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sociolinguistica Scala, Appunti di Linguistica Generale

Appunti sociolinguistica scala

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 24/02/2017

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SOCIOLINGUISTICA
20 Novembre 2013
Ora analizziamo una serie di rilievi/di dati che forniscono chiare informazioni su
aspetti concernenti la diafasia. In particolare prendiamo in considerazione i dati
trovati da Trudgill a Norwich nel 1974. Trudgill, prima di iniziare la sua ricerca
parte dalla preindividuazione di cinque strati e prima si sofferma sull'aspetto
diafasico. Agli appartenenti ai diversi strati Trudgill aggiunse come oggetto della
sua ricerca anche il modo in cui si sollecitavano a parlare gli informatori, la
situazione comunicativa da cui si estraevano i dati e negli incontri con gli
informatori e in qualche modo cercava di dare vita a quattro situazioni
comunicative diverse, vede che al variare della situazione comunicativa variava
anche la varietà di lingua scelta (forme standard e non). Coloro che avevano
accettato di partecipare alla ricerca, quando si trovarono di fronte ad un
professore rispondevano con un certo grado di formalità. In ogni intervista
inserisce dei compiti e applica delle strategie per ottenere variazione diafasica, e
oltre a porre domande fa fare anche due compiti ai suoi informatori: 1. fa leggere
una lista di parole; 2. fa leggere un brano di prosa. Il resto dell'intervista è basata
su domande e risposte, ad un certo punto dell'intervista si cerca di uscire dalla
situazione intervista abbassando il livello di formalità con digressioni su
argomenti che non vengono ritenuti propri di un intervista, oppure facendo finta
di spegnere il registratore o approfittando di alcuni momenti di pausa. In queste
situazioni ci sono buone possibilità che gli intervistati utilizzino un parlato più
informale rispetto all'intervista strutturata. Trudgill forma quattro differenti livelli
diafasici su cui si basa l'intervista che lui chiama "style":
1. Word List Style = lettura di parole;
2. Reading Passage Style = lettura di brani di prosa;
3. Formal Speech = conversazione durante un'intervista strutturata e guidata;
4. Casual Speech = un parlato più spontaneo.
Data questa differenziazione in diversi stili o registri/ date queste quattro varietà
diafasiche, in cui entra un'attività anche specifica come la lettura, studia la
distribuzione delle variabili fonetiche ma accoppia i risultati anche con le diverse
classi sociali, considera la variazione diafasica incrociata con quella diastratica. Il
caso "speech" è quello più difficile da ottenere ma Trudgill ci riesce, anche perché
è di Norwich e sa che argomenti trattare. Tradgill inotlre, tenta di raggirare il
"paradosso del frigorifero" di Labov, ossia quando il frigorifero si chiude la luce è
spenta o accesa? Quindi, quando il linguista osserva chi parla, osserva lo stesso
modo di parlare che verrebbe usato anche in sua assenza? Quando osserva la
maniera in cui le persone parlano e queste persone sanno di essere osservate,
queste persone utilizzano una varietà linguistica diversa? La risposta è no. Come
fare a sapere come parla chi non è osservato? Il caso speech, è un'arte relazionare,
portare verso argomenti che allontanano dalla formalità. Nella ricerca di Laboc a
Martha's Vineyard, egli chiedeva ai pescatori se erano mai stati in pericolo di vita
in mare e in questo modo si allontanano dalla formalità perché suscita delle
emozioni.
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SOCIOLINGUISTICA

20 Novembre 2013 Ora analizziamo una serie di rilievi/di dati che forniscono chiare informazioni su aspetti concernenti la diafasia. In particolare prendiamo in considerazione i dati trovati da Trudgill a Norwich nel 1974. Trudgill, prima di iniziare la sua ricerca parte dalla preindividuazione di cinque strati e prima si sofferma sull'aspetto diafasico. Agli appartenenti ai diversi strati Trudgill aggiunse come oggetto della sua ricerca anche il modo in cui si sollecitavano a parlare gli informatori, la situazione comunicativa da cui si estraevano i dati e negli incontri con gli informatori e in qualche modo cercava di dare vita a quattro situazioni comunicative diverse, vede che al variare della situazione comunicativa variava anche la varietà di lingua scelta (forme standard e non). Coloro che avevano accettato di partecipare alla ricerca, quando si trovarono di fronte ad un professore rispondevano con un certo grado di formalità. In ogni intervista inserisce dei compiti e applica delle strategie per ottenere variazione diafasica, e oltre a porre domande fa fare anche due compiti ai suoi informatori: 1. fa leggere una lista di parole; 2. fa leggere un brano di prosa. Il resto dell'intervista è basata su domande e risposte, ad un certo punto dell'intervista si cerca di uscire dalla situazione intervista abbassando il livello di formalità con digressioni su argomenti che non vengono ritenuti propri di un intervista, oppure facendo finta di spegnere il registratore o approfittando di alcuni momenti di pausa. In queste situazioni ci sono buone possibilità che gli intervistati utilizzino un parlato più informale rispetto all'intervista strutturata. Trudgill forma quattro differenti livelli diafasici su cui si basa l'intervista che lui chiama "style":

  1. Word List Style = lettura di parole;
  2. Reading Passage Style = lettura di brani di prosa;
  3. Formal Speech = conversazione durante un'intervista strutturata e guidata;
  4. Casual Speech = un parlato più spontaneo. Data questa differenziazione in diversi stili o registri/ date queste quattro varietà diafasiche, in cui entra un'attività anche specifica come la lettura, studia la distribuzione delle variabili fonetiche ma accoppia i risultati anche con le diverse classi sociali, considera la variazione diafasica incrociata con quella diastratica. Il caso "speech" è quello più difficile da ottenere ma Trudgill ci riesce, anche perché è di Norwich e sa che argomenti trattare. Tradgill inotlre, tenta di raggirare il "paradosso del frigorifero" di Labov, ossia quando il frigorifero si chiude la luce è spenta o accesa? Quindi, quando il linguista osserva chi parla, osserva lo stesso modo di parlare che verrebbe usato anche in sua assenza? Quando osserva la maniera in cui le persone parlano e queste persone sanno di essere osservate, queste persone utilizzano una varietà linguistica diversa? La risposta è no. Come fare a sapere come parla chi non è osservato? Il caso speech, è un'arte relazionare, portare verso argomenti che allontanano dalla formalità. Nella ricerca di Laboc a Martha's Vineyard, egli chiedeva ai pescatori se erano mai stati in pericolo di vita in mare e in questo modo si allontanano dalla formalità perché suscita delle emozioni.

Dalle variabili indagate da Trudgill vediamo cosa emerge (grafico su Ariel): sono variabili ricavate associando sia la classe sociale sia la diversa situazione comunicativa. Distinzione tra [- η ] e [ -n ] 0 -> corrisponde allo standard 100 -> corrisponde al non standard Con la lettura di lista delle parole e di lettura di un brano di prosa abbiamo a che fare con due attività sentite come linguisticamente specifiche associate ad un periodo della propria vita (la scuola) ma differenziate dalla lunghezza della stringa linguistica da analizzare. Con la lettura della lista delle parole c'è più attenzione al dettaglio, mentre il passo di prosa c'è un'attenzione a molti altri fatti, l'attenzione fonetica tra uno e l'altro è molto diversa (Labov invece fa leggere le coppie minime). Cosa notiamo da questa ricerca? Guardiamo gli strati sociali: la MMC nel leggere le parole ha tutte forme standard, prosa tutte forme standard, mentre nello stile FS ha poche forme non standard. Se noi guardiamo questi dati e proviamo a considerarli sia in prospettiva di strati sociali (classe media e operaia senza divisioni interne) e ai diversi stili cosa possiamo osservare? Dove c'è un salto, un divario quantitativo rilevante? Nello speech la classe operaia ha un numero di forme non standard che è molto alto ma il differenziale in questa classe è enorme tra lo scrivere e il parlare. Quando passiamo nella classe operaia da quella media nel parlare abbiamo un grande divario (15-74). Se andiamo alla lettura si c'è differenza tra le classi ma il salto non è così impressionante tra LMC e UWC, quindi laddove compiere operazione linguistica specifica come la lettura la classe operaia alta si mostra non lontana dai risultati della classe media mentre laddove si debba parlare la differenza è notevole. La classe media il divario più grosso separa l'ultima dalla penultima colonna. la variazione dal punto di vista diafasico è sensibile dalla variazione formale contro quella informale. Da punto di vista diafasico le classi medie sono sensibili all'opposizione formale e informale. Nella classe operaia il grande salto sta tra il leggere e il parlare! Se alla classe operaia incarico un'attività linguisticamente specifica, quasi scolastica associata ad un livello forte di normatività, in quel momento si attivano il maggior numero di forme standard ma crollano non appena passano al parlato. Nella classe media le forme non standard si impennano tra il passaggio da formalità a informalità. La classe media cosa ha in più? La classe media è capace di gestire una differenza diafasica tra linguaggio formale e informale quando parla. Le varietà formali aprono alcune porte e non saperle WLS RPS FS CS MMC 0 0 3 28 LMC 0 10 15 42 UWC 5 15 74 87 MWC 23 44 88 95 LWC 29 66 98 100

nella classe media dove la prima enunciazione rispecchia il 40% e nella seconda quasi è quasi allo stesso livello della classe alta. In Klein è molto basso in entrambi casi. Ricapitolando:

- Nelle classi alte la realizzazione dello standard è più o meno stabilmente alta;

- Nelle classi basse si vede una piccola percentuale di realizzazione del suono

rotico;

- Nelle classi medie hanno più consapevolezza che dovrebbero parlare in un

diverso modo per far bella figura. Posizione dei suoni rotici: nella coda sillabica si sente molto meglio in un nesso sintattico. "Floor" si sente meglio che in "fourth", se devo caricare la presenza di un suono in valore sociale lo farà a carico di quei suoni che sono meglio udibili. Dati analizzati in un secondo modo: Labov distribuisce i commessi per fasce di età. Labov tiene in considerazione l'affermarsi del suono rotico nelle varietà standard è recente. Chi è giovane è nato in un epoca dove [-r] si è già affermato mentre chi è più vecchio è cresciuto in un contesto in cui la situazione era incerta o opposta. Prova a dividere le fasce di età che è basata su una sua valutazione divide i commessi in: +15, +35, +55. Quindi vediamo le realizzazioni rotiche, ossia vicino allo standard, nei commessi delle varie fasce d'età, dei vari magazzini.

- Saks: più il commesso è giovane più parla standard. Quelli più anziani sono

quelli meno standard di tutti. Così anche da Klein.

- Macy's: ha un profilo inverso, abbiamo che i giovani che lavorano parlano meno

standard dei commessi più maturi. Perché questo? Chi lavora da Klein non concepisce di fare lo stesso lavoro da Saks in quanto è un divario troppo grande, un obiettivo irraggiungibile ma chi lavora da Macy accarezza la possibilità di lavorare un giorno da Saks perché non è socialmente lontano, non è così lontano per passare a lavorare da Saks. Questo obiettivo è un desiderio che si concretizza veramente presso coloro che hanno più esperienza. Quelli più anziani acquisiscono nel tempo la capacità relazionare adeguata ai clienti di Saks e questa capacità comprende soprattutto il linguaggio. Motivazione intesa come obiettivo da raggiungere e quindi essere attrezzati linguisticamente in quanto lavorativamente lo si è già. Labov è notevole per la proporzione tra lo sforzo di ricerca e i materiali utilizzati per farla: notes, matita e buon udito. Torniamo a Trudgill Le file di numeri trovati dal linguista si possono trasportare in grafici, ottiene sono grafici vari ma modellizzabili in quattro situazioni (grafici sempre su Ariel):

  1. In cui al crescere della formalità le diverse classi sociali convergono verso lo standard, ossia le varie classi mostrano un aumento di vicinanza allo standard. Questo è chiamato il profilo dei marcatori che sono quelle variabili che sono sensibili sia alla diafasia che alla diastratia e sono generalmente oggetto di affermazioni esplicite da parte dei parlanti. I parlanti sono consapevoli di queste variazioni.
  1. Poi troviamo le variabili che cambiano in diatratia ma non sono sensibili alla diafasia. Quando si passa da una situazione informale a una più formale non cambia, rimane identica. Al cambiare della situazione comunicativa le proporzioni rimangono uguali. Questi si chiamano indicatori sono insensibili alla diafasia. Esempio in napoletano: ozio, spazio lo realizzano sempre con [-dz] una zeta più marcata e diversa da quella standard (ascoltate la registrazione per capire meglio). Questa realizzazione la troviamo anche nei contesti formali così come in quelli informali. Gli indicatori sono sotto la soglia di consapevolezza. Napoli: la realizzazione di [-∫] non è indicatore ma è sensibile anche alla diafasia.
  2. Profilo dello stereotipo. Lo stereotipo è un tratto linguistico diffuso in pari maniera in tutte le classi sociali che viene stigmatizzato dall'esterno con la rapida sua cancellazione all'aumento della formalità. Cancellarlo tutti per non ricevere uno stigma dall'esterno, in molti casi questi profili vengono eliminati prima dalla formalità e poi dalla comunità.
  3. Due classi sociali che si intersecano, una classe sociale più bassa che utilizza più forme standard rispetto alle classi più alte. In questo caso si parla di profilo ipercorrettismo una classe sociale per accreditarsi usa forme più standard rispetto alla classe a cui tende. I profili dei marcatori e indicatori, la situazione in essi non è fissa per sempre. Problema: quando una variabile qualsiasi ha una buona possibilità di diventare marcatore? Cosa favorisce l'accorgersi di una variante? Trudgill si da tre risposte:
  4. Una variabile diventa più facilmente marcatore se questa variabile contraddice lo scritto. Esempio: pronuncia breve delle consonanti lunghe è diffusa in Italia settentrionale se contraddice lo scritto è più facilmente riconoscibile dai parlanti. Coinvolge le comunità con alta diffusione della scrittura, quindi società moderne con un sistema fonografico e scolarizzate.
  5. Quando un variabile implica due varianti che demoliscono opposizioni fonologiche, che demoliscono coppie minime. Una variabile ha due varianti che sono implicate in coppie minime e posso dire parole diverse, più consapevolezza verso la variante (song ≠ son). Opposizione di questi suoni è attiva fonologicamente, fa coppie minime e questo favorisce l'accorgersi della variabile
  6. In corso di mutamento linguistico le generazione più giovani utilizzano compattamente una forma invece quelle più anziane oscillano tra le due.