

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Carmina Catullo N. "Vivamus mea Lesbia,atque amemus, Rumoresque senum severiorum Omnes unius aestimemus assis. Soles occidere et redire possunt; Nobis cum semel occidit brevis lux, Nox est perpetua una dormienda. Da mi basia mille, deinde centum, Dein mille altera, dein seconda centum, Deinde usque altera mille, deinde centum. Dein, cum milia multa fecerimus, Conturbabimus illa, ne sciamus, Aut ne quis malus invidere possit, Cum tantum sciat esse basiorum." "Dobbiamo mia Lesbia vivere, amare, le proteste dei vecchi tanto austeri tutte, dobbiamo valutarle nulla. Il sole può calare e ritornare, per noi quando la breve luce cade resta una eterna notte da dormire. Baciami mille volte e ancora cento poi nuovamente mille e ancora cento, e dopo ancora mille e ancora cento, e poi confonderemo le migliaia tutte insieme per non saperle mai, perché nessun maligno porti male sapendo quanti sono i nostri baci". N. Miser Catulle, desinas ineptire, et quod vides perisse perditum ducas. fulsere quondam candidi tibi soles, cum ventitabas quo puella ducebat amata nobis quantum amabitur nulla. ibi illa multa cum iocosa fiebant, quae tu volebas nec puella nolebat, fulsere vere candidi tibi soles. nunc iam illa non vult: tu quoque impotens noli, nec quae fugit sectare, nec miser vive, sed obstinata mente perfer, obdura. vale puella, iam Catullus obdurat, nec te requiret nec rogabit invitam. at tu dolebis, cum rogaberis nulla. scelesta, vae te, quae tibi manet vita? quis nunc te adibit? cui videberis bella? quem nunc amabis? cuius esse diceris? quem basiabis? cui labella mordebis? at tu, Catulle, destinatus obdura. Misero Catullo, smetti di impazzire, e ciò che vedi esser perso consideralo perduto. Un tempo ti rifulsero candidi soli, quando vagavi dove guidava una ragazza da noi amata quanto nessuna sarà amata. Lì, quando si compivan quei tanti giochi, che tu volevi né lei non voleva, davvero ti rifulsero candidi soli. Ora lei non vuol più: tu pure impotente non volere, non inseguire chi fugge, non viver misero, ma sopporta con mente ostinata, resisti. Addio ragazza, ormai Catullo resiste,
non ti cercherà né, restia, ti pregherà. Ma tu soffrirai, quando senza valore sarai pregata. Malvagia, guai a te, che vita ti rimane? Chi ora ti avvicinerà? A chi sembrerai carina? Chi ora amerai? Di chi dirai di essere? Chi bacerai? A chi morderai la boccuccia? Ma tu, Catullo, ostinato resisti. N. Cenabis bene, mi Fabulle, apud me paucis, si tibi di favent, diebus, si tecum attuleris bonam atque magnam cenam, non sine candida puella et vino et sale et omnibus cachinnis. haec si, inquam, attuleris, venuste noster, cenabis bene; nam tui Catulli plenus sacculus est aranearum. sed contra accipies meros amores seu quid suavius elegantiusve est: nam unguentum dabo, quod meae puellae donarunt Veneres Cupidinesque, quod tu cum olfacies, deos rogabis, totum ut te faciant, Fabulle, nasum. Cenerai bene, Fabullo mio, da me fra pochi giorni, se gli dei ti assistono, se con te porterai una buona e grande cena, non senza una bianca ragazza e vino e sale e tutte le sghignazzate. Questo, dico, se lo porterai, bello nostro, cenerai bene; il borsellino del tuo Catullo è pieno di ragnatele. Però in cambio riceverai veri amori o quel che più piacevole ed elegante: offrirò l'unguento, che alla mia ragazza donarono le Veneri ed i Cupidi, ma quando lo fiuterai, pregherai gli dei, che ti facciano tutto, Fabullo, naso. N. Salue, nec minimo puella naso Nec bello pede nec nigris ocellis Nec longis digitis nec ore sicco Nec sane nimis elegante lingua, Decoctoris amica Formiani. Ten prouincia narrat esse bellam? Tecum Lesbia nostra comparatur? O saeclum insapiens et infacetum! N. Disertissime Romuli nepotum, quot sunt quotque fuere, Marce Tulli, quotque post aliis erunt in annis, gratias tibi maximas Catullus agit pessimus omnium poeta, tanto pessimus omnium poeta, quanto tu optimus omnium patronus O (tu che sei) il più eloquente dei Romani, quanti sono e ce ne furono, Marco Tullio, quanti ce ne saranno negli anni a venire, ti rende un grandissimo ringraziamento Catullo il poeta peggiore di tutti, tanto il poeta peggiore di tutti, quanto tu l'avvocato migliore di tutti. N. Ille mi par esse deo uidetur, Ille, si fas est, superare diuos,