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AZIENDA. Strategia e business plan. (Appunti teoria) Ogni azienda programma la gestione cioè pre-determina obiettivi, attività da compiere in un certo arco di tempo a vari livelli gestionali, attraverso la costruzione di piani (strategici o operativi) che definiscono obiettivi, mezzi da impiegare e operazioni da compiere nel breve, medio e lungo periodo. Individuare la strategia aziendale: La strategia aziendale è data dalle operazioni sul mercato dell’azienda e dalle definizioni formali elaborate dai dirigenti riguardo agli approcci di business dell’impresa e ai piani futuri, o sforzi, per consolidare la competitività e migliorare le performance. Quindi individuare la strategia di un’impresa richiede un’attività di ricerca , raccolta di informazioni riguardo il comportamento dell’impresa sul mercato e riguardo i suoi approcci commerciali. Modello di business: è il ragionamento elaborato dal management in base al quale l’impresa sarà in grado di generare profitti La strategia sono macro obiettivi prefissati dall’imprenditore e/o dalla governance aziendale e il modo in cui si intende perseguirli, mantenendo per lo più un’ottica di medio-lungo periodo. es. innovare, sviluppare le tecnologie o variare la struttura dell’impresa in senso quantitativo o qualitativo. Tipologie di strategia: A prescindere dalla strategia i manager dovrebbero sempre optare per iniziative eticamente corrette, che rispondano ai canoni della moralità.
- Strategia di differenziazione o a vantaggio competitivo: Una strategia capace di differenziare l’impresa dalle altre creando un vantaggio competitivo (duraturo) che funga da richiamo per la clientela. a) posizionamento dell’azienda rispetto alla concorrenza in termini di prezzo praticato; b) elementi di differenziazione pianificati e che mirano alla percezione che ne hanno i clienti; c) posizionamento dell’offerta aziendale rispetto ai prodotti concorrenti, mettendo in rilievo elementi di differenziazione. - Strategia di leadership di costo: Strategia che si basa sull’offerta di un prodotto (bene o servizio) simile a quello dei concorrenti ma ad un prezzo inferiore. Occorre motivare le ragioni di tale affermazione, illustrando, in dettaglio: **SCELTE OPERATIVE :
- LOGISTICA** : Con riferimento alla politica degli approvvigionamenti (logistica in entrata), occorre descrivere i principali rapporti di fornitura attivi. In tale ambito, è utile realizzare classificazioni di fornitori omogenei per tipologia e per criticità di prodotto fornito, con particolare riguardo a quei fornitori reputati determinanti. - ATTIVITA’ COMMERCIALI: In relazione alla descrizione dei canali di vendita e di distribuzione, dovrà essere descritto l’impatto della politica commerciale sui risultati aziendali ed essere esplicitato se l’impresa in questione può definirsi focalizzata o meno sulla strategia commerciale. - PRODUZIONE: Dopo aver illustrato le attività commerciali, l’attenzione va posta sulla dimensione dell’attività produttiva, intesa in senso ampio. Vi è, tuttavia, la possibilità di delineare un quadro di riferimento comune al quale ogni realtà aziendale dovrà conformarsi.
- ASSETTO ORGANIZZATIVO : Fa riferimento alle scelte operative compiute all’interno dell’impresa riguarda l’assetto organizzativo aziendale: spesso un’organizzazione efficace ed efficiente può determinare vantaggi differenziali rispetto ai propri competitors In base alle variabili tasso crescita del mercato e quota di mercato possiamo distinguere 4 fasi e 4 strategie:
- Fase iniziale: la quota di mercato dell’azienda è bassa e il tasso di crescita del mercato è alto. L’azienda dovrà scegliere una strategia offensiva (question marks).
- Fase di crescita: La quota di mercato dell’azienda è maggiore, il tasso di crescita del mercato è alto. L’azienda dovrà scegliere una strategia di investimento e sviluppo (stars).
- Fase di maturità: La quota di mercato dell’azienda è alta, il tasso di crescita del mercato è basso. L’azienda dovrà sviluppar e una strategia difensiva (Cash Cows). A questo punto in base al ciclo di cash flow si torna alle fasi precedenti. Mentre seguendo il ciclo del prodotto:
- Fase di saturazione: la quota di mercato è bassa e la crescita del mercato è bassa, per cui all’azienda non rimane che la strategia di disinvestimento (Dogs) Leve di intervento sui volumi dei ricavi, sui costi o sul capitale investito. Dal punto di vista della funzione aziendale commerciale: Si può intervenire sul volume dei ricavi tramite studi di mercato, pubblicità che influenza il mercato, distribuzione (es. aumento punti vendita), product mix, politica dei prezzi (es. aumento prezzi). Si interviene sui costi tramite una rivisita dei costi di distribuzione (es. decentramento azienda) o costi della pubblicità. Si interviene sul capitale investito tramite una riduzione del numero di modelli, la giacenza dei prodotti finiti quindi investimenti in depositi, politiche di credito. Dal punto di vista della funzione aziendale della produzione: Si può intervenire sul volume dei ricavi tramite qualità della produzione, tempo di consegna. Si interviene sui costi tramite costi di produzione (fissi e variabili) Si interviene sul capitale investito tramite giacenze di semilavorati, investimenti in capacità produttiva. Dal punto di vista della funzione aziendale della ricerca e sviluppo: Si può intervenire sul volume dei ricavi tramite competitività del prodotto. Si interviene sui costi tramite riduzione del costo del prodotto Si interviene sul capitale investito tramite investimenti in ricerca.
CENTRI DI SPESA Controllano: input Caratteristiche: Gestiscono costi di capacità e discrezionali(programmabili dall’azienda in base al loro scopo, es costi sulla pubblicità), spesso non pre-definibili su basi tecniche oggettive (per esempio tra i costi commerciali si ritrovano: costi di pubblicità, promozioni, staff). Obiettivo perseguito: massimizzare l’output (quantità e qualità del servizio fornito) nell’ambito delle risorse concesse (stanziamento di spesa) Leve economiche manovrabili: non esistono Esempi di Centri di Spesa:
- Amministrazione • Ricerca e sviluppo
- Personale • Marketing CENTRI DI COSTO ( è un modo di contabilizzare una serie di risorse impiegate e dei costi sostenuti per una determinata unità all’interno dell’azienda: Settorializzo e creo centri di costo ) Controlla input ed output. Caratteristiche: Gestiscono costi parametrici o standardizzabili, cioè costi per i quali si può ragionevolmente definire “il giusto consumo di risorse” Obiettivo perseguito: ottenimento di certe quantità di output secondo definiti livelli di efficienza. Leve economiche manovrabili: coefficiente d’impiego dei fattori produttivi (manodopera e materiali) Esempi di Centri di Costo:
- centri di costo produttivi diretti • Sistemi di controllo di gestione CENTRO DI RICAVO Controlla input ed output. Caratteristiche: gestiscono volume di fatturato a fronte di un ammontare vincolato di spese. Obiettivo perseguito: sviluppo della “efficacia operativa” Leve economiche manovrabili:
- Volume • Mix di vendita Esempi di Centri di ricavo:
- Direzione vendite CENTRO DI PROFITTO Controlla input ed output. Caratteristiche: gestiscono risultati, cioè combinazione discrezionale tra costi e ricavi. Obiettivo perseguito: realizzare la migliore combinazione possibile tra costi e ricavi agendo sulle connesse leve di intervento; Leve economiche manovrabili:
- Prezzi-ricavo dei prodotti/servizi • Prezzi-costo delle risorse
- Volumi • Mix di produzione-vendita
- Efficienza Esempi di Centri di profitto:
- Direzione commerciale • Divisioni CENTRO DI INVESTIMENTO Controlla input ed output. Caratteristiche: gestiscono costi, impiego di risorse finanziarie per generare risultati economici. Obiettivo perseguito:
- realizzare obiettivi di Redditività (ROI-Reddito residuale)
- sviluppo della capacità di sopravvivenza (adeguatezza strategica) Leve economiche manovrabili:
- Prezzi-ricavo dei prodotti/servizi • Prezzi-costo delle risorse
- Volumi • Mix di produzione-vendita
- Efficienza • Investimenti in capitale fisso
- Investimenti in capitale circolante Esempi di Centri di investimento:
- Divisioni La qualificazione delle unità organizzative (in termini di Centri di Responsabilità) dipende essenzialmente da:
- Caratteristiche tecnico-strutturali dell’unità (aspetto oggettivo)
- Autonomia operativa affidata all’unità organizzativa ossia il livello di delega (scelta soggettiva dell’Azienda)
- Criticità operativa affidata all’unità organizzativa (strategia seguita dall’Azienda)
Budget: Programma operativo che ogni anno è oggetto di revisione Modelli tipici di comportamento nel budgeting (definizione del budget) Modello autoritario: Obiettivi imposti dal superiore Modello Consultivo: Consultazione delle parti. Il superiore fissa gli obiettivi. Modello contrattuale: Processo di negoziazione (quello della TAV) Modello partecipativo: confronto aperto Principi di budgeting Significa definire la quantità di denaro necessaria nell’esercizio contabile in corso, per l’investimento nel business plan. I principi da rispettare sono:
- le cifre di budget devono nascere da ipotesi analitiche quantificate.
- oggettività dei dati
- le ipotesi devono essere realistiche: ne troppo timide ne ambiziose
- chi partecipa alla formulazione del piano deve partecipare alla stesura del budget
- fare attenzione alla ‘cifrite’ Finalità del budget
- programmare l’attività: fa si che le azioni svolte siano in linea con i risultati voluti. Consiste nella definizione degli obiettivi e traduzione degli stessi in programma.
- coordinare e partecipare
- motivare
- controllare e valutare: misurazione della prestazione e confronto con gli obiettivi in programma. Analisi degli scostamenti, e eventuale azione correttiva del sistema. Slide 19 e 20?
2. Definizione dei concorrenti diretti. Analisi della concorrenza Sono diretti i concorrenti che offrono prodotti simili a quelli dell’azienda, a clienti simili per soddisfare bisogni simili o identici. Elementi da definire:
- Dimensione (fatturato e numero di dipendenti)
- Localizzazione ( sede, stili produttivi e filiali commerciali)
- Esperienza nel settore
- Quota di mercato
- Ampiezza dell’offerta (Prodotti e servizi, specializzazione su una certa classe di prodotti)
- Qualità dell’offerta
- Strategie di prezzo
- Livello tecnologico
- Grado di integrazione verticale
- Forza della marca commerciale
- Canali distributivi
- Segmenti di mercato serviti
- Strategie di marketing (Promozioni e pubblicità) Potrebbero apparire minacce quali:
- difficoltà ad ottenere le necessarie autorizzazioni amministrative
- know how difficilmente riproducibile
- necessità di risorse finanziarie ingenti
- distributori con contratti di esclusiva
- economie di esperienza (quando un’azienda può praticare un prezzo basso grazie all’esperienza maturata **nella produzione)
- Stategie:** descrizione della strategia adottata dall’impresa in una fase precedente alla realizzazione del progetto stesso. In pratica il piano marketing perché svolgo un’analisi interna sull’azienda ed una esterna sul mercato, i concorrenti (ricerca di mercato), previsioni di vendita, analisi del reddito operativo. Analisi del punto di pareggio operativo (reddito operativo: ricavi meno costi) Composizione tipica del BP: a. Descrizione del business b. Piano operativo (localizzazione, produzione, logistica, piano di marketing) c. Struttura e Management ( l’organizzazione, la struttura): risorse delle persone e mezzi che partecipano alla realizzazione dell’attività con annesse funzioni e compiti, regole e procedure (tra cui anche criteri di selezione, formazione e retribuzione). = identificazione della struttura aziendale. d. Le risorse di finanziamento (il capitale investito, le fonti, il piano di ammortamento e valutazione del credito) e. Schemi economico-finanziari (ipotesi alla base dell’esposizione dei dati, area finanziaria e area economica, analisi della sensitività): proiezioni verosimili che confermano la sostenibilità economica e finanziaria con spiegazioni dettagliate, conto economico e stato patrimoniale preventivo per 3 esercizi. f. Area finanziaria ( costi di start up, proiezione di cash flow primo anno, materiale di supporto all’analisi di cash flow e proiezione di cash flow degli anni successivi) g. Area economica (ammortamenti, reddito operativo e bilanci prospettici) h. il controllo gestionale ( commerciale e economico-finanziaria) i. la valutazione degli investimenti
2.DESCRIZIONE DEL PROGETTO:
- Contenuti e obiettivi del progetto: elementi maggiormente caratterizzanti, originali e distintivi, che influenzano la validità del progetto.
- Principali azioni per la realizzazione del progetto: descrizione sintetica delle principali direttrici d’azione tramite le quali si intende dare attuazione al progetto.
- Principali risultati attesi Nel dettaglio: CONTENUTI DEL PROGETTO: a) progetto (nuovo prodotto, nuovo processo): descrizione “tecnica” di alcuni particolari se ritenuti necessari); b) gli elementi innovativi rispetto ai principali prodotti/servizi già offerti dall’azienda e rispetto a quelli offerti dai concorrenti oppure rispetto ai processi produttivi o logistici attuali; c) le opportunità di mercato che si intende cogliere (o le minacce che si dovranno affrontare). OBIETTIVI E RISULTATI: La formalizzazione dei contenuti del progetto è sicuramente un primo importante passo per comprendere meglio come organizzarlo e svilupparlo, ma non è certamente sufficiente. Per questo occorre identificare obiettivi e risultati: per “obiettivi” si intende ciò che si vuole realizzare in conformità ai contenuti del progetto, per cogliere le opportunità che si sono individuate e che rendono interessante il business in questione. Gli obiettivi sono individuabili e definibili in forma descrittiva, in quanto si prestano ad essere rappresentati anche senza l’ausilio di dati. TEMPI DI REALIZZAZIONE: Attenta analisi previsionale dei tempi necessari per la realizzazione del progetto. Spesso, infatti, accade che la fattibilità di programmi anche ambiziosi risulti vanificata dalla difficoltà di definire con precisione l’intervallo temporale necessario a tradurre le idee in realizzazioni concrete. ANALISI SWOT: L’Analisi SWOT (Strength, Weakness, Opportunities, Threat) per valutare scenari di sviluppo alternativi. Essa consente di rappresentare in modo razionale ed ordinato l’influenza esercitata dai diversi elementi (interni ed esterni) sulla realizzazione di un nuovo progetto. IMPATTO DEL PROGETTO SULL’AZIENDA: In questo paragrafo dovranno essere descritti gli effetti del progetto di innovazione sull’offerta, sul mercato target, sul sistema competitivo allargato, sulle decisioni strategiche e operative. Illustrare cosa cambia nell’azienda a seguito della messa a punto del progetto. OFFERTA: È opportuno chiedersi, innanzitutto, che rapporto esista tra il progetto d’innovazione e il bisogno dei clienti che l’azienda ambisce a soddisfare. Può darsi che il progetto innovativo serva a soddisfare meglio lo stesso bisogno oppure punti al soddisfacimento di un nuovo bisogno del medesimo mercato target o, ancora, miri a soddisfare il bisogno di un nuovo mercato target*. *NUOVO MERCATO TARGET: Se il progetto permette di rivolgersi ad un nuovo mercato target, si proceda ad una sua descrizione, sottolineando analogie e diversità rispetto ai segmenti di mercato “tradizionali”. Si ricordi che un nuovo mercato, per essere appetibile, deve essere accessibile, perciò si precisi se esistono barriere all’entrata e, nel caso, come si intende superarle. SISTEMA COMPETITIVO ALLARGATO: Si focalizzi, innanzitutto, l’attenzione sui concorrenti diretti. Come varia il posizionamento competitivo alla luce del progetto? Quale reazione si prevede possano avere i competitor? LE STRATEGIE: Descrivere su quali variabili (leve?) il progetto in questione si focalizzerà per raggiungere una migliore performance aziendale.
