






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Sofocle - Aiace --> La dea invisibile: Atena e Odisseo --> Il suicidio di Aiace - Antigone --> Coro dell'Antigone --> Antigone sfida Creonte --> Lo scontro di Creonte con il figlio --> La sposa della morte - Edipo re --> Prologo --> Edipo e Tiresia --> Il sospetto --> Edipo comprende il passato - Edipo a Colono --> L'elogio di Colono --> La morte di Edipo
Tipologia: Appunti
1 / 10
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Entriamo nella fase più classica del teatro greco dove si ha una maturità della produzione. Ci sono arrivate solo 7 tragedie di oltre 120 circa. Aneddoto un evento che accomunava i 3 principali autori del teatro greco era la battaglia di Salamina , e che a questa battaglia avesse partecipato anche Sofocle che all’epoca aveva pochi anni quindi nell’età dell’Efebia (periodo in cui un cittadino ateniese diventava adulti) infatti lui aveva partecipato alle celebrazioni per la vittoria, mentre Euripide secondo la tradizione è nato proprio il giorno della battaglia di Salamina. Questo ci fa capire come questo evento avesse un ruolo centrale nella storia di Atene. I 3 autori rappresentano 3 momenti diversi della storia dell’Atene classica: Eschilo il mondo di passaggio, Sofocle che vede nell’Atene la parabola da quando vince a quando ormai sta perdendo la guerra del Peloponneso (vede la crescita e la decadenza), mentre Euripide l’ultima fase della vicenda politica di Atene. Sofocle viene da una famiglia aristocratica e ricopre anche cariche pubbliche importanti ad Atene: insieme alla presentazione dell’Antigone ricopre il ruolo di stratego. Partecipa in maniera attiva alla vita pubblica e politica dell’Atene ha una posizione politica moderata (né conservatore né democratico radicale), e incarna per tanti aspetti in maniera perfetta e definita la maturità e la pienezza dell’evoluzione del genere letterario, ne incarna lo spirito classico. Nell’idea di classicità greca c’è una perfezione esteriore (armonia, eleganza) che però contengono all’interno una sorta di inquietudine , di visione problematica del mondo. I drammi di Sofocle contengono la perfezione, il raggiungimento di un equilibrio formale e allo stesso tempo una visione problematica del mondo. Sofocle è la fusione perfetta di questa apparenza ordinata, armoniosa ed elegante e allo stesso tempo presenta una serie di temi problematici. Sofocle aumenta il numero degli attori da 12 a 15 e usa in maniera più funzionale la figura del tritagonista : il terzo attore. Inoltre, a differenza di Eschilo che aveva sviluppato una struttura della trilogia complessiva, quelle di Sofocle sono tragedie monografiche. Ogni tragedia ha un suo tema e un suo protagonista. La forma monografica che hanno le sue tragedie si riflette anche in una fortissima esasperazione del ruolo del protagonista: tema fondamentale. La dimensione religiosa di Sofocle non arriva a trovare un senso. Da un lato c’è una visione del mondo ordinata , dall’altro il senso dell’enigma , del mistero, dell’inconoscibilità di qual è il senso della vita dell’uomo. Le tragedie che ci sono arrivate sono solo 7:
**- Aiace
Ha una struttura a dittico : tragedia formata quasi da due parti separate. Siamo nel mito di Troia. Coro i marinai di Salamina. La tragedia si svolge sulla spiaggia davanti al muro di Troia. Dopo la morte di Achille nasce una disputa sull’eredità delle sue armi : si trovano a combattere Aiace e Odisseo. Perché? Odisseo è quello che ha permesso di vincere la guerra. Odisseo riesce a persuadere i principi Achei ad avere le armi e quindi vince su Aiace. Aiace non la prende bene, si sente disonorato, decide di vendicarsi uccidendo tutti i capi degli Achei. Interviene Atena che gli fa avere una visione e lui, credendo di star ammazzando i principi degli achei, si sfoga sulle greggi che trova sulle rive del mare. Quando gli passa il raptus e si rende conto di aver sbagliato bersaglio si ritrova completamente provato di qualsiasi forma di onore e di gloria. Ha perso quello che era il motivo per cui aveva deciso di vendicarsi. Si ritrova peggio di prima. L’unica soluzione per lui: il suicidio. Il suo suicidio è una scenografia classica : prende la sua spada, data a lui da Ettore in uno scontro, la pianta per terra con la punta rivolta verso l’alto e si butta sulla spada. Il mito diceva che lui fosse invulnerabile tranne nel punto sotto l’ascella. Il suicidio arriva a metà del dramma : dopo la storia continua. Per questo si parla di una struttura a dittico : il primo dramma si conclude con il suicidio ma la storia va avanti. Agamennone e Menelao scoprono qual era il piano di Aiace e intervengono : non vogliono restituire la salma, gli vogliono togliere la possibilità di trovare la pace dopo la morte. Alla fine il corpo viene riconsegnato e Aiace sepolto.
La tragedia dell’Antigone si apre nel momento appena successivo alla fine dei 7 contro Tebe. Il nuovo re di Tebe è Creonte, il fratello di Giocasta, e come prima decisione vuole onorare Eteocle, morto difendendo la patria, dunque divulga un editto, decreto [κερυγμα] che vieta di dare la sepoltura a Polinice. La tragedia si apre con Antigone che dice alla sorella Ismene di voler dare una cerimonia funebre a Polinice, però la sorella è più fragile e quindi si pone il problema di rispettare le leggi, e basta questo per Antigone di tagliare ogni ponte perché per lei il dubbio era inaccettabile. Voleva dare la sepoltura al fratello. Antigone da subito non ha possibilità di conciliarsi con chi la pensa diversamente da lei. Hegel rappresentazione perfetta dell’ opposizione tra l’individuo [Antigone] e lo stato [Creonte]. È l’assolutizzazione delle due posizioni non conciliabili che portano all’annientamento. La moglie di Creonte, alla notizia che il figlio è morto, rientra al palazzo e si suicida: indirettamente Creonte è responsabile della morte del figlio (suicidato sotto istigazione di Creonte), della moglie e di Antigone.
La vicenda si apre subito con lo scontro tra le sorelle, non c’è un prologo. Questo coro è la sintesi perfetta del mondo di Sofocle. L’esaltazione e inno alla civiltà umana, che però non è priva di dubbi = visione del mondo, classica di Sofocle. La chiusura dello stasimo è profondamente religiosa, nonostante in sé è molto progressista (visione laica). Lo stasimo è diviso in 2 strofe e 2 anti-strofe. Prima strofa
Creonte aveva minacciato le guardie perché dovevano trovare chi aveva seppellito il corpo di Polinice, sennò sarebbero stati incolpate loro. Ha senso che per seguire le leggi positive ci si spinga così tanto? Situazione ambigua di dover consegnare Antigone, persona che gli sta a cuore [tous filious]. Da qui comincia una specie di stikomitia tra Creonte e Antigone [Creonte, fratello di Giocasta, è lo zio di Antigone]. Antigone è l’ultima di una generazione sciagurata [Edipo padre e fratello] - commento del corifeo.
Antigone ha scelto di isolarsi, ma in realtà la gente di Tebe la pensa come lei. Il coro inizialmente sembra essere contrario ma non è così: la polis è dalla sua parte perché se la rigidità di Antigone era un motivo di condanna, allo stesso modo la rigidità di Creonte è sbagliata. Se la tragedia si conclude nella solitudine di Antigone, dall’altra parte anche Creonte di fronte a un rifiuto ne impone un altro passando dalla parte del torto. Creonte passa dalla parte del torto: il figlio Emone cerca di convincerlo prima a parole, fino a quando poi non arrivano allo scontro e quindi qui anche il coro condanna il suo atteggiamento. Gli oracoli anche hanno una funzione fondamentale: arriva anche Tiresia (indovino cieco) che profetizza a Creonte un destino di sciagura se non cambia questo atteggiamento. Creonte che è chiuso nella sua incapacità di andare oltre alle proprie condizioni, lui reagisce accusando Tiresia di voler fare una specie di colpo di stato. Questa sua resistenza lo porta a una sorta di disprezzo da parte degli dei, anche perché la profezia non viene accolta, recepita. Quando Creonte sembra essere rimasto solo usa la Parektasis: a un certo punto però decide di tornare indietro, di ammorbidire la sua posizione: troppo tardi perché Antigone si è già suicidata. Quando lui entra vede il figlio Emone suicidarsi per la morte di Antigone. Una volta venuta a conoscenza della morte del figlio, anche la moglie di Creonte decide di suicidarsi. Toni: sorta di dibattito di Agone sofistico. Da un lato c’è la posizione di Creonte che difenda il dover seguire le leggi, e dall’altra parte la posizione di Emone che presenta delle obiezioni. Siccome poi nessuno è disposto a cedere da un discorso argomentativo si passa a un vero e proprio sconto.
Scontro tra due modi di leggere la realtà Tiresia = indovino per eccellenza [lui sa che era figlio di Laio], sapienza rivelata mentre Edipo ricerca. Due modi diversi di intendere la realtà = tragedia strumento epistemologico La conoscenza di Tiresia è immediata mentre quella di Edipo procede attraverso indagini, conoscenza di tipo mediato. Mi servono ancora questi appunti, chi me li ha mandati li ha messi sul libro senza mandarmi le foto del libro Odisseo nel corso della tragedia subisce un cambiamento di identità, di tipo ontologico.
Conclusione di tutto: c’è un momento di stasi in cui si sente una voce divina (la divinità si manifesta ma non si vede come nell’Aiace) dal bosco che invita Edipo ad avvicinarsi, ad entrare e poi Edipo seguito da una serie di riti catartici “non è più”, ovvero è morto.