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Riassunto per esame Economia Aziendale, Bilancio e Business Plan - prof. Pellegrini, Sintesi del corso di Economia Aziendale

Riassunto dettagliato per esame di Economia Aziendale, Bilancio e Business plan con il prof. Pellegrini. Voto esame: 30L

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 19/06/2021

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ECONOMIA AZIENDALE, BILANCIO & BUSINESS PLAN
Prof. Fulvio Pellegrini
Economia: disciplina che studia l’equilibrio tra mezzi o risorse e i bisogni. I mezzi, in
questo senso, sono gli strumenti necessari a produrre i beni e/o servizi necessari a soddisfare i
bisogni degli uomini.
E’ bene sottolineare che, mentre i mezzi sono limitati, i bisogni sono illimitati; è pertanto necessario
scegliere quali bisogni è possibile soddisfare e quali no e, quindi, trovare un equilibrio tra risorse a
disposizione e bisogni da soddisfare.
Economia aziendale: essa è una branca dell’economia, che si preoccupa di mantenere tale
equilibrio all’interno dell’azienda* (vedi pag.9), studiando le sue condizioni di esistenza.
In altre parole, essa studia il concreto funzionamento dell’azienda tutto ciò che serve per far
esistere e far funzionare l’azienda. In tale analisi prende in considerazione sia la realtà economia
e politica in cui l’azienda opera, sia aspetti relativi all’ambiente esterno che spesso può
condizionarne il comportamento.
Azienda: un complesso di beni e persone che svolge una funzione produttiva, con lo
scopo di raggiungere un obbiettivo.
(A SOLO SCOPO INFORMATIVO)
Micro impresa: imprese costituite da meno di 10 occupati e con un fatturato totale non
superiore a 2 milioni di euro.
Piccola impresa: imprese costituite da meno di 50 occupati e con un fatturato totale non
superiore a 10 milioni di euro (reddito).
Media impresa: imprese costituite da meno di 250 occupati e con un fatturato totale non
superiore a 50 milioni di euro.
Ragioneria: è una branca dell’economia aziendale che si occupa delle rilevazioni che avvengono
all’interno dell’azienda. Registra tutto ciò che avviene al suo interno; si occupa di registrare
gli eventi che avvengono durante la gestione dell’azienda; riguarda la parte contabile.
ECONOMIA MONETARIA ED ECONOMIA CREDITIZIA
DIFFERENZA TRA BILANCIO BUSINESS PLAN:
Bilancio (contabilità): elemento deterministico e specifico (oggettivo);
Business Plan: elemento probabilistico; è molto variabile poiché si modificano costantemente
le variabili dell’azienda. E’ un piano di miglioramento che, a partire da alcune ipotesi relative
ai cambiamenti che ci saranno nel tempo, ha lo scopo di migliorare i ricavi / l’utile
dell’impresa - differenza tra costi e ricavi. Va costantemente aggiornato in quanto esso varia al
variare delle condizioni di mercato.
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ECONOMIA AZIENDALE, BILANCIO & BUSINESS PLAN

Prof. Fulvio Pellegrini Economia : disciplina che studia l’equilibrio tra mezzi – o risorse – e i bisogni. I mezzi, in questo senso, sono gli strumenti necessari a produrre i beni e/o servizi necessari a soddisfare i bisogni degli uomini. E’ bene sottolineare che, mentre i mezzi sono limitati, i bisogni sono illimitati; è pertanto necessario scegliere quali bisogni è possibile soddisfare e quali no e, quindi, trovare un equilibrio tra risorse a disposizione e bisogni da soddisfare. Economia aziendale : essa è una branca dell’economia, che si preoccupa di mantenere tale equilibrio all’interno dell’azienda* (vedi pag.9), studiando le sue condizioni di esistenza. In altre parole, essa studia il concreto funzionamento dell’azienda – tutto ciò che serve per far esistere e far funzionare l’azienda. In tale analisi prende in considerazione sia la realtà economia e politica in cui l’azienda opera , sia aspetti relativi all’ambiente esterno – che spesso può condizionarne il comportamento. Azienda : un complesso di beni e persone che svolge una funzione produttiva , con lo scopo di raggiungere un obbiettivo. (A SOLO SCOPO INFORMATIVO) Micro impresa: imprese costituite da meno di 10 occupati e con un fatturato totale non superiore a 2 milioni di euro. Piccola impresa : imprese costituite da meno di 50 occupati e con un fatturato totale non superiore a 10 milioni di euro (reddito). Media impresa : imprese costituite da meno di 250 occupati e con un fatturato totale non superiore a 50 milioni di euro. Ragioneria : è una branca dell’economia aziendale che si occupa delle rilevazioni che avvengono all’interno dell’azienda. Registra tutto ciò che avviene al suo interno; si occupa di registrare gli eventi che avvengono durante la gestione dell’azienda; riguarda la parte contabile. ECONOMIA MONETARIA ED ECONOMIA CREDITIZIA

DIFFERENZA TRA BILANCIO BUSINESS PLAN:

Bilancio (contabilità) : elemento deterministico e specifico (oggettivo); Business Plan : elemento probabilistico ; è molto variabile poiché si modificano costantemente le variabili dell’azienda. E’ un piano di miglioramento che, a partire da alcune ipotesi relative ai cambiamenti che ci saranno nel tempo, ha lo scopo di migliorare i ricavi / l’utile dell’impresa - differenza tra costi e ricavi. Va costantemente aggiornato in quanto esso varia al variare delle condizioni di mercato.

Partiamo da una definizione del concetto di moneta e di credito/debito:  Moneta : strumento fondamentale di misurazione del valore dei beni;  Credito e debito : il credito è un’anticipazione di risorse , nella forma di prestazione di beni o servizi o cessione di somme di denaro, che un agente economico concede ad altro a fronte di una promessa di restituzione futura in una o più soluzioni, secondo modalità e tempi specificati contrattualmente. L’agente che concede il credito è quindi detto creditore. L’agente che riceve le risorse è, invece, il debitore , è quindi portatore di un debito e si impegna a corrispondere in futuro, al creditore, il pagamento per il bene che ha già ricevuto. Di conseguenza:  Economia monetaria: se gli scambi che si svolgono in un dato sistema economico sono regolamentati dal passaggio di moneta (vengono misurati con la moneta);  Economia creditizia: se gli scambi avvengono tramite il sorgere e l’estinguersi di debiti o crediti (operazioni misurate in termini di crediti e di debiti); CREDITI E DEBITI DI FUNZIONAMENTO & DI FINANZIAMENTO CREDITI E DEBITI DI FUNZIONAMENTO Sono crediti o debiti con altre imprese ( ex. fornitori o acquirenti) che permettono di far funzionare l’impresa. Il debito di funzionamento (o di regolamento) si genera quando un’impresa ottiene un “prestito” da un fornitore, ovvero ottiene una dilazione di pagamento delle merci. (L’impresa ottiene la merce che le serve e la pagherà in seguito; ti viene concesso di pagare più tardi). Al contrario, il credito di funziamento è esattamente il contrario. Ovvero si genera quando l’azienda concede un “prestito” ad un’altra impresa (un cliente), concedendogli una dilazione di pagamento (concedi al tuo cliente di pagare più tardi). Sono pagamenti postdatati , che non producono e non bruciano ricchezza , ma sono comunque movimenti finanziari (+/- denaro). Ex. Pagamento 30 giorni fine mese CREDITI E DEBITI DI FINANZIAMENTO Crediti o debiti di finanziamento : sono relativi al capitale di prestito. Essi producono incrementi e decrementi di ricchezza. Il debito di finanziamento si genera quando l’impresa ottiene denaro da parte di terzi ( ex. istituti di credito, finanziatori, banche ecc.) per costruire il proprio capitale di denaro iniziale, da investire per la realizzazione della business idea. Queste somme devono essere restituite alle scadenze convenute e, periodicamente, l’imprenditore è tenuto a pagare al creditore gli interessi convenuti.

ecc.) in base sia al capitale a sua disposizione , e quindi ai costi che essa vuole e può sostenere, sia in base ai dati ambientali (ovvero condizioni di mercato, livello di progresso tecnologico del settore e stato della normativa) i quali possono spesso stabilire vincoli di azione per l’impresa e, talvolta, imporle dei costi ( ex. normativa che impone un corso di formazione obbligatorio per i dipendenti o che essi siano dotati di dispositivi di sicurezza personale i quali, ovviamente, dovranno essere finanziati dall’azienda). E’ importante che siano presi in considerazione non solo le condizioni ambientali del presente , ma anche quelle del passato ( analisi delle serie storiche , che servono a comprendere l’andamento della curva di questo settore e ad effettuare una previsione dell’andamento del mercato del presente e del futuro) e del futuro -. Una volta scelta la strategia di produzione si passa alle operazioni di investimento , per cui l’azienda – investendo il proprio capitale – acquista i fattori di produzione necessari per avviare la produzione (beni strumentali, materie prime, strutture ecc.). Si procura quindi tutto ciò che è necessario per la produzione del bene finale. I fattori di produzione si distinguono in : o Fattori a lento rigiro / fissi / a fecondità ripetuta: fattori che saranno impiegati per più cicli produttivi / per un lungo periodo (per più anni e più prodotti). Ex. In un’aula universitaria  fattori fisso sono banchi, struttura, bagni, PC, lavagna, penne, quaderni ( tutti elementi che vengono usati per più volte / per più cicli produttivi dove per prodotto si intende la lezione erogata); Ex. Azienda che produce telefonini  struttura di produzione; o Fattori a medio ciclo: sono fattori che possono essere utilizzati più volte ma in un arco temporale inferiore ad un anno. Ex. camioncino utilizzato per le consegne o Fattori a rapido rigiro / variabili / a fecondità semplice: fattori che vengono impiegati in un solo ciclo produttivo / una sola volta. Ex. In un’aula universitaria  fattori variabile sono l’energia elettrica, riscaldamento (viene usata una volta e si esaurisce, la prossima volta userò una “nuova energia”) Ex. Azienda che produce telefonini  schermo telefono, scheda di memoria ecc. [Questa distinzione è necessaria per distinguere costi fissi e variabili in un contesto di contabilità.]  Operazioni di trasformazione tecnico-economica (operazioni interne): operazioni che l’impresa svolge la sua attività combinando tra loro i fattori produttivi acquistati in precedenza, con lo scopo quindi di generare il prodotto finale / da vendere. In altre parole: i fattori di produzione vengono combinati tra loro nel processo produttivo che

avviene all’interno dell’azienda e che da come risultato il bene finale – prodotto o servizio

  • che viene poi collocato sul mercato. NB: il bene può essere destinato ai consumatori finali ( mercato dei prodotti ) o ad altre imprese che lo utilizzeranno nel proprio processo produttivo ( mercato dei fattori ).  Operazioni di disinvestimento (operazioni esterne): mediante le quali l’azienda vende il prodotto finale (operazioni di vendita), ritornando così in possesso dei mezzi finanziari precedentemente investiti; in altre parole, vendendo il prodotto l’azienda va a ricostruire il capitale di denaro , che sarà poi reinvestito in un nuovo ciclo produttivo. Può succedere che non tutto il prodotto venga venduto, in tal caso il prodotto rimanente andrà in magazzino – rimanenze – e andrà a sommarsi al patrimonio aziendale. Si tenterà di vendere il prodotto nell’esercizio successivo – dove per esercizio intendiamo un ciclo produttivo di un anno ; se nell’esercizio successivo non si dovesse riuscire a vendere il prodotto rimanente, l’impresa avrà bruciato ricchezza. In tal modo si ha luogo ad una serie di cicli di investimenti e disinvestimenti che possono:Produrre ricchezza (se il sistema aziendale è gestito con economicità^1 ) e quindi portare all’accrescimento delle dimensioni dell’azienda.  Distruggere ricchezza (se il sistema aziendale non è gestito in maniera economica); (^1) Economicità : equilibrio economico, che si ha quando l’impresa è in grado di attrarre risorse sufficienti per ricoprire tutti i costi di produzione. Ciò equivale a dire che le entrate economiche (ricavi) d’impresa sono sempre uguali o superiori alle uscite (costi).

entrate di denaro). In altre parole è il caso delle aziende di produzione in cui prima si spende il denaro per la produzione del bene/servizio e poi si guadagna grazie alle vendite.  Circuito atipico: al contrario, va dalle entrate alle uscite di denaro (i ricavi anticipano i costi). Ex. Compagnie di assicurazione o abbonamento in palestra in cui prima il cliente paga il servizio, poi questo verrà successivamente erogato dall’impresa. IL PROBLEMA ECONOMICO-AZIENDALE Consiste nella realizzazione di una pianificazione di funzionamento (annuale) dell’azienda, per il raggiungimento di un obbiettivo finale. La costruzione del problema aziendale di un’impresa avviene in più fasi:

  1. Individuazione di obbiettivi e sotto-obbiettivi : l’imprenditore deve porsi un obbiettivo di medio-lungo termine e più sotto-obiettivi di medio-breve termine che dovranno essere realizzati passo passo, per raggiungere l’obbiettivo finale. Durante il funzionamento dell’azienda , l’imprenditore verificherà l’andamento delle attività e il raggiungimento dei sotto-obiettivi; se questi ultimi vengono raggiunti allora la pianificazione aziendale non verrà modificata, se invece tali sotto-obbiettivi non verranno raggiunti, allora bisognerà comprenderne il motivo ed apportare delle modifiche alla pianificazione aziendale e definire dei nuovi sotto-obbiettivi che conducano al raggiungimento dell’obbiettivo finale. Le cause del mancato raggiungimento dei sotto-obiettivi possono essere di 3 tipi:  Necessità : non è stato possibile fare altrimenti a causa di variazioni impreviste nell’ambiente esterno all’azienda (ex. mercato, istituzioni ecc.)  Negligenza : ovvero mancata o errata esecuzione di alcune azioni previste nella pianificazione;  Errori : nella pianificazione stessa;
  1. Analisi finanziaria ed economica : per cui deve capire quali sono le risorse e sua disposizione e deve procurarsi i mezzi necessari per la realizzazione della propria attività. Per mezzi intendiamo:  I mezzi finanziari – ovvero il capitale, che può essere:  Capitale apportato / proprio / di rischio: ovvero il capitale di proprietà dell’imprenditore che egli conferisce all’impresa;  Capitale di prestito: che deriva da un prestito che l’imprenditore ha ottenuto da banche o privati;  Crediti di funzionamento: grazie ai quali l’imprenditore acquisisce i fattori di produzione rimandandone il pagamento al futuro (pagamento post-datati);  Gli immobili – ovvero i fattori di produzione a rapido e lento rigiro - che vengono acquistati attraverso investimenti del fattore generico di produzione, ovvero il denaro.
  2. In questa fase l’azienda dovrà anche compiere una scelta tra soluzioni alternative. Dato un certo obbiettivo, infatti, è possibile che esso venga raggiunto in vari modi ed è necessario scegliere la soluzione migliore per l’azienda, in funzione dei vincoli che l’azienda ha e che le vengono posti dall’esterno. In questa fase di scelta verranno quindi analizzati i dati ambientali – che sono elementi esterni all’azienda che ne condizionano le scelte. I dati ambientali possono essere raggruppati in 3 macro-categorie:Dati di mercato: o Mercato finanziario : importante per valutare la possibilità di raccogliere i capitali necessari all’acquisizione dei fattori di produzione; o Mercato dei fattori di produzione: importante per capire se l’area geografica in cui l’azienda vuole avviare l’attività dispone dei fattori di produzione necessari; o Mercato dei prodotti: : importante per capire se l’area geografica in cui l’azienda vuole avviare l’attività ci sia effettivamente domanda per il prodotto / servizio realizzato dall’azienda;  Progresso tecnologico: è particolarmente importante prestare attenzione agli investimenti in mezzi tecnologici e informatici cercando di determinare correttamente quanto investire e come rientrare degli investimenti entro tempi adeguati;  Stato delle istituzioni: si riferisce all’insieme delle norme di legge alle quali l’azienda deve adeguarsi per non incorrere in sanzioni e per ottimizzare la propria attività economica; Nel prendere queste scelte bisogna considerare le condizioni ambientali del passato (analisi delle serie storiche – che servono per fare una previsione dell’andamento del mercato del presente e del futuro), del presente e del futuro.

costi “privati”, non direttamente imputabili alla produzione e non presi in considerazione nell’equazione economica ( ex. costo benzina per dirigermi a lavoro). Utile – Oneri figurativi = profitto (nell’ipotesi in cui il primo sia superiore al secondo) Se c’è profitto, c’è utile. Ma se c’è utile non è detto che ci sia profitto , in quanto ad esso devo sottrarre gli oneri figurativi. EQUILIBRIO D’AZIENDA E’ importante che, nella gestione di un’azienda, vi sia un equilibrio - stato che un sistema conserverebbe indefinitamente se non sopraggiungesse qualche modifica delle condizioni iniziali. Nel caso di un’azienda, si ha un equilibro quando sono bilanciati bisogni e mezzi (risorse) di essa, nonché costi e ricavi. L’equilibrio economico si ha quindi quando le entrate economiche (ricavi) d’impresa sono uguali o superiori alle uscite (costi); quindi quando i ricavi coprono tutti i costi. L’equilibrio dell’azienda viene definito “ imperfetto ” poiché si modifica costantemente, in quanto è soggetto a molte variabili. Il compito dell’azienda, e più specificatamente dell’economia aziendale, è quindi quello di ristabilirlo ogni volta che questo viene a mancare. Affinché ciò sia possibile – e quindi che si stabilisca l’equilibrio dell’impresa – devono essere esaminate, nel ciclo produttivo, le variazioni economiche / numerarie (variazioni del tipo +/- denaro) e le variazioni finanziarie (variazioni del tipo +/- costi e +/- ricavi), le quali si trovano in stretta connessione e si bilanciano a vicenda. VARIAZIONI ECONOMICHE E FINANZIARIE L’azienda, nel corso del suo funzionamento, esegue una serie di operazioni che hanno sia un aspetto economico (+/- costi) sia un aspetto finanziario (+/- denaro). Le variazioni economiche e finanziarie sono due facce della stessa medaglia. Qualsiasi operazione fatta dall’impresa comporta infatti sia delle variazioni economiche che finanziarie. Ex. un’operazione di investimento comporta una variazione di tipo+ costo alla quale corrisponde una variazione di tipo – denaro. Un’operazione non comporta mai una sola variazione, ma variazioni economiche e finanziarie si compensano a vicenda. Più precisamente, l’equilibrio del sistema aziendale è dato dal rispetto di condizioni sia generali che particolari; le condizioni generali riguardano l’intero sistema aziendale e sono relative ad un

entrate = = uscite

+/- denaro

+/- costi e ricavi

  • Ricavi
  • Costi
  • denaro
  • denaro

intero esercizio (1 anni), mentre quelle particolari riguardano periodi di tempo più brevi o particolari/specifici aspetti del sistema. Gli strumenti che permettono di verificare le condizioni generali e le condizioni particolari sono, rispettivamente:  Equazioni fondamentali (1) Equazione economica generale (2) Equazione del fabbisogno iniziale di capitale (3) Equazione finanziaria Queste equazioni rappresentano le equazioni fondamentali dell’equilibrio d’azienda.  Equazioni particolari (a) Equazione giornaliera di cassa (b) Equazione del capitale (c) Equazione del reddito (d) Equazione patrimoniale (e) Equazione degli accertamenti e degli impegni (1) EQUAZIONE ECONOMICA GENERALE L’equazione economica generale esprime le condizioni di minimo equilibrio oggettivo; essa mette in relazione costi ed i ricavi nell’esercizio medio prospetticoche rappresenta una media degli andamenti degli esercizi futuri. Permette inoltre di fare una previsione dell’utile.

[ ( f 1 x p 1 ) + ((f 2 x p 2 ) + … + (fn x p’n) + α ] =  comprende tutti i costi

della produzione

= [ (q 1 x P 1 ) + (q 2 x P 2 ) + … + (qn x Pn)]  comprende

tutti i ricavi della produzione

f = quantità di fattore di produzione variabile (f 1 = fattore 1, f 2 = fattore 2 ecc.)

p = prezzo del fattore di produzione variabile in questione (p 1 = prezzo fattore 1 ecc.)

fn = insieme di tutti i fattori a lento rigiro (fissi)

p’n = prezzo di tutti i fattori a lento rigiro

α = utile ( utile viene sempre inserito nei costi perché riguarda la

remunerazione dell’imprenditore. Rappresenta un rischio d’impresa. )

q = quantità di prodotto ( q 1 = quantità del prodotto 1, q 2 = quantità del prodotto 2 ecc.)

p = prezzo del prodotto (p 1 = prezzo del prodotto 1, p 2 = prezzo del prodotto 2 ecc.)

La prima parte dell’equazione comprende tutti i costi dei fattori di produzione : nella

prima fase [( f 1 x p 1 ) + ((f 2 x p 2 ) + … +] ci permette di stabilire il costo di tutti i fattori di

produzione a rapido rigiro / variabili e, quindi il costo variabile ; mentre nella seconda fase

[(fn x p’n)] ci permette di stabilire il costo fisso che l’impresa supporta.

Costi variabili : sono tutti quei costi relativi ai fattori di produzione a rapido rigiro e che variano in base al numero di unità prodotte. Sono fattori acquistati per la produzione di un singolo prodotto (business); sono costi “netti” e quindi è più facile identificarli e calcolarli. E’ anche più facile capirne la portata tramite delle ricerche di mercato (si dice che “hanno una rispondenza diretta di un prezzo di mercato ”). Più difficile è invece effettuare una stima dei ricavi dell’azienda. A tal proposito è infatti solo possibile effettuare delle ricerche di mercato in modo tale da capire il trend di mercato. In tal modo

sarà possibile effettuare una stima della vendite e, quindi dei ricavi. Questo è un calcolo

molto probabilistico e altamente soggetto alla variabile tempo. (è il manager a fare una stima). TEORIA DELLA PRODUTTIVITA’ MARGINALENella curva statistica dei costi l’utile si accresce all’aumentare della quantità q fino al raggiungimento del costo unitario medio minimo e oltre, fino al punto in cui il costo marginale del prodotto eguaglia il prezzo di vendita .” Produttività marginale = variazione del ricavo risultante dalla vendita del prodotto ottenuto dall’impiego di un’unità addizionale del fattore. Inizialmente l’azienda cerca di aumentare la produzione, incrementando l’impiego di fattori di produzione ( ex. aumenta il numero di macchinari, dipendenti ecc.), in tal modo potrà aumentare il numero di beni finali prodotti da immettere sul mercato e di conseguenza aumentare le vendite (e i ricavi). Secondo questo ragionamento però, aumenteranno anche i costi che l’impresa dovrà supportare. Arriverà quindi il momento in cui i costi di produzione supereranno i ricavi ; il che è ovviamente controproduttivo. L’impresa dovrà quindi rivedere il proprio business plan e la propria stratega di produzione. L’utile aumenta all’aumentare della quantità (q) prodotta, fino però ad un limite, dopo il raggiungimento del quale i ricavi diminuiranno all’aumentare della produzione. Difatti, superato il punto di massima quantità produttiva della struttura aziendale, produrre più unità di prodotto avrà un costo superiore rispetto ai possibili ricavi Ricavi = Costi Ricavi > Costi Ricavi < Costi

(2) EQUAZIONE DEL FABBISOGNO INZIALE DI CAPITALE / FINANZIARIO

L’equazione del fabbisogno finanziario, serve per stabilire l’entità del capitale da raccogliere per acquistare i fattori di produzione e avviare il nostro business (calcolo probabilistico). Calcolo probabilistico relativo ad UN SOLO ESERCIZIO (1 anno). (quantità e prezzi di fattori di produzione necessari sono stati precedentemente stabiliti con l’equazione economica) Capitale presunto = quello che riteniamo essere necessario per avviare la propria attività Capitale definito = capitale effettivo

È difficile che Capitale presunto e Capitale definito siano uguali, in generale

in ogni caso questi siano discordi si tratta di una situazione negativa per l’azienda. Da

una parte l’azienda potrebbe dover sostenere costi maggiori rispetto a quelli

preventivati, trovandosi in una situazione di deficit (capitale effettivo < capitale

presunto). Anche nel caso in cui i costi presunti siano inferiori a quelli definiti non si

tratta di una situazione favorevole in quanto l’azienda ha speso denaro per un capitale

di cui non ha bisogno (capitale effettivo > capitale presunto).

f = fattori rapido rigiro da acquistare per l’esercizio (fattore 1, fattore 2 ecc.) p = prezzo unitario del fattore in questione fn = insieme dei fattori a lento rigiro (non vengono imputati per il loro costo intero, ma solo la quota parte relativa all’esercizio in questione - Quota di ammortamento - , altrettante quote verranno imputate negli esercizi successivi fino ad esaurimento dell’ammortamento. C (C 1 + C 2 +…+Cn) = capitale necessario per l’acquisto dei fattori ( Fabbisogno di capitale) V = velocità di circolazione (numero di cicli produttivi che io riesco a fare durante l’anno. Maggiore è la velocità di circolazione minore è la quantità di capitale necessario , perché ci metterò meno tempo a ricostruire il capitale iniziale e a iniziare un nuovo ciclo. Al tempo stesso aumentare la velocità d circolazione aumenterà α e quindi il capitale di rientro necessario per avviare un nuovo ciclo produttivo). V1-v2-v2 sono sempre uguali tra loro perché i fattori saranno coinvolti nello stesso numero di cicli produttivi (essendo tutti fondamentali per la produzione dello stesso bene) Vn = 1 perché non importa la velocità o il numero di cicli produttivi che si realizzano in un anno, la quota di ammortamento rimarrà invariata in quanto si imputa all’esercizio e non al singolo ciclo produttivo

I = incassi dell’azienda P = Pagamenti / acquisti effettuati dall’azienda Ff = capitale finale / rimanenze della cassa E’ una situazione non deve perdurare nel tempo: quando sono uguali vi è una condizione di equilibrio all’interno dell’azienda ma, essendo obbiettivo dell’azienda quella di generare profitto, è bene che gli incassi (ricavi) siano maggiori dei pagamenti (costi). Devo incassare più di quanto spendo. (b) EQUAZIONE DEL CAPITALE L’equazione del capitale serve per calcolare il capitale necessario per il processo produttivo. [Fm – Deb ]+ [(Ft + Q) – Ra] = Cf + Cp Fm = fattori monetari, ovvero denaro e crediti di funzionamento Deb = debiti di funzionamento Ft = Fattori specifici di produzione Q = quantità del prodotto Ra = ricavi rinviati al futuro Cf = capitale di prestito / finanziamento Cp = capitale di rischio / di proprietà

(c) EQUAZIONE DEL REDDITO IN UN DATO PERIODO

L’equazione del reddito mette a confronto costi e ricavi di competenza economica d’esercizio

(costi e ricavi che riguardano direttamente l’esercizio in questione) e permette la

determinazione dell’utile di quell’esercizio.

Rpi + (F x P) + Rmf + U = Rmi + (Q 1 x P 1 ) + Rpf

Rpi = Rimanenze positive iniziali (costi sostenuti nel precedente esercizio – l’anno prima –

ma di competenza dell’esercizio corrente in quanto rinviate ad esso. Relativi a merci non

vendute nell’esercizio precedente). Il fatto che ci siano delle rimanenze iniziali indica che

l’azienda è già avviata; se fosse al primo esercizio non ci sarebbero.

(F x P) = fattori acquistati x prezzo di questi fattori; quindi costi dell’esercizio corrente

Rmf = Rimanenze negative finali (costi da rinviare al prossimo esercizio. Costi relativi a

merci non vendute in questo esercizio e potrebbero rappresentare ricavi futuri)

U = utile o interesse sul capitale netto ( utile viene sempre inserito nei costi perché

riguarda la remunerazione dell’imprenditore )

Rmi = Rimanenze negative inziali (ricavi proveniente dall’esercizio proveniente)

(Q 1 x P 1 ) = Quantità di prodotto x prezzo di vendita  ricavi dell’esercizio corrente

Rpf = rimanenze finali di esercizio / ricavi da rinviare all’esercizio successivo

Nell’equazione devono quindi essere presi in considerazione solo ricavi e costi relativi all’esercizio corrente. REDDITO TOTALE & REDDITO D’ESERCIZIO REDDITO TOTALE: Il reddito totale è il reddito prodotto dall’azienda durante tutta la sua vita. In altre parole è la ricchezza prodotta complessivamente durante tutto l’arco di vita dell’azienda , dall’apertura alla chiusura dell’attività. Può essere determinato in 2 modi :  Differenza tra capitale netto finale (CNfin) e capitale netto iniziale (CNin), più gli eventuali utili già ridistribuiti ai soci che, inizialmente, hanno finanziato l’impresa per la creazione del capitale iniziale (Ud). Rt = CNfin – CNin + Ud Si presuppone che il capitale finale sia maggiore del capitale iniziale, solo in tal modo l’azienda avrà generato ricchezza (è in positivo). Se invece il capitale finale è inferiore a quello inziale, vuol dire che l’impresa è in perdita e, di conseguenza, è fallita.  Differenza tra tutti i ricavi conseguiti e tutti i costi sostenuti dall’impresa nel corso della sua vita (dalla sua nascita, fino al momento della sua liquidazione). In questo caso si parla di Cash Flow – o Flusso di Cassa.

RIMANENZE :

Le rimanenze sono date dalla parte di prodotti che un’azienda genera durante un esercizio con lo scopo di vendita, ma che non viene venduta durante l’esercizio e che quindi, alla fine dell’anno, rimane in magazzino e che presumibilmente verrà venduta nell’esercizio successivo – viene quindi rinviata all’esercizio successivo (può essere un ricavo futuro). Ex. Un’azienda produce 100 PC, ma nel corso dell’esercizio (dell’anno) ne vende solo 60, i restanti 40 rimasti in magazzino costituiranno le rimanenze destinate ad essere vendute nell’esercizio (anno) successivo. Vengono rinviate all’esercizio successivo.

