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Appunti di regia documentaria, Schemi e mappe concettuali di Storia Del Cinema

Appunti di regia documentaria

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 11/01/2022

ale.1996
ale.1996 🇮🇹

4.6

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6 documenti

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LABORATORIO DI REGIA E SCRITTURA DOCUMENTARIA (Ticozzi)
PRIMA LEZIONE
Documentario: nel luogo comune si intende un documentario didattico: un film che serve a
documentare, contenente documenti, senza aggiunta di elementi inventivi o fantastici.
Nascita nel fascismo: Mussolini (e anche Stalin) aveva capito le potenzialità del
documentario con la nascita dell'Istituto LUCE nel 1924 ad opera di Luciano de Feo,
avvocato, politico e giornalista, attento alle potenzialità didattiche/educative offerte
dal cinema. Sotto la direzione di De Feo il SIC realizzò alcuni documentari di
impronta geografico-naturalista che subito attirano l’attenzione di Benito Mussolini,
da poco nominato capo del governo. Mussolini comprese subito la straordinaria forza
insita nei nuovi mass media, che dall’inizio del secolo si stavano diffondendo nel
mondo occidentale. In un paese in cui l’analfabetismo era ancora una realtà
ampiamente diffusa, cinema e radio rappresentavano infatti agli occhi del capo del
fascismo due strumenti preziosi per raggiungere direttamente le masse e
coinvolgerle nell’attività di un governo intenzionato a guidare l’Italia verso una svolta
storica. È proprio un documentario filogovernativo appena realizzato dal SIC e
intitolato Dove si lavora per la grandezza d’Italia a spingere Mussolini a rompere ogni
indugio e a trasformare la piccola società anonima creata da De Feo ne L’Unione
Cinematografica Educativa (L.U.C.E.), dotandola delle risorse necessarie a diventare
un Ente parastatale direttamente controllato dall’esecutivo.
Negli ultimi anni: rispetto al passato, oggi si intende con la parola documentario,
una serie di modalità filmiche diverse dalla sola narrazione “oggettiva” dei fatti. Da
tempo si è accorta del documentario anche l’arte contemporanea che oramai include
nella macrocategoria delle performance le prestazioni filmiche come il reenactment
(rievocazione storica in costume), il found footage (film realizzati con un metraggio
preesistente) e il mockumentar (documenti con trama inventata ma col linguaggio
del documentario). Quando parliamo di documentario, dobbiamo pensare a degli
oggetti ibridi e pensanti, in una teoria-pratica consapevole di tenere insieme sguardo
realistico sul mondo e sguardo sul proprio sguardo, sul modo stesso con cui lo
sguardo costruisce il mondo. A questo punto, proprio l’opposizione
fiction/documentario (ma anche reale/immaginario, o soggettività/oggettività) risulta
in difficoltà nell’accogliere le esperienze di un cinema in profonda mutazione
genetica. Il cinema diventa una macchina pensante che usufruisce del reale come
tavolozza.
FICTION E DOCUMENTARIO
Fratelli Lumière (28/12/1895). Prima proiezione pubblica (cioè per un pubblico non
specialistico) del Cinématographe Lumière a Parigi il 28 dicembre 1895, nel 'Salon
indien' del Grand café in Boulevard des Capucines. Il programma di questa prima
serata comprendeva dieci 'vedute' di circa un minuto l'una. Numerose proiezioni dei
fratelli sono raggruppate sotto il nome generico di temi di attualità e si parla anche di
vedute: il mondo appare come una serie di quadri. Utilizzano il cinema come mezzo
