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Lo Studio della Sintassi: Approcci e Caratteristiche, Appunti di Linguistica Generale

Una panoramica storica e teorica sulle diverse approcci alla sintassi, dalla speculazione neo-grammaticale di jakob wackernagel alle teorie funzionaliste della scuola di praga, fino alla grammatica generativa di noam chomsky. Il testo illustra come la sintassi è una caratteristica esclusiva del linguaggio umano, che permette la combinazione di parole in unità di livello superiore e la ricorsività delle sequenze. Vengono inoltre esplorate le caratteristiche della linearità dell’enunciato e l’ordine gerarchico nella sintassi.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 02/01/2024

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SINTASSI
• Viene dal termine greco “syn” (insieme) e “taxis” (ordine).
• è lo studio degli elementi all’interno di una unità maggiore,
ovvero di una frase.
Diversi sono gli interessi e i modi in cui è stato affrontato lo
studio della sintassi.
• All’interno della linguistica storico-comparativa Jakob
Wackernagel, rappresenta l’aspetto più avanzato della
speculazione neo-grammaticale nel campo della sintassi
indoeuropea.
• Lo studio della sintassi è indirizzato in senso funzionalistico
dalla scuola di Praga, in particolare da V. Mathesius.
• Il maggior esponente dello strutturalismo americano, L.
Bloomfield si caratterizza per un approccio di tipo
DISTRIBUZIONALISTICO, per lo studio cioè delle proprietà degli
elementi di combinarsi in unità di livello superiore.
• L’indirizzo distribuzionalistico è sviluppato in America da Wells
e soprattutto da Z. Harris (1957).
• Noam Chomsky, fondatore della grammatica generativo-
trasformazionale (1959), considera la sintassi come lo studio dei
principi e dei procedimenti con i quali le lingue costruiscono le
frasi, per arrivare a costruire una grammatica che renda conto di
quella creatività governata da regole, caratteristica delle lingue
naturali. Quindi Chomsky arriva a costruire, grazie alla sintassi, la
cosiddetta “grammatica universale”.
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SINTASSI

  • Viene dal termine greco “syn” (insieme) e “taxis” (ordine).
  • è lo studio degli elementi all’interno di una unità maggiore, ovvero di una frase. Diversi sono gli interessi e i modi in cui è stato affrontato lo studio della sintassi.
  • All’interno della linguistica storico-comparativa Jakob Wackernagel, rappresenta l’aspetto più avanzato della speculazione neo-grammaticale nel campo della sintassi indoeuropea.
  • Lo studio della sintassi è indirizzato in senso funzionalistico dalla scuola di Praga, in particolare da V. Mathesius.
  • Il maggior esponente dello strutturalismo americano, L. Bloomfield si caratterizza per un approccio di tipo DISTRIBUZIONALISTICO, per lo studio cioè delle proprietà degli elementi di combinarsi in unità di livello superiore.
  • L’indirizzo distribuzionalistico è sviluppato in America da Wells e soprattutto da Z. Harris (1957).
  • Noam Chomsky, fondatore della grammatica generativo- trasformazionale (1959), considera la sintassi come lo studio dei principi e dei procedimenti con i quali le lingue costruiscono le frasi, per arrivare a costruire una grammatica che renda conto di quella creatività governata da regole, caratteristica delle lingue naturali. Quindi Chomsky arriva a costruire, grazie alla sintassi, la cosiddetta “grammatica universale”.

CARATTERISTICHE

-La sintassi in quanto combinazione di elementi in unità di livello superiore e analisi di queste modalità di combinazione si rivela come caratteristica esclusiva e specifica del linguaggio umano, e non solo del linguaggio verbale, ma anche della lingua dei segni; -abbiamo una COMBINALITà LARGA, al contrario della morfologia che ha una COMBINABILITà STRETTA; -le parole o gruppi di parole si combinano in sequenze potenzialmente infinite (proprietà della ricorsività); -l’ordine di queste sequenze è spesso pertinente, poiché se questo varia, varia anche il significato oppure si ottengono delle frasi non ammissibili (condizione di posizionalità). COMBINABILITà/RICORSIVITà Combinabilità= sono ammesse frasi come: “Luigi e il cugino sono arrivati”, “il cugino e Luigi sono arrivati”, “sono arrivati Luigi e il cugino”. Mentre dal punto di vista morfologico “cugin-o” e “sono arrivati” non ammettono l’ordine “o-cugin” e “arrivati sono”. Ricorsività=Data la frase “Anna è brillante”, questa può essere “incassata” in un’altra, come “Luigi dice che Anna è brillante” e, ancora, “Giorgio pensa che Luigi dica che Anna è brillante” e così via. LINEARITà DELL’ENUNCIATO E ORDINE GERARCHICO NELLA SINTASSI

#sul padre del ragazzo#; oppure B) come un’affermazione #sul medico# e #sul padre del ragazzo#. In una frase come: “Luigi ha eseguito l’operazione” una certa dose di ambiguità dipende dal significato della parola “operazione”, che può indicare: a) un’operazione matematica b) un intervento chirurgico c) una transazione commerciale in borsa. Invece nella frase precedente: “il medico e il padre del ragazzo arrivarono in orario” l’ambiguità non può essere attribuita alle singole parole, tutte chiare ed univoche, e deve essere ricercata in qualcosa che a prima vista ci sfugge, poiché è nascosto sotto l’ordine lineare dell’enunciato: questo elemento è appunto il diverso modo in cui le parole sono in relazione reciproca (aspetto sintattico). Nella frase già esaminata come semanticamente ambigua, se usassimo dei simboli matematici, come le parentesi tonde quadre e graffe, con lo stesso valore funzionale che queste hanno in algebra, potremmo riscrivere “il medico e il padre del ragazzo arrivarono in orario” nelle due diverse modalità:

