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Appunti completi del corso di programmazione e controllo.
Tipologia: Appunti
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Il controllo di gestione è un processo, un insieme di attività che sistematicamente vengono fatte in tutta un’impresa, coinvolgono tutti i dirigenti aziendali. Questo processo per poter funzionare ha bisogno di un’organizzazione. Il controller è la figura professionale che nelle organizzazioni si occupa di organizzare il sistema di controllo e di produrre le informazioni. Che cosa si intende per pianificazione, programmazione e controllo? Per “pianificare” si intende organizzarsi per raggiungere determinati obietti. Gli obiettivi dipendono da azienda ad azienda. Sono obiettivi di lungo termine (3-5 anni). La pianificazione è un’attività che porta gli operatori a porsi degli obiettivi di lungo termine. Ci sono ambienti che sono molto più dinamici di altri, quindi la durata del termine varia in base all’azienda. In un’azienda informatica molto probabilmente 2/ anni rappresentano già un lungo termine. Quindi il concetto di lungo termine varia a seconda di quanto è turbolento l’ambiente. Con la “programmazione” ci spostiamo all’interno dell’azienda. Se io programmo vuol dire che pongo degli obiettivi per le singole aree aziendali (reparti, uffici, ecc…). Si distingue dalla pianificazione per il termine. L’attività di programmazione si riferisce al breve termine (riguarda l’anno). Gli obiettivi di breve termine devono essere coerenti con quelli di lungo. Per raggiungere gli obiettivi di lungo ho bisogno di raggiungere quelli di breve. C’è quindi una relazione tra pianificazione e programmazione. Bisogna dare degli obiettivi a tutte le aree di impresa. Quando si pensa al “controllo” lo si assimila ad un’attività di verifica: controllo quando verifico se ciò che avevo stabilito si è effettivamente realizzato. Non solo. Nel concetto di controllo c’è dell’altro. Le attività di pianificazione, programmazione e controllo sono frutto di esigenze naturali di qualunque individuo. Nella nostra vita noi continuamente pianifichiamo, programmiamo e controlliamo. Non sempre lo facciamo in maniera consapevole. Nelle organizzazioni che sono aziende non c’è un soggetto che non pianifica, programma e controlla: tutti lo fanno, il problema è quanto consapevolmente lo fanno e con quali strumenti. Un esempio è rappresentato dal percorso di laurea. L’obiettivo è quello di laurearsi in tot. anni, con una determinata media. Si pone quindi un obiettivo a lungo termine. Poi si programma: quando l’obiettivo è troppo distante non lo si vede. Si programmano gli esami da sostenere e si decide la media da mantenere. Già nel momento in cui si programma, si stabilisce quindi l’obiettivo di breve termine, si fa un’attività di controllo. Questo perché si controlla la coerenza dell’obiettivo di breve termine con quello di lungo. L’attività di controllo è quindi anche un’attività di guida. Si fa attività di controllo anche quando si calcola la media dei voti degli esami. L’attività di controllo è un’attività sistematica perché la si fa ex ante, in itinere ed ex post. È un’attività che permea tutta l’attività aziendale. L’attività di controllo non è solo verifica, è anche un’attività di guida. Sotto questa ottica risulta un’attività molto più complessa rispetto a quella ex post di verifica. Rientra nell’attività di programmazione e controllo di gestione stabilire quanto costano i prodotti e a quale prezzo devono essere venduti, come motivare i dipendenti stimolandoli a raggiungere gli obiettivi aziendali, decidere sul decentramento della produzione, scegliere quale prodotto spingere sul mercato.
L’attività di pianificazione, programmazione e controllo è un’attività insita nella natura umana. In generale, quando ci troviamo in un’organizzazione, quindi in un’azienda, c’è un’attività continua di pianificazione, programmazione e controllo. Questo perché in un’organizzazione è necessario trasformare quelle che sono le idee dell’imprenditore e dei diversi manager in azione che portino alla loro realizzazione e in risultati coerenti con quanto si era inizialmente ideato. Affinché nelle organizzazioni le idee vengano trasformate in azioni, e quindi in risultati, è necessario che venga svolta un’attività di pianificazione, programmazione e controllo. L’attività di controllo si sposta sulle azioni e sui risultati. PIANIFICAZIONE Cosa vogliamo produrre? In quali mercati vogliamo entrare? ( idea ) Quando si parla di pianificazione si delineano quelli che saranno i contorni, quella che sarà l’idea dell’impresa nel futuro (il segmento di mercato). Per poi vedere se l’idea è percorribile vedo quali sono le minacce e le opportunità che ci possono essere (ad es. eventuali concorrenti). Si fa quindi un’analisi delle minacce e delle opportunità esterne ma anche delle risorse interne (competenze, tecnologie di cui si dispone). Nessuno si impronta produttore di scarpe dall’oggi al domani se non ha competenze o se non riesce a trovarle sul mercato. Solo quando abbiamo delineato nel concreto l’idea da realizzare cominciamo a stabilire degli obiettivi “globali” di lungo periodo. Si intendono con questa espressione obiettivi che non riguardano una singola area aziendale ma che riguardano tutta l’azienda (es. qual è la quota di mercato che si vuole raggiungere nei prossimi 5 anni). La quota di mercato rappresenta la percentuale di fatturato di un’impresa sul mercato in cui opera. Il valore di mercato di un’azienda rappresenta quanto vale un’azienda. Il segmento di mercato è quella parte del mercato con alcune connotazioni (es. calzature da donna di medio reddito). La grandezza che mi permette il confronto tra tutte le imprese è il fatturato. Se esprimo la mia quota di mercato in termini di fatturato sarà molto più facile il confronto con la quota di mercato delle altre imprese. PROGRAMMAZIONE Ci spostiamo nel breve termine perché se mi pongo un obiettivo da 3 a 5 anni, questo risulterà troppo distante. Devo allora declinare, traslare l’obiettivo di lungo termine in obiettivi di breve termine che siano coerenti con quelli di lungo e che siano più specifici.
Il controllo di gestione rappresenta l’insieme di attività attraverso cui la direzione aziendale (manager, non tutti) verifica che la gestione si stia svolgendo in modo coordinato e coerente con gli obiettivi formulati in sede di programmazione al fine di consentire il perdurare dell’impresa nel tempo. Il controllo di gestione rappresenta un’attività prima di tutto mentale. L’attività di controllo la si fa anche senza strumenti. Non tutti in azienda fanno controllo di gestione. C’è un protagonista: la direzione, cioè i manager. La direzione aziendale verifica ex ante, in itinere ed ex post, non solo ex post.
Tutti coloro che studiano il sistema di programmazione, pianificazione e controllo e tutti coloro che ne adottano gli strumenti si rifanno al modello che Anthony ha cominciato a teorizzare nel 1965 negli Stati Uniti. Il primo testo che ha scritto si chiama “sistemi di pianificazione e controllo” (1965), il secondo si chiama “il controllo manageriale” (1988). Nel testo del 1965 si era soprattutto soffermato sugli aspetti tecnici, nel 1988 si focalizza anche sull’impatto comportamentali che le attività e le decisioni hanno. Anthony ha un approccio estremamente pragmatico. Prima osserva ciò che avviene all’interno delle imprese e poi scrive dei libri. Anthony dice che nelle organizzazioni esiste un sistema di pianificazione e controllo che si articola in: pianificazione strategica, controllo direzionale e controllo operativo. SISTEMI DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO PIANIFICAZIONE STRATEGICA
In generale, Anthony duce che esiste un sistema di pianificazione e controllo. Quindi nell’utilizzare la parola “sistema” ha ben chiaro che quel modello che va a sviluppare si compone di una serie di parti che sono tra di loro strettamente collegate e che sono parti che si danno input e ricevono output. Si tratta quindi di elementi che devono essere tra di loro coerenti e tra i quali si sviluppano delle relazioni. PIANIFICAZIONE STRATEGICA Si tratta del processo di decisione sugli obiettivi dell’organizzazione sulle risorse da usare per il loro raggiungimento e sulle politiche che debbono informare l’acquisizione, l’uso e l’assegnazione di tali risorse. La pianificazione strategica riguarda quindi:
La pianificazione strategica segue le seguenti fasi :
Altre caratteristiche del controllo direzionale Il sistema da noi studiato è un sistema che ha origine da quanto è stabilito in sede di pianificazione strategica. Ha quindi origine dagli obiettivi e dalle risorse che sono definite nelle fasi di pianificazione strategica e che sono assunti come dati. Il controllo direzionale è quindi un processo che ha origine dagli obiettivi e dalle risorse definite nella fase di pianificazione strategica che sono assunti come dati. Questo significa che in sede di pianificazione strategica definisco gli obiettivi di lungo termine, questi poi devono essere declinati in obiettivi di breve termine coerenti con quelli di lungo. Il controllo direzionale è quel processo che si assicura che le risorse siano acquisite ed utilizzate efficacemente ed efficientemente per raggiungere gli obiettivi di breve termine coerenti con quelli di lungo. Il controllo direzionale è un sistema totale : abbraccia tutte le attività e tutte le aree dell’organizzazione. È un sistema pervasivo, riguarda tutte le attività che vengono svolte. Tanto è vero che i soggetti del controllo direzionale sono tutti i manager. Il controllo direzionale è sistema coordinato e integrato : deve tener conto di tutto ciò che accade nell’impresa. È quindi un processo che mira a coordinare ed integrare tutte le attività presenti nell’organizzazione. Il controllo direzionale è un sistema che usa informazioni monetarie (uso prevalente): si tratta di informazioni capaci di far comunicare le diverse aree aziendali. Il linguaggio viene così uniformato. Il controllo direzionale è un processo periodico : si svolge in continuità ed ha un inizio e una fine. Il controllo direzionale è un processo che coinvolge alta direzione e line. I manager di line sono quelli a capo delle funzioni organizzative poste sulla line e che sono gerarchicamente subordinate alla direzione generale. Tra di loro non esistono rapporti di sovra-ordinamento o sotto-ordinamento gerarchico. PIANIFICAZIONE STRATEGICA E CONTROLLO DIREZIONALE PIANIFICAZIONE STRATEGICA CONTROLLO DIREZIONALE È svolta da una parte del management aziendale La sviluppa il consiglio di amministrazione, il direttore generale e alcuni manager. Solo una parte del management aziendale p coinvolto nella pianificazione strategica perché in questa fase si prendono decisioni forti. Abbraccia tutti gli aspetti delle operazioni aziendali È svolto da tutto il management aziendale. Per management si intendono i responsabili di funzione. È un processo complesso e creativo, difficilmente standardizzabile in fasi È difficilmente standardizzabile in fasi perché delinea quello che sarà l’azienda nei prossimi 3/ anni, quindi con un forte margine di incertezza, con possibilità di scelta estremamente ampia. Alcune fasi si possono delineare ma poi, all’interno di quelle, di volta in volta ci si muoverà in modo diverso. È un processo standardizzato e sartoriale Standardizzato non vuol dire che esistono precise regole e procedure. È un processo standardizzano nel senso che è un processo continuo, che quindi deve essere svolto in certi momenti e devono essere prodotte certe informazioni. È quindi un processo che si svolge secondo determinate fasi che si ripetono nel corso di un anno. È un processo discontinuo, si fa in certi momenti Non tutto l’anno si fa pianificazione strategica. Si fa in certi momenti e quando si pianifica lo si fa da 3 a 5 anni. Ogni anno si possono effettuare delle revisioni. È un processo periodico Le fasi si sviluppano in certi momenti.
Richiede dati ad-hoc per supportare specifiche decisioni Le informazioni vengono prodotte in un determinato momento per una situazione specifica. Richiede dati raccolti in maniera sistematica nel tempo La conoscenza dei costi di prodotto, dei costi di produzione, del fatturato, ecc… riguardano informazioni che verranno raccolte sistematicamente nel tempo, non solo ogni anno, ma anche più volte in un anno. Si serve di informazioni interne ed esterne di natura monetaria e non Utilizza anche informazioni di tipo qualitativo come, ad esempio, la soddisfazione del cliente. Si serve di informazioni interne e di natura monetaria Si mettono sotto controllo tutte le attività aziendali. CONTROLLO OPERATIVO Il controllo operativo è un processo che riguarda ogni persona che svolge la propria attività, quindi mette sotto controllo i compiti specifici che le persone realizzano. È il processo attraverso il quale ci si assicura che i compiti specifici siano svolti efficacemente ed efficientemente. Il controllo operativo è centrato su compiti individuali che possono essere facilmente programmati. Si svolge inoltre entro uno schema di procedure e di regole ben definite. I dati impiegati sono, spesso in forma non monetaria e sono calati sulle specificità dell’area per la quale vengano determinati. Il controllo operativo ha come caratteristica il fatto che l’informazione prodotta deve essere precisa e tempestiva. Quella del controllo di gestione è un’attività ripetitiva e il livello di creatività è, sostanzialmente, nullo. I PUNTI DI FORZA DEL MODELLO DI ANTHONY
Il sistema di controllo presenta 4 dimensioni:
Questo è lo schema di base del sistema di controllo.
DIMENSIONE MATERIALE DIMENSIONE STATICA soluzioni organizzative soluzioni informative DIMENSIONE DINAMICA processo di controllo DIMENSIONE IMMATERIALE ruolo intimamente assegnato al controllo di gestione modalità di gestione del controllo
Gli aspetti fondamentali del processo di controllo sono:
Definizione degli obiettivi Elaborazione dei programmi d’azione Attività di gestione (anno nuovo) Stima dei risultati prevedibili in assenza di interventi correttivi Confronto tra obiettivi e risultati prevedibili Se non sto raggiungendo gli obiettivi che mi ero prefissata posso porre in essere AZIONI CORRETTIVE. In condizioni eccezionali modifico gli obiettivi, in caso contrario cambio l’azione. Esempio Applicando un meccanismo di feed-forward al caso precedente, il controller rileva che: CONSUMI 1° SEMESTRE
L’azienda ha stabilito un obiettivo intermedio, quindi lavora feed-forward. I meccanismi di controllo di tipo feed-forward permettono di verificare che, per raggiungere gli obiettivi, è necessario agire soprattutto sui costi commerciali, cercando di ridurli. Vantaggi
È la distribuzione della responsabilità economica nell’ambito dell’organizzazione. Ogni manager è responsabile di un’area aziendale. Il sistema di controllo deve essere progettato in modo tale da misurare gli effetti economici delle attività per le quali il manager è responsabile. Occorre partire dalla definizione della struttura organizzativa aziendale stabilendo:
produzione vendite attrezzature ricerca e sviluppo ecc...
Oltre alla struttura informativa tecnico-contabile e alla struttura informativa extra-contabile nella struttura informativa del controllo bisogna tenere conto anche i sistemi di information e communication technology (ICT). Nella struttura tecnico-contabile troviamo:
Sistemi di Business Intelligence (BI) Estraendo i dati dal sistema ERP, i sistemi di BI permettono di analizzare dati es elaborare la reportistica, fornendo ai manager informazioni rilevanti e tempestive. Le aziende stanno iniziando adesso a dotarsi di sistemi di business intelligence. L’azienda si dota di questo se ha un controllo di gestione già di base sviluppato. I sistemi di BI sono di grande supporto al controllo di gestione perché permettono di analizzare i dati e di definire già a sistema una reportistica. Il controller decide quali informazioni mettere, come metterle. Una volta programmato il sistema produce i risultati. I destinatari nel loro PC si trovano la dashboard che possono consultare ogni volta che vogliono. I sistemi di BI sono molto costosi. L’impresa effettua l’investimento se questo sistema può esserle utile. L’EFFICACIA DELLA STRUTTURA INFORMATIVA DEL CONTROLLO DI GESTIONE Quali devono essere le caratteristiche qualitative della struttura informativa affinché questa sia efficacie? L’efficacia della struttura informativa del controllo di gestione si ha quando riesce a dare ai manager le informazioni utili per decidere nei tempi necessari e compatibili con la decisione che deve essere presa e se l’informazione è quella giusta per decidere. L’ efficacia della struttura informativa del controllo di gestione è data da queste caratteristiche: