contiene istruzioni per la creazione e la gestione di documenti. Nel contesto di Word, il pulsante che consente di formattare in grassetto un testo selezionato è una funzione software associata a un insieme di istruzioni che consentono di raggiungere l’obiettivo (cioè visualizzare in grassetto una data porzione di testo). Mozilla Firefox è invece un esempio di programma software che si propone come strumento per reperire e visualizzare pagine web. E facile pensare a numerosi altri esempi di programmi software, ciascuno con le proprie caratteristiche e finalità. Ne risulta che esistono diverse tipologie di programmi software di cui è opportuno conoscere le specificità. TIPOLOGIE DI SOFTWARE E’ consuetudine suddividere il software in due macro-categorie: il software di sistema e il software applicativo. Il software di sistema è l'insieme dei programmi che gestiscono le risorse e il comportamento del calcolatore, In questa categoria, il software più importante è il sistema operativo, un insieme di programmi che controlla e gestisce le funzionalità legate a CPU, memoria, periferiche e dispositivi di input/ output collegati al calcolatore. Nel software di stema sono inclusi i firmware e i driver. Il firmware è un software integrato in un dispositivo elettronico per svolgere funzioni specifiche, come l'avvio del dispositivo stesso. Il driver è un software che affianca uno specifico dispositivo e ne consente il corretto funzionamento. Il driver è normalmente installato all’interno del sistema operativo e consente al calcolatore di utilizzare il dispositivo. Ogni dispositivo possiede il proprio driver e il driver è composto da un insieme di procedure che controllano le varie funzionalità del dispositivo. Ad esempio, una stampante, come ogni dispositivo collegabile a un calcolatore, è dotata del proprio driver, la cui installazione è necessaria affinché il calcolatore possa correttamente farne uso. Il software applicativo comprende tutti i programmi che consentono all'utente di eseguire compiti specifici. Sono esempi di software applicativo i programmi per la creazione e la gestione di documenti (es. Microsoft Word), i fogli di calcolo fes. Microsoft Excel), i browser per la navigazione su web (es. Mozilla Firefox), i programmi per la gestione una per ogni sistema operativo su cui può essere installato. Si pensi al caso di Mozilla Firefox che è disponibile per sistema operativo Windows, Linux e Mac OS X. Tuttavia si tenga presente che numerosi software sono concepiti e distribuiti per funzionare solo con uno ema operativo e non è pc ile utilizzarli su_al tem Si pensi al caso di s, un software applicativo della suite di Microsoft Office che è disponibile solo per sistema operativo Windows. Cosa si intende quando si parla di "amichevolezza" di un’interfaccia: - Che sia facile da utilizzare anche da parte di utenti meno esperti | programmi di controllo di una periferica si chiamano: - Driver ?? La prima azienda ad utilizzare un'interfaccia grafica è stata: - L'Apple. ?? Oltre ad occuparsi dell’interazione uomo-macchina il SO svolge anche altre funzioni, tra cui: - Gestisce i file, le periferiche e la memoria RAM. Solo una delle seguenti affermazioni è corretta quale: - | programmi applicativi utilizzano il sistema operativo per interfacciarsi con la macchina. La funzione principale del sistema operativo è: - Consentire l'interazione uomo-macchina. G5. RETI DI CALCOLATORI INTRODUZIONE ALLE RETI DI CALCOLATORI Una rete di calcolatori è costituita da un insieme di calcolatori autonomi connessi fra loro attraverso canali di comunicazione fisica (ad esempio, cavi, onde radio) allo scopo di poter condividere dati, informazioni e programmi. Una rete può essere vista come un insieme di punti (spesso denominati nodî) e di linee che collegano tra loro questi nodi. In una rete di calcolatori, i nodi sono costituiti dai singoli calcolatori e le linee di collegamento sono costituite dai canali di comunicazione. Questa organizzazione dell’elaborazione dei dati nasce dall'esigenza di superare il precedente modello in cui la potenza di calcolo e le informazioni risiedevano presso un unico grande elaboratore (mainframe) a cui si accedeva per mezzo di terminali, i quali non erano però dotati di capacità di calcolo autonome. Il modello a rete garantisce maggiore flessibilità e costi inferiori. Per quanto riguarda la trasmissione, esistono due principali modelli di organizzazione: 1 Reti a diffusione globale (broadcast). 2 Reti punto-a-punto (point-to-point). chine del sistema. Brevi messaggi, denominati pacchetti, possono essere inviati da un qualsiasi elaboratore ed essere ricevuti da tutti gli altri. Un campo indirizzo all’interno del pacchetto ne indica il destinatario. Quando un calcolatore riceve un pacchetto, esamina l'indirizzo di destinazione ed elabora il messaggio nel caso in cui questo fosse a lui destinato, altrimenti lo ignora. Generalmente, le reti broadcast permettono anche di inviare un pacchetto indirizzandolo a tutti gli elaboratori della rete oppure ad un sottoinsieme di questi (multicasting). - Le reti punto-a-punto consistono invece di un insieme di connessioni fra coppie di macchine. Per andare dal mittente al destinatario, un pacchetto potrebbe dover visitare una o più macchine intermedie, che, se il messaggio non è a loro destinato, lo inoltrano ad un elaboratore successivo. Spesso sono possibili parecchi cammini alternativi di diversa lunghezza, per questo ricoprono un ruolo fondamentale in questo tipo di rete gli algoritmi di instradamento (routing), che hanno lo scopo di individuare il miglior percorso per raggiungere il calcolatore destinatario di un messaggio a partire dal mittente. La struttura di una rete locale può essere: Ad anello: i nodi sono organizzati secondo una configurazione ad anello (ring) e non sono_ tutti direttamente collegati. La trasmissione dei pacchetti avviene _in_modo broadcast. Le reti broadcast sono dotate di un unico canale di comunicazione condiviso da tutti gli elaboratori. Il pacchetto parte dal mittente e viene trasmesso al nodo seguente fino a giungere al nodo del destinatario. Le reti ad anello inoltre hetti avviene in un'unica possono essere unidirezionali quando il flusso dei pa direzione o bidirezionali quando le trasmissioni possono avvenire in entrambi i versi. A stella (Figura 5.2b): i calcolatori sono legati ad un nodo centrale detto host che provvede a smistarli verso il nodo destinazione. Un messaggio per essere consegnato deve attraversare l'host centrale, questo da un lato garantisce una maggiore efficienza dall'altro può essere causa di possibili colli di bottiglia dovuti ad un elevato traffico. Uno dei vantaggi delle reti a stella è che l’interruzione di un arco isola il nodo corrispondente ma non compromette il funzionamento della rete. AI contrario però il malfunzionamento dell'host partiziona la rete. - Un nodo. All’interno di una rete WAN un router è: - Un router è un elaboratore specializzato con funzione di instradamento FI. FOGLI DI CALCOLO F2. FUNZIONI DI CALCOLO IN EXCEL F3. FUNZIONI STATISTICHE IN EXCEL F4. CREAZIONE DI GRAFICI IN EXCEL B1. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI DATI E INFORMAZIONI Abbiamo utilizzato entrambi i termini, dato e informazione. In genere_per dato si rogsde la dearisione Hi race delares | Ea si 7 garantiscano la comprensione e registrata su un supporto che _ne_garantisca la conservazione. Se prendiamo in considerazione il valore 2005 scritto su un foglio, questo è un dato. Siamo infatti in grado di leggere e comprenclerlo il valore 2005 e il foglio ne garantisce la conservazione. Tuttavia, non siamo in grado di comprendere il significato del valore 2005, ovvero che cosa questo insieme di simboli rappresenti. Per_informazione intendiamo l'interpretazione di un dato, in grado di arricchire la nostra conoscenza. Un’espressione simbolica è un dato: a. Se rappresenta un'operazione matematica. b. Solo se è associata a un particolare significato. c. Sempre e comunque. ??2?222 d. Solo se è associabile a un particolare significato. Quale tra le seguenti è un'informazione: - Titolo: 1984, Autore: George Orwell. B2. MEMORIZZAZIONE DEI DATI E BASI DI DATI Un sistema di gestione di basi di dati (DBMS, database management system) è un sistema software specificamente realizzato per supportare la definizione e la manipolazione della base di dati da parte di vari utenti, specialistici e non. Indicare quale delle seguenti affermazioni è più verosimile: - Una base di dati ha lo scopo di rappresentare adeguatamente una realtà di interesse. Quale tra le seguenti affermazioni NON descrive una funzionalità di un DBMS: - Un DBMS contiene l’insieme dei dati della base di dati. B3. MODELLI DEI DATI MODELLI DEI DATI Un modello del culi descrive La: struttura dei dati che caratterizzano la realtà di . Un modello dei dati c ende un insieme di costrutti, una notazione pers pecificare i dati tramite costrutti del modello e_un insieme di operazioni per esprimere le interrogazioni e le modifiche da eseguire sui dati organizzati secondo quel modello. Un modello dei dati deve permettere la rappresentazione degli (insiemi di) oggetti del mondo reale, dei legami (o associazioni) fra tali oggetti e delle caratteristiche (o attributi) degli oggetti e/o delle loro associazioni, Esempi di oggetti, attributi e associazioni di interesse nel caso di una base di dati cinematografica sono mostrati in Figura 3.1, Allo scopo di definire correttamente lo schema della base di dati è necessario procedere ad una concettualizzazione delle informazioni che riguardano la realtà osservata. Per concettualizzazione intendiamo qui la rappresentazione di una realtà di interesse in termini di insiemi di oggetti, di loro caratteristiche e di loro legami. ASSOCIAZIONI FRA | DATI Una associazione rappresenta un legame logico tra diversi oggetti della realtà. Il fatto che l'attrice Uma Thurman recita nel film Pulp Fic fra attori e_ film, ovvero un'associazione che mette in relazione un oggetto dell'insieme degli attori (ovvero Uma Thurman) e il corrispondente oggetto dell'insieme dei film (ovvero, Pulp Fiction). Una associazione può avere arietà arbitraria, ovvero può porre in relazione fra loro un numero arbitrario di oggetti. Nel on è un esempio di associazione nostro esempio, l'associazione recita_in fra attori e film è binaria, perché pone in relazione gli attori con i film. Le associazioni possono essere caratterizzate anche rispetto al numero di oggetti che possono essere messi in relazione fra loro, per ciascuno degli insiemi di oggetti coinvolti nell’associazione. Nel_c delle associazioni binarie, si parla di associazioni molti-a-molti e uno-a-molti. ha un'associazione molti-a-molti quando un oggetto di un insieme è messo in relazione con uno o più oggetti dell'altro insieme e viceversa. Nel nostro esempio, l'associazione recita_in fra attori e film è di tipo molti-a-molti, perché un attore può recitare in uno o più film e, d‘altro canto, un film è interpretato da diversi attori. Si parla di associazione uno-a-molti quando un oggetto di un insieme è messo in relazione con uno o più oggetti dell'altro insieme e ogni oggetto di questo secondo insieme corrisponde un solo oggetto del primo insieme, Ad esempio, l'associazione B4. BASI DI DATI RELAZIONALI Una base di dati relazionale è quindi una collezione di tabelle che rappresentano gli oggetti e le associazioni fra oggetti che caratterizzano la realtà di interesse. Osserviamo che i legami fra i dati di tabelle diverse vengono espressi per mezzo di valori comuni presenti nelle tuple di tali tabelle. Un esempio, è costituito dalla seguente base di dati che descrive registi e film e l'associazione che sussiste fra i film e i corrispondenti registi. attributo = proprietà che caratterizza l'oggetto Lo schema di relazione è costituito dal nome r della relazione e dall'insieme degli attributi che costituiscono la relazione. | dati che compongono le relazioni di una base di dati ne costituiscono l'istanza. Si definisce istanza di base di dati l'insieme delle istanze di relazione di ciascuna relazione che costituisce la base dati. ISTANZA di una relazione= insieme delle sue tuple ISTANZA di una base dati=fotografia istantanea IL CONCETTO DI CHIAVE PRIMARIA NELLE BASI DI DATI RELAZIONALI Un concetto di fondamentale importanza nelle basi di dati relazionali è quello di chiave primaria (primary key) utilizzata per identificare in modo univoco ogni tupla di una tabella. Una chiave primaria può essere costituita da un singolo attributo oppure può essere composta da più attributi. Ogni tabella possiede una chiave primaria; in questo modo ogni tupla della tabella è univocamente riconoscibile. Facendo riferimento alla tabella regista del nostro esempio, id_regista è la chiave primaria della tabella, ovvero non possono essei tuple diverse con lo stesso valore di tale attributo. Come altro esempio, la coppia di attributi titolo, id_attore è chiave primaria per la tabella partecipazione, ovvero non ci possono essere tuple diverse aventi lo stesso titolo e lo stesso identificatore di attore. Se l'utente inserisse in una tabella una tupla con un valore di chiave primaria già presente, il sistema di gestione della base di dati è in grado di rilevarlo automaticamente, notificandolo all'utente. In questi casi, occorrerà cambiare il valore della chiave per poter concludere con successo l'inserimento dei dati. In genere, la chiave primaria di una tabella è indicata sottolineando i nomi degli attributi zi due costituenti. IL CONCETTO DI CHIAVE ESTERNA E DI VALORE NULLO NELLE BASI DI DATI RELAZIONALI Nel nostro esempio, le tuple delle tabelle film e regista sono legate fra loro tramite l'attributo id_regista, ovvero ogni singolo film fa riferimento per mezzo dell'attributo id_regista, alla tupla del suo corrispondente regista. Affinché la base di dati sia corretta, l'identificatore di regista presente all'interno di una tupla di film dev un valore già presente come valore di chiave primaria nella tabella dei regi i, il regista di un certo film deve essere presente nella base di dati. Per garantire EH In altri termini, che questo controllo venga effettuato automaticamente dal sistema, nelle basi di dati relazionali l'attributo id_regista viene dichiarato come chiave esterna nella tabella film, ovvero si specifica che i suoi valori devono essere valori presenti nella tabella regista in corrispondenza dell'attributo id_regista. Ogni tupla di una base di dati corrisponde allo schema della relazione di certo attributo non è disponibile. Supponiamo ad esempio di non conoscere la nazione del regista Gray dell'esempio precedente. La tupla sarà comunque a, nome, cognome e sesso, come previsto dalla >re dunque specificato in corrispondenza si di dati relazionali, si usa un particolare ui fa parte anche quando il valore di un caratterizzata dagli attributi id_regis relazione regista. Quale valore dovrà e dell'attributo nazione? A tale scopo, nelle b valore, detto valore NULL. LIVELLI DI ASTRAZIONE NEI DBMS Una base di dati gestita da un DBMS può essere vista a tre livelli di astrazione, a ciascuno dei quali corrisponde una descrizione dei dati sotto forma di uno specifico schema. Lo schema logico fornisce la descrizione dell'intera base di dati per mezzo del modello dei dati del DBMS utilizzato. Nel nostro caso, abbiamo considerato DBMS relazionali, in cui cioè il modello dei dati utilizzato è quello relazionale. Lo schema fisico descrive l'organizzazione fisica dei dati in termini di strutture fisiche di memorizzazione e di accesso, come ad esempio, file sequenziali su disco. Uno schema esterno o vista descrive una porzione dell'intera base di dati, limitata ai dati che costituiscono la specifica visione di singoli utenti o gruppi di utenti, facendo uso dlel modello dei dati utilizzato dal DBMS, che per noi è il modello relazionale. AI livello fisico, la visione dei dati è quella di più basso livello, ovvero si considerano direttamente i record che descrivono i vari oggetti, memorizzati in file su un supporto fisico di memorizzazione. Questo livello è nascosto all'utente finale ed è gestito internamente direttamente dal DBMS relazionale. A livello logico la rappresentazione dei dati è di alto livello, vicino alla concettualizzazione della realtà e presenta i dati in formato tabellare, secondo il modello dei dati relazionale del DBMS utilizzato. A questo livello, possiamo quindi fare riferimento agli attori utilizzando la tabella corrispondente, in cui ciascuna a. Un attributo può essere rappresentato come intestazione di colonna di una tabella. SI c. Una relazione può essere rappresentata come tabella. SI d. Una tupla è una riga di una tabella. SI Attributi Schema di _—»% . relazione Art_Cod Art_Deseriz r100 Tavolo tondo Lupla Tavolo quadrato <— * A |__________ Ievord 7 Tabella Relazione Tavoli Componente della tupla ocampo del record Fig 3 Rappresentazione tabellare di una razione 3. Per "vista" si intende: - La descrizione di alto livello di una porzione dell’intera base di dati. La vista è un sottoinsieme logico, non fisico. 4. Lo schema fisico di una base di dati è: d. La descrizione di basso livello dei dati contenuti nella base di dati. Lo schema logico di una base di dati è: La descrizione di alto livello dell'intera base dati. Per Data Manipulation Language (DML) si intende: -un linguaggio utilizzato per eseguire interrogazioni e modifiche sulla base di dati. B5. CREAZIONE DI UN DATABASE IN AC B6. COMPOSIZIONE DI QUERY IN ACCESS B7. BASI DI DATI SUL WEB 11. LA RETE DI INTERNET Internet = la più grande rete telematica mondiale, che connette elaboratori. Si avvale di strutture fisiche e collegamenti come fibre ottiche, collegamenti satellitari, Wifi, con cui mette in contatto gli HOST. Tra i protocolli di comunicazione delle diverse reti è stato creato un PROTOCOLLO COMUNE, TCPAP, indipendente. | protocolli controllano l'invio e la ricezione dei pacchetti, unità elementari di contenuto in cui è suddiviso il messaggio. Storia di internet: nel 1958 gli USA costruiscono l'ARPA, che promuove l'avvio dell’ ARPANET con l’obiettivo di sviluppare una rete di calcolatori per aumentare la produttività attraverso la condivisione di risorse. Idea centrale: evitare che i calcolatori fossero connessi per mezzo di un'unica unità centrale di smistamento, ma far passare la trasmissione attraverso percorsi liberi. Per rendere effettiva la comunicazione tra macchine differenti, vennero creati i PROTOCOLLI, ovvero STANDARD DI TRASMISSIONE, come TCP e IP, Venne quindi definito il modello OSI. Nel regno unito viene sviluppata JANET, che verrà collegata a ARPANET, Posta elettronica: interfaccia semplice e intuitivo = outlook, eudora, pegasus accesso diretto e scambio di messaggi solo con l'ausilio del web browser = hotmail. Quando un mex viene inviato subisce un processo di memorizzazione e propagazione: prima viene memorizzato nel server, poi inviato. Spam = filtro in grado di bloccare la posta indesiderata. Chat. 1988 nasce l’IRC, un servizio di chat. Il mezzo di comunicazione è il canale, gli utenti che si iscrivono al canale sono gli operatori canale. Utenti che amministrano il servizio = operatori IRC, WWW, world wide web, offre un metodo standard per la condivisione in internet. Ideato da CERN nel 1989, è stato uno dei principali elementi che hanno portato all'affermazione di internet. - ha introdotto un metodo standard con cui rappresentare le info e condividere - utilizza collegamenti ipertestuali (link) ovvero un collegamento tra pagine diverse - ha introdotto software semplici e intuitivi L'invio di un messaggio di posta elettronica avviene: - Memorizzando sul server il messaggio e inviandolo al destinatario in un secondo momento, seguendo un processo di memorizzazione e propagazione