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Diritto penale e penitenziario, Sintesi del corso di Diritto Penale

Riassunti del corso di diritto penale

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 12/06/2026

giulia-lino-2
giulia-lino-2 🇮🇹

3 documenti

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DIRITTO PENALE E PENITENZIARIO
Titolo: !Diritto penale e servizio sociale"
Anno pubblicazione: !2021"
Editore: !Giappichelli"
Autore: !G. Neppi, D. Petrini, B. Giors"
ISBN !9788892160200"
Permalink: !https://www.giappichelli.it/diritto-penale-e-servizio-
sociale-9788892132894open_in_new"
Capitoli: !tutti tranne il cap. VI della Parte seconda"
Note testo: !Obbligatorio per tutti"
Obbligatorio: !Si"
Titolo: !Manuale di diritto penitenziario"
Anno pubblicazione: !2023"
Editore: !Giappichelli"
Autore: !F. Della Casa, G. Giostra"
ISBN !9791221153545"
Permalink: !https://www.giappichelli.it/manuale-di-diritto-
penitenziario-9791221100730open_in_new"
Capitoli: !Tutti tranne cap. IV, V e VII"
Note testo: !Obbligatorio solo per non frequentanti; per i frequentanti, i relativi temi saranno
approfonditi a lezione"
Obbligatorio: !Si"
Lezione 1- 21/09/2023
Che cos’è un reato? È un reato se c’è un sanzione penale (pena detentiva)"
Nel processo penale si discute di sanzioni penali e di responsabilità. Il risarcimento riguarda il
diritto civile."
Un reato è la violazione di una legge. È un fatto umano, vietato dalla legge, la cui commissione
comporta l’applicazione di una sanzione penale."
Come distinguere le sanzioni penali dalle altre sanzioni?"
Sanzioni detentive—> sono solo penali. La più aittiva del nostro ordinamento,"
Ci sono altre forme di detenzione che sono né sanzioni né penali—> detenzioni amministrative
(TSO, CPR, centri di permanenza per il rimpatrio) molto più fluida nei suoi contenuti perchè ha
meno garanzie."
Il diritto penale non prevede solo sanzioni detentive:"
Sanzioni para-detentive—> detenzione domiciliare, o, qualora il condannato lo richieda, lavoro
di pubblica utilità. Pene sostitutive:"
-Semi-libertà"
-Detenzione domiciliare"
-Lavoro di pubblica utilità "
-Pena pecuniaria—> quando il giudice ritiene di dover infliggere una
pena detentiva entro il limite di un anno"
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DIRITTO PENALE E PENITENZIARIO

Titolo: Diritto penale e servizio sociale Anno pubblicazione: 2021 Editore: Giappichelli Autore: G. Neppi, D. Petrini, B. Giors ISBN 9788892160200 Permalink: https://www.giappichelli.it/diritto-penale-e-servizio- sociale-9788892132894open_in_new Capitoli: tutti tranne il cap. VI della Parte seconda Note testo: Obbligatorio per tutti Obbligatorio: Si Titolo: Manuale di diritto penitenziario Anno pubblicazione: 2023 Editore: Giappichelli Autore: F. Della Casa, G. Giostra ISBN 9791221153545 Permalink: https://www.giappichelli.it/manuale-di-diritto- penitenziario-9791221100730open_in_new Capitoli: Tutti tranne cap. IV, V e VII Note testo: Obbligatorio solo per non frequentanti; per i frequentanti, i relativi temi saranno approfonditi a lezione Obbligatorio: Si Lezione 1- 21/09/ Che cos’è un reato? È un reato se c’è un sanzione penale (pena detentiva) Nel processo penale si discute di sanzioni penali e di responsabilità. Il risarcimento riguarda il diritto civile. Un reato è la violazione di una legge. È un fatto umano, vietato dalla legge, la cui commissione comporta l’applicazione di una sanzione penale. Come distinguere le sanzioni penali dalle altre sanzioni? Sanzioni detentive—> sono solo penali. La più afflittiva del nostro ordinamento, Ci sono altre forme di detenzione che sono né sanzioni né penali—> detenzioni amministrative (TSO, CPR, centri di permanenza per il rimpatrio) molto più fluida nei suoi contenuti perchè ha meno garanzie. Il diritto penale non prevede solo sanzioni detentive:

  • Sanzioni para-detentive—> detenzione domiciliare, o, qualora il condannato lo richieda, lavoro di pubblica utilità. Pene sostitutive: - (^) Semi-libertà - (^) Detenzione domiciliare - (^) Lavoro di pubblica utilità - (^) Pena pecuniaria—> quando il giudice ritiene di dover infliggere una pena detentiva entro il limite di un anno
  • Sanzioni pecuniarie—> devo pagare del denaro (multa, ammenda). Le pecuniarie non pagate vengono convertite da un giudice in sanzioni semi-detentive della libertà personale a un tasso di 250 euro al giorno. Sanzioni penali—> ergastolo è la più afflittiva, le altre principali sono la reclusione e l’arresto. Incide direttamente o indirettamente sulla libertà personali Per la Costituzione Italiana la pena ha, quindi, una finalità rieducativa, ovvero il reinserimento nella società dell’individuo. Art.13 Cost. —> custodia cautelare. Contiene un rischio, che scappi. Nei confronti del condannato invece si ha un processo di rieducazione. Durante il processo la persona indagata non è da considerare colpevole. Art.13 Cost La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2 ] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3 ]. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni e ff etto. E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [cfr. art. 27 c. 3 ];. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. Il codice penale vigente, anche detto Codice Rocco è stato vanato il 19 ottobre 1930 con regio decreto. Arturo Rocco era il ministro della giustizia. Il codice è figlio di un sistema particolarmente autoritario, e non lo si capisce tanto dalla parte generale, dedicata all’analisi del reato, quanto dalla sua parte specifica, dedicata all’analisi dei singoli casi di reati. La parte generale del codice ha trasfuso principi di particolare garanzia nei confronti dei diritti del singolo. Qualche istituto è stato cambiato, ma in generale rimane lo stesso. La parte speciale è invece figlia del suo tempo—> i reati sono suddivisi a seconda del tipo di interesse che vanno a ledere. Se scrivessimo oggi il codice, i primi reati che verosimilmente inseriremo sarebbe quelli contro la persona. Nel catalogo, i primi sono i delitti contro la personalità dello stato. Ciò che è reato cambia. Il reato è un comportamento a cui il legislatore associa una sanzione penale. Cambia nel tempo perché cambia il nostro modo di sentire, i valori. È il legislatore che facendo proprio il sentire della collettività decide che cos’è reato, che cosa non deve esserlo più e che cosa si merita di diventarlo. LIBRO SECONDO - Codice Penale Dei delitti in particolare Titolo I - Dei delitti contro la personalità dello stato (artt. 241-313) Titolo II - Dei delitti contro la pubblica amministrazione (artt. 314-360) Titolo III - Dei delitti contro l'amministrazione della giustizia (artt. 361-401) Titolo IV - Dei delitti contro il sentimento religioso e contro la pietà dei defunti (artt. 402-413) Titolo V - Dei delitti contro l'ordine pubblico (artt. 414-421)

Un fatto umano vietato dalla legge la cui commissione comporta l’applicazione di una sanzione penale che possono essere:

  • Detenzione —> sanzione più affettiva dell’ordinamento italiano, ne esistono differenti tipologie: - (^) Ergastolo —> - (^) Reclusione —> - (^) Arresto —> non ha nulla che che fare con l’arresto in flagranza di reato, ma consiste in una forma di detenzione in carcere
  • Para-detentive = Pene sostitutive
    • (^) Semi libertà
    • (^) Detenzione domiciliare
    • (^) Lavoro di pubblica utilità
    • (^) Pena pecuniaria —> se il giudice dovrebbe applicare la reclusione ma la sostituisce con la multa
  • Pecuniarie —> quando vengo condannato al giudice penale ad un pagamento, la differenza da quella amministrativa consiste nella conversione da parte del giudice in semilibertà, cioè una condizione di semi detenzione (dormire nell'istituto penitenziario) ATTENZIONE: le pene pecuniarie non pagate si convertono in sanzioni semi detentive ad un tasso di 250 euro al giorno Il codice penale vigente detto Codice Rocco, istituito nel 1930 scritto, il regime fascista aveva virato verso un regime autoritario, lo si capisce non tanto dalla parte generale che pur essendo dell’epoca fascista aveva buone basi di particolare garanzia dei diritti del singolo, ma da quella speciale, che viene catalogato in base all’interesse che vanno a ledere, mettendo ai primi posti i reati verso lo stato e verso la fine del catalogo i reati contro la persona. Ciò che è reato cambia—> il rato è un comportamento a cui il legislatore attribuisce una sanzione penale, ma ciò che viene definito e considerato reato viene definito dal legislatore, cambiando nel tempo e nel corso della storia in base alla percezione della comunità. Il codice penale è sopravvissuto all’introduzione della costituzione, la parte generale è rimasta relativamente invariata, mantre la parte speciale è stata soggetta a numerosi cambiamenti da parte della corte costituzionale. Lezione 2 — 28/09/ Funzione del diritto penale—> assicurare la tutela degli interessi umani fondamentali. Caratteristica del diritto penale—> le sanzioni che incidono direttamente o indirettamente sulle libertà personali. I principi espressi dalla Costituzione in materia di diritto penale hanno la funzione di garantire I cittadini dal rischio di soprusi da parte dello Stato e del suol organi. L’art 25 della Costituzione esprime il PRINCIPIO DI LEGALITÀ in materia penale, che si articola in tre sottoprincipi:
  • Principio della determinatezza e tassatività della legga penale—> nessuno può essere punito se non in forza di legge, esso non è esplicitato ma viene dedotto. La determinatezza è un principio che si rivolge al legislatore esso deve scrivere le leggi in modo determinato, cioè l’interpretazione della norma deve essere univoca
  • Principio della riserva di legge in materia penale—> fonti del diritto penale sono soltanto le leggi, ovvero gli atti emanati dal parlamento
  • Principio di irratroattività della legge penale—> DIRITTO PENALE E PENITENZIARIO LEZIONE 2 —> il principio della riserva di legge Regolamentato dall’articolo 25 Funzione del diritto penale—> assicurare la tutela degli interessi umani fondamentali. Caratteristica del diritto penale—> le sanzioni che incidono direttamente o indirettamente sulle libertà personali. I principi espressi dalla Costituzione in materia di diritto penale hanno la funzione di garantire I cittadini dal rischio di soprusi da parte dello Stato e del suol organi. L’art 25 della Costituzione esprime il PRINCIPIO DI LEGALITÀ in materia penale, che si articola in tre sottoprincipi:
  • Principio della determinatezza e tassatività della legge penale—> nessuno può essere punito se non in forza di legge, esso non è esplicitato ma viene dedotto. La determinatezza è un principio che si rivolge al legislatore esso deve scrivere le leggi in modo determinato, cioè l’interpretazione della norma deve essere univoca. Quando una legge è troppo indeterminata essa diviene incostituzionale. Sin materia penale è vietata l’analogia per motivi di garanzia
  • Principio della riserva di legge in materia penale—> fonti del diritto penale sono soltanto le leggi, ovvero gli atti emanati dal parlamento
  • Principio di irratroattività della legge penale —> sono valide solo le norme attualmente in vigore e non quelle che entreranno in vigore in futuro, e non hanno valenza su reati precedenti all’entrata in vigore della legge, tutte le modifiche peggiorative non possono essere retroattive, cioè non possono essere applicate ad un fatto precedente alla loro entrata in vigore. Per l’articolo 2 comma 2 del codice penale nessuno può essere punito per un reato se esso non viene più definito tale di conseguenza la norma diviene retroattiva —> se sei in carcere per un reato depenalizzato si viene immediatamente scarcerati. Le modifiche sfavorevoli sono irretroattive, mentre le modifiche favorevoli si applicano retroattivamente tuttavia ce un problema pratico, tutti i processi in questione dovrebbero essere riaperti —-> così il comma 3 prevede che Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell' articolo 135. Una fonte discendo grado in particolare i regolamenti hanno un piccolo ruolo nel diritto penale, Articolo 27 della costituzione La responsabilità penale è personale—> è responsabile del reato solo chi lo commette, nessuno può essere punito per il fatto altrui ma solo per il proprio, tuttavia si può essere puniti per concorso di reato. Si può ricavare anche un altra interpretazione, cioè il principio secondo il quale per essere puniti penalmente è necessaria la possibilità di essere rimproverato per un atteggiamento psicologico che non dovrebbe avuto come :
    • Il dolo
    • La colpa
    • Preterintenzionale
  1. Delitti= rati puniti con ergastolo, detenzione o multa. Sono reati di maggiore gravità
  2. Contravvenzioni= puniti con ammenda, arresto. Minori gravità Tentativo = è un delitto tentato, ed è punibile solo se fa riferimento a un delitto. Dolo e colpo= sta Troia non vuole spiegarlo, lo spiega più avanti La custodia cautelare là si usa solo per delitti, non contravvenzioni ELEMENTI COSTITUTIVI DEL REATO, esso è un fatto umano
  • Deve essere Tipico, ossia completo di tre elementi oggettivi positivi ( positivi perché devono esserci)=
  1. condotta, ossia un comportamento
  2. Evento deve esserci una conseguenza, un evento che modifichi la realtà circostante. Possiamo essere puniti se mettiamo in pericolo o creiamo danni materiali,
  3. Nesso causale, deve esserci un nesso tra condotta e evento Ciò non basta, a volte serve altro. Esempio io uccido uno che mi entra in casa e minacciava di succedere me e la mia famiglia con la mia pistola. Il fatto è tipico perché ha i tre elementi, ma mi sono difeso legittimamente. C’è un elemento che fa venire meno L’ANTIGIURIDICITA’ , antigiuridico ossia commesso in assenza di cause di giustificazione ( elementi oggettivi negativi). Il reato è anti giudico ossia in assenza di cause che lo possono giustificare
  • Serve anche la colpevolezza, sorretto da un elemento soggettivo apprezzabile.
  1. Colpa= non voglio causare l’evento ma lo causo
  2. Dolo= voglio causare l’evento
  3. Preteritenzione = chi vuole fare del male e invece causa morte o aborto sono tre forme diverse della nostra volontà CONDOTTA= comportamento solo delle persone fisiche e non giuridiche, si distingue in
  4. Azione= comportamento, un movimento corporeo del soggetto agente vietato da una norma penale incriminatrice, fare ciò che è vietato. Con un comportamento attivo. Essi sono reato d’azione. Esempio rapina
  5. Omissione= comportamento inattivo che consiste nel non tenere un comportamenti che la norma penale invece prescrive, non fare ciò che deve essere fatto. Sono reati omissivi, esempio l’omissione di denuncia. Differenza tra Omissivi PROPRI, previsti da una norma penale che impone un determinato comportamento ( gli elementi costitutivi che ci sono nella slide non servono) e gli Omissivi IMPROPRI, ossia reati che si possono commettere non tenendo un comportamento che bisognerebbe, non c’è una legge che dice di tenere quel comportamento, esempio dare da mangiare al figlio. Quindi è un comportamento che deve sostenere un determinato soggetto, ma non viene fatto. Posizione di garanzia. La condotta deve essere cosciente e volontaria, non causata da forza maggiore, costringimento fisico, incoscienza involontaria (qui non si parla ancora dell’evento). A seconda di come il legislatore descrive le condotte vediamo/
  6. Condotte a forma libera, dove la condotta non è tipicizzata
  7. A forma vincolata, dove la condotta è descritta in modo specifico

Un altra distinzione

  1. Reato comune, commessi da chiunque senza nessuna qualifica
  2. Reato proprio, commessi da determinate categorie di soggetti che possiedono una qualifica Il soggetto attivo è colui che compie il reato, mentre il soggetto passivo è la vittima del reato, è il titolare dell’interesse protetto dalla norma. Ci sono reati che offendono diritti personale ma anche diritti collettivi. NESSO DI CAUSALITÀ La condotta e l’evento devono essere collegati da un nesso di causalità, ossia legame che deve intercorrere tra il comportamento che io tengo e l’evento dannoso o pericoloso che io causo. Articolo 40 c1 cp. In certi casi l’accertamento del nesso di causalità è il tema posto al giudice esempio una muore dopo essere stata in ospedale, è morta per qualche cosa fatta o non fatta dai dottori o non c’è nesso di causa? Teorie nel N.d.C.
  3. Teoria dell’equivalenza dei fattori causali. È sufficiente per la condotta posta in essere dall’agente sia uno tra i diversi fattori causali, sopprimendo con un processo di eliminazione mentale, la condotta tenuta dal soggetto, l’evento viene meno. Questa teoria è troppo ampia.
  4. Teoria della causalità umana, ai fini dell’esistenza del rapporto causale occorre non soltanto aver posto in essere una condotta che sia il risultato di fattori sopravventi eccezionali, assolutamente imprevedibili non dominabili o controllabili dall’agente. Essa non basta in alcune situazioni. Il giudice non riesce a rispondere ad alcune domande e non riesce a comprendere alcuni dati statistici di quel evento, ed ecco perché la prosa teoria
  5. Teoria della legge scientifica di copertura, il rapporto causale può ritenersi provato quando esiste una legge scientifica generale (legge scientifica di copertura) che porta a ritenere che quel tipo di antecedente porti normalmente ad eventi come quelli verificatisi in concreto. E’ un giudizio statistico, di tipo probabilistico, non espresso in termini di certezza (una legge statistica e non una c.d. legge universale). Quando il reato è attivo noi dobbiamo sopprimere la condotta e vedere l’evento, ma quando è omissivo il giudice deve chiedersi se tendo la condotta doverosa l’evento sarebbe successo ugualmente. Art 41 c2 cp«Le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità’ , quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento. [...]> Art. 40 c. 2 c.p.: «Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. » EVENTO la conseguenza dalla mia condotta, il risultato. Si può intendere in due modi=
  6. In senso naturalistico, modificazione del mondo esterno, es morte di qualcuno, ora è un cadavere. Non tutti i reati hanno il senso naturalistico, non hanno tutti una modificazione del mondo esterno es evasione dal carcere, o falsa testimonianza c’è solo senso giuridico
  7. In senso giuridico, lesione o messa in pericolo del bene protetto dalla norma, i reati sempre e necessariamente ledono o mettono in pericolo a un bene giuridico, è un elemento oggettivo positivo che se manca non è reato. Questo è il principio di offensività. Quindi, Tutti i reati devono avere un senso giuridico ma non tutti i reati hanno anche un senso naturalistico.

punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, e' punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1° e 2° dell'articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta e' minore degli anni quattordici o comunque e' priva della capacita' d'intendere o di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio.

2. Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere —> art. 51 c.p. Art. 51. (Esercizio di un diritto o adempimento di un dovere) L'esercizio di un diritto o l'adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica Autorita', esclude la punibilita'. Se un fatto costituente reato e' commesso per ordine dell'Autorita', del reato risponde sempre il pubblico u ffi ciale che ha dato l'ordine. Risponde del reato altresi' chi ha eseguito l'ordine, salvo che, per errore di fatto, abbia ritenuto di obbedire a un ordine legittimo. Non e' punibile chi esegue l'ordine illegittimo, quando la legge non gli consente alcun sindacato sulla legittimita' dell'ordine. Diverse fonti possibili per i diritti e i doveri:

  • i diritti discendono da una norma giuridica
  • I doveri possono discendere da:
    • una norma giuridica
    • un ordine legittimo della pubblica autorità—> l’ordine illegittimo non deve essere eseguito, deve essere sindacato e non eseguito. Se la persona che riceve l’ordine lo esegue, nonostante sia illegittimo, risponde del reato insieme a chi ha dato l’ordine. Chi riceve un ordine illegittimo ha il dovere di non eseguirlo 3. La legittima difesa —> art. 52 cp Art. 52. (Difesa legittima) Non e' punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessita' di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'o ff esa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'o ff esa.

Accertamento della proporzione fra la difesa e l’offesa. Requisiti:

  • Ingiustizia dell’aggressione—> l’aggressore deve partire da una posizione di torto.
  • Aggressione ad un diritto (anche patrimoniale, dell’agente o di un terzo)—> rispetto al patrimonio si pone un problema di proporzione
  • Attualità del pericolo—> il pericolo deve essere attuale, quindi non troppo lontano nel futuro, ipotetico o casuale, né troppo lontano nel passato. È possibile solo in caso di emergenza, quando non è possibile attendere l’arrivo delle forze dell’ordine o il provvedimento di un giudice
  • Proporzione tra difesa e offesa—> deve riguardare i beni in gioco (esempio mela-vita). Non fra mezzi a disposizione, ma fra diritti dell’aggredito e diritti dell’aggressore. L’eccesso difensivo potrebbe far venire meno il requisito della proporzione. Legittima difesa domiciliare—> che si pone in essere all’interno di abitazioni o luoghi dove è esercitata un’attività professionale, commerciale o imprenditoriale. Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste (( sempre )) il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumita’; b) i beni propri o altrui, quando non vi e' desistenza e vi e' pericolo d'aggressione. ((Le disposizioni di cui al secondo e al quarto comma si applicano)) anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attivita' commerciale, professionale o imprenditoriale. ((Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempr e in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o piu' persone)). L’intento del legislatore è quello di scriminare sempre le difese all’interno del domicilio, e quindi di consentire nell’ottica di tutela dei beni personali e patrimoniali, anche l’uso di armi. Questo intendo però non può essere contrario alla Costituzione, secondo la quale il diritto alla vita e all’integrità personale siano più importanti. Il legislatore, in questi casi, ha previsto una presunzione assoluta di proporzione fra difesa e offesa, che opera in presenza di alcuni requisiti: il soggetto che ha posto in essere la legittima difesa aveva il diritto di trovarsi in quel luogo, l'incolumità della persona fosse in pericolo, la legittima difesa è stata attuata attraverso un'arma o un altro strumento di coercizione legittimamente detenuto. Qualora tutte queste condizioni siano presenti la presunzione opera automaticamente, se invece manca anche una queste la presunzione non ha luogo, ma sarà comunque possibile accertare la proporzione fra mezzi di difesa e di offesa. La proporzione va apprezzata caso per caso dal giudice, anche alla luce delle opzioni che il soggetto aveva a disposizione.

Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo. La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche se lo stato di necessità è determinato dall'altrui minaccia; ma, in tal caso, del fatto commesso dalla persona minacciata risponde chi l'ha costretta a commetterlo La norma individua tre elementi che caratterizzano la scriminante in esame: il pericolo attuale, la necessità di salvataggio e la proporzione fatto-pericolo. La norma riferisce la necessità di salvataggio anche in relazione a soggetti terzi. La norma parla di pericolo attuale di danno grave alla persona. Pur se apparentemente simili, lo stato di necessità si differenzia dalla legittima difesa (art. 52), in quanto nella norma in esame:

  • si giustifica una condotta lesiva nei confronti di un terzo estraneo e non di un aggressore;
  • rilevano solo i diritti personali e non anche quelli patrimoniali;
  • vi è qui un obbligo di indennizzo, dato che appunto il soggetto passivo della lesione è un terzo estraneo e non un aggressore. Per quanto riguarda il “pericolo attuale di un danno grave alla persona”, esso può consistere in qualsiasi potenziale compromissione oltre che dell'integrità fisica, anche dei diritti personali (libertà sessuale, onore, riservatezza). Il danno deve comunque presentare una certa gravità e, come espressamente disposto dalla norma, può essere rivolto ad altri. Il pericolo, oltre a non essere causato da una condotta volontaria del soggetto agente (e nemmeno da una condotta colposa, secondo la giurisprudenza e la dottrina), può provenire da qualsiasi fonte, ovvero da una persona, da un animale, da un evento naturale. La scriminante opera solo nei casi in cui il soggetto non abbia avuto alternative, e dev'essere proporzionata al pericolo. La causa di giustificazione non può applicarsi a:
  • chi volontariamente si mette in una situazione di pericolo
  • chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo (pompiere, capitano della nave, guida alpina) Non si può mai invocare per difendere i diritti patrimoniali. Lezione 5 — 6/10/ Analisi elemento soggettivo del reato. Elemento soggettivo—> ciò che si verifica a livello psichico. È un elemento difficile per il giudice. La mancanza della capacità di intendere e di volere e di autodeterminarsi, può far venir meno la sussistenza di un elemento soggettivo. L’imputabilità viene prima dell’indagine sulla colpevolezza. L’imputabilità è un presupposto per essere puniti. Art. 85. (Capacita' d'intendere e di volere) Nessuno puo' essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile.

E' imputabile chi ha la capacita' d'intendere e di volere. Imputabilità—> presupposto della consapevolezza. Capacità:

  • di intendere—> capacità del soggetto di rendersi conto della realtà esterna e di capire il significato e il valore delle proprie ed altrui azioni.
  • di volere—> capacità del soggetto di autodeterminate i propri comportamenti esterni in conformità alle rappresentazioni compiute. La capacità di intendere e di volere è considerata di regola esistente in tutti i soggetti che abbiano compiuto 18 anni, a meno che non sussista una causa di esclusione o diminuzione di tale capacità. È una presunzione relativa, non assoluta. Al di sotto dei 14 anni, c’è una presunzione assoluta di incapacità di intendere e di volere, e quindi non è mai imputabile. Fra i 14 e i 18 anni è il giudice a valutare caso per caso. Quello che conta è il momento in cui si pone in essere la condotta, per accertare la presenza di intendere e di volere e l’imputabilità della condotta—> non sempre è facile accertare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto. La capacità di intendere e di volere può essere del tutto eliminata o ‘grandemente scemata’, che comporta una risposta da parte dell’ordinamento in termini di applicazione di una pena ridotta (fino a 1/3), in conseguenza della riduzione dell’imputabilità. Le cause che incidono sull’imputabilità, che la escludono o la diminuiscono:
  • Il vizio di mente—> più frequentata l di là della minore età. Vizio di mente cioè la malattia, l’infermità che causa uno stato di mente tale da escludere la capacità di intendere di volere. Può essere un’infermità psichica ma anche fisica (delirio febbrile). - Vizio totale—> art. 88 cp Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità d'intendere o di volere - Vizio parziale— art. 89 cp Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità d'intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita Quando vi è un sospetto sula capacità di intendere e di volere dovuta a un vizio di mente, il giudice incarica un perito per condurre un accertamento su quali sono le capacità voluttive e intellettive della persona. il vizio di mente, la malattia mentale, possono incidere sull’imputabilità, ma gli stati emotivi o passionali non hanno rilevanza per il diritto penale. Lo stato patologico ha rilevanza per il diritto penale—> art. 90 cp Gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l'imputabilità
  • l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti—> ubriachezza e intossicazione da sostanze stupefacenti. Ci sono alcuni casi in cui questi hanno rilevanza per il diritto penale e possono escludere l’imputabilità. Il legislatore non guarda il momento in cui il reato è stato commesso, piuttosto il momento in cui la sostanza è stata assunta. Se io assumo consapevolmente alcool o droghe, i legislatore mi considera capace di intender e di volere, anche se nel concreto questo può non essere vero.

E' imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacita' d'intendere e di volere; ma la pena e' diminuita. Se ne occupa il tribunale per i minorenni—> tribunale a composizione mista (giudici togati e onorari), che decide sempre in composizione collegiale (generalmente 4, 2 e 2). Il percorso giudiziario ha già di per se una valenza educativa, vede un coinvolgimento importante della famiglia del minore e del servizio sociale. La concezione del processo è diversa, così come il corredo sanzionatorio, si fa il più possibile ricorso a istituti alternativi, che cercano di riservare la sanzione penale solo a casi di estrema gravità, che, se usata, ha lo scopo di educare il minore Il giudice, per decidere l’imputabilità, guarda il livello, il grado di maturità raggiunto dal minore, per comprendere le sue azioni. Il tribunale decide autonomamente, senza necessità di compiere una perizia. C’è uno sconto della pena fino 1/3 per qualunque minore fra i 14 e i 18 anni ritenuto imputabile. Le misure di sicurezza Di fronte a un soggetto che commette un reato e non è imputabile perché incapace di intendere e di volere, il giudice deve chiedersi se sussista il rischio che lo stesso soggetto commetta in futuro altri reati. Se è probabile che il soggetto in futuro commenta altri reati il giudice applica anche ( o al posto della pena) una misura di sicurezza—> una risposta dell’ordinamento, ma non ha la finalità di punire, bensì di prevenire la commissione di altri reati. Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose, che abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato o un”quasi-reato”. Non ha una durata determinata, il giudice l applica per un periodo minimo—> vi è l’obbligo di riesame periodico della pericolosità. Le misure di sicurezza devono essere revocare quando le persone ad esserne sottoposte cessino di essere socialmente pericolose. Agli effetti della legge penale, è pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso un reato, quando è probabile che commetta nuovi fatti previsti dalla legge come reati. La durata non è predeterminata, ma vi è un limite massimo, che consiste nella pena massima che si può applicare per il reato commesso. Tipologia delle misure di sicurezza: Le misure di sicurezza possono essere personali e limitare la libertà individuale (detentive e non detentive) oppure possono essere patrimoniali ed incidere soltanto sul patrimonio del soggetto (cauzione di buona condotta e confisca).

  • Personali
    • Detentive:
      • assegnazione a una colonia agricola
      • assegnazione ad una casa di lavoro
      • ricovero in una casa di cura e di custodia
      • ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (oggi REM, Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza) —> hanno un’organizzazione su base regionale, tendenzialmente di dimensioni ridotte e concentrate sulla sanità psicofisica del soggetto. Il problema è la carità di posti.
  • per i minorenni, ricovero in un riformatorio giudiziario (misura ancora scritta sulla carta ma non più applicata, perchè si esegue sotto le forme di collocamento in comunità)
  • Non detentive:
  • libertà vigilata comporta una serie di obblighi per la persona che vi è sottoposta e che a volte si applica come misura che viene applicata successivamente alla dimissione di una REMS.
  • divieto di soggiorno in uno o più Comuni, o In una o più Province
  • divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche
  • espulsione dello straniero dallo Stato
  • misure per gli autori di reati sessuali
  • Patrimoniali—>
  • Confisca
  • Cauzione di buona condotta Ad oggi in Italia, abbiamo molti soggetti ritenuti dal giudice come destinatari di REMS, ma il posto in REMS non c’è. Due opzioni, nell’attesa che si liberi il posto in REMS:
  • Tenerli in istituto penitenziario
  • Lasciarli sul territorio, liberi di fatto o in libertà vigilata infibulazione—> viene posta in essere per ragioni di tipo culturale - religioso Errore di fatto esclude il dolo, l’errore di diritto tendenzialmente no, a meno che non derivi da un’ignoranza Art. 43. (Elemento psicologico del reato) Il delitto: e' doloso, o secondo l'intenzione, quando l'evento dannoso o pericoloso, che e' il risultato dell'azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l'esistenza del delitto, e' dall'agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione; e' preterintenzionale, o oltre l'intenzione, quando dall'azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso piu' grave di quello voluto dall'agente; e' colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non e' voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresi' alle contravvenzioni, ogni qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi e ff etto giuridico. Il dolo Classificazione del dolo—> diversi tipi del dolo che dipendono da come lo guardiamo. Questa distinzione non è prevista nel codice, ma è un’interpretazione del legislatore
  • Secondo il grado di intensità di rappresentazione e di volizione:

preveduto, non e' voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. La distinzione tra reato doloso e reato colposo, stabilita da questo articolo per i delitti, si applica altresi' alle contravvenzioni, ogni qualvolta per queste la legge penale faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi e ff etto giuridico. Nella colpa la volizione non c’è mai. Ciò che rende rimproverabile chi agisce con colpa è la violazione di una regola cautelare (elemento positivo che si unisce ad un elemento negativo) Colpa:

  • generica—> il soggetto agisce con negligenza, imprudenza o imperizia (violazione di regole cautelari generiche): - Per negligenza si intende la colpa di non aver compiuto un’azione che si sarebbe dovuta compiere. Include i concetti di mancanza di impegno o di attenzione, di disinteressamento nel compimento dei propri doveri o delle mansioni assegnate. - L’imprudenza è l’atteggiamento di chi – per sventatezza, eccessiva audacia o trasgressione delle norme dettate dalla ragione o dall’esperienza – agisce in modo da mettere in pericolo sé stesso o gli altri. - L’imperizia è invece la condotta della persona inesperta che genera un danno a terzi proprio a causa della sua scarsa esperienza. Si verifica nei casi in cui un soggetto non rispetta le regole tecniche del suo mestiere o quando agisce non essendo abbastanza qualificato per farlo.
  • specifica—> il soggetto agisce in contrasto con leggi, regolamenti, ordini o discipline (violazione di regole cautelari specifiche)
  • Incosciente—> il soggetto non prevede l’evento quali conseguenza della sua condotta, né si immagina che esso possa verificarsi (anche se avrebbe dovuto e potuto prevederlo ed evitarlo)
  • Cosciente—> il soggetto, pur rappresentandosi l’evento come possibile conseguenza della sua condotta, esclude mentalmente il uso verificarsi, ritenendo erroneamente di poterlo evitare (da non confondere con il dolo eventuale— art. 61 cp Art. 61 cp—> La norma indica una serie di circostanze aggravanti (della sola pena principale, attraverso un aumento della pena prevista o l'applicazione di una diversa) comuni (ovvero applicabili ad un numero indeterminato di reati). Tra queste:
  • La colpa con previsione (colpa cosciente) è una circostanza a carattere soggettivo e l'aumento di pena trova il suo fondamento nel maggior grado di pericolosità manifestato dal soggetto, il quale infatti agisce nonostante si sia correttamente rappresentato che dalla sua azione possano derivare conseguenza dannose o pericolose La preterintenzione è una forma di elemento soggettivo che sta a metà fra il dolo e la colpa, quasi come se fosse un misto. Atti diretti a percuotere o ledere. Percossa—> non lascia segni, non provoca una lesione nemmeno temporanea all’integrità fisica Lesione—> comportamento violento che lede l’integrità fisica

Nel nostro ordinamento esistono 2 esempi di delitto espressamente qualificato come preterintenzionale:

  • art.584 cp—> Chiunque, con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 e 582 (percosse e lesioni), cagiona la morte di un uomo, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni
  • Art.593-ter—> Chiunque cagiona l'interruzione della gravidanza senza il consenso della donna è punito con la reclusione da quattro a otto anni. La stessa pena si applica a chiunque provochi l'interruzione della gravidanza con azioni dirette a provocare lesioni alla donna. Due diverse interpretazioni della preteritenzione:
  • dolo+colpa—> l’evento più grave non voluto viene attribuito all’agente a titolo di colpa (è quindi è necessario che fosse da lui prevedibile)
  • dolo+responsabilità oggettiva—> l’evento è addossato all’agente sulla base del solo rapporto di casualità esistente con la sua condotta Concreta rimproverabilità del soggetto agente Il reato si può manifestare in forme diverse. Le forme di manifestazione del reato:
  • in base alla gravità—> reato commesso in assenza di circostanze/reato circostanziato. Le circostanze del reato lo rendono più o meo grave.
  • In base al grado di realizzazione—> reato consumato/tentativo. Può capitare che, per cause che possono essere dipendenti o indipendenti dalla volontà della persona, il reato non avvenga.
  • In base al numero di partecipanti—> reato monosoggettivo/concorso di persone nel reato Le circostanze del reato—> consentono al giudice di applicare la pena più adeguata possibile al caso concreto, tenendo conto, oltre che degli elementi costituivi del reato, anche di quelli accidentali. Sono elementi accidentali del reato, la cui presenza determina un aumento o una diminuzione della pena in termini quantitativi, anche oltre i limiti edittali, oppure in termini qualitativi (=pena di specie diversa rispetto a quella del reato base) La pena da applicare non è un tariffario—> il codice non definisce le pene, ma dà una pena minima e una massima entro cui il legislatore può spaziare. Per poter scegliere il giudice può avvalersi:
  • Le motivazioni
  • Le modalità della condotta
  • Le circostanze dell’azione
  • La gravità del danno o del pericolo causato
  • Precedenti reati
  • Condizioni personali, economiche, familiari e sociali del reo
  • Eventuali comportamenti successivi al reato