Hannah Arendt
Nacque ad Hannover, in Germania, nel 1906. Era un'ebrea tedesca, studió filosofia e
ottenne un dottorato all'università; quando si impose il nazismo, essendo ebrea, fu costretta
a lasciare il suo paese e a recarsi prima in Francia poi negli Stati Uniti dove insegna in varie
università e collabora con i giornali scrivendo articoli. le sue 3 opere più importanti sono:
● Le origini del totalitarismo
● La vita activa
● La banalità del male
1) Le origini del totalitarismo: in quest'opera analizza quelle che sono le
caratteristiche fondamentali dei regimi totalitari, in particolare del comunismo e del
nazismo. Cerca di capire come si è arrivati allaffermazione di questi regimi e di
conseguenza alla seconda guerra mondiale.
2) La vita activa: quest'opera, nella sua edizione italiana, si presenta con il titolo “la
condizione umana”; in questa la Arendt critica la preminenza che viene data alla vita
contemplativa piuttosto che alla vita attiva (pensiero > agire). La vita attiva si
presenta sotto 3 forme: il lavoro, la fabbricazione di oggetti e le azioni. Il lavoro è
ciò che sta alla base della vita dell'uomo e necessario per soddisfare i suoi bisogni.
La fabbricazione di oggetti serve a costruire gli strumenti utili all'uomo durante la
sua vita. Le azioni sono attività propria dell'uomo attraverso le quali agisce solo e
insieme ad altri uomini nella vita politica; presupposto delle azioni è il linguaggio.
Analizza poi le diverse società che si sono sviluppate nel tempo in particolare dal
punto di vista politico, e individua nella polis greca la società l'ideale poiché in essa vi
era una sfera pubblica e una sfera privata: la sfera privata si basava sul lavoro e la
fabbricazione degli oggetti e il potere era concentrato unicamente nelle mani del
capo famiglia. Nella sfera pubblica gli uomini erano liberi,in particolare durante la
democrazia di Pericle, e tutti i cittadini partecipavano attivamente alla vita politica. Le
cose sono cambiate però con l’età moderna ossia quando il lavoro ha preso il
sopravvento sull’agire; tutto ciò si aggravi con la società di massa, dove si riduce la
partecipazione dei cittadini alla vita politica e diventa dunque amministrazione della
cosa pubblica da parte di pochi. L’aspetto più negativo si è raggiunto con il
totalitarismo che ha cancellato la libertà degli uomini in ogni ambito; la Arendt
afferma che gli uomini “ sono esseri passivi che devono eseguire ordini diretti
dall'alto ”.
3) In quest'opera la Arendt analizza il concetto di responsabilità facendo riferimento al
processo tenutosi nel 1961 a Gerusalemme contro Heichmann, generale nazista che
aveva contribuito alla catturazione e alla deportazione di numerosissimi ebrei. La
Arendt seguì tutto il processo e scrisse degli articoli sul processo, questi vennero poi
messi insieme e costituirono quest’opera la quale venne intitolata la banalità del
male. In questaopera lei vuole fare capire come nei regimi totalitari le azioni piu
malvage vengano compiute da uomini comuni che lei definisce “banali”; clme nel
caso di questo generale nazista che si era fatto guidare dallodio obbedendo a ordini
dallalto senza riflettere. Nei regimi totalitari però non tutti gli uomini sono banali
perché i valori morali non è detto che devono essere oer forza eliminati, ci sono
uomini che infatti mantengono la capacità di pensare ed agire secondo il loro
intelletto. Questi tuttavia sono casi eccezionali che si presentano assai raramente. La
banalità del male è quindi l'incapacità di pensare e ragionare autonomamente e
accettare passivamente quello che ci viene imposto senza metterlo in discussione.