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Misurazione del costo unitario di prodotto: Direct Costing vs Full Costing, Appunti di Programmazione e controllo

Delle problematiche relative alla misurazione del costo unitario di un prodotto e presenta le differenze tra direct costing e full costing. Il costo di produzione di un prodotto/servizio dipende dal modo in cui vengono impiegati i fattori produttivi. Il processo di ripartizione dei costi indiretti basato sul sistema dei centri di costo e introduce abc (activity based costing) come evoluzione di tale sistema. Le fasi logiche di applicazione di abc sono illustrate.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/01/2020

Pamelita.Ambrosi
Pamelita.Ambrosi 🇮🇹

3.5

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Si commentino le problematiche connesse alla misurazione del costo unitario di prodotto e si descrivano
le differenze fra direct costing e full costing. Cosa si intende per cost plus pricing? (Cap. 2)
L’oggetto di calcolo per eccellenza è il prodotto. Il principio generale in base al quale deve essere misurato il costo di
produzione di un prodotto bisogna considerare la modalità di impiego dei fattori produttivi: un prodotto/servizio, per
essere realizzato, richiede l’impiego di diversi e molteplici fattori produttivi , e per procedere alla misurazione è
necessario osservare il collegamento fra fattori produttivi e unità di prodotto: poiché per realizzare un’unità di
prodotto vengono impiegati fattori produttivi, è necessario conoscere la relazione/collegamento che li lega I fattori
produttivi generano costi (es. costi per materie prime, manodopera, ammortamenti degli impianti, etc.): pertanto, è
necessario individuare una modalità che possa «collegare» i costi dei fattori produttivi all’unità di prodotto: Fattori
produttivi Unità di prodotto e Costi fattori produttivi Costo unità di prodotto
Direct cost: il costo di prodotto è costituito da soli costi diretti, la cui imputazione non necessita di alcuna
base di ripartizione;
Full cost (o costo pieno): il costo di prodotto è composto dai costi diretti e da quote di costi indiretti attribuiti
utilizzando delle basi di ripartizione.
l cost-plus pricing (pricing a costo maggiorato) consiste nello stabilire i prezzi sulla base dei costi di
produzione e del livello di maggiorazione desiderato. Questo metodo, facile da calcolare anche per grandi
quantità di prodotti, consente all'azienda di assicurare il proprio margine. Il cost-plus pricing assicura i
margini grazie a una maggiorazione fissa. Per raggiungere un certo livello di maggiorazione, basta
moltiplicare i costi di produzione previsti (sia variabili che fissi) per la maggiorazione desiderata, ottenendo
così un prezzo per un livello anticipato di vendite.
Si descriva il processo di ripartizione dei costi indiretti basato sul sistema dei centri di costo. Si dia
indicazione delle fasi e dei limiti di tale sistema. (Cap. 2)
La base di ripartizione tenta di spiegare il nesso di «causalità/consumo» fra unità di prodotto e fattore produttivo
indiretto, ossia evidenzia la relazione che lega ciascuna tipologia di fattore produttivo indiretto all’ottenimento del
prodotto
Il sistema basato sui centri di costo pone rilevanza alla c.d. «localizzazione dei costi», ancora prima che all’imputazione
dei costi all’unità di prodotto. Con questo sistema, si individuano due passaggi di imputazione: 1. i costi sono prima
imputati alle unità organizzative (c.d. «centri di costo») dove sono stati generati i costi (localizzazione dei costi) 2. i
costi sono poi imputati all’unità di prodotto (imputazione dei costi ai prodotti).
La localizzazione dei costi consiste nella misurazione delle risorse consumate dai singoli centri. Sono attribuiti ai centri
di costo tutti i costi che presentano le seguenti caratteristiche: riguardano la gest econom caratt; concorrono a
determinare il risultato operativo; si riferiscono a fattori produttivi i cui processi di impiego risultano connessi alle
operazioni svolte da uno o + centri ci costo. Nel rendere esplicite le relazioni tra i centri di costo, la scelta della base di
ripartizione rappresenta un aspetto cruciale in quanto essa deve essere in grado di esprimere il rapporto di casualità
che si istaura tra il centro intermedio e i centri utenti. Quando tutti i costi sono confluiti nei centri di costo finali si
passa alla loro imputazione al prodotto. Per portare a termine efficacemente questa fase occorre ricercare basi di
ripartizione in grado di rappresentare la diversa intensità con cui ciascun prodotto assorbe la capacità produttiva di
ciascun centro di costo finale.
Da quali esigenze nasce il metodo dell’activity based costing? Quali sono gli assunti e le caratteristiche di
tale sistema? (Cap. 3)
ABC rappresenta un’evoluzione del sistema di misurazione dei costi basato sui centri di costo. E’ un sistema di
misurazione dei costi basato sull’assunto che i prodotti, servizi, clienti consumano le attività del processo produttivo, e
queste ultime, utilizzando i vari fattori produttivi, generano i costi. è un metodo di gestione dei costi aziendali che si
basa sul calcolo del costo pieno dei prodotti/servizi, attraverso la determinazione dei costi delle attività per realizzarli.
Con il metodo Abc i costi dei centri ausiliari (indiretti) non vengono attribuiti ai centri produttivi sulla base di criteri di
imputazione soggettivi, bensì direttamente alle attività che li generano: tali attività sono le effettive determinanti
dell'entità dei costi. L'Activity Based Costing mira sostanzialmente a determinare il costo pieno di prodotto evitando le
distorsioni provocate da una ripartizione semplicistica dei costi indiretti mediante l'individuazione delle attività
necessarie per la realizzazione del prodotto e del determinante di costo corrispondente. CARATTERISTICHE
PRINCIPALI: Attento monitoraggio delle attività aziendali per individuare e mappare i collegamenti logici che legano
tutte le attività costituenti ogni processo; Sostituzione dell'allocazione dei costi per centro di costo a quella per
attività; Superamento della tradizionale distinzione tra costi fissi e costi variabili nel lungo termine; Attribuzione dei
costi delle attività ai prodotti attraverso opportuni parametri definiti cost driver. Scopo dell'ABC è quello di portare
l'impresa ad auto-analizzarsi, ponendosi domande sulla propria produttività: quali attività coinvolgono ogni
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Si commentino le problematiche connesse alla misurazione del costo unitario di prodotto e si descrivano le differenze fra direct costing e full costing. Cosa si intende per cost plus pricing? (Cap. 2) L’oggetto di calcolo per eccellenza è il prodotto. Il principio generale in base al quale deve essere misurato il costo di produzione di un prodotto bisogna considerare la modalità di impiego dei fattori produttivi: un prodotto/servizio, per essere realizzato, richiede l’impiego di diversi e molteplici fattori produttivi , e per procedere alla misurazione è necessario osservare il collegamento fra fattori produttivi e unità di prodotto: poiché per realizzare un’unità di prodotto vengono impiegati fattori produttivi, è necessario conoscere la relazione/collegamento che li lega I fattori produttivi generano costi (es. costi per materie prime, manodopera, ammortamenti degli impianti, etc.): pertanto, è necessario individuare una modalità che possa «collegare» i costi dei fattori produttivi all’unità di prodotto: Fattori produttivi Unità di prodotto e Costi fattori produttivi Costo unità di prodotto  Direct cost: il costo di prodotto è costituito da soli costi diretti, la cui imputazione non necessita di alcuna base di ripartizione;  Full cost (o costo pieno): il costo di prodotto è composto dai costi diretti e da quote di costi indiretti attribuiti utilizzando delle basi di ripartizione.  l cost-plus pricing (pricing a costo maggiorato) consiste nello stabilire i prezzi sulla base dei costi di produzione e del livello di maggiorazione desiderato. Questo metodo, facile da calcolare anche per grandi quantità di prodotti, consente all'azienda di assicurare il proprio margine. Il cost-plus pricing assicura i margini grazie a una maggiorazione fissa. Per raggiungere un certo livello di maggiorazione, basta moltiplicare i costi di produzione previsti (sia variabili che fissi) per la maggiorazione desiderata, ottenendo così un prezzo per un livello anticipato di vendite. Si descriva il processo di ripartizione dei costi indiretti basato sul sistema dei centri di costo. Si dia indicazione delle fasi e dei limiti di tale sistema. (Cap. 2) La base di ripartizione tenta di spiegare il nesso di «causalità/consumo» fra unità di prodotto e fattore produttivo indiretto, ossia evidenzia la relazione che lega ciascuna tipologia di fattore produttivo indiretto all’ottenimento del prodotto Il sistema basato sui centri di costo pone rilevanza alla c.d. «localizzazione dei costi», ancora prima che all’imputazione dei costi all’unità di prodotto. Con questo sistema, si individuano due passaggi di imputazione: 1. i costi sono prima imputati alle unità organizzative (c.d. «centri di costo») dove sono stati generati i costi (localizzazione dei costi) 2. i costi sono poi imputati all’unità di prodotto (imputazione dei costi ai prodotti). La localizzazione dei costi consiste nella misurazione delle risorse consumate dai singoli centri. Sono attribuiti ai centri di costo tutti i costi che presentano le seguenti caratteristiche: riguardano la gest econom caratt; concorrono a determinare il risultato operativo; si riferiscono a fattori produttivi i cui processi di impiego risultano connessi alle operazioni svolte da uno o + centri ci costo. Nel rendere esplicite le relazioni tra i centri di costo, la scelta della base di ripartizione rappresenta un aspetto cruciale in quanto essa deve essere in grado di esprimere il rapporto di casualità che si istaura tra il centro intermedio e i centri utenti. Quando tutti i costi sono confluiti nei centri di costo finali si passa alla loro imputazione al prodotto. Per portare a termine efficacemente questa fase occorre ricercare basi di ripartizione in grado di rappresentare la diversa intensità con cui ciascun prodotto assorbe la capacità produttiva di ciascun centro di costo finale. Da quali esigenze nasce il metodo dell’ activity based costing? Quali sono gli assunti e le caratteristiche di tale sistema? (Cap. 3) ABC rappresenta un’evoluzione del sistema di misurazione dei costi basato sui centri di costo. E’ un sistema di misurazione dei costi basato sull’assunto che i prodotti, servizi, clienti consumano le attività del processo produttivo, e queste ultime, utilizzando i vari fattori produttivi, generano i costi. è un metodo di gestione dei costi aziendali che si basa sul calcolo del costo pieno dei prodotti/servizi, attraverso la determinazione dei costi delle attività per realizzarli. Con il metodo Abc i costi dei centri ausiliari (indiretti) non vengono attribuiti ai centri produttivi sulla base di criteri di imputazione soggettivi, bensì direttamente alle attività che li generano : tali attività sono le effettive determinanti dell'entità dei costi. L'Activity Based Costing mira sostanzialmente a determinare il costo pieno di prodotto evitando le distorsioni provocate da una ripartizione semplicistica dei costi indiretti mediante l'individuazione delle attività necessarie per la realizzazione del prodotto e del determinante di costo corrispondente. CARATTERISTICHE PRINCIPALI: Attento monitoraggio delle attività aziendali per individuare e mappare i collegamenti logici che legano tutte le attività costituenti ogni processo; Sostituzione dell'allocazione dei costi per centro di costo a quella per attività ; Superamento della tradizionale distinzione tra costi fissi e costi variabili nel lungo termine ; Attribuzione dei costi delle attività ai prodotti attraverso opportuni parametri definiti cost driver. Scopo dell'ABC è quello di portare l'impresa ad auto-analizzarsi, ponendosi domande sulla propria produttività: quali attività coinvolgono ogni

dipendente, quanto costano in termini di tempo, denaro e risorse umane, quali sono produttive e quali no, quali sono necessarie anche se non direttamente produttive e quali siano una semplice perdita di tempo. La ABC si può distinguere in cinque fasi necessarie per arrivare a comprendere e quindi migliorare i rapporti di input- output di una azienda: input è ciò che è necessario o utilizzato per produrre l'output, cioè il prodotto o servizio. L'input, quindi, è rappresentato dai costi e dalle attività in gioco, che possono essere produttive e necessarie, oppure esserlo meno. L'analisi ABC permetterà di comprendere se una parte dell'input è improduttiva o non necessaria e quale parte sia. Analisi di Attività: L'azienda deve anzitutto comprendere esattamente quali attività svolge, intendendo con attività non tanto cosa produce, quanto le differenti cose necessarie per far sì che un dato prodotto o servizio prenda forma e sia vendibile sul mercato. Raccolta dati relativi ai costi: Successivamente