Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti Psicopatologia Generale e dello Sviluppo UNIPG Prof.ssa Elisa Delvecchio, Appunti di Psicopatologia

Appunti completi presi a tutte le lezioni di Psicopatologia Generale e dello Sviluppo della Prof.ssa Elisa Delvecchio, con tanto di approfondimenti. chiedo gentilmente, se rimanete soddisfatti di lasciare una valutazione positiva :) Grazie!

Tipologia: Appunti

2017/2018

In vendita dal 03/08/2018

Psiché32
Psiché32 🇮🇹

4.5

(44)

26 documenti

1 / 67

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti Psicopatologia Generale e dello Sviluppo UNIPG Prof.ssa Elisa Delvecchio e più Appunti in PDF di Psicopatologia solo su Docsity!

PSICOPATOLOGIA GENERALE E DELLO SVILUPPO PROF.SSA ELISA DELVECCHIO

Psicologia vs. psicopatologia

Psicologia : scienza che studia il comportamento degli individui e i loro processo mentali. Si occupa di dinamiche interne dell’individuo, dei suoi rapporti con l’ambiente, del comportamento umano e dei processi mentali che intercorrono tra gli stimoli sensoriali e le relative risposte.

Psiche: spirito vitale, anima. Pathos: passione, logos: discorso, = studio dei disturbi dell’anima, dello spirito

La psicopatologa : è una disciplina psicologica che studia i disturbi dell’anima, studia il funzionamento anormale dei processi psichici, mirando a indagarne le cause specifiche. Per essa il sintomo è un segno che indica uno dei modi di elaborare l’esperienza, dunque normale e patologico sono solo due diversi modi di elaborare l’esperienza, il primo adattivo e funzionale il secondo disadattivo e disfunzionale.

Parole chiave

Segno : manifestazione oggettivabile, reperto obiettivo verificabile ( es.la febbre)

Sintomo : manifestazione soggettiva di una condizione patologica alla quale può corrispondere o meno un segno rilevabile obiettivamente

Sindrome : insieme di segni e sintomi che spesso si presentano contemporaneamente ma dei quali non è nota l’origine eziologica e patogenetica (meccanismo di sviluppo), se ne parla in ambito per lo più psicologico

Malattia : insieme di segni e sintomi che spesso si presentano contemporaneamente e dei quali è noto il meccanismo eziopatogenetico e fisiopatologico, se ne parla più in ambito medico

Psicopatologia : disciplina che studia le origini e i percorsi dei pattern individuali (singoli individui) e dei comportamenti disadattivi, indipendentemente dall’età di insorgenza, dalle cause e dai quadri psicopatologici

Psicopatologia dello sviluppo

  • enfatizza la dimensione evolutiva nell’emergere e nello stabilizzarsi dei comportamenti disadattivi e patologici
  • l’eziologia di ogni psicopatologia è multi-determinata, non c’è una singola causa

Esempio Tom e luca: cresciuti nello stesso quartiere, violento, dove c’è droga e crimine, hanno 8 anni entrambi vivono con la madre ed un fratello più grande, subiscono violenze domestiche, il padre con loro non vive e lo vedono raramente, all’età di 10 anni saltano frequentemente la scuola e vengono segnalati per furti e atti vandalici

Tom: con molta fatica si diploma alle scuole, ha un contratto di praticantato ed è operaio in una fabbrica vive con la moglie e ha 2 figli, definisce la sua vita come un percorso ad ostacoli per raggiungere la meta finale, tuttavia felice di vivere in un quartiere migliore e avere la speranza di poter mandare i propri figli all’università

Luca: mai diplomato, espulso per essere stato trovato con un coltello, dentro e fuori la prigione, 30 anni e beve molto non riesce a conservare nessun lavoro, ha avuto molte relazioni di breve durata dalle quali a avuto 2 figli, li vede raramente e non è sposato. Ha vissuto on molti posti ma attualmente vive nel suo vecchio quartiere

Perché uno stesso evento traumatico ha esiti diversi in bambini che avevano condizioni nell’infanzia pressoché identici?

  • equifinalità : un ampio ventaglio di traiettorie di sviluppo può condurre ad un medesimo risultato (diverse cause= stesso esito)
  • multifinalità : un particolare evento non conduce necessariamente al medesimo esito in ogni individuo (stessa causa =diverso esito)
  • resilience : individui che pur trovandosi in condizioni di elevato rischio non manifestano alcun disturbo. Soggetti che pur attraversando un periodo di disadattamento, riescano a recuperare un positivo adattamento

(film precious 2009 da vedere; unbroken 2015) (articolo: ordinary magic,su unistudium)

  • Fattori di rischio : condiziono o situazioni che rendono più probabile il disadattamento. Non costituisce la causa di un dato esito psicopatologico, ma influisce sulla probabilità che tale disturbo si manifesti
  • vulnerabilità : (soggettivo) aumento delle probabilità che uno specifico bambino possa soccombere al rischio vs fattori di rischio (colpiscono negativamente tutti i bambini esposti)

Temperamento è caratteristico della vulnerabilità, la povertà è definito invece un fattore di rischio

Potenziali fattori di vulnerabilità:

-etnia; -temperamento del bambino, -mancanza di una relazione positiva tra genitori e bambino, -mancanza di esperienza scolastiche positive, - scarse competenze sociali

Fattori di protezione : fattori che favoriscono un positivo adattamento dell’individuo anche in situazioni difficili/stressanti

-individuali ed ambientali (intelligenza pronta)

-relazione positiva con almeno una figura di riferimento

-supporto esterno (chiesa, gruppi, insegnanti)

Moderatori : caratteristiche del soggetto o del suo network sociale esistenti prima dell’evento stressante. Indicano per chi e sotto quali circostante il trattamento funziona/la vulnerabilità è maggiore (ad esempio nella depressione il fatto di essere femmina)

Mediatori : caratteristiche del soggetto o del suo network sociale che non sono presenti prima dell’evento stressante ma che si presentano in risposta ad evento stressante. agiscono tra variabile indipendente e dipendente

  • Principio di relazione : ogni pecoroso disadattivo deve sempre essere letto “in relazione a” quei fattori che consentono di comprendere n che modo si sia manifestato secondo una particolare configurazione, in un preciso periodo di tempo, in quel bambino/adolescente, all’interno di un determinato sistema ecologico. Importante contestualizzare il caso, importanti età e ambiente.

-Le prime relazioni influenzano quelle successive, sia in senso adattivo che maladattivo. Il disturbo patologico non è quindi considerato proprio dell’individuo, ma prodotto specifico della relazione.

  • Principio della continuità : fra infanzia e vita adulta, fra normalità e patologia

Teoria dell’attaccamento: ruolo della responsiveness genitoriale, depressione post-partum ( i bambini che verso 3 mesi vivono con una madre affetta da depressione post partum, quando diventano adolescenti hanno una maggiore probabilità di soffrire di depressione) l’ambiente circostante in cui è inserito un individuo influisce tantissimo.

Esordio, mantenimento, remissione della sintomatologia psicopatologica non possono essere ricercati all’intero dell’individuo in assenza dell’indagine sulla struttura e sulle caratteristiche del contesto in cui questi si sviluppa

Importanza dei periodi critici o sensibili (attaccamento 12 mesi)

3.il modello interazionale

Nella determinazione dello sviluppo (normale o patologico) sia individuo sia ambiente hanno un ruolo fondamentale e fondamentale la loro interazione che determina l’insorgenza, mantenimento di una patologia

Tratti e ambiente interagiscono e producono nuovi comportamenti (es. funzione compensativa dell’ambiente, attaccamento rimane insicuro)

Tratti e ambiente interagiscono e producono un insieme di comportamenti ce si trasformano in un attaccamento sicuro che conduce a un risultato positivo -> pattern interazionale: bambino influisce sull’ambiente, ambiente influisce sul bambino (primi vocalizzi, botta e risposta tra madre e bambino)

  • Modello della bontà dell’adattamento: il disagio avviene nel momento in cui le caratteristiche del bambino non si adattano a quelle dell’ambiente o viceversa. Disadattamento come conseguenza delle difficoltà ad interagire o dell’incapacità ad adattarsi (es. temperamento del bambino e caratteristiche contesto familiare. Es due genitori molto sportivi, che hanno un temperamento Tranquillo, che mangia e dorme e basta, immaginiamo quanto sia difficile per i genitori adattarsi a questo bambino)
  • Modello trasformazionale: caratteristiche dell’individuo e dell’ambiente interagiscono e si trasformano a vicenda. relazione circolare individuo-ambiente

La diagnosi psicologica

Diagnosi: -processo per mezzo del quale (dia-) cerchiamo di conoscere (gnosis) il funzionamento psichico di un soggetto -prodotto del processo (terminologia condivisa), denominazione data dal fenomeno (etichetta)

Formulazione del caso: mappatura del funzionamento psichico tradotta in un linguaggio il più possibile sistematico

  • Mantenuti di due poli = Specificità/unicità -> considerare la specificità del singolo soggetto, non assimilarlo a tutti gli altri, diagnosi ideografica; aspetti negativi: la persona diviene oggetto (inanimato) di studio, il terapeuta va talmente tanto nello specifico che “perde” il paziente, non guarda alla globalità
  • Generalizzabilità -> diagnosi nomotetica; aspetti negativi: lo psicologo non può confrontarsi con la comunità scientifica; si perdono verificabilità e falsificabilità

(tavole di Rorschach = strumento proiettivo)

La diagnosi psicologica

  • Deformazione personale
  • Ricerca e clinica (SWAP (elenco di 200 domande che descrivono 200 tratti possibili di ogni individuo), R-PAS (Rorschach strumento fondamentale per studiare la persona, e c’è bisogno di una certa regolarità scientifica)
  • Operazione di riduzione (sintomo: malattia=impronta: animale), se ci fermiamo alla diagnosi vediamo solo quella, e non più la persona difronte a noi; non ci dobbiamo limitare solo a quello
  • Spesso può Ostacolare il processo conoscitivo, rimanere sempre aperti anche verso una nuova diagnosi
  • Non è per sempre
  • All’interno di una relazione (alleanza diagnostica)
  • Multidimensionale e multisensoriale
  • Non può prescindere dal giudizio che la persona ha di sé e delle sue difficoltà, tutto parte dal paziente e da come avverte su di sé questi sintomi, come si sente
  • Ponte tra conoscenza ideografica (peculiarità del singolo) vs. nomotetica (leggi generali)
  • Non reificare la diagnosi: non fare della diagnosi il nostro Re (conoscere la diagnosi non significa conoscere il paziente)
  • È intrisa dai nostri giudizi di valore (cosa noi riteniamo normale o patologico)

 Diagnosi descrittiva o nosografica : descrizione dettagliata dei fenomeni clinici

(esperienze e comportamenti). Si raccolgono i sintomi allo scopo di verificare il numero dei sintomi presenti per soddisfare criteri diagnostici, nessun interrogativo sulla relazione tra questi sintomi, una check-list. C’è poca inferenza (ci mettiamo poco del nostro), arrivare quindi ad una diagnosi molto condivisibile, classificazione ateoretica, utilizzabile in contesti con orientamenti diversi.

 Diagnosi psicopatologica-fenomenologica : cerca di mettere insieme i sintomi elencati

primi e dare un significato, vedere se hanno una connessione tra di loro

 Diagnosi psicodinamica : i sintomi vengono collocati all’interno della storia del paziente

  • Essere con qualcuno o avere qualcosa di fronte: valorizzare e conoscere l’altro nella relazione e il considerare ciò che si osserva in termini più distaccati e oggettivi
  • Gabbard: ponte tra avere qualcosa di fronte (DSM) ed essere con qualcuno
  • Diagnosi funzionale : individuare costanti funzionali nel modo di percepire la realtà, regolare gli affetti o relazionarsi con gli altri (SWAP).
  • Diagnosi funzionale: PDM (livello di organizzazione della personalità e il funzionamento mentale complessivo, tentativo di leggere in un’ottica psicodinamica quello che è il disturbo mentale)
  • Capacità di regolazione
  • Attenzione e apprendimento
  • Capacità di relazione e intimità
  • Autostima e rispetto per gli altri
  • Espressione e comunicazione degli affetti
  • Pattern difensivo

prima del colloquio, abbiamo la segnalazione, molto breve, ma che richiede un grande sforzo da parte del paziente, che deve avere abbastanza coraggio di contattare il terapeuta, le fasi del colloquio libero:

  • apertura (sintomi/priorità/funzionamento)
  • centrale (approfondimento/storia personale)
  • chiusura (restituzione/indicazioni trattamento)

(non si può vedere il bambino se non abbiamo il consenso di entrambi i genitori)

Colloquio libero Nel momento in cui arriva il paziente, come possiamo accoglierlo? Dopo aver spiegato come funzionano gli incontri si lascia qualche secondo di silenzio. Questo sempre nella parte iniziale dell’apertura. L’assessment Più o meno libero, utilizzando o meno gli strumenti. Il colloquio non è mai unico, consideriamo anche gli aspetti non verbali ma che trasmettono qualcosa.

  • Test Tesistici
  • Test Protettivi = con uno stimolo chiediamo al soggetto di raccontarci qualcosa
  • Play Task
  • Usare il disegno
  • Usare stimoli vari
  • Test che hanno l’obiettivo di dare indicazioni al clinico in base alle sue osservazioni.
  • La Wishler : si hanno versioni differenti in base all’età. Abbiamo 4 sottodivisioni: . inci competenze verbale .percettivo .Memoria di lavoro

Dinamiche e competenze genitoriali nello sviluppo tipico e a rischio  Parenting: atto di allevare il bimbo da parte dei suoi genitori, processo di diventare genitore e prendersi cura di qualcuno come farebbe un genitore col suo bambino.  Genitorialità: traduce piuttosto parenthood, lo stato dell’essere genitore(manca il senso di processualità)  Competenze genitoriali (psicologia dello sviluppo). Attenzione all’influenza che le pratiche di allevamento hanno sullo sviluppo dei figli. Le modalità di soddisfazione dei bisogni fisici e psicologici.  Funzione genitoriale (psicologia dinamica). Parte integrante della personalità le cui origini vanno rintracciate nell’interiorizzazione dei comportamenti messi in atto dalle proprie figure di accudimento.

Parentig o genitorialità Processo multi determinato ed evolutivamente aperto in cui è centrale la dimensione intersoggettiva della costruzione congiunta delle intersezioni e rappresentazioni che prendono forma tra genitore e bambino. Influenzata da fattori di rischio e fattori protettivi, personalità genitori, caratteristiche bambino e il contesto sociale in cui questa relazione si realizza. Aree teoriche e di ricerca nell’ambito della genitorialità:

  1. Psicoanalisi: ruolo dei processi inconsci sullo sviluppo delle competenze genitoriali e del bambino.
  2. Teoria dell’attaccamento : ruolo delle interazioni reali tra genitore e bambino, capacità genitoriali nel fornire sicurezza
  1. Infant-resarch : ruolo della complessa comunicazione genitore-bambino e le competenze del bambino fin dalla nascita.
  2. Neuroscienza: ruolo delle trasformazioni funzionali e strutturali del cervello materno in gravidanza e nel primo anno di vita nell’attivazione delle competenze genitoriali

Le radici della genitorialità nei contributi psicodinamici (2 aspetti):

  • Il figlio già in gravidanza evoca sentimenti, fantasie, aspettative nella madre, la quale si crea rappresentazioni del figlio, che incidono nelle relazioni attraverso le cure, gratificazioni, stimolazioni, divieti, il comportamento della madre stessa.
  • Il ruolo fondamentale delle capacità della madre nel fornire al bambino un’organizzazione coerente e stabile che il bambino possa poi interiorizzare (Holding-Winnicot; identificazione proiettiva-Klein; contenimento-Bion; rispecchiamento-Kouth)

Genitorialità , 3 diverse accezioni secondo Tambelli

  1. Genitorialità come fase evolutiva. Dopo l’adolescenza la sessualità adulta espressa con la procreazione ,espressa con la maternità o paternità. Compare una nuova funzione psichica, il comportamento di accudimento, che implica la rievocazione di conflitti rimasti sospesi nella propria sfera personale.
  2. Può essere vista come una crisi, l’individuo è chiamato a costruirsi un’immagine stabile del proprio se genitoriale, e ciò implica rivedere la relazione con i propri genitori interni.
  3. Genitorialità come articolato processo di fattori intrapsichici e interpersonali. Le rappresentazioni che emergono dalla propria storia personale sia dalla vita attuale, sia dalla relazione di coppia.

Diventare genitori richiede una organizzazione sia sul piano pragmatico (stile di vita, relazioni, cambiamento economico); sia sul piano intrapsichico (rappresentazioni del se e dell’altro.) Genitorialità vs. stagnazione e preoccupazione esclusiva di Sé.

Diventare Genitori Vulnerabilità in questo processo di cambiamento

  • Figli e genitorialità in funzione riparativa. Tentativo di risanare aspetti irrisolti o dolorosi della propria storia personale.
  • “Fantasmi dei genitori nella stanza dei bambini “: Il compito di accudimento può essere ingombrato dal passato dei genitori, impedendo loro di mettersi in contatto coi bisogni del bambino reale.
  • Lebovici (1983) = la costruzione dell’identità del bambino risente fin dalla gravidanza di: 1)Bambino Fantasmatico: il bambino delle fantasie edipiche infantili dei genitori. 2)Bambino Immaginario: bambino delle fantasie attuali e coscienti dei genitori.
    1. solo dopo la nascita, del bambino reale, confrontato coi primi due.

Stile materno rappresentazionale in gravidanza e stile di maternage fornito al bambino dopo la nascita

  • Interviste cliniche costruite apprositivamente che hanno messo in luce che esiste una continuità tra le rappresentazioni che la madre si fa durante la gravidanza e quelle che ha dopo la nascita. Abbiamo diverse rappresentazioni in gravidanza:
    1. Integrate/equilibrate = forte senso della propria identità e flessibilità nei cambiamenti relativi alla genitorialità. Il genitore ha consapevolezza dei cambiamenti di ruolo che avvengono.
    2. Ristrette/ disinvestite: forte controllo e meccanismi di razionalizzazione con senso di genitorialità astratto e determinato da piattezza emotiva
  • Genitori sicuri all’AAI: Ricordano o meno l’infanzia come periodo sicuro, ma ne parlano liberamente e in maniera coerente e riconoscono l’influenza dell’attaccamento sul proprio sviluppo=> bambini sicuri alla Strange Situation (SS).
  • Genitori distanzianti all’AAI: negano l’importanza delle prime esperienze, ne parlano in maniera svalutante, ma anche incoerenti => bambini insicuri-evitanti all’SS. - Genitori Preoccupati o coinvolti all’AAI : ricordano molti avvenimenti specifici delle esperienze di attaccamento dell’infanzia, spesso carichi di conflitti, ma non sono in grado di integrarli in un quadro più generale. Non riescono a parlare in modo libero e mostrano preoccupazione => bambini insicuri-resistenti all’SS.
  • Genitori con lutti o traumi non risolti all’AAI: difficoltà con una figura significativa durante l’infanzia e sembrano lottare con problemi non ancora risolti dall’infanzia. Uso di lapsus evidenti durante il racconto di esperienze infantili potenzialmente traumatiche, entrano in stati dissociativi e che nelle interazioni coi propri bambini esprimono sentimenti legati alla paura => bambini insicuri-disorganizzati nell’SS.
    • Nel 75% dei casi, il MOI del genitore rilevato durante la gravidanza, permette di prevedere il tipo di attaccamento a 12 mesi con la madre e a 18 col padre.
    • Sensibilità materna, sensibilità empatica, capacità e volontà della madre di prediligere le comunicazioni del bambino e di vederle e interpretarle dal punto di vista del bambino. La sensibilità dipende dal tipo di attaccamento del genitore. La sensibilità materna non è solo una risposta comportamentale, ma anche mentale. La sensibilità dipende dal MOI del genitore. Un diverso MOI è collegato ad una diversa qualità della sensibilità materna. Una madre sicura è una madre che a livello di sensibilità, è sensibile sia agli aspetti negativi che positivi del figlio.
    • Madre distanziante: si sintonizza soprattutto alle esperienze positive, ma incapaci di sintonizzarsi con le emozioni negative del bimbo.
    • Madre preoccupata: sono parzialmente in grado di rispondere alle richieste di consolazione e prossimità. Incapaci di rispecchiare quelle legate alla loro padronanza e autonomia del figlio.

Il ruolo dei genitori nelle trasformazioni del MOI con l’acquisizione del linguaggio:

  • Le esperienze relazionali di attaccamento in fase preverbale vengono codificate nelle memoria implicita.
  • Con la comparsa del linguaggio i MOI vengono “tradotti”, modificati
  • Possibilità tramite il linguaggio di riorganizzare, rielaborare e dare coerenza alle esperienze implicite. Adulti definiti “ sicuri guadagnati ” che all’AAI raccontano un’infanzia travagliata, ma la narrazione è coerente ed emotivamente equilibrata.

La stabilità dei MOI e l’attaccamento come fattore protettivo.

  • Attaccamento sicuro ad 1 anno, predice lo sviluppo in età prescolare, scolare e adolescenziale.
  • Attaccamento sicuro è un fattore protettivo rispetto ad eventi stressanti dopo i 5 anni di vita.
  • In campioni ad alto rischio dello sviluppo c’è una marcata instabilità dei modelli di attaccamento. Tendenza dei sicuri a diventare insicuri.
  • Ipotesi del “meta modello” di attaccamento Il contributo delle neuroscienze
  • Durante la gravidanza e nel corso del primo anno di vita del bambino il cervello della madre viene rimodellato dalle fluttuazioni ormonali. Modificazioni strutturali di aree coinvolte nelle condotte di accudimento
  • Sono stati identificati 9 geni necessari al comportamento materno in topi e ratti.
  • Negli umani la visione di immagini dei propri figli (9 mesi-6 anni) nel cervello delle madri ( mamme; attiva il sistema della ricompensa ricco di recettori per la vasopressina ed ossitocina e disattiva le aree celebrali associate alle emozioni negative, giudizio sociale, comportamenti di eccitamento e mentalizzazione.
  • L’ossitocina è un agente antidepressivo, e nel corso del primo anno riduce l’ansia e aumenta i comportamenti prosociale. Il tatto e contatto fisico, fondamentali nei comportamenti di accudimento materna, aumentano i livelli di ossitocina nell’organismo.
  • L’inizio e mantenimento del comportamento materno coinvolge circuiti neurali specifici e queste stesse strutture sono coinvolte nella risposta allo stress.
  • L’ipotesi è che i sistemi della risposta allo stress si attivano a fini adattivi durante il periodo dell’intensa sensibilità materna.
  • Ciò concorda con la concettualizzazione della preoccupazione materna primaria di Winnicott.

Fattori di rischio della genitorialità

  • Il mondo rappresentazionale dei genitori e il sistema comportamentale di cure possono essere ostacolati e disorganizzati da condizioni ambientali a rischio (stress, traumi) e /o da condizioni di rischio emotivo del genitore ( per esempio depressione)
  • Individuare tempestivamente i suddetti rischi permette di migliorare e favorire lo sviluppo delle capacità genitoriali e di prevenire così il disadattamento infantile.

Rischio depressivo La depressione materna in gravidanza e nel primo anno di vita del figlio, è un’importante fattore di rischio per lo sviluppo di psicopatologie nel figlio. Con un tasso da 2 a 5 volte superiore rispetto a bambini nati da madri non depresse. Il confronto delle madri depresse è piuttosto eterogeneo. Hanno stati mentali che variano dalla preoccupazione all’atteggiamento distanziante. Le madri depresse nel rapporto diadico col figlio presentano più affetti negativi e appaiono più disimpegnate. Si coinvolgono meno nel gioco e ricorrono meno a un linguaggio infantile. Alcune sono più intrusive e mostrano espressioni del volto arrabbiate, e altre presentano maggiore tristezza e sono più ritirate.

Spiegazione del rapporto tra rischio depressivo e capacità di accudimento materno. Due modelli :

  1. Modello forte e modello a soglia degli effetti della depressione: al di sopra di un certo livello di depressione della madre, la depressione influenza negativamente il comportamento materno. Gli stati d’animo depressivi causano i comportamenti genitoriali ostili-intrusivi
  2. Modello correlato. La depressione può o meno contribuire al comportamento negativo materno, che sarebbe primariamente influenzato da fattori di stress familiari presenti o passati. Alcune ricerche smentirebbero il modello 1 e confermerebbero una visione particolare del modello
  1. (modello correlato- relazionale)

Effetti sul neonato di due diversi pattern di integrazione Intrusività e allontanamento Le madri intrusive si rivolgono al bambino con un tono di voce arrabbiato. I bambini evitano lo sguardo delle madri prestano raramente attenzione agli oggetti, il pianto è molto infrequente. Internalizzano uno stato di rabbia, facile irritabilità e frustrazione, che in età successive si mostra in comportamenti aggressivi.

La perdita perinatale (morte del bambino tra la 20esima settimana di gestazione fido ad un mese dal post partum) può generare:

  • Stati emotivi tipici del lutto
  • Sensazione di aver fallito come moglie e madre
  • Pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nella propria femminilità
  • Avvertire l’evento come tradimento del proprio corpo
  • E spesso, si desidera un altro bambino il prima possibile, nonostante la paura di perderlo nuovamente
  • Il 59-86% delle donne che hanno avuto un’interruzione di gravidanza, rimane incinta dopo poco tempo
  • Questo può in alcuni casi ridurre il lutto precedente, in altri casi può riaccenderlo.
  • Può avere quindi un effetto riparatore, ma esiste comunque una vulnerabilità significativa a sviluppare sintomi di PTSD e difficoltà nel costruire una nuova relazione.
  • Significativo aumento di indici di attaccamento disorganizzato nei figli, dovuto non tanto alla depressione o ansia della madre, ma quanto piuttosto alla presenza di un lutto non risolto conseguente ad una perdita prenatale.

Altre variabili considerate in letteratura:

  • la qualità della relazione coniugale sembra essere un fattore essenziale per lo sviluppo delle competenze genitoriali.
  • Il legame di coppia fornisce anche il supporto emotivo indispensabile per l’educazione dei figli.
  • Una buona comunicazione tra i partner è indice di una buona interazione padre-bambino. E la soddisfazione coniugale delle madri è un valido supporto per il padre.
  • La conflittualità di coppia aumenta durante il primo anno di vita del bambino e tende poi a rinsaldarsi nelle coppie con un legame solido, mentre peggiora nelle coppie che già dall’inizio erano poco sicure e solide.
  • La soddisfazione coniugale tende a diminuire durante gli anni di allevamento della prole e riprende notevolmente in relazione all’uscita dalla famiglia da parte del figlio in età adulta.

Psicopatologia genitoriale e implicazioni per lo sviluppo I bambini esposti a condizioni psicopatologiche genitoriali sono esposti a rischio di esito di sviluppo disadattivi:

  • Psicosi
  • Depressione disturbo bipolare
  • Dipendenza o abuso di sostanze
  • E possono sviluppare la stessa patologia del genitore, ma ovviamente anche patologie differenti

Psicosi

  • 10% se figli di un genitore schizofrenico
  • 40% se figli di genitori entrambi schizofrenici
  • 48% per i gemelli monozigoti
  • Non trasmissione ereditaria semplice. Fattori ambientali che entrano in combinazione con quelli biologici nel determinare l’esito psicopatologico +.

**Schizofrenia del genitore come fattore di rischio per il figlio- due studi longitudinali

  1. Finisch adoptive family study** Partecipanti: 185 bambini figli di madre schizofrenica, adottati entro il 4° anno da famiglie che non avevano rapporti di parentela con le madri biologiche. Gruppo di controllo: 185 bambini adottati ma senza alcun genitore biologico ospedalizzato.

Risultati: i bambini adottati all’interno di famiglie sane mostrano livelli di psicopatologia trascurabili. Maggiore psicopatologie nei bambini adottati da famiglie disturbate. Follow- up a più di 20 anni: 35 soggetti francamente schizofrenici (di cui 32 adottati e cresciuti all’interno di famiglie gravemente disturbate). La famiglia adottiva sana è un forte fattore di protezione per i bambini ad altro rischio di trasmissione genetica.

2) Rochesten Longitudinal Study Partecipanti: bambini nella primissima e prima infanzia, le mamme hanno diverse condizioni psicopatologiche (gruppo schizofrenico, gruppo depressivo, gruppo disturbi di personalità, e gruppo non clinico.) Studio durato 4 anni: Madri valutate durante la gravidanza e madri e bambini valutati a 4,12,30 e 48 mesi dalla nascita. Difficoltà di sviluppo maggiori durante tutti e 4 anni di studio, riscontrati nei figli delle mamme depresse e in generale e il comportamento disadattivo e psicogeno ma quanto con l’intensità alla cronicità del disturbo. Indipendentemente dal gruppo di psicopatologia, i più bassi livelli di capacità materne e minore comportamenti adattivi dei figli delle madri con condizioni socio-economiche svantaggiose.

Depressione

Disturbo bipolare

Depressione (materna) = spesso criticano il bambino, lo svalutano, pronte a rimproverare, punire e ciò porta ovviamente a formare scarsa autostima nel bambino

  • alta familiarità. La depressione del genitore è un importantissimo fattore di rischio per un disturbo psicologico nei figli
  • i sintomi depressivi genitoriali correlano fortemente con inconsistenza nella disciplina, criticismo e ostilità e rifiuto verso i bambini.
  • Comportamenti genitoriali che predicono difficoltà evolutive nei bambini: 1)mancanza di accudimento e coinvolgimento positivo, 2)ostilità e rifiuto; 3) scarso interesse e supervisione delle attività del bambino.
  • In caso di depressione in comorbilità con disturbi di personalità, i rischi per i figli sono maggiori, a causa della maggiore permanenza nel tempo dei sintomi depressivi, con conseguente prolungata esposizione del bambino a modalità di interazione caratterizzate da scarso coinvolgimento o da intrusività da parte della madre
  • In particolare , in uno studio longitudinale su 15.000 gemelli,(condividere base genetica simile) figli di madri depresse e caratteristiche antisociali di personalità rischiano maggiormente di crescere in condizioni socioeconomiche svantaggiate, alta dipendenza da alcol, e altri fattori di rischio della madre. Diagnosticate come depresse erano quelle mamme che avevano una serie di aggravanti, come una situazione economica svantaggiata, che magari lavoravano tutto il giorno, o che non riuscivano a far frequentare la scuola ai figli, mamme che avevano condotte antisociali. Spesso la depressione si associa quindi ad altri fattori che aumentano la possibilità che il bambino presenti dei ritardi nello sviluppo o dei disturbi comportamentali.
  • Disturbi della condotta, aggressione a persone o animali, frode o furti, gravi violazioni di regole, comportamenti ripetitivi e persistenti.)

Depressione paterna = gli studi che si sono focalizzati su questo aspetto sono molto minori rispetto a quella materna. Perché spesso si pensa che padre o l’uomo non possa essere depresso e perché il

Abuso e maltrattamento

  • In passato si credeva che singole e specifiche condizioni di rischio (psicopatologia genitoriale, povertà, bassa status socio-economico, storia personale di abuso e maltrattamento nel genitore)> potessero quasi deterministicamente condurre ad abuso e maltrattamento all’infanzia. Oggi invece si è mostrato come Un genitore che ha subito un abuso non è detto che diventi un genitore abusante.
  • Specifici fattori di rischio per l’abuso sessuale interfamiliare: presenza di un patrigno, separazione temporanea dalla madre, mancanza di vicinanza con la madre, aspetti punitivi circa la sessualità da parte della madre, assenza di affetto da parte del padre, basso status socio-economico
  • Però negli anni 70 ricerche epidemiologiche mostravano come l’abuso-soprattutto sessuale intra familiare- attraversa diverse classi sociali.
  • A partire dalla metà degli anni 80 attenzione alla interrelazione tra evento (maltrattamento, abuso) e caratteristiche del bambino.
  • Studi che pongono attenzione tra aspetti familiari e caratteristiche dell’abusato (età, condizioni fisiche di salute, comportamento)
  • Oggi sappiamo che l’eziologia dell’abuso e del maltrattamento infantile è la multi determinata a diversi livelli dell’ecologia individuale, familiare e sociale del bambino abusato. Per esempio, supporto sociale o meno dei genitori, contesto socio-culturale.
  • Superamento dall’impostazione riduttiva secondo cui la psicopatologia genitoriale avrebbe un rilievo eziologico preminente e tendenzialmente esclusivo.

Le conseguenze dell’abuso e maltrattamento:

  • Modificazioni sostanziali sul piano neurobiologico
  • Ritardi cognitivi
  • Comportamenti disfunzionali (aggressività, disturbi della condotta, abuso di sostanze)
  • Quadri psicopatologici e disturbi della personalità in età adulta
  • Delayed PTSD
  • Comportamento genitoriale Comunque , un’alta percentuale di persone abusate e/o maltrattate (40-50%) può non mostrare alcun sintomo o difficoltà psicologiche evidenti, può essere ben adattata; anche se spesso i soggetti abusati hanno spesso difese psicologiche immature, lieve ansia e depressione, difficoltà nel funzionamento di personalità (soprattutto in ambito lavorativo) e MOI (modelli operativi interni) insicuri e disorganizzati.

Molteplici tipologie di abuso L’abuso intrafamiliare come trauma cumulativo nella prospettiva intergenerazionale

  • La percentuale di abusanti che denunciano di essere stati abusati sessualmente nell’infanzia va dal 20 al 30%.
  • Il subire abusi sessuali nell’infanzia aumenta il rischio di mettere in atto abusi sessuali ai danni di bambini, in particolare se gli abusi si sono verificati contemporaneamente ad altri fattori,
  • Ciò che sembra contribuire al rischio suddetto e ad essere trasmesso non è tanto il comportamento maltrattante in sé quanto i sistemi disfunzionali della relazione dei caregiver (incapacità di cogliere

la dimensione psicologica del bambino con i propri bisogni, desideri, stati intenzionali, problemi, difficoltà)

  • Lo stato della mente del genitore (AAI) sicuro/insicuro, media la trasmissione integrazionale del trauma, perché include/esclude nell’ambito esperienziale e relazionale primario ricordi e percezioni legati a esperienze disfunzionali e traumatiche.
  • L’insicurezza incide sia sulle capacità di monitoraggio e mentalizzazione del genitore (vedere/non vedere il bambino nella sua interezza psicologica) sia sulla disorganizzazione dell’attaccamento nel bambino, a causa dell’esistenza di stati dissociati nella mente del genitore.

Ritorniamo sulle fasi del colloquio libero… Il ruolo di chi fornisce le informazioni, perché in età evolutiva è spesso importante appoggiarsi a dei format, fare riferimento non solo al bambino ma anche a chi sta intorno al bambino, genitori, maestri Questionari self-report intorno agli 8 anni SDQ = 25 domande che vanno a valutare il funzionamento del bambino, forma per le varie SCASS =45 domande che valutano lo spettro ansioso del bambino, e per leggere le sotto componenti dell’ansia, ed esiste una forma parallela per l’insegnate e genitore

CAT= 10 tavole tutte che hanno come personaggi gli animali, l’utilizzo di figure animali permette ai bambini di raccontare più e meglio

DRT= ci possono essere una o più figure, per capire il tipo di relazione ecc TAT: Il Test di appercezione tematica ( TAT : Thematic Apperception Test ) è un test di personalità di tipo proiettivo, che fa parte della categoria dei metodi tematici costruttivi, utilizzato in psicologia e psichiatria per l'indagine della personalità.

l’assessment in età evolutiva:

  • Grande sfida: significato dei sintomi da connettere con cambiamenti evolutivi e relazionali
  • Fondamentale “diagnosticare”:
  • Livello di sviluppo (connettere il sintomo alla sua età)
  • Fattori di rischio, protettivi, resilience, stressors
  • Il sistema e le sue relazioni: famiglia, scuola, amici

Classificazione di Anders (1989) in 3 livelli:

  • Turbe relazionali: breve durata, alterazioni passeggere nell’ambiente o cambiamenti evolutivi, la qualità delle relazioni rimane intatta
  • Perturbazioni relazionali: 1-3m, difficoltà in un ambito e modelli interattivi non rigidi
  • Disturbi relazionali: > 3 m, interazioni disfunzionali, rigide e difficilmente modificabili, disturbo interessa più ambiti

CD 0-3R (2005):

  • Asse I: disturbi clinici, aspetto psicologico
  • Asse II: qualità della relazione (bambino/genitore), ambito sociale, relazionale
  • Asse III: condizioni mediche, la salute
  • Asse IV: agenti psicosociali e distress, ambiente situazionale, potenziali fattori stressanti, di rischio
  • Asse V: funzionamento emotivo e sociale

Prima infanzia ed età scolare:

  1. Colloqui clinici e/o interviste coi genitori:

Tradizione psicometrica: si fa riferimento ai numeri, tratti misurabili attraverso ad esempio dei questionari,

  1. Modello di eysenck
  2. Modello di cloninger
  3. Modello di zuckerman
  4. Modello dei big five factors

Tradizione psicodinamica, si basa più sulle relazioni,

  1. Modello DSM
  2. Modello di Millon
  3. Modello SWAP
  4. Modello PDM

1.Modello di Eysenck

  • tratti di personalità in relazione a componenti biologiche
  • Eysencj Personality Questionaraire (94 item)
  • 3 fattori:
    • Estroversione: socievolezza, vivacità, attività (introversione/estroversione)
    • Nevroticismo: variabilità tono umore, predisposizione all’ansia (instabilità emotiva)
    • Psicoticismo: impulsività, aggressività, scarsa sensibilità sociale, (asocialità/disadattamento sociale)

Ogni tratto è correlato ad attività neurochimiche del cervello Tratti del modello connessi a disturbi della personalità

2.Modello di Cloninger

  • modello dei tratti normali e patologici basato su correlati biologici, molto più nel dettaglio rispetto a Eysenck
  • divide la personalità in 2 domini
  • temperamento (risposte automatiche a stimoli emotivi che determinano abitudini, collegate a neurotrasmettitore) 4 i tipi di temperamento, ricerca di novità (alta stravaganza, forte impulsività), evitamento del danno (pessimismo, paura, timidezza); dipendenza dalla ricompensa (persone che hanno bisogno di approvazione sociale, sistema noradrenergico); persistenza (industriosità, determinazione, voglia di farcela ed estrema perfezione, connesso al sistema del glutammato e serotonina). Connessi al corredo genetico.
  • carattere (concezioni consapevoli che influenzano volontariamente intenzioni e atteggiamenti) 3 i tipi, l’auto-direzionalità (l’auto-accettazione che il soggetto ha di se, quanto si fida di se, è pronto a prendere responsabilità); cooperatività (quanto è empatico, socievole, interagisce con l’altro); auto-trascendenza ( la percezione che il soggetto ha di far parte di un sistema più ampio, caratterizzato da idee, spiritualità, cultura, di essere parte attiva di questo sistema)
  • temperament and character inventory (240 item, domande), ha scoperto che fondamentalmente i disturbi di personalità sono connessi alle scale dell’auto-direzionalità e cooperatività

3.Modello di Zuckerman

  • Un unico tratto di base: sensation seeking: lasciarsi stimolare, nel cercare stimolazioni
  • 5 determinanti alla base del costrutto:
  • Nevroticismo-ansia
  • Attività
  • Socialità
  • Ricerca di sensazioni impulsiva
  • Aggressione-ostilità Chi ha un punteggio alto nella ricerca di sensazioni e basso di socialità, son quelli che hanno maggiore probabilità di presentare delle patologie Ricerca di sensazioni impulsiva e bassa socialità=> patologie gravi Zuckerman-Kuhlman Personalitu Questionnaire (99 item) Tratti di personalità 3-18 predicono comportamenti rischiosi a 21 anni

Big Five Factors

  • Parte dal presupposto che la personalità umana abbia una Struttura universale, ogni persona caratterizzata da determinati tratti, ha una visione qualitativa, parte dal presupposto che la patologia non è differente dal normale
  • Visione dimensionale dei tratti; disturbi di personalità come amplificazione patologica dei normali tratti di personalità, una sorta di estremizzazione dei tratti normali
  • Neo-Pi (240-60 item), vanno a sondare i 5 aspetti che caratterizzano tutti gli individui, 5 sono i grandi fattori ma ognuno ha dei sotto-fattori
  • 2 modi per valutare disturbi di personalità, la prima fa riferimento ai punteggi ottenuti, punteggi alti simbolizzano patologia, ovviamente ciò ha ricevuto delle critiche, non perché il punteggio sia alto significa che c’è una patologia, non basta mai un questionario per arrivare ad una diagnosi. Il secondo modo di valutazione, prevede di accorpare le diverse sotto scale, chi ha punteggi elevati in tutti i fattori tranne 2 e 5 sono soggetti dipendenti, ossia che hanno bisogno di ricevere conferme dall’ambiente circostante, dagli altri , se hanno punteggi alti in tutte e 6 le sotto scale hanno disturbi di personalità borderline. Ciò rischia di sovrapporre però i diversi profili.
  • Punteggi estremi -> patologia
  • Troppe sovrapposizioni tra profili I 5 fattori sono:
  • Nevroticismo : funzionamento rispetto a livello di ansia, depressione, rabbia, impulsività, autoconsapevolezza, vulnerabilità
  • Estroversione : calorosità, socievolezza, assertività, attività, ricerca di eccitazione, emozioni positive
  • Gradevolezza : fiducia, franchezza, altruismo, condiscendenza, modestia, sensibilità
  • Coscienziosità : competenza, ordine, rispettosità, impegno nella riuscita, autodisciplina, considerazione
  • Apertura all’esperienza : fantasia, senso estetico, sentimenti, azioni, idee, valori

Modello DSM (manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali dal 1952; finanziato dalle case

farmaceutiche)

  • Descrizione degli aspetti clinici manifesti, in maniera più obiettiva possibile come queste patologie esitino in alcuni sintomi (poca inferenza)
  • Approccio ateorico, non sposa nessuna teoria di riferimento (solo descrizioni) : % schizofrenici a seconda del luogo, classificazione condivisibile
  • Modello politeico, propone un ventaglio di sintomi, ed è necessario che una quota di questi sintomi siano nel soggetto per definirlo patologico, democrazia dei sintomi (connesso ad approccio ateorico) 93 tipi di border
  • Modello categoriale dei disturbi: stato di malattia qualitativamente diverso da non malattia
  • Soglia diagnostica (cut-off=soglie)
  • Multiassiale, valutare il paziente in determinati ambiti, 5 gli assi proposti (fino a DSM-IV, nella V edizione ciò è stato tolto per avvicinarsi all’ ICD classificazione strettamente europea)
  • Approccio statistico