Appunti
_- Immobilizzazioni materiali: Dissaggio di emissioni: acquisto 100 euro di obbligazioni. Il valore nominale è 100, ne pagno 90 , 10 è il disaggio di emissione. Perché deve esser considerato in bilancio? Perché io prendo 90 e devo restituire 100. dissaggio sono soldi che io non andrò a recuperare, dovrò pagare il dissagio più gli interessi.
- Depositi causionali per investimenti_ Fondi di svalutazione _se ho delle attivitàò dinanziare investite la svalutazione va considerata. Se ho capitali investiti ad un saggio inferiore a quelli della svalutazione cosa succede? Il valore del denaro non è costante per effetto della svalutsazione, verrà un x % in meno. Se investo il mio capitale ad un saggio superiore alla svalutazione manteròr il capitale e un margine di interesse che andrà a aumentar eil capitale, se non investo così o lo tengo immobilizzato, andrò a perdere, adsrò un valore in meno quindi i potrebbe essere un fondo di svalutazione che preveder eun accontamento per spopèeèprire alla svalutazione.
- LIQUIDITà: ‘fondi e impieghi’ noi possiamo avere liquidità immediate : es cassa. Denaro contabile liquidità a breve termine. Quelle che nel breve periodo riusciamo a rendere immediate (un pagamento a 30 giorni) Se un’azienda ha parecchie liquidità immediate rispetto un’altra che ne ha meno indica che: potrebbe perdere interessi che otterrebbe se investissi, ma potrebbe supportare un’investimento anche nell’imddiato, un repentino cambiamento del mercato non è un problema. Se ha dei crediti di medio lungo periodo ci sono due fattori negativi:
- sono più rischiosi del breve periodo, potrei bruciare ricchezza
- oppure nel momento che devo investire non sono in grado di farlo ma potrei scontare eventuali crediti in banca (gli do la prova dei miei crediti e la banca mi sconta / anticipa i liquidi assumendosi il rischio di impresa) Ma sarei comunque penalizzato perché perderei parte dei ricavi, perché pago la partecipazione della banca.
- Chirografari: creditori che verranno pagati per ultimi quando una società fallisce. Quando il valore del patrimonio supera i debiti complessivi. I creditori primari sono le banche, quelli che si accodano hanno priorità sempre più basse, i chirografari sono gli ultimi_
- Se facciamo un analisi della gestione dell’azienda dobbiamo prima analizzare il generale e poi il particolare. L’analisi di gestione reddituale (del reddito: risultato economico utile o perdita capitale netto, capitale investito e capitale di proprietà o di rischio (prestito è la differenza tra capitale investito e capitale di proprietà) avverrà tramite gli indici di redditività Indici di redditività sono una metodologia che permette di valutare i risultati del bilancio di esercizio. Importante per calcolare gli indici di bilancio (sapere come queste variabili si formano)
IMPIEGHI FONTI
ATTIVO FISSO (immobilizzazioni)
- IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE (NETTE) materiali (fabbricati industriali, impianti e macchine, mobili e automezzi, attrezzature industriali, anticipi ai fornitori, lavori in corso, f ondi ammortamento, altri) immateriali (spese di impianti e ampliamenti, concessioni, costi di ricerca e sviluppo, brevetti industriali, marchi, avviamento, diritti di utilizzo di opere d’ingegno, oneri pluriennali di attrezzature, immobilizzazioni in corso, fondi di ammortamento, anticipi ai fornitori) finanziarie (partecipazioni, crediti finanziari, disaggio di emissione, depositi cauzionali) - IMMOBILIZZAZIONI PATRIMONIALI: (terreni, investimenti di reddito, immobili civili, fondi ammortamento) - IMMOBILIZZAZIONI COMMERCIALI:
MEZZI PROPRI:
CAPITALE DI RISCHIO
conferito autoprodotto (Capitale sociale, versamento soci in conto quindi aumento capitale sociale, contributi a fondo perduto, riserva sovrapprezzo azioni, riserva, rivalutazione monetaria, riserva legale, riserva statutaria, riserva acquisto azioni proprie, fondo rischi generico, fondo rinnovamento impianti, utile a nuovo, perdita d’esercizio, perdite portate a nuovo) PASSIVO CONOLIDATO DEBITI A MEDIO-LUNGO TERMINE indipendentemente dalla natura (attenzione alle voci contabili con doppia anima come il fondo tfr, mutui passivi, prestito obbligazionario) (Mutui ipotecari, mutui chirografari, debiti a medio lungo termine, fondo T.F.R., prestito Obbligazionario, anticipi su T.F.R) ATTIVO CIRCOLANTE:
- SCORTE O MAGAZZINO (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, anticipi da clienti, anticipi a fornitori, risconti attivi) - CREDITI A BREVE (liquidità differita) ( crediti verso clienti, ratei attivi, fondi di svalutazione) - DISPONIBILITA’ LIQUIDE (immediate) (denaro in cassa, depositi bancari, depositi postali, valori bollati, titoli a reddito fisso, altri valori assimilati al denaro)
PASSIVO CORRENTE
- DEBITI A BREVE TERMINE
indipendentemente dalla natura (attenzione alle voci contabili con doppia anima come il fondo tfr, mutui passivi, prestito obbligazionario) (Debiti verso fornitori, anticipi da clienti, altri debiti, ratei passivi, risconti passivi, fondi spese a breve, debiti finanziari a breve, quota di debiti a medio/lungo termine)
Gli indici di bilancio gli indici di bilancio servono a percentualizzare i risultati del bilancio di esercizio per averne un’immediata e rapida comprensione. Es. per capire se un investimento è conveniente o meno, dovrò vedere il roi e confrontarlo con quello di un’altra azienda. Indice di redditività: perché vanno a riferirsi al reddito d’impresa La riclassificazione del bilancio, serve per poter valutare gli indici di bilancio di questo tipo. Il roe: return on equity. =reddito netto/capitale di rischio Questo indice : indica quanto rende il capitale di rischio; misura il grado di soddisfacimento del capitale di rischio. indica la fruttuosità/remunerazione del capitale di rischio Sarà un valore basso perché mette in relazione l’utile rispetto il capitale di rischio (ma l’utile sarà sicuramente un valore molto più basso rispetto il capitale). Es. 5= Significa che nella mia attività ho investito il capitale al 5%. Da sola questa informazione basta a dare un’idea dell’andamento dell’azienda? No. L’indice è positivo, ma se il risultato è positivo o negativo per me lo devo accertare. Devo capire se mi conviene o meno. Dovremo quindi compararlo con:
- con altre attività, primi tra tutti i bot cioè investimenti sul mercato: se io investo il mio capitale in bot e mi danno comunque il 5 % mi conviene chiudere la mia attività perché con i bot non ho il rischio di impresa.
- con altre aziende
- con la mia azienda nelle serie storiche Oppure, visto che il roe dipende dall’utile (reddito netto) potrei in qualche modo ipotizzare un business plan per aumentare il mio reddito netto (l’utile) e fare in modo di aumentare la produttività del capitale investito. Se il roe lo costruiamo con l’utile a riserve (utile di esercizio a riserva) : utile a riserve/ capitale di rischio = troviamo l’indice di riservizzazione (Taf) (autofinanziamento) Se il roe lo costruiamo con l’utile a dividendo( utile di esercizio distribuibile): utile a dividendo/ capitale di rischio = troviamo l’indice di dividendo (Td) Se sommiamo Td e Taf troviamo il ROE ROI: return on investiment: utile o reddito operativo lordo (o perdita) / il capitale investito Questo indice:
- esprime la fruttuosità/redditività di TUTTO il capitale investito nell’attività (capitale di prestito e capitale proprio/rischio). indice di produttività del capitale investito: Vendite/ capitale investito Dove :per vendite intendiamo i ricavi (non i volumi: prezzo per quantità) Ci dice: in che misura il capitale investito ci ritorna attraverso le vendite.