Competenza economica : un ricavo o un costo è di competenza economica dell’esercizio in cui i servizi relativi al ricavo sono stati effettivamente creati e ceduti, a prescindere dalla manifestazione finanziaria; OPERAZIONI DI STORNO E DI INTEGRAZIONE Nel momento del bilancio di fine esercizio – che serve a determinare il risultato economico di esercizio – è possibile che debbano essere effettuate delle modifiche, in base ad una rivalutazione dei costi e dei ricavi effettivamente di competenza di tale esercizio. RETTIFICHE DI STORNO O SCRITTURE DI RETTIFICA: Permettono di rinviare all’esercizio successivo i costi e i ricavi che hanno già avuto manifestazione finanziaria (+/- denaro o +/- debiti e crediti), ma che non sono di competenza dell’esercizio attuale (rimanenze – beni generati ma non venduti). Relativo ai costi e i ricavi sospesi. Ho avuto i costi e ho prodotto il bene, ma questo non è stato venduto per cui viene rinviato all’esercizio futuro e viene stornato dall’esercizio corrente (non è di sua competenza). Le principali scritture di rettifica sono: l’ammortamento, le rimanenze, i ricavi o i costi sospesi ed i risconti. Varia quindi il valore del reddito (a quale vengono sottratti i ricavi da rinviare all’esercizio successivo) e dei valori patrimoniali (i beni che non vengono venduti e vengono rinviati, tornano a far parte del patrimonio dell’impresa). Capitale e reddito sono altamente correlati : data una massa di valori quelli che non rientrano nel calcolo di reddito rientreranno nel calcolo del capitale e viceversa (le risorse che vengono rinviate al futuro vengono sottratte dal reddito d’esercizio e rientrano a far parte del capitale). RETTIFICHE DI INTEGRAZIONE : Permettono di immettere nell’esercizio corrente costi e ricavi di sua competenza (vi è stata manifestazione economica) che non erano stati rilevati in precedenza perché non si era ancora avuta la manifestazione finanziaria (devo ancora pagare / ricevere denaro per quel movimento economico). Ho già venduto o acquistato i beni ma non si è ancora verificata la manifestazione finanziaria, quindi ancora non sono stati aggiunti o sottratti i soldi relativi ed esso. C’è stata la manifestazione economica (+/- ricavi e costi) ma non quella finanziaria (+/- denaro). Le principali rettifiche di integrazione sono: ratei attivi e passivi, fatture da emettere o da ricevere, accantonamenti di fondi per spese future ( ex. fondi per TFR), imposte ecc. GRAFICO DELLA REDDITIVITA’ Redditività: è la capacità di un’azienda di generare ricchezza (o profitto) tramite la sua gestione in un determinato periodo temporale. Tale capacità dipende dalla configurazione dei costi, dalle quantità prodotto e vendute, dai prezzi e dai ricavi e dalle strategie attuate dall’impresa.

Tali dinamiche sono perfettamente rappresentate nel diagramma della redditività – che è rappresentazione grafica dell’equazione economica e di come, variando i valori dei suoi fattori sia possibile aumentare o ridurre l’utile d’azienda. Tale grafico permette infatti di individuare il Break-even Point (BEP) – o punto di pareggio, che stabilisce (sulla base dei costi totali sostenuti dall’azienda) quante unità di prodotto dobbiamo vedere ad un determinato prezzo (Qa) per avere il bilancio (ricavi = costi) e, di conseguenza di stabilire quante unità di prodotto dovrò vendere ad un determinato prezzo per ottenere un utile (ricavo). Nel grafico sono rappresentate, su piano cartesiano, le curve dei costi fissi, dei costi variabili, dei costi totali e la curva dei ricavi totali; tutte espresse in funzione della quantità di bene prodotto e venduto ad un dato prezzo. Sull’asse delle ascisse (x) sono indicate le quantità prodotto e vendute ad un prezzo x. Sull’asse delle ordinate (y), invece, sono indicati i costi fissi (CF), i costi variabili (CV), i costi totali (CT) e i ricavi totali (RT). E’ bene notare che:  La retta dei costi fissi è parallela all’asse dell’ascisse , in quanto i costi fissi non variano al variare quella quantità di bene prodotto (devono essere sostenuti anche in assenza di produzione);  La curva dei costi variabili parte dall’origine degli assi (= 0) ed è inclinata rispetto ad essi, in quanto i costi variabili aumentano all’aumentare della quantità di merce prodotta ( ex. se produco 10 penne, avrò bisogno di 10 bacchette di inchiostro, se ne produco 100, avrò bisogno di altrettante bacchette di inchiostro);  La curva dei costi totali (CV+CF) parte dall’intersezione dei costi fissi (che devono comunque essere sostenuti) ed ha la stessa inclinazione della retta dei costi variabili (perché all’aumentare di costi variabili, aumentano in modo direttamente proporzionale i costi fissi);  La curva dei ricavi totali (RT) parte dall’origine degli assi (=0) ed è inclinata rispetto ad essi , in quanto i ricavi variano al variare della quantità venduta (se vendo 0 il ricavo è 0, se vendo 10 penne a 2€, il ricavo sarà 20€); produzione 0 UTILE generato per la quantità Qx venduta AREA DI UTILI: per tutte le quantità superiori a Qa (per cui raggiungo il BEP) si generano utili.