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appunti integrati con i due libri di diritto penale e poteri dello stato e diritto penale e servizio sociale
Tipologia: Appunti
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DIRITTO PENALE E PENITENZIARIO prof.ssa SCOMPARIN Anita Igolkina
Sistema penale Diritto penale sostanziale è generale, astratto, è insieme di divieti di comportamenti a tutela di determinati beni giuridici. Si fa concreto all’interno del processo, quando si cerca di verificare il concreto; conseguenze da applicare a x per il fatto y, applicazione della sanzione. Il diritto processuale per il processo in cui è fondamentale il ruolo del giudice/magistrato. Il diritto penitenziario inizialmente gestito solo dalla pubblica amministrazione, ora è affiancato un giudice come garanzia di imparzialità e terzietà.
Fonti Costituzione + Convenzioni europee Diritto penitenziario sostanziale : Codice Penale (1930) con regole generali su comportamenti tradizionali o delitti naturali Leggi ad hoc su prostituzione, sostanze stupefacenti ecc. Diritto processuale : Codice di Procedura Penale (1989) Diritto penitenziario : legge n°354/1975 “legge di ordinamento penitenziario” regolamento penitenziario decreto n°230/
Prevede delle condotte di contenuto positivo e negativo, comportamenti di cui non osservanza porta a una sanzione. Un criterio formale per la definizione del carattere penale : norme che descrivono una condotta a cui segue, in caso di inosservanza, una sanzione penale. Le sanzioni penali hanno una caratteristica sostanziale comune che è incisione in modo diretto o indiretto sulla libertà personale. Ad esempio l’ergastolo (non si applica mai ai minorenni). Non esiste più la pena di morte dal ’44. Vi è la restrizione limitata nel tempo, cioè reclusione o arresto (simile alla reclusione); ci sono sanzioni di natura pecuniaria, cioè multa e ammenda penali, se restano non pagate diventano restrizioni della libertà personale, come libertà controllata, lavoro di pubblica utilità.
Una lettura costituzionalmente orientata del bene giuridico protetto dal diritto penale è quella che ha come beni fondamentali quelli previsti dalla costituzione. Tuttavia ci sono beni di recente emersione come la privacy, l’ambiente ecc. che sono altrettanto fondamentali ma non sono citati dalla Costituzione. Infine non ogni bene che è costituzionalmente previsto merita un’applicazione penale, infatti questa è l’extrema ratio, cioè quando non sono possibili altre forme di tutela: principio di meritevolezza penale.
Il processo rende concreto il progetto generale e astratto con la domanda iniziale: x ha fatto il reato y? Se sì, quale sanzione deve subire? Sono insieme di atti organizzati e formalizzati che vanno da un momento iniziale a un momento conclusivo. Il momento iniziale è quando qualcuno formula una domanda “x ha commesso il fatto y?”. Questa domanda deve essere sempre riferita a una persona fisica e determinata. Non ci sono processi penali verso persone giuridiche. Tale domanda viene chiamata imputazione a cui deve esserci una risposta del giudice, che, attraverso l’insieme di atti organizzati e formalizzati, viene guidato verso una sentenza conclusiva di assoluzione o condanna. Prima dell’imputazione ci sono le indagini preliminari per associale x al fatto y, e per far partire queste indagini ci deve essere una notizia di reato. La formulazione dell’imputazione è gestita dal Pubblico Ministero, cioè da un Magistrato, che governa le indagini aiutato dalla polizia.
Ci possono essere più gradi di giudizio, ovvero, dopo il primo, la proposta dell’impugnazione della sentenza (2° grado di giudizio) chiedendo l’appello al giudice di 2° grado. Se nessuno si appella, la sentenza di 1° grado diventa definitiva. Dopo l’appello c’è la possibilità di ricorso in Cassazione. Sentenza 1°grado – Appello 2°grado-Ricorso in Cassazione. Finché la risposta non è definitiva, non può essere eseguita la sentenza, cioè può quando si forma il giudicato.
Con la sentenza definitiva si apre una fase esecutiva appartenente ad diritto penitenziario. È imposta una flessibilità della pena dalla Costituzione, per tendere alla rieducazione del condannato, quindi la pena non può essere rigida. La flessibilità è affidata a un giudice chiamato Magistrato di Sorveglianza che deve verificare periodicamente l’esecuzione della pena.
PRINCIPI GENERALI La Costituzione Art.25,II enuncia regole di garanzia per i cittadini, cioè è la ratio di garanzia: nessuno può essere punito se non in forza di una legge. Era già contenuto nel art.1 C.P. È il principio della riserva di legge , cioè prevede che la disciplina di una determinata materia sia regolata soltanto dalla legge primaria e non da fonti di tipo secondario; ha una funzione di garanzia in quanto vuole assicurare che in materie particolarmente delicate, come nel caso dei diritti fondamentali del cittadino, le decisioni vengano prese dall'organo più rappresentativo del potere sovrano ovvero dal parlamento come previsto dall'articolo 70. Accezione della legalità sotto il profilo delle fonti di legge ammissibili. Art.25,III nessuno può essere sottoposto alle misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge. Quando c’è una riserva di legge in materia penale è in senso formale (nella materia può intervenire la legge del parlamento mentre non possono farlo atti aventi forza di legge, come decreti legge o decreti legislativi, del governo). È una garanzia perché i meccanismi parlamentari tutelano non solo la maggioranza ma anche la minoranza, e quindi tutelano tutte le voci. Ma è anche sostanziale , cioè è ammissibile che un decreto legge o un decreto legislativo vengano a modificare la materia, perché anche per questi esiste un controllo parlamentare ex post ed ex ante. Il decreto delega viene usato in materia penale per l’approvazione di corpi normativi consistenti o redazione dei codici.
