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Annotazioni e appunti di archeologia e storia dell'arte greca
Tipologia: Appunti
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Archeologia e arte greca
Architettura Greca: l’architettura del periodo geometrico è importante perché si cominciano a intravedere le caratteristiche che saranno poi quelle dell’architerrura canonica che si svilupperà nel VI sec a.C. nella sua forma compiuta,ma si arriverà al canone attraverso una serie di passaggi i cui primi passi si possono riscontrare nell’architettura di età geometrica… Architettura nota da da scavi,e conservata a livello di fondazioni ma che in alcuni casi è ben leggibile e serve per introdurre il discorso sull’architettura della grecia.
Riniziamo dall’isola dell’Eubea,che in questi secoli è molto importante per innovazioni e idee.
SANTUARIO DI APOLLO DAFNE PHOROS -> significa “Apollo portatore di alloro”. L’aaloro era una delle piante sacre a questa divinità. Il santuario si trova ad Eretria.Insieme a Calcide,Eredia era una delle 2 grandi città dell’isola Eubea. Le fondazioni sono illustrative di un fenomeno tipico per l’architettura culturale della Grecia. Cioè che l’area sacra rimane tale attraverso il tempo,per secoli,e si sovrappongono diverse fasi degli edifici di culto tutti nella stessa zona.Perchè era un area sacrificata e santificata dalla presenza del dio è dunque rimaneva tale anche se la struttura monumentale del tempio mutava nel tempo,e dunque quello che si vede nell’immagine è una sovrapposizione di fasi,che va dall’età geometrica questa fondazione absidata,alla struttura del secolo successivo,e così via sino alla planimetria del tempio periptero di VI sec a.C. di cui si possiedono i frontoni,soprattutto al di sotto della cella dei templi di età arcaica e classica,si rinvengono durante gli scavi,le fasi precedenti dell’edificio. Bisogna sfogliare questo archivio di architettura storica,per giungere alle fasi geometriche che sono le prime generalmente attestate. L’edificio in questione è un piccolo edificio absidato,dunque se si osserva la pianta lo si vede all’interno del riquadro,che illustra un abitato di capanne di planimetria simile ma minore dimensioni,tra le quali spicca questo edificio che si trova in corrispondenza della cella delle fasi successive del santuario e può essere identificato sia per le dimensioni maggiori,maggiore articolazione planimetrica,come i primo tempio dedicato a Apollo Dafne Phoros in questa località.L’edificio si data alla prima metà dell’VIII sec. A.C.,dunque in età tardo geometrica,ed è lungo circa 10 metri.La primissima fase dell’edificio era costituita da una palizzata lignea,gli scavatori hanno interpretato i resti di questo legno come legno di alloro,con riferimento alle epiclesi del dio Daphne Phoros ,una struttura absidata in legno caretterizzata dalla presenza di supporti centrali,individuati da buchi di palo durante gli scavi. A questa struttura molto semplice che si può immaginare con un tetto di paglia a doppio spiovente,sono assocciati dei rinvenimenti votivi che la caratterizzano come edificio di culto oltre alla posizione che da come si può vedere si trova al centro di tutti gli edifici successivi dedicati ad Apollo. Nella fase successiva sarà stata coperta e la fase più tarda edificata al di sopra. Accanto al primo sacello dedicato Apollo D.F. troviamo una struttura allungata anchessa absidata,molto più grande,lunga 100 piedi.In Grecia l’unità di misura piede equivale a circa 29 e rotti centimetri,quindi un edificio lungo 100 piedi è lungo un 30 metri,si tratta di una misura canonica,che in greco si chia Echatopedon,ossia 100 piedi.Questo Echatopedon ha già una fila di sostegni centrali,ma come il predecessore,non si tratta ancora di edifici di una peristrasi,cioè non c’è il colonnato esterno neanche in legno. Siamo in una fase dove la pietra non è ancora utilizzata e si utilizza prevalentemente il legno. E i mattoni crudi quando le pareti esterne verranno poi realizzate in uno zoccolo di pietrame. Si tratta di un edificio eccezionale,che aveva dei riscontri anche in altre zone della Grecia. Ne sono testimonianza 2 modellini di argilla,anch’essi offerte evotive alla divinità,che vengono dal peloponneso. Questo che vediamo viene da Peracora vicino Corinto,e il prossimo da Argo.,associati da rinvenimenti di culto da santuario. Quindi si tratta di offerte evotive di modelini di piccole dimensioni una 30ina di centimetri,che rappresentavano l’edificio di culto stesso,quindi ci danno un’idea di come doveva essere il sacello geometrico di questi santuari. E si vede che tornano alcune caratteristiche comuni a quello che si è visto in sito ad Eretria,e cioè la pianta absidata l’utilizzo di piccole pietre e supporti lignei,il tetto stramineo,delle colonne d’avanti all’ingresso,quindi un abbozzo di pronao,e soprattutto un’apertura centrale che caratterizza il frontone,e che segnala che questi edifici non avevano un timpano - > un triangolo frontonale chiuso…ma questo triangolo frontonale era ancora aperto e si vedevano le traveatture linee della copertura attraverso l’ingresso. Naturalmente il modellino in terracotta era anche decorato da motivi che ritroviamo sulla ceramica coeva,il motivo a meandro,che è molto caratteristico della ceramica di età geometrica. Un altro modellino è quello che viene da Argo,abbastanza simile a quello precedente nella concezione,salvo che qui l’edificio è rappresentato come rettangolare privo di abside,ha un pronao ben sviluppato con 2 supporti che nell’edificio saranno stati linei d’avanti la porta d’ingresso,un tetto
a ripido doppio spiovente e ancora questa apertura centrale,dalla quale dovevano uscire i fumi perché in questi primi edifici l’altare sacrificale era connotato all’interno dell’edificio,si bruciavano qui le offerte e dunque l’apertura serviva anche all’erogazione del fumo.Anche in questo caso troviamo sul modellino di terracotta gli stessi schemi decorativi geometrizzanti tipici della contemporanea ceramica della decorazione dei vasi.Era evidente da questi modelli che il prototipo ideale delle strutture di culto nella fase geometrica è quello della casa dove riprendono le tipologie domestiche di questo periodo.Gli altri appunto sono al centro della cella.Un modello diverso,in ambito dorico,è quello proposto dalla ionia,già in questo periodo 2 tradizioni archittetoniche si diversificano.Un esempio è :
“LA PRIMA FASE DEL CELEBERRIMO ARTEMISION DI EFESO” -> Il tempio di Artemide ad Efeso,una delle 7 meraviglie del mondo,comincia la sua lunga storia,all’interno del santuario di Artemide,proprio nel periodo geometrico.Quello che si rinviene al di sotto e all’iterno della cella di età più tarda,la pianta che si vede è dell’edificio arcaico di VI sec a.C.,ma già nell’VIII sec a.C. esisteva qui un tempio,la differenza rispetto alla concezione degli edifici che si è visto per esempio quelli rappresentati su i 2 modelli di Argo e Peracora,è che qui il modello non è più quello della casa ma è quello dell’inserimento di uno spazio di culto con delle sue caratteristiche precise all’interno di un cortile.Infatti gli scavi al di sotto della cella dell’artemision di età arcaica hanno identificato un edificio rettangolare costituito da muri articolati in 4 colonne sulla fronte e 8 sui lati,quindi non c’è la parete continua dei mattoni crudi che abbiamo visto nel modellino,qui la concezione è quella di un tabernacolo ligneo,colonnato,4 colonne sui lati corti e 8 sui lati brevi,che racchiude la statua di culto. L’edificio qui è concepito come uno scrigno che rende visibile al suo interno la statua.Questo edificio è anch’esso databile all’VIII sec a.C. e preannucia il modelli di riferimento diversi e un certo decorativismo che distingueranno sempre l’architettura ionica,più raffinata ed elegante elaborata dal punto di vista decorativo rispetto a quella dorica.Un’altro esempio sempre dalla Ionia ,siamo sulla costa occidentale della Turchia,viene dall’Isola di SAMOS prospicente la costa anatolica e di cultura Ionica.A Samos,si edilige il SANTUARIO DI HERA,che ha restituito in parte delle opere e dei monumenti di assoluta rilevanza,anche qui abbiamo a che fare con un santuario dedicato alla dea Hera,HERAION significa tempio di HERA,e questo edificio è anch’esso assurgerà a una grande complessità che si svilupperà anche in età Romana,quindi sono santuari a lunghissima continuità di vita,le cui radici si riconoscono già nel geometrico.Qui si può vedere,per avere un’idea,una planimetria sommalia dela moltitudine di edifici che verranno a caratterizzare il santuario.Nella fattispecie ci troviamo alla fase alla quale corrisponde l’edificio numero 2 in questa pianta,definito appunto HECATOPEDON,che ha 2 fasi,la prima e la seconda,una più antica e l’altra di poco iù recente.L’HECATOPEDON era il nucleo originario di questo santuario che esisteva quando tutto il resto ancora non c’era,ed era posto alcuni metri d’avanti l’edificio di età ellenistica,ma questa linea continua individua la fronte dell’edificio di età arcaica.Quindi la posizione del n.2 cioè del tempio geometrio corrisponde al pronao dell’edificio successivo,quello di età arcaica.In età ellenistica sarà costruito in una posizione arretrata di circa 40 metri (vedere il disegno per individuare le fronti),dove tutte e 3 le fronti insistevno nella stessa zona.Questo edificio di SAMO,il primo,è un HECATOMPEDON,lungo 100 piedi,e realizzato i mattoni crudi senza una peristasi,senza un colonnato che circonda la cella.SI HA: una cella molto stretta e allungata(altra tipica caratteristica della Ionia),con 3 colonne lignee sulla fronte e una serie di pilastri lignei interni che dividevano lo spazio in 2 navate. Sul fondo ma un po’ dissasata,altrimenti la fila di pilastri interni avrebbe impedito la vista,c’era la basa della statua di culto di HERA.Questo edificio fu restaurato nel corso del VII sec e gli verrà aggiunta una PERISTASI ESTERNA LIGNEA,e anche un pronao con 4 colonne antistante l’ingresso.LA PERISTASI è ancora in legno (non si utilizzava ancora la pietra o il marmo per i supporti).Un’altra caratteristica che inizia ad aemergere è l’accentuata frontalità degli edifici,infatti il numero delle colonne d’avanti alla fronte considerando la peristasi e il pronao si fa importante e c’è un accento sulla frontalità dell’edificio,che non è completamente simmetrico ma è dotato di maggior numero di colonne sulla fronte( lato d’ingresso),un’altra caratteristica è che per rinforzare le pareti si è creata una scansione di pilastri interni sempre in legno che aggettano dai muri.
INIZIAMO A VEDERE COME LE 2 TRADIZIONI ARCHITETTONICHE SIN DALL’ETA’ GEOMETRICA SI VANNO DIFFERENZIANDO…
queste figure campite in nero a shiluette,senza dettagli interni,interamente campite di nero,che si scontrano tra loro e i caduti sono rappresentati in maniera ancora un po’ approssimativa,come sdraiati sul terreno a fronte degli arcieri che si scontrano.Sull’altro lato troviamo una scena di attacco di pirati ad una nave,pirati armati di doppio scudo,che non si utilizzavano più nell’attica contemporanea,questo scudo a forma di 8,ma che è probabilmente un reminiscenza di oggetti di età del bronzo di cultura Micenea. C’è qui nell’armamento il tentativo di dare a questi guerrieri un allour di antichità mitologica di combattimenti epici.E’ importantissimo questo primo interesse della rappresentazione di fatti mitologici o reali,ma anche per la rappresentazione umana che diventerà prevalente nel geometrico tardo,ma che comincia a manifestarsi già nelle ultime fasi del geometrico medio.Sempre nel geometrico medio,spicca una tomba di un personaggio femminile nota come LA RICCA SIGNORA DELL’AREOPAGO. L’areopago è il colle dove troverà sede il tribunale più eminente di Athene,ma in questa fase è ancora nei pressi della zona necropolare,in quanto l’areopago è posto a immediata prossimità con l’Agorà sul quale si affaccia. Questa zona,da tombe scavate sulle pendici dell’areopago viene una tomba femminile con un corredo piuttosto ricco,contenente anche gioielli in oro,che ha restituito un’interessante e curioso oggetto fittile in terracotta,che è stato interpretato come la rappresentazione in miniatura di un SILOS per cereali,si ritiene che questa signora fosse una possidente terriera e che la rappresentazione di queste strutture alludesse all’origine della sua ricchezza ,il possesso della terra che era il fondamento per l’economia dell’aristocrazia. In questo caso il motivo geometrico del MEANDRO si trova a ornare degli oggetti che in qualche modo dovevano rispecchiare delle strutture costruite di una forma che ricorda la TOGOS destinate a contenere il grano.
GEOMETRICO TARDO 750-700 a.C.
Periodo più maturo della ceramica geometrica. Qui troviamo la massima affermazione dell’arte dei vasai,sia nella perfezione tecnica e nella linearità della struttura del vaso,sia per la complessità delle scene e la minuzia della distribuzione e realizzazione dei motivi geometrici. Tra tutte le officine attiche di questo periodo,quella più celebre è l’officina del Dipilon,perché la sua anfora che da il nome all’officina viene dalla zona del dipilon.Ed è questa monumentale anfora conservata al museo archeologico di athene,alta olte 1,5 m che segnalava la tomba di una defunta.La bottega del Dipilon è articolata intorno alle opere che sono state attribuite allo stesso pittore di vasi,di cui non conosciamo il vero nome ma è noto come il pittore del Dipilon. A questo pittore posso essere attribuiti altri vasi da questa officina.Il pittore predilige dei crateri e delle anfore di grandi dimensioni sui quali con una minuzia straordinaria e una coerenza distributiva veramente notevole rappresenta una serie di motivi geometrici,che occupano tutta la superfice risparmiata del vaso,tranne il fondo della pancia,che è campito con vernice nera e tutto il resto è lasciato nel suo colore naturale e la decorazione è sovra dipinta in bruno.Ciò che colpisce l’attenzione con la quale si sono identificate le zone salienti del vaso ad esempio quelle,tra le 2 anse dov’è stato realizzato il quadro metopale che contiene una scena di protesis,la protesis è l’esposizione del defunto,si tratta di una scena funerale che è la più celebre scena dellla ceramica geometrica. Si vede al centro una figura di defunta,identificata come donna per via della lunga veste,distesa su un letto funebre con alle sue spalle un pannello di stoffa decorata,in realtà l’artista geometrico,che non è ancora in grado di rappresentare una prospettiva,ha posto alle spalle della defunta quanto in realtà era posto orizzontalmente su di lei,cioè il baldacchino del letto funebre,che viene ribaltata in questa prospettiva ma che si deve intendere come disposta al di sopra del corpo.Il corpo era adagiato su un letto funebre e ai piedi del letto sono presenti figure maschili e femminili che si battono il capo in segno di lutto,così come fanno tutti questi personaggi ai piedi del letto funebre.Questa scena di protesisi vede l’esposizione del corpo all’interno della casa e i partecipanti che si battono il capo in segno di lutto. Come sono rappresentate queste figure?? Sono rappresentate in una tecnica definita a shiluette cioè campite di bruno,con il torso frontalee stilizzato a triangolo e le gambe viste di profilo,si tratta di un approccio alla figura umana che ancora non si era in grando di rappresentarla come succederà in età classica,ma si tratta di primi esempi di rappresentazione realistica della figura umana. Questa officina produrrà ancora altre scene più complesse,sempre però conuna tematia funebre.(vedere immagine) questo è un cratere sempre attribuito alla bottega del dipilon,che rappresenta un altro momento del funerale,cioè ecforà,cioè il trasporto dalla casa alla zona dove verrà incenerito. Anche qui la decorazione campisce quasi tutta la struttura del cratere e nello spazio tra le 2 anse vediamo
l’esposizione del defunto con le stesse caratteristiche che abbiamo visto nell’anfora ma al di sotto vediamo il carro che accompagnava il defunto alla sua ultima destinazione. Anche in questo caso la scena è proiettata in una dimensione epica con la presenza degli scudi a 8 e di fastose bighe, e il carro con l’auriga stilizzata all’interno,il tutto campito di motivi decorativi geometrici tra le figure.Tutti hanno 2 lance in mano perché si combatteva con 2 lance. L’idea che il vaso vuole suggerire è che al funerale di questa importante personalità maschile,dato che si tratta di cratere,partecipi l’intera aristocrazia della città rappresentata sotto forma di eroi omerici,che recano armi di un saporeretrò che alludevano all’epos e ai combattimenti di età del bronzo. In tutto questo le figure sono pervase di un accenno di psicologismo che si rappresenta attraverso il gesto di battersi il capo esprimendo dolore,siamo all’inizio di un fenomeno interessane che è quello dell’interesse dell’arte greca dei sentimenti e dell’umanità. Sempre a questo mondo al mondo dell’epica,rimanda anche questo cratere conservato al Louvre,su cui ventre sono rappresentate altre scene di combattimento,ritornando gli stessi motivi e gli scudi a 8,i caduti rappresentati lunghi sul terreno e ruote di carri,il tutto immerso in un denso sistema di riempitivi.Le teste sono rappresentate in maniera convesionale,cioè hanno come un muso allungato dove ad alcuni manca l’occhio visto di profilo,e una sorta di cresta di elmo che si allunga sul retro,questa tipologia si trova sulla piccola bronzistica contemporanea. Ai poemi omerici,rimanda anche una oenocore,vaso per vino che si conserva oggi a Monaco di Baviera,sul collo troviamo una scena di naufragio,dove si vedono le figure di uomini (occhio risparmiato),cadute in mare e date in pasto ai pesci,mentre sulla chiglia rovesciata della nave,un superstite seduto.Secondo alcuni,potrebbe trattarsi del naufragio di Odisseo. Siamo giunti con questi esempi,con gusti narrativi di cui i vasi sono veicolo e per noi una delle maggiori testimonianze alla fine del periodo geometrico.
Alla fine dell’VIII sec,lo stile geometrico diventa stanco e ripetititvo,la decorazione perde coerenza e ritmo,e questa perdita di qualità generale coincide con il declinio culturale di athene alla fine dell’VIII sec. Quando comincia ad emergere la potenza culturale ed economica di Corinto,che rappresenterà la città che più di altre competerà con successo contro Athene,anche nella produzione,commercializzazione e distribuzione di vasi dipinti,con la nascita dello stile PROTOCOTINZIO,che appare intorno il 720 a..C. e coincide con il declinio della ceramica attica dell’ultima fase del tarno geometrico.La ceramica protocorinzia avrà un grande successo e la troviamo distribuita anche nelleclonie oltre mare fondate dai greci in questo periodo,esempio in Italia meridionale.La città di Corinto esporta all’interno di questi vasi dei prodotti,unguenti,olio ecc… che sono esportati sul mercato transmarino e che testimoniano la grande potenza commerciale di Corinto che godeva anche di una protezione strategica al confine tra i 2 mari.Quando ancora l’istmo non era stato aperto,che sarà aperto solo nel 900,ma i Greci avevano un loro sistema per fa si che le navi sfruttassero l’istmo ed entrare facilmente nel mare meridionale del Peloponneso da Nord.La ragione del declinio della ceramica geometrica è dovuta dalla competizione di Corinto.
LA BRONZISTICA DEL PERIODO GEOMETRICO
Materiale importante.La pratica di dedicare degli oggetti votivi agli dei era caratteristica della religiosità greca sin dalle origini,esisteva di già il sacrificio animale ma accanto a questo esistevano sacrifici incruenti come il cibo o oggetti di materiali più o meno preziosi.Il bronzo era tra i materiali di maggior pregio,si ottiene da una lega di rame e stagno,esisteva già all’età del bronzo,mentre il ferro verrà introdotto nel periodo geometrico,era il materiali con il quale si realizzavano le armi ecc…ma era anche utilizzato per la creazione di oggetti dedicati alla divinità ,che poi venivano lasciati nei templi o nei pressi dei templi a ricordo dell’offerta del fedele,tra questi spiccano questi grandi tripodi in bronzo,che sono stati rinvenuti in tutti i santuari della grecia di età geometrica come: Delfi,Olimpia ma anche Argo,l’Acropoli di Athene,Creta,l’isola di Delo,dove c’era il santuario di Apollo. Sono oggetti che troviamo anche in grandi dimensioni,dove i più grandi superavano 1 metro e 30cm di altezza,ed erano costituiti da un calderone supportato da 3 piedi da qui il nome di tripodi.Nel calderone si facevano bollire le carni destinate al dio,quando il calderone aveva una valenza funzionale,in altri casi,era il simbolo di questo sacrificio.Nati come oggetti funzionali questi calderoni divennero degli oggetti di pregio dedicati alla divinità.Erano ornati da grandi anse sopraelevate,circolari,talvolta traforate a giorno,e molto spesso decorate da piccole figurine a rilievo. Oltre a figure di animali,spesso si trova anche la figura umana nell’età tardo geometrica,in associazione all’interessa della figura umana del
per brevità si definisce LEMANTINA. I lemantini,termine generico per identificare le popolazione del vicino oriente antico,che i Minoico e Micenei avevano già intensi rapporti economici e culturali.Ma questi rapporti,durante il geometrico,erano venuti a cessare con rare eccezione,una delle quali è il cratere Cipriota che abbiamo visto nella tomba di Lefkandi,che dimostra che i contatti non si erano rotti del tutto,però esii riprendono con grande rigore durante la fase orientalizzante,cioè nel VII sec. a.C. Un ruolo fondamentale in questo processo era stato svolto dalla colonizzazione greca,che si era rivolta si verso l’occidente e l’Italia,ma anche verso il Mar Nero,le coste settentrionali dell’Africa, e la Siria dove non vengono fondate vere e proprie colonie ma i Greci vi impostano nell’VIII sec. a.C. un EMPORION,cioè una sorta di centro dedito alle attività commerciali,con i locali,nella località di Almina.Tramite Almina,vero e proprio emporio,e attraverso vere e proprie colonie greche fondate nel Mar Nero,in Africa,in Egitto e in altre zone… Attraverso appunto la colonizzazione Greca,che interessa l’Italia meridionale a partire dall’VIII sec. le coste della Spagna e della Francia,ma anche quasi l’intero perimetro del Mar Nero,naturalmente la colonizzazione Ionica delle coste ma anche del Nord Africa,dell’Egitto e di Cipro,nonché appunto degli empori come ALMINA situati in zone strategiche dal punto di vista commerciale. Almina era posta a ridosso delle città Fenice che in questa fase erano controllati dagli Assiri,i Fenici commerciavano dietro la pressione del dominio Assiro.E il rapporto con l’Assiria e con la Fenicia è molto forte in particolare nelle città Greche della costa anatolica,che modificarono profondamente la loro struttura politica e civile a seguito di questi contatti,e durante il VII sec si formarono delle strutture a conduzione aristicratica,dominate da famiglie come i Bacchiadi per esempio,o Trasibolo
tiranno di Mileto,città che avevano delle posizioni di tipo tirannico,la personalità preminente era il TURANNOS,concetto diverso da quello del tiranno in Italia,era la personalità dominante il primus interpares all’interno di una struttura oligarchica della società. Questa nuova classe sociale,i TIRANNI,non avevano spesso origini aristocratiche,erano esponenti di famiglie che si erano arricchite attraverso il commercio.Queste strutture tiranniche si estesero nella Grecia propria dove le troviamo rappresentate con CYXERO a Corinto,e nel Peloponneso.La stessa Sparta aveva comunque grandi rapporti con l’oriente e contatti politici con i regni vicino-orientali. Il traffico con l’oriente determinò anche un afflusso consistente di oggetti verso la Grecia,proveniente dall’ambiente Siro-Fenicio,ma anche dall’ambiente Assiro-Iranico. I greci in questo modo cominciarono a conoscere oggetti prodotti in oriente in grande quantità.Per esempio l’avorio,ma anche pietre e orificerie,e molti oggetti di produzione orientale vengono dedicati dai greci nei propri santuari. I ricchi santuari della Grecia,soprattutto Olimpia,Delfi,e Samo,ricevono anche i doni di ricchissimi dinasti orientali. I santuari della grecia erano anche aperti ai popoli diversi e culture diverse,e alcuni di questi dinasti dell’oriente,soprattutto nel VI sec Creso e altri esponenti dedicano lussuosi bene nei santuari della Grecia,come ci narra Erodoto che ricorda che il re della Frigia,Mida,aveva dedicato il suo trono in uno di questi santuari che il re di Lidia,Gige,aveva dedicato nei santuari palaellenici grandi quantità di argento e oro. Queste notizie letterarie trovano conferma nella documentazione archeologica che ha restituito oggetti certamente di produzione Orientale. Come per esempio questi calderoni di produzione fenicia provenienti da Cipro, e dedicati a Olimpia. Contemporaneamente le famiglie orientali,per sfuggire alla pressione degli Assiri,giunti a conquistare le coste dell’egeo,fuggono in grecia e cercano qui un nuovo mercato. Abbiamo da una parte l’importazione di oggetti orientali in grecia,e dall’altra l’immigrazione in grecia di famiglie di artigiani orientali che fuggono dagli Assiri, attraversano l’egeo e si stabiliscono nei nuovi mercati dell’Ellade. Questi nuovi contatti portarono un mutamento profondo della cultura greca. Sia dal punto di vista delle abitudini quotidiane,e sia da quello linguistico,che soprattutto dalla cultura figurativa. Questi oggetti e questi artisti,erano spesso interessati a figure mostruose,quindi tutto il panorama sirene,grifoni,sfingi,centuari,gorgoni,che erano parte dell’immaginario di queste popolazioni orientali,arrivano con più frequenza in Grecia, e insieme a queste figure arrivò in grecia l’interesse per nuovi temi narrativi,in cui il conflitto del mondo inrazionale rappresentato da questi animali fantastici,e il mondo ordinato e civile della tradizione greca,viene rappresentato attraverso la presenza di queste figure impegnate in centauromachie e combattimenti sugli oggetti artistici di questo periodo.E’ un modo per esorcizare la paura dell’ignoto,attraverso scene di combattimento che mostrano la reazione contro la brutalità,e la mostruosità inpersonificate da questi mostri,allo stesso tempo in una definizione classica di antonio giuliano, durante il periodo orientalizzante ognuno comprese in se la radice e il limite delle proprie possibilità,il caso e le situazioni potevano esaltare l’abbattere e nulla fu certo,solo la ricerca faticosa del proprio essere
individuale,in una condizione umana,sempre incerta e mutevole,un senso di insicurezza del mondo che si è fatto più complesso e articolato,che viene riassunta e simboleggiata dalla presenza di questi elementi mostruosi e irrazionali,che permeano di sé tutto l’immaginario. Età in cui si assiste anche a un fenomeno di grande regionalizzazione della cultura greca,e dove l’assimilazione dei temi orientali,è fatta propria maggiormente nelle zone che sono a diretto contatto con quelle culture,tipo la Ionia,o le zone di culture Eolica a Nord,che adottano ad imitazione degli orientali,uno stile di vita lussuoso e raffinato che colpiva moltissimo gli stessi greci che parlavano degli Ioni (dei greci d’Asia) come personalità appartenenti ad una cultura raffinata ed elegante,e dunque questo stile di vita lussuoso e raffinato che colpì moto i greci nella grecia continentale,è testimoniato dalle opere dei poeti lirici,come Saffo,Arceo,Minnermo,che rappresentano questo mondo IONICO così raffinato ed estetizzante. L’impatto con la cultura orientalizzante,determinò la crisi delle certezze dell’età geometrica,che era un’età dove la società era abbastanza egalitaria,le differenziazioni di classi sociali erano minime,c’era un livellamento sociale,mentre durante l’orientalizzante grazie allo sviluppo del commercio, delle tirannidi,si creano delle sacche di enorme ricchezza a fronte di altre situazioni molto più svantaggiate dal punto di vista economico. L’età orientalizzante è anche il momento in cui i ricchi diventano ancora più ricchi e acquisiscono questi beni di pregio dall’oriente e la società conosce un dinamismo interno e una differenziazione sociale che erano sconosciute all’età geometrica.E dunque crolla anche una compattezza culturale che aveva caratterizzato il geometrico,e l’emergere di regionalismi,ogni città all’interno della grecia marcia in modo autonomo ,alcune con maggiore velocità,altre in maniera più stentata e si crea una differenziazione culturale che ci aiuta a distiguere i processi evolutivi delle diverse regioni della Grecia.