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Appunti riguardanti l'ossigenoterapia
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L’ossigeno è un gas trasparente, privo di odore, gusto e colore e più pesante dell’aria. E’ un farmaco che si somministra su prescrizione medica e viene utilizzato con lo scopo di prevenire e trattare l’ipossia : una condizione patologica che determina una carenza di ossigeno nell’intero corpo (ipossia generalizzata) o in una sua regione (ipossia tissutale).
Ventilazione spontanea: occhiali, maschere, cannule e tubi tracheale. Ventilazione assistita: ventilatore meccanico o manuale
Se viene utilizzato un dispositivo di Ventilazione automatica di tipo meccanico, deve essere sottratta dalla formula una pressione di 50; quindi: 150 bar - 50 bar = 100 bar di pressione utile; 100 bar x 5 litri = 500 litri; 500 litri ÷ 10 litri al minuto = 50 minuti di autonomia ad un flusso di 10 litri al minuto. Segni di ipossia : tachipnea, SaO2 <88%, tachicardia, modificazioni del livello di coscienza, irrequietezza, cefalea, dispnea, acidosi metabolica, cianosi. Ipossia cronica: policitemia, dita a bacchetta di tamburo. Valutare: stato di coscienza, FC, presenza dispnea, EGA, pulsosimmetria. Sorgente di O Umidificatore: acqua sterile Flussimetro Vietato fumare NB. Alcuni pazienti con BPCO hanno esclusivamente lo stimolo ipossico per attivare l’atto respiratorio, avendo perso lo stimolo ipercapnico. Se ricevono troppo O2 la PaO2 aumenta eccessivamente e lo stimolo respiratorio si riduce. Questo causa ipoventilazione che può provocare arresto respiratorio. Per questo motivo i pazienti con BPCO devono essere trattati solo con basse concentrazioni di O
L’ossigenoterapia domiciliare a lungo termine è normalmente effettuata mediante l’ossigeno liquido poiché costituito da due unità: