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Appunti presi a lezione università cattolica
Tipologia: Appunti
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Istituzioni di diritto pubblico: Cap. 4 da 145-
“L’Italia ha una forma di governo parlamentare a debole razionalizzazione”. Il prototipo della forma di governo parlamentare è quella britannica, a seguito della trasformazione che prevedeva un dualismo personificato dal parlamento e dalla corona secoli e secoli fa. Sono forme moniste, perché vi è un unico canale di legittimazione, cioè il parlamento. Queste forme di governo hanno una loro debolezza, perché avendo solo un canale, si rischia che se quel canale di legittimazione è poco efficiente, rompe l’equilibrio istituzionale. La legittimazione deve transitare una volta dal parlamento a tutti gli altri organi dello Stato, passando per governo, presidente della repubblica, Corte costituzionale, organi di giustizia e pubblica amministrazione, si irradia in tutti quegli organi che prendono decisioni politiche per legittimare la loro attività. Quando descriviamo la forma di governo, è fondamentale definire prima il rapporto tra governo e parlamento, perché questo equilibrio determina la forma di governo. “A debole razionalizzazione”: nel giro di 2 anni in Italia si sono susseguiti 2 governi diversi e già ora si sente il desiderio di un nuovo governo. La razionalizzazione delle forme parlamentari è quell’insieme di norme costituzionali che assicura la stabilità del rapporto tra governo-parlamento. Debole in quanto non riesce ad assicurare questa stabilità. Le norme che bisogna andare a individuare per descrivere la situazione attuale italiana sono quelle inerenti alla fiducia, ai poteri del primo ministro, alla legittimazione politica del primo ministro e le leggi elettorali. È un organo costituzionale , un organo che cioè è disciplinato, creato, regolato, riconosciuto dalla costituzione. La carta gli dedica poco spazio, solo 5 articoli, sminuendo il peso del governo. La ragione di questa poca cura deriva da fattori storici; appena uscita dal ventennio fascista e dall’esecutivo ancora precedente impersonato dal re, i padri costituenti non avevano intenzione di introdurre un esecutivo centralizzato e forte. Il governo è il vertice che detiene la funzione esecutiva , dando esecuzione alla legge. Inoltre, al di fuori della tripartizione dei poteri, è titolare della funzione di indirizzo politico , determinando di volta in volta, gli obbiettivi che deve perseguire la politeia , la comunità governata. La sua faccia è indirizzata al parlamento quando si parla di funzione di indirizzo politico, mentre è indirizzata al vertice politico amministrativo che applica il potere esecutivo (261). È anche titolare della funzione legislativa? Si. La funzione legislativa del Governo si esercita attraverso due atti aventi forza di legge, capaci cioè di sostituirsi ad una legge ordinaria : i decreti-legge, i decreti legislativi. È un organo complesso, composto da: Il presidente dei ministri (organo monocratico); Il Consiglio dei ministri (organo collegiale); è essenziale disciplinare la maggioranza di fronte alle decisioni in quanto non vi si vuole creare un blocco istituzionale. I ministri (organo monocratico). Nel 1988, la legge 400, ha disciplinato il governo e il suo funzionamento consentendo una maggiore razionalizzazione. Doppio rapporto fiduciario : Il governo deve avere la fiducia del parlamento. Si parla di doppio rapporto, in quanto il nostro parlamento è composto da due camere, Senato della Repubblica e Camera dei deputati. E se anche uno solo dei due rapporti cade in disequilibrio, il governo
rischia di crollare. Nella situazione attuale, è quello che sta capitando e il presidente del Consiglio dei ministri ha chiesto l’intervento del ruolo del Presidente della repubblica. Perché? È il primo quando si tratta di individuare il nuovo governo, giocando come player in un silenzio silente, per poi intervenire per decidere sul da farsi del governo o applicando il diritto di scioglimento anticipato delle camere. Come si vota la fiducia? Il governo si presenta in aula e viene votata tramite un appello nominale, è un voto politico a tutti gli effetti. Puo’ essere sfiduciato con almeno il 10% dei presenti in aula. Il rapporto di fiducia può continuamente essere in discussione, ad esempio la crema non vota un disegno di legge presentato dal governo. Ovviamente il voto non dato, non comporta automaticamente la sfiducia, ma si può aprire una crisi di governo. Può capitare che alcune volte il governo abbia a cuore un’iniziativa legislativa (Reddito di cittadinanza per i 5Stelle), il governo emette la fiducia sul provvedimento e se il parlamento vota in senso contrario, si apre una vera e propria crisi di governo (capita spesso che quando un governo cade, il presidente scioglie le camere quindi il ruolo istituzionale viene minacciato a entrambi i poli). In alcuni governi, come quello inglese e tedesco, abbiamo la così detta costruttiva, che prevede che quando un parlamento vota la sfiducia, presenta il nome del candidato successivo a cui gli si assicura la maggioranza. Come si forma il governo? La costituzione ci dice poco sulla formazione del governo, stabilisce solo che il Presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio che nomina a sua volta i vari i ministri. Sulla formazione vera e propria, non esistono norme scritte, ma sono regole costituzionale di carattere consuetudinarie, in via di prassi. Il ruolo del PDR è spropositato, davvero enorme. Si inducono le consultazioni, dove il presidente chiama tutti gli esponenti delle varie forze politiche e inizia a sentire i pareri (3 mesi del governo Conte 1). Viene scelto un incaricato , che ha il compito di provare a formare un governo, e lo stesso incaricato inizia una serie anch’egli di consultazioni per chiedere la maggioranza (Berlusconi formò il governo in una settimana). Se gli va bene, accetta l’incarico e nomina i ministri. Il governo formato si presenta al parlamento per ottenere la fiducia, e una volta ottenuto prende incarico di tutti i suoi compiti. Se non riesce ad avere la maggioranza, restituisce l’incarico al PDR che riaprirà le consultazioni e individuerà un nuovo incaricato.
I parlamenti hanno una storia millenaria, ovviamente con nomi e funzioni diversi spesso rappresentati da assemblee consuntive. Susseguiti poi da organi di rappresentanza, i parlamenti più moderni assumono anche il controllo del potere esecutivo. Il primo parlamento che razionalizza questa visione è quello inglese. I parlamenti contemporanei si caratterizzano invece non per le funzioni, ma cambia la rappresentatività che è dipesa dalle leggi elettorali che avanzano l’idea di suffragio universale. Scheda Corte costituzionale Il caso è una decisione da parte di un tribunale, in questo caso la Corte Costituzionale. Sentenza = decisione presa da un organo (monocratico/collegiale) titolare della funzione giurisdizionale (ius dicere => dire qual è la regola che si applica a un caso concreto). Decisione che riguarda un caso del 2002, 2001 => l’Italia da un ruolo forte alle regioni, si cerca di aumentare il potere delle autonomie locali/regionali. Nel 99 i presidenti delle regioni si fanno chiamare governatori. Cambiamento di nome, siamo in Liguria e l’organo assembleare della Liguria decide di cambiare nome, vuole chiamarsi Parlamento della regione Liguria non più consiglio regionale della regione Liguria. La corte costituzionale deve decidere se un consiglio regionale può cambiarsi il nome, se la risposta è positiva vorrebbe dire che la parola