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Ossigenoterapia: Trattamento con Ossigeno Puro, Dispense di Infermieristica

L'ossigenoterapia, una pratica medica utilizzata per rimuovere ipossiemia, ossia una riduzione parziale di ossigeno nel sangue arterioso. L'ipossiemia può manifestarsi in acuto con cambiamenti dello stato di vigilanza del sistema nervoso centrale, dispnea improvvisa, embolia polmonare, scompenso cardiaco, broncopneumopatie croniche ostruttive, stato di male asmatico e malattie neuromuscolari. Il documento illustra i sistemi di somministrazione dell'ossigeno, come maschere facciali, tenda facciale, cannule nasali e catetere endotracheale, e fornisce indicazioni sulla loro applicazione e utilizzo sicuro. Viene inoltre descritta la gestione di pompe nutrizionali.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 13/04/2021

federica-rocca-5
federica-rocca-5 🇮🇹

4.1

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Ossigenoterapia
O2-TERAPIA
L’aria è una miscela composta da azoto, un gas inerte, per il 78%, ossigeno per 20,95% ed anidride
carbonica per l’1%. Le concentrazioni di ossigeno dell’aria che respiriamo, pur se così basse, sono
sufficienti a garantire l’ossigenazione del sangue nelle persone sane, in quelle cioè che presentano
un’ottima salute degli apparati:
a) Circolatorio
b) Ematico
c) Respiratorio
Infatti se la pompa cardiaca consente l’attuazione di un buon circolo ematico ed il sangue scorre
regolarmente nei vasi e capillari dei tessuti, se il tasso di emoglobina è adeguato e non vi sono
condizioni di anemizzazione (cfr anemie), se, infine, il polmone ventila ed è perfuso, allora
sussistono tutte le condizioni affinché l’organismo possa impiegare nella combustione del glucosio,
e dunque, per i suoi metabolismi, la giusta quota di ossigeno.
Indicazioni della ossigenoterapia
Si impiega nella “ipossiemia”, cioè, quando la si determina una diminuzione parziale dell’02 nel
sangue arterioso. Questa condizione si può manifestare in acuto, per esempio, con cambiamenti
dello stato di vigilanza del SNC; esempio ictus cerebri, con la dispnea improvvisa con inadeguata
ventilazione e/o perfusione, per esempio per fatti di embolia polmonare, con aumento della
pressione arteriosa o cambiamenti nella frequenza cardiaca, scompenso cardiaco, nelle
Broncopneumopatie croniche ostruttive, stato di male asmatico, malattie neuromuscolari ecc.
SISTEMI DI SOMMINISTRAZIONE DELL’OSSIGENO
I sistemi che consentono l’ossigenoterapia al paziente non intubato, al paziente cioè che non è
stato collegato ad una macchina nell’ambito di una divisione di rianimazione, detta “ventilatore
meccanico”. In base all’influsso di aria ambiente nel sistema e alla presenza di serbatoi inspiratori i
vari sistemi vengono divisi in due grossi gruppi:
1) apparati a basso flusso;
2) apparati ad alto flusso;
Strumenti per la somministrazione di ossigeno
Cannula nasale
Maschera facciale
Tenda facciale
Tubo tracheale
Maschera di Venturi
Eroga ossigeno dal 24% al 50% a velocità 4-10 l/min
Fornita di adattatori calibrati con codice cromatico che corrispondono ciascuno ad una precisa
concentrazione di ossigeno e una determinata velocità di flusso
ESAMINARE CORETTAMENTE IL PRESIDIO PRIMA DEL UTILIZZO
Maschera con flusso unidirezionale
Fornisce da 95 al 100% del ossigeno
Alternativa all’intubazione e alla ventilazione meccanica
Paziente respira il gas dal serbatoio grazie delle valvole poste sulla maschera e tra il
serbatoio di riserva e la maschera stessa
Il sacchetto non si deve mai sgonfiare totalmente durante l’inspirazione
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Ossigenoterapia O2-TERAPIA L’aria è una miscela composta da azoto, un gas inerte, per il 78%, ossigeno per 20,95% ed anidride carbonica per l’1%. Le concentrazioni di ossigeno dell’aria che respiriamo, pur se così basse, sono sufficienti a garantire l’ossigenazione del sangue nelle persone sane, in quelle cioè che presentano un’ottima salute degli apparati: a) Circolatorio b) Ematico c) Respiratorio Infatti se la pompa cardiaca consente l’attuazione di un buon circolo ematico ed il sangue scorre regolarmente nei vasi e capillari dei tessuti, se il tasso di emoglobina è adeguato e non vi sono condizioni di anemizzazione (cfr anemie), se, infine, il polmone ventila ed è perfuso, allora sussistono tutte le condizioni affinché l’organismo possa impiegare nella combustione del glucosio, e dunque, per i suoi metabolismi, la giusta quota di ossigeno. Indicazioni della ossigenoterapia Si impiega nella “ipossiemia”, cioè, quando la si determina una diminuzione parziale dell’02 nel sangue arterioso. Questa condizione si può manifestare in acuto, per esempio, con cambiamenti dello stato di vigilanza del SNC; esempio ictus cerebri, con la dispnea improvvisa con inadeguata ventilazione e/o perfusione, per esempio per fatti di embolia polmonare, con aumento della pressione arteriosa o cambiamenti nella frequenza cardiaca, scompenso cardiaco, nelle Broncopneumopatie croniche ostruttive, stato di male asmatico, malattie neuromuscolari ecc.

SISTEMI DI SOMMINISTRAZIONE DELL’OSSIGENO I sistemi che consentono l’ossigenoterapia al paziente non intubato, al paziente cioè che non è stato collegato ad una macchina nell’ambito di una divisione di rianimazione, detta “ventilatore meccanico”. In base all’influsso di aria ambiente nel sistema e alla presenza di serbatoi inspiratori i vari sistemi vengono divisi in due grossi gruppi:

  1. apparati a basso flusso;
  2. apparati ad alto flusso;

Strumenti per la somministrazione di ossigenoCannula nasaleMaschera faccialeTenda faccialeTubo tracheale

Maschera di Venturi Eroga ossigeno dal 24% al 50% a velocità 4-10 l/min Fornita di adattatori calibrati con codice cromatico che corrispondono ciascuno ad una precisa concentrazione di ossigeno e una determinata velocità di flusso ESAMINARE CORETTAMENTE IL PRESIDIO PRIMA DEL UTILIZZO

Maschera con flusso unidirezionale  Fornisce da 95 al 100% del ossigeno  Alternativa all’intubazione e alla ventilazione meccanica  Paziente respira il gas dal serbatoio grazie delle valvole poste sulla maschera e tra il serbatoio di riserva e la maschera stessa  Il sacchetto non si deve mai sgonfiare totalmente durante l’inspirazione

Tenda facciale  Può sostituire la maschera  Forniscono diverse concentrazioni di O  Controllare la pelle del viso del paziente

Catetere endotracheale  Posizionato direttamente in trachea  O2 fornito deve essere umidificato  Aggiunge velocità di flusso elevate fino a 15-20 l/min

Pianificazione Per la persona assistita L’ossigeno e somministrato per rimuovere l’possiemia che può essere dovuta a:  Respirazione di miscele di polvere  Ipoventilazione alveolare  Riduzione degli scambi a livello alveolare  Ridotto utilizzo cellulare di ossigeno  Una riduzione di emoglobina  Per prevenire danni irreversibili al cervello  Mantenere la pressione parziale di ossigeno fra 80 e 100 mm

Per l’infermiere  Somministrare O2 in sicurezza e a dose indicata  Informare il paziente di non fumare

Valutazione  Controllare i gas nel sangue arterioso  Controllare le indicazioni circa i litri da erogare, i motivi clinici ecc  Verificare i sintomi clinici dell’assistito  Osservare i sintomi di ipossiemia e la loro reversibilità dopo il trattamento

Materiale occorrente  Flussometro per ossigeno  Tubi di collegamento  Dispositivo erogante (bombola)  Maschera o altro dispositivo  Ossimetro  Umidificatore di acqua sterile

Tecnica  Spiegare al paziente cosa si sta facendo e perché  Lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni  Provvedere la riservatezza del paziente  Preparare gli apparecchi per l’ossigeno e l’umidificatore  Aprire il flusso di ossigeno alla velocità prescritta

Applicazione dei dispositivi

 Corretti tipo e quantità da somministrare  Siringa da 60 cc a cono  Bacinella  Guanti monouso  Acqua  Pompa nutrizionale  Deflussore per alimentazione  Contenitori per alimentazione

AVVERTENZA ATTENZIONE Va inoltre sempre ricordato che tutte le miscele nutrizionali, compresa l’acqua, vanno somministrate a temperatura ambiente. NON AGGIUGERE I COLORANTI ALIMENTARI ALL’ALIMENTAZIONI.

NEONATO E BAMBINO  Il sondino può essere inserito ad ogni pasto  La soluzione deve essere somministrata entro 4 ore dalla sua preparazione  Posizionare il bambino o il neonato in grembo, procurarsi un giocattolo e coccolare il bambino durante l’alimentazione

ANZIANO  Modificazioni fisiologiche rendono gli anziani più vulnerabili all’alimentazione enterale  Condizioni quali l’ernia iatale o il diabete possono rallentare lo svuotamento gastrico  Aumenta il rischio di aspirazione  Controllo più frequente dei residui gastrici  Cambiare la composizione del’alimentazione  Controllare la velocità di somministrazione

DELEGA  Non può essere delegato il personale di supporto.  Se si, il personale di supporto deve essere istruito e a conoscenza dei eventuali rischi  In quel caso e comunque infermiere e responsabile del controllo di posizionamento del sondino e del paziente  Personale di supporto deve essere in grado di riconoscere e segnalare qualsiasi dificoltà scontrata