N.B. Decreto legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione della Repubblica Italiana. Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. Decreto legislativo o decreto delagato è un atto normativo avente forza di legge adottato dal potere esecutivo (Governo) per delega espressa e formale del potere legislativo (Parlamento).
Non ammette alcun intervento delle fonti secondarie quando è riserva di legge assoluta, quando è relativa lo ammette, infatti nel sistema penale è relativa, quindi sono ammessi regolamenti nei limiti parlamentari. Es. Testo unico in materia di sostanze stupefacenti prevede norme penali. C’è un testo sulle norme della salute sugli effetti delle sostanze che viene aggiornato costantemente. Quest’ultimo testo è fonte secondaria che aggiorna la prima, integra quindi una regola posta dalla fonte primaria. Un regolamento non può prevedere una nuova pena o introdurre un reato nuovo. La materia di una sanzione non può stare nel regolamento. La descrizione della fattispecie è coperta dalla riserva di legge relativa. La materia della sanzione è coperta dalla riserva di legge assoluta.
La materia penale è coperta dalla riserva di legge statale (cost. art.117). la regione non può prevedere limitazioni alla libertà personale (art.120 cost) perché non può limitare la circolazione tra una regione e l’altra.
previsto dall’art.588 C.P. prevede responsabilità oggettiva perché si applica a tutti i partecipanti, anche a quello che è stato attaccato. Art.42,III c.p. prevede i casi in cui l’evento è posto altrimenti a carico dell’agente, come conseguenza della sua azione od omissione. Art.27,I cost. da cui per tempo è stato tratto che la responsabilità penale non poteva essere di una persona non fisica ma giuridica, cioè le società non possono commettere reati. Integrato da legge su responsabilità amministrativa che viene applicata con forme di processo penale perché, per l.n° 300/2000, è più adatto alla gravità della sanzione, ma quest’ultima è meramente amministrativa. Art.27,III cost. le pene non possono essere in contrasto al principio di umanità e devono tendere al principio di rieducazione del condannato. Ha senso rieducare un soggetto che ha tenuto un atteggiamento di rimprovero; è strettamente collegato alla responsabilità soggettiva. Art.27,IV cost. non è ammessa la pena di morte (se non nei casi previsti dalle leggi militari). La parte tra parentesi è stata soppressa nel 1994 perché la pena di morte è stata cancellata anche dai codici militari.
È categoria fondamentale del diritto penale sostanziale. È il comportamento umano descritto in un testo normativo e a cui la legge collega una sanzione di natura penale. Impone dei comportamenti o pone dei divieti. Si basa sulla definizione delle sanzioni, quindi è una definizione formale, fa riferimento alle sanzioni di natura penale.
Caratteristiche : è un comportamento di natura normativa, è una creazione legislativa, illecito di formulazione tassativa, ha carattere personale. È un comportamento dell’uomo e all’uomo deve essere attribuito un legame soggettivo.
Categoria generale del reato è di due tipi: delitto (più grave) e contravvenzione (meno grave). Questa definizione non trova sempre una corrispondenza nella realtà.
Definizione formale:
Reato è composto da una serie di elementi oggettivi, materiali; comportamento umano; occorre anche definirlo antigiuridico, ovvero contro l’ordinamento. Assenza di cause di giustificazioni che togliessero la rilevanza giuridica. Deve essere un comportamento colpevole; è necessario che ci sia la colpevolezza (con comportamento psicologico di rimprovero). Quindi: 1. Fatto tipico; 2. Antigiuridico; (elementi di natura oggettiva) 3. Colpevole.(elemento di natura soggettiva).
Fatto tipico (elemento oggettivo): scomponibile in una condotta umana e il risultato della condotta, legati fra loro da un rapporto causa-effetto (casualità). I tre elementi del fatto tipico sono condotta –evento -causa/effetto. Tipi di reato :
Condotta è un elemento imprescindibile. Deve sempre esserci un comportamento umano.
Principio di materialità : non basta il pensiero per integrare una fattispecie di reato. Art.25,II: nessuno può essere punito prima che sia entrata in vigore la legge del comportamento commesso.
Il reato è composto dal risultato della condotta (l’evento). Non sempre questo è presente, esistono reati in cui la modificazione del mondo esterno non ci sia. Es. evasione. L’evento non determina una maggiore o minore sanzione. La condotta è sempre necessaria, non sempre lo è l’evento.
Rapporto causa effetto (di casualità) : solo per i reati con evento naturalistico. Collegamento tra la condotta e il risultato dell’evento. Il rapporto di casualità va sempre provato (art.40) Quando un comportamento può essere considerato causa di un evento su cui pende il reato?
Evento in senso giuridico : offesa all’interesse protetto; si accompagna sempre ad altri elementi costitutivi del reato, ci sono però delle eccezioni. Ci possono essere tutti gli elementi costitutivi del reato ma non si reca l’offesa all’interesse protetto della norma incriminatrice es. reati di falso, cioè di falsificazione dei documenti. Perché si realizzi l’offesa all’interesse è necessario che la persone non siano tratte in inganno dal falso (perché fatto male). Il bene giuridico non è stato messo in pericolo: art.49,II cp : verificare sempre l’evento in senso giuridico; non c’è reato quindi l’insieme di elementi costitutivi non è idoneo alla realizzazione dell’evento pericoloso/dannoso. I nostri reati sono spesso strutturati come reati di danno , cioè che prevedono come evento il danno del bene giuridico. Esiste però la categoria di danno di pericolo , cioè prevede la sanzione penale anche per la messa in pericolo del bene giuridico. Es. reato di incendio, se di casa propria non è reato. Può diventare reato se diventa pericolo per l’incolumità pubblica.
Art.27,I: possibilità di muovere un rimprovero al soggetto : muovere un rimprovero di natura psicologica/soggettiva, discende dal principio di responsabilità personale e dal parametro della finalità rieducativa della pena.
Art. 47,III cp errore sul fatto non è dovuto all’errata percezione della realtà, cioè di fatto sul fatto, ma un errore di diritto che ha effetti che determina un errore sul fatto che costituisce un reato, ed è esclusa la punibilità penale. Es. muore la nonna, voglio mettere la sua collana al funerale, entro nella sua casa e prendo la collana dando per scontato e pensando che l’abbia lasciata a me (prima di sapere il testamento), ho sbagliato sulle norme che regolano il passaggio testamentario della proprietà del defunto. Determina l’errore di diritto che ha efficacia sulla percezione degli atteggiamenti della condotta. Errore sul divieto di natura penale (non penso che quel comportamento sia vietato penalmente), cioè errore di diritto sul precetto penale non esclude la punibilità, è un errore irrilevante. Es. smaltire l’olio fritto di rilevanti dimensioni non si può per strada ma nei centri specifici; nessuno può invocare come scusa l’ignoranza della legge penale (art.5 cp) Sentenza n°364/88 Corte Costituzionale tempera la rigidità dell’art.5 cp con “salvo che si tratti di ignoranza inevitabile”. È difficile dimostrare l’inevitabilità dell’ignoranza, sono ipotesi del tutto residuali. Ad esempio quando non c’era internet lo Stato mandava a ogni comune la Gazzetta Ufficiale con norme aggiornate, questa veniva appesa per farla conoscere ai cittadini, se questa non arrivava per strade bloccate o altro ci si poteva appellare all’ignoranza inevitabile. Altra ipotesi è quando un cittadino chiede spiegazioni su una norma a diverse autorità pubbliche e gli vengono date risposte discordanti, il cittadino può fare quello che vuole.
Art.43 cp colposo o contro intenzione quando l’evento, anche se previsto, non è voluto dal soggetto (…). Contro l’intenzione è per assenza di volontà nel realizzare l’evento, ma può anche averlo previsto. Ci può essere la rappresentazione ma non la volontà. Il fatto si realizza per negligenza, inosservanza ecc per questo viene rimproverato. Inosservanza di una regola cautelare che può anche non essere scritta, quindi generica: colpa generica. Violazione di leggi, regolamenti, ordini, discipline: regole cristallizzate nel tempo, regole cautelari specifiche e scritte: colpa specifica. Questa distinzione non corrisponde al livello di gravità.
Evento anche se preveduto ma non voluto. Se è preveduto come possibile, ma mentalmente è escluso che questa possibilità si realizzi, allora è colpa cosciente ; se non è preveduto è colpa incosciente. Colpa cosciente si distingue dal dolo eventuale perché nella colpa si è cosciente ma si rifiuta psicologicamente la realizzazione dell’evento. Il giudice è guidato dagli indici logici e di esperienza per distinguerli. Ad esempio valutare la deviazione del comportamento rispetto a quello dovuto o analisi dei precedenti. Es. limite di velocità è di 50 km/h, c’è differenza se il soggetto va ai 60 km/h o ai 120 km/h. Colpa cosciente è più grave, ma per alcune correnti è più grave non aver nemmeno previsto quel risultato. Comunque il legislatore ha stabilito con art. 161,3) cp che c. cosciente è più grave. PRETERINTENZIONE
Gravità intermedia con base normativa e non realmente psicologica, art.43 cp Preterintenzione, cioè oltre all’intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento più grave di quello voluto dall’agente. Ho volontà sull’evento, ma ho fatto qualcosa di più grave.
Due ipotesi di delitti preterintenzionali :
È “dolo + colpa” o “dolo + responsabilità oggettiva”? si tende a preferire la seconda ipotesi. Nell’esempio della more del feto il reato viene attribuito per il solo fatto di aver provocato lezioni alla dona sia che sapesse o meno della sua gravidanza. Nel primo caso risponderebbe sia delle lesioni sia della possibilità che questa fosse incinta.
Responsabilità oggettiva e non elemento psicologico è attribuita solo sull’evento causale, cioè in base al rapporto di casualità: art.42,III. Ad es. la rissa per cui è reato il solo fatto di avervi partecipato. Es. calunnia, comportamento di qualcuno che incolpa un soggetto di un reato sapendolo innocente. La responsabilità oggettiva sta in un evento ulteriore, cioè se il soggetto subisce una condanna penale nella sua innocenza.
IMPUTABILITA’
Non è punibile chi, nel momento in cui ha compiuto il reato, non era imputabile art.85 cp. Imputabile significa essere capace di intendere e di volere, cioè capire il significato delle proprie azioni, e la capacità di comportarsi in conformità di rappresentazioni mentali, ovvero della realtà. Infermità mentale/patologie alterano le capacità di capire o di volere, quindi esiste un vizio totale di mente. Questo non è punibile, prima di tutto, perché non si può muovere un rimprovero, tuttavia bisogna gestire la pericolosità sociale del soggetto e lo si fa attraverso la misura di sicurezza , un percorso curativo ma anche di contenimento. Il soggetto DEVE ESSERE considerato socialmente pericoloso. Per stabilire il vizio totale di mente bisogna confrontarsi con le scienze di natura psichiatrica o psicologica (meno utilizzata). Il giudice quindi deve fare un accertamento sullo stato mentale dell’accusato rivolgendosi a un perito che riempie di contenuto tale previsione. Il perito in questo caso è un psichiatra che usa un approccio clinico, non si fa la perizia psicologica. Intanto anche le parti fanno altrettanto nominando consulenti tecnici di parte. Si pone la domanda “ Il soggetto, nel momento del reato, era capace di intendere e volere?”.
Il vizio parziale di mente art.89 cp si ha quando la capacità di intendere e volere è diminuita in modo significativo, ma non in modo totale. La conseguenza penale è che per la parte non viziata si applica la pena normale come a persona imputabile, e per la parte di vizio mentale si applica la misura di sicurezza. Cioè la persona dovrà prima scontare la pena e poi essere inserita in un ospedale psichiatrico giudiziario. Questo tipo di conseguenza porta a una pena scontata, per cui, dopo aver scontato la prima parte ordinaria della pena, il giudice può imporre la seconda solo se il vizio parziale di mente è presente in quel momento e non quando questa è stata prevista alla conclusione del processo. Di conseguenza la misura di sicurezza può anche non essere più necessariamente applicabile. È un sistema a doppio binario : coesistenza di due meccanismi, di pena e la misura di sicurezza. Tuttavia questo meccanismo è poco funzionale perché la differenza tra la pena e la misura di sicurezza è quasi inesistente, cioè hanno le stesse funzioni. Anche dal punto di vista pratico la misura di sicurezza dovrebbe essere inutile se si presuppone che funzioni il carcere come strumento di rieducazione e contenimento. Il doppio binario nacque per mettere insieme due scuole di pensiero differenti, positivista e classica.
Decreto “svuota carcere”: eliminazione di ospedali psichiatrici giudiziari e costruzione di strutture territoriali sanitarie con il fine la cura del detenuto malato di mente con il de tenimento interno alla struttura ospedaliera.
Art.90 cp stabilisce che gli stati emotivi/passionali non incidano sull’imputabilità, anche se comunque incidono sulla capacità di intendere e volere.
Atre cause: ubriachezza/intossicazione da sostanze stupefacenti
Art.51 cp esercizio di un diritto o adempimento di un dovere. Ad esempio tirare una sberla alla figlia che si è divincolata e stava per essere investita, non è maltrattamento ma diritto di educazione (nei limiti), altro esempio ufficiali che arrestano un criminale privandolo di libertà personale esercitano il proprio dovere, quindi sono scriminati. Il dovere può provenire sia da una norma sia dall’ordine di un’autorità pubblica. L’ordine deve essere legittimo.
Art.52 cp legittima difesa: necessità di difendere un diritto proprio o altrui da un’offesa ingiusta; è fondamentale la proporzione tra l’offesa e la difesa. Il pericolo deve essere attuale (sul momento), non in anticipo al pericolo o successivamente, in questo caso sarebbe vendetta o premeditazione. Ad esempio non posso sparare a un ladro che sta scappando, non sarebbe difesa ma vendetta. Bisogna essere costretti alla necessità di difendersi, bisogna preferire la fuga quando è praticabile, in caso questa non possa esserci, si richiede il minimo intervento necessario per difendersi. Quindi la difesa deve essere proporzionale all’offesa, non tra i mezzi ma tra i beni in gioco, cioè il diritto offese e l diritto leso durante la difesa. Esiste la proporzione se si usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo nei luoghi di privata dimora. Questo comma è stato integrato nel 2006 allargando luoghi privati anche a luoghi di attività commerciale, professionale o imprenditoriale.
