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Preparazione d'esame di diritto internazionale privato segi
Tipologia: Dispense
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Il conflitto tra Russia e Ucraina, che a febbraio del 2022 si è trasformato da scontro regionale a guerra aperta con ripercussioni a livello internazionale, ha generato una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche, spingendo milioni di persone a fuggire dal proprio Paese d’appartenenza in cerca di protezione all’interno di quelli dell’Unione Europea. In particolare tra i soggetti più vulnerabili troviamo i minori, molto spesso separati dai propri genitori o addirittura non accompagnati, esposti a rischi di tratta e di adozione illegale, che richiedono una tutela immediata da parte degli Stati che li accolgono. È proprio in questo contesto che il diritto internazionale privato svolge un ruolo di fondamentale importanza nel regolamentare le situazioni transfrontaliere che li coinvolgono, ad esempio determinando la giurisdizione competente e la legge applicabile. Secondo i dati forniti dall’UNHCR (l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), sono oltre 6 milioni i fuggitivi dall’Ucraina verso i Paesi dell’U.E., e tra questi buona parte è costituita da minori. L’impatto del conflitto su di essi è stato devastante: infatti oltre al danno psicologico causato dalla guerra, dalla separazione familiare e dall’abbandono della propria casa, molti di loro si sono ritrovati senza adeguate protezioni ed esposti a forti rischi, come lo sfruttamento. Di fronte a questo stato di emergenza, i Paesi membri dell’U.E. hanno adottato misure apposite, sia a livello interno che europeo. Tuttavia, la complessità delle singole situazioni ha reso evidente la necessità di strumenti normativi e giuridici in grado di gestire in maniera efficace le questioni transfrontaliere, da affiancare ai tradizionali strumenti di diritto internazionale umanitario. Gli strumenti del DIP costituiscono il quadro normativo entro cui operano le autorità amministrative e giudiziarie coinvolte nella tutela e protezione dei minori in situazioni transnazionali. I principali strumenti attraverso cui è possibile attivare meccanismi di protezione per i minori ucraini in fuga verso i Paesi dell’Unione Europea sono, da un lato, la Convenzione dell’Aia del 1996, che disciplina la competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento e l’esecuzione delle misure di protezione nei confronti dei minori; dall’altro lato, il Regolamento (UE) 2019/1111, conosciuto anche come Bruxelles II-ter, che regola le questioni relative alla responsabilità genitoriale, alla sottrazione internazionale di minori e alle controversie in materia matrimoniale. Quest’ultimo ha sostituito il precedente Regolamento CE n.2201/2003 (Bruxelles II-Bis), introducendo delle importanti modifiche procedurali per migliorare il coordinamento tra gli Stati membri nelle controversie familiari che interessano più Paesi.
Già prima dello scoppio del conflitto ucraino, in un rapporto del 2014 era evidente come i minori ucraini rappresentassero uno dei gruppi più colpiti dai rischi di tratta di esseri umani, vittime di reti criminali tra l’Ucraina, l’Europa e l’Asia centrale. Con l’attuale situazione di sfollamento di massa causato dalla guerra, il rischio di sfruttamento si è elevato in maniera molto significativa: secondo la ONG ucraina ‘Magnolia’, dall’inizio del conflitto sono stati segnalati oltre 2.200 casi di bambini scomparsi. In risposta, l’organizzazione Missing Children Europe ha attivato un numero telefonico apposito per facilitarne le ricerche e il ritrovamento. Parallelamente, negli ultimi anni, si sta verificando un forte ricorso alle adozioni di minori ucraini: solo nel 2020, secondo il Servizio Sociale Internazionale, sono state effettuate 277 adozioni internazionali. Tuttavia, queste avvengono al di fuori del quadro normativo della Convenzione dell’Aia del 1993, poichè l’Ucraina non vi ha ancora aderito. Anche il numero elevato di bambini in istituti in Ucraina, che nel 2020 ammontava a 102.570, solleva gravi preoccupazioni non solo sulla loro protezione fisica e psicologica, ma anche sulla tracciabilità, trasparenza e garanzie previste per la tutela durante i procedimenti di adozione. La guerra ha complicato ulteriormente la situazione, creando un ambiente vulnerabile per loro, con il rischio che le adozioni internazionali si moltiplichino senza le necessarie verifiche. Proprio per questo motivo è stata istituita una moratoria internazionale, con l'obiettivo di fermarle, evitando abusi e procedimenti illegali che potrebbero compromettere il benessere dei minori. La Convenzione dell’Aia del 1996 prevede un meccanismo di cooperazione tra gli Stati membri, chiamato ‘affidamento transfrontaliero’(art. 33), che permette di spostarli da un Paese a un altro per garantire loro una protezione adeguata. Questo viene utilizzato in assenza di una figura di riferimento o in presenza di esigenze speciali, come malattie fisiche o mentali, che richiedono l’intervento delle autorità. Questo sistema potrebbe essere utile per trasferire i bambini ucraini dagli istituti a famiglie o strutture di accoglienza in Paesi vicini che sono membri della Convenzione dell’Aia del 1996, sotto il controllo delle autorità pubbliche. In questo modo potrebbero ricevere cure adeguate in altri Stati, anche dell'Unione Europea, che dispongano delle strutture necessarie. Anche a livello europeo, questo tipo di affidamento è previsto dall'art. 82 del ‘Regolamento 2019/1111’, ed è già ampiamente utilizzato.
necessario prendere misure urgenti nel luogo in cui il minore si trova (art. 11), oppure quando è opportuno trasferire la competenza a un altro Stato. Un altro aspetto fondamentale è il riconoscimento automatico delle misure adottate da uno Stato contraente da parte degli altri Stati firmatari. In pratica, ciò significa che una decisione, ad esempio, di un tribunale ucraino in materia di affidamento di un minore sarà riconosciuta e potrà essere eseguita anche in uno Stato membro dell’Unione europea, senza bisogno di avviare un nuovo procedimento. Fanno, però, eccezione i casi in cui ci siano violazioni gravi dei diritti fondamentali o motivi rilevanti di ordine pubblico. Essa favorisce dunque la cooperazione tra le autorità centrali degli Stati aderenti, con ogni Paese che deve promuovere un’autorità incaricata di facilitare la comunicazione, trasmettere richieste di assistenza e garantire il collocamento sicuro dei minori in situazioni internazionali. Questo sistema è utile per verificare provvedimenti già presi nel Paese di origine o per gestire il trasferimento di minori tra Stati per motivi di protezione.
Questo garantisce che le decisioni relative alla tutela e all’affidamento in situazioni critiche ed urgenti, siano adottate rapidamente, anche in assenza di un legame preesistente con il Paese ospitante. Il Regolamento Bruxelles II ter prevede che le decisioni relative alla protezione dei minori adottate in uno Stato membro vengano automaticamente riconosciute e applicate anche negli altri Stati membri dell'UE. Questo è particolarmente vantaggioso per i minori ucraini, poiché permette alle misure di protezione adottate in Ucraina prima della guerra e del loro ‘sfollamento’, di essere immediatamente riconosciute e messe in atto nei Paesi di accoglienza, senza dover intraprendere ulteriori procedimenti legali, evitando complicazioni che potrebbero mettere a rischio il loro stesso benessere. In questo contesto di emergenza, dove sono costretti ad abbandonare le loro case e famiglie, le autorità giuridiche devono sempre orientarsi verso decisioni che tutelino innanzitutto la loro sicurezza, prendendo rapidamente delle decisioni appropriate, che siano nel loro stesso interesse e che gli garantiscano un ambiente sicuro. Inoltre questo regolamento consente di trasferire la responsabilità di una causa, riguardante la protezione di un minore, da uno Stato membro a un altro, se questo è nell’interesse dello stesso. Per loro, questa possibilità è molto importante, perché permette, se necessario, di far prendere in carico il caso da uno Stato che possa meglio rispondere alle sue necessità. Include anche la previsione di meccanismi di cooperazione tra le autorità centrali degli Stati membri, responsabili della facilitazione di trasmissione delle informazioni e richieste di assistenza, oltre che del loro trasferimento tra gli Stati, garantendo ambienti sicuri e la continuazione della loro tutela senza interruzioni.
agli esuli provenienti dall'Ucraina di avere accesso a una serie di diritti immediati, tra cui il diritto di soggiorno temporaneo, l'accesso all'assistenza sanitaria, l'istruzione, l'occupazione e il sostegno sociale. Questo è stato adottato per facilitarne l'accoglienza in modo rapido ed efficiente, consentendogli di ricevere protezione senza la necessità di passare attraverso le lunghe e complesse procedure di asilo tradizionali. Per i minori ucraini non accompagnati, il Regolamento UE sulla protezione temporanea prevede anche misure specifiche per garantirne la sicurezza e la protezione, tra cui la nomina di tutori legali temporanei e il supporto immediato in termini di alloggio, educazione e assistenza sanitaria. Anche le organizzazioni non governative (ONG) e le agenzie internazionali come UNICEF e UNHCR assumono un ruolo fondamentale nel garantire che essi ricevano il supporto necessario. Queste organizzazioni lavorano a stretto contatto con le autorità nazionali e internazionali per garantire che i loro diritti siano rispettati, che siano protetti contro lo sfruttamento e che abbiano accesso a risorse vitali come istruzione, assistenza sanitaria e supporto psicologico. Le ONG sono inoltre essenziali per sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere politiche che rispondano in modo efficace alle necessità dei minori rifugiati, influenzando anche le politiche nazionali e internazionali di accoglienza e protezione. Dunque, il diritto internazionale privato, come abbiamo visto, assume un ruolo centrale e decisivo nella protezione di tutti i minori ucraini che cercano rifugio nei Paesi dell’Unione Europea. Gli strumenti del DIP, e il suo approccio multidimensionale che integra convenzioni internazionali, regolamenti regionali e politiche di asilo, forniscono un quadro giuridico fondamentale per garantirgli tutela, accoglienza e inserimento nei nuovi contesti giuridici e sociali, e promuove anche una visione globale di solidarietà e cooperazione internazionale che deve guidare ogni azione volta a proteggere i più vulnerabili, assicurando loro un futuro di speranza e opportunità, nonostante le difficoltà derivanti dal conflitto. LAVORO SVOLTO DA ALESSIA CHIAVAROLI MATRICOLA n. 3245038