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Costruzione di Questionari: Guida alla Ricerca Quantitativa - Prof. Abbruzzo, Appunti di Diritto Commerciale

I fondamenti della ricerca quantitativa, concentrandosi sulla costruzione e validazione dei questionari. Vengono analizzati i concetti di variabili dipendenti e indipendenti, indicatori oggettivi e soggettivi, e le diverse tipologie di validità (contenuto, criterio, costrutto). Suggerimenti pratici per la formulazione delle domande, la sequenza logica e temporale, e l'importanza di garantire l'anonimato per ottenere risposte veritiere. Inoltre, vengono discusse le differenze tra ricerca quantitativa e qualitativa, evidenziando come i questionari possano estrapolare aspetti qualitativi della realtà attraverso dati quantitativi. Una guida completa per la progettazione di questionari efficaci e affidabili, utili per la raccolta di dati in diversi contesti di ricerca. Approfondisce anche il concetto di 'response effect' e come mitigarne l'impatto, fornendo una panoramica dettagliata delle variabili che possono influenzare le risposte.

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 25/06/2025

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ylenia-1427 🇮🇹

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La sociologia serve a far vedere quali sono le modalità di analisi dei fenomeni sociali che hanno a che
fare con sistemi sanitari complessi e come questi possono aiutare a comprendere alcune questioni.
Ogni qual volta c’è un’ ipotesi di ricerca, l’ ipotesi di ricerca mette in relazione due variabili : una
variabile dipendente dalla variabile indipendente. Vediamole nello specifico:
Definizione di variabile: è una caratteristica osservabile che può assumere valori diversi tra individui
o gruppi di una stessa popolazione. La sua rappresentazione è definita dato esempi classici sono : l’
età, il sesso, istruzione etc…
La variabile indipendente: è quella che si regge da sola, cioè indipendentemente da tutto quella
variabile indica qualcosa . Facendo un esempio di solito una variabile indipendente è l’ età ed è una
variabile che immediatamente ci dice alcune cose su quella persona.
La variabile dipendente: è quella che dipende direttamente dalla variabile principale . Esempio il
cancro è una variabile che può dipendere da una variabile che è indipendente. Però dobbiamo vedere
se c’è correlazione tra queste due variabili: ‘’possiamo dire che chi fa dei lavori ad esempio un
operatore ecologico, il benzinaio ha più possibilità di contrarre una patologia oncologica ?!’’
Assumiamo che questa sia la nostra ipotesi. Andiamo ad estrapolare un campione e vediamo che
la variabile che dipende è la malattia perché tutti quelli che hanno fatto un lavoro per esempio il
benzinaio o un lavoro che riguarda lo smaltimento dei rifiuti tossici hanno contrato una forma di
patologia oncologia.
Però possiamo scoprire che tra la variabile indipendente e la variabile dipendente ne interviene una
che si chiama variabile confondente ( o interveniente) : una variabile concomitante ossia delle
variabili che possono modificare o falsare la relazione apparente tra le prime due. perché scopro
che queste persone non solo hanno fatto quel lavoro ma ad esempio può esserci un’altra variabile
aggiuntiva ossia il fumo di sigaretta ( o il fumo di pipa), una predisposizione genetica. Quindi non ci
sono solo le variabili che dipendono e le variabili che le sovradipendono ( indipendenti) ma che ci
sono variabili che possono intervenire nel nostro corso di fare ricerca e ipotesi di natura teorica.
Quando una variabile ha a che fare con il sesso maschio/ femmina noi la stiamo nominando la
variabile poi però diventa un numero quindi trasformiamo anche quella nominale in ordinale cioè
diamo una sequenza numerica che ci consente di dire maschio 1 , femmina 2 solitamente in tutti i
questionari è cosi.
Classificazione delle variabili
1. Le variabili qualitative: si esprime una qualità non rappresentabile numericamente. E sono
variabili qualitative le variabili nominali e le variabili ordinali :
- Variabile nominale: si assegna ai dati una categoria e tra questi si valuta solo l’
equivalenza, sono mere etichette. Esempio il sesso, il gruppo sanguigno, stato civile.
- Variabile ordinale: si assegna ai dati una categoria e in questo caso le categorie sono
ordinate, quindi si valutano equivalenza e ordine fra i dati. Esempio: il livello di istruzione,il
grado di soddisfazione.
2. Le variabili quantitative: si esprime una quantità attraverso un valore numerico e sono le
variabili a intervalli e le variabili di rapporto:
- Le variabili a intervalli: si assegna un valore numerico che indica appartenenza ad un
intervallo e tra questi intervalli c’è una differenza costante. Si valutano equivalenza,
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La sociologia serve a far vedere quali sono le modalità di analisi dei fenomeni sociali che hanno a che fare con sistemi sanitari complessi e come questi possono aiutare a comprendere alcune questioni. Ogni qual volta c’è un’ ipotesi di ricerca, l’ ipotesi di ricerca mette in relazione due variabili : una variabile dipendente dalla variabile indipendente. Vediamole nello specifico: Definizione di variabile: è una caratteristica osservabile che può assumere valori diversi tra individui o gruppi di una stessa popolazione. La sua rappresentazione è definita dato esempi classici sono : l’ età, il sesso, istruzione etc… La variabile indipendente: è quella che si regge da sola, cioè indipendentemente da tutto quella variabile indica qualcosa. Facendo un esempio di solito una variabile indipendente è l’ età ed è una variabile che immediatamente ci dice alcune cose su quella persona. La variabile dipendente: è quella che dipende direttamente dalla variabile principale. Esempio il cancro è una variabile che può dipendere da una variabile che è indipendente. Però dobbiamo vedere se c’è correlazione tra queste due variabili: ‘’possiamo dire che chi fa dei lavori ad esempio un operatore ecologico, il benzinaio ha più possibilità di contrarre una patologia oncologica ?!’’ Assumiamo che questa sia la nostra ipotesi. Andiamo ad estrapolare un campione e vediamo che la variabile che dipende è la malattia perché tutti quelli che hanno fatto un lavoro per esempio il benzinaio o un lavoro che riguarda lo smaltimento dei rifiuti tossici hanno contrato una forma di patologia oncologia. Però possiamo scoprire che tra la variabile indipendente e la variabile dipendente ne interviene una che si chiama variabile confondente ( o interveniente) : una variabile concomitante ossia delle variabili che possono modificare o falsare la relazione apparente tra le prime due. perché scopro che queste persone non solo hanno fatto quel lavoro ma ad esempio può esserci un’altra variabile aggiuntiva ossia il fumo di sigaretta ( o il fumo di pipa), una predisposizione genetica. Quindi non ci sono solo le variabili che dipendono e le variabili che le sovradipendono ( indipendenti) ma che ci sono variabili che possono intervenire nel nostro corso di fare ricerca e ipotesi di natura teorica. Quando una variabile ha a che fare con il sesso maschio/ femmina noi la stiamo nominando la variabile poi però diventa un numero quindi trasformiamo anche quella nominale in ordinale cioè diamo una sequenza numerica che ci consente di dire maschio 1 , femmina 2 solitamente in tutti i questionari è cosi. Classificazione delle variabili