Art.53 cp uso legittimo delle armi. Non è punibile il pubblico ufficiale che fa uso dell’arma o altro mezzo adempiendo al proprio dovere.
Art.54 cp stato di necessità. Non è punibile se si commette reato nei confronti di un terzo innocente nel caso del pericolo non voluto, attuale, non altrimenti evitabile. Ad esempio due scalatori legati da una corda, il più alto taglia la corda facendo cadere il secondo perché altrimenti la corda non avrebbe retto e sarebbero caduti entrambi. Si applica sono in casi di pericolo del danno grave alla persona, non si applica a tutti i diritti. Alcune professioni come vigili del fuoco hanno il dovere di esporsi al pericolo, quindi non possono invocare giustificazione per stato di necessità.
Applicazione delle scriminanti : oggettiva art.59,I cp. Per il solo fatto di essere venuto in essere indipendentemente dal fatto che il soggetto ne sapesse l’esistenza del consenso. Scriminanti putative art. 59,IV cp , nella situazione contrario, cioè quando il soggetto pensa di agire in stato di situazione scriminante ma non è così, il giudice valuta le cause a suo favore, tranne nel caso di Errore determinato da colpa.
Determinate da un insieme di elementi che circondano il reato. La gravità è determinata dalle circostanze del reato. Sono elementi accidentali (non sempre presenti) che comportano aumento/ diminuzione della pena in termini quantitativi.
Circostanze attenuanti: individuate per dare meno spazio al giudice (introdotte durante il periodo fascista), cioè restringere la sua discrezionalità, diminuiscono la gravità del reato e quindi possono comportare la diminuzione della pena. Circostanze aggravanti : aumentano la gravità del reato e quindi possono portare all’aumento della pena.
Circostanze oggettive : condizioni oggettive dell’azione, le modalità oggettive della condotta, la gravità dell’offesa. Circostanze soggettive : intensità del dolo/colpa. La graduazione dell’elemento soggettivo, le condizioni o le qualità del colpevole, i rapporti tra il colpevole e l’offeso.
Circostanze comuni : si applicano a qualsiasi tipo di reato. Aggravanti comuni art. 61 cp; attenuanti comuni art.62 cp; attenuanti generiche art 62 bis cp: il giudice, indipendentemente dalle circostanze previste dal 62, può valutare altre circostanze diverse per una diminuzione della pena, questo bis è stato introdotto nel ’44 dopo la caduta del regime. Circostanze speciali: introdotte dalle leggi speciali o nella parte speciale del codice, si applicano solo ad alcuni singoli reati o ai gruppi di reati. Es. art.609 ter cp aggravanti per reati sessuali.
Circostanze definite : scritte in modo preciso, determinato, tassativo. Circostanze indefinite : non sono chiare, precise e determinate quindi il giudice è tenuto a specificare meglio nel caso concreto.
Circostanze a effetto comune : si guarda l’effetto, la conseguenza è che il giudice aumenta/ diminuisce la pena fino a 1/3 della pena base. Circostanze a effetto speciale: comportano aumenti/diminuzioni della pena base superiori a 1/3, applicazioni di un nuovo minimo e un nuovo massimo della pena, cioè nuovi limiti edittali, applicazione di pene di specie diversa.
Circostanze obbligatorie: una volta accertate obbligano il giudice all’aumento/riduzione della pena. Circostanze facoltative : lasciano libero il giudice circa l’aumento/diminuzione della pena. Es. recidiva: circostanza aggravante, situazione di chi, dopo essere stato già condannato, commette un altro reato (art. 99 cp), il giudice non è obbligato ad aumentare la pena, può decidere liberamente con una motivazione.
Imputazione delle circostanze “ come vengono attribuite a un soggetto?” Dagli anni ’30 fino agli anni ’90 le circostanze venivano imputate tutte in modo oggettivo per il solo fatto di essere venute in essere. Con la legge n°19/1990 si è stabilito che le circostanze attenuanti venivano imputate in modo oggettivo, ovvero anche se sconosciute dal soggetto, e le circostanze aggravanti in modo soggettivo, ovvero se conosciute dal reo o da lui ignorate per colpa.
Applicazione delle circostanze “cosa fa il giudice quando deve applicare una pena in presenza delle circostanze?”
Collaborare con gli altri nel reato con condotte imprudenti (colposo): cooperazione nel reato colposo: concorso di condotta imprudente (art.113 cp): più condotte colpose; tutti sanno della cooperazione. È diverso per due condotte colpose indipendenti che provocano lo stesso reato.
Trattamento sanzionatorio: art.112-114 cp circostanze specifiche aggravanti ed attenuanti per differenziare sulla pena la responsabilità.
Ipotesi di responsabilità oggettiva
Concorso formale di reati: art.81,I cp è punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge. È uguale per i casi di concorso formale omogeneo ed eterogeneo. Trattamento sanzionatorio - cumulo giuridico : si applica la pena prevista per il reato più grave e si operano degli aumenti per ogni ulteriore reato commesso, con il limite del triplo. Un’ulteriore limite è che la pena non può mai essere superiore a quella che risulterebbe dall’applicazione del cumulo materiale.
Concorso materiale di reati: art.73 cp Concorso di reati che importano pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie. Se più reati importano pene temporanee detentive della stessa specie, si applica una pena unica, per un tempo eguale alla durata complessiva delle pene che si dovrebbero infliggere per i singoli reati. Quando concorrono più delitti, per ciascuno dei
quali deve infliggersi la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni, si applica l’ergastolo. Le pene pecuniarie della stessa specie si applicano tutte per intero. Art. 72 cp Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell'ergastolo, si applica la detta pena con l'isolamento diurno da sei mesi a tre anni. Artt. 74-75 cp Se più reati importano pene temporanee ( o pene pecuniarie) detentive di specie diversa, queste si applicano tutte distintamente e per intero. Trattamento sanzionatorio – cumulo materiale: si sommano le pene previste per ciascuno dei reati commessi. Temperamenti: introduzione dei limiti massimi di pena, ad eccezione: il reato continuato.
Reato continuato: art.81,II cp : È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge. L’unicità del disegno criminoso dimostrerebbe una minore rimproverabilità dell’autore e quindi giustificherebbe un trattamento sanzionatorio meno rigoroso. Elementi costitutivi del reato continuato : pluralità di azioni od omissioni (anche distanziate da un notevole lasso di tempo), più violazioni di legge (casi di concorso sia omogeneo sia eterogeneo), unicità del disegno criminoso.
LE SOSTANZE STUPEFACENTI dpr n°309/ Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope modificata dal referendum del ’93 e successivamente dalla l.49/
Prima del 2006 le sostanze erano classificate in sei tabelle, la I e la III erano droghe pesanti e comprendevano sostanze in grado di produrre effetti sul sistema nervoso centrale e di determinare dipendenza fisica e psichica. Di questi facevano parte oppio e suoi derivati, foglie di coca, anfetamine ecc. Tabelle II e IV erano droghe leggere comprendenti le sostanze per le quali i pericoli di induzione di dipendenza fisica di intensità e gravità minori di quelli prodotti dalle droghe pesanti. Tabelle V e VI erano i prodotti usati per finalità terapeutiche. Dopo il 2006 sono state create due tabelle, tabella I che comprende droghe leggere e pesanti, cioè sostanze vietate, in grado di produrre effetti sul sistema nervoso centrale e di determinare dipendenza fisica e psichica; piante e sostanze i cui principi attivi possono provocare allucinazioni o gravi distorsioni sensoriali. Tabella II comprende i medicinali usati con finalità terapeutica, che contengono sostanze stupefacenti o psicotrope e quindi possono diventare oggetto di abuso.
Nel Testo originario era illecito penale ( con la pena differenziata per droghe leggere o droghe pesanti) la coltivazione, produzione, fabbricazione, estrazione, raffinamento, distribuzione, trasporto, vendita, commercio, offerta, esportazione ecc. delle sostanze delle tabelle I,II,III,IV. Inoltre era illecito penale l’importazione, l’acquisto e la detenzione non per uso personale o per uso personale in quantità superiore alla dose media giornaliera. Invece per la detenzione per uso personale ma in quantità non superiore alla dose media giornaliera si rincorre in illecito amministrativo.
Il referendum del 1993 abroga il concetto della dose media giornaliera. Dopo il referendum coltivazione, produzione, …, detenzione non per uso personale porta all’illecito penale. Invece importazione, acquisto e detenzione per uso personale a prescindere dalla quantità porta all’illecito amministrativo.
La modifica della l. 49/2006 porta a illecito amministrativo l’importazione, esportazione, acquisto, ricezione o detenzione illecita di sostanze stupefacenti per un uso esclusivamente personale. Invece in caso di coltivazione, produzione ecc. per qualunque scopo, esportazione, importazione, detenzione di sostanze che appaiono destinate ad un uso non solo esclusivamente
IVG dopo i 90 giorni dal concepimento ▲ Feto senza possibilità di vita autonoma : presupposti - grave pericolo per la vita della donna. – rilevanti malformazioni fetali accertate che determina un grave pericolo psichico o fisico della donna. Procedura la donna, con l’accertamento sanitario, procede immediatamente con l’IVG. In casi di urgenza non c’è alcun tipo di accertamento e si procede in pronto soccorso. La minorenne non necessita del consenso dei genitori. ▲ Feto con possibilità di vita autonoma : presupposti -grave pericolo per la vita della donna. Procedura il medico induce il parto prematuro e adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.
Riservatezza della donna : chiunque divulga l’identità della donna commette reato penale, è tutto anonimo. Ipotesi di delitto preterintenzionale art.18 l.194 : il soggetto vuole provocare lesioni alla donna e provoca la morte del feto (pena 10-18 anni). Al contrario se vuole cagionare l’aborto ma uccide la donna la pena è più bassa rispetto al caso contrario (pena 6-8 anni). Motivo è ad es. il sanitario che esegue l’IVG consentito dalla donna ma non questa muore. Però per com’è scritta la legga è della stessa gravità chi la prende a calci per provocare l’aborto ma la uccide.
CODICE PENALE
Il codice penale è organizzato in 3 Libri: LIBRO PRIMO - Dei reati in generale LIBRO SECONDO - Dei delitti in particolare LIBRO TERZO - Delle contravvenzioni in particolare Ciascun Libro, a sua volta, è suddiviso in Titoli, Capi, Sezioni, Paragrafi e Articoli.
Libro primo DEI REATI IN GENERALE Titolo I Della legge penale Titolo II Delle pene Titolo III Del reato Titolo IV Del reo e della persona offesa dal reato Titolo V Della modificazione, applicazione Titolo VI Della estinzione del reato e della pena Titolo VII Delle sanzioni civili Titolo VIII Delle misure amministrative di sicurezza Libro secondo DEI DELITTI IN PARTICOLARE Titolo I Dei delitti contro la personalità dello Stato Titolo II Dei delitti contro la Pubblica amministrazione Titolo III Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia Titolo IV Dei delitti contro il sentimento religioso e contro la pietà dei defunti Titolo V Dei delitti contro l'ordine pubblico Titolo VI Dei delitti contro l'incolumità pubblica Titolo VII Dei delitti contro la fede pubblica Titolo VIII Dei delitti contro l'economia pubblica, l’industria e il commercio Titolo IX Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume Titolo IX- bis Dei delitti contro il sentimento per gli animali Titolo X (^) Dei delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe ( abrogato dalla legge n°194) Titolo XI Dei delitti contro la famiglia Titolo XII Dei delitti contro la persona Titolo XIII Dei delitti contro il patrimonio
Libro terzo DELLE CONTRAVVENZIONI IN PARTICOLARE Titolo I Delle contravvenzioni di polizia Titolo II Delle contravvenzioni concernenti l'attività sociale della pubblica amministrazione Titolo II- bis Delle contravvenzioni concernenti la tutela della riservatezza
Reati perseguibili d’ufficio : è sufficiente che l’ordinamento sappia che è stato commesso il reato, cioè vi è la notizia del reato. Sono reati più gravi, non occorre altro che il sospetto.
Reati perseguibili a querela : non basta il sospetto ma occorre la querela, è una condizione di procedibilità necessaria per procedere nei confronti del soggetto. È una dichiarazione di volontà proveniente dalla persona offesa dal reato, i reati meno gravi che ledono un bene individuale. Se l’offeso non presenta la querela non si può procedere, lo stesso vale se la ritira. Il querelato può accettare o respingere il ritiro della querela. La querela è presentabile dai maggiorenni; in caso di minorenni tra 14-18 anni si ha comunque la possibilità di presentarla, ma anche i genitori possono presentarla in proprio nonostante la diversa volontà del minore. In caso di minore sotto i 14 anni hanno la possibilità di presentare querela solo i genitori o i tutori. La querela non è per forza solo contro un soggetto ma anche contro un reato, è presentabile entro i 3 mesi dalla conoscenza del reato.
La denuncia è diversa, è una dichiarazione di scienza, atto con cui un soggetto qualunque porta a conoscenza l’ordinamento di un reato commesso, non per forza dall’offeso. È un atto facoltativo per il privato cittadino, a parte alcuni reati specifici e per alcuni soggetti pubblici.
PROSTITUZIONE l.n.°75/
La legge porta alla chiusura delle case di tolleranza, comunemente chiamati bordelli, che prima permettevano la prostituzione al loro interno. Secondo lo Stato era preferibile avere queste case per evitare la divulgazione delle malattie veneree e in queste c’erano condizioni sanitarie migliori. Negli anni ’50 diventa reato il favoreggiamento, l’induzione e lo sfruttamento in materia di prostituzione. La prostituzione di per sé in casa propria non è un reato, ci sono fattispecie connesse che generano reato, queste sono atti osceni in luogo pubblico e atti contrari alla pubblica decenza. L’adescamento costituisce un illecito di natura amministrativa.
PROSTITUZIONE MINORILE art.600 bis Sfruttamento sessuale dei minori introdotto nel codice penale dalla l. n°269/1998. È reato indurre alla prostituzione un soggetto minore di 18 anni, favorirne o sfruttarne la prostituzione, compiere atti con minore di età 16-18 in cambio di denaro o di altra utilità economica, compiere atti sessuali con minore 14-16 anni di cambio di denaro o altra utilità economica, compiere atti sessuali con minore di 14 anni in cambio di denaro e in questo caso si risponde del delitto di atti sessuali con minorenne ai sensi di art.609 quater. Si procede sempre d’ufficio.
Circostanze aggravanti : se il fatto è commesso con violenza o minacci, in danno del minore degli anni 14, da un ascendente, genitore adottivo, coniuge o convivente, ecc. da pubblici ufficiali o in danno al minore in stato di infermità o minorazione psichica, naturale o provocata. Circostanze attenuanti : se il cliente ha meno di 16 o 18 anni o per chi adopera concretamente perché il minore riacquisti autonomia e libertà.
PORNOGRAFIA MINORILE art. 600 ter/quater Chi realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico utilizzando i minori o induce questi a partecipare a esibizioni pornografiche, chi fa commercio del materiale pornografico minorile, chi divulga, distribuisce o pubblicizza predetto materiale, divulga o distribuisce notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori, chi offre o cede ad
Corruzione del minorenne Art. 609 quinquies : chiunque compie atti sessuali in presenza di un minore di anni 14 al fine di farlo assistere. La procedibilità è sempre d’ufficio.
Violenza sessuale di gruppo art.609 octies : due o più persone riunite compiono violenza sessuale ai sensi dell’art.609 bis. È punito di più perché viola maggiormente la libertà dell’offeso. Anche quando uno dei partecipanti non compie l’atto sessuale ma è comunque compresente. Circostanze aggravanti uguali alle circostanze aggravanti dell’art.609 ter, la pena è aumentata fino a 1/3. Circostanze attenuanti per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato, la pena è diminuita fino a 1/ Procedibilità sempre d’ufficio.
Tutela giudiziaria della vittima ▲ Qualsiasi età : chiunque nei casi dei delitti di violenza sessuale divulghi, anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa, la generalità o l’immagine della persona offesa senza il suo consenso, è punito con l’arresto da 3 a 6 mesi. L’imputato per i delitti di violenza sessuale è sottoposto, con le forme della perizia, ad accertamenti per l’individuazione di patologie sessualmente trasmissibili, qualora le modalità del fatto possano prospettare un rischio di trasmissione di tali patologie. Norme processuali: dibattimento se l’offesa lo richiede anche a porte chiuse, divieto di domande sulla vita privata o sulla sessualità della persona offesa se non necessarie alla ricostruzione del fatto, ammissione automatica della vittima al patrocinio a spese dello stato, possibilità di applicare la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare.
▲ Vittima minorenne : quando si procede per violenza sessuale o corruzione del minore il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni. L’assenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o altre persone idonee indicate dal minore e ammesse dall’autorità giudiziaria che procede. Dei servizi istituiti dagli enti locali si avvale altresì l’autorità giudiziaria in ogni stato e grado al procedimento. In ogni caso al minore è assicurata l’assistenza dei servizi minorili dell’amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali. Il dibattimento è celebrato sempre a porte chiuse.
ATTI PERSECUTORI – norma anti stalking art.612 bis CP del 2009
Chi, con condotte reiterate (più condotte) minaccia o molesta qualcuno in modo da cagionare un perdurante stato di ansia o di paura per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto o legato affettivamente, oppure con tali atti costringe di alterare le abitudini del soggetto.
Il reato è procedibile a querela in tutti i casi. Le eccezioni per cui è procedibile d’ufficio sono se l’offeso è minorenne, se è affetto da disabilità, se è connesso a un reato procedibile d’ufficio o se è commesso da un soggetto ammonito.
Ammonimento : invito dal questore al presunto autore di stalking a tenere una condotta conforme alla legge, è emesso prima che sia proposta querela su richiesta della persona offesa, è un provvedimento orale (ma verbalizzato) emesso dopo aver assunto, se necessario, informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti.
Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa è una misura cautelare, un provvedimento del giudice che prescrive all’imputato di non avvicinarsi ai luoghi determinati, abitualmente frequentati dalla persona offesa o anche, eventualmente, dai prossimi congiunti, anche un eventuale divieto di comunicare con le predette persone. Il provvedimento deve essere comunicato ai servizi socio assistenziali del territorio.
Art.600 Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque a prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è punito con la reclusione da otto a venti anni. La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona. Si procede sempre d’ufficio
Circostanze aggravanti : se i fatti sono commessi in danno del minore dei 18 anni, diretti allo sfruttamento della prostituzione, al fine di sottoporre la persona offesa al prelievo di organi, se da questo deriva un grave pericolo per la vita o l’integrità fisica o psichica dell’offeso.
TRATTA DI PERSONE E COMMERCIO DI SCHIAVI
Art.601 Chiunque commette tratta di persona che si trova nelle condizioni di cui all’articolo 600 ovvero, al fine di commettere i delitti di cui al primo comma del medesimo articolo, la induce mediante inganno o la costringe mediante violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante promessa o dazione di somme di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, a fare ingresso o a soggiornare o a uscire dal territorio dello Stato o a trasferirsi al suo interno, è punito con la reclusione da otto a venti anni. Art.602 Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 601, acquista o aliena o cede una persona che si trova in una delle condizioni di cui all’articolo 600 è punito con la reclusione da otto a venti anni. In entrambi i casi si procede d’ufficio.
Circostanze aggravanti : La pena è aumentata da un terzo alla metà se i delitti sono commessi in danno di minore degli anni diciotto o sono diretti allo sfruttamento della prostituzione o al fine di sottoporre la persona offesa al prelievo di organi, oppure se dal fatto deriva un grave pericolo alla vita o alla salute fisica o psichica del sogg.
MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA art.572 cp
Chiunque, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o