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Appunti di diritto privato del corso di Economia aziendale (L-18)
Tipologia: Appunti
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(interno, comunitario e internazionale) Le fonti del diritto vengono distinte in fonti di produzione, ossia ogni atto o fatto idoneo a creare, modificare o estinguere norme giuridiche, e fonti di cognizione, strumenti che permettono la conoscenza delle fonti di produzione. L’ordinamento giuridico è definito gerarchico, in quanto le fonti del diritto sono ordinate tra loro secondo una scala gerarchica e si parla di pluralismo delle fonti in quanto non esiste un’unica fonte di produzione.
Tra le fonti primarie troviamo il Codice Civile (2969 articoli), emanato con Regio Decreto 16 marzo 1942, composto da:
L’interpretazione giuridica è un procedimento per trarre dal testo delle fonti normative le norme giuridiche. Il legislatore afferma che nell’applicare una legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore (art.12 preleggi). Quindi nel momento in cui si applica una norma, è necessario prima interpretarla quindi procedere ad una interpretazione letterale e ricercare la ratio legis , ossia l’intenzione del legislatore. La tesi tradizione attribuisce gradualità al metodo interpretativo, se il significato letterale è chiaro non si dà luogo all’interpretazione logico-sistematica. Il metodo giuridico però richiede sempre l’interpretazione sistematica e assiologica della norma giuridica, in quanto bisogna cercare il senso della disposizione nel quadro dell’ordinamento di cui la norma è parte e alla luce dei valori costituzionali che guidano l’interpretazione di tutte le norme. L’interpretazione letterale e la ratio legis potrebbero non coincidere, si parla di interpretazione estensiva , quando la norma esprime meno rispetto a quanto il legislatore volesse intendere, e di interpretazione restrittiva quando la norma esprime di più rispetto a quanto volesse intendere il legislatore. Inoltre, il legislatore afferma che nel momento in cui non si riesce ad individuare una precisa disposizione idonea da applicare al caso concreto si ricorre all’analogia. Si parla di analogia legis , quando il caso è disciplinato ricorrendo ad una norma che