in grado di restituire la realtà, di riprodurla con precisione con oggettività. Tra questi:
1. L'arrivo di un treno alla stazione di Ciotat. Girato nel 1895 in Francia, è uno dei
cortometraggi più popolari dei fratelli Auguste e Louis Lumière. Il film mostra l'arrivo
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LABORATORIO DI REGIA E SCRITTURA DOCUMENTARIA (Ticozzi) PRIMA LEZIONE Documentario: nel luogo comune si intende un documentario didattico: un film che serve a documentare, contenente documenti, senza aggiunta di elementi inventivi o fantastici. ● Nascita nel fascismo: Mussolini (e anche Stalin) aveva capito le potenzialità del documentario con la nascita dell'Istituto LUCE nel 1924 ad opera di Luciano de Feo, avvocato, politico e giornalista, attento alle potenzialità didattiche/educative offerte dal cinema. Sotto la direzione di De Feo il SIC realizzò alcuni documentari di impronta geografico-naturalista che subito attirano l’attenzione di Benito Mussolini, da poco nominato capo del governo. Mussolini comprese subito la straordinaria forza insita nei nuovi mass media, che dall’inizio del secolo si stavano diffondendo nel mondo occidentale. In un paese in cui l’analfabetismo era ancora una realtà ampiamente diffusa, cinema e radio rappresentavano infatti agli occhi del capo del fascismo due strumenti preziosi per raggiungere direttamente le masse e coinvolgerle nell’attività di un governo intenzionato a guidare l’Italia verso una svolta storica. È proprio un documentario filogovernativo appena realizzato dal SIC e intitolato Dove si lavora per la grandezza d’Italia a spingere Mussolini a rompere ogni indugio e a trasformare la piccola società anonima creata da De Feo ne L’Unione Cinematografica Educativa (L.U.C.E.), dotandola delle risorse necessarie a diventare un Ente parastatale direttamente controllato dall’esecutivo. ● Negli ultimi anni : rispetto al passato, oggi si intende con la parola documentario, una serie di modalità filmiche diverse dalla sola narrazione “oggettiva” dei fatti. Da tempo si è accorta del documentario anche l’arte contemporanea che oramai include nella macrocategoria delle performance le prestazioni filmiche come il reenactment (rievocazione storica in costume), il found footage (film realizzati con un metraggio preesistente) e il mockumentar (documenti con trama inventata ma col linguaggio del documentario). Quando parliamo di documentario, dobbiamo pensare a degli oggetti ibridi e pensanti, in una teoria-pratica consapevole di tenere insieme sguardo realistico sul mondo e sguardo sul proprio sguardo, sul modo stesso con cui lo sguardo costruisce il mondo. A questo punto, proprio l’opposizione fiction/documentario (ma anche reale/immaginario, o soggettività/oggettività) risulta in difficoltà nell’accogliere le esperienze di un cinema in profonda mutazione genetica. Il cinema diventa una macchina pensante che usufruisce del reale come tavolozza. FICTION E DOCUMENTARIO ● Fratelli Lumière (28/12/1895). Prima proiezione pubblica (cioè per un pubblico non specialistico) del Cinématographe Lumière a Parigi il 28 dicembre 1895, nel 'Salon indien' del Grand café in Boulevard des Capucines. Il programma di questa prima serata comprendeva dieci 'vedute' di circa un minuto l'una. Numerose proiezioni dei fratelli sono raggruppate sotto il nome generico di temi di attualità e si parla anche di vedute: il mondo appare come una serie di quadri. Utilizzano il cinema come mezzo in grado di restituire la realtà, di riprodurla con precisione con oggettività. Tra questi:

1. L'arrivo di un treno alla stazione di Ciotat. Girato nel 1895 in Francia, è uno dei cortometraggi più popolari dei fratelli Auguste e Louis Lumière. Il film mostra l'arrivo

di un treno, trainato da una locomotiva a vapore, nella stazione ferroviaria della città costiera di La Ciotat. Si tratta di una scena quotidiana. Quando è stato presentato alcune persone sono scappate pensando che il treno fosse entrato nella stanza. E`un documentario. Lui arriva prima per gestire il reale, mette la camera in un punto che rispecchia perfettamente il nostro modo prospettico di vedere. Viene utilizzata una vera e propria scrittura filmica.

2. L'innaffiatore annaffiato : è una fiction: una breve scena in cui viene raccontata una storia di un ragazzo che si prende gioco di un giardiniere calpestandogli il tubo dell'acqua e interrompendo il flusso. È la prima commedia della storia del cinema perché ha un inizio e una fine. È una fiction organizzata prima, i personaggi sono dentro un quadro. Pur essendo una fiction, essa documenta come si vestivano i giardinieri all'epoca, come si pettinavano a quel tempo, la tipologia di piante, ecc. Entrambi : provengono da scritture filmiche, presentano il fascino dei movimenti del mondo che diventano oggetto di contemplazione (anche mov. minimi che solo la mdp può restituire); l'inquadratura è fissa. Il cinema viene utilizzato come mezzo per restituire la realtá o raccontare una storia nella realtá. AI GIORNI NOSTRIErrol Morris. SOP: standard operating procedure (2008). Gira un documentario in seguito allo scandalo in Iran dei militari trovati con foto di sopraffazioni di islamici nudi. Errol ha voluto dare voce ai soldati americano coinvolti nell'indagine successiva alla pubblicazione delle foto di Abu Ghraib (2004). Vuole affrontare l'argomento con oggettivitá provando a spiegare perché sia accaduto tutto ciò, ma la veritá che emerge è che non esiste una ragione precisa a parte le regole impietose della guerra. Ha un modo classico di girare: documenta attraverso interviste. Evita all'intervistato l'imbarazzo della mcp mettendo un dispositivo sotto la telecamera. E`un documentario perché i personaggi sono reali e già visti su altri media. Lui applica vari tagli dichiarando il salto di montaggio. Utilizza una luce che va a chiudersi. Interessante la scena dell'elicottero che è una evidente ricostruzione (fiction). ● Herzog. La ballata di Stroszek (1977). Un musicista di strada appena uscito di prigione si trasferisce in America per vivere il sogno americano con la compagna. Inizialmente stanno bene (hanno anche una tv), poi perdono tutto e la ragazza si trova costretta a prostituirsi. Come succede in America: se non hai i soldi, sei fuori gioco. È presente un'importante improvvisazione dell'attore quando nella scena dello stendino racconta la sua esperienza nell'orfanotrofio. Documentario e fiction convivono, la realtà coincide con la testimonianza di un racconto popolare che viene presentato in modo duro con personaggi disperati ed iperboli. Come in altri suoi film l'uomo si confronta e scontra con la cruda e essenziale realtà, verso la quale il regista rivendica la dura necessitá del giudizio. NASCITA E SVILUPPO DEL CINEMAnascita : nasce come mezzo tecnico del quale di capisce subito la potenzialitá: l'impressione di realtá che si fonde col voyeurismo (guardare dal buco della serratura). Poi nasce

Diversi registi del cinema delle origini avevano cercato un metodo per sincronizzare suono ed immagini, come Méliès o Dickson, oppure la casa di produzione Gaumont che con Alice Guy realizzò, fin dal 1902, diversi filmati sincronizzati a delle registrazioni sonore. Leon Gaumont chiamò questi filmati phonoscène. ● Emak Bakia di Man Ray (1926). Nel 1924 Man Ray si unì al gruppo dei surrealisti e cominciò a esporre con loro; inoltre era considerato ormai uno dei massimi fotografi viventi e pubblicò per le maggiori riviste di moda internazionali. La fotografia fu fondamentale in tutto il cinema di R., soprattutto per l'uso della luce e delle tecniche di impressione della pellicola. Il film Emak Bakia (1926) è una sorta di campionario sulla rifrazione luminosa in cui le forme degli oggetti si dissolvono nella luce. Anche qui il principio seguito è l'accostamento automatico e casuale delle immagini, alcune delle quali recuperate dal film precedente, come fossero oggetti indipendenti e perennemente contestualizzabili. Lo scopo era quello di realizzare un film solo 'da guardare', un "cinepoema", come viene definito in una didascalia; ma il tentativo di concludere con un finale narrativo e il leitmotiv dell'occhio (che si ripete per tutto il film) ne allargano il senso facendone un lavoro per certi versi metalinguistico. COME NASCE IL DOCUMENTARIONasce dal potere del cinema di filmare il reale : denunciando determinati aspetti per fini sociali/politici. ● Il termine nasce del 1929 col documentario Drifters di John Grierson : racconto della difficile pesca in Inghilterra. ● Negli anni '20, Flaherty e Vertov padri del film sociale :

1. Flaherty: inventa il cinema antropologico con una narrazione avventurosa nel documentario. Si concentra sul rapporto dialettico e drammatico tra uomo e natura. Le azioni quotidiane sono narrate mirando a sottolineare l'intensitá del momento. Si ricorda il film del (1922) Nanuk l'eschimese, girato con riprese etnografiche che stupirono gli spettatori. La sua pellicola prese fuoco e lui ripartí due volte, inventando il film nel corso delle riprese. Per girare il film passó 15 mesi in compagnia di Nanuk e della sua gente filmando il quotidiano: la costruzione dell'igloo, la caccia alla foca, il passo, il sonno, il freddo e il montaggio facendo riecheggiare l'intensità del momento. 2. Vertov è: principalmente un montatore: si occupa del film L'uomo con la macchina da presa (1929). Si tratta di un documentario che narra il cinema di finzione di tipo propagandistico in un'opera all'avanguardia. Apre la strada ad un cinema di ricerca, sperimentale, documentario seguendo un doppio filone: la progressione della giornata nella cittá e il processo di elaborazione del film che stiamo vedendo. Privilegia il Cine-Occhio per cogliere la vita alla sprovvista (la mdp non altera la particolaritá di un gesto), le cose parlano da sole, infatti il film non presenta sottotitoli. SI SVILUPPA IL DOCUMENTARIO SOCIALE LEZIONE DEL 20/ ● Manuale del montaggio, Cassani (2000): descrive le potenzialitá artistiche e audiovisive del montaggio. IL MONTAGGIOMontaggio cinematografico : è una delle fasi di realizzazione del film e delle opere audiovisive in genere. Il montaggio è la prima e principale fase della post produzione,

che nell'iter del film comprende tutto ciò che si svolge al termine delle riprese. E` quella tecnica che tramite la giusta combinazione delle immagini in movimento dona senso, forma, ritmo e significato al prodotto audiovisivo. E’ il risultato di un’evoluzione basato sulla sperimentazione formale di alcuni registi e sulla lenta maturazione dello sguardo degli spettatori, perché esso si riferisce principalmente a colui che guarda. Oggi il montaggio audiovisivo è considerato non solo un elemento essenziale del “linguaggio cinematografico e televisivo” ma anche il più specifico. È lo strumento del racconto stesso. ESEMPI DI MONTAGGIO ● Charlie Chaplin. Il conte (1916). Prima apprendista sarto, poi "imbucato" ad una festa nei panni millantati di un nobile. Il cortometraggio di e con Charlie Chaplin adotta una comicità prettamente fisica e da regista imprime alle gag un notevole ritmo rivelando una grande padronanza del mezzo e della capacità di usare gli ambienti. Il montaggio è agli esordi. La scena si svolge tra due stanze e il cinema diventa un portiere che ci permette di spostarci nelle stanze come con un passepartout. Si nota un forte aspetto teatrale, una bidimensionalitá e il montaggio serve per vedere meglio. Utilizza il piano sequenza: singola inquadratura di lunghezza/complessitá tale da essere assimilata ad una sequenza. 10 anni dopo: ● Il cameraman di Buster Keaton, Edward Sedgwick (1928). Il suo primo film con la MGM ed è considerato uno dei suoi capolavori in cui mette in scena il cinema stesso. Trama: Un goffo cameraman non riesce a combinare niente di buono: potrebbe riprendere fatti importanti se non dimenticasse di inserire la pellicola in macchina e se non sovrapponesse due filmati. Sta per abbandonare il lavoro quando una scimmietta, che ha ripreso involontariamente due scene interessantissime, gli porta il successo e l'amore di una bella ragazza. Montaggio: si nota un passo avanti nel montaggio che inizia a lavorare sul tempo e sullo spazio. È il montaggio che crea lo spazio. È presente l'inquadratura di un mezzo busto e cominciamo a vedere i punti di vista dei personaggi. Si nota un uso intenso (= o - cosciente) de l fuori campo : voce o suono proveniente da persone non inquadrate dalla camera. Lo zoom non esisteva, ma si percepiscono avvicinamenti. EVOLUZIONE DEL MONTAGGIO ● Inizialmente: inizialmente contribuiva a creare una messa in scena piú teatrale e serviva per vedere meglio con una forma bidimensionale, si percepiva la consapevolezza della potenzialità del montaggio. ● Successivamente : si cerca una tridimensionalitá. Se prima era analogico, poi diventa digitale. ● Atmosfera dell'inquadratura: si mira sempre di piú a continuare con scorrevolezza in quella successiva. GRAMMATICA DEL MONTAGGIO Il montaggio crea strutture sintattiche e forme narrative del racconto audiovisivo

