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Il concetto di complessità vita partendo dal nostro genoma. Tutte le forme di vita condividono la stessa unità funzionale elementare attraverso il dogma centrale dna-rna-proteina. Il genoma contiene tutta l'informazione necessaria al suo mantenimento, e l'unità base è il gene. Il genoma è stato sequenziato molte volte, rivelandoci relazioni evolutive tra microrganismi. La genomica comparativa studia le relazioni di specie diverse, identificando sequenze analoghe o simili in genomi diversi. Il numero complessivo di unità di geni non necessariamente riflette la complessità dell'organismo. Il genoma è composto da esoni, introni, e dna non codificante. Il dna è compattato e chiuso in strutture tridimensionali complesse (cromatina), con funzione strutturale e regolativa.
Tipologia: Dispense
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Biologia molecolare-> modalità per spiegare a livello molecolare come si genera la complessità a partire dal nostro genoma. Nonostante la stupefacente varietà dei fenotipi tutte le forme di vita condividono la stessa unità funzionale elementare attraverso dogma centrale (DNA-RNA-proteina) [tutti gli organismi viventi sono formati da cellule e dai loro prodotti, nuove cellule sono generate da cellule pre-esistenti che si dividono, sono le unità fondamentali della vita]-> gli organismi si riproducono trasmettendo l’informazione genetica alla loro progenie, il genoma contiene tutta l’informazione necessaria al suo mantenimento. L’unità di base del nostro genoma è il gene-> regione genomica la cui trascrizione è regolata da uno o più elementi promotori prossimali o distali che contiene informazioni sulla sintesi di proteine o RNA non codificanti (non esiste definizione universale) Il genoma è stato sequenziato molte volte genoma contiene 20-25 geni codificanti proteine; l’analisi del genoma ci ha fornito un mezzo più semplice, più diretto per determinare relazioni evolutive tra microrganismi [la sequenza completa del DNA di un organismo definisce la specie con alta precisione e con un dettaglio esauriente] genomica comparativa: studio delle relazioni di specie diverse, si vanno ad identificare sequenze analoghe o simili in genomi diversi (sequenze simili= funzioni simili) (-> vengono allineate sequenze) {albero filogenetico-> ogni foglia corrisponde ad un organismo, più le specie sono simili più sono vicine; vengono fatte dal punto di vista morfologico o a seconda di un gene target/ albero della vita suddiviso in: eucarioti, batteri e archeobatteri}. Non c’è una correlazione tra le dimensioni del genoma e il numero dei cromosomi o tra questo e la complessità dell’organismo, per alcune classi di organismi lo spettro di variabilità di dimensioni del genoma è molto ampio prevalentemente per la presenza di DNA non codificante; il numero complessivo di unità di geni che compongono un certo genoma non necessariamente riflette la complessità dell’organismo {organismi diversi presentano numero di geni simili}, la complessità è dalla comparsa di nuovi geni con nuove funzioni (durante evoluzione)-> circa il 21% sono condivisi con organismi inferiori (anche monocellulari); il 32% sono condivisi con tutti gli altri organismi pluricellulari. Il nostro genoma è composto da: -esoni-> 1% (sequenze di DNA che codificano proteina), -introni-> 24% (non codificanti), -il resto è formato da DNA non codificante (DNA spazzatura): ∙trasposoni-> 45% (sequenze incollate da retrotrasposizione), ∙DNA ripetitivo-> 8% (ripetizioni semplici, duplicazioni di intere sequenze di DNA), ∙altro DNA intergenico-> 22% (spazia un gene dall’altro) [maggioranza del nostro genoma non è codificante]; man mano che si va avanti nella complessità dell’organismo aumenta la parte non codificante. Il nostro genoma contiene famiglie di geni molto spesso omologhe tra di loro-> il numero di geni per ogni singola famiglia genica aumenta all’aumentare della complessità degli organismi, organismi più complessi hanno un maggior numero di geni per famiglia {es. famiglia genica della globina-> i geni per l’α-globina e per la β-globina sono raggruppati e localizzati su cromosomi diversi, i geni di ciascun gruppo sono separati da sequenze spaziatrici non codificanti, sono presenti anche pseudogeni globina risultato di copiatura e successiva evoluzione (evoluzione catena β seguita da replicazione)} [nell’evoluzione della vita sulla terra i geni di famiglie multi-geniche sono derivate per duplicazione genica e divergenza da un precursore ancestrale]; due geni omologhi possono essere: -paraloghi-> geni omologhi all’interno dello stesso organismo; -ortologhi-> geni omologhi di organismi differenti, si considera la percentuale di analogia delle sequenze nucleotidiche (pari o superiore all’80%). [duplicazione dei geni genera diversività-> le regioni codificanti i geni duplicati subiscono nuove mutazioni generando nuove funzioni (mutazioni in fattori di trascrizione), i geni duplicati acquisiscono nuove sequenze regolatrici di DNA permettendo alle diverse copie duplicate di un gene di essere differenzialmente espresso all’interno dell’organismo durante lo sviluppo. Il DNA è compattato e chiuso in strutture tridimensionali complesse (cromatina)-> insieme di DNA e proteine, con funzione strutturale (-> permette compattazione nel nucleo) e una funzione di regolazione genica {-> i geni normalmente sono spenti, a seconda della situazione vengono accesi-> sul tratto del DNA in cui si trova il gene la cromatina condensata viene localmente decondensata a formare una struttura che può essere letta da una serie di proteine esterne; meccanismo altamente controllato dai fattori di trascrizione che presentano un dominio che permette di riconoscere localmente alcuni tratti del DNA e di
legarsi ad essi in modo non covalente ma stabile, reclutano il mediatore che mette a contatto le due anse permettendo il reclutamento dell’RNA polimerasi II} [i fattori trascrizionali sono quelle proteine che possono tornare indietro sull’DNA in modo da riconoscere opportune sequenze di DNA e legarsi su di esse]; sequenze regolative-> zone in cui il DNA è legato ai fattori di trascrizione, sequenze di DNA non codificanti con effetto regolativo, possono trovarsi sul promotore o a distanza molto ampia (enhancer-> zona di regolazione posto nel DNA non codificante profondo-> molto lontano dall’inizio di trascrizione). {i batteri hanno sequenze regolative molto semplici e corte nelle immediate vicinanze del promotore; man mano che si va avanti nella complessità il tipo e il numero e la complessità spaziale delle zone regolatrici sul DNA aumenta}. I fattori di trascrizione hanno una forma dimerica, presentano due domini caratterisciti: dominio di legame al DNA (si lega al sito di legame del DNA) e un dominio di attivazione (permette attivazione dei geni) [tutte le cellule contengono l’intera informazione, ma ogni cellula in una data circostanza utilizza solo una parte del suo genoma-> trascrive e quindi traduce solo una quota dei suoi geni (circa 1/3)/ piccole mutazioni in fattori di trascrizione o in elementi delle sequenze regolatrici possono causare cambiamenti di espressione genica e quindi generare nuovi fenotipi] [la complessità degli organismi non è collegata con il numero di geni, ma con il numero degli schemi di espressione (combinazione di geni diversi)] {es. FOXP2 (fattore di trascrizione/ appartiene a famiglia FOX)-> all’interno dei primati vi è un’evoluzione molto rapida da fattori di trascrizione; una serie di lavori hanno identificato un set di geni la cui espressione è simile in tutti i primati non umani e fortemente diversa nell’uomo che hanno permesso all’uomo di evolversi rispetto agli altri primati, in questo gruppo di geni ci sono molti fattori di trascrizione l’evoluzione dell’uomo è stata possibile mediante la selezione di pattern di espressione di geni piuttosto che sviluppo di nuovi geni o di nuove funzioni o mutazioni degli stessi geni. La mutazione di FOXP2 è legata a fenotipi che coinvolgono l’articolazione della parola dovuta sia a fattore cognitivi che a fattori non cognitivi, esiste una malattia genetica ereditaria legata a questa mutazione. (I topi con la copia umanizzata di Foxp esprimono versi diversi)}. Le molecole regolatorie hanno un significato non solo funzionale, ma sono anche molto importanti da un punto di vista pratico (a livello clinico). Circa il 3% del nostro corpo è fatto di microorganismi fondamentali per alcune reazioni.