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APPUNTI SUL MELODRAMMA E WAGNER, Schemi e mappe concettuali di Storia Della Musica Moderna E Contemporanea

Per sostenere l'esame di storia della musica moderna e contemporanea all'università di Catania

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 25/01/2017

Elisabetta.Beritelli
Elisabetta.Beritelli 🇮🇹

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IL MELODRAMMA INTRODUZIONE
Il melodramma, detto anche opera lirica, è lo spettacolo in cui la recitazione teatrale si svolge
attraverso il canto e la musica.
STRUTTURA DEL MELODRAMMA
Il libretto d’opera ( comprende il testo che poi sarà rivestito di musica) è un piccolo libro stampato
in molte copie che viene messo a disposizione degli spettatori perché siano in grado di seguire la
trama della vicenda. Esso è diviso in atti e scene. Un atto è una sequenza abbastanza lunga e
complessa che comprende più scene, cioè diverse azioni che si succedono e sono tra loro collegate.
Un atto si conclude con la chiusura del sipario. All’interno di ciascun atto possiamo avere più
mutazioni sceniche, cioè può cambiare il luogo in cui si svolge la scena ( es interno di una casa,
giardino ecc). L’autore del libretto ( librettista) deve essere un letterato con grande esperienza
teatrale e musicale ( capiterà anche che i librettisti saranno gli stessi compositori. Il compositore
organizzerà il testo e sceglierà il contenuto compito che prima era del librettista) che dovrà tenere
conto non soltanto delle esigenze sceniche ma anche di quelle musicali alternando nella giusta
misura: recitativi, arie, duetti, cori, concertati ( i brani per più voci e orchestra). Il recitativo, un
parlato melodico, è una recitazione cadenzata, un’intonazione sillabica che permette al pubblico di
capire le varie situazioni della vicenda. Qui la parola è più importante della musica ( il recitativo è
secco se è accompagnato solo da uno strumento, accompagnato se intervengono più strumenti). Il
recitativo è in settenari ed endecasillabi ed è una sezione cinetica. L’aria è invece un brano
completamente cantato che permette al cantante di manifestare la sua bravura. Qui la musica
prevale sulla parola, in quanto è l’espressione puramente musicale dei sentimenti dei personaggi.
L’aria quasi sempre per voce solista è una sezione statica ed è in versi metrici. La forma più usata
è l’aria col da capo ( struttura tripartita: A-B-A’, ma può avere anche una struttura bipartita).
L’ouverture è il brano orchestrale che viene eseguito a sipario chiuso prima dell’inizio dell’opera.
IL SETTECENTO IN ITALIA
In Italia, fino al Settecento, l’opera lirica trattava quasi esclusivamente argomenti storici o
mitologici e per questo veniva definita opera seria. Erano storie ambientate in epoche indefinite
dove doveva emergere solo la grande bravura del cantante. L’opera seria in questo periodo ha il suo
maggiore esponente in un poeta italiano, Metastasio, che scrisse più di 150 libretti. Verso la metà
del’700 si comincia a delineare un genere nuovo, con storie più vicine alla vita quotidiana, con una
trama piena di equivoci e malintesi che danno vita a situazioni divertenti quasi sempre a lieto fine.
Nacque così il genere buffo ( opera buffa) che avrà tanto successo in tutta Europa per molti anni. La
sua origine si fa risalire a dei brevi intermezzi divertenti ( che rappresentavano scene di vita
quotidiana) fra gli atti delle lunghissime rappresentazioni delle opere serie. Gli intermezzi erano di
un atto unico e di breve durata. Il successo ottenuto da questi intermezzi diede vita, con varie
rielaborazioni al genere buffo di cui uno degli esempi più famosi è Il barbiere di Siviglia di Rossini
( ma questo si colloca però nel secolo successivo, l’800). C’è un compositore che ha conquistato il
pubblico di questo periodo: parliamo di Mozart e in particolare delle sue opere: Le nozze di Figaro,
Don Giovanni, Così fan tutte scritte in lingua italiana ( Mozart è anche autore di opere in lingua
tedesca, la più importante il Flauto Magico)
DIFFERENZA TRA OPERA SERIA E OPERA BUFFA
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IL MELODRAMMA INTRODUZIONE

Il melodramma, detto anche opera lirica, è lo spettacolo in cui la recitazione teatrale si svolge attraverso il canto e la musica.

STRUTTURA DEL MELODRAMMA

Il libretto d’opera ( comprende il testo che poi sarà rivestito di musica) è un piccolo libro stampato in molte copie che viene messo a disposizione degli spettatori perché siano in grado di seguire la trama della vicenda. Esso è diviso in atti e scene. Un atto è una sequenza abbastanza lunga e complessa che comprende più scene, cioè diverse azioni che si succedono e sono tra loro collegate. Un atto si conclude con la chiusura del sipario. All’interno di ciascun atto possiamo avere più mutazioni sceniche, cioè può cambiare il luogo in cui si svolge la scena ( es interno di una casa, giardino ecc). L’autore del libretto ( librettista) deve essere un letterato con grande esperienza teatrale e musicale ( capiterà anche che i librettisti saranno gli stessi compositori. Il compositore organizzerà il testo e sceglierà il contenuto compito che prima era del librettista) che dovrà tenere conto non soltanto delle esigenze sceniche ma anche di quelle musicali alternando nella giusta misura: recitativi, arie, duetti, cori, concertati ( i brani per più voci e orchestra). Il recitativo, un parlato melodico, è una recitazione cadenzata, un’intonazione sillabica che permette al pubblico di capire le varie situazioni della vicenda. Qui la parola è più importante della musica ( il recitativo è secco se è accompagnato solo da uno strumento, accompagnato se intervengono più strumenti). Il recitativo è in settenari ed endecasillabi ed è una sezione cinetica. L’aria è invece un brano completamente cantato che permette al cantante di manifestare la sua bravura. Qui la musica prevale sulla parola, in quanto è l’espressione puramente musicale dei sentimenti dei personaggi. L’aria quasi sempre per voce solista è una sezione statica ed è in versi metrici. La forma più usata è l’aria col da capo ( struttura tripartita: A-B-A’, ma può avere anche una struttura bipartita). L’ouverture è il brano orchestrale che viene eseguito a sipario chiuso prima dell’inizio dell’opera.

IL SETTECENTO IN ITALIA

In Italia, fino al Settecento, l’opera lirica trattava quasi esclusivamente argomenti storici o mitologici e per questo veniva definita opera seria. Erano storie ambientate in epoche indefinite dove doveva emergere solo la grande bravura del cantante. L’opera seria in questo periodo ha il suo maggiore esponente in un poeta italiano, Metastasio, che scrisse più di 150 libretti. Verso la metà del’700 si comincia a delineare un genere nuovo, con storie più vicine alla vita quotidiana, con una trama piena di equivoci e malintesi che danno vita a situazioni divertenti quasi sempre a lieto fine. Nacque così il genere buffo ( opera buffa) che avrà tanto successo in tutta Europa per molti anni. La sua origine si fa risalire a dei brevi intermezzi divertenti ( che rappresentavano scene di vita quotidiana) fra gli atti delle lunghissime rappresentazioni delle opere serie. Gli intermezzi erano di un atto unico e di breve durata. Il successo ottenuto da questi intermezzi diede vita, con varie rielaborazioni al genere buffo di cui uno degli esempi più famosi è Il barbiere di Siviglia di Rossini ( ma questo si colloca però nel secolo successivo, l’800). C’è un compositore che ha conquistato il pubblico di questo periodo: parliamo di Mozart e in particolare delle sue opere: Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte scritte in lingua italiana ( Mozart è anche autore di opere in lingua tedesca, la più importante il Flauto Magico)

DIFFERENZA TRA OPERA SERIA E OPERA BUFFA

OPERA SERIA: vicende solenni, tragiche e drammatiche, di argomento storico o mitologico, con personaggi eroi imperatori dei, su libretti di letterati e poeti illustri con un linguaggio colto e raffinato, con scene sfarzose e grandiose, costumi ricchi lussuosi eleganti, con organico orchestrale ampio, i cantanti mostravano le loro abilità vocali presso teatri di corte o grandi teatri pubblici di fronte ad un pubblico prevalentemente nobile.

OPERA BUFFA: vicende comiche e satiriche tratte da storie di vita quotidiana che hanno come personaggi la gente comune, su libretti di poeti quasi sconosciuti con un linguaggio semplice e popolare ( dialettale) con scene semplici ed essenziali, costumi semplici e popolari, i cantanti mostravano la loro vivacità scenica e spontaneità presso teatri piccoli e modesti di fronte ad un pubblico prevalentemente borghese.

IL SETTECENTO IN FRANCIA

La grande diffusione dell’opera italiana nel’700 cominciò a conquistare anche la Francia, dove si rappresentavano soprattutto tragedie lirique solitamente in un prologo e cinque atti (Rispetto all' opera seria italiana (la quale subordinava la drammaturgia alla musica, ed era fondata sul virtuosismo dei cantanti) la tragédie lyrique francese richiedeva impegni complessi (presenza del coro, presenza del corpo di ballo, cantanti specializzati nella declamazione in francese, un elevato livello scenografico e coreografico) Successivamente a fianco di questo genere ne nacque un altro: l’opera comique che contiene dialoghi parlati che si alternano a brani musicali. Malgrado il nome, non è necessariamente di argomento comico ( a differenza dell’opera buffa italiana che si basa su storie che fanno ridere ( ad esempio Carmen di Bizet è un’opera comique ma non è affatto comica, anzi il suo finale è decisamente tragico).

Era perciò diviso in due rami: la tragedie lirique ( dall’opera seria italiana) e l’opera comique ( dall’opera buffa/ dramma giocoso italiana).

♦ La cappella delle Tuileries ( musica sacra) ( Le Seuer, Cherubini, Paer)

♦ Teatro dell’Opèra: tragedie liriques di Gluck, Sacchini, Piccinni, Spontini ( La vestale ( 1807), Fernand Cortez ( 1817), Olympie )

♦ Teatro dell’Opèra Comique: non è sempre buffo anche se il nome può creare confusione. Si chiama comique nell’accezione francese perché prevede parti recitate.

♦ Theatre Italien: si mettono in scena opere italiane.

♦ Teatri da Boulevards ( melodrames)

( CONSERVATORIO: dove crescono tutti i musicisti)

♦ Conservatoire = legato agli anni rivoluzionari

♦ Concerti pubblici

♦ Attività di Baillot avviata in sale private come concerti a pagamento e in abbonamento in cui presentava musica per archi

♦ Anche nei teatri si facevano accademie pubbliche

  • FERNAND CORTEZ: è incentrata sulla figura dell’eroico condottiero spagnolo del XVI secolo presentato come liberatore del Nuovo Mondo. Realizzata con l’intenzione di celebrare l’invasione napoleonica della Spagna.
  • OLYMPIE

• OPERA COMIQUE

E’ un genere operistico francese che conteneva dialoghi parlati senza accompagnamento musicale, parti cantate ( arie, duetti ecc) e melodrames ( la scena viene mimata o parlata in alternanza con l’orchestra). L’aggettivo comique indica la presenza di recitazione ( il tono è serio e non comico come potremmo immaginare. Lo capiamo dal contenuto intorno al quale ruotano le opere)

DALAYRAC ( 1753- 1809)

  • NINA O SIA LA PAZZA PER AMORE ( NINA OU LA FOLLE PAR AMOUR): la trama in un atto è molto semplice: una ragazza ( Nina) impazzisce quando le viene fatto credere che il suo innamorato (Lindoro) respinto dal padre, è stato ucciso in duello; ciò nonostante passa le sue giornata in attesa dell’amato e non appena lo rivede, la ragazza ritorna lentamente in sé e si abbandona tra le sue braccia.

GRETRY ( 1741-1813)

Molte delle sue opere sono piene di allusioni liberali o patriottiche o presentano la situazione dell’imprigionamento con liberazione finale.

  • RICHARD COEUR DE LION
  • GUILLAUME TELL ( alterna il militaresco con il pastorale e richiede tre campanacci per dare l’idea dell’ambientazione svizzera. )

• ( L’OPERA COMIQUE DURANTE LA RIVOLUZIONE E IL PERIODO

NAPOLEONICO)

Molta fortuna ebbe il genere del “pezzo o opera a salvataggio” caratterizzato da una trama che comportava un’inattesa liberazione ( da qui il nome del genere) dopo lunghe peripezie del/della protagonista soprattutto da ingiuste carcerazioni torture e morte. Grande importanza nel corso dell’opera assunsero i motivi ricorrenti o conduttori ( che incontreremo con il nome di Leitmotive nei lavori di Wagner)

GAVEAUX ( 1760-1825)

  • LEONORE OU L’AMOUR CONJUGAL ( LEONORE O L’AMORE CONIUGALE): La vicenda è basata su un fatto realmente accaduto in Francia durante gli anni del Terrore: una signora travestita in abiti maschili si introduce in un oscuro carcere dove è illegalmente imprigionato il marito e lo protegge dal suo persecutore prima dell’arrivo del ministro che fa togliere dalle catene i prigionieri innocenti. ( è una fonte a cui attingerà Beethoven per il Fidelio)

CHERUBINI ( 1760- 1842)

  • LODOISKA: la vicenda è ambientata in Polonia, nel Seicento: una fanciulla ( Lodoiska) tenuta prigioniera in un cupo castello è liberata, dopo alcune peripezie, dal suo eroico innamorato (Floreski).
  • ELIZA: è la storia patetico-sentimentale di due giovani che trovano ricovero al loro amore contrastato nel paesaggio elegiaco delle Alpi ( le nevi del monte San Bernardo)
  • LE DUE GIORNATE ( LES DEUX JOURNEES): narra del salvataggio di un conte e della consorte ( opera a salvataggio)
  • MEDEE ( la più importante) : si ispira al mito classico antico della maga Medea di Corinto, che quasi pazza di gelosia non si rassegna all’abbandono di Giasone, al quale ha dato due figli. Decide di punire Giasone uccidendo i figli. Ordinata all’esilio, prima si rifugia nel tempio di Giunone che viene circondato dal popolo in tumulto e poi incendia il tempio scomparendovi/scappando tra le rovine

Ps: Cherubini collaborò anche nel campo della tragedie lirique, musicando il Demofoonte di Metastasio rifatto in tragedie lirique con l’aggiunta di elementi spettacolari da Marmontel ( il quale mantenne inalterato però l’impianto drammatico metastasiano)

LE SUEUR ( 1760- 1837) tra cui:

  • LA CAVERNE: un soggetto banditesco con salvataggio finale. Un’opera truculenta piena di incidenti stravaganti, passioni focose, lotte e travestimenti
  • OSSIAN, OU LES BARDES: ( apre la strada al grand opera): protagonista è il leggendario bardo e principe nordico.

BIZET ( 1838-1875)

  • CARMEN: E’ tra i massimi capolavori del melodramma francese in particolar modo del Secondo Ottocento. Tratta dalla celeberrima novella omonima di Merimee ambientata nella Spagna del tempo. E’ la storia di Don Josè, brigadiere dei Dragoni, il quale si innamora follemente della sigaraia Carmen. Ma quest’ultima si invaghisce del toreador Escamillo e tradisce Don Josè, il quale dopo il tentativo fallito di convincere Carmen a stare con lui, esasperato la uccide. Alla prima rappresentazione quest’opera fu accolta con freddezza dalla critica e dal pubblico principalmente per due ragioni: 1) le sigaraie erano apparse fumando sulla scena, 2) si asseriva che la passione era una questione della vita di tutti i giorni. Uno scandalo era l’immoralità della protagonista, la quale voleva lasciare intatta la sua libertà e non passare la sua vita con Don Josè. La fama di Carmen però crebbe rapidamente e fu eseguita in tutti i teatri d’Europa e del mondo.

Successivamente si formeranno due varianti dell’opèra comique:

♦ L’OPERA BOUFFE ( OPERETTA): di carattere leggero, parodistico, umoristico): che si associa generalmente alla figura di Offenbach importante per:

  • ORFEO AGLI INFERI ( ORPHEE AUX ENFERS): mette in ridicolo la storia di Orfeo e l’intero Pantheon degli dei greci

IN GERMANIA/ WAGNER ( nel secondo Ottocento. Lipsia 1813- Venezia 1883 a seguito di un attacco cardiaco)

La vita di Wagner si svolse con ritmo febbrile totalmente dominata dall’ambizione di affermarsi. Fu una vita di enormi successi, ma anche di grandi sconfitte, lotte e frustrazioni. Wagner mostrava il peggio di sé nei rapporti con il mondo esterno e il meglio di sé nelle sue opere. Aveva un carattere egocentrico che traeva origine da una spavalda e incontrollabile sicurezza di sé. Amava il lusso sfrenato e per questo la sua situazione finanziaria era in perenne stato di crisi. Egli non ignorava i desideri del pubblico, della cui ammirazione aveva tanto bisogno. Egli voleva che si realizzasse quella che chiamava “l’opera totale”( sintesi/ fusione di tutte le arti) in cui superando la forma tradizionale del melodramma italiano ( costituito da numeri musicali chiusi e slegati fra loro) parole, suoni e azioni fornissero un’unità inscindibile. Era opinione di Wagner che la musica sinfonica e cameristica facesse ormai parte del passato, aveva raggiunto il punto di arrivo in Beethoven e che il futuro appartenesse al genere teatrale. Il genere sinfonico, culminante nella Nona sinfonia di Beethoven poteva trovare prosecuzione soltanto nell’opera d’arte totale ( Wagner si considerava vero erede di Beethoven) Sotto l’aspetto musicale, la rivoluzione Wagneriana presenta i seguenti caratteri:

  • La melodia, attraverso il superamento dell’alternanza di recitativo e aria, assume l’andamento del discorso e del dialogo e presenta un carattere di continuità ( melodia infinita)
  • Adozione dei Leitmotive ( motivi ricorrenti o conduttori): temi musicali che caratterizzano un personaggio o un’atmosfera e che ritornano continuamente
  • L’orchestra diventa protagonista dell’opera e non semplice accompagnamento sonoro

Per esprimere al meglio tutto ciò, Wagner si fece costruire un teatro apposito, a Bayreuth, diverso da tutti gli altri: egli fu infatti il primo a nascondere l’orchestra, sistemandola sotto il palcoscenico ( nel golfo mistico). E inoltre, Wagner fu il primo a pretendere che in sala, durante l’esecuzione, vi fosse assoluto silenzio. Tradizionalmente infatti si andava nei teatri anche per chiacchierare, per incontrare amici, ed era perciò normale alzarsi, parlare ad alta voce e addirittura mangiare. Per Wagner il pubblico doveva partecipare alla rappresentazione, concentrarsi sul palcoscenico ( per questo venivano spente le luci in sala) e rimanere in silenzio. Wagner: nasce a Lipsia nel 1813, le sue prime opere non vengono accolte con entusiasmo, Wagner sta introducendo una vera rivoluzione tanto nella trama quanto nella musica dell’opera:

  1. musica e versi sono tutt’uno, il compositore deve scrivere personalmente anche i testi (libretti)
  2. nella musica emergono i “leit-motive” temi ricorrenti associati ad un personaggio o una situazione Il successo arrivò tardi per Wagner ma poi fu enorme ed inarrestabile. Alla sua morte chiese di essere sepolto a Bayeruth, vicino al teatro ( tuttora si svolge il festival di Bayreuth, dedicato al compositore) che aveva tanto voluto e amato. Opere principali: Tannhauser, Il vascello fantasma, Tristano e Isotta, Parsifal e la tetralogia L’anello del Nibelungo costituita da: L’oro del reno, La Valchiria, Sigfrido e il crepuscolo degli Dei.

Le opere giovanili ( scritte fino al 1850) sono:

  1. Le fate ( 1834)
  1. Il divieto d’amare ( 1836)
  2. Rienzi, l’ultimo dei tribuni ( Parigi, 1840): in cinque atti. Ambientata nella Roma del XIV secolo. È un dramma storico. = grand opèra
  3. L’olandese volante o il vascello fantasma ( Dresda 1843): in tre atti. Tratta da un racconto di Heine. È la storia di un navigatore maledetto, condannato a vagare in eterno per i mari, finchè una donna a lui fedele non lo redimerà dalla maledizione con il suo amore. I temi della redenzione e della maledizione sono fondamentali nell’opera Wagneriana.
  4. Tannhauser ( Dresda, 1845): in tre atti, tratto dalle leggende della Germania cristiana medievale. Il tema è ancora quello della redenzione attraverso l’amore.
  5. Lohengrin ( Weimar, 1850): tre atti preceduti da un antefatto. Lohengrin, il misterioso cavaliere del Santo Graal ( il nome della coppa che secondo la leggende avrebbe contenuto il sangue di Cristo e che fu affidata ad un sodalizio di cavalieri) dotato di poteri sovrumani, giunge a salvare Elsa dalle trame dei malvagi; la giovane sposa il suo eroe ma lo perde non appena vorrà sapere chi egli sia.

Le ultime tre si possono considerare le tre grandi opere romantiche di svolta per Wagner

Le opere della maturità ( composte dopo il 1850) sono:

  1. Tristano e Isotta ( 1857-1859): in tre atti preceduti da un antefatto. Alla base c’è un’antica saga medievale di probabile origine celtica. L’azione Si svolge in Cornovaglia e in Bretagna in epoca remota e non precisata. In quest’opera rilievo viene dato all’idea, tipicamente romantica, della passione amorosa attratta dalle tenebre della notte e dalla morte.
  2. I maestri cantori di Norimberga ( 1861-1867): in tre atti. Si occupa del potere della musica e della sua capacità di allontanare le convenzioni a favore della libera creatività artistica. Il soggetto si rifà alle vicende storiche dei maestri cantori di Norimberga del’ 500 e alle loro gare di canto
  3. Parsifal: l’ultimo dramma musicale di Wagner, in tre atti preceduti da un antefatto. L’opera ha a che fare con la religione cristiana vista più in chiave filosofica che confessionale. Secondo Wagner la musica è l’unica che può corrispondere alla fede cristiana, l’unica con cui l’umanità si può redimere. L’opera ruota intorno ad un concetto piuttosto blasfemo: cioè che Cristo ha bisogno di Parsifal per essere liberato dal peccato originale.
  4. L’anello del Nibelungo ( detto anche Tetralogia, dramma dell’inizio e della fine del mondo): è un ciclo di 4 drammi musicali che costituiscono un continuum narrativo che si svolge nell’arco di un prologo e tre giornate. Wagner si ispirò ai miti e alle leggende del Medioevo tedesco. Protagonista dell’antica vicenda è l’oro, che diventa fonte di corruzione, di distruzione e di morte:
    • L'oro del Reno (prologo);
    • La Valchiria (prima giornata);
    • Sigfrido (seconda giornata);
    • Il crepuscolo degli dei (terza giornata).