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Nel file c'è una parte della descrizione de "Le Rane", completa un altro file che ho caricato. Invece sono completi i riassunti e le spiegazioni delle seguenti commedie: - Ecclesiazuse -Pluto
Tipologia: Sbobinature
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Mentre Aristofane scriveva le rane ci fu un piccolo contrattempo: muore pure Sofocle. La trama delle rane si regge sul fatto che nell’oltretomba ci stanno solo Eschilo e Euripide. Aristofane dovette rivedere il testo che aveva già iniziato a scrivere alla luce della morte di Sofocle; questi appare nell’oltretomba alla fine quando Dioniso riporta sulla terra Eschilo e dice ad Ade di non dare lo scettro del miglior poeta tragico ad Euripide, ma di darlo a Sofocle. Dopo che Euripide perde l’agone e Eschilo va sulla terra, non può comunque vantarsi di essere il miglior poeta tragico dell’ade perché lo scettro passa a Sofocle. Anche quando Dioniso arriva e deve arbitrare questo agone tra Eschilo e Euripide si dice che Sofocle è presente, ma aveva ceduto volentieri lo scettro ad Eschilo. Quindi sono versi aggiunti perché Aristofane non poteva ignorare che Sofocle era morto, però siccome l’agone doveva essere tra due persone, Sofocle appare come poeta che sta dalla parte di Eschilo prima della gara, e alla fine sostituisce Eschilo sul trono. Le Rane sono del 405, l’anno prima della fine della guerra del Peloponneso che per Atene significa la disfatta totale, è evidente che l’idea di portare Eschilo sulla terra e ra strettamente collegato al momento di Atene che stava per perdere la guerra e quindi l’utilità etico-politica delle tragedie di Eschilo andava letta alla luce del momento drammatico che stava vivendo Atene al livello politico. Infatti, nella parabasi Aristofane fa un appello alla cittadinanza di Atene affinché vengano fatti rientrare gli esuli del 411, cioè quelli che erano andati in esilio perché avevano organizzato il colpo di stato dei quattrocento. Dunque, c’è un appello alla concordia, all’unità nazionale in un momento in cui Atene era prossima alla sconfitta, era un richiamo ad unire le forze al di là delle divisioni interne (l’anno prima c’era la battaglia delle Arginuse in cui Atene aveva vinto però poi i capi militari che avevano vinto erano stati mandati a morte perché non avevano raccolto i cadaveri dei caduti). Le ultime due commedie di Aristofane sono successive al 404, successive alla guerra del Peloponneso e la data del 404 è una data di cesura netta nella storia di Atene e questo si vede anche nella produzione Aristofanea del IV secolo. Sono commedie molto diverse dalle precedenti, sono commedie che anticipano il modo di fare teatro proprio della commedia di mezzo. Le differenze: nelle due commedie tarde di Aristofane non c’è la parabasi; la parabasi era la parte della commedia dal contenuto maggiormente politico; quindi, viene meno un elemento caratteristico della commedia antica. Vengono ridotte le parti corali (questo tipo di evoluzione lo vediamo anche nella tragedia con Euripide), in alcuni casi addirittura invece delle parti scritte dedicate al coro c’è scritto solo coro, cioè la commedia non presenta dei versi scritti appositamente da Aristofane per il coro, da recitare, ma ci sono degli intermezzi musicali, estranei alla trama della commedia i così detti: embolima (intermezzo). In queste commedie non ci sono riferimenti a personaggi dell’attualità, vine meno l’onomastì comodein. (le ultime due commedie in assoluto sono Cocalo e l’Elusione che furono messe in scena dal figlio) ECCLESIAZUSE (le donne in assemblea) Nel 391 vengono messe in scena. La protagonista Prassagora che etimologicamente vuol dire colei che agisce nell’agorà. Prassagora organizza un colpo di stato delle donne: fa mascherare le donne da uomini e poi vanno tutte sulla pnice dove si svolgevano le assemblee a cui potevano partecipare solo gli uomini. Mascherate da uomini fa votare una legge per la quale il potere passa alle donne quindi gli uomini vengono esautorati del potere politico, le donne assumono il controllo d ella polis e promulgano una legge per la quale tutti i beni sono comuni. Si tratta di un’utopia: intanto le donne assumono il potere politico al posto degli uomini e poi non esiste più la proprietà privata. Devono essere in comune anche i figli e la famiglia e ciò implica che i figli non vengono educati in famiglia, ma dalla città e questo è uno dei fondamenti della repubblica di Platone. All'interno della famiglia il fanciullo viene educato secondo le idee e i mezzi di ciascuna famiglia e l’educazione all’interno della
famiglia alimenta le differenze sociali. La parte più comica della commedia è nel finale perché anche gli uomini sono in comune per le donne e le donne votano una legge per la quale gli uomini prima di fare l’amore con le proprie mogli e fidanzate devono soddisfare le vecchie brutte. È una commedia che sfrutta una serie di temi già usati da Aristofane stesso in passato, il tema del contrasto donne e uomini, una società utopistica, quindi ci sono una serie di collegamenti con l’Alisistrata. Le differenze con l’alisistrata: l’Alisistrata era ispirata da un problema attuale e concreto, qui questa commedia è scissa dalla realtà storica dell’epoca. C'è il tema del sesso. Nei versi 1169-76 vi è la parola greca più lunga che esiste, una parola di ben 6 versi, è un composto in cui sono attaccati una serie di cibi. PLUTO Cremilo riceve un oracolo che gli ordina di accogliere in casa sua la prima persona che incontra per strada e Cremilo incontra un cieco. Facendo amicizia con questo cieco scopre che si tratta di Pluto, il dio della ricchezza, che è cieco perché la ricchezza viene assegnata agli uomini in modo irrazionale, senza meriti. Allora Cremilo decide di cambiare il mondo ridonando la ricchezza Pluto affinché il dio possa dare la ricchezza a chi se lo merita e la povertà agli uomini malvagi. A quel punto interviene Penia che è la povertà e c’è un agone tra Pluto e Penia. Penia dimostra che è un bene che gli uomini siano poveri perché è la povertà che spinge gli uomini a lavorare e a darsi da fari e quindi a non passare la vita nell’ozio ma a fare evolvere la civiltà umana attraverso la fatica e il lavoro (Esiodo, Opere e Giorni). Da un punto di vista retorico e argomentativo Penia vince l’agone, però Cremilo non si fa convincere, porta Pluto nel tempio di Asclepio che è il dio della medicina e Asclepio guarisce Pluto. Nel finale della commedia i buoni sono ricchi e i malvagi sono poveri e quindi si è raggiunta questa utopia sociale. Anche questa commedia non è legata ad una situazione storica determinata, ma è un’utopia di natura sociale e l’obbiettivo è quello di creare un mondo più giusto e migliore attraverso una “favola” che è anche una parodia mitologica, perché il protagonista è un dio. Questo è un elemento importante perché noi sappiamo che gli argomenti principali della commedia di mezzo era la parodia mitologica e la descrizione di personaggi del popolo comuni (queste informazioni le sappiamo grazie ai titoli delle commedie); queste due commedie sia per la trama, sia perché propongono un’utopia sociale, slegata dalla realtà storica, sia perché hanno quelle novità nel trattamento del coro e l’assenza della parabasi anticipano il teatro proprio della commedia di mezzo. Noi sappiamo che il Pluto è un rifacimento di una commedia di 20 anni prima: è prob abile che ci fossero dei riferimenti a degli eventi, personaggi dell’epoca, della fine della guerra del Peloponneso che poi sono stati eliminati.