(a) [(il medico) e (il padre del ragazzo) arrivarono in orario] (b) {[(il medico) e (il padre ) del ragazzo] arrivarono in orario} L’analisi proposta in (a) ha solo due livelli: 1° livello ( ); 2° livello [ ]; L’analisi proposta in (b) ha tre livelli: 1° livello ( ); 2° livello [ ] 3° livello { }. L’ANALISI IN COSTITUENTI IMMEDIATI Per rendere esplicita la struttura gerarchica della frase, nonostante la sua linearità, lo strutturalismo opera con le due operazioni della segmentazione e della sostituzione, che sono alla base dell’analisi sintattica in costituenti immediati, come questo tipo di teoria sintattica fu definito nell’ambito dello strutturalismo americano di stampo bloomfieldiano. Partendo da una frase semplice come: “Giovanni dorme in camera sua” è facile constatare che:

  1. la frase può essere intuitivamente scomposta in Giovanni+dorme in camera sua;
  2. “Giovanni” può essere sostituito da “Luigi”, “il bambino”, ecc., mentre “dorme in camera sua” può essere sostituito da “mangia”, “corre”, “legge un libro”, ecc. Tale situazione, conseguente alle due operazioni della segmentazione e della sostituzione, è suscettibile di essere rappresentata in tre diverse maniere, tra loro equivalenti:

applicando una regola (anche se in questo caso è scorretta). Quindi C dice che non si può spiegare questo se non immaginiamo che non nasciamo con una tabula rasa ma siamo geneticamente disposti all’acquisizione del linguaggio. Quindi l’acquisizione del linguaggio è innata ed è tipica dell’essere umano. L’importanza della sintassi è che ci sono queste regole sintattiche che costituiscono le strutture più profonde della grammatica, che i bambini hanno innata. La sintassi è caratterizzata da una struttura gerarchica. Ci sono unità che si ottengono per scomposizione, che unendosi formano unità di livello superiore. Fonemi= morfemi=lessemi=frasi=testi. Linguistica testuale= studio delle frasi che compongono i testi. DEFINIZIONE DI FRASE La frase è una unità dotata di un soggetto, predicato ed eventualmente da complementi, così si sottolinea l’importanza del verbo. È una forma linguistica indipendente, non compresa da una più grande, ma dagli anni 60 del 900 ci si è resi conto che c’è qualcosa al di sopra delle frasi, ovvero i testi (linguistica testuale). Vari termini per indicare la frase: Proposizione= indica sia la frase sia una clausola (unità formata da almeno un predicato). Periodo= più che la frase, si intende l’ipotassi, una frase con subordinate. Enunciato= nozione più generale e che i linguisti preferiscono in quanto più neutra. Perché indica un qualsiasi segmento di un discorso orale e scritto.

Frasi nominali e verbali (CLAUSOLE): -frasi nominali= formata da un elemento nominale ovvero il soggetto. Es: proverbi, fatte da frasi nominali. Non c’è quindi un verbo. “Bella questa casa!”. Non c’è nessuna specificazione di carattere temporale, ma ha un carattere generale. -frasi verbali= c’è un verbo. Riesce ad esprimere gli aspetti temporali e aspettuali. Es: “sto facendo i compiti”. Può esserci una costruzione diversa, Es prima SOGGETTO poi VERBO; oppure prima VERBO poi SOGGETTO “penso a tutto io”. Tecnica a CHIASMO, usata per ottenere opposizioni. PERIODO: c’è una frase principale e una subordinata, dove la principale può comparire da sola mentre l’altra no. Le subordinate sono introdotte da congiunzioni subordinanti che ci fanno capire che tipo di subordinata è. Ci permette di espandere a volontà un enunciato. È usato di più nello scritto. L’importante è che per fare le subordinate, oltre le congiunzioni, ci sono altre strategie e sono i pronomi (come i relativi e interrogative, in italiano), e la MARCA ZERO ovvero che a volte non c’è niente, ma la subordinata viene introdotta ugualmente. La marca 0 la usiamo con sub. oggettive e soggettive. FRASE DAL PUNTO DI VISTA PRAGMATICO-FORMATIVO “La bambina mangia la mela”= sogg, verbo, oggetto.

-posizione iniziale o finale; es: “il caffè, non lo bevo” ho messo in prima posizione il tema, ma posso metterlo anche in ultima posizione Es: “non lo bevo, il caffè”. In prima posizione si chiama “dislocazione a sinistra”, in ultima posizione “dislocazione a destra”; -frase scissa= “è il caffè che non bevo”, “è lui che non deve venire”. Deriva dal francese. Queste strategie nell’orale sono accompagnate dall’intonazione, mentre nello scritto dalla punteggiatura. Dal momento in cui l’emittente parla, è ovvio che abbiamo delle conoscenze in comune. Più la conversazione va avanti, le informazioni aumentano. Si parte da una informazione condivisa per poi acquisire informazioni nuove, così aumentano sempre di più. Quando non si hanno informazioni condivise, diventa poi difficile la conversazione. Una informazione nuova diventa dato, si aggiunge un elemento nuovo che diventa dato e così via. Per cui c’è una dinamica di informazioni possedute e non possedute e si va avanti all’infinito. C’è un procedimento che va ad aumentare sempre le informazioni. Emittente= tema, rema; destinatario= dato, nuovo.