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Appunti su primo soccorso, Dispense di Medicina Preventiva

appunti su primo soccorso , manovre da attuare in caso di emergenza

Tipologia: Dispense

2024/2025

Caricato il 15/12/2025

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daria-lombardo-1 🇮🇹

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PRIMO SOCCORS O
Per comprendere l’importanza delle strategie e delle manovre da dover attuare in eventi traumatici, per poter garantire
un efficiente intervento dei soccorritori riconsidereremo i più importanti apparati del nostro corpo:
1. apparato cardiovascolare;
2. apparato respiratorio;
3. encefalo
Apparato cardiovasc olare
1)IL CUORE
Organo muscolare che presenta quattro cavità e ha la forma e la grandezza di un pugno chiuso.
Si trova nel mediastino subito dietro il corpo dello sterno fra i punti articolari 2 e 4 costa si trova per due
terzi a sinistra e per un terzo a destra.
2)I VENTRICOLI
I due ventric oli sono separa ti dal setto interventric olare.
La base d i ciascun ventricolo pre senta:
-Orifizio atrio-ventricolare
-Orifizio arterioso
Ogni ventricolo, in relazione ai propri orifizi presenta :
-Porzione di afflusso: prospiciente l’orifizio AV
-Porzione di efflusso: assenza di trabecole carnee perché spinge il sangue nella rispettiva arteria
3)L’APPARATO VALVOLARE
Sistole: Eiezione ventricolare
Diastole : Riempimento ventricolare
Il ciclo cardiaco è stato diviso nel suo complesso in un certo
numero di intervalli che sono:
I. Sistol e atriale
II. Contrazione ventricolare isovolumetrica
III. Eiezione
IV. Rilasciamento ventricolare isovolumetrico
V. Riempimento ventricolare passivo
4)VASI SANGUIGNI
Il sangu e circola nel nostro organismo attravers o i vasi sanguigni che vengono distinti in arterie, vene e c apillari (arterio si
e venosi). Le arterie hanno una parete molto resistente e portano sangue ossigenato
dal cuore in periferia
5)PRESSIONE ARTERIOSA
La pressione arteriosa minore si ha quando il sangue arriva all’atrio destro , la pressione arteriosa maggiore si ha quando
il sangu e esce dal ventricolo destro.
I più importanti fattori che determinano la pressione arteriosa sono:
GITTATA CARDIACA
RESISTENZA PERIFERICA
VOLUME DI SANGUE CIRCOLANTE
Si intende per resistenza periferica la forza di attrito del sangue sulle pareti dei vasi che è a sua volta determinata in parte
dalla viscosità del sangue e in parte dal piccolo diametro delle ateriole e dei capillari. La resistenza offerta dalle arteriole
è la causa di circa la metà della resistenza totale della circolazione sistematica.
Più aumenta il volume del sangue più sarà il sangue che ritorna al cuore.
TIPI DI SHOCK
• Shock ipovolemico: rapida riduzione del volume ematico (emorragie, diarrea, vomito, ustioni >15%).
• Shock distributivo: vasodilatazione periferica (caldo, freddo, paura, trauma, shock anafilattico)
• Shock cardiogeno: deficit della pompa cardiaca (Arresto cardiaco,
infarto)
Indipendentemente dalle cause, lo shock è sempre una condizione grave e progressiva che porta prima al coma e poi
alla morte .
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Scarica Appunti su primo soccorso e più Dispense in PDF di Medicina Preventiva solo su Docsity!

PRIMO SOCCORSO

Per comprendere l’importanza delle strategie e delle manovre da dover attuare in eventi traumatici, per poter garantire un efficiente intervento dei soccorritori riconsidereremo i più importanti apparati del nostro corpo:

  1. apparato cardiovascolare;
  2. apparato respiratorio;
  3. encefalo Apparato cardiovascolare 1)IL CUORE Organo muscolare che presenta quattro cavità e ha la forma e la grandezza di un pugno chiuso. Si trova nel mediastino subito dietro il corpo dello sterno fra i punti articolari 2 e 4 costa si trova per due terzi a sinistra e per un terzo a destra. 2)I VENTRICOLI I due ventricoli sono separati dal setto interventricolare. La base di ciascun ventricolo presenta:
  • Orifizio atrio-ventricolare
  • Orifizio arterioso Ogni ventricolo, in relazione ai propri orifizi presenta :
  • Porzione di afflusso: prospiciente l’orifizio AV
  • Porzione di efflusso: assenza di trabecole carnee perché spinge il sangue nella rispettiva arteria 3)L’APPARATO VALVOLARE Sistole: Eiezione ventricolare Diastole : Riempimento ventricolare Il ciclo cardiaco è stato diviso nel suo complesso in un certo numero di intervalli che sono: I. Sistole atriale II. Contrazione ventricolare isovolumetrica III. Eiezione IV. Rilasciamento ventricolare isovolumetrico V. Riempimento ventricolare passivo 4)VASI SANGUIGNI Il sangue circola nel nostro organismo attraverso i vasi sanguigni che vengono distinti in arterie, vene e capillari (arteriosi e venosi). Le arterie hanno una parete molto resistente e portano sangue ossigenato dal cuore in periferia 5)PRESSIONE ARTERIOSA La pressione arteriosa minore si ha quando il sangue arriva all’atrio destro , la pressione arteriosa maggiore si ha quando il sangue esce dal ventricolo destro. I più importanti fattori che determinano la pressione arteriosa sono: GITTATA CARDIACA RESISTENZA PERIFERICA VOLUME DI SANGUE CIRCOLANTE Si intende per resistenza periferica la forza di attrito del sangue sulle pareti dei vasi che è a sua volta determinata in parte dalla viscosità del sangue e in parte dal piccolo diametro delle ateriole e dei capillari. La resistenza offerta dalle arteriole è la causa di circa la metà della resistenza totale della circolazione sistematica. Più aumenta il volume del sangue più sarà il sangue che ritorna al cuore. TIPI DI SHOCK
  • Shock ipovolemico: rapida riduzione del volume ematico (emorragie, diarrea, vomito, ustioni >15%).
  • Shock distributivo: vasodilatazione periferica (caldo, freddo, paura, trauma, shock anafilattico)
  • Shock cardiogeno: deficit della pompa cardiaca (Arresto cardiaco, infarto) Indipendentemente dalle cause, lo shock è sempre una condizione grave e progressiva che porta prima al coma e poi alla morte.

Apparato respiratorio Insieme di organi che permettono gli scambi di gas fra organismo ed ambiente. È composto da organi cavi, le vie aerifere e dai polmoni, organi parenchimatosi in cui avviene la funzione dell'ematosi (scambio di gas tra aria e sangue). Si dividono in:

  • Superiori: Cavità nasali e paranasali, rinofaringe.
  • Inferiori: Condotto laringo-tracheale e dai bronchi. La mucosa che tappezza le pareti interne di questi organi ha varie funzioni, come quella di riscaldare mediante vascolarizzazione, umidificare con la secrezione ghiandolare e filtrare l'aria con muco e ciglia. I POLMONI Sono gli organi in cui avvengono gli scambi gassosi fra aria e sangue (ematosi). Sono destro e sinistro, entrambi contenuti nella cavità toracica e delimitano medialmente una zona compresa tra lo sterno e la colonna vertebrale, denominato mediastino (spazio che accoglie il cuore, il timo, i grossi vasi, l’esofago, la trachea e i bronchi). I polmoni sono avvolti da una sierosa, la pleura, che consta di due foglietti tra i quali si trova uno spazio, la cavità pleurica, in cui esiste una pressione negativa che permette la dilatazione dei polmoni durante l’inspirazione. La differenza tra due pressioni è chiamata gradiente di pressione.
  • I gradienti di pressione sono responsabili di:
  1. Muovere l'aria dentro e fuori dai polmoni
  2. Mantenere i polmoni in uno stato di distensione polmonare Fasi principali del processo respiratorio 1 Ventilazione polmonare: ingresso e uscita dell’aria dai polmoni. 2 Scambio dei gas a livello polmonare e tissutale: diffusione di O₂ e CO₂ attraverso la membrana respiratoria e nei tessuti. 3 Trasporto dei gas nel sangue: movimento dell’ossigeno e dell’anidride carbonica nel circolo sanguigno. 4 Regolazione del respiro: meccanismi nervosi e chimici che controllano frequenza e profondità respiratoria. Eventi coinvolti nello scambio gassoso
  • Diffusione tra alveoli e sangue: movimento di O₂ e CO₂ attraverso la membrana respiratoria.
  • Perfusione polmonare: flusso di sangue che raggiunge gli alveoli, necessario per garantire un adeguato scambio dei gas. LEGGI DELLA DIFFUSIONE (LEGGE DI FICK) La velocità di trasferimento di un gas attraverso una lamina di tessuto è direttamente proporzionale:
  • all’area del tessuto
  • alla differenza di concentrazione del gas fra i due lati
  • al coefficente di diffusione del gas Mentre è inversamente proporzionale:
  • allo spessore del tessuto Sulla base di questa legge i fattori che influenzano la diffusione dei gas attraverso la membrana respiratoria sono:
  1. lo spessore della membrana
  2. la superficie della membrana
  3. la differenza di pressione
  4. il coefficiente di diffusione dei gas Differenza tra urgenza ed emergenza L'URGENZA è una condizione che, in assenza di adeguata trattamento, può diventare critica. I Pazienti, pur non essendo in pericolo di vita, hanno tuttavia la necessità di essere trattati con l’opportuno intervento terapeutico in breve tempo. L'EMERGENZA è una condizione che pone il paziente in imminente pericolo di vita e richiede un intervento terapeutico immediato e/o ricorso a mezzi speciali di trattamento. Scala delle urgenze: In caso di incidenti con più feriti, si interviene in questo ordine:
  1. Si soccorrono coloro che non respirano (asfissia) o che sono in arresto cardiaco.
  2. Coloro con: emorragie gravi, grave stato di shock,trauma grave, ustioni gravi, arti schiacciati.
  3. Seguono gli infortunati con ferite gravi e fratture esposte.
  4. Infine tutti gli altri casi
  1. Si dovrà fornire precise informazioni come luogo e numero di telefono da cui chiami
  2. cosa è successo nel modo più sintetico possibile
  3. l’età (approssimativa) ed il numero di persone coinvolte
  4. le condizioni del paziente/i in particolare se è cosciente ( se chiamandolo risponde) e se respira ARRESTO CARDIACO Improvvisa cessazione della funzione di pompa cardiaca che può essere reversibile con un pronto intervento, ma che, in assenza di quest’ultimo, conduce inevitabilmente a morte. Arresto dell’attività di pompa del cuore - > Arresto della circolazione - > Blocco della perfusione cerebrale (e dei centri troncoencefalici) con perdita di coscienza - > Arresto respiratorio. (entro 1’ dall’arresto cardiaco) ARRESTO RESPIRATORIO Arresto dell’attività respiratoria->Anossia cerebrale (e dei centri troncoencefalici) con perdita di coscienza->Arresto, dopo alcuni minuti, dell’attività meccanica del cuore (anossia centrale e cardiaca)-

Arresto della circolazione. CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA RICONOSCIMENTO PRECOCE E CHIAMATA D'AIUTO : per prevenire l’arresto cardiaco RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE PRECOCE : per guadagnare tempo DEFIBRILLAZIONE PRECOCE : per far ripartire il cuore TRATTAMENTO POST-RIANIMATORIO : per ripristinare la qualità della vita BASIC LIFE SUPPORT (B.L.S) CONTROLLO DELLA SICUREZZA DELLO SCENARIO Prima di iniziare le manovre di RCP, è necessario valutare la pericolosità dell’ambiente per il soccorritore. Se esistono minacce per i soccorritori e per la vittima (es. fuoco, gas, traffico, elettricità, etc..), bisogna spostarsi in un luogo più sicuro. COMPRESSIONI TORACICHE Massaggio Cardiaco Esterno Si pongono le mani sulla metà inferiore dello sterno lungo la linea intermammillare (nei toraci normoconformati). 1 Porre la parte dura del palmo della mano sulla metà inferiore dello sterno sul torace e non sulle coste. 2 Sovrapporre

l’altra mano alla prima. Intrecciare le dita delle due mani sovrapposte. La frequenza delle compressioni è di almeno 100/120 al minuto. Un numero congruo di compressioni è associato ad una maggiore possibilità di sopravvivenza. Una frequenza delle compressioni inadeguata od interruzioni frequenti (o entrambe), ridurranno il numero totale di compressioni al minuto. Comprimere il torace 5/6 cm sfruttando la forza delle spalle senza piegare i gomiti. Tecnica di compressione nel soggetto adulto “PUSH HARD – PUSH FAST” È lo slogan internazionale: spingi forte spingi veloce

  1. Comprimere sullo sterno verso la colonna (minimo 5 cm).
  2. Rilasciare totalmente la pressione senza perdere il punto di repere.
  3. Rapporto compressione: rilasciamento = 1:1.
  4. Frequenza di compressione: almeno 100 al minuto, non più di 120.
  5. Rapporto compressioni/ventilazioni: (sia ad 1 che a 2 Soccorritori) = 30:2.
  6. Ridurre al minimo le interruzioni nelle compressioni toraciche. Sequenza standard della RCP nell’adulto : 30 compressioni toraciche + 2 ventilazioni Questo sia che ci sia un solo soccorritore, sia che ce ne siano due (Il rapporto 30:2 non cambia). VENTILAZIONE ARTIFICIALE (percentuale di ossigeno somministrato) quanta percentuale di ossigeno arriva realmente al paziente in base allo strumento che si utilizza. SENZA mezzi aggiuntivi (solo contatto diretto) bocca-bocca bocca-naso bocca-maschera bocca-stoma Forniscono circa il 16% di ossigeno (perché l’aria espirata contiene ancora circa il 16% di O₂). CON mezzi aggiuntivi

Pallone AutoEspansibile (PAE) è il “pallone Ambu” che si schiaccia con la mano per ventilare il paziente. Serve per ventilare senza usare la bocca, in modo più igienico ed efficace. PAE / Ambu da solo : Se usi solo il PAE senza collegarlo alla bombola di ossigeno, l’aria che entra nel pallone è aria ambiente e contiene 21% di ossigeno. PAE + O₂ a 10–12 L/min : si collega il PAE a una bombola di ossigeno, che eroga un flusso costante. Ma senza serbatoio (reservoir), l’ossigeno si mescola comunque con l’aria ambiente che entra nel pallone , la quantità di ossigeno è del 40 – 50%. PAE + O₂ + reservoir : Il reservoir è il “sacchetto” collegato al PAE che si riempie di ossigeno puro. La quantità di ossigeno sarà del circa 80–90% (è la ventilazione più efficace: il serbatoio evita la miscelazione con l’aria ambiente). POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA (PLS) La PLS permette all’infortunato di respirare liberamente proprio perché impedisce alla lingua di scivolare verso la gola e, in caso di vomito, i liquidi non vanno ad ostruire le vie aeree ma scorrono verso l’esterno del cavo orale. La PLS ha il principale scopo di evitare il rischio di soffocamento per ostruzione delle vie respiratorie. Il soffocamento avviene per due cause possibili: I. Ostruzione meccanica: un oggetto blocca le vie respiratorie. In molti casi si tratta della lingua della persona stessa, che cade nel faringe a causa della perdita di tono muscolare dovuta allo stato di non coscienza. II. Ostruzione dovuta a fluidi, ad esempio nel caso in cui il vomito del paziente si fermi nella faringe, ostruendola. Può capitare che la perdita di tono muscolare porti alla fuoriuscita di parte del contenuto dello stomaco; in questo caso, si parla di passive regurgitation. È possibile, inoltre, che parte dei contenuti rigurgitati finisca nei polmoni, corrodendoli a causa della acidità degli acidi dello stomaco. Esecuzione:

  1. Partendo dal paziente in posizione supina, il soccorritore si posiziona dal lato scelto per la rotazione;
  2. Sul suo lato il soccorritore piega il ginocchio del paziente ed estende il braccio del soggetto, lasciando il gomito fless o. Il braccio ed il torace formano un angolo di circa 90°, il ginocchio forma invece un angolo meno esteso e verticale.
  3. infine afferra il soggetto per la spalla e per il fianco opposti a sé e, tirando, fa ruotare il corpo dell’infortunato, che dovrebbe ritrovarsi accovacciato sul lato prescelto, con la mano del lato opposto sotto la testa. Se presente, un secondo soccorritore può sostenere il capo durante la rotazione per evitare movimenti bruschi. RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE Al giorno d’oggi, nei luoghi pubblici, è altamente probabile trovare un defibrillatore automatico esterno (DAE). È un apparecchio di piccole dimensioni dotato di sensori in grado di rilevare le alterazioni dell’attività elettrica del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario. Un DAE è allo stesso tempo sofisticato e facile da usare, fornendo energia salvavita in un dispositivo facile da usare che lo rende utile per le persone che non ne hanno mai utilizzato uno e per chiunque si trovi in scenari stressanti. Una volta che gli elettrodi sono collegati correttamente, il dispositivo leggerà il ritmo cardiaco. Se gli elettrodi non sono collegati correttamente, il dispositivo lo indicherà con delle richieste. Una volta che il ritmo è stato analizzato, il dispositivo ti indirizzerà a scioccare l'individuo se è indicato uno shock. Uno shock depolarizza tutte le cellule del muscolo cardiaco contemporaneamente, tentando di organizzare la sua attività elettrica. In altre parole, lo shock è destinato a riportare l'attività elettrica anormale del cuore a un ritmo normale. Quando fermarsi? Non esistono criteri univoci sulla durata ottimale di una rianimazione. I fattori associati a migliori outcome come arresto testimoniato, ritmo defibrillabile, RCP eseguita correttamente o presenza di cause potenzialmente reversibili, possono suggerire di proseguire o meno i tentativi di rianimazione più a lungo. La probabilità di sopravvivenza scende al di sotto del 1% dopo 48 minuti di rianimazione negli arresto cardiaci da ritmo defibrillabile e dopo 15 minuti nei ritmi non defibrillabili. TRE criteri presenti prima di interrompere una rianimazione BLS/BLSD:
  1. l’arresto non è testimoniato dal personale 118;
  2. nessun ROSC (ritorno della circolazione spontanea) pre-ospedaliero;
  3. nessuno shock è stato erogato. E se abbiamo nuovamente battito cardiaco? ROSC ritorno della circolazione spontanea ATTENDERE I SOCCORSI AVANZATI porre il paziente in posizione laterale di sicurezza

MANOVRA DI HEIMLICH

La manovra di Heimlich o manovra anti-soffocamento è una tecnica di primo soccorso che serve a rimuovere un'ostruzione dalle vie aeree e permettere al paziente di tornare a respirare liberamente. Il nome di questa tecnica deriva dal medico statunitense Henry Heimlich, che per primo, nel 1974, descrisse dettagliatamente la manovra. In attesa dell'arrivo degli operatori sanitari, può essere effettuata anche da chiunque ne abbia le basi. Non dovrebbe mai essere eseguita su bambini con meno di 2 anni d'età. Quando eseguire la Manovra? Segni di soffocamento: ✓ Il paziente porta le mani al collo (riflesso di difesa) ✓ non riesce a parlare, a piangere o strillare; ✓ il viso diventa pallido o cianotico per la mancanza di ossigeno (anossia); ✓ Riflesso della tosse debole o inefficace ✓ Peggioramento dello stridore Tecnica d’esecuzione: In generale, il soccorritore è in piedi dietro la persona che soffoca.

  1. riconoscere il punto di repere dove fare le compressioni, che è l’ombelico. Con il pollice stringiamo a tutto pugno l’altra mano, tra l’apofisi xifoidea dello sterno e l’ombelico e si imprime una spinta rapida e decisa in senso antero- posteriore e caudo-craniale per aumentare la pressione endo-addominale che si propaga tramite il diaframma con aumento della pressione anche endo-toracica per espellere il corpo estraneo;
  2. mettere la gamba in mezzo a quella del paziente, così se dovesse svenire si evita la caduta e si può distenderlo gradatamente al suolo;
  3. Continuare alternando 5 colpi dorsali a 5 compressioni addominali. La manovra può essere eseguita con la vittima in piedi, seduta o sdraiata, oppure può essere autosomministrata. Iniziare con compressioni addominali per le persone che NON sono in gravidanza o obese per le quali si devono eseguire solo compressioni toraciche. Bisogna alternare una serie di compressioni addominali e di compressioni toraciche e colpi interscapolari, se necessario e per alleviare l'ostruzione. Le manovre devono ovviamente essere ripetute sino a quando non si rimuove l'oggetto o quando non è disponibile aria. Se la persona perde conoscenza, bisogna iniziare la rianimazione cardiopolmonare. Dopo ogni serie di compressioni toraciche, guardare all'interno della bocca del paziente prima di eseguire ventilazioni di soccorso e rimuovere ogni ostruzione visibile che può essere raggiunta. ZAINO/CASSETTA PRIMO SOCCORSO Il kit di pronto soccorso (o equipaggiamento di pronto soccorso) è una raccolta di materiali necessari per un primo sommario trattamento di un infortunato, detto primo soccorso. L'attrezzatura inclusa nel kit è varia e dipende dal tipo di rischio prevalente, dal numero di persone presenti e dal tipo di soccorso che può essere necessario prestare. CONTENUTO ZAINO/CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO: Area : Autoprotezione e sicurezza Materiale : Guanti monouso, Mascherine chirurgiche, Forbice taglia abiti, Contenitore getta aghi, Area Area : Diagnostica Materiale : Sfigmomanometro con fonendoscopio, Glucometro (completo di pungidito e reattivi), Saturimetro (pulsiossimetro) portatile,Termometro (meglio se timpanico) Area: Ventilazione e ossigenazione Materiale : Pallone autoespandibile (tipo Ambu), Maschere di ventilazione di diverse misure, Filtro antibatterico, Tubo di raccordo per O2, Resevoir per pallone autoespandibile, Cannule oro faringee di diverse misure, Sondini per aspirazione, Maschere per O2 con reservoir e Cannule nasali (Occhialini) Area: accessi vascolari Materiale : Aghi cannula di varie misure, Deflussori, Laccio emostatico venoso, Cerotti di fissaggio per acceso venoso, Cerotto a nastro, Garze + disinfettante (o salviette disinfettanti), Rubinetto tre vie + valvola antireflusso, Soluzione fisiologica in sacche, Soluzione glucosata 5% in sacche, Siringhe di diverse misure, Aghi sfusi Area: Medicazioni e varie Materiale : Garze (anche sterili), Bende autoadesive, Triangoli in tessuto, Cerotto a nastro, Forbici, Cerotto medicato, Ghiaccio istantaneo, Disinfettante a base di clorexidina (+eventuale flacone di H2O2), Bisturi, Teli sterili, Immobilizzatore per arti a stecca flessibile (tipo Sam Splint), Coperta/telo isotermico, Collare cervicale.

Nozioni di igiene e prevenzione malattie infettive PRECAUZIONI DA CONTATTO (diretto o indiretto) PRECAUZIONI per malattie trasmesse tramite DROPLET PRECAUZIONI per pazienti IMMUNODEPRESSI Igiene delle mani (lavaggio) Uso di guanti Adozione degli altri DPI: camici protettivi, sovracamici, mascherine, occhiali/visiere protettive Corretto utilizzo e smaltimento dei taglienti (agli, bisturi e lame monouso non devono essere reincappuccaiti, né disinseriti, né volontariamente piegati o rotti Corretta collocazione del paziente Precauzioni per prevenire le esposizioni accidentali Corretta gestione delle attrezzature Educazione sanitaria e formazione Le mani entrano a contatto con CUTE/FERITE INFETTE/SECREZIONI sia proprie che del paziente Le mani trasferiscono batteri/virus al paziente all’operatore e viceversa Le mani possono infettare pazienti operati/cateteri venosi/bambini/malati gravi o cronici/anziani/immunodepressi/traumatizzati/altro personale sanitario Se non vengono igienizzate, disinfettate e protette, le mani sono veicolo di CONTAMINAZIONE! Linee guida dell’OMS sull’igiene delle mani nell’assistenza sanitaria

  • prima del contatto con il paziente si deve effettuare l’igiene delle mani prima di toccare un paziente mentre ti avvicini per proteggere il paziente nei confronti di germi patogeni presenti sulle tue mani.
  • prima di una manovra settica si deve effettuare l’igiene delle mani immediatamente prima di qualsiasi manovra settica per proteggere il paziente nei confronti di germi patogeni inclusi quelli appartenenti al paziente stesso
  • dopo esposizione ad un liquido biologico si deve effettuare l’igiene delle mani immediatamente dopo l’esposizione ad un liquido biologico e dopo aver rimosso i guanti per proteggere te stesso e l’ambiente sanitario nei confronti di germi patogeni.
  • Dopo il contatto con il paziente si deve effettuare l’igiene delle mani dopo aver toccato un paziente o nelle immediate vicinanze del paziente uscendo dalla stanza.per proteggere te stesso e l’ambiente sanitario nei confronti di germi patogeni
  • dopo il contatto con ciò che sta attorno al paziente si deve effettuare l’igiene delle mani uscendo dalla stanza dopo aver toccato qualsiasi oggetto o un mobile nelle immediate vicinanze di un paziente anche in assenza di un contatto diretto con il paziente per proteggere te stesso e l’ambiente sanitario nei confronti di germi patogeni