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Appunti discorsivi su vulcani e terremoti per scienze della terra
Tipologia: Appunti
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I vulcani attivi oggi sono circa 600. Sono distribuiti sia nelle aree continentali sia sui fondi oceanici in modo non uniforme in lunghe e strette fasce. Ciascuna fascia predomina un solo tipo di attività del magma (effusiva o esplosiva). Una parte consistente dei vulcani attivi si trova in corrispondenza delle dorsali oceaniche , ovvero catene montuose che attraversano gli oceani. Un’altro gruppo caratteristico di vulcani si sviluppa negli archi di isole e lungo alcuni margini continentali situati in prossimità delle fosse oceaniche => depressioni allungati e strette in cui il fondale raggiunge massima profondità La maggior parte dei vulcani (dal tipico aspetto a cono) si trova nella cintura di fuoco circumpacifica , una fascia che si snoda lungo le coste americane e asiatiche del pacifico => ad esempio gli arcipelaghi del giappone, delle filippine o dei vulcani sudamericani. Un gruppo di vulcani con lava di tipo basaltico è localizzato in piena area continentale ed è legato a una serie lineare di fratture dette fosse africane (da libano ai laghi africani) Un ultimo gruppo di vulcani ha una distribuzione atipica: le isole o vulcani continentali ed emettono lava basaltica Dato che sono isolati sono detti punti caldi => ad esempio i vulcani delle Hawaii. Abbiamo potuto comprendere le cause della distribuzione dei vulcani grazie alla teoria della tettonica a zolle LE PROVINCE MAGMATICHE tanto la provincia magmatica toscana è formata da apparati vulcanici estinti. ● IL VESUVIO Il vesuvio è attivo da circa 25 mila anni. Nell’8 secolo a.C. fu in parte distrutto da una violenta esplosione che appiattì la cima del monte. Dopo continue piccole scosse avvertite (causate dall’instabilità del magma in movimento) il 24 agosto del 79 d.C., dalla cima del vulcano si liberò con una violenta esplosione una colonna di gas e ceneri. L’acqua della vicina falda si infiltrò nella camera magmatica, provocando la formazione di vapore e una nuova intensa esplosione. La nuvola di cenere causata da questa esplosione seppellì Pompei e poco dopo Ercolano. L’eruzione modificò l’aspetto del Vesuvio : la cima collassò lasciando in corrispondenza del cratere una grande caldera. All’interno di essa si formò un nuovo cono vulcanico che è l’attuale vesuvio. Dal 1944 il vulcano è considerato quiescente I TERREMOTI I terremoti o sismi sono vibrazioni naturali del suolo, rapide e violente, provocate dalla liberazione di energia all’interno della litosfera. I terremoti sono la prova che la terra non è statica, ma accumula energia grazie a fenomeni che deformano e comprimono le rocce. Quindi quando c’è un terremoto quell’energia accumulata si libera, fratturando le rocce causando in superficie le scosse sismiche. Il luogo in profondità in cui viene liberata l’energia è l ’ipocentro del terremoto, dal quale partono le vibrazioni elastiche che si propagano in tutte le direzione dello spazio. L’ epicentro è il punto della superficie terrestre, situato verticalmente sopra l’ipocentro che viene raggiunto per primo dalle vibrazioni. L’epicentro è il punto in cui le scosse sismiche sono avvertite con maggiore intensità. Le vibrazioni possono essere percepite in vari modi:
Le cause che scatenano un sisma possono essere diverse e si dividono in 4 categorie :
1. Da crollo => I terremoti da crollo di una grotta o di una miniera sono episodi occasionali e di debole intensità 2. Da esplosione => si verificano in seguito a detonazioni di dispositivi chimici o nucleari nel sottosuolo 3. Vulcanici => precedono le eruzioni vulcaniche e sono provocati dal movimento del magma nel sottosuolo. Questa attività sismica è di solito debole 4. Tettonici => avvengono quando masse rocciose si fratturano in zone della litosfera. Questi terremoti sono i più frequenti e violenti e sono legati a situazioni di instabilità della litosfera, quindi non si esauriscono con un singolo sisma. Grazie ai terremoti tettonici è stato possibile individuare regioni particolari della litosfera dette aree sismiche ovvero aree dove questi terremoti avvengono frequentemente La distribuzione delle aree sismiche non è casuale ma c’è una stretta relazione tra le zone più colpite da terremoti e le aree geologicamente più recenti. Ci sono due fatti molto importanti a riguardo:
Ha uno spessore che costituisce il 83% del volume della terra. Grazie alle onde sismiche si è potuto distinguere i due tipi di mantello: ● Il mantello superiore Si estende fino a una profondità di circa 700 km ed è formato da rocce ultrafemiche. Il mantello sottostante la Moho, detto mantello litosferico , è rigido e più denso della crosta. A questo involucro esterno che comprende la crosta e il mantello litosferico viene dato il nome di litosfera. La litosfera è uno strato rigido ed elastico che varia di spessore a seconda di quale area si trova. Sotto la litosfera si trova l’ astenosfera , ovvero una zona in cui la velocità delle onde sismiche diminuisce. Dato che in questa zona le onde S non si annullano, si ritiene che essa non sia uno strato completamente fuso ma uno strato nel quale i materiali si comportano come una poltiglia. La differenza tra l'astenosfera e il mantello litosferico è a livello fisico. Oltre il limite inferiore dell’astenosfera, i materiali del mantello riacquistano rigidità, per cui la velocità delle onde sismiche aumenta. Questa zona, detta mesosfera , arriva a 700 km di profondità ed è formata da materiali rigidi organizzati in strutture cristalline. ● Il mantello inferiore Qui vi è un incremento della velocità delle onde sismiche perché c’é un cambiamento di composizione mineralogica. Qui la densità aumenta gradualmente fino ad arrivare al nucleo. IL NUCLEO Il nucleo occupa la zona compresa tra il centro della terra e la discontinuità di Gutenberg. Ha una densità elevatissima che cresce verso il centro passando da 9,7 g/cm3 a 13 g/cm3. All’interno del nucleo la discontinuità di Lehmann, situata a 5170 km di profondità, distingue il nucleo esterno dal nucleo interno ● Il nucleo esterno => si comporta come un fluido, è costituito da ferro,nichel, silicio e zolfo ● Il nucleo interno => si comporta come un solido ed è costituito da un mix di nichel e ferro Zona d’ombra => è una zona della superficie terrestre dove non si registrano onde sismiche dirette. Essa fu la prova dell’esistenza di un nucleo CALORE INTERNO DELLA TERRA La terra possiede un proprio calore interno che viene in parte disperso verso l’esterno. Le attività vulcaniche ci hanno confermato che la temperatura aumenta man mano che si va più in profondità. flusso geotermico => è la quantità di energia termica emessa da un unità di superficie terrestre in 1 s ed è in media 0,06 W/m Ci sono due fonti di calore:
Sono zone in cui la crosta si inarca, formando un rigonfiamento. Le creste delle dorsali presentano un avvallamento centrale detto Rift Valley che segue l'asse della dorsale. Le pareti del rift presentano una struttura a gradini ripidi, delimitati da faglie, lungo le quali fuoriescono lave basaltiche. Si registrano anche terremoti con flusso termico superiore alla media. La dorsale non ha una struttura continua ma è formata da segmenti separati da fratture dette faglie trasformi. ● Pianure abissali Ai due lati della dorsale, il fondale oceanico si estende formando le pianure abissali, ovvero regioni pianeggianti molto estese. Sono ricoperte da un sottile velo di sedimenti. Sulle pianure abissali si elevano rilievi isolati di origine vulcanica (seamounts), alcuni dei quali hanno una superficie tronca (guyot) ● Fosse oceaniche e archi vulcanici Sono profonde depressioni lunghe (migliaia di km) e strette che si trovano vicino ai continenti. Le fosse assomigliano a incisioni con un profilo a V, asimmetrico con un fianco più inclinato verso il continente e l’altro verso il mare aperto. Ad esempio si trovano lungo il bordo dell’oceano pacifico, vabb si trovano anche lungo le coste del Sudamerica. A una certa distanza dalla fossa e lungo la fascia parallelamente ad essa, si verifica sempre un’intensa attività vulcanica che genera una catena di coni vulcanici, detta arco vulcanico o magmatico, disposti lungo il margine di un continente. Il Vulcanesimo associato alle fosse è spesso esplosivo con magmi sialici. Lungo le fosse si verificano spesso terremoti sia superficiali sia profondi. L’insieme della fossa e dell’arco vulcanico a essa associato prende il nome di sistema arco-fossa. I dati raccolti nel 1968 da una campagna di ricerca dimostrano che la crosta oceanica (formata da 3 strati: sedimenti, basalti e gabbri) L’analisi dei sedimenti prelevati da diverse regioni oceaniche ha permesso: