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modulo C prof. Scala 2018/2019
Tipologia: Appunti
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Esempio di Aladdin - il genio assume delle scelte lessicali, fonetiche, morfologiche differenti rivolgendosi a persone diverse: utilizza tre frasi diverse per tre categorie diverse di persone (vecchi, bambini e adulti). Se il sistema linguistico usato per parlare è l’italiano, troviamo scelte all’interno dell’italiano che sono adeguate con determinati interlocutori, ma che non sarebbero adeguate con altre. In un sistema lingua (qualsiasi lingua del mondo) non esiste mai un solo modo di dire una cosa, ma non tanto perché si possono trovare espressioni sinonimiche, quanto perché ci sono varie possibilità per dire la stessa cosa basate su elementi omofunzionali la cui scelta non è libera, ma socialmente condizionata. Ogni sistema linguistico tollera una sovrabbondanza di elementi dello stesso contenuto e funzione perché l’uso di questi elementi è socialmente condizionato. es: “ho sostenuto l’esame di letteratura greca” e “ho dato greco” → sinonime ma usate in contesti diversi (la prima con docenti ecc, la seconda con compagni). Varie scelte lessicali possono avere la stessa distribuzione sociale e quindi costituire degli insiemi solidali di scelte socialmente condizionate. Relazione tra variazione linguistica e uso sociale della lingua La sociolinguistica è una sottodisciplina della linguistica che si occupa di indagare sulla relazione tra la variazione linguistica e l’uso sociale di una lingua. Variazione linguistica : in un punto del sistema ho più scelte alternative non indifferenti nell’uso sociale, cioè scelte alternative che hanno una distribuzione sociale, a differenza dei linguaggi formali in cui c’è un solo segno possibile. es: usare la r moscia (uvulare) parlando in francese in Francia significa adesione alla varietà più prestigiosa che si associa all’idea di prestigio, formalità, appartenenza sociale alte e una certa area geografica. La r normale significa classe sociale bassa e lontananza dai modelli di prestigio. I sistemi linguistici non sono monolitici in cui ogni nodo del sistema offre un solo elemento. Abbiamo nodi del sistema che prevedono più di una possibilità di espressione. Lo scritto attiva determinate scelte rispetto all’orale che spesso non si possono scambiare. Una dimensione applicativa della sociolinguistica è di dare consapevolezza di come il successo comunicativo sia frutto del rispetto di una serie di parametri sociali che correlano con parametri linguistici. In una dimensione relazionale come la comunicazione in cui sono coinvolte almeno due persone l’adeguatezza comunicativa influisce sulla qualità della comunicazione. Diasistema : se in alcuni punti del sistema sono possibili scelte alternative solidali e che correlano tra di loro, si creano microsistemi. La scelta tra un elemento e un altro dipende da fattori esterni alla lingua, cioè da fattori sociali. Assiomi della sociolinguistica
chiaramente definibile se la correlazione è stabile tra le scelte linguistiche e il contesto situazionale. Certe scelte sono attivate dal contesto socio-situazionale, mentre altre non sono alla portata di tutti. Variazione diastratica , legata allo strato sociale (non si sanno usare le varietà formali tipicamente). Tendenzialmente uno strato sociale basso correla con una minore ricchezza del repertorio linguistico. Quando una comunità è bilingue la maggior ricchezza di repertorio si può trovare nelle classi più basse. Quando si parla si parla sempre una varietà e quindi il diasistema che si ha in testa è la somma delle varietà che sa parlare. La competenza di una persona è fatta di una serie tratti (lessemi o regole) che condivide con tutti gli altri parlanti perché non variano. Competenza comunicativa: Serve a massimizzare il successo comunicativo, cioè usare la varietà giusta al momento giusto. (es: usare il dialetto con anziani di un certo posto). Permette di scegliere la varietà di lingua più adatta per garantire il successo della comunicazione. Sapere una lingua significa conoscere e applicare lessico e strutture. Dal punto di vista della competenza linguistica significa saper perseguire i propri scopi con atti verbali. Secondo Hymes la prima abilità della competenza linguistica è sapere quando parlare e quando tacere, poi sapere cosa dire, a chi, quando e in che modo. Hymes cerca di articolare gli enunciati in 4 livelli. Con riferimento alla competenza comunicativa ogni parlante deve confrontarsi con 4 dimensioni:
La competenza comunicativa si attua nelle situazioni comunicative. Una situazione comunicativa è una serie di circostanze concrete o astratte in cui avviene un evento di comunicazione linguistica. C’è una serie di circostanze che fa in modo che le situazioni comunicative siano diverse dalle altre. Secondo Hymes può essere analizzata secondo alcuni parametri:
