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Diritto Romano: Appunti e Esercizi - Prof. Cuneo, Appunti di Diritto Romano

Appunti lezioni di istituzioni di diritto romano pubblico e privato

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 08/01/2016

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DIRITTO ROMANO -pubblico-
Fasi della storia romana:
1. Epoca monarchica
2. Repubblica
3. Impero (principato, tardo impero)
Come funziona il governo dello stato nelle 3 fasi.
Diritto pubblico: diritto criminale
Diritto privato: - divisione uomini liberi e schiavi, - capacità giuridica, - struttura della società,
-proprietà
ROMA fondazione: 753 a.C. (Varrone) | Timeo: 814 a.C, Fabio Pittore: 747 a.C., Cincio Alimento: 728 a.C.
Nasce dall’insediamento coloniale di Albalonga. Tante città stato, Roma dominava sulle altre.
Urbs: parte alta. Insediamento politico e religioso.
1. MONARCHIA
Re (rex) + consiglio degli anziani (patres) + assemblea pubblica (CURIATA)
FUNZIONI DEL RE:
- Militare = capo dell’esercito di Roma. Guidava Roma in battaglia (espansione)
- Politica
- Religiosa = rappresentanza religiosa della città
Carica vitalizia. Il re successivo viene designato (a volte indicato dal re precedente). INTERREGNUM periodo
in cui gli anziani governavano prima di designare un nuovo re.
Il nuovo re designato si sottometteva all’assemblea CURIATA che lo approvava percuotendo gli scudi.
Momento di attribuzione del potere = IMPERIUM.
LIMITI DEL RE:
- Costume(MOS MAIORUM)
- Auspici (negativi o positivi) = controllo della divinità
AUSILIARI DEL RE:
- Magister populi / magister equitum
- Prefetto della città (prefectus urbis)
- Pretore (militare)
- Collegi di sacerdoti
- Collegi di pontefici (pontefice massimo), controllavano il mos maiorum e il diritto
- Flamini (sacerdote che si occupava di Giove)
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DIRITTO ROMANO - pubblico-

Fasi della storia romana:

1. Epoca monarchica

2. Repubblica

3. Impero (principato, tardo impero)

Come funziona il governo dello stato nelle 3 fasi.

 Diritto pubblico: diritto criminale  Diritto privato: - divisione uomini liberi e schiavi, - capacità giuridica, - struttura della società, -proprietà

ROMA fondazione: 753 a.C. (Varrone) | Timeo: 814 a.C, Fabio Pittore: 747 a.C., Cincio Alimento: 728 a.C.

Nasce dall’insediamento coloniale di Albalonga. Tante città stato, Roma dominava sulle altre. Urbs: parte alta. Insediamento politico e religioso.

1. MONARCHIA

Re (rex) + consiglio degli anziani (patres) + assemblea pubblica (CURIATA)

FUNZIONI DEL RE :

  • Militare = capo dell’esercito di Roma. Guidava Roma in battaglia (espansione)
  • Politica
  • Religiosa = rappresentanza religiosa della città

Carica vitalizia. Il re successivo viene designato (a volte indicato dal re precedente). INTERREGNUM periodo in cui gli anziani governavano prima di designare un nuovo re.

Il nuovo re designato si sottometteva all’assemblea CURIATA che lo approvava percuotendo gli scudi. Momento di attribuzione del potere = IMPERIUM.

LIMITI DEL RE:

  • Costume(MOS MAIORUM)
  • Auspici (negativi o positivi) = controllo della divinità

AUSILIARI DEL RE:

  • Magister populi / magister equitum
  • Prefetto della città (prefectus urbis)
  • Pretore (militare)
  • Collegi di sacerdoti
  • Collegi di pontefici (pontefice massimo), controllavano il mos maiorum e il diritto
  • Flamini (sacerdote che si occupava di Giove)
  • Feziali (diritto internazionale, dichiarazione di guerra)
  • Vestali (sacerdotesse della dea Vesta)
  • Auguri (sacerdoti che prendevano gli auspici) *gli auspici potevano condizionare il re

CONSIGLIO DEI PATRES (anziani)

  • Nomina regia = persone esperte

Nel periodo arcaico il diritto era basato sulla GIUSTIZIA PRIVATA (vendetta) / tribunali famigliari.

Eccezion fatta per 2 crimini:

  • PERDUELLO: alto tradimento. Reato di colpire la città di Roma, la figura del re. (DUOVILI due magistrati)
  • PARRICIDIO: uccisione del patres. Reato di uccisione del padre di famiglia o di un membro del consiglio dei patres.

Pene severissime per questi crimini. Il re era il giudice.

Pene SACRALI = evitare che gli dei si turbassero. Il colpevole veniva portato fuori dalla città e dichiararlo SACER. A questo punto chiunque poteva ucciderlo restando impunito.

1.1 MONARCHIA LATINO-SABINA

I latino-sabini erano il nucleo più forte e antico della società romana.

1.2 MONARCHIA ETRUSCA

Primo re etrusco TARQUINIO PRISCO.

Cambia il modo di prendere il potere (con la forza).

Cambia la figura del re che diventa più MILITARE. Esercito più organizzato e preparato.

  • Comandante supremo
  • Prevale sugli altri organi (assemblee)
  • Non vuole il controllo degli anziani
  • Aumento del numero di patres (300): indebolimento del consiglio, nuovi componenti favorevoli al re
  • Potere quasi assoluto: scettro, trono, seguaci, scarpe rosse.
  • Rende ancora più potente Roma: più commercio, nuova MONETA.
  • Immigrazione verso Roma: più abitanti, ceti sociali più abbienti

I re etruschi però portarono del malcontento generale. RIVOLTA = fine della dinastia etrusca. Nata tra le alte classi sociali (PATRIZI). Dopo la caduta degli etruschi nasce la Repubblica. Processo lento. La figura del re non scompare del tutto ma perde ogni potere (solo REX SACRORUM, religioso).

  • Concilia plebis tributa

Assemblea della plebe. Divisa per territorio. Approvano leggi (plebiscita).

  • Temporaneica: la carica dei magistrati era temporale (1 anno, 18 mesi per il censore, 6 mesi il dittatore).
  • Carica onoraria (non retribuita).

La figura del dittatore veniva nominata dal console in caso di pericolo interno/esterno. | misura straordinaria.

I magistrati rispondevano delle proprie azioni solo al termine della carica.

CARATTERISTICHE DELLE MAGISTRATURE

  • Temporaneità
  • Collegialità
  • Responsabilità: il magistrato diventava responsabile concluso il mandato.
  • Gratuità: non si percepiva uno stipendio.

MAGISTRATURE

  • Ordinarie
  • Straordinarie: dittatura.
  • Maggiori: CONSOLE, CENSORE, PRETORE. ( + edili curuli) = CURULI
  • Minori: EDILI, QUESTORE. = NON CURULI

CUM IMPERIO: console, pretore, dittatore

-potere supremo che ha origine militare

  • potere sovrano con funzioni di governo
  • potere unitario (non divisibile) ogni magistrato ha il suo imperium
  • potere originario (non delegato) spetta ai magistrati in quanto tali

SIN IMPERIO: gli altri magistrati non hanno imperium ma la POTESTAS = generico potere inerente all’esplicazione delle funzioni verso lo stato.

I magistrati maggiori hanno più potestas rispetto ai magistrati minori.

Cursus honorum : percorso della carriera. Dal questore al gradino più alto (consolato).

Lex vilia : legge sui passaggi di carriera. 37 anni per diventare questore. Non avere più cariche contemporaneamente. Necessaria per garantire ordine e gerarchia tra le magistrature.

LE MAGISTRATURE maggiori

  1. CONSOLE: eletto dai comizi centuriati. Il console aveva imperium sia militare che civile = potere sullo stato e sull’esercito.
  • Era il capo degli auspici maggiori.
  • Aveva il potere di convocare il popolo e il SENATO.
  • Proponeva le leggi.
  • Proponeva i candidati alle magistrature e se eletti li proclamava (diritto di nomina).
  • Nominava il dittatore.
  • I consoli davano il nome all’anno (anno consolare).
  • Il console era il vertice della carriera da magistrato.
  • Erano accompagnati da 12 littori che portavano i fasci (simboli di potere e prestigio).

Il fatto che i consoli fossero due poteva creare dei problemi perciò per governare usavano sistemi come il sorteggio o il turno.

  1. CENSORE: non ha imperium.
    • Eletto ogni 5 anni, la sua carica dura 18 mesi.
    • Funzione di provvedere al CENSIMENTO. ovvero registrare la popolazione.
    • Ha due registri: militare e tributario.
    • Controllo della MORALITÀ: bolla censoria per indicare chi non si comportava secondo il mos maiorum (mores).
    • Alla fine della carica festa chiamata lustratio.
    • Molto importante: sceglieva i senatori. PRINCEPS SENATO: censore più anziano. Prendeva la parola per primo.
  2. PRETORE: non è collegiale. Ha ruolo inizialmente di aiuto al console. Successivamente giurisdizionale = risolvere le controversie tra i cittadini. - Nel 242 a.C. creazione di un pretore peregrino che si occupa delle cause tra romani e stranieri. - Con il tempo il numero di pretori arriverà a 8. - Carica di un anno. - EDITTO: programma del pretore (fonte del diritto).

Si presentava con 6 littori che portavano i fasci.

  1. DITTATORE: magistrato straordinario. Non viene eletto ma nominato dal console in caso di pericolo interno o esterno a Roma. Quando viene nominato ha pieno potere e sospese le altre magistrature. Scortato da 24 littori (molto importante). Viene nominato OPTIMO IURE e INMINUTO IURE (religione). Rimane in carica 6 mesi. Ha un aiutante chiamato MAGISTER EQUITUM.

I plebei cominciarono ad organizzarsi essendo molto risoluti come antistato e fecero diverse secessioni (aventino, monte sacro) minacciando di fondare una nuova città.

Arrivarono ad avere una ASSEMBLEA POPOLARE: CONCILIA PLEBIS.

TRIBUNI DELLA PLEBE: capopopolo. Difendono la plebe contro gli arbitri dei magistrati.

  • Convocano e presiedono i concili della plebe
  • Hanno il potere di intercessio, che permette di paralizzare l’attività dei magistrati.
  • Diritto di veto.
  • Hanno la coercitio, possono erogare multe ai magistrati.
  • Prestano aiuto alla plebe.
  • Grazie a una legge sono INVIOLABILI.

Si arriverà a un pareggiamento degli ordini.

445 a.C.: lex canuleia abolisce il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.

367 a.C.: leggi licinie sesti, compromesso tra patrizi e plebei. Inizio della costituzione repubblicana.

339 a.C.: i plebei arrivano alla censura.

CRISI DELLA REPUBBLICA

Generale crisi dell’agricoltura -> terre in mano a pochi latifondisti.

Migrazione di contadini verso la città, creando il fenomeno dell’urbanizzazione.

Economia di tipo schiavistico: Roma importava schiavi dai territori conquistati che creavano una manodopera molto efficiente e riapriranno ruoli sempre più importanti.

Tiberio Sempronio Gracco

  • Nato in una famiglia nobile (madre Cornelia figlia di Scipione)
  • Nel 133 a.C. diventa tribuno della plebe
  • Propone una RIFORMA AGRARIA “LEX SEMPRONIA”: beneficiari di questa legge dovevano essere i contadini. Limitare che i terreni fossero in mano di pochi. Prevedeva 500 iugeri per capofamiglia (+ 250 per ogni figlio maschio, max 2). I terreni in più venivano distribuiti tra i più poveri.

Per attuare la riforma Tiberio creò una commissione (triumviri) eletta dai concilia plebis. Questa commissione non doveva solo assegnare i terreni ma anche porre dei vincoli. Lotti inalienabili. Nel 132 a.C. Tiberio si ricandida a tribuno della plebe. Ma i suoi nemici diffusero la notizia che aspirasse alla dittatura. Un suo cugino (Cornelio Scipione Nasica) pontefice massimo perciò chiamò alle armi definendo Tiberio un pericolo interno. Tiberio viene ucciso con i suoi seguaci e solo dopo venne introdotta con un plebiscito la possibilità di ricandidarsi.

Caio Sempronio Gracco

Dieci anni dopo nel 123 a.C. il fratello di Tiberio Caio viene eletto tribuno. Riprese la riforma agraria del fratello + LEX FRUMENTARIA. Legge che prevedeva la distribuzione gratis o a basso prezzo del grano alla popolazione. Caio volle occuparsi anche della questione dei SOCII ITALIACI.

LATINITÀ : abitare nel Lazio (antico). Posizione privilegiata concessa ai non romani.  PRIVILEGI DEI LATINI :  IUS COMMERCII, diritto di compiere atti commerciali o negozi come cittadini romani.  IUS CONNUBII, diritto di sposare romani.  IUS SUFFRAGII, era permesso ai latini che si trovassero a Roma di votare in una tribù estratta a sorte.  IUS MIGRANDI, possibilità di diventare cittadini romani se si trasportava il domicilio a Roma.

SOCII ITALICI: alleati dei romani che mantenevano la sovranità nella loro città ma avevano obblighi verso Roma (mandare l’esercito in aiuto a Roma, tributi).

I socii iniziarono a fare richieste come avere la cittadinanza, ma la plebe non era d’accordo. Caio Gracco propose dunque di dare la cittadinanza ai LATINI e la latinità ai SOCII. La plebe non era d’accordo, Caio non fu rieletto e morì negli scontri. Gli italici si riunirono e stabilirono la loro capitale in una città dell’Abruzzo e coniarono moneta propria. Dopo alcuni scontri i romani presero il provvedimento di concedere la cittadinanza alle città che si arrendevano a Roma.

MARIO eletto console/comandante dell’esercito

Riforma l’esercito: arruolare volontari nullatenenti per formare un esercito professionale stipendiato.

  • Mario fu eletto console più volte
  • Concesse la cittadinanza a singoli soldati o unità come ricompensa
  • Dopo la settima rielezione mori

LUCIO CORNELIO SILLA

  • Nel I secolo a.C. emerse la figura di Silla detto FELIX
  • Egli stabilì un ordine nuovo:  Limitò i poteri delle assemblee popolari e dei tribuni  Attivò una politica favorevole al senato

LEX VALERIA: veniva attribuita a Silla la dittatura per riscrivere la costituzione.

LISTE DI PROSCRIZIONE: elenco di persone (nemici) da eliminare sommariamente + confisca dei beni.

  • Silla portò il numero di senatori a 600 (scegliendoli tra i suoi sostenitori)
  • Riforma giudiziaria:  Questiones perpetuae, tribulani permanenti per singoli reati con a capo un pretore.
  • Separò il comando civile da quello militare.

Cesare aveva raccolto a sé ogni tipo di potere ed era capo dello stato. Nonostante la presenza del senato lui era ad un livello superiore.

RIFORME

  1. Riforma le PROVINCIE: propretore governo di un anno, proconsole governo di 2 anni.
  2. Riforma la MAGISTRATURA: numero di pretori portato fino a 16, questori 40.
  3. Riforma sui collegi SACERDOTALI: riguardo al numero di componenti.
  4. Legge che limitava il lusso: la classe più importante spendeva troppo e ostentava il lusso.
  5. Riforma MUNICIPALE: importante tappa del processo di unificazione delle strutture dell’autonomia locale.

Romanizzazione dell’Italia

  • Municipi: comunità di cittadini di pieno diritto
  • Colonie: insediamenti di nuovi abitanti con pieno diritto

Struttura:

  • Senato locale
  • Assemblee locali
  • Governo formato da due IVviri o IIviri con IURE DICUNDO (giustizia) e AEDILICIA POTESTATE (edili, cura della città, giochi …)

Prima di morire cesare volle tentare di codificare il diritto viste le troppe leggi voleva fare ordine.

Morì in una congiura nel 44 a.C. perché la sua ambizione era troppo elevata.

Cesare lasciò due “eredi”:

  • Ottaviano, suo nipote
  • Marco Antonio, magister equitum (comandante della cavalleria)

Entrambi molto ambiziosi con Lepido costituirono nel 42 a.C. il SECONDO TRIUMVIRATO per spartirsi le zone di influenza. Alla morte di Lepido restarono in due: Ottaviano con l’occidente e M. Antonio con l’oriente (Egitto).

Ottaviano con l’appoggio del senato (volevano mantenere il potere centrale a Roma) si scontra con Antonio nel 31 a.C. ad Azio. Lo sconfigge e rimane solo al potere. Per non fare la fine di Cesare Ottaviano pensa a una lenta e graduale scalata del potere. Vuole dimostrare al senato che il potere è in mano a loro.

Pace Augustea: Ottaviano ritorna a Roma e chiude le porte del tempio di Giano per simboleggiare l’inizio di un periodo di pace.

  • 28 a.C. console: abolì le norme eccezionali, ristabilendo la legislazione ordinaria.
  • 27 a.C. durante la seduta del senato dichiarò il ritorno della RES PUBLICA.
  • 16 gennaio 27 a.C. il senato conferisce a Ottaviano gli onori CORONA D’ALLORO + TITOLO DI AUGUSTO. Era il PRIMO (primos inter paros).
  • 27 a.C. crea un Concilium Principis per aiutarlo nel governo.
  • 23 a.C. nuovo assetto costituzionale: Ottaviano Augusto assume IMPERIUM PROCONSULARE MAIUS ET INFINITUM.  Tipo di potere proconsolare, superiore a quello degli altri.  Infinito spaziale: governava su molte provincie  Infinito temporale: a vita.

Augusto così si era creato un enorme potere avendo anche la tribunicia potestas vitalizia.

Nasce l’Impero.

3. IMPERO

Principato

Augusto divenne il primo imperatore + pontefice massimo. Anno stabilito dagli storici per la nascita del PRINCIPATO: 27 A.C. Diverse teorie su cosa fosse il principato:

  • Secondo De Francisci era una monarchia REGNUM.
  • Secondo De Martino era una via di mezzo tra repubblica e monarchia.
  • Secondo Mommsen si trattava di una DIARCHIA, da una parte il principe dall’altra il senato.
  • Teoria di Arangio Ruiz, secondo cui il principato era un protettorato: protezione della repubblica. Roma aveva un ruolo di supremazia sulle altre città.
  • Teoria di Guarino, secondo cui era in realtà una DEMOCRAZIA AUTORITATIVA.

In sintesi il principato era una forma di monarchia assoluta non dinastica.

CONSILIUM PRINCIPIS: Augusto riuniva certi amici e famigliari per prendere le decisioni. Organo non ufficiale. Sarà ufficializzato da Adriano.

Nasce la BUROCRAZIA. Augusto mise a capo della cancelleria i Liberti (schiavi liberati). Anche Claudio lo farà successivamente mettendoli a capo degli SCRINIA.

UFFICI DELLA CANCELLERIA IMPERIALE

  1. AB EPISTULIS: diviso in due sezioni (latino e greco). Corrispondenza ufficiale dell’imperatore. Attribuiva incarichi e nomine. Risposte dell’imperatore ai funzionari in forma di lettera. Attribuiva onorificenze. Importante aiuto per l’imperatore.
  2. A LIBELLIS: predisponeva risposte da parte dell’imperatore a funzionari o privati. Predisponeva i testi di una forma di legge (emanata dall’imperatore) es. rescritto.
  3. A COGNITIONIBUS: ufficio che si occupava di istruire le cause competenza dell’imperatore. Ufficio formato da molti giuristi.  Iurisditio = potere giurisdizionale  Decretum = sentenza emantata
  4. A RATIONIBUS: sorta di ministero del tesoro e dell’economia.
  5. A MEMORIA: archivio imperiale. Custodiva tutti i documenti dell’impero. Aveva il compito di predisporre discorsi dell’imperatore. (nasce con Caracalla).

COSTANTINO

Costantino riunì nelle sue mani il potere e per dare un segno di rinnovamento dell’impero fondò una nuova capitale Bisanzio (odierna Istamblu), che fu poi chiamata Costantinopoli (una nuova Roma).

Costantino fu l’ultimo grande imperatore e la sua politica era volta a rafforzare l’esercito, creare una classe dirigente che sostenesse la monarchia e a eliminare i conflitti culturali che dividevano i suoi sudditi.

Nel 313 d.C. promulgò il famoso editto di Milano con cui concesse ai cristiani la libertà di culto.

Alla morte di Costantino il potere passò ai figli Costante e Costanzo, la capitale fu spostata a Milano che insieme all’altra capitale (Costantinopoli) divenne sempre più importante. Roma divenne marginale.

L’organizzazione dello stato cambia in quanto le città avevano i magistrati (sparisce la figura del censore), le provincie avevano a capo un proconsole, un preside o un rettore. Vi erano le DIOCESI: insieme di più provincie con a capo un VICARIO. Più diocesi formavano una PREFETTURA con a capo il prefetto. Il prefetto era la figura più importante dopo l’imperatore.

  • Magister officiorum : scrinia officia, aveva il controllo sulla produzione delle armi.
  • Agentes in rebus : erano i corrieri imperiali, si occupavano di trasmettere la posta imperiale. Avevano anche ruolo di “agenti segreti”.
  • Gomes sacrantorum nargitorum : doveva provvedere allo stipendio degli impiegati e dei militari.
  • Gomes rerum provatarum : amministra i terreni e le proprietà dell’imperatore. Si occupa dell’eredità e del fisco.
  • Quaestur sacri palatii : sorta di ministro della giustizia. Doveva avere particolari requisiti (conoscere il diritto, persona colta, stile di alto livello).
  • Praepositus sacri curiculi : ciambellano, doveva organizzare la reggia.

TEODOSIO

Fu l’ultimo imperatore a guidare l’impero unito. Alla sua morte venne diviso tra i suoi due figli (Arcadio e Onorio) in Occidente e Oriente.

CODICE TEODOSIANO

Codici precedenti:

  • Codice gregoriano: predisposto da un giurista, 14/16 libri e raccoglieva costituzioni a partire da Adriano fino a Diocleziano.
  • Codice margeniano: costituzioni degli anni 293-294.

Teodosio II progetta di procedere a una raccolta di leges che comprendesse non solo le costituzioni, ma anche i pareri di giuristi che avessero valore di legge. Il primo progetto (commissione di 9) fallisce.

Teodosio II emana un’altra costituzione nel 435 d.C.: commissione di 16 membri con il compito di raccogliere tutte le costituzioni da Costantino in poi. Creazione di un codice per evitare le lungaggini nei processi.

Il codice viene pubblicato in oriente nel 438 e trasmesso in occidente nel 439, diventando vigente in tutto l’impero. PRIMO CODICE UFFICIALE. Materie varie: soprattutto diritto privato.

Questo codice è diviso in 16 libri, ogni libro contiene TITOLI che iniziano con una RUBRICA. I titoli sono divisi in FRAMMENTI. Ogni frammento è una costituzione.

I libro: fonti del diritto II al V libro: diritto privato VI libro: diritto amministrativo VII libro: diritto militare VIII libro: diritto privato

IX libro: diritto criminale X al XI libro: diritto finanziario XII libro: diritto amministrativo XIII al XV: diritto amministrativo XVI libro: diritto ecclesiastico (rapporti stato/chiesa)

In teoria il codice teodosiano doveva contenere solo LEGGI GENERALI. I compilatori però hanno inserito anche altri tipi di legge:

  • Rescritti: Nonostante nel I libro si trovi una costituzione di Costantino che vietava i rescritti, ovvero nei processi non si potevano usare i proclami dell’imperatore che non fossero applicabili al caso. I rescritti erano vietati se andavano contro le norme.
  • Epistule (ci si accorge per la forma in cui sono scritte).
  • Verbali di assemblee (per esempio incontri tra imperatore e militari).
  • Lettere di accompagnamento a una legge.

Perciò si può dedurre che il codice sia una fonte per conoscere il diritto nel tardo impero, ma è anche IMPERFETTO.

 Le costituzioni avevano un’INSCRIPTIO (parte sopra al testo) e una SUBSCRIPTIO. Nella prima doveva esserci il nome del/degli imperatore/i e il destinatario (ad populum, ad senatum…). Nella subscritio troviamo la località di emanazione e la data + la località e data di ricezione.  Queste costituzioni portavano al problema della GEMINAZIONE: ossia costituzioni riportate in più libri.

In questo periodo la giurisprudenza diviene STATICA (non si forma più il diritto creativo)

Legge imperiale: dinamica

IURA (passi dei giuristi): STATICO -> diritto tardo imperiale.

LEGGE DELLE CITAZIONI (426 d.C.)

Nel codice teodosiano troviamo una costituzione dell’imperatore Valentiniano III chiamata legge delle citazioni. Essa era un tentativo occidentale di porre ordine nel diritto. Una parte riguardava le costituzioni imperiali e una parte più importante riguardava la giurisprudenza.

Dava valore AUTORITATIVO a 5 giuristi:

  • PAOLO
  • ULPIANO
  • MODESTINO
  • GAIO
  • PAPINIANO

Nel 529 viene emanato il CODICE DI GIUSTINIANO. Questa prima edizione verrà sostituita successivamente con una seconda. Di quello originale si conserva solo l’indice da cui si vede come contenesse la famosa legge delle citazioni.

Nel 530 nomina un’altra commissione, presieduta da Triboniano, con il compito di riunire i passi della giurisprudenza in un’opera chiamata DIGESTO, emanato nel dicembre del 533. Digesto: 50 libri, divisi in titoli, divisi in frammenti e paragrafi.

