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Strategie della Neotelevisione di Raymond Williams: Formato, Genere e Mercati - Prof. Card, Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

Raymond Williams descrive le strategie della neotelevisione dagli anni '70 al '90, con l'accento su come ridurre il rischio economico, accentuare la componente spettacolare e rispecchiare i valori medi della società. Esploriamo i generi di tv fino agli anni '90, la necessità di programmi trasversali, il ruolo dei conduttori e la produzione/diritti/eventi. Vediamo come la televisione generale e tematica si differenzia, i mercati di produzione e il processo di acquisizione di diritti.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/07/2021

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LINGUAGGI TELEVISIVI
Lezione 18 febbraio
NASCITA E SVILUPPO DELLA TELEVISIONE
La televisione nasce nel 1929 in Gran Bretagna con il primo programma sperimentale (in particolare si
voleva sperimentare la tecnologia).
Nel 1936 la BBC inizia le trasmissioni pubbliche il primo grande evento della televisione in Europa fu la
diretta nel 1939 dell’incoronazione di re Giorgio.
Sempre nel 1936 in Germania vennero trasmesse le Olimpiadi di Berlino (simbolo della grande potenza di
Hitler).
Nel 1939 iniziano le trasmissioni sperimentali negli Stati Uniti e in Europa.
Sempre nel 1939 in Italia viene avviata la fase sperimentale in area urbana, ma l’inizio effettivo delle
trasmissioni avvenne solo nel 1954.
DIFFUSIONE
La Seconda Guerra Mondiale ferma la sperimentazione della tecnologia (si sviluppa però la radio)
Dopo la fine del conflitto, si verifica una veloce e massiccia diffusione degli apparecchi televisivi.
Negli Stati Uniti, nel 1946 le famiglie che possiedono una televisione sono lo 0.02%; nel 1955 sono il 78%.
In Italia, nel 1954 (data di inizio delle trasmissioni regolari) sono attivi 88.000 abbonamenti RAI; nel 1964
sono diventati 4.300.000.
Finita la guerra l’Italia era devastata, soprattutto nelle città, tutto era stato raso al suolo, le campagne erano
piene si sfollati, fu una guerra molto feroce soprattutto nel nostro paese.
Il popolo chiedeva la democrazia, il paese è analfabeta (nelle campagne e in città).
Ricomincia, tuttavia, la sperimentazione della televisione che diventa, insieme al cinema di Hollywood, un
veicolo di socializzazione, di cultura e soprattutto di aggregazione.
Hollywood porta (nel ’50) in Italia il modello di vita statunitense, inserisce il concetto di dive e divi, il
modello di case americane. A metà degli anni ’50 nascono le prime lavatrici, c’è un terreno di entusiasmo
verso lo stile di vita americano.
La tv arriva in Italia come un oggetto del desiderio, la televisione costa, non è possibile acquistarla
facilmente, le poche famiglie che se lo possono permettere lo mettono in salotto come se fosse prezioso,
( televisione come oggetto di lusso).Il suo possesso diventava un simbolo di status, chi possedeva un
televisore, non si faceva scrupolo a condividere la tv con gli altri (ad esempio con i vicini) o esposta sul
balcone/cortile per poterla fare vedere a tutti.
La tv molto spesso veniva acquistata dai bar, dove poi la gente si riuniva la sera.
L'obiettivo era poter far avere la televisione a più persone nella popolazione
Gli scopi di questo mezzo dovevano essere principalmente due:
- Informare
- Divertire
Doveva proporre un momento di spensieratezza, non a caso il primo genere che si sviluppa in Italia è il quiz,
che unisce le persone, stimola lo stare insieme e la condivisione, la chiacchiera, il confronto.
Esistono due modelli distinti di broadcasting, derivati dalla radio;
due direzioni diverse dal punto di vista tecnologico, strutturale e socioculturale:
MODELLO COMMERCIALE: nasce negli Stati Uniti, si finanzia solo attraverso la raccolta pubblicitaria
(è pagato dall’acquisto degli oggetti che vengono acquistati dalla visione della pubblicità) e si pone
come finalità quella dell’intrattenimento. NBC – CBS - ABC
MODELLO STATALE: nasce in Gran Bretagna, si finanzia attraverso il servizio pubblico (canone = lo
spettatore non è obbligato a pagare, ma in realtà paga lo stesso; in Italia la pubblicità è limitata dal
carosello) e si pone una finalità pedagogica (educativa in quanto se ne occupa lo Stato). BBC
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LINGUAGGI TELEVISIVI

Lezione 18 febbraio NASCITA E SVILUPPO DELLA TELEVISIONE La televisione nasce nel 1929 in Gran Bretagna con il primo programma sperimentale (in particolare si voleva sperimentare la tecnologia). Nel 1936 la BBC inizia le trasmissioni pubbliche  il primo grande evento della televisione in Europa fu la diretta nel 1939 dell’incoronazione di re Giorgio. Sempre nel 1936 in Germania vennero trasmesse le Olimpiadi di Berlino (simbolo della grande potenza di Hitler). Nel 1939 iniziano le trasmissioni sperimentali negli Stati Uniti e in Europa. Sempre nel 1939 in Italia viene avviata la fase sperimentale in area urbana, ma l’inizio effettivo delle trasmissioni avvenne solo nel 1954. DIFFUSIONE La Seconda Guerra Mondiale ferma la sperimentazione della tecnologia (si sviluppa però la radio) Dopo la fine del conflitto, si verifica una veloce e massiccia diffusione degli apparecchi televisivi. Negli Stati Uniti, nel 1946 le famiglie che possiedono una televisione sono lo 0.02%; nel 1955 sono il 78%. In Italia, nel 1954 (data di inizio delle trasmissioni regolari) sono attivi 88.000 abbonamenti RAI; nel 1964 sono diventati 4.300.000. Finita la guerra l’Italia era devastata, soprattutto nelle città, tutto era stato raso al suolo, le campagne erano piene si sfollati, fu una guerra molto feroce soprattutto nel nostro paese. Il popolo chiedeva la democrazia, il paese è analfabeta (nelle campagne e in città). Ricomincia, tuttavia, la sperimentazione della televisione che diventa, insieme al cinema di Hollywood, un veicolo di socializzazione, di cultura e soprattutto di aggregazione. Hollywood porta (nel ’50) in Italia il modello di vita statunitense, inserisce il concetto di dive e divi, il modello di case americane. A metà degli anni ’50 nascono le prime lavatrici, c’è un terreno di entusiasmo verso lo stile di vita americano. La tv arriva in Italia come un oggetto del desiderio, la televisione costa, non è possibile acquistarla facilmente, le poche famiglie che se lo possono permettere lo mettono in salotto come se fosse prezioso, ( televisione come oggetto di lusso).Il suo possesso diventava un simbolo di status, chi possedeva un televisore, non si faceva scrupolo a condividere la tv con gli altri (ad esempio con i vicini) o esposta sul balcone/cortile per poterla fare vedere a tutti. La tv molto spesso veniva acquistata dai bar, dove poi la gente si riuniva la sera.  L'obiettivo era poter far avere la televisione a più persone nella popolazione Gli scopi di questo mezzo dovevano essere principalmente due:

**- Informare

  • Divertire** Doveva proporre un momento di spensieratezza, non a caso il primo genere che si sviluppa in Italia è il quiz , che unisce le persone, stimola lo stare insieme e la condivisione, la chiacchiera, il confronto. Esistono due modelli distinti di broadcasting, derivati dalla radio; due direzioni diverse dal punto di vista tecnologico, strutturale e socioculturale:  MODELLO COMMERCIALE: nasce negli Stati Uniti, si finanzia solo attraverso la raccolta pubblicitaria (è pagato dall’acquisto degli oggetti che vengono acquistati dalla visione della pubblicità) e si pone come finalità quella dell’intrattenimento. NBC – CBS - ABC  MODELLO STATALE: nasce in Gran Bretagna, si finanzia attraverso il servizio pubblico (canone = lo spettatore non è obbligato a pagare, ma in realtà paga lo stesso; in Italia la pubblicità è limitata dal carosello) e si pone una finalità pedagogica (educativa in quanto se ne occupa lo Stato). BBC

LA PALEOTELEVISIONE 1954 – 1976

Si parla di ETA’ DEL MONOPOLIO della RAI (“Radio-Audizioni-Italiane), le cui caratteristiche sono:  Tecnologia poco evoluta: bianco e nero  Funzione pedagogicaPalinsesto rigido : non cambia quasi mai i generi. Inoltre la ritualità della trasmissione è scandita per i giorni della settimana (lunedì - film; martedì - approfondimento; mercoledì - sport; giovedì – quiz; venerdì – sceneggiato; sabato – varietà e divertimento; domenica – sport o film/teatro). Ogni sera della settimana corrispondeva a un genere. Lo sceneggiato era un racconto della grande lettura per immagini, portava a una popolazione prevalentemente analfabeta la grande letteratura mondiale, rendendola comprensibile a tutti.  Pubblicità limitata ( Carosello )  Generi definiti: intrattenimento, fiction (una produzione italiana), informazione. Non esistono ibridazioni  Indice di ascolto e di gradimento : l’indice di gradimento funzionava attraverso un diario completato da alcune famiglie scelte a campione, si raccoglievano parere con domande aperte, successivamente si analizzavano i diari “quanto piace quello che a visto? Perché?”. Ora il metodo di misurazione è l’indice di ascolto Lezione 19 febbraio Riflessione di Calvino nel 1954  sulla nascente televisione; scoperta che a differenza del cinema (che ha un carattere di festività) sostituisce il divertimento festivo del cinema con un divertimento quotidiano, semplice, accessibile, gratuito, collettivo. PROGRAMMAZIONE 3 GENNAIO 1954 h. 11 = cerimonia di inaugurazione h. 14.30 = Arrivi e partenze: Mike Buongiorno intervista le persone che arrivano e partono in aeroporto h. 14.45 = Cortometraggio h. 15 = Orchestra delle quindici: musica leggera h. 15.45 = Pomeriggio sportivo h. 17.45 = Film “le miserie del signor Travet” h. 19 = Le avventure dell’arte: Gianbattista Tiepolo h. 20.45 = Telegiornale h. 21.15 = Teleclub: curiosità culturali e varie presentate h. 21.45 = L’osteria della posta di carlo goldoni (in diretta) – genere del teleteatro h. 22.15 = Settenote: musica leggera h. 23.15 = La domenica sportiva: risultati, cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della giornata Elementi particolari:

  • Musica
  • Molta cultura: tanto contenuto alto (autorevolezza del mezzo
  • Intrattenimento
  • Tanto sport
  • Cinema
  • Informazione
  • Teatro Offerta non continuativa (spezzettata). Come reagisce la popolazione a tutto questo?

Esempi di pubblicità di carosello OSVALDO CAVANDOLI Uno dei più grandi disegnatori italiani di cartoni animati, omino fatto da una linea bianca su sfondo nero semplicissimo. Racconta in pochi minuti, il prodotto arriva solo alla fine (30 secondi), il brand giustifica in qualche modo il cartone (contenuto) precedente. Personaggio del Carosello. CALIMERO Innovazione: detersivo era una sostanza stranissima, non era il sapone classico. Era una sostanza chimica moderna che entrava nella diavoleria moderna cioè la lavatrice. La donna che fa vedere che la camicia non si è rotta entrando nella lavatrice e che il detersivo rende puliti i capi. CABALLERO E CARMENCITA: CAFFÈ PAULISTA Sono tra gli esempi più noti del Carosello italiano. Disegnato da Armando Testa. Primo Carosello nel ’57; sipario teatrale – guida a destra o guida a sinistra – Shell marca di carburante che non può essere pubblicizzata in maniera esplicita ma sponsorizza un contenuto educativo Lezione 4 marzo NEOTELEVISIONE LA RIFORMA DELLA RAI E LA ROTTURA DEL MONOPOLIO 1975-

- 1975: legge n. 103 di riforma della Rai  ribadisce il monopolio della RAI, ma il controllo dell’azienda passa dal Governo al Parlamento. - 1976 viene istituita la terza rete RAI, con relativo telegiornale, che si va ad affiancare alla prima rete (nata nel 1954) e alla seconda (1962) - 1976: la sentenza della Corte Costituzionale n. 202 dichiara il monopolio pubblico ancora legittimo per quanto riguarda le trasmissioni radiotelevisive a livello nazionale, ma afferma il principio della libertà di impresa radiotelevisiva a livello locale. Un periodo turbolento per la società italiana, da cui emerge una forte spinta verso il pluralismo e la valorizzazione delle realtà locali: nascono le RADIO LIBERE e LE TV LOCALI. L’ETÀ DELLA CONCORRENZAEvoluzione tecnologica : colore, telecomando, VCR  Fine del monopolio  Palinsesto a flussoPubblicità diffusa  Generi ibridi  Indice di ascolto e Auditel LE TV LOCALI Su tutto il territorio nazionale nascono numerose emittenti private con programmazioni legate soprattutto alla commercializzazione di prodotti (es. televendite, aste), ma anche con contenuti originali, in un Far West creativo e stimolante da cui emergeranno alcuni dei protagonisti della futura tv del duopolio (come Massimo Boldi, Teo Teocoli, Gianfranco D’Angelo ecc.) IL DUOPOLIO Nasce la concorrenza tra pubblico e privato:

  • LE TV PRIVATE : si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni ’80 si afferma la Fininvest di Silvio Berlusconi
  • LA RAI : amplia e rafforza l’offerta  aumenta il numero di programmi nei 3 canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo rispetto all’Europa. Nel 1977 adotta finalmente il colore. ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA NEOTELEVISIONE
  • La programmazione si fonda prevalentemente sull’ intrattenimento , trasversale, leggero, facile, poco impegnativo
  • Aumentano le ore di trasmissione , inframezzate da filmati pubblicitari
  • Si creano contenuti “generalisti”, in grado di accontentare i gusti del maggior numero possibile di spettatori
  • Nel 1986 nasce l’Auditel , società che si occupa della misurazione quantitativa del pubblico televisivo allo scopo di determinare i costi della pubblicità per le aziende inserzioniste
  • La diffusione del telecomando e del videoregistratore modificano profondamente la fruizione televisiva: lo “zapping” tra un canale e l’altro diventa la modalità prevalente e la visione differita dei programmi permette la personalizzazione dei tempi e dei contenuti del consumo televisivo da parte degli spettatori.
  • Nasce l’idea di televisione di flusso (Raymond Williams, 1970) L’IDEA DI “FLUSSO” “Una notte a Miami, ancora stordito da una settimana di viaggio su un transatlantico, iniziai a guardare un film e, sulle prime, incontrai ancore difficoltà nell’adattarmi alla frequenza molto elevata delle interruzioni pubblicitarie. Tuttavia, questo non era niente in confronto a quello che accadde in seguito: iniziarono a passare in promo di due film che dovevano andare in onda, sullo stesso canale, le sere successive. Un delitto a San Francisco (il soggetto del film che stavo seguendo) iniziò a dispiegarsi, con uno straordinario contrappunto, insieme alla pubblicità di un deodorante e dei cereali per la colazione e anche con una vicenda sentimentale ambientata a Parigi e l’apparizione di un mostro preistorico che devastava New York. I passaggi dal film alla pubblicità o dal primo film al secondo o al terzo non erano segnalati, una sequenza di questo tipo diventa molto difficile da interpretare: ancora oggi non posso ritenermi certo di ciò che ho effettivamente colto di tutto quel flusso. Credo di aver collocato alcuni incidenti nel film sbagliato e di aver inserito personaggi della pubblicità nel film, in ciò che finì per apparirmi pieno di bizzarre incongruenze, come unico flusso di immagini e di sensazioni”. RAYMOND WILLIAMS STRATEGIE DELLA NEOTELEVISIONERidurre il rischio di insuccesso economico , usando formule e programmi già andati in onda con successo in altri Paesi (nasce una prima idea di FORMAT)  Accentuare la componente spettacolare , sia in termini di intrattenimento leggero, sia enfatizzando i toni drammatici ed emotivi per attirare l’attenzione dello spettatore  Rispecchiare i valori medi della società , puntando sui buoni sentimenti, sulla facilità di coinvolgimento, sul senso comune  Costruire una chiara identità di rete , per distinguersi dalla concorrenza, e per questo puntare su volti noti, personaggi amati dal pubblico, contenuti e toni riconoscibili  Fare tesoro degli errori della concorrenza , ricorrendo a tattiche e strategie di palinsesto  Puntare moltissimo sul prime time , l’orario di maggiori ascolti che diventa la fascia più pregiata per gli inserzionisti e dove si scatena la concorrenza più agguerrita tra canali. Lezione 10 marzo (da pag 140 a 145 circa) TELEVISIONE ANNI ‘ Neotelevisione anni 70 – 90 GENERI della tv anni fino agli anni ’90 (tre ondate della neotelevisione):

 nuove tecnologie (satellite, cavo, pay tv)  legittimata l’emittenza privata (1990 la legge Mammì è il punto di svolta della nuova tv perché questa legge sancisce l’equivalenza tra la tv pubblica e quella privata)  palinsesto diventa fortemente competitivo (si prevede una orizzontalità del palinsesto tenendo conto di ciò che viene trasmesso nei vari palinsesti della concorrenza -> tema trattato in questo periodo)  si prefigurano tre modelli di rapporto economico (il pagamento del canone, gli introiti derivanti dalla pubblicità (Rai ha entrambi i metodi, Mediaset ha solo la pubblicità) e il modello della pay per view (fine anni ’90 inizia a fare i suoi primi esperimenti)  forte spinta verso l’allargamento del perimetro televisivo (in termini di tempo per colonizzare tutta la giornata quotidiana delle persone) i generi devono ibridarsi/confondersi creare dei nuovi linguaggi/forme di dialogo con lo spettatore, offerta aggressiva quasi spiazzante per lo spettatore  le modalità di misurazione del pubblico si basano sempre di più sull’utilizzo dell’ Auditel (quante persone sono davanti alla tv). LEGGE MAMÌ Legge che viene promulgata nel 1990 (Mammì era il ministro delle telecomunicazioni) è uno spartiacque nella storia della televisione italiana perché legittima lemittenza privata. A metà degli anni 70 le tv private iniziano a prendere piede insieme alle radio private, agli inizi degli anni ’80 Berlusconi entra dentro il mercato televisivo precisando le sue reti. Per tutto il decennio degli anni ’80 le regole non erano molto chiare, soprattutto dal punto di vista del mondo pubblicitario  poiché Berlusconi viveva di pubblicità, no c’erano regole per determinare quanta/dove/in che modo/con che tempistiche; la Rai era spiazzata da questa situazione ma di fatto l’aggressività delle reti Fininvest era molto evidente (poiché vivevano di questo). C’era bisogno di una regolamentazione, quindi nasce questa legge che è stata molto discussa e ambigua perché di fatto è una legge che è come se obbligasse Fininvest ad avere ciò che vuole avere (“Rai e Fininvest possono possedere tre reti ciascuna – ciò che voleva Fininvest- chi è proprietario di tre reti non può possedere i quotidiani – ciò creerebbe una sorta di monopolio dell’informazione che non è legale – tutte le reti che hanno la possibilità di trasmettere a livello nazionale devono necessariamente trasmettere un notiziario – ed era esattamente ciò che voleva Berlusconi, ovvero essere equiparato alla Rai, avere le stesse opportunità  i grandi punti di forza della Rai erano la diretta e il Tg”). Viene stabilito un tetto massimo per la pubblicità (dettato dall’agenzia AGCOM):

  • Per la Rai era del 12% ogni ora
  • Per Fininvest era il 18% ogni ora  Sostanzialmente legittima l’emittenza privata e la equipara all’emittenza pubblica dal punto di vista del numero di reti, della possibilità di trasmettere in diretta e della possibilità di avere un telegiornale. EFFETTI DELLA LEGGE MAMMÌ SULLA TV PRIVATA  DIRETTA  screenshot del programma che è stato il simbolo della diretta televisiva “ Non è la Rai” importante perché crea un linguaggio completamente nuovo (Boncompagni è stato un genio della televisione). In questo programma ci sono ragazze giovanissime, vestite in maniera succinta che si comportano in maniera ammiccante (oggi le regole morali non

permetterebbero così un utilizzo del femminile), ci si poteva permettere di tutto a quel tempo.  NOTIZIARIO  foto di Emilio Fede, qui è il momento in cui nel 1991 in diretta su Studio Aperto (primo tg delle reti Fininvest) dà l’annuncio dello scoppio della Guerra del Golfo. Per la prima volta in tv gli spettatori sentono accadere un evento storico vocale che è l’inizio di una guerra, Emilio Fede è in collegamento telefonico con la sua inviata, Silvia Cramar e lui durante questa diretta dice “hanno attaccato”  momento storico della televisione. Fondamentale per le reti Fininvest per affermare la loro importanza a livello nazionale. I TG FINIVEST 1991: nasce Studio Aperto diretto da Emilio Fede 1992: nasce TG 1992: nasce TG5 diretto da Enrico Mentana 1992: Emilio Fede passa da Studio Aperto al TG4  rende il TG4 un genere narrativo particolare per fare notizia, pettegolo/spettacolarizzato la ricerca dello scoop/del particolare morboso, della notizia di cronaca (diventa molto più importante del fatto politico perché attira più le persone) 1996: Finivest diventa Mediaset e qui si quota in Borsa Comunicazione istituzionale: aspetta di avere l’ufficialità, ha in mano una notizia e chiede alla fonte di questa notizia la possibilità/opportunità di diffonderla (il governo viene interpellato) Comunicazione di cronaca: ha la notizia e la dà (l’istituzione non viene interpellata) I PROGRAMMI SIMBOLO DEGLI ANNI ‘ IL NUOVO INTRATTENIMENTO:

  • Karaoke – Fiorello (Italia 1, 1992-1995)  Fiorello va in giro per le piazze e fa cantare la persone – link che demanda all’esibizione di Elisa Toffoli
  • Anima mia – Fazio e Baglioni (Raiuno, 1997)  ibrido che da voce a manifestazioni live (come un festival/comico) con livello di qualità alto ACCESS PRIME TIME:
  • Striscia la notizia (Canale 5, 1988 – ad oggi)  informazione basata su uno stile comunicativo di Mediaset, molto scandalistico/scoop/comicità
  • Il Fatto – Enzo Biagi (Raiuno, 1995-2002)  dopo il Tg, intrattenimento e approfondimento di una notizia dal punto di vista giornalistico PRESERALE (prima del telegiornale):
  • Tira & molla – Bonolis (Canale 5, 1996-1998)
  • Passaparola – Gerry Scotti (Canale 5, 1999-2008) SECONDA SERATA:
  • Maurizio Costanzo Show – Maurizio Costanzo (Canale 5, 1982-2005) come si fa un talk show, passando in Mediaset dalla Rai si porta questa idea di costruire un programma con ospiti diversi il più lontani tra loro, mettendoli in teatro e amministrando i turni di parola andandosi a spostare con una sedia dietro le spalle di chi in quel momento Costanzo intendeva far parlare. È Costanzo che gestisce i turni di parola.
  • Porta a Porta - Vespa (Raiuno, 1996 – ad oggi)  approfondimento della Rai con una caratteristica particolare della modalità di ingesso degli ospiti (attraversano una porta per entrare in studio) e vengono messi in contatto gli uni con gli altri dal conduttore stesso.

programma deriva dal libro di George Orwell “The Big Brother” del 1984: qualcuno che ti controlla senza accorgertene così come il logo è un occhio all’interno di una telecamera. Oggi Mediaset ha preso una strada negli ultimi 20 anni molto diversa, ha cercato di spingere molto di più sul gossip che sulla messa in evidenza delle persone comuni (anche per questioni economiche). Compresenza di due avvenimenti cosi diversi: uno devastante che la tv segue in diretta | dall’altra un format nuovo che cambia completamente le modalità di relazione del pubblico con la televisione. All’inizio di questo millennio il genere che prende piede è quello del reality, con tutte le sue declinazioni. Il talent che oggi vediamo è derivato dal reality. SVILUPPO E CRESCITA DELLE TV A PAGAMENTO Sky debutta nel 2003 in Italia dalla fusione di Stream e Telepiù con i seguenti generi:

  • Calcio
  • Film
  • Serie tv (“desperate housewifes”) Contenuti trasversali che piacciono all’italiano medio (calcio di molto interesse) quindi trasferire il calcio su una piattaforma a pagamento fa si che questa diventi importantissima e giustifichi il costo. Chiaramente accanto alla componente maschile c’è anche quella femminile, la cui offerta si precisa con le serie tv e con i film. Come risponde la tv generalista a questo attacco? Impoverendosi dei suoi generi di punta (Mediaset aveva un grande magazzino di film e il calcio), risponde con i grandi eventi televisivi (“One Man Show”) e le grandi serate del sabato sera (nel 2000 nasce “C’è posta per te”). Allo stesso tempo esplode un altro genere: il TALK SHOW POLITICO  perché in una situazione in cui la tv generalista ha la necessità di presidiare dei territori che la tv a pagamento non può presidiare, ecco che Mediaset e la Rai si appropriano di quei generi che possono attirare il loro pubblico specifico (che non è così pregiato – dal punto di vista economico – che si sposta su quello a pagamento) e la tv generalista quindi punta su dei generi che possono piacere ad un pubblico più trasversale. Un esempio di questo talk show è “ Otto e mezzo ” di Mentana, “ Ballarò ” “ Quarta Repubblica ”. Genere che costa poco (fatto in studio). LO SWITCH OFF Il momento fondamentale dei primi anni 2000 è quello che si chiama “switch off”: nel 2004 viene promulgata la LEGGE GASPARRI (equivalente della legge Mammì)  sancisce la necessità di passare dalle frequenze analogiche (tipiche della televisione generalista) al digitale. In realtà in Italia il processo di switch off si è realizzato nel 2012 (non è stato un passaggio semplice sia per problemi di infrastrutture sia per quanto riguarda la politica). Concretamente significa che si moltiplicano in maniera esponenziale i canali : l’offerta televisiva diventa enorme (occupazione di spazio). Nascono moltissimi canali (Mediaset Premium – Infinity – Rai4 – Rai5 – RaiStoria); la televisione generalista si attrezza per occupare le frequenze del digitale terrestre creando dei canali tematici  dalla metà degli anni 2000 alla fine del primo decennio il tentativo della tv italiana è quello di colonizzare la maggior parte di canali e riempirli di contenuti (-> bisogna inventarsi – PROBLEMA). In questo decennio si moltiplicano i generi  se dobbiamo creare dei canali tematici, se dobbiamo creare un’offerta vasta/concorrenziale capace di attrarre (non solo un pubblico che

abbia voglia di spendere dei soldi per un abbonamento) ma anche qualcuno capace di andare a trovarsi il suo contenuto all’interno di canali gratuiti del digitale terrestre. Significa che chi fa televisione si deve inventare dei contenuti (possibilmente non costosi con grande capacità di attrazione). Il genere particolarmente flessibile e capace di adeguarsi a questa situazione è il reality perché è quello che si presta meglio a raccontare la realtà ma allo stesso tempo di declinarsi in molti contesti (talent, Cooking show, tutorial = tutto ciò che ha a che fare con il raccontare la vita quotidiana attraverso delle trasmissioni televisive – ma non la comicità perché ha bisogno di contenitori abbastanza rigidi, “Zelig” cabaret che si è esaurito). L’idea è quella di colonizzare il maggior numero di spazi possibili e di tematizzare il più possibile: Rai4, Rai5, RaiCinema, RaiStoria, RaiYoYo (i programmi per bambini entrano nelle tv tematiche ma prima ancora nel pacchetto SKY  altro motivo per cui le famiglie hanno voglia di pagare un abbonamento è che sono abbastanza tranquilli nel mettere i propri figli davanti alla televisione con il controllo su canali che trasmettono solo per loro – cosa che la tv generalista non fa). In questo momento di crisi si sta creando un nuovo palinsesto: Italia1 ha inserito programmi per bambini il pomeriggio (siamo tutti a casa, le famiglie devono gestire i bambini e la tv riprende un ruolo di centro educativo), ritorna la tv dei ragazzi della paleotelevisione che offre dei momenti di svago con dei contenuti dedicati. Verranno rispolverate vecchie repliche, film leggeri (contenuti tranquillizzanti, rassicuranti). Non c’è pubblico in studio, quindi questi programmi non possono essere mandati in onda (ad esempio il programma “I soliti ignoti”, “Le Iene” per i servizi in giro per l’Italia). The laudest voice  miniserie che parla di come Fox si sia organizzato in un momento di crisi In sintesi: negli anni 2000 succede che: o Si moltiplicano le piattaforme (l’offerta per lo spettatore) o Si moltiplicano i contenuti o Cambiano le modalità/possibilità di accesso alle piattaforme o Cambiano i palinsesti  il palinsesto della tv a pagamento è completamente diverso rispetto a quello generalista. La grande differenza è che quello a pagamento non segue la logica di scansione oraria, rigida di Mediaset e Rai  un contenuto lo si può fruire quando si vuole (modalità a rullo e quella +1  canale che dà la possibilità di rivederlo in un secondo momento, si registra, la trovo nel palinsesto settimanale). Dà una libertà a noi spettatori amplissima di scelta, all’inizio disarmante, ma alle reti crea una serie di problemi (soprattutto alle generaliste) perché lo spettatore diventa più esigente, diventa attento a ciò che gli viene proposto e ha enormi possibilità di scelta (quindi concorrenziale). Auditel si adegua a questa situazione, non può più utilizzare la stessa metodologia di rilevamento anche per Sky e cerca di adeguarsi ancora adesso per l’ ascolto differito (significa che bisogna ripensare all’idea di cosa sia l’ascolto televisivo). o Switch off  processo che si conclude nel 2012 o 2013  si celebra il decennale di Sky. Sempre in questo anno, in Italia debutta Netflix  diventa un grande concorrente soprattutto della televisione a pagamento; le modalità di visione che propone (hanno a che fare con genere particolare: quello della serialità) scardinano le abitudini di visione dello spettatore comune. Mettono in campo delle modalità totalmente nuove: sia di messa in onda sia di fruizione. Dal 2013 in avanti, abbiamo un panorama televisivo estremamente composito:

 ARMA: quando viene utilizzato in maniera strategica/aggressiva, quando ci sono programmi che rubano l’audience. A volte questa battaglia è abbastanza contenuta, molto più spesso è sanguinosa che mette in campo una serie di strategie economiche/identità/di rete che si riflettono sull’offerta.  GIOCO: mestiere che richiede una capacità di gioco tattico (d’intelligenza), bisogna capire quando è il momento giusto di cambiare strategia. Continuo aggiustamento del tiro.  DRAMMATURGIA: il palinsesto è prevalentemente un racconto e la tv è un racconto. Ciò significa che il palinsesto è metafora del linguaggio televisivo: costruisce ogni giorno la storia di un canale/giornata/scelte dei suoi interlocutori/di chi riempie il vuoto con contenuti. È un racconto con personaggi (programmi e spettatori), con ruoli (svolti dai contenuti e dagli spettatori e emittenti) e ha una ritualità (cadenza – ritmo: racconta in maniera ritmata i propri contenuti, riesce a metterli in forma con un dinamismo e fluidità che accompagna lo spettatore per tutta la giornata).  FORMA DI POTERE: potere di organizzare i contenuti e presentarli (non sono gli spettatori a sceglierli ma le emittenti). Il palinsesto si assume un’enorme responsabilità nel gestire il linguaggio televisivo e la relazione fra i contenuti della tv e i suoi spettatori. Una buona definizione di palinsesto è anche quella di interfaccia : elemento bifronte capace di mettere in collegamento due universi (emittenza – spettatori). Il palinsesto serve come una membrana permeabile/schermo a due vie che è possibile attraversare proprio per dare senso ai contenuti della televisione. Il pubblico ha la possibilità di apprezzare, di misurarsi con i contenuti televisivi organizzati secondo determinati elementi. DEFINIZIONE Barra: “Il palinsesto è una sequenza ordinata di programmi e altri materiali (contenuto), disposti entro una griglia temporale (forma) secondo differenti logiche (editori, commerciali e professionali), mediante l’impiego di apposite tattiche e strategie e sulla base di obiettivi di lungo e breve termine”.

  • Palinsesto come difficoltà di definizione univoca
  • Palinsesto come superficie porosa entro la quale scrivono e si cancellano contenuti (superficie impermanente ma molto presente nella vita degli spettatori) Cap. 2: TECNICHE o CONTENUTO Ogni palinsesto è composto da tre grandi contenitori:
  1. PROGRAMMI
  2. SPAZI PUBBLICITRI
  3. AUTOPROMO DI RETE PROGRAMMIGirati in studio / in esterna : i programmi girati in studio sono meno costosi di quelli in esterna (le maestranze necessarie sono prevedibili)  In diretta / registrati / in differita : queste categorie possono essere sia in studio sia in esterna.  A utilità ripetuta (seriali) / a utilità istantanea : la serialità vuol dire che un programma è utilizzabile più volte, quindi ha una valenza economica importante (ha la possibilità di

ammortizzare il proprio costo di produzione con il fatto di essere messo in onda più volte – repliche – oppure di essere spezzettato in porzioni che vanno programmate a intervalli regolari – puntate). La serialità è una necessità narrativa della tv, determinata dalla sua quotidianità (diversa dal cinema). A utilità istantanea sono ad esempio “One Man Show” i grandi varietà del sabato sera che però sono di un’unica puntata (mandati in onda una volta sola) oppure esauriscono la loro funzione in quell’unica messa in onda. Per la televisione l’utilità istantanea è molto meno interessante della serialità, perché è un investimento di denaro che si concentra in un’unica volta, mentre con la serialità l’investimento viene spalmato su più volte.  Produzioni (anche adattamenti) / diritti (ready made) / eventi: le produzioni sono i programmi che vengono prodotti da una rete o da una casa di produzione che vende il prodotto alla rete; adattamenti -> possono esserci i format che vengono acquistati da una rete e poi adattati alla realtà locale (esempio XFactor, Masterchef: produzioni italiane sulla base di una struttura internazionale) e che ogni rete compera a seconda delle proprie esigenze. I programmi diritti acquistano programmi già fatti, non vengono prodotti ex novo o adattati (Real Time era piena di programmi ready made), acquisiti dall’estero e doppiati. Gli eventi sono il “Festival di San Remo”, le prime serate; sono programmi che hanno una loro forza dal punto di vista comunicativo proprio perché sono eccezionali, hanno dei costi che vengono sostenuti una tantum. SPAZI PUBBLICITARI Gli spazi pubblicitari sono un’ampia parte dell’offerta televisiva, sono una risorsa per la tv commerciale ma anche per quella pubblica. Vedremo in quali modi si manifesta la pubblicità all’interno dell’offerta palinsestuale:  SPOT : è una pubblicità che ha una durata media di 30 secondi (ma può essere un po' più lungo o più breve -> non più di tanto corto perché sennò diventa una pubblicità subliminale: lo spettatore non si può difendere da quella pubblicità, e se non si può sottrarre diventa un contenuto imposto, scorretto perché l’individuo non se ne può difendere. Il limite è sotto i 5 secondi).  SPONSORIZZAZIONI : è la situazione in cui un programma si apre nella sigla con la dicitura “questo programma è offerto da...”. Sono gli sponsor del programma ovvero aziende che investono denaro nella produzione di quel singolo programma. La sponsorizzazione non è necessariamente legata all’esibizione del prodotto nel programma  annuncia l’investimento di denaro da parte di un’azienda per la produzione del programma ma non è detto che poi quel prodotto compaia nel programma stesso.  TELEPROMOZIONI : era un genere pubblicitario molto in voga negli anni ‘90, presente però anche ora; il testimonial di una telepromozione, che è interno al programma televisivo, è anche il conduttore (esempio: “I soliti ignoti”, Amadeus con la moglie che pubblicizza i prodotti “Vaporetto - Polti”).  TELEVENDITA : programma in cui vengono venduti dei prodotti in maniera esplicita e diretta (esplicitato il prezzo). Maria De Filippi era una grande testimonial delle televendite  PRODUCT PLACEMENT : consiste nell’inserimento di un prodotto all’interno di un programma. Un’azienda ha pagato del denaro per poter pubblicizzare i propri prodotti, non tramite uno spot o sponsorizzazione, ma tramite l’inserimento del prodotto nel programma stesso.  BRANDEND CONTENT : modalità molto diffusa oggi, perché permette di risparmiare molto denaro, in particolare agli emittenti che non pagano nulla. È un programma che viene

o Stagione autunnale: settembre – dicembre o Stagione primaverile: gennaio/febbraio – maggio Ad esempio “Amici” non chiude perché ha garantito ai suoi inserzionisti una quantità x di ricavi (per quanto riguarda la promozione pubblicitaria che è inserita nel programma). Se il programma dovesse chiudere, l’emittente si troverebbe a pagare una penale a questi inserzionisti e non se lo può permettere Mediaset.

  • PERIODI FUORI GARANZIA = o Dicembre – Gennaio: periodo cuscinetto, in cui le persone sono in vacanza (Natale)  si testano programmi nuovi, il pubblico è diverso (sono più in casa rispetto a una stagione normale: ci sono più cartoni animati e film) o Giugno – Settembre: periodo di bassa stagione, pausa estiva (non si possono prevedere gli ascolti dei programmi, che sono molto inferiori, la giornata è più allungata, il palinsesto è più scarno: molte repliche). SETTIMANE E GIORNI La programmazione settimanale si divide in:
  • FERIALE (lunedì – venerdì)
  • FESTIVA (sabato – domenica) Singolo giorno: DAYTIME  Mattutina  risveglio, fascia meridiana (cucina e TG) – “Uno Mattina” fino ai programmi di cucina e al TG delle 13  Pomeridiana  lifestyle, fiction – dalle 13/14 su canale5 “Beautiful” “Uomini e Donne” fino alle 18  Preserale  game show, fiction, si chiude con il TG – dalle 18.30 fino al TG delle 20 Finito in TG inizia il PRIME TIME :  Access prime time  game show, fiction, Striscia – ad esempio su canale5 c’è “Striscia”, “I soliti ignoti”, “Un posto al sole”. Si collocano quei contenuti che devono avere la responsabilità di traghettare gli spettatori del TG sulla prima serata dello stesso canale.  Prime time  fascia più pregiata – diverso dai momenti dell’anno Dalla prima serata si passa alla fascia notturna (più sperimentali). NIGHT TIME :  Seconda – terza serata  I programmi di Renzo Arbore sono stati gli inventori della seconda serata, metteva insieme tutti i comici, cantanti, intrattenitori per costruire dei varietà di seconda serata con un linguaggio molto alto/intelligente, leggibile a più livelli (immediata o complessa) e ha creato un genere: Varietà di seconda serata. Non per tutti, non mirato a un target larghissimo della prima serata tradizionale, e si poteva permettere una serie di sperimentazioni di linguaggio molto interessanti.  Notturna o TECNICHE E STRATEGIE Si dividono in:
  • VERTICALE (tecniche che lavorano sullo stesso canale: Rai1 dalla mattina fino a notte)

o Traino = è la modalità con la quale un programma strascina il precedente verso il successivo. “Consiste nell’anteporre, a un programma che si vuole proteggere o rinforzare, un programma di sicuro successo, omogeneo per profilo di pubblico, in modo da trattenere il più possibile gli ascolti al momento del passaggio da un programma all’altro” – Battocchio Lead in  l’audience consegnata da un programma al programma precedente Lead out  l’audience che il programma consegna a quello successivo “Negli Stati Uniti il Superbowl è tradizionalmente considerato il miglior traino per lanciare la puntata pilota, che serve come prova per verificare il gradimento del pubblico, della serie di punta della stagione” – Battocchio o Hammocking = (“hammock”: amaca – mette in collegamento due poli). Consiste nell’inserire un programma nuovo (o più debole) nello spazio compreso tra due trasmissioni forti, consolidate e molto viste  il contenuto intermedio è rafforzato sia dal lead in precedente sia dal lead out successivo e quindi inserito in una posizione di rilievo. o Tent poling = (“montanti di una tenda”) struttura che prevede un programma forte al centro, inserito tra due titoli meno d’impatto o Blocking = è la pianificazione di una sequenza di programmi omogenei per genere, temi affrontati, linguaggi e mood, target di riferimento e comunità di interessi. Un blocco omogeneo e unitario, dove i programmi nuovi o più deboli sono rafforzati dall’inserimento in un flusso coerente (esempio: Canale5 il pomeriggio “rosa”).

  • ORIZZONTALE (tecniche che lavorano sulla fascia oraria - in termini di concorrenza) o Striscia = non è un caso che il programma “Striscia” si chiami così perché ogni giorno, alla stessa ora, la stessa porzione di palinsesto sullo stesso canale “a striscia” va quel contenuto (-> da lunedì a venerdì). o Ombrello = è analogo alla striscia, ma la continuità (stessa fascia oraria per tutti i giorni della settimana) non è data dallo stesso programma ma dallo stesso genere (ad esempio telefilm o cartoni animati vengono proposti in quella fascia oraria perché consente di fidelizzare il pubblico). Il pubblico non si fidelizza al singolo programma ma al genere. o Hammocking settimanale = un’amaca i cui tronchi d’albero sono costituiti dal programma ripetuto e la parte molle dei testi collocati, in altri giorni, nella stessa fascia. o Back-to-back = oltre a indicare la programmazione consecutiva di due episodi di una stessa serie è poi anche la pratica di trasmettere “di seguito”, all’interno della striscia, più stagioni di uno stesso titolo, non necessariamente nell’ordine corretto (esempio Masterchef: presenta due puntate di seguito). o Rotation = regolano l’utilizzo dei contenuti inediti (o comunque non ancora trasmessi) e di quelli replicati. o Theming = raggruppa titoli anche molto differenti nell’arco di una settimana o di qualche giorno sulla base del loro tema/argomento. Le tecniche di programmazione (verticale e orizzontale) hanno come scopo quello di costruire la fidelizzazione del pubblico, ogni canale vuole trattenere il più possibile il suo pubblico su quel medesimo canale.

Tipologie di collaborazione fra emittenti + case di produzione:

  • PRODUZIONE IN-HOUSE (interna) = la rete realizza il programma con le proprie risorse e strutture produttive. Il prodotto appartiene alla rete o al gruppo di cui fa parte. ( A chi appartengono i diritti dei programmi che vanno in onda? I diritti sono quelli che permettono di gestire il contenuto, di guadagnare dal contenuto e di sfruttare la dimensione economica del contenuto. Sono diritti legali – copyright). –> nella produzione in-house i diritti sono dell’emittente che produce (io realizzo un programma con le mie risorse, le mie capacità, i miei autori/registi/attori/conduttori e quando produco il programma, questo appartiene a me (esempio: “Striscia la Notizia” – prodotto e trasmesso da Canale5 – Tutti i TG sono in-house – “Paperissima”)
  • APPALTO (parte più cospicua della produzione televisiva) = viene realizzato da un accordo fra la rete e la casa di produzione: la rete (committente) affida a pagamento ad un fornitore esterno (casa di produzione) la realizzazione totale o parziale di un programma. I diritti sono di appartenenza della rete. (Esempio: “Ciao Darwin” in appalto alla casa di produzione di Bonolis – “Amici” in appalto da Mediaset a Fascino, casa di produzione di Maria de Filippi e Costanzo). Endemol Shine Italia – case di produzione del “Grande Fratello”, “Chi vuol essere milionario” Magnolia – “Isola dei famosi” Fremantle – “X-Factor” Stanbyme – intrattenimento: “Sfide”, “Storie” Luxvide – fiction -> casa di produzione di Bernabei
  • COPRODUZIONE = più produttori (normalmente la rete + un esterno) si uniscono per realizzare il programma. I diritti sono in comune. (esempio “L’amica geniale” in coproduzione tra RAI + HBO – “Gomorra” tra SKY+CANALplus + HBO – “The Young Pope”  SKY non produce quasi niente, dà tutto in appalto o in coproduzione)
  • ACQUISTO DI LICENZA = l’emittente acquista da un fornitore i diritti di messa in onda di un programma, o diparte di esso (documentario – “Quark”), o di un format. I diritti restano al fornitore e l’emittente ha solo diritti di utilizzo  caso diverso dall’appalto (opposto): la rete compra da una casa di produzione i diritti (esempio “Grande Fratello” i cui diritti sono di Endemol che propone il suo prodotto alla rete Mediaset che ha acquisito la licenza di produzione del programma – “XFactor” i cui diritti sono di Fremantle Italia che propone il suo prodotto a SKY che acquisisce la licenza per la messa in onda)
  • DIRITTO DI RIPRESA = l’emittente acquisisce i diritti di ripresa di eventi realizzati a prescindere dalla tv (concerti, manifestazioni sportive) I luoghi di negoziazione (tra emittente e case di produzione) si chiamano MERCATI: avvengono normalmente un paio di volte l’anno. Uno dei più importanti è il mercato di Montecarlo: Mipcom (avviene a maggio) Un altro (per le serie tv) si tiene a Los Angeles: Screemings Chi ha realizzato un programma (case di produzione) presenta ai possibili acquirenti il loro catalogo: fanno degli accordi che prevedono ad esempio l’acquisizione di un titolo forte (GF ai tempi d’oro, che si sa che avrà sicuramente successo) ma anche dei titoli meno forti  questo è il motivo per cui nelle reti si trovano programmi di diversa qualità e di successo. I diritti hanno una scadenza a seconda del tipo di programma, e possono essere rinnovati a seconda dell’esito dei singoli programmi.

ASCOLTI - AUDITEL

Come funziona:  Auditel esiste dal 1986 ed è per 1/3 di proprietà della RAI , per 1/3 delle emittenti private (principalmente Mediaset ) e per 1/3 di un’associazione di categoria di inserzionisti pubblicitari -> grandi aziende che investono denaro intorno alla pubblicità televisiva  Ogni mattina, Auditel fornisce - a chi usufruisce dei suoi servizi, principalmente addetti ai lavori e giornalisti - il resoconto degli ascolti del giorno precedente.  Auditel misura in tutti 380 emittenti televisive , e da alcuni anni non si limita a rilevare gli ascolti sulla televisione generalista/tradizionale ma anche quella in streaming, sui dispositivi mobili e on demand (“superpanel”).  Fonte di questi dati (Panel) sono i meter , degli apparecchi elettronici simili a piccoli decoder installati in un campione di case, che Auditel definisce “famiglie”: sono oltre 16.000, per un totale di 41.000 persone, e sono state scelte perché siano rappresentative della popolazione. Ogni volta che accendono la tv, le famiglie Auditel inseriscono sul dispositivo il dato di quante persone, e quali, sono davanti alla tv. I dati raccolti in questo modo vengono poi elaborati con dei modelli statistici, in modo da arrivare a delle stime sui comportamenti di tutti gli italiani  non sono dati puliti  Le famiglie non sono retribuite per la loro partecipazione alle rilevazioni, ma ricevono un buono annuo di quale decina di euro da spendere in vari negozi.  I dati raccolti non servono soltanto alle reti televisive per sapere quali programmi vanno bene e quali no , ma sono fondamentali per stabilire i prezzi delle inserzioni pubblicitarie : è per questo che la proprietà della società è condivisa, perché sia il più imparziale possibile.  In passato però ci sono state frequenti polemiche su questo aspetto: talvolta è stato messo in dubbio che il campione scelto da Auditel possa essere davvero rappresentativo, perché la maggior parte delle persone rifiuta di farsi installare in casa il meter. In diverse occasioni poi le reti più piccole hanno accusato il sistema di favorire il duopolio Rai-Mediaset. Tra le aziende che sono state più critiche nei confronti di Auditel c’è stata SKY, che però qualche anno fa è stata ammessa nel Consiglio di Amministrazione della società insieme a Discovery. I principali indicatori:

  • TOTALE ASCOLTO = il numero medio di telespettatori davanti alla tv accesa (su qualsiasi canale) in un dato intervallo di tempo
  • COPERTURA o CONTATTI = il numero di individui che hanno visto almeno un minuto di un certo programma su una data rete. Raccontano la capacità di attrazione di un programma. o La copertura lorda: tiene conto di tutti i contatti (Mario che sta guardando “L’isola dei famosi” lo guarda per 23 minuti; Luigi lo guarda per 1 minuto = Mario è contato 23 e Luigi è contato 1). Misura tutti i minuti visti, anche le ripetizioni di uno stesso soggetto. o La copertura netta: (Mario è contato 1 e Luigi è contato 1 = misura il numero di chi a visto almeno 1 minuti (1 vale 1). Serve a misura la capacità di attrazione di un programma  determinare l’interesse da parte dello spettatore: l’interesse non è guardare per 1 minuti il programma, ma se quel momento c’è uno spot allora è molto importante (bias di Auditel fatto per intercettare l’attenzione anche in maniera distratta perché anche questa per la pubblicità è importante – non lo è per il senso del programma/gradimento/contenuto)