Italiani regionali e italiani locali: sono le diverse varietà di italiano. Sono lingue apprese (L2) quando si sapeva parlare già un’altra lingua (L1). Tutti i dialetti italiani derivano dal latino, non dall’italiano. Dall’italiano derivano gli italiani regionali, ma non i dialetti. I dialetti si possono dividere in due strati: strettamente locali (continuazioni del latino) e di koiné (non coincidono con l’italiano ma hanno una stendibilità sovralocale) Studi specifici sulla variazione diatopica dei dialetti negli ultimi anni dell’Ottocento → strumenti per la conoscenza dei dialetti nello spazio→ atlanti linguistici Atlante linguistico : insieme di carte tematiche aventi tutte la stessa struttura: territorio, punti geografici e ogni carta riporta lo stesso tipo di informazioni in tutti i punti (es. come si dice un lessema o una frase in un determinato luogo). Atlante linguistico tedesco: a cura di Georg Wenker (1876). Decide di mappare i differenti dialetti della Germania. Inviò 50 mila questionari in 50 mila paesi diversi della Germania per 50 mila maestri delle elementari: contenevano 40 frasi in tedesco letterario da tradurre nel dialetto locale per poi trascrivere la traduzione e rispedirla a Wenker. Ne ricevette indietro 45mila, riuscì a realizzare solo due serie di carte limitate a una parte della Germania. Le trascrizioni erano approssimative e poco omogenee perché mancava uno strumento affidabile di trascrizione. Ferdinand Wrede : (1926) è ancora in corso. Jules Gilliéron (1896): dialettologo svizzero. Promosse un progetto di un atlante linguistico francese imparando dagli errori di Wenker. Predispose un questionario di 1400 voci (parole o brevissime frasi). Manda in giro per la Francia un raccoglitore sul campo (una persona) ad ascoltare le forme dialettali e a trascriverle il più fedelmente possibile. Questa persona era Edmond Edomont, che era un commerciante. Gilliéron lo scelse perché aveva un udito molto fine in grado di cogliere le varie sfumature dialettali e perché era ingenuo, non un professionista e si limitava a trascrivere. Le trascrizioni erano approssimative e poco omogenee perché mancava uno strumento affidabile di trascrizione. Per ottenere una trascrizione affidabile Gilliéron costruisce un alfabeto fonetico e vuole che esso sia applicato in maniera rigorosa sempre dalla stessa persona (Edomont). Questo doveva garantire la massima omogeneità, uniformità e affidabilità. Edomont esplorò 639 località in bicicletta, faceva una copia delle trascrizioni e le inviava a Gilliéron in modo che potesse lavorare all’atlante. Pubblicò nel 1910 l’ Atlas linguistique de la France (opera enorme): primo atlante linguistico compiuto. Karl Jaberg e Jakob Jud : allievi di Gilliéron, due linguisti svizzero-tedeschi. Lavorano al progetto dell’AIS (atlante italo-svizzero) terzo grande atlante, portato a termine in 20 anni di lavoro. Operano in modo diverso rispetto a Gilliéron. Usano 3 raccoglitori sul campo che sono esperti dialettologi:
all’interno della frase. Questo secondo Jaberg e Jud può influenzare la risposta dell’intervistato, che spesso modella la sua risposta sulla lingua letteraria. Si passa quindi a un metodo indiretto, facendo domande elencative (non “come si dice febbraio?” ma “mi dice i mesi dell’anno?), deittiche (“come si chiama questo nel suo dialetto?” e giravano con delle tavole con dei disegni da indicare), nomenclatorie (partono da una semplice definizione che si sottopone sotto forma di domanda: “come si chiama il piccolo del cavallo?” per non dire puledro), conversative (attiro l’attenzione dell’informatore su un certo tema e lo faccio parlare, escono fuori tante parole), a completamento (si pronuncia una frase e si lascia un buco, di solito alla fine: “questo fico è dolce come il…”). In alcuni punti (es.Milano) ci sono più risposte perché l’inchiesta fu ripetuta due volte scegliendo intenzionalmente una persona di classe sociale alta e una di classe sociale bassa. Questa inchiesta non si basa sulla variazione diatopica, ma su quella diastopica , cioè sulle varietà di lingue parlate dalle classi alte e dalle classi basse. Un gran numero di punti toccati sono di piccoli paesi rurali, l’informatore tipo è anziano, contadino con un forte legame con il territorio. Dev’essere anche analfabeta e uomo. I fasci di isoglosse, ovvero l’insieme dei punti di discontinuità tra comportamento linguistico, tendono a seguire gli antichi confini italiani. Sembra che processi di omogenizzazione dei dialetti siano avvenuti soprattutto in epoca medievale e moderna in aree linguistiche-letterarie che possiamo identificare negli antichi stati italiani. Allo sfaldarsi dell’impero, al venir meno di un sistema educativo e un modello linguistico soprattutto per la classe dirigente, ha portato a un progressivo isolamento di molte comunità, che tendono ad autoamministrarsi. Nascono così innovazioni linguistiche in ognuno di questi centri e ognuno si differenzia dall’altro, ma nel tempo emergono alcune città come più prestigiose di altre, come punto di riferimento. Queste città, in epoca tardo-medievale riescono a dare forma a delle signorie.
es: la variabile detta da Trudgill “-ing”→ la nasale finale viene pronunciata talora come velare (classe alta, standard) e talora come alveolare (i’m goin’ -lontana dallo standard, più comune nel dialetto di Norwich). Tutte le variabili che hanno due poli vengono dette variabili a cento : dopo aver estratto tutte le occorrenze in -ing assegna 100 tutte le volte che la forma è lontana dallo standard (quindi alveolare) e 0 tutte le volte che la forma è standard (cioè velare), poi somma i punteggi, fa la media per il numero delle occorrenze e ottiene un certo valore. Variabili a duecento : tre variabili: 0 allo standard, 200 a quello lontano dallo standard, 100 a quella intermedia La classe intermedia (MMC) ha un valore di 3, mentre la classe media bassa (LMC) ha un valore di 15, la classe operaia alta (UWC) ha un valore di 74, la classe operaia media (MWC) ha un valore di 88 e la classe operaia bassa (LWC) ha un valore di 98. ↑Dati complessivi che riguardano solo le diverse classi sociali. Al ridursi del grado di formalità e del grado di controllo si ha un aumento delle forme non standard (in questo caso delle nasali alveolari). Ci sono dei punti in cui i differenziali tra i valori sono molto più evidenti. Data la stessa situazione formale la classe operaia non è in grado di mantenere una varietà standard → deficit sociolinguistico: date diverse situazioni comunicative ci si accorge che alcune classi sociali non sono in grado di gestirle in modo adeguato (es. le classi operaie in un contesto formale). Variazione diagenica: differenza nel modo di parlare che riscontriamo tra uomini e donne. Gli uomini parlano sempre più lontani dallo standard, mentre le donne nel formal speech non usano mai una variante non standard. Idem le bambine parlano più standard dei bambini (fascia di età dai 6 ai 10 anni).
Gli studi fatti valgono per quella comunità, non per tutto il mondo, ma si possono fare alcune generalizzazioni in quanto sono situazioni che si ripetono in molti altri centri. Stesso esperimento di Norwich fatto a Bradford: stessa variabile ma incidenza differente → la MMC presenta dei valori di 12 a B e 6 a N (più sale il numero più ci si allontana dallo standard).
scegliendo 3 grandi magazzini di New York sulla base del fatto che abbiano come clienti persone di fasce sociali sensibilmente diverse. Seleziona Sacks, un grande magazzino che ha come clientela solo persone di classe elevata. Seleziona Macy’s, che ha un target di classe medio-alta. Seleziona Klein, che ha un target popolare di classe bassa. Si reca personalmente nei grandi magazzini munito di taccuino e matita. Dopo aver ispezionato i grandi magazzini registra un numero di merci che ci sono solo al quarto piano di ogni magazzino. Poi gira negli altri piani a chiedere ai commessi dov’è una certa merce che sa già trovarsi al quarto piano, per ottenere la risposta “ on the fourth floor ”. Finge di non capire e chiede di ripetere, ottenendo una seconda replica della risposta, tendenzialmente più accurata. Annota la presenza dell’approssimante alveolare o l’assenza del suono rotico nella prima e nella seconda risposta, nella prima e nella seconda parola (4 valori). Annota anche l’età approssimativa di chi gli dà la risposta, età fissata in questi range: 15-35, 35-55, 55+ ipotesi:
Grafico secondo l’età: dal momento che la realizzazione del suono rotico negli Stati Uniti era un fatto recente, Labov si aspettava di trovarla nei giovani e molto meno nei vecchi perché nel momento della loro formazione era utilizzata la cancellazione del suono rotico. Questo accade da Sacks e da Klein, ma non da Macy’s. I commessi di Macy’s sentono più possibile un loro miglioramento di posizione lavorativa. Secondo Labov i commessi anziani di Macy’s manifestano una adeguatezza verso lo standard e quindi aspirano a lavorare in un grande magazzino elegante tipo Sacks. Secondo Labov il profilo dell’età è invertito perché è invertito il profilo delle aspirazioni: i giovani sono già soddisfatti del loro impiego, mentre gli anziani aspirano ancora a migliorare la loro posizione. Variazione diamesica: asse di variazione del linguaggio. Si intende quella variazione linguistica che dipende dal mezzo di comunicazione usato. Per qualche decennio l’opposizione fondamentale nella variazione diamesica era quella tra scritto e parlato. Non era l’unica opposizione considerata: es. parlato al telefono vs parlato uno di fronte all’altro. fatismi: operatori linguistici che verificano l’apertura e il mantenimento dell’apertura del canale della comunicazione (es. pronto?, dico bene?). Sono largamente convenzionali.