Quest’opera doveva mettere ordine nello IURA. Non esiste una gerarchia come nella legge delle citazioni, sono tutti allo stesso livello.

  • Teoria 1: probabilmente la commissione era divisa in sottocommissioni che si occupavano di una parte (massa).
  • Teoria 2: avevano trovato dei predigesti e li avevano radunati.
  • Teoria 3: lavoro su predigesti da parte di professori di diritto.

Conclusione: l’opera dei commissari è stata facilitata da opere precedenti.

Giustiniano voleva il ritorno dell’epoca classica della romanità. Affidò a Triboniano il compito di creare un manuale per la gioventù desiderosa di apprendere il diritto. Questo lavoro era già stato fatto da Gaio ma Giustiniano propone un manuale più completo.

Riforma dell’istruzione

Inizialmente gli studi giuridici duravano 4 anni: I dupondii, II edittali, III papinianisti, IV lytai.

La riforma ne prevede 5: I novi iustiniani II edittali III papinianisti IV lytai V pro lytai

Essi dovevano studiare non solo il manuale ma anche il digesto ed erano molto preparati.

Il nuovo manuale di chiama ISTITUZIONI, gli studenti devono imparare le basi del diritto romano.

Nel 534 viene pubblicata una seconda edizione del codice (capo commissione Triboniano) e con questa edizione viene abolito quello precedente. Questo secondo codice non prevede la legge delle citazioni in quanto vi era il digesto.

II CODICE:

12 libri Titoli Costituzioni da Adriano in poi Frammenti (+ praragrafi)

I compilatori (avevano molta libertà) hanno agito sulle costituzioni in modo ancora più forte delle precedenti. Più tagli e cambio di termini.

  • Il codice giustinianeo contiene solo leges. Le costituzioni sono riportate come nei precedenti:
    1. Inscriptio (nome imperatore + destinatario)
    2. Testo
    3. Subscriptio (località + data emanazione)
  • Nel digesto le IURE avevano:
    1. Prescriptio (indicato il giurista, n° libro dell’opera del giurista)
    2. Testo

NOVELLE: novità legislative. Leggi emanate da Giustiniano successive alla pubblicazione del codice. Raccolte private

  • Episome iuliani: 124 novelle
  • Autenticum: 134 novelle
  • Raccolta senza nome di 168 novelle Il valore delle nuove leggi è inferiore di quelle precedenti.

Brano tratto da: D.1.1.1.2 (digesto)

Le branche principali di questo studio sono due: quella pubblicista e quella privatista. Diritto pubblico è quello che riguarda lo stato romano, il diritto privato quello che riguarda l’utilità dei singoli. Infatti alcune cose risultano utili per l’intera città, altre per i privati. Il diritto pubblico riguarda anche la disciplina delle cose sacre e delle magistrature. Il diritto privato è diviso in tre settori: deriva dai precetti del diritto naturale, in parte dal ius gentium e in parte dal diritto civile. Diritto naturale : quello che la natura ha istintivamente connesso agli esseri animanti; infatti questo diritto non è proprio del genere umano, ma è comune a tutti gli esseri che nascono nella terra e nel mare e agli uccelli. Da questo deriva l’unione del maschio e della femmina che chiamiamo matrimonio. Di qui la procreazione e allevamento della prole. Vediamo che anche gli altri animali e le fiere hanno regole precise in questo campo. Ius gentium : è quello che usano le genti appartenenti al genere umano. Si può comprendere facilmente come derivi e si distingua dal diritto naturale, dal momento che quello è comune a tutti gli esseri animati, questo ai soli uomini nei rapporti tra loro. In base a questo furono introdotte le guerre, separati i popoli, fondati i regni, distinti i domini, posti i confini alle proprietà fondiarie, costruiti edifici, istituito il commercio con i negozi di compravendita, locazione conduzione e tutte le obbligazioni tranne alcune che sono state introdotte tramite il dritto civile. Diritto civile: è quello che deriva dalle leggi, plebisciti, senato consulti, decisioni dell’imperatore, interpretazione autoritativa dei giuristi.

Successivamente si crearono manomissioni fuori dal diritto civile (prassi):

  1. Inter amicos : in presenza di amici il dominus affermava la volontà di rendere uno schiavo libero. Gli amici erano i testimoni.
  2. Per mensam: durante un banchetto (simile all’inter amicos) si dichiarava l’intenzione di liberare lo schiavo.
  3. Per epistulam: il dominus scriveva allo schiavo dicendo che lo rendeva libero.

Grazie al diritto pretorio (del pretore) queste forme vengono legalizzate ufficialmente, si parla di MANOMISSIONI PRETORIE, che davano solo libertà ma non cittadinanza.

Gli status non erano per sempre, potevano modificarsi, soprattutto in peggio.

Caputis deminutio = perdita dello status:

  • Maxima: perdita di libertà e cittadinanza.
  • Media: perdita cittadinanza.
  • Minima: perdita dello status di pater familias.

*postilium: quando un prigioniero tornava in patria recuperava i diritti.

LA TUTELA

  • Era un istituito inizialmente a protezione della famiglia
  • Carattere potestativo
  • Entrava in gioco quando c’erano degli IMPUBERI che non avevano il padre

Infanti: fino a 7 anni Impuberi: coloro che non avevano raggiunto la pubertà (capacità di procreare). Secondo i sabiniani si decideva dopo ispezioni corporali. Secondo i proculiani era in base all’età: maschi 14 anni, femmine 12. L’età perciò era una limitazione della capacità di agire. Raggiunta l’età giusta non serve più il tutore.

TUTORE: figura che possa integrare la volontà degli impuberi e ne gestisca il patrimonio.

3 tipi di tutela:

  1. Tutela testamentaria, possibilità del testatore di nominare un tutore se dovesse morire prima che il figlio abbia raggiunto l’età giusta.
  2. Tutela agnatizia/legittima, in base alla legge delle XII tavole se un impubere rimane senza padre viene nominato tutore il parente AGNATE (per linea maschile) più prossimo.
  3. Tutela atiliana/dativa, attribuita da un magistrato su richiesta della madre (o altri parenti) dell’impubere. *onere, sanzione in caso di mala amministrazione

Scuse per non ricoprire la carica di tutore (era un onere pesante)

  • Cause per motivi personali:
    1. Età (dai 70 anni compiuti)
    2. Povertà estrema
    3. Cattive condizioni di salute
    4. Mancanza i cultura / analfabetismo
  1. Essere stato nominato per ragioni di inamicizia
  2. Aver subito dal padre del pupillo una controversia di stato
  3. Dimora lontana
  4. Una lite grave con il pupillo
  • Cause per motivi di ordine privato:
  1. Avere al momento della nomina o 3 figli a Roma, o 4 in Italia, o 5 nelle provincie
  • Motivi di ordine pubblico:
  1. Assenza per causa pubblica
  2. Avere una magistratura anche municipale
  3. Essere membri del consilium principis
  • Motivi di semplice privilegio:
  1. Veterani
  2. Atleti coronati
  3. Grammatici, filosofi, medici

*tempo 50 giorni per presentare la giustificazione, se respinta potevano fare appello.

 Lo stato femminile poteva essere una limitazione della capacità di agire.

Le bambine impuberi erano sotto la tutela a loro riservata, dalla pubertà in poi erano sotto la tutela femminile.

TUTELA FEMMINILE:

  1. Testamentaria
  2. Legittima
  3. Dativa

In questo caso il tutore deve integrare con la sua volontà quella della donna, ma non aveva amministrazione dei beni. La tutela femminile subì delle modifiche, per esempio con Augusto si disse che se una donna libera ha avuto almeno 3 figli o se donna liberta ha avuto 4 figli gli veniva tolta la tutela. Con Claudio (I sec d.C.) si toglie la tutela legittima per la donna. Nel tardo impero Costantino toglie totalmente la tutela femminile = fine delle limitazioni.

CURATELA

  • Quando ci si trova davanti a un pazzo: curatore che amministri il patrimonio.
  • PRODIGUS (dissipatore di patrimonio): evitare che immensi patrimoni di famiglie romane potessero scomparire.
  • Minore di 25 anni: legge pleatoria/laetoria che venne approvata per far fronte al pericolo che un ragazzino faccia commercio con adulti. In casi di evidente truffa di un adulto ai danni di un minore di 25 anni si poteva paralizzare l’atto giuridico e riportare la situazione iniziale. Si poteva anche chiedere la nomina di un curatore per ogni singolo negozio.
  • Nomina per sempre del curatore: la maggiore età portata a 25 anni.