si esegue un'accurata analisi, tramite dati reali o tramite formule di assegnazione, dei costi necessari all'azienda per esistere e produrre: stipendi, investimenti in ricerca, macchinari di vario tipo, arredo per uffici, investimenti in sviluppo e formazione, e quant'altro. Riconduzione dei costi alle rispettive attività: Questa fase somma l'input di attività e l'input di costi, per ottenere l'input totale, cioè tutto quanto una ditta "mette in gioco" per generare il suo prodotto o servizio. Lo scopo non è ancora il calcolo matematico dei costi, quanto piuttosto individuare con esattezza da dove questi provengano. Ne deriva che un output consuma attività per esistere. Le attività hanno a loro volta consumato costi e parimenti risorse (di tempo e di personale). I costi totali di un'attività sono dati dalla percentuale di tempo utilizzato da una unità di produzione aziendale (reparto, settore, filiale, divisione, stabilimento, zona unità di business, ecc) per ognuna delle sue attività moltiplicata per i costi totali in entrata per quella unità produttiva. Calcolo dell'Output: Questa fase si occupa di calcolare il reale ammontare dei costi per unità produttiva. È probabile che le singole unità produttive abbiano più di un output, cioè che un'attività serva a produrre più servizi o prodotti, tuttavia si ricerca quale sia l'output principale, tra tutti. È necessario, arrivati a questo punto dell'analisi, che si possa misurare e calcolare il volume dell'output aziendale, cioè che si possa valutare tangibilmente in una scala di misura il servizio o prodotto che la ditta fa e andrà a vendere.Il costo della unità produttiva, infatti, è dato dal costo input totale diviso il volume di output della attività produttiva principale. Ciò permette di stabilire quanto effettivamente consumino (denaro, tempo, personale, ecc) le differenti attività. Il totale di consumo ciascun'attività è aumentato dal costo dell'unità produttiva che se ne occupa e va ad aggiungersi come costo complessivo di attività aziendale. Analisi dei costi: Avendo in mano i dati necessari si possono identificare le risorse umane giuste per migliorare la situazione, siano esse già presenti in ditta o siano risorse esterne, da assumere o di cui avere la consulenza. Si descriva il processo di ripartizione dei costi indiretti activity based. Si dia indicazione delle fasi e dei limiti di tale sistema. Si dia nello specifico indicazione delle tipologie di activity driver. (Cap. 3) Con il metodo Abc i costi dei centri ausiliari (indiretti) non vengono attribuiti ai centri produttivi sulla base di criteri di imputazione soggettivi, bensì direttamente alle attività che li generano : tali attività sono le effettive determinanti dell'entità dei costi.L'Activity Based Costing mira sostanzialmente a determinare il costo pieno di prodotto evitando le distorsioni provocate da una ripartizione semplicistica dei costi indiretti mediante l'individuazione delle attività necessarie per la realizzazione del prodotto e del determinante di costo corrispondente. Le fasi logiche di applicazione dell ABC sono:

  1. analizzare le risorse e le attività
  2. determinare i driver delle risorse e attribuire i costi delle risorse alle attività
  3. determinare i driver delle attività e attribuire i costi ai prodotti/servizi
  4. determinare il costo pieno l’Activity driver misura il consumo delle attività da parte degli oggetti di calcolo, che servono per assegnare i costi delle diverse attività agli oggetti medesimi, l’imputazione avviene in maniere simile a quella de sistema di centri di costo. Si calcola il costo unitario dell’activity driver e si moltiplica per il valore che l’activity driver assume con riferimento all’oggetto calcolato. Si possono individuare le seguenti tipologie di activity driver :   legati al volume: livello di produzione, costo del lavoro diretto, costo del materiale diretto, etc.;   legati alla complessità: numero di parti componenti di un prodotto, numero di movimentazioni in entrata e in uscita, numero di interventi nelle diverse fasi produttive, etc.;   legati all’efficienza: tempi di attrezzaggio, tempi di collaudo, etc.;   legati al mercato: ampiezza del catalogo dei prodotti, differenziazione dei margini di produzione, etc.