1. Le variabili qualitative: si esprime una qualità non rappresentabile numericamente. E sono variabili qualitative le variabili nominali e le variabili ordinali : - Variabile nominale: si assegna ai dati una categoria e tra questi si valuta solo l’ equivalenza, sono mere etichette. Esempio il sesso, il gruppo sanguigno, stato civile. - Variabile ordinale: si assegna ai dati una categoria e in questo caso le categorie sono ordinate, quindi si valutano equivalenza e ordine fra i dati. Esempio: il livello di istruzione,il grado di soddisfazione. 2. Le variabili quantitative: si esprime una quantità attraverso un valore numerico e sono le variabili a intervalli e le variabili di rapporto: - Le variabili a intervalli: si assegna un valore numerico che indica appartenenza ad un intervallo e tra questi intervalli c’è una differenza costante. Si valutano equivalenza,

ordine e distanza fra i dati. Ma senza zero assoluto ossia l’ assenza totale del fenomeno misurato. Esempio di variabile a intervalli è la temperatura in gradi celsius: il giorno 1 ci sono 10° mentre il giorno 2 ci sono 10° , non posso dire’’ il primo giorno faceva il doppio caldo’’ questo perché 0° non significa assenza di temperatura e quindi nono esiste lo zero assoluto.

  • Le variabili di rapporto : si assegna un valore numerico che indica appartenenza ad un intervallo e fra intervalli è costante il rapporto ciò vuol dire che esiste uno zero assoluto e quindi posso fare confronti con divisioni ( doppio, metà etc) esempio una variabile di rapporto è l’ età : una persona ha 40 anni, un’ altra ha 20 anni e posso dire l a prima ha il doppio degli anni della seconda, questo perché 0 anni significa assenza di età e quindi esiste lo zero assoluto. Definizione di indicatore : è un’ informazione quantitativa indiretta su un determinato fenomeno. È ciò che rende misurabile l’ immisurabile, quindi la traduzione numerica del fenomeno considerato. ossia dobbiamo cercare di rendere un indicatore che è espressione di un elemento qualitativo in un numero e quindi in una quantità. Una definizione operativa del concetto di indicatore ha a che fare su alcuni elementi che possiamo andare a volgere da qualità in quantità e lo facciamo in questo modo: _- qual è il concetto da misurare?
  • Quali sono le dimensioni da misurare?
  • Quali sono gli indicatori di una patologia?
  • Quali sono e come si costruisce un indicatore finale? Deve avere delle proprietà. Ottenuto dall’ aggregazione degli indicatori semplici_ Il concetto da misurare è: ‘’ qualità della vita di una collettività e l’ insorgere delle carie nei bambini in età prescolare quando c’è la fase di cambiamento tra la dentizione di latte a quella permanente’’. Vado a vedere quale che possono essere le dimensioni della qualità della vita trasformando il qualitativo in quantitativo una di queste espressioni dimensionali dell’ area che voglio indagare ossia l’ insorgere della carie. La dimensione della qualità della vita è: per la questione delle carie mi può interessare il clima, lo status socio-economico, la degradazione ambientale, il tempo libero, patologia… ci interessano poiché questi sono tutti indicatori indiretti che ci fanno comprendere chi abbiamo difronte rispetto all’ intervento odontoiatrico che andiamo a fare. In particolare lo status socio-economico mi consente di dire che più si ha un livello di posizione elevato più si ha uno status socio-economico equilibrato più si ha la possibilità di sapere che la nostra salute inizia proprio dall’ igiene orale e tutto ciò che è collegato alla masticazione dove molto spesso ci è stato detto da bambini ‘’ non bisogna mangiare cosi corsa’’ infatti chi viene da una famiglia di persone che non sono socializzate a questo indotto di riconoscenza, l’ indicatore ci dice status socio-economico e capitale culturale ( ossia la conoscenza ) basso, ci suggerisce l’ inizio di uno stile di vista non adeguato. Quindi sto andando a misurare la qualità della vita che è la sommatoria di questi indicatori della dimensione ( il livello culturale, l’ istruzione). Vado a rendere qualitativamente in quantitativo una di queste espressioni dimensionali dell’ area che voglio indagare ossia l’ insorgere della carie.
  • SENSIBILE :’’ al cambiamento e quindi mutare solo se muta qualcosa. ‘’
  • SEMPLICE : ‘’ comprensibile a tutti anche se è il risultato di operazioni complesse. ‘’ Tipologia di indicatori Come possiamo dare una risposta quello che è la finalità dell’ indicatore, quando parliamo di indicatori sociali parliamo di due macro aree di indicatori : gli indicatori oggettivi e gli **indicatori soggettivi.
  • Gli indicatori soggettivi** : ‘’ Costruiti tramite l’esternazione di opinioni, atteggiamenti, sentimenti, desideri, giudizi, motivazioni degli individui che costituiscono l’insieme sotto osservazione in relazione a se stessi, al gruppo, alle istituzioni.’’ Questi non li vedremo mai utilizzati poiché ci porteranno a sbagliare nella formulazione dell’ esperimento di ricerca mentre dobbiamo utilizzare gli indicatori oggettivi.
  • Gli indicatori oggettivi : ‘’ Costruiti con dati statistici relativi ad eventi direttamente rilevabili, che hanno esistenza reale e concreta e sono suscettibili di un controllo diretto di veridicità e attendibilità (ad es. nascite, ricoveri ospedalieri, decessi …).’’ All’ interno degli indicatori oggettivi abbiamo una ulteriore validità , affidabilità, riproducibilità , sensibilità, che è legato a questi: - Indicatori descrittivi: Costruiti per rendere esplicito lo stato dei fenomeni sociali senza presupporre un quadro teorico concettuale a cui fare riferimento (es. indicatori di input valutano le risorse impiegate per conseguire determinati obiettivi). - Indicatori esplicativi: Costruiti per cercare di interpretare la realtà sociale. Hanno pertanto come riferimento uno schema concettuale che consente di stabilire dei legami tra gli indicatori e il fenomeno oggetto di studio. - Indicatori normativi : Orientati ai problemi da risolvere e utili per guidare gli interventi programmati. - Indicatori predittivi: Costruiti per fornire l’indicazione della tendenza evolutiva (incremento o decremento) del fenomeno in esame. In sanità questo indicatore oggettivo viene spesso usato poiché l’ indicatore dei nati vivi ci dice se una società è in buona salute, mentre quando aumentano i nati morti significa che la società in cui stiamo facendo lo studio non è in buona salute e questo si chiama indicatore indiretto che è la nascita dei vivi rispetto alla nascita dei morti significa che se ci sono nascite di morti in un carico di tempo che sono superiori significa che quella società non è in buona salute. In sanità abbiamo due indicatori : indicatori normativi e indicatori predittivi gli altri non ci interessano. L’ indicatore deve avere la capacità di misurare il fenomeno, avere un requisito particolare ed ha diverse tipologie come già descritto in precedenza. Noi come studiosi sanitari andiamo a prendere come riferimento questi due indicatori : l’ indicatore normativo e l’ indicatore predittivo : il capitale culturale delle famiglie nel rilevare l’ insorgenza delle carie in età preadolescenziale è un indicatore predittivo , mentre l’ indicatore normativo è già stato classificato, è già li pronto per esempio il numero di nati morti e il numero di nati vivi, oppure il numero dei vaccinati e il numero dei non vaccinati.

Altra tipologia di indicatori Indicatori semplici : sono immediati e vanno ad individuare le dimensioni direttamente osservabili in cui è scomposto un fenomeno sociale complesso. la Grecia è un fenomeno sociale complesso e possiamo domandarci ‘’ che cosa è successo dopo la crisi economica? ‘’ , ‘’ cosa è successo perché i sistemi sanitari non hanno più tenuto? ‘’. Indicatori composti : ‘’ Ottenuti aggregando e ponderando gli indicatori semplici, che sono alla base della misura dei fenomeni complessi.’’ La necessità di operare una sintesi di indicatori deriva dall’esigenza di valutare unitariamente unfenomeno complesso, composto da una molteplicità di dimensioni diverse, ma pur sempreconcettualmente unitario. Spostandoci sulle questioni sanitarie : l’ indicatore sanitario L’ indicatore sanitario: ‘’ è un’ informazione selezionata in modo accurato che misura quantitativamente un determinato fenomeno. Per poter essere definito tale un indicatore sanitario deve possedere alcuni requisiti fondamentali : tempestività, facilità di rilevazione, facilità di calcolo, economicità, requisiti scientifici ( validità, riproducibilità, sensibilità, specificità). In base all’ oggetto della misura o al processo da misurare assume una tipologia diversa a seconda della situazione .’’ Un indicatore sanitario deve innanzitutto a seconda della situazione: descrivere, prevedere, valutare. Esempio la pandemia : che ha descritto una situazione che tutti sappiamo ——> e da quella situazione abbiamo visto che il passato non era conforme con quella che era la necessità, ——> si è previsto l’ andamento del fenomeno nel tempo ,—— > poi valutazione e raggiungimento degli obiettivi.

- descrivere una situazione ( passata o attuale): poiché l’ indicatore ci serve per descrivere l’ attuale rispetto ad un riferimento anche passato. esempio il vaiolo è un indicatore poiché la situazione di oggi rispetto agli anni 70 dove era obbligatorio il vaccino è diversa. Oppure il covid è un indicatore sanitario poiché ci dice che è stata depennata una pandemia ed ha dei numeri. Quindi a seconda della situazione l’ indicatore sanitario assume una tipologia diversa.

  • predittività( prevedere l’ andamento del fenomeno nel tempo): esempio il vaccino per il covid. Hanno preveduto che se non avessero prima di tutto dato le dosi ai fragili e agli operatori sanitari questa cosa non l’avrebbero contenuta. È un indicatore diretto questo, di previsione e l’ indicatore di previsione in questo caso sta per il vaccino ( qual è la popolazione su cui lo facciamo? Qual è il target che dobbiamo privilegiare? Affinché si arrivi al livello di raggiungimento degli obbiettivi. Domanda esame : Poi c’è stato un indicatore indiretto iscritto nella situazione attuale e passata qual è? - valutazione (valutare il livello di raggiungimento degli obiettivi) : sempre in riferimento al covid oggi non abbiamo più bisogno di usare la mascherina, tranquillamente ci diamo di nuovo la mano e così via e questo è un indicatore diretto poiché è sotto gli occhi di tutti MA c’è n’è uno indiretto in sanità ed è rimasto un indicatore normativo poiché ha potenziato qualcosa in sanità che è : non si è mai definito in sanità il numero adeguato dei posti letto di rianimazioni, infatti se ricordiamo il medico dice che ci sono 5 posti si decideva in base all’ età, se uno ha 60 anni e l’ altro ne ha 20, entrava il ragazzo di 20 anni. Questo indicatore ha fatto una previsione dell’ andamento del fenomeno nel tempo quindi ha fatto riflettere di dover potenziare le strutture di rianimazione e di terapia intensiva con un indicatore oggettivo ( perché il numero di persone che richiedevano l’

Tale enunciato è l’ ipotesi esempio l'uso dei social aumenta l'ansia. Tale ipotesi deve essere verificabile ossia le ipotesi devono essere formulate in modo da provarne la verità o la falsità. La teoria è un'insieme di ipotesi collegate tra di loro che spiegano un fenomeno più ampio ad esempio la teoria dell'apprendimento sociale. Esistono dei metodi di ricerca. Il Metodo è il modo con cui si verificano le ipotesi e le teorie, esse vengono convalidate o rigettate attraverso l’ impiego di regole e procedure di lavoro che sono appunto dei metodi di ricerca. E un esempio di metodo di ricerca su cui ci siamo focalizzati è l’ indagine campionaria. IL METODO DI RICERCA: L’INDAGINE CAMPIONARIA L’ indagine campionaria è un metodo sistematico per acquisire dati sulle opinioni, sui comportamenti, sugli atteggiamenti e fa parte della ricerca quantitativa. Funziona secondo il seguente schema:

  • il ricercatore definisce l'insieme di soggetti (individuali o collettivi) che desidera studiare. Tale insieme è detto popolazione. I membri di una popolazione sono insiemi di soggetti definiti da una o più caratteristiche comuni;
  • in tutti i casi in cui la popolazione è troppo ampia per essere analizzata tutta, il passo successivo è quello di selezionare un campione, cioè un gruppo rappresentativo della popolazione. Con un campione valido è possibile raggiungere conclusioni valide per l'intera popolazione; dopodiché si procede alla formulazione di domande da sottoporre ai componenti del campione;
  • i risultati vengono codificati ed elaborati, di solito attraverso un computer. I METODI DI RICERCA: LA RICERCA SPERIMENTALE La ricerca sperimentale utilizza due gruppi di persone il più possibile equivalenti, di cui uno viene sottoposto a uno stimolo che l’altro non riceve. Confrontando i risultati ottenuti, si possono valutare scientificamente gli effetti dello stimolo. Distinguiamo ricerca quantitativa e ricerca qualitativa , ma spoiler vedremo che non differiscono cosi tanto tra di loro. Entrambi hanno lo scopo di comprendere la realtà, ma lo fanno in modi diversi, questo perché gli obbiettivi della ricerca sono diversi. Definizione di ricerca quantitativa : la ricerca quantitativa viene definita in termini della misura di un fenomeno o quantità delle cose. Nella ricerca quantitativa si parte da una struttura precisa: si costruisce una matrice Soggetto x Variabile , dove a ogni soggetto vengono assegnati valori numerici per ogni variabile, seguendo regole condivise e standardizzate. Questo permette poi di fare analisi statistiche e confronti su larga scala. La ricerca quantitativa utilizza spesso il ragionamento deduttivo. Ragionamento deduttivo si va dalle idee ai dati: dove date delle premesse generali ( teorie o ipotesi) vengono ricavate conclusioni logicamente necessarie. Il ragionamento deduttivo è tipico della ricerca nomotetica poiché mira a trovare regole generali, utilizzando metodi più rigidi e standardizzati. Di fatto la ricerca nomotetica ha come obiettivo la formulazione di leggi generali. È il caso, per esempio della ricerca scientifica in fisica, dove si cercano leggi universali che possano spiegare come funziona il mondo e quindi appunto il generale. Definizione di ricerca qualitativa : la definizione dell’ oggetto di studio delle ricerche qualitative ha assunto almeno due direzioni che sono l’ essenza/natura delle cose e il significato delle cose. Fischer nel 2006 ci dice che i metodi qualitativi si occupano di quegli aspetti che la ricerca qualitativa non è adatta a studiare, vale. Adire il mondo dei significati e delle azioni vissuti. MA lo studio dei significati non è certamente appannaggio esclusivo della ricerca qualitativa infatti molti ricercatori

quantitativi potrebbero affermare che essi studiano continuamente i significati. Nella ricerca qualitativa , non esiste un percorso completamente standardizzato per arrivare a definire delle unità di significato. Non si parte da variabili numeriche, ma si lavora su testi, documenti, osservazioni, e talvolta su immagini, registrazioni audio o video. L'obiettivo è interpretare questi materiali per comprenderne il senso profondo. La ricerca qualitativa utilizza spesso il ragionamento induttivo. Il ragionamento induttivo si va dai dati alle idee : parte da casi concreti, osservazioni e dati grezzi per arrivare a formulare idee o concetti generali. Il ragionamento induttivo è tipico della ricerca ideografica si concentra sulla comprensione profonda di singoli casi. Questo significa che la ricerca ideografica ha per oggetto casi particolari , cercando di comprenderli nel loro contesto specifico, senza voler generalizzare i risultat i. Un esempio tipico di questo approccio è la ricerca storica, dove ogni evento viene studiato nella sua unicità. LA RICERCA ESPOLORATIVA E LA RICERCA IPOTETICO-DEDUTTIVA — La ricerca esplorativa è spesso associata al ragionamento induttivo. Cosa significa? Significa che il ricercatore parte dai dati empirici, cioè dalle osservazioni raccolte nella realtà, senza avere già una teoria precisa in mente. Osserva, ascolta, analizza quello che succede e da lì cerca di formulare una regola generale. È un tipo di ragionamento aperto alla scoperta, che serve a capire meglio un fenomeno poco conosciuto. In questo caso, l’obiettivo è esplorare.

  • Visto che abbiamo detto che la ricerca esplorativa è spesso associata al ragionamento induttivo e che quest’ultimo è utilizzato molto spesso nella ricerca qualitativa , ciò non significa che la ricerca esplorativa sia di sola esclusiva della ricerca qualitativa MA anzi anche molta ricerca quantitativa ha una funzione esplorativa. Ad esempio, indagini fatte con questionari a risposta chiusa servono spesso proprio per esplorare un fenomeno poco conosciuto. —Al contrario, la ricerca ipotetico-deduttiva è legata al ragionamento deduttivo. Qui il percorso è opposto: si parte da premesse generali ( teorie o ipotesi) e si cerca di vedere se queste trovano conferma nei dati raccolti. In altre parole, si fanno delle deduzioni, cioè si passa dall’idea al dato, per verificare se ciò che si pensa funziona davvero nella realtà. L’obiettivo, in questo caso, non è esplorare ma testare un’ipotesi ben precisa. Ricerca qualitativa = induttiva? Ricerca quantitativa= deduttiva? No perché : non possiamo dire che ricerca qualitativa = solo induttiva e ricerca quantitativa = solo deduttiva, perché le cose sono più complesse. A) anche molta ricerca quantitativa ha una funzione esplorativa ( sarebbe la ricerca esplorativa che abbiamo visto essere legata al ragionamento induttivo della ricerca qualitativa , quindi la ricerca quantitativa può talvolta utilizzare il ragionamento induttivo e non essere esclusivamente = a deduttivo ). Ad esempio, indagini fatte con questionari a risposta chiusa servono spesso proprio per esplorare un fenomeno poco conosciuto. B) allo stesso modo, nella ricerca qualitativa , diversi autori consigliano di esplicitare le ipotesi o le idee pregresse che si hanno su un fenomeno, per poi testarle durante lo studio. Quindi anche nella qualitativa può esserci deduzione. Questo perché da prima avevamo detto : dato che la ricerca qualitativa utilizza il ragionamento induttivo e quindi si passa da dati ad idee, anzi gli autori qualitativi consigliano addirittura di appunto di partire dalle idee per testarli sui dati. In conclusione : qualsiasi tipo di ricerca (qualitativa o quantitativa ) utilizza sia l’induzione che la deduzione , solo in misura diversa e in momenti diversi. Si può partire dalle idee e andare ai dati
  • Riportare istruzioni chiare
  • Occuparsi delle informazioni veramente importanti
  • Avere già in mente il tipo di analisi che si vorrà fare poi sui dati PASSI PRELIMINARI : LA RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI
  • Analisi della lettura scientifica sull’ ambito di indagine.
  • Analisi delle esperienze simili
  • Interviste o focus grosso con ‘’ osservatori privileggiati’’ e operatori del servizio. Un questionario viene costruito insieme alle persone interessate ossia gli osservatori privilegiati esempio ( psicologa, i bambini , insegnati, i genitori). FASI DELLA COSTRUZIONE DEL QUESTIONARIO
  • Scelta e definizione delle aree di contenuto da esplorare nel questionario. Esempio sulla carie sono 4 : area socio anagrafica, abitudini alimentari, stile di vita, l’ area della prevenzione.
  • formulazione dei relativi quesiti o item
  • declinazione dei contenuti delle aree in singoli quesiti che rilevano verbalmente le opinioni e le percezioni dei rispondenti
  • sistemazione dei quesiti in un ordine adeguato ALCUNI SUGGERIMENTI
  • all’inizio del questionario dare alcune brevi istruzioni su come rispondere;
  • iniziare possibilmente con domande semplici, che mettano a proprio agio chi risponde;
  • è utile seguire nel questionario il percorso che ha compiuto il cittadino quando si è rivolto al servizio sanitario, ponendo per primi i quesiti che riguardano i primi momenti di contatto con il servizio, fino ai quesiti che riguardano la conclusione del suo percorso assistenziale;
  • raggruppare le domande che si riferiscono a uno stesso tema per facilitare la concentrazione del rispondente su un unico argomento alla volta, esaurito il quale si può passare al successivo;
  • posizionare le domande più complesse che richiedono maggiore attenzione in posizione intermedia della sequenza, non all’inizio poiché possono demotivare il rispondente nel proseguire la compilazione, e non alla fine quando la fatica si può far sentire;
  • se è necessario usare una sequenza temporale, è consigliabile porre prima le domande riguardanti il passato, poi quelle relative al presente, quindi quelle riguardanti il futuro;
  • condurre una analisi tramite pre-test dello strumento ottenuto. Ovvero testare su un piccolo campione di soggetti il questionario. PRE-TEST Quando si decide di fare una ricerca dobbiamo stratificare il campione esempio per età, per essere valido. Il campione che è stato stratificato sulla popolazione target che voglio , con il pre-test prendo 10-20 persone , e vado a stratificarlo ancora a 5 persone etc e gli chiedo se è chiaro o se manca qualcosa. Se serve aggiungo e lo somministro ad altre persone finchè non manca niente , quindi tutto deve essere in relazione con la compliance.
  • È consigliabile che lo strumento di rilevazione sia somministrato a un gruppo di individui (10-20) con caratteristiche simili a quelle del campione che si intende intervistare.
  • Lo scopo è quello di individuare e correggere i possibili errori di interpretazione, le domande superflue, le domande mancanti, le modalità di risposta confuse o inappropriate, ecc.
  • In questa fase risulta utile incoraggiare gli intervistati a commentare le domande e le risposte, facendo così emergere eventuali criticità dello strumento. TIPI DI DOMANDE

- Aperte: qualsiasi risposta possibile, risposte anche lunghe, risposta trascritta e codificata in un secondo tempo. Queste domande vanno bene per raccogliere opinioni in interviste personali. Sono sconsigliate. - chiuse: chi risponde deve scegliere tra un limitato numero di opzioni. E possono essere:

  • dicotomiche è la cosiddetta domanda filtro ( dove si risponde si/no ma aggiunge anche non so) esempio ‘’ti lavi i denti?’’ (Eviti di chiedere ‘’ passi il filo interdentale?’’) oppure ‘’ fumi?’’ ( eviti di chiedere quante sigarette fumi al giorno ?’’) Ciascun tipo di domande presentare vantaggi e limiti. Domande chiuse Vantaggi:
  • Si risponde più velocemente
  • tasso di risposta più alto
  • più facili da analizzare
  • la lista di alternative aiuta a comprendere meglio la domanda Limiti
  • le categorie possono suggerire la riposta= il limite peggiore è che la risposta sia suggerita dal ricercatore.
  • le categorie possono non comprendere tutte le casistiche = per esempio non considero che è stat chiusa in casa poiché era ammalata. Conclusioni: quindi il più delle volte è meglio la risposta aperta che quella chiusa. Il response effect
  • È possibile che molti intervistati utilizzino una “scorciatoia di pensiero” e scelgano preferibilmente la risposta che occupa la stessa posizione nella scala ( scelgono sempre abbastanza) - o nelle alternative di risposta, per esempio sempre le prime risposte presentate o le ultime, senza considerare il contenuto della domanda, dando luogo ai cosiddetti response effect. Se si teme uno di questi effetti, può essere utile introdurre nella batteria alcune domande di controllo a polarità inversa, che controllino la sincerità delle risposte. Il punto intermedio e il “non so” Se si toglie il punto medio ( esempio ‘’moderatamente adeguato’’ o ‘’ cosi cosi’’) , oppure se si toglie il punto ‘’ non so’’ costringi le persone a prendere una posizione, e ottieni dati più chiari e utili.
  • Solitamente si tende a utilizzare scale di risposta che abbiano un numero pari di punti, e a escludere il punto intermedio con etichetta “moderatamente adeguato” o “così così”
  • forzando gli intervistati a prendere una posizione ed evitare che sia alto il numero di coloro che non esprimono una posizione netta circa l’oggetto dell’indagine.
  • È consigliabile non introdurre tra le categorie di risposta il punto “non so”. Il target del questionario Il questionario deve essere modellato sulla base delle caratteristiche socio-anagrafiche del target. Aspetti rilevanti possono essere:
  • età,
  • sesso,
  • tasso di scolarizzazione,
  • tipo di professione,
  • dimestichezza con la lingua italiana scritta e parlata,
  • appartenenza geografica,
  • Il campione è rappresentativo dell’intera popolazione quando è probabilistico, cioè estratto in modo casuale.
  • Esempio: se si estrae casualmente un campione di cittadini fruitori annuali di un servizio, le loro percezioni saranno generalizzabili a tutta la popolazione dei fruitori. Tuttavia:
  • La casualità non garantisce la rappresentatività: o Non sempre si equidistribuisce. o C’è il problema della sostituzione dei non rispondenti. o C’è il paradosso della rappresentatività: per sapere se un campione è rappresentativo, bisognerebbe conoscere il tutto (ma in tal caso non servirebbe il campione).

Numerosità del campione

  • Si calcola con programmi informatizzati (es. EpiInfo), che considerano la grandezza della popolazione e la probabilità di errore accettata.
  • In generale: più è grande il campione, più è sensibile nel rilevare le percezioni reali della popolazione.
  • Secondo vari autori: o 30 individui è il minimo accettabile per effettuare una rilevazione (cioè per poter iniziare a trarre qualche conclusione). o 100 individui è un numero più adeguato quando si vogliono confrontare sottogruppi (es. maschi vs femmine, giovani vs anziani).
  • Non esistono “numeri magici” validi per ogni situazione: la qualità del campionamento è ciò che garantisce precisione nei risultati.

Costruzione del campione

  • Dopo aver stabilito la numerosità, si individuano le unità di rilevazione (es. cittadini fruitori di un servizio).
  • Le unità si estraggono da una lista di campionamento, che va numerata per riconoscerle senza errore.

Campionamento casuale semplice (CCS)

  • Ogni individuo ha uguale possibilità di essere scelto.
  • Esempio: estrazione da un’urna con palline identiche e con una identica probabilità di essere ‘’pescate’’.
  • Si può usare un programma informatico per generare numeri casuali e selezionare il campione.

Campionamento non probabilistico

  • La selezione è ragionata, non casuale.
  • Campionamento accidentale: si scelgono i primi individui che “capitano”, ad esempio quelli che usano un servizio in un periodo stabilito (es. un mese).
  • Il campione ha rappresentatività limitata, ma può essere utile se si assume che le percezioni dei fruitori in un mese siano simili a quelle dell’anno.
  • È sconsigliato fare rilevazioni nei mesi di dicembre, luglio, agosto o vicino a festività programmabili.

Costruzione del campione non probabilistico

  • Esempio: si selezionano tutti gli individui che accedono al servizio nel periodo fissato. VALIDITÀ DEL QUESTIONARIO La validità di uno strumento si riferisce al grado con cui lo strumento stesso misura ciò che si prefigge di misurare. Perché i dati raccolti siano validi, devono fornire effettivamente le informazioni per ottenere le quali lo strumento è stato costruito, in modo da consentire che siano valide le conclusioni alle quali la ricerca perviene. Esistono diversi tipi di validità:
  • **validità di contenuto/concettuale; si
  • validità concorrente/di criterio; si
  • validità di costrutto; si
  • validità di facciata; no
  • validità convergente/discriminante; no
  • validità predittiva. Si La validità di costrutto È Come collego la domanda principale , a cascata con quelle dopo.** Il questionario per essere valido deve seguire una sequenza logica di quelle che sono tutte le procedure che hanno a che fare con i costrutti. Ricordando che quando dobbiamo formulare una domanda , non dobbiamo utilizzare più di 2 0 parole , questo perché il criterio di costrutto deve dare realmente l’ imprinting a chi lo legge rispetto a solo e soltanto a quello che il ricercatore vuole rilevare. La sequenza delle domande devono avere un rigore logico Noi dobbiamo seguire fase di costruzione nel questionario che abbia una sequenza logica- temporale non devo andare avanti e dietro, infatti se sto chiedendo una cosa che ha a che fare con il passato , io devo far sì che la domanda successiva abbia inevitabilmente una sequenza logica che mi aiuta ad indagare lo spazio e il tempo che sto indagando. Inizio con una domanda dicotomica Esempio chiedo : “ lei fuma?” Si/No è dicotomica.

La validità di criterio Deve avere la validità di criterio due ulteriori validità nella formulazione della domanda : intanto di chiamano validità di concomitanza e validità predittiva. Variabile predittiva : Quando noi andiamo a misurare una carie ed una eventuale patologia correlata ( problemi cardiaci) cosa faccio per predire? Vado a vedere se nel mio campione quel segmento mi misura una correlazione sufficientemente importante che mi fa dire si ‘è una corrispondenza tra le due e cose e poi posso generalizzare in maniera quantitativa statisticamente rilevante/significativa. dobbiamo cercare di riuscire grazie agli indicatori a rilevare quello che può essere la misurazione di quel segmento su cui noi stiamo impiantando la domanda = questa è la domanda predittiva. Un campione più è stratificato e più ha predittività perché mi va ad essere generalizzazione sulla popolazione. Validità concomitante: vado a vedere che concomitanza c’è, cioè vado a vedere qual è la variabile predittiva il fumo? o ci sono queste che intervengono che sono concomitanti quidni io evo dire che la persona che ha le carie la patologia si presenta cosi, se a questo c’è una concomitanza di fumo , assunzione di alcol deve andare a correlare questa misura che ho tra i risultati ottenuti con le altre misure che emergono dal questionario, quando aumenta la concomitanza percentuale la risolvo attraverso l’ inferenza statistica. La variabile in questo caso è anche la variabile confondente o intervenite che è il fumo che confonde poiché se ho considerato se c’è correlazione tra l’ insorgere della carie e la malattia cardiovascolare , mi chiedo se non sia in realtà il fumo, allora vado a fare una serie di inferenza statistica quindi le incrocio e ottengo una serie di numeri che mi dicono ha le carie, fuma, è affetto da quella patologia, e vado a vedere con concomitanza il numero mi da rispetto alle risposte che ho avuto e vedo se è un’ altra variabile predittiva il fumo oppure no. La validità e l’ attendibilità del questionario è dato dal:

  • pre-test
  • validità di criterio : alcuni metodologici la chiamano la validità della criticità cioè se il criterio è critico c’è criticità e allora la validità del questionario la possiamo definire attendibilità.
  • validità di immagine
  • validità di contenuto Da cosa è data l attendibilità del questionario? “Per attendibilità si intende una misurazione che, applicata allo stesso oggetto, deve dare gli stessi risultati anche quando viene compiuta da persone diverse, in situazioni diverse, con strumenti diversi. Se una misurazione ha buoni requisiti di stabilità nonostante le variazioni accidentali, viene detta attendibile (o anche costante o fedele).” lo possiamo pensare come uno strumento accurato di diagnosi rispetto a qualcosa che abbiamo la necessità di misurare. La validità è data da due altre variabili importanti ossia l’ attendibilità e la riproducibilità. Noi lavoriamo su questionari non già validati, non ad hoc ma su questionari costruiti rispetto al contesto. Una vota che siamo riusciti a costruire il questionario, il nostro questionario è tanto più valido , quanto attendibile rispetto a quello che rileva. L’ attendibilità è data dal fatto che abbiamo assolto tutte le questioni a tutte le fasi per validare il questionario e quando arriviamo alla fase di input dei dati nel software , meno errori statistici dobbiamo avere = questa è l’ attendibilità. Inoltre un questionario che è stato validato , è valido se attendibile ma anche se può essere in qualche modo riproducibile. Quindi

come prima un test è tanto più attendibile quanto è riproducibile Ad esempio facciamo un test per gli studenti di odontoiatria nel 2025 per rilevare qualcosa, questo stesso test è tanto più attendibile se io posso riprodurlo e avvicinarmi comparativamente allo stesso risultato ; posso farlo perché il contesto è lo stesso quindi c’è l’ attendibilità e la riproducibilità solo se io riesco in quel che modo ad osservare nello stesso spazio in tempi diversi uno stesso fenomeno che intendo misurare. Alcuni studiosi la definiscono come la proprietà del giudizio clinico. la questione della rilevanza della concomitanza variabile di una ricerca : la rilevanza sta nel fatto che non tutte le concomitanze sono significative ma quindi bisogna vedere se c’è correlazione tra le due cose o se è solo coincidenza. Quando si fa ricerca, il ricercatore non deve mai essere solo, perché la ricerca è qualitativa e quantitativa. Cerco di validarla attraverso la triangolazione del dato e dei ricercatori ossia non lavoro da sola, perché è importante che su quel lavoro ci siano più osservatori che ragionino dalle loro prospettive rispetto a quello che stanno facendo. Per dare validità, allora c'è l'accordo della validità tra gli osservatori della ricerca.