giustapponendo scene , sequenze e parti che sviluppano il senso del prodotto finale.

Linguaggio : etereogeo/variegato che rispecchia un genere ampio. ● Scena: è paragonabile ad una frase o ad un periodo, risulta dall’unione di più inquadrature e riesce a trasmettere un senso compiuto, sebbene non concluso.

pennellate dell'artista e la dolcezza di lei, ma anche della canzone ¨A whiter Shade of Pale¨ e di altri classici. La storia semplice grazie anche al montaggio, all'uso della musica e a figure come l'ellisse, diventa uno splendido ritratto d'artista elevando subito la qualità del film. ● Dopo l'amore (2016) diretto da Joachim Lafosse. È stato presentato in Italia 34° Torino Film Festival. Trama: Dopo 15 anni di vita insieme, Marie e Boris decidono di divorziare. Marie terrà la casa in cui resterà a vivere con le loro due bambine, ma è stato Boris a rinnovarla completamente. Dal momento che nessuno dei due è in grado di sostenere un trasloco in un altro luogo, vivono da separati in casa. Ormai tutto è finito, ma nessuno dei due si è ancora completamente arreso. Analisi: Il montaggio crea una messa in scena fluida e contribuisce a ritmare i litigi dei protagonisti, tanto che si ha l'impressione di essere entrati in casa di una coppia che litiga. Si sottolinea il litigio fuori campo come ultimo litigio, con due inquadrature si capisce la distanza incolmabile. Novità: nell'inquadratura si vede il perdurare del gesto per sottolinearne l'intensità. ● Lu tempu di li pisci spata (1955) di Vittorio De Seta. Documentario autofinanziato e con una propria troupe. Trama: Documenta la pesca dei pesci spada. Tra aprile ed agosto il pesce spada va a deporre le uova nelle acque che separano la Sicilia dalla Calabria. I pescatori attendono questo momento per far scattare la pesca e ucciderli. L'attesa è lunga ed estenuante: gli uomini siedono sulla barca e sono pronti ad afferrare i remi. Il silenzio è rotto soltanto dallo sciabordio delle onde e dal lento raccontare dei più anziani che ricordano gli anni della grande abbondanza di pesce. Analisi: Racconta di personaggi minori con un'esplorazione antropologica. Novità. Tutto l'audio è in post produzione. Nella sua opera di documentarista è famoso per: uso innovativo del colore, abolizione quasi totale della voce fuori campo, utilizzo del suono in presa diretta. ● Lievitan diretto da Lucien Castaing-Taylor (2012). Trama : Una dozzina di telecamere attaccate alle reti o gettate in mare documentano la vita di un equipaggio di balenieri. Quello che si consuma è lo scontro collaborativo tra le forze dell'uomo, della natura e delle macchine. Peculiaritá: viene inquadrata l'acqua e si vede il sangue uscire dalla barca in un tentativo di rompere/giocare con i punti di vista.

DA ANALIZZARE

- NANUK

- L'UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA.