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APPUNTI MODELLI LINEARI, Appunti di Algebra Lineare e Geometria Analitica

appunti di modelli Lineari utilizzati per l'esame di algebra e modelli lineari per il corso scienze statistiche

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 06/03/2018

riccardo-ventura
riccardo-ventura 🇮🇹

4

(7)

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bg1
MODELLI LINEARI
𝑦=𝑓(𝑥) modello matematico
𝑦=𝑓(𝑥)+𝑒 modello statistico
Regressione lineare
𝑦=𝛽0+𝛽1𝑥+𝑒 Questo è il modello di regressione semplice perché vi sono solo una variabile
dipendente e una variabile indipendente.
𝛽0 = intercetta all’origine
𝑒 = variabile che descrive il fluttuare dei punti intorno alla retta.
Considero n unità statistiche identificate dalle coordinate {𝑥𝑗,𝑦𝑗} con j = 1,…,n
𝑦=𝑏0+𝑏1𝑥
𝑦𝑗=𝑏0+𝑏1𝑥𝑗
𝑦=𝑦𝑗+𝑒𝑗 quantità che differisce dalla realtà
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
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pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20

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Scarica APPUNTI MODELLI LINEARI e più Appunti in PDF di Algebra Lineare e Geometria Analitica solo su Docsity!

MODELLI LINEARI

 modello matematico

  • 𝑒  modello statistico

Regressione lineare

0

1

𝑥 + 𝑒 → Questo è il modello di regressione semplice perché vi sono solo una variabile

dipendente e una variabile indipendente.

0

= intercetta all’origine

𝑒 = variabile che descrive il fluttuare dei punti intorno alla retta.

Considero n unità statistiche identificate dalle coordinate {𝑥 𝑗

𝑗

} con j = 1,…,n

0

1

𝑗

0

1

𝑗

𝑗

𝑗

 quantità che differisce dalla realtà

𝑗

𝑗

Metodo per il calcolo di 𝒃

𝟎

Tra tutte le infinite rette scelgo quella che

𝑗

2

= min

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

2

𝑗

𝑛

𝑗= 1

0

1

𝑗

2

La formula precedente dipende dai parametri 𝑏 0

e 𝑏

1

in quanto 𝑦

𝑗

e 𝑥

𝑗

ci vengono dati

𝑗

𝑛

𝑗= 1

0

1

𝑗

2

Devo minimizzare questa formula

𝑗

2

0

2

1

2

𝑗

2

𝑗

0

𝑗

𝑗

1

0

1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

Svolgo il quadrato dentro la sommatoria

𝑗

2

0

2

1

2

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

0

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

0

1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

Metto a sistema

0

1

𝑗

𝑗

0

1

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

Risolvendo il sistema trovo che:

1

𝑗

𝑗

𝑗

2

2

1

ci dice quanto varia in media 𝑦 per ogni variazione positiva unitaria di 𝑥.

Coefficiente di correlazione lineare

1

1

1

Corr(𝑥, 𝑒) = 0 → Codev(𝑥, 𝑒) = 0

𝑗

𝑗

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

) = 0 in quanto 𝑒̅ = 0 Divido le sommatorie

𝑗

𝑗

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

in quanto ∑ 𝑒

𝑗

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

incorrelati

Relazione tra 𝒃 𝟏

e 𝒓

1

𝑦

𝑥

1

𝑥

𝑦

𝑠 è lo scarto quadratico medio.

Retta di indipendenza lineare

𝑗

𝑗

𝑗

𝑗

𝑗

− 𝑦̅ ) in quanto abbiamo ipotizzato che 𝑏

1

Ho aggiunto e tolto 𝑦

𝑗

𝑗

𝑗

) rappresenta quanto l’ordinata vera dista dalla sua retta.

𝑗

− 𝑦̅ ) rappresenta quanto l’ordinata vera dista dalla retta d’indipendenza.

Aggiungo le sommatorie e diventa:

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

Devianza Tot.(𝑦) = Devianza Disp.(𝑦) + Devianza Reg. (𝑦)

Devianza Disp.(𝑦) = 0 dipendenza lineare

Devianza Reg. (𝑦) = 0 indipendenza lineare

Indice di determinazione lineare

2

è l’indice di determinazione lineare, ci dice quanta parte della variabilità di 𝑦 è spiegata dalla sua

relazione lineare con la 𝑥.

2

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

𝑗

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

è sempre compreso 0 ≤ 𝑅

2

2

= 1 dipendenza lineare

2

= 0 indipendenza lineare

Devianza Reg.

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

0

1

𝑗

0

1

2

1

2

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

𝑗

2

Devianza Reg. (𝑦) = 𝑏

1

2

Devianza Tot. (𝑥)

2

1

2

𝑥

2

𝑦

2

1

𝑥

𝑦

2

2

1

∑[(𝑥

𝑗

𝑗

− 𝑦̅ )]

𝑗

2

Regole del gioco

  1. 𝑥 predeterminata (NO VARIABILE ALEATORIA). Nel modello 𝑦 = 𝛽

0

1

𝑥 + 𝑒 la parte 𝛽

0

1

𝑥 è

deterministica ovvero data, la 𝑒 rappresenta la variabile aleatoria o stocastica.

𝑒

2

è una costante (Proprietà di omoschedasticità).

  1. Covarianza(𝑒

𝑗

𝑗

) i residui in popolazione sono incorrelati e omoschedastici.

𝑒

2

) normalità distributiva.

Dimostrazione che 𝑽

𝟏

𝝏 𝒆

𝟐

𝑫𝒆𝒗 𝑻𝒐𝒕.(𝒙)

1

∑[(𝑥

𝑗

𝑗

)]

) riprendo la formula 𝑤

𝑗

𝑗

𝑗

2

1

= ∑ 𝑉[(𝑤

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

)] → ∑[𝑤

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

)] in quanto la varianza di una costante è 0

𝑗

2

∑[𝑉(

𝑛

𝑗= 1

0

1

𝑗

)] → 𝜕

𝑒

2

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

ciò dalla proprietà 3

𝑒

2

𝑗

2

2

𝑛

𝑗= 1

𝑒

2

2

1

𝑒

2

C.V.D.

1

è uno stimatore lineare perché è una combinazione lineare delle 𝑦 e delle e

1

1

𝑒

2

0

2

𝑒

2

Inferenza nel modello di regressione semplice

0

1

0

1

0

1

0

1

0

1

𝑒

2

Se 𝑒 è una variabile normale: 𝑒~ 𝒩(𝛽

0

1

𝑒

2

1

0

) = 𝐸[(𝑏

0

0

1

1

))]

[(

1

0

1

1

)]

[(

0

1

1

0

1

1

)]

[(

1

1

1

1

)]

= 𝐸[(−𝑥̅ )( 𝑏

1

1

1

1

)]

1

1

2

= (−𝑥̅ )𝐸[𝑏

1

1

]

2

1

𝑒

2

1

0

𝑒

2

1

𝑗

𝑗

→ combinazione lineare dei valori di y

𝑛

𝑗= 1

1

→ stimatore lineare

1

1

𝑒

2

0

0

, [

2

] 𝜕

𝑒

2

Teorema di Gauss-Marcov.

Enunciato: Nella classe degli stimatori lineari e corretti, gli stimatori dei minimi quadrati sono i più

efficienti.

Efficienti varianza più piccola

Dimostrazione

1

𝑗

𝑗

→ lineare

𝑛

𝑗= 1

𝑗

= pesi

𝑗

= ci vengono dati

1

𝑗

𝑗

𝑗

𝑗

→ 𝐸{∑[𝑐

𝑗

0

1

𝑗

𝑗

)]}

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

Moltiplico le parentesi, divido la sommatoria in tre sommatorie e porto fuori le costanti

1

) = 𝐸[𝛽

0

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

)]

𝑛

𝑗= 1

Sono tutti valori predeterminati tranne 𝑒 𝑗

e quindi il val. atteso di una costante è la costante stessa

0

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

+ ∑[𝑐

𝑗

𝑗

)] → ma 𝐸(𝑒

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

0

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

1

𝑒

2

0

2

𝑒

2

1

0

𝑒

2

𝑗

0

1

𝑗

𝑗

𝑒

2

1

0

sono normalmente distribuiti

0

0

, [

2

] 𝜕

𝑒

2

1

1

𝑒

2

Dal teorema fondamentale dei minimi quadrati so che gli stimatori OLS sono BLUE (Gauss-Markov).

Noi non conosciamo 𝜕 𝑒

2

, non ho informazioni su 𝜕

𝑒

2

Come lo stimo?

𝑗

𝑗

} con 𝑗 = 1 , … , 𝑛

Verifichiamo che: 𝐸 (

∑( 𝑦 𝑗

−𝑦

̅ )

2

𝑛− 1

𝑒

2

𝑒

2

𝑒

2

Uso la varianza campionaria corretta per stimare 𝜕

𝑒

2

Lavoro solo sul numeratore della frazione

𝑗

𝑛

𝑗= 1

2

) svolgo il quadrato del binomio

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

𝑗

)) divido le sommatorie → 𝐸[∑(𝑦

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

𝑗

)]

𝑛

𝑗= 1

𝑛

𝑗= 1

Faccio le somme e divido i valori attesi

𝐸 [∑(𝑦

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

2

]

𝐸 [∑(𝑦

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

2

]

∑[𝐸(𝑦

𝑗

2

)] − 𝑛𝐸(

𝑛

𝑗= 1

2

Dalla formula 𝑉

2

[

)]

2

𝑗

2

2

2

) = 𝑉(𝑥) + [𝐸(𝑥)]

2

𝑗

𝑛

𝑗= 1

[𝐸(𝑦

𝑗

)]

2

} − 𝑛{ 𝑉(𝑦̅ ) + [𝐸(𝑦̅ )]

2

𝑒

2

𝑛

𝑗= 1

[𝛽

0

1

𝑗

]

2

𝑒

2

+ [𝛽

0

1

𝑗

]

2

𝑒

2

1

2

𝑗

2

𝑗

2

𝑒

2

1

2

Quindi la varianza campionaria corretta non è uguale a 𝜕 𝑒

2

(solo se 𝛽

1

= 0 allora la varianza campionaria è

𝑒

2

Non possiamo usare la varianza campionaria per stimare 𝜕

𝑒

2

Devianza Tot.(𝑦) = Devianza Disp.(𝑦) + Devianza Reg. (𝑦)

Guardo se Devianza Reg. (𝑦) o Devianza Disp.(𝑦) stima 𝜕

𝑒

2

. Infatti la varianza corretta sovrastima perché

tiene conto sia della variabilità dei residui che quello che ci interessa.

𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔. (𝑦)] = 𝐸[𝑏

1

2

(𝐷𝑒𝑣 𝑇𝑜𝑡. (𝑥))] → 𝐷𝑒𝑣 𝑇𝑜𝑡. (𝑥){𝑉(𝑏

1

) + [𝐸(𝑏

1

)]

2

[

𝑒

2

1

2

]

𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔. (𝑦)] = 𝜕

𝑒

2

1

2

Quindi 𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔.

non stima correttamente di 𝜕

𝑒

2

𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝐷𝑖𝑠𝑝. (𝑦)] = 𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝑇𝑜𝑡. (𝑦) − 𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔. (𝑦)]

[

)]

− 𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔.

]

𝑒

2

1

2

𝑒

2

1

2

𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝐷𝑖𝑠𝑝. (𝑦)] = 𝜕

𝑒

2

𝑒

2

[

)]

Da qui si ricava che 𝐸

[

)]

𝑒

2

𝑛 − 2 sono i suoi gradi di libertà

Mettendo insieme 𝐸

[

)]

e 𝐸

[

)]

ricavo che:

𝐸[𝐷𝑒𝑣 𝑇𝑜𝑡. (𝑦)] = (𝑛 − 1 )𝜕

𝑒

2

1

2

𝑒

2

[(𝑦

𝑗

𝑗

2

]

varianza di dispersione.

Da qui si capisce che 𝑠

𝑒

2

è stimatore corretto di 𝜕

𝑒

2

Per costruire ipotesi standardizzo

1

1

𝑒

Test di Fischer

Un altro modo per costruire i test

0

1

La 𝑉𝑎𝑟 𝐷𝑖𝑠𝑝. non dipende da 𝛽 1

, quindi sia che 𝛽

1

= 0 o 𝛽

1

𝑒

è sempre stimatore di ∂

e

2

𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔. (𝑥) è stimatore corretto di ∂

e

2

se invece di 𝛽

1

1

𝑒

2

e

2

e

2

1

𝑒

2

e

2

Quindi se 𝐻 0

è vera

𝑠 𝑒

2

𝑉𝑎𝑟 𝑅𝑒𝑔.(𝑦)

= 1 , altrimenti è ≠ 1.

Uso questa quantità per controllare 𝐻

0

𝑒

2

se 𝐻

0

è vera è circa 1 (c

'

è errore di campionamento)

se 𝐻

0

è falsa allora è > 1

𝑐𝑎𝑙𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜

2

2

1  gradi di libertà al numeratore

𝑛 − 2  gradi di libertà al denominatore

1

2

2

2

F di Fischer

Noi non abbiamo due Chi-quadro 𝜒

2

ma r varianze che si distribuiscono entrambe come 𝜒

2

per la 5°

condizione.

Se F assume un valore grande l’ipotesi nulla è falsa.

Ragioniamo con i 𝑝-𝑣𝑎𝑙𝑢𝑒.

Se 𝑡 𝑐

𝑏 1

𝑠

𝑒

√𝐷𝑒𝑣 𝑇𝑜𝑡.(𝑥)

𝑐𝑎𝑙𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜

𝑠

2

𝑟𝑒𝑔

𝑠

𝑒

2

𝐷𝑒𝑣 𝑅𝑒𝑔.(𝑦)/𝑔.𝑑.𝑙.

𝑠

𝑒

2

dove i gradi di libertà = 1

𝑐𝑎𝑙𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜

1

2

𝑒

2

quindi 𝐹

𝑐𝑎𝑙𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜

𝑐

2

1 ,𝑛− 2

𝑛− 2

2

Analisi dei Residui

“Fase diagnostica”

Una volta costruito tutto il modello guardiamo le condizioni. È la stessa fase sia per il modello multiplo che

per lineare.

Il modello può essere usato per fare previsioni nel tempo. Sono previsioni su stime  non ho certezza

 costruisco un intervallo di confidenza, di valori plausibili.

Previsioni

𝑗

𝑗

) con j=1, 2, 3,…, n e 𝑏

0

1

OLS

Data 𝑥

0

0

0

0

1

0

  • 𝑒 → previsioni 𝑦

0

0

0

1

0

0

0

0

→ indica l’errore di precisione, di quanto mi sbaglio a prevedere il valore vero di 𝑦

0

0

0

0

0

1

1

0

0

0

0

0

1

1

previsore dei minimi quadrati è corretto “in media ci azzecca”

0

0

0

0

2

1

0

COV(𝑏

0

1

𝑒

2

𝑒

2

2

0

2

𝑒

2

0

𝑒

2

𝑒

2

[ 1 +

2

0

2

0

] è minima quando 𝑥

0

0

𝑒

2

[ 1 +

0

2

]

0

𝑒

2

0

2

0

𝑒

0

2

0

0

𝑒

0

2

𝑛− 2

𝑃~ {𝑦

0

− 𝑡

𝑛− 2 ;

𝛼

2

𝑠

𝑒

√ 1 +

1

𝑛

(𝑥

0

− 𝑥̅ )

2

𝐷𝐸𝑉(𝑥)

≤ 𝑦

0

≤ 𝑦

0

  • 𝑡

𝑛− 2 ;

𝛼

2

𝑠

𝑒

√ 1 +

1

𝑛

(𝑥

0

− 𝑥̅ )

2

𝐷𝐸𝑉(𝑥)

} = 𝟏 − 𝜶 → intervallo di confidenza

Matrice di dati

1

2 𝑆𝐷

1

2 → R è la matrice di correlazione

1

2 → 𝑍 è la matrice di varianza e covarianza standardizzate

Matrice derivate

𝑇

→ 𝑆 = matrice di varianza e covarianza.

𝑆 → Quadrata

𝑆 → Semi-definita positiva

𝑆 → Simmetrica

Il modello di regressione multiplo

0

1

1

2

2

𝑛

𝑛

𝑖

= regressori del modello

0

1

1

2

2

𝑛

𝑛

= parte deterministica

𝑒 = parte aleatoria

Scrivo in forma matriciale (m=numero di variabili)

𝑛𝑥 1

1

𝑗

𝑛

𝑒 =

(

1

𝑗

𝑛

)

0

1

𝑗 1

2

𝑗 2

𝑛𝑥

( 𝑚+ 1

)

1 𝑗

1 𝑛

𝑖𝑖

𝑖𝑛

𝑛𝑖

𝑛𝑛

( 𝑚+ 1

) 𝑥 1

1

𝑗

𝑛

Y*=X 𝛽

y=y*+𝑒

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

2

𝑛

𝑗= 1

min OLS

𝑇

𝑒 = minimo

𝑇

𝑇

𝑇

Raccolgo 𝑏 in modo che quella quantità sia min

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

Derivata parziale

𝜃∅

𝜃𝑏

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑻

−𝟏

𝑻

Rango m+1 di 𝑋

𝑇

𝑋 per essere invertibile deve essere nm+1 (altrimenti non esiste inversa)

0

1

1

𝑛

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑇

𝑒 = 0 perpendicolari

𝑗

𝑗

0

1

1

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

2

𝑗

𝑛

𝑗= 1

𝑗

𝑗

𝑛

𝑗= 1

2

1

1

𝑥𝑥

1

2

𝑆

𝑥𝑥

𝑥𝑥

1

2

)

− 1

𝑥𝑥

1

2

𝑠

𝑥𝑦

𝑦

1

𝑥𝑥

1

2

𝑏

1

1

𝑠 𝑦

non hanno unità di misura

Coefficiente di regressione parziale (Esempio e Teoria)

ESEMPIO

RISPOSTA = vendite di un prodotto

DIM = dimensione

CIRC = diffusione

0

1

2

Nel modello semplice posso mettere in relazione una sola variabile con il risparmio (RISP).

Modello semplice:

𝑦̅ = RISP

1

= DIM

∑(DIM

𝑗

RISP

𝑗

6

𝐽= 1

∑(DIM

𝑗

2

6

𝐽= 1

1

∑(DIM

𝑗

RISP

𝑗

) − 𝑛DIM

RISP

∑(DIM

𝑗

2

) − 𝑛DIM

0

= RISP

1

DIM

Stessa cosa dovrei fare per mettere in relazione la variabile (CIRC) con il risparmio (RISP).

1

0

Ci dice che ogni 1.000 riviste vendute in più le vendite del prodotto aumentano di 460 unità.

Nel modello multiplo posso mettere in relazione le due variabili contemporaneamente alla variabile (RISP).

𝐷𝐼𝑀

2

𝐶𝐼𝑅𝐶

2

𝑅𝐼𝑆𝑃

2

Y

(centinaia)

𝟏

2

𝟐

(k migliaia)

RISP DIM CIRC

12

𝐷𝐼𝑀,𝐶𝐼𝑅𝐶

𝑦, 1

𝑅𝐼𝑆𝑃,𝐷𝐼𝑀

𝑦, 2

𝑅𝐼𝑆𝑃,𝐶𝐼𝑅𝐶

1

− 1

𝑥𝑥

𝑥𝑦

𝑥𝑥

11

12

21

22

vettore 𝑠 𝑥𝑦

1 ,𝑦

2 ,𝑦

Inversa di 𝑆

𝑥𝑥

det(𝑆

𝑥𝑥

1

1

det(𝑆

𝑥𝑥

)

1

0

0,205 ci dice che per ogni 𝑐𝑚

2

di pubblicità in più, le vendite aumentano in media di 20 unità a parità di

diffusione della rivista.

Il coefficiente di regressione in un modello multiplo ci dice quanto varia in media y per ogni variazione

positiva unitaria della corrispondente x, a parità di valori assunti rispetto alle altre variabili.

Riprendo il modello multiplo.

1

− 1

𝑥𝑥

𝑥𝑦

Nel modello semplice 𝑏 1

𝑠

𝑥𝑦

𝑠

𝑥

2

Se le 𝑥 sono incorrelate, hanno covarianza nulla, allora : 𝑆 𝑥𝑥

𝑥𝑥

𝑥𝑥

11

𝑝𝑝

1

− 1

𝑥𝑥

𝑥𝑦

1

𝑛

) → nel modello semplice

In sostanza costruire un modello multiplo o costruire “n” modelli semplici è la stessa cosa.

Lavoriamo con variabili standardizzate:

1

− 1

𝑥𝑥

𝑥𝑦

se i regressori sono incorrelati 𝑅

𝑥𝑥

𝑚

1

𝑥𝑦

Considero le formule:

𝑥𝑥

𝑥𝑥

1

2

𝑆

𝑥𝑥

𝑥𝑥

1

2

𝑥𝑦

𝑥𝑥

1

2

𝑠

𝑥𝑦

1

𝑠

𝑦

1

𝑥𝑥

1

2 𝑆

𝑥𝑥

𝑥𝑥

1

2 )

− 1

𝑥𝑥

1

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𝑥𝑦

𝑦

𝑥𝑥

1

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𝑥𝑥

𝑥𝑦

𝑦

𝑥𝑥

1

2 𝑏

1

𝑦