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Aristofane: le Commedie, Sbobinature di Greco

Riassunto e spiegazione ben dettagliata delle seguenti commedie: Gli Uccelli Lisistrata Tersmoforie Le Rane

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

In vendita dal 01/06/2026

chiarama10
chiarama10 🇮🇹

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GLI UCCELLI
Sono la prima commedia della seconda fase.
Nel 415 c’era stata la mutilazione delle Erme, un evento che aveva un po' sconvolto gli ateniesi e che
aveva fatto partire la spedizione in Sicilia sotto cattivi auspici, oltre ad esser stato un problema di
natura giuridica per Alcibiade. Gli uccelli sentono il clima che si respirava ad Atene dopo la mutilazione
delle erme, perché in effetti sono una commedia in cui si respira una forte carica di utopia. In questa
commedia Aristofane cerca di proporre agli ateniesi un’alternativa dove vivere e immagina una città
migliore, c’è proprio la volontà di evadere dall’Atene di quel tempo.
I protagonisti sono Euelpide e Pisetero, Euelpide significa colui che spera bene , mentre pisetero è il
compagno fedele. Sono due amici che nei loro nomi richiamano dei valori che evidentemente
Aristotele pensava che mancassero ad Atene in quel momento: la buona speranza e la fedeltà tra
compagni. Sono due Ateniesi che fuggono da Atene e decidono di fondare una città che si colloca tra
cielo e terra (si tratta chiaramente di una cosa totalmente fantastica) e fondano insieme agli uccelli,
la città di Nephelokokkugia (Nubi cuculia). A guidare gli uccelli è il re Upupa. La fondazione di questa
città risponde a leggi di onestà morale che evidentemente non sono più proprie di Atene: la volontà
dei due amici è quella di fondare una città ideale, utopica, in cui possano rivivere quei valori morali
che non esistono più in terra. Arrivano dalla terra dei personaggi loschi che vengono scacciati: un
fantone, un fattucchiere, una sorta di mago, uno che vendeva la propria testimonianza falsa per far
vincere i processi, un indovino, tutti personaggi che vengono cacciati a testimoniare il fatto che in
questa città non ci sono tutti quegli uomini che rendono la vita sulla terra invivibile (sono tutti
personaggi buffi, la cui entrata in scena genera il riso nel pubblico). Il problema arriva quando arriva
in questa città un’ambasceria degli dèi: questi protestano perché siccome questa città si trova tra il
cielo e la terra intercetta il fumo dei sacrifici che è destinato agli dèi. Arriva come ambasceria
Poseidone, Eracle e Triballo; Poseidone è il capo ed è quello che è meno propenso a trattare, Eracle
invece compare come tipico personaggio della commedia (Alecesti), è rappresentato come mangione,
qui lui è pronto a cedere pur di riavere i fumi dei sacrifici perché è affamato; triballo è un dio barbaro
che viene introdotto per generare comicità dal momento che parla una lingua incomprensibile. Alla
fine, c’è una discussione e si trova un compromesso: parte dei fumi del sacrificio si fermerà presso
questa nuova città e l’altra parte giungerà agli i e però gli uccelli e Pisetero ottengono che
diventeranno loro le nuove divinità, cioè gli uccelli sostituiscono gli dèi del pantheon greco. Pisetero
sposa Basileia (regalità), quindi Pisetero sostituisce Zeus. Nella prima parte della commedia gli uccelli
avevano raccontato che un tempo a governare il mondo erano loro non gli dèi: questo ritorno della
regalità sul mondo agli uccelli è una sorta di ritorno al passato, un passato non corrotto dal vizio e tutti
gli eventi spiacevoli che dominano il mondo e quindi di ritorno all’età dell’oro. Si tratta di un’opera
complessa perché a differenza delle altre, non è un’opera agganciata all’attualità politica, cioè è
agganciata all’attualinella misura in cui Aristofane immagina un mondo alternativo, però qui non
c’è un rinnovamento del corpo civico, con la cacciata del farmacos e un ritorno al passato per Atene,
ma c’è una sostituzione di Atene con un’altra realtà utopica. Questo rinnovamento non riguarda solo
Atene e la città degli uomini, ma riguarda anche il pantheon greco. Le due parabasi inoltre non
spezzano l’illusione scenica, il coro non si rivolge al pubblico, ma parla con gli attori in scena oppure
tra di sé.
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GLI UCCELLI

Sono la prima commedia della seconda fase. Nel 415 c’era stata la mutilazione delle Erme, un evento che aveva un po' sconvolto gli ateniesi e che aveva fatto partire la spedizione in Sicilia sotto cattivi auspici, oltre ad esser stato un problema di natura giuridica per Alcibiade. Gli uccelli sentono il clima che si respirava ad Atene dopo la mutilazione delle erme, perché in effetti sono una commedia in cui si respira una forte carica di utopia. In questa commedia Aristofane cerca di proporre agli ateniesi un’alternativa dove vivere e immagina una città migliore, c’è proprio la volontà di evadere dall’Atene di quel tempo. I protagonisti sono Euelpide e Pisetero, Euelpide significa colui che spera bene , mentre pisetero è il compagno fedele. Sono due amici che nei loro nomi richiamano dei valori che evidentemente Aristotele pensava che mancassero ad Atene in quel momento: la buona speranza e la fed eltà tra compagni. Sono due Ateniesi che fuggono da Atene e decidono di fondare una città che si colloca tra cielo e terra (si tratta chiaramente di una cosa totalmente fantastica) e fondano insieme agli uccelli, la città di Nephelokokkugia (Nubi cuculia). A guidare gli uccelli è il re Upupa. La fondazione di questa città risponde a leggi di onestà morale che evidentemente non sono più proprie di Atene: la volo ntà dei due amici è quella di fondare una città ideale, utopica, in cui possano rivivere quei valori morali che non esistono più in terra. Arrivano dalla terra dei personaggi loschi che vengono scacciati: un fantone, un fattucchiere, una sorta di mago, uno che vendeva la propria testimonianza falsa per far vincere i processi, un indovino, tutti personaggi che vengono cacciati a testimoniare il fatto che in questa città non ci sono tutti quegli uomini che rendono la vita sulla terra invivibile (sono tutti personaggi buffi, la cui entrata in scena genera il riso nel pubblico). Il problema arriva quando arriva in questa città un’ambasceria degli dèi: questi protestano perché siccome questa città si trova tra il cielo e la terra intercetta il fumo dei sacrifici che è destinato agli dèi. Arriva come ambasceria Poseidone, Eracle e Triballo; Poseidone è il capo ed è quello che è meno propenso a trattare , Eracle invece compare come tipico personaggio della commedia (Alecesti), è rappresentato come mangione, qui lui è pronto a cedere pur di riavere i fumi dei sacrifici perché è affamato; triballo è un dio barbaro che viene introdotto per generare comicità dal momento che parla una lingua incomprensibile. Alla fine, c’è una discussione e si trova un compromesso: parte dei fumi del sacrificio si fermerà presso questa nuova città e l’altra parte giungerà agli dèi e però gli uccelli e Pisetero ottengono che diventeranno loro le nuove divinità, cioè gli uccelli sostituiscono gli dèi del pantheon greco. Pisetero sposa Basileia (regalità), quindi Pisetero sostituisce Zeus. Nella prima parte della commedia gli uccelli avevano raccontato che un tempo a governare il mondo erano loro non gli dèi: questo ritorno della regalità sul mondo agli uccelli è una sorta di ritorno al passato, un passato non corrotto dal vizio e tutti gli eventi spiacevoli che dominano il mondo e quindi di ritorno all’età dell’oro. Si tratta di un’opera complessa perché a differenza delle altre, non è un’opera agganciata all’attualità politica, cioè è agganciata all’attualità nella misura in cui Aristofane immagina un mondo alternativo, però qui non c’è un rinnovamento del corpo civico, con la cacciata del farmacos e un ritorno al passato per Atene, ma c’è una sostituzione di Atene con un’altra realtà utopica. Questo rinnovamento non riguarda solo Atene e la città degli uomini, ma riguarda anche il pantheon greco. Le due parabasi inoltre non spezzano l’illusione scenica, il coro non si rivolge al pubblico, ma parla con gli attori in scena oppure tra di sé.

LISISTRATA

È la prima delle commedie di Aristofane che ha come protagonista le donne: delle 11 commedie che abbiamo di Ari ben 3 hanno come protagoniste le donne (Lisistrata, Tesmoforie azuse sono dello stesso anno). L'argomento di questa commedia è sia le donne che la guerra. Lisistrata è un nome parlante che vuol dire “colei che scioglie gli eserciti”, quindi in realtà il contrasto tra donne e uomini si inserisce nel tema molto più ampio e profondo della guerra. è una delle commedie più fortemente pacifiste di Aristofane insieme agli Acarnesi e la Pace. Il 411 è l’anno del colpo di stato e questo ha a che fare con la trama. Lisistrata è un’ateniese che un giorno chiama a raccolta tutte le donne greche e con queste decide una strategia per far terminare la guerra, perché sono stanche della guerra, sono stanche di essere abbandonate dai mariti e sono stanche di vedere i loro figli morire in battaglia. Una delle novità più belle in questa commedia è il panellenismo, cioè lisistrata si allea con tutte le donne greche , superando il contrasto tra le poleis. Le donne per convincere gli uomini a cessare la guerra attuano lo sciopero del sesso, le donne si rifiutano di andare a letto con i rispettivi mariti perché i mariti non sanciscono la pace. Le donne in un primo momento sono restie perché non ce la fanno: la rappresentazione delle donne fatta in questa commedia è una rappresentazione maschilista. Nel frattempo, giurano che resisteranno finché non ci sarà la pace, le altre donne greche vanno nelle rispettive città ad organizzare questa resistenza. Lisistrata con le donne ateniesi occupa l'Agropoli, fa una sorta di mini-colpo di stato, perché si racchiude intorno all'Agropoli, dove era racchiuso il tesoro della lega delio attica che serviva a finanziare la guerra; quindi, si impadronisce del tesoro statale per evitare che venga portata avanti la guerra. Il coro è formato da due semi cori: i vecchi uomini che parteggiano per gli uomini, e un semicoro di donne vecchie che parteggiano per Lisistrata. Questi due semicori sono anche i protagonisti dell’agone perché si scambiano le opinioni tra i vecchi che appoggiano gli uomini, che vogliono obbligare le donne a lasciar perdere e le vecchie che invece appoggiano Lisistrata. Alla fine, questi due semicori fanno la pace e soprattutto gli uomini spinti dall’istinto cedono e quindi nella parte finale arrivano gli ambasciatori di Sparta ad Atene che dicono di non farcela più, facciamo la pace, gli ateniesi dicono la stessa cosa e si sancisce la pace. Dietro al tema del sesso c’è il tema della pace, che è centrale. È un testo particolarmente innovativo perché Aristofane qui per la prima volta dà voce alle donne ateniesi. (le donne non partecipavano alla vita pubblica ma a quella civile si, anche loro si sono sacrificate per la guerra perché perdono la compagnia dei mariti e perdono soprattutto i figli). Ad un certo punto della commedia le donne dicono che tanto è inutile lo sciopero del sesso perché gli uomini tanto possono soddisfare i loro desideri o con le prostitute o con i fanciulli e Lisistrata fa un discorso quasi analogo a quello già letto in Ovidio, dice non vi preoccupate perché l’uomo è soddisfatto e felice del rapporto sessuale solo con sua moglie perché solo in quel rapporto c’è una piena felicità di entrambi. Discorso assolutamente moderno. Quello che fa Lisistrata è un vero colpo di stato e questa commedia è del 415: c’è chi ha visto in questa commedia un’anticipazione di quello che sarebbe successo con il colpo di stato dei 400. È probabile che Aristofane sapesse che si stava organizzando qualcosa, perché aveva conoscenza in quegli ambienti, in primis Socrate.

arriva mentre c’è un litigio tra Eschilo e Euripide. Dioniso allora si propone di fare da giudice a questa contesa poetica tra Eschilo e Euripide e decidere chi sia il miglior tragediografo. Questa contesa forma l’agone della commedia e succede che Dioniso che era sceso nell’ade per riportare Euripide, alla fine cambia idea e decide di tornare sulla terra con Eschilo. L'agone vede la vittoria di Eschilo e mette in luce in modo chiaro quali sono le caratteristiche della poesia Euripidea e quali della poesia eschilea. Euripide viene descritto come un poeta abile con le parole, ma con poca sostanza etica; di Eschilo si critica il fatto che la sua poesia è una poesia pesante, fatta di paroloni, composte, parole poetiche. però Eschilo è in grado con la sua poesia di dare dei consigli utili alla città, ha un contenuto etico, morale e politico che la poesia di Euripide non ha. Proprio per questo il fatto che Eschilo possa tornare sulla terra è visto come una possibilità di salvezza per Atene che stava per perdere la guerra del Peloponneso. Questa era la parodia di una scena di eschilo che sono i Mirmidoni in cui c’è la psicostasia, cioè una scena in cui venivano pesate l’anima di achille e l’anima di Memnone e era Zeus a pesare le due anime, alla fine pesava di più l’anima di Achille e quindi l’altro viene ucciso da Achille. Qui vengono pesate le parole di euripide e eschilo e alla fine eschilo risulta vincitore. In realtà Aristofane dice chiaramente che eschilo risulta migliore perché i suoi versi hanno una finalità educativa e quindi sono utili alla comunità cittadina, per cui rivendica il ruolo sociale e politico del teatro tragico, che deve orientare i cittadini nel prendere le decisioni migliori. La poesia di euripide metteva in discussione i valori su cui si fondava la comunità ateniese, mettendo in crisi Atene. Le rane abitano nella palude dello Stige, che è il fiume infernale e formano uno dei due cori. È una commedia in cui ci sono due cori, uno delle rane